giovedì 31 maggio 2012

I PRIMI TORNARONO A NUOTO DI GIACOMO PAPI (EINAUDI STILE LIBERO


«I primi tornarono a nuoto la notte del secondo giorno. A sciami, nelle ore disabitate, entrarono in acqua dai porti addormentati, dai moli senza nome, dalle anonime rive di melma ed erba dimenticate sulla terraferma, e nuotarono lenti in mezzo alla laguna illuminata e oscurata a intermittenza dalla luna e dalle nuvole, uscirono dal mare come granchi o come rane, arrampicandosi sui pali, sulle barche ormeggiate, sulle scale intagliate nella pietra e invasero le isole. Per molte ore nessuno li vide». (Giacomo Papi, I primi tornarono a nuoto)
Vengono dall'Ottocento, dal Rinascimento, dalla Preistoria. Sono uguali a noi. Chiedono spazio e ospitalità. Non sono minacciosi all'inizio, solo smarriti e voraci: vogliono vivere, proprio come noi. E i vivi? Adriano Karaianni è il medico che ha scoperto il primo rinato. Maria aspetta un bambino da lui. La loro storia fa da controcanto al destino che i vivi devono affrontare. Con un ritmo serrato e il nitore di una lingua che sa descrivere la ferocia dell'umanità condannata a una vita senza fine, Giacomo Papi racconta un mondo dove nascere diventa un crimine. E reinventa con grande originalità uno dei luoghi più fecondi del nostro immaginario, quello del «ritorno dei morti», in cui ogni epoca ha proiettato paure e desideri inconfessati. Hanno la stessa età e le stesse sembianze del giorno in cui sono morti. Ma presentano un metabolismo perfetto e sono famelici come bambini appena nati. Ricompaiono nei luoghi dove hanno vissuto. Un uomo vaga nudo davanti a quello che un tempo era il suo posto di lavoro. Cerca la sua vecchia fabbrica, ma si trova davanti a un nuovo grattacielo. Un ragazzino accoltellato a 17 anni durante una rissa non riconosce più niente. Il suo decesso risale al 1850. Il mondo si ripopola a ondate. All'inizio è una festa perché la morte è sospesa. Gli uomini attendono il ritorno delle persone che hanno amato, ma si continua a vivere in modo normale. Nessuno - nemmeno Adriano, il medico che ha diagnosticato il primo caso e che è in attesa di un figlio - sospetta che la terza ondata sarà così grande. Nella lotta furiosa che si scatena tra i vivi e i rinati, dare alla luce un figlio è insensato. Ma è l'unico, disperato modo, in cui Adriano e Maria combattono per restare umani. In un mondo in cui la morte è abolita, l'amore si rivela l'unica forza capace di spezzare la catena cieca della natura, e il desiderio di dare la vita l'unica via per riconnettersi con il senso - anche oscuro - dell'esistenza.

mercoledì 30 maggio 2012

KURUMUNY EDIZIONI AL CIRCOLO PIER PAOLO PASOLINI DI GROTTAGLIE CON “INVISIBILI vivere e morire all’ ILVA di Taranto” DI FULVIO COLUCCI E GIUSE ALEMANNO


Invisibili di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno saranno con il loro Invisibili edito da Kurumuny saranno al Circolo Pier Paolo Pasolini di Grottaglie. Dialogo con gli autori a cura di  Franco Calzolaio e Donatella Duranti (Coordinatrice Provinciale di SEL). L’appuntamento è per il 3 giugno alle 19,00 nell’atrio del Castello Episcopio di GROTTAGLIE
Proseguono le presentazioni del fortunato libro inchiesta scritto a quattro mani da Fulvio Colucci e Giuse Alemanno, di recente insignito con un premio come miglior reportage per il 2011 da parte della redazione della rivista letteraria e associazione PugliaLibre, con la seguente motivazione: Un testo snello eppure significativo, capace attraverso un registro narrativo di evidenziare le diverse problematicità dell’Ilva di Taranto; merito ulteriore è quello di non limitarsi a cronache e statistiche per dare voce a chi in quel contesto lavora e talvolta muore.

Non molto tempo fa gli operai dell’allora ITALSIDER vennero chiamati metalmezzadri. Era la generazione dei Cipputi, dei sindacati e degli scioperi che paralizzavano la produzione, della terra o del mare da coltivare, dopo il turno. L’ITALSIDER non c’è più. C’è l’ILVA. Una nuova fabbrica con un nuovo nome e nuove regole, ma soprattutto una nuova generazione. Una generazione che sogna la grossa vincita al gratta e vinci o al massimo la divisa da carabiniere. Per i nuovi operai dell’ILVA, divisi in normalisti e turnisti, il sindacato è lontano; al suo posto ci sono i tornei di calcetto aziendali che favoriscono la comunicazione, ma non troppo. Rimane la paura di non tornare più a casa e i santi a cui affidarsi, una volta custoditi nei portafogli ora immagini su cellulari. Le immagini dei santi si affiancano a quelle delle mogli, dei figli e delle famiglie e di loro è tutto quello che oltrepassa i torne lli dell’ILVA. La vita scandita dai turni. Tra la fabbrica e la vita fuori, lo spogliatoio dove si svestono i panni civili e si indossa la tuta da operai. Perché l’Ilva è anche volti stanchi, epopea di pendolari, famiglie e figli, doveri e rancori, solidarietà e silenzi, verità e menzogne. L’Ilva è carne viva, metafora di una condizione universale, piccolo spaccato di mondo. Una fabbrica non soltanto di acciaio ma di storia e storie. E sullo sfondo una città lontana assente, dai contorni sfumati come fosse di sabbia, la stessa sabbia che si indurisce nel naso e lo fa sanguinare. Invisibili di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno è un lavoro a quattro mani che raccoglie e racconta storie di uomini la cui vita è indissolubilmente legata al lavoro, sospesa in aria come il braccio di una gru, operai del più grande stabilimento siderurgico d’Europa, l’Ilva di Taranto. Ma è anche il racc onto delle contraddizioni di una città intera, sparsa su 2600 ettari di cui l’Ilva occupa 1600: facile capire chi comanda e chi dà da mangiare ai tarantini, più difficile è capire perché accade che dei bambini, come quelli di Taranto, siano in trincea per una guerra impari contro un nemico subdolo e imprevedibile, l’inquinamento. Il ricatto occupazionale e il sentirsi colpevoli di lavorare. Questo è uno dei pregi di Invisibili, la narrazione di un’umanità divisa fra la necessità e il rifiuto, la psicologia di chi ogni giorno passa quei cancelli aspettando il momento di uscirne, il malessere di chi sa che non può farne a meno pur essendone sempre tentato.

Le illustrazioni del volume sono di Christian Imbriani.

SULLE ORME DI IDRUSA di Wilma Vedruccio (Kurumuny) al Frantoio Turi Borgagne


Verrà presentato sabato 2 giugno alle ore 20,30 nell’ambito della manifestazione Borgo in Festa presso il Frantoio Turi Borgagne, il libro di Wilma Vedruccio dal titolo Sulle orme di Idrusa edito da Kurumuny. Sono previsti interventi di Giuliana Coppola, Luigi Chiriatti, e Lucio Toma. Letture a cura di Wilma Vedruccio e musiche a cura di Rocco Nigro
Protagonista del racconto di Wilma è Idrusa, personaggio di donna otrantina creata da Maria Corti e trasfigurata dalla storia nel mito. Quella raccontata da Wilma è quasi un’epopea e Idrusa ha la potenza di un’eroina della classicità: è senza età, non è soggetta alle categorie del tempo e dello spazio, incarna l’archetipo di donna proviene dal passato e si proietta indomita nel futuro. Idrusa ci riporta alla mente il ricordo di donne eccezionali, dotate di una straordinaria e inquietante personalità che si esterna nei rapporti interpersonali o che emerge a livello della coscienza individuale. Idrusa ha la stessa forza di Didone innamorata, che per amore mette in discussione il suo ruolo di regina e sempre per amore decide di uccidersi sulla spada di quello che è stato il suo uomo pur di non rinunciare a nulla di se stessa.
Ogni scelta di Idrusa sembra scaturire da un sentimento di inadeguatezza, dalla percezione del divario incolmabile tra lei e la realtà circostante: Idrusa si ribella alle convenzioni della sua intera comunità, stretta tra esigenze razionali e istanze emotive. Ma Idrusa non cede il suo cuore, non si rassegna, rivendica la sua anima e la sua intelligenza, resiste fino a incontrare l’amore e la passione sfrontata, che stravolge il cuore e imprime una svolta decisiva e irreversibile alla sua esistenza. Al libro è allegato il CD con il racconto di Idrusa letto da Wilma, che ci porge la sua voce con il giusto pudore, senza pretese attoriali, ma lasciandosi trasportare, come è naturale per l’autrice, dal desiderio del racconto.
La musica di Rocco Nigro segue con grande sensibilità il disegno di Wilma, amplifica le emozioni, sa allontanarsi fino a farsi bordone, oppure sa far danzare a fianco della voce il proprio tema. Personaggi del libro sono anche Otranto, il profumo del mare, i colori di certe albe, gli odori delle erbe, il Salento dei tratturi e delle pietre parlanti, civette dagli “occhi dolci come lampade a petrolio”.

“Muovere l'economia non sarà un'impresa” di Ivan Stomeo per i tipi di Kurumuny. Intervento di Vander Tumiatti (Fondatore di Sea Marconi Technologies)


E’ ormai da qualche anno che frequento il Salento, che ho avuto il privilegio di osservare nella sua complessità, nella sua bellezza, nelle sue tante lacune su più fronti, dalla comunicazione in materia di ambiente (mi rivolgo espressamente a questo settore dal momento che mi occupo per motivi di lavoro di energie alternative e di “green economy”), agli investimenti, al turismo. Ma sono convinto che prima o poi emergerà con forza un interesse a risolvere almeno i problemi maggiori di queste terre e si potrà lavorare con più serenità ed efficienza.
Col passare del tempo certi luoghi, certi nomi, mi sono sempre più familiari, ma soprattutto riesco a individuare pubblicazioni virtuose che fanno davvero grande il Salento. E’ questa disposizione d’animo che ha fatto sì che mi imbattessi in un delizioso prodotto editoriale dal titolo “Muovere l'economia non sarà un'impresa” di Ivan Stomeo per i tipi di Kurumuny. Ivan Stomeo vive a  Melpignano (Le), è geometra alle dipendenze di ASI Lecce e da sempre opera nell’ambito della .
politica. Ciò gli ha consentito di essere eletto sindaco della piccola comunità “greca” dove vive; fa inoltre parte del Consiglio direttivo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Virtuosi e del Consiglio direttivo e dell’Ufficio di Presidenze dell’Associazione Nazionale dei Borghi Autentici d’Italia.  L’area di interesse propria del volume in questione copre un’area geografica e umana molto interessante, ovvero quella della Grecìa Salentina, e nello specifico si fa riferimento ad una illuminata sinergia tra politica, impresa e amministrazioni,  verificatasi nella splendida Melpignano, nota nel mondo come patria della notte della Taranta.
Un libro, questo, che rappresenta un monito forte e deciso verso chi ha il controllo della “stanza dei bottoni” a livello provinciale, e regionale, quasi a voler sottolineare che la volontà e le energie per cambiare le cose nel Salento ci sono, e forse si potrebbe partire proprio da Melpignano.  Interessante per meglio comprendere la texture dei contenuti presenti nell’opera di Stomeo, riportare un estratto dalla prefazione di Giuliano Poletti (Presidente di Legacoop): “ (…) Il colloquio con Ivan, presente a Cefalù in rappresentanza dell’Associazione dei Borghi Autentici, la sua attenzione e il suo entusiasmo furono per me uno stimolo importante ad accelerare la definizione del progetto. Uno stimolo presto confermato dall’incontro che tenemmo subito dopo a Roma con gli altri dirigenti di AssoBAI. Ivan ci parlò del progetto che aveva avviato a Melpignano, per il fotovoltaico diffuso sui tetti. E ci chiese e ci propose di realizzarlo in forma cooperativa. Cominciammo a ragionarci su insieme e ne fummo anche noi convinti ed entusiasti: intuimmo che rappresentava un affascinante allargamento dei campi di azione che avevamo fin allora pensato per le cooperative di comunità, e che, pur presentando incognite e difficoltà, meritava di essere sostenuto e sperimentato. E partimmo, quindi, con gli incontri a Melpignano.  Come Ivan, anche gli altri promotori dell’iniziativa e la comunità tutta di Melpignano sono stati per noi una felice scoperta. Come tanti in Italia, avevamo sentito parlare della Notte della Taranta, e sapevamo del grande successo ottenuto dai comuni della Grecìa salentina – con Melpignano in testa – col recupero e la riproposizione in chiave moderna di una importante tradizione culturale. Ma poi, nei mesi successivi, le diverse iniziative tenute a Melpignano ci hanno consentito di entrare in contatto diretto con un’amministrazione locale attiva ed efficiente, davvero al servizio della sua gente e con tante persone disponibili a impegnarsi direttamente per lo sviluppo territoriale e il benessere della propria comunità. È stata una gran bella esperienza, culminata nello straordinario pomeriggio di luglio in cui è nata, nella bellissima piazza principale, la Comunità Cooperativa di Melpignano, con i 71 soci fondatori che per tre ore di fila, insieme al Sindaco intervenuto in rappresentanza del loro Comune, hanno ascoltato attenti e partecipi la lettura dell’atto costitutivo e le spiegazioni del bravissimo notaio De Donno. Mai mi era accaduto finora di veder costituita una cooperativa in piazza: a pensarci bene, il luogo più giusto per la nascita di una cooperativa di comunità. Un’altra delle felici intuizioni di Ivan e degli altri promotori!”. Tra gli obiettivi che si è data la cooperativa vi sono la riduzione dei consumi energetici incentivando l’utilizzo della bio-architettura, delle tecnologie dolci, e del risparmio energetico, la riduzione degli sprechi di acqua potabile, la riduzione dei gas-serra e dell’inquinamento atmosferico, l’aumento della raccolta differenziata e la riduzione dei rifiuti. Termino con una precisazione che avvalora ulteriormente il progetto: il ricavato della vendita del libro sarà devoluto al fondo “Genius Loci” dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia, dedita a sostenere piccoli progetti pilota delle comunità dei borghi.

martedì 29 maggio 2012

LUOGHI OSCURI DI MIRIAM PALOMBI (SENSO INVERSO EDIZIONI)


"Nella concitazione della fuga ogni stanza appariva uguale. Dietro di lui le mandibole mobili oscillavano mordendo l’aria e producendo un suono agghiacciante che gli s’incuneava nel cervello impedendogli di pensare lucidamente. Una notte, continuava a ripetersi. Soltanto una notte" (Estratto dal racconto “Stesso sangue”).
La paura non è solo sangue, la paura è ovunque e può nascere da qualunque cosa. E’ un corto circuito nella testa, un evento irrazionale al quale non si riesce a dare una spiegazione, è la rinuncia alla logica, allora si cerca rifugio in luoghi sicuri. Questo è il punto cardine di questa raccolta di racconti, l’ambientazione, luoghi sicuri che però improvvisamente, al calar delle tenebre, divengono altro, trasformandosi in luoghi oscuri e spaventosi. Luoghi Oscuri è un omaggio ai classici del genere horror, dagli albori del romanzo gotico ambientato in antiche magioni, “Stesso Sangue”, biblioteche antiche “La venticinquesima ora” e case infestate “L’esperimento” fino all’horror angosciante di Poe, dove è il nostro inconscio a proiettare demoni e paure come ne “La stanza d’albergo” e “Tredici piccole perle”. Leggendo “L’ antro della bestia” ritroviamo quel filone definito horror mitologico  sviluppato da Lovecraft, dove il male viene personificato, assumendo  forme ancestrali. Come si reagisce alla paura?  La paura si combatte, in “Giù nel profondo” il protagonista con ironia uscirà indenne da una spaventosa avventura nei sotterranei di Parigi, o vi si è succubi come in “Cose da bimba” , il protagonista di questo racconto finisce per soccombere a quella che era la sua più atroce paura infantile . La dinamicità ed  il finale incisivo colpiscono il  pubblico, sempre più attratto dalla morbosità di crimini efferati, purtroppo reali. Creare personaggi crudeli, inverosimilmente “cattivi” calati in situazioni irreali dove la logica è completamente stravolta, può servire ad esorcizzare le  paure quotidiane.  Mai potrà accaderci qualcosa di simile.
L'autrice - Nasce a Milano nel 1972, ora vive a Cerveteri in provincia di Roma. Ceramista e scrittrice appassionata di storia dell’arte medioevale, alterna la partecipazione a mostre ed eventi culturali, con la scrittura seguendo un filone di narrativa storico-fantastica e horror. Il suo nuovo libro è una raccolta di racconti horror  “Luoghi Oscuri”, edito  nel Marzo 2012 da SensoInverso.
Il suo primo romanzo, “La croce di Bonifacio”, è edito nel 2008 giunto alla seconda ristampa ,da  “Albatros Il Filo” edizioni,  suoi sono i disegni all’interno ed in copertina.

THE MIRROR CUBE DI GIASONE MORGAN (Youcanprint)


Crescere a Londra solo con la mamma è un conto, ma andarci insieme in vacanza è un’altro. Sentire che hai tanto da dire ma nessuno ha tempo di ascoltare. Così è l’adolescenza, mi dicono tutti. Qualche volta si vince qualche altra si perde. Per una volta almeno...ho vinto io.
Growing up in London with just mum is one thing, but going on holiday is another. Feeling like you have so much to say but no one has time to listen. Well that’s the teenage years, so they tell me. Some you win some you lose. For once just once I was a winner…

lunedì 28 maggio 2012

Tre giorni per morire di Karin Slaughter (Fanucci – TimeCrime). Traduzione di Tommaso Tocci


Tre giorni per morire segna il grande ritorno di Karin Slaughter, la regina del thriller americano, e della serie best seller inaugurata con L’ombra della verità.  Una finestra in frantumi. Un’impronta di sangue. Ed è solo l’inizio... Un atroce crimine ha colpito al cuore la periferia più ricca di Atlanta. Rientrando nella sua villetta nel verde di Ansley Park, Abigail Campano trova ad accoglierla vetri rotti, tracce di sangue e il corpo martoriato di una ragazza. Inizialmente, pensa che quelle membra straziate siano della figlia Emma: disperata, la donna si avventa su quello che ritiene essere l’aggressore. Poi, lentamente, la verità inizia a farsi strada: non è di Emma quel corpo riverso sul pavimento; non è il suo assassino quel ragazzo che Abigail ha appena ucciso, a mani nude. Le indagini vengono affidate alla polizia di Atlanta, ma torbidi giochi di potere e un errore di valutazione da parte delle autorità rendono inevitabile l’intervento di Will Trent, agente speciale del Georgia Bureau of Investigation. Perché c’è qualcosa in quei vetri rotti, in quelle tracce di sangue, nello sguardo spento di Abigail che solo Will Trent saprà leggere: ma dovrà fare in fretta, costretto a una corsa contro il tempo per evitare che altre vite vengano spezzate in nome di un segreto che nessuno sembra voler svelare.
Karin Slaughter è nata in Georgia nel 1971, è una delle autrici più celebri del crime internazionale: quaranta milioni di copie vendute nel mondo, traduzioni in trenta Paesi. Fra i suoi thriller, sempre in vetta alle classifiche, la serie che ha come protagonista Will Trent, inaugurata con il best seller L’ombra della verità (Timecrime, 2012) e di cui Tre giorni per morire rappresenta il secondo volume. Insignita (caso unico nella storia del premio) per quattro volte del prestigioso Crimezone Thriller Award, Karin Slaughter vive e lavora ad Atlanta.

«Mi irrita il fatto che scrivere thriller sia ancora considerato appannaggio pressoché esclusivo degli uomini. La violenza continua a essere vista come un loro territorio. Da una scrittrice, ci si aspetta che narri soprattutto di legami familiari. Non vi pare un’opinione un po’ superata?» Karin Slaughter


10 MODI PER IMPARARE A ESSERE POVERI MA FELICI con prefazione di Gianluca Morozzi (Laurana Editore). Dall’8 giugno in libreria


«Bisogna gettare il discredito sul danaro, scriveva Simone Weil. Questo momento storico è propizio per farlo. Abbiamo l’opportunità di toccare con mano la stupidità del denaro, del suo immaginario, delle sue menzogne. E, per converso, di riscoprire il mondo nella sua verità, nella sua poesia, ovvero nel suo senso più profondo. Di riscoprire la condivisione». (Marco Rovelli)
-Ci siamo abituati a essere ricchi. Non solo, ci siamo abituati – senza davvero rendercene conto – a essere felici solo quando possiamo spendere la nostra ricchezza, piccola o grande che sia. L’illusione è quindi di stare bene solo quando si compra qualcosa di nuovo, che sia un vestito o una gita fuori porta, un happy hour o un iPhone. E forse le cose stanno anche peggio di così. Ormai proviamo felicità solo quando scegliamo, e quando abbiamo comprato ormai non ci interessa più quello che stringiamo tra le mani.
Oltre che falso e ingannevole questo modello di vita non può più esser sostenuto in un momento di crisi internazionale come quello in cui viviamo ormai da anni. È quindi arrivata l’ora, come spiega Andrea Pomella in questo libro, di riscoprire una cultura della povertà che non sia miseria, ritrovando il piacere di custodire i propri averi senza sperperarli in desideri superflui, spezzando il luogo comune “ricco, allora felice” e liberando la ricerca della felicità dalle logiche della mercificazione. Per riportarla a quella dei sentimenti. Per uscire da un vicolo cieco esistenziale che sta spegnendo la luce sul nostro futuro.

domenica 27 maggio 2012

Il settimo sacramento di David Hewson (TimeCrime – Fanucci).Traduzione di Sara Brambilla


Roma. Durante un’estate torrida un bambino di sette anni, Alessio Bramante, figlio di un celebre professore di archeologia, scompare misteriosamente nelle catacombe che tagliano le viscere della città. L’uomo indagato per il supposto omicidio del bambino viene inspiegabilmente lasciato alla mercé della furia del padre di Alessio, che lo uccide senza esitazione: il solo ad andare in carcere, per un amaro scherzo del destino, sarà dunque Giorgio Bramante. Quattordici anni dopo qualcuno aggredisce Leo Falcone, collega dell’ispettore Nic Costa, che all’epoca aveva lavorato al caso senza riuscire a risolverlo. Bramante, nel frattempo, viene rilasciato, mentre in prossimità di Castel Sant’Angelo, all’interno di un museo dedicato alle anime del Purgatorio, viene rinvenuta una maglietta appartenuta al piccolo Alessio. Sulla stoffa, incredibilmente, vi sono tracce fresche di sangue. Ben presto, Costa e i suoi collaboratori si trovano a dover risolvere un atroce mistero legato all’antico culto di Mitra, e a una vendetta che sembra non essersi ancora pienamente consumata...


David Hewson è nato nello Yorkshire nel 1953. Ha collaborato come giornalista con il Times e il Sunday Times prima di dedicarsi interamente alla scrittura. Il settimo sacramento è il quinto volume della serie incentrata sul personaggio del detective Nic Costa da cui verrà tratta, tra il 2012 e il 2013, una serie televisiva ambientata a Roma. I precedenti quattro titoli, Il sangue dei martiri (2006), La villa dei misteri (2007), Il rituale sacro (2010) e Il morso della lucertola (2011), sono stati pubblicati da Fanucci Editore. David Hewson vive e lavora nei pressi di Wye, nel Kent.

«Ho passato talmente tanto tempo a Roma che credo sia difficile che le mie descrizioni sembrino esotiche. In effetti, ai giorni nostri è quasi impossibile mostrare l’esotismo in letteratura. La gente viaggia molto di più di una volta e, grazie a Internet, ha ormai accesso a migliaia di informazioni. Quello che cerco di fare nei miei libri è mostrare Roma così com’è nella realtà.» David Hewson

La Frontiera degli umanoidi di Fulvio Fusco (Youcanprint)


Una storia fantascientifica correlata da molte nozioni tecniche e cruenti avvenimenti nel profondo spazio interstellare, danno vita a questo inedito racconto. Nel 2307 la vita sulla Terra ha raggiunto livelli tecnologici impensabili ai nostri giorni, e gradualmente è stato conquistato lo spazio al di fuori del nostro sistema solare. Astronavi con nuove propulsioni ci condurranno a diversi anni luce dal nostro pianeta, fino a raggiungere una misteriosa “frontiera”.

Angeli Dimenticati di Nicola Capecchi (Youcanprint)


Marc, su consiglio del proprio psichiatra, si concede una vacanza dal lavoro per riposarsi. Egli sceglie di tornare al suo paese natale per rivedere i suoi genitori, che non vede da trenta lunghi anni. Busyville è una piccola città con pochissimi abitanti, rimasta ferma a trenta anni prima, chiusa al mondo esterno progredito, per vivere in una voluta e ostinata vecchia cultura. Una cittadina di gente per bene e caratterizzata da una grande tranquillità. Ma ben presto Marc si renderà conto che si tratta di una tranquillità del tutto apparente, quando in città cominceranno a verificarsi strani fenomeni, nei quali si troverà personalmente coinvolto. Quali misteri si nascondono all’interno di questa apparentemente tranquilla cittadina? Cosa troverà Marc indagando su quanto sta accadendo? Marc troverà anche l’amore in città, un amore bellissimo, forte e puro, un amore che andrà oltre ogni difficoltà, un amore che andrà oltre la morte.

sabato 26 maggio 2012

Romanticidio, di Carolina Cutolo (Fandango Libri) e Goodbye, Habibi! Virginia, di Clara Caverzan (Edizioni Anordest). Intervento di Nunzio Festa


"Pornoromantica" (Fazi, 2007), libro d'esordio e adesso fuori catalogo di Carolina Cutolo, c'aveva incuriosito in quanto avevano assistito in diretta, a viva voce dell'autrice, all'annuncio della sua uscita mentre Cutolo faceva Janis Joplin al Pigneto con la sua chitarra; e il libro ci convinse. "Romanticidio", seconda prova letteraria - la più difficile ? - c'ha interessato in quanto ci fidiamo, e non che per l'opera prima non sia stato in un certo senso anche così, dell'editore Fandango. E quando uscì il primo romanzo, aggiungiamo, lo collegammo idealmente a "La ragazza definitiva" (Castelvecchi, Roma, 2007) di Gisela Scerman, libro scelto in quanto c'aveva attirato al Salone di Torino di quell'anno grazie alla presentazione graffiante del testo, - che s'apre se non erriamo con l'immagine d'una piramide di corpi nudi in simil-orgia. Oggi, come si capirà più avanti, mettiamo invece Carolina Cutolo accanto alla Clara Caverzan che torna, dopo il successo dello 'scandaloso' "Desideria by Opluchi", con "Goodbye, Habibi! Virginia" (Edizioni Anordest). Più in là, naturalmente, spiegheremo pure il motivo dell'associazione. Ma andiamo a cominciare con il nuovo Cutolo. Premesso che la struttura, come soprattutto la lingua, non sono le maggiori competenze dell'ugualmente godibile romanzo, ecco che vediamo una morente (?) Marzia Capotorti, un po' persino alter ego dell'autrice, buona a servire e servirsi di cocktail che chiama cocktail-personalità, un po' qui vagamente alla Grasselli maniera, bartender cinica e furiosa col prossimo narrarci proprio dalle sue ultime ore tutto quel che può comunque e ancor scrutare. Quindi perfino il lato positivo d'una mamma considerata spesso male e i cambiamenti inattesi d'una vecchia amica. Con le confessioni, per giunta, delle cape del locale dove ha sgobbato. La confessione di Marzia emessa dalle stanze del coma e le falsità che deve subire dal letto del coma sono passato e presente della storia. Ché la trama di ricordi, è fatta. Prima che il colpo di scena sparigli le carte. Per l'occasione, a questo punto, ci facciamo aiutare da Laura Eduati, che su "Gli Altri" ha parlato del nuovo romanzo della scrittrice e cantante roma. "Con leggerezza arguta Romanticidio parla - ha scritto per esempio Eduati - di quello che assilla molte donne, il Grande Amore della Vita, quello che molte cercano di vedere in ogni luogo pur di non rimanere da sole. Fulminante la riflessione su Massimo, uno dei colleghi di Marzia: accusato dalla ex di essere uno stronzo perché l’ha lasciata, in realtà non si è mai prestato a doppiogiochismi e ha sempre  chiarito quali fossero i suoi sentimenti. Insomma, se a volte i maschi ci risultano poco onesti è perché condiamo i loro gesti e le loro parole di significati romantici niente affatto pertinenti. Occorre dunque compiere un romanticidio, senza però che il cuore diventi duro come il cuoio altrimenti le emozioni, quando arrivano, causano uno shock fortissimo ed è questo, in fondo, che dà origine a tutta la storia". Dunque, adesso, possiamo legare libro di Cutolo al ritorno di Caverzan. Perché le due opere, diversamente eppure seguendo a volte una scia comune, entrambe s'esprimono sull'amore e sul sesso ma senza fermarsi a questi due elementi del mondo. Se Desideria nel 2008 fu "il libro scandalo della sindachessa del Nordest", ché quella pubblicazione parlava liberamente del sesso nel Veneto bianco e apparentemente puro di Clara Caverzan, dopo quattro anni Goodbye, Habibi! è il giusto quaderno rosso per quante e quanti di turismo sessuale femminile non ne vogliono e/o non ne vorrebbero sapere. Sulle tracce d'Erica Jong, Caverzan usa la sua voce inarrestabile per mettere la sua Virginia a stretto contatto innanzitutto con un marito che la maltratta. Dove le frasi dell'autrice di Montebelluna sono pietre lanciate sul volto della protagonista della trama. Quindi tutto comincia al primo tradimento di lei. Da Damiano. Invece il cambio effettivo e reale di passo, allora di scelte della donna e da donna sempre della protagonista, appare dopo l'Egitto perfino condiviso inizialmente col marito. Almeno fino a Bahr. Sino alla comparsa dello stuzzicante Bahr. Le scopate di Virginia somigliano molto alle scopate descritte da Aldo Busi. Come i sentimenti da lei cercati somiglianto tantissimo ai sentimenti miraggio dei libri di Busi. La riflessione di Clara Caverza, però, carezza i soldi che le italiane e le  occidentali in genere passano al nubiano di turno: in cambio di prestazioni schiavistiche. Registra la forza della moneta che compra donne e uomini. Rovinandoli.        

venerdì 25 maggio 2012

La paura della lince, di Antonella Cilento (Rognosi). Intervento di Nunzio Festa


Il primo romanzo giallo della scrittrice napoletana Antonella Cilento, "La paura della lince", è leggere un Guido Reni mentre il quadro vola a pelo d'acqua. Infatti protagonista della storia è, in prima battuta, proprio una delle tele più quelle del Reni: dove una lince, s'aggiunga, sconvolge l'ambiente descrittivo dell'opera. Ma ecco che nello spassoso e molto ironico ultimo romanzo di Cilento troviamo soprattutto il razzismo che sbarca a Napoli e il malaffare che non si sposta da Napoli. Perché, appunto, il capoluogo campano, che fu solamente accoglienza sincera e forse poca altezzosa superiorità morale e materiale dei ricchi, somiglia sempre di più a quelle fettucce di Nord proprietà sentimentale e pratica della Lega dei Bossi e famigli a vario titolo. Che sanno dei Borghezio pronti a bruciare barboni e migranti. Mentre in La paura della lince un onorato preside scolastico gioca a sparare agli immigrati che non sopporta. L'intreccio è costruito magistralmente. Quando una bambina, orfanella, per aggiungere un tassello fondamentale, è catapultata in vicende solamente all'apparenza più grandi di lei. Tra persone che scompaiono e soggetti che riappaiono, siamo nella novella che illustra un giro di soldi e opera d'arte a favore di chi da questi vuole e può arricchirsi. Quasi camorra a parte. Autrice di forza e audacia, Antonella Cilento non teme che immettendo nelle vicende piccoli accadimenti da spettacolo d'attualità e di commenti da seconda serata possa svilire il sottotraccia del suo romanzo. E riesce a restare immune, appunto, dal pericolo. Seppur il forte rischio esisteva. Un piccolo editore partenopeo è stato capace, preme sottolineare, di darci un libro brioso della nostra Antonella Cilento, il suo primo giallo che vogliamo invece catalogare fra le pubblicazioni che hanno il bel coraggio di non spaventarsi difronte alla vastità di temi che quotidianamente sono malattia per la porzione di popolo che mai dovrebbe rassegnarsi a subire gli atti delle cattive abitudini. I colpi di scena del romanzo, poi, danno a lettrici e lettori una voglia che si rinnova di non abbandonare neppur per un microscopico secondo le pagine di Cilento. Arte non da tutti, va detto. Arte che la narratrice Antonella Cilento, ci dice con e tramite l'azione della scrittura, non ha alcuna intenzione di dismettere. Grazie al cielo e al mare. 

Il sesto e altri racconti psychotropic noir di Stefano Delacroix alla Galleria 25


Presso la Galleria 25 in piazza Orazio Flacco, 24 a Venosa (Potenza) alle 19:30 il 27 maggio 2012 torna la letteratura con Stefano Delacroix, cantautore prestato alla narrativa che – dopo aver firmato i due romanzi del 2007, “La memoria del mare” e “Peristalsi” –  presenta la raccolta “Il sesto e altri racconti psychotropic noir” edito da Lupo Editore. Introduce la serata Mara Venuto.

Negli otto racconti di questo libro (più una bonus track) il noir è in ogni personaggio e ciò rende lo scorrere delle pagine piene di suspance. Ne Il Sesto si aboliscono le differenze tra mondo interno e mondo esterno, tra memoria e attesa del futuro: il tempo non scorre se non nel flusso circolare del percepire-ricordando, eppure le vicende avvengono: suicidi determinati da una falsa percezione dell'altezza; errate letture del mondo che si riconducono alla fatalità di un nome e che conducono a costruire la propria morte, apparentemente accidentale. Il noir di Delacroix è psicotropo, ma nopn psicotico ed è inscritto sul fatto leggero, ma ineluttabile, che la follia è una distrazione della percezione.

Stefano Delacroix - Nasce a Taranto nell'agosto '66, da genitori leccesi. Dopo la militanza tra le band giovanili ed un album pubblicato nel 1986 con la band The Act per l’etichetta torinese Toast, scoperto da Maurizio Montanari, approda alla corte di Mimmo Locasciulli, che ne pubblica tra il '94 e il '97 i primi due album da solista, "Ribelli" e "La legge non vale" (Ed.Hobo e distribuzione Sony Music). Nel ’96 scrive “Che Fine Farò” per l’attore italiano Alessandro Haber (Hobo, distribuzione Sony Music) e partecipa nel ’98 all’album “Uomini” di Mimmo Locasciulli, che duetta ancora con lui nel brano “Non è Stato Facile”, tratto da “Ribelli”, sulla raccolta“Aria di Famiglia” (2002). Dopo tournée in Italia ed all’estero, accanto a Goran Kuzminac, Mario Castelnuovo, Claudio Lolli e lo stesso Locasciulli, Delacroix esordisce nella letteratura nel 2007, con due romanzi:"La Memoria del Mare" (ed. LaRiflessione) e "Peristalsi" (ed. Il Foglio), ai quali fa seguito, in principio del 2009, "IlSesto" (LupoEditore) , raccolta di racconti noir giunta nel 2012 alla seconda edizione, sempre per Lupo Editore. Inoltre, sta scrivendo una storia a puntate su DesertoItaliano il blog di Agostino Palmisano  (http://desertoitaliano.wordpress.com/)

MO(N)DI DI SCRIVERE. SCRIVERE PER IL CINEMA (9-10 Giugno 2012) con OMAR DI MONOPOLI PRESSO TENUTA SCALOTI. (Strada S. Pietro in Lama – Copertino, n. 10)


Come si scrive la sceneggiatura di un film o un testo per la tv o radio partendo da un testo letterario? Il modulo “Scrivere per il cinema” del corso MO(N)DI DI SCRIVERE (9-10 giugno 2012) vuole trasmettere ai partecipanti l’importanza per uno sceneggiatore di costruire scene, sequenze, personaggi che si raccontano attraverso dialoghi e set diversi. A tenere il corso OMAR DI MONOPOLI, scrittore e sceneggiatore. Nel 2007 ha esordito con il romanzo “Uomini e cani” (Premio Kilhgren Città di Milano, presto al cinema) cui sono seguiti nel 2008 “Ferro e fuoco” e nel 2010 “La legge di Fonzi” (adattato in sceneggiatura dal Torino FilmLab). Ha collaborato come soggettista con Edoardo Winspeare e ha scritto il radiodramma “L’Uomo Termoionico” per Radio Rai3. I partecipanti verranno da lui guidati verso un percorso che attraverserà le varie tappe dello scrivere per il cinema: dall’idea per un buon soggetto all’analisi del suo adattamento per i diversi media. L’importanza di documentarsi, lo studio dei classici e la capacità di metabolizzare l’autobiografismo sono le principali tappe per mettere a segno una buona sceneggiatura. Il corso è strutturato nella formula WEEK-END FULL IMMERSION per la durata totale di 15 ore (sabato 9 e domenica 10 dalle 9:30 alle 18:30) con pranzo offerto e condiviso nella fantastica Tenuta Scaloti (strada S. Pietro in Lama – Copertino, n.10), una villa d’epoca immersa nella natura. Le iscrizioni scadono il 7 giugno. Per iscriversi o per info scrivere a redazione@lupoeditore.it o telefonare ai numeri 329 4178895 / 338 4598211 e consultare il sito www.lupoeditore.it (sezione CORSI).

giovedì 24 maggio 2012

Tre noci moscate nella dote della sposa di Simona Cleopazzo (Lupo editore) al Lug di Copertino (ex asilo Spallanzani)


Tre noci moscate nella dote della sposa di Simona Cleopazzo (Lupo editore) sarà presentato al Lug di Copertino (ex asilo Spallanzani) a Copertino, il 26 maggio 2012 alle ore 20,00. Interverranno Sandrina Schito, Anna Cordella,  e la lettura sarà affidata a Nabil dei Radiodervish che per la prima volta presta la sua voce musico/narrante per un’opera letteraria. L’incontro è promosso da ACME LAB, I Sotterranei Arci e Nubes
Silvia, studentessa fuori sede in quel di Bologna, condivide con altri la casa degli amori impossibili e sbarca il lunario spendendosi in mille lavori che, se da un lato la mettono a contatto con la sofferenza altrui, dall'altro le consentono di misurarsi con la propria vena creativa: nella trattoria in cui affianca la cuoca Cecilia tutti vorrebbero conoscere il segreto del suo ottimo ragù, ma lei va a istinto perché la nonna-mà non ha mai voluto rivelarle il quid che rendeva il suo così speciale. Il dolore e il cuore, dunque: la vita di Silvia si riassume in questi due "sapori" che ne determinano l'essenza fin dalla sua infanzia difficile, segnata dall'abbandono dei genitori e dalla faticosa ricerca di sé, in una sorta di disamore che le sue sfortunate relazioni sentimentali sembrano confermare nutrendone il disperato orgoglio. È la fine del matrimonio con Marco che la spinge a tornare in Salento, col vuoto nell'anima ma tanto coraggio, per ritrovarsi: con lei, il gatto Michelone e un'importante rete di amicizie femminili capaci di sorreggerla nel suo nuovo inizio. Mentre la memoria si affolla dei personaggi che le hanno dato e tolto, si profila l'universo umano di Silvia nel raccoglimento delle stradine leccesi in cui lei muove i primi passi, nella riscoperta delle passioni sociali, negli incontri che bussano alla sua anima cucita coi fili di seta. Così il cuore ricomincia timidamente a battere, per aprirsi totalmente all'autenticità dei suoi slanci, cosciente che nel mondo delle donne vi è una profonda forza talvolta travestita di follia, ed è qui che si combattono le grandi battaglie. Ora sono le voci delle donne - da Alda Merini a Simone de Bouvoir, da Sylvia Plath a Giuni Russo.. .- a scandire i ritmi di questa scrittura travolgente (tra diario, romanzo e cronaca) che giunge ancora una volta a raccontare una verità al femminile.

Simona Cleopazzo - Nasce a Nardò. Lavora dal 1994 nel terzo settore, a Bologna e a Lecce, dove vive attualmente. Organizza laboratori di scrittura in carcere, progetti contro lo sfruttamento del lavoro minorile nelle scuole e scrive progetti culturali sociali. Assieme a tre amici fonda la L.I.L.A. di Lecce. Attualmente è attiva nell' associazione A.C.H. - Ammirato Culture House, una casa comune - una "hub" - concepita per attivare processi di partecipazione e di collaborazione tra diversi attori culturali, locali e internazionali. È sposata e ha due figlie Micol e Caterina, di dodici e un anno, che le danno una mano a mettere in ordine i fogli di appunti sparsi per casa.

Nabil (Radio Dervish) - Nabil Salameh, "Nabil" (Ṭarāblus, 1962), è un cantautore e giornalista palestinese fondatore del gruppo Radiodervish e Al Darawish. Dal 1998 al 2007 ha lavorato come corrispondente in Italia per l'emittente internazionale Al Jazeera (a lui era affidato il "punto di vista occidentale" di temi di rilevanza internazionale, come ad esempio gli attentati dell'11 settembre 2001).

A quei tempi non si buttava niente di Nicola Bruno (Youcanprint)


Un figlio ricorda la vita di rinunce e di sacrifici del padre, dall’infanzia strappata ai banchi di scuola, alla tragedia della guerra sul fronte russo, alla lunga prigionia, fino alla vecchiaia dopo anni di lavoro e molto altro ancora. Una vita ricca (fin troppo) di fatica, senza mediazioni che la rendessero meno dura; una fatica che definire da “sole a sole” o dall’alba al tramonto è ancora troppo poco, perché prima dell’alba si era già in cammino verso i campi e dopo il calare del sole, in autunno, si continuava in cantina o nel frantoio. Un mestiere, quello del contadino, che si fa dall’alba al tramonto della vita, stregati dalla terra che si lavora fin da bambini. A quella fatica furono iniziati i figli per sollecitarli a impegnarsi negli studi e costringerli a fuggire dalle privazioni dei padri e dei nonni, “per non fare la loro stessa vita”. Una vita comunque ricca di ideali e passione politica, di fede, amore e amicizia, una vita pregna di solidarietà. Dai racconti emerge uno spaccato della vita di paese fatta di usanze e tradizioni, proverbi dialettali, venditori e compratori ambulanti, fughe di animali per i vicoli, artisti e giochi di strada, mestieri ormai scomparsi, forni pubblici sempre affollati e piatti della cucina regionale pugliese. E poi la bellezza della campagna pugliese ricca di trulli e muretti a secco, campi di grano e distese di mandorli, ulivi, peschi e ciliegi, vigneti ad alberello e tendoni di uva da tavola, cespugli di more e di asparagi, macchie di origano e di finocchio selvatico. Una campagna dove ascoltare il campanaccio lontano delle mucche al pascolo di una masseria; una campagna che ancora ti rallenta con i suoi greggi e ti stordisce con le sue cicale, che affascina il viandante in un tripudio di suoni, colori e odori. Questo libro è innanzitutto un atto d’amore di un figlio verso il padre, un omaggio alle comuni radici contadine e a un passato troppo spesso rimosso per effetto della sbornia della modernità. Dalle pagine emerge il desiderio di contrastare la tendenza a cancellare uno spazio e un tempo della nostra storia comune, di restituire dignità a cose, luoghi, affetti, sentimenti che il mondo attuale considera preistorici, e di cui in qualche caso addirittura si vergogna.

mercoledì 23 maggio 2012

Relazioni Stato-Chiesa e cultura politica nei paesi a tradizioni cattolica: Italia, Spagna e Polonia di Ada Serra (Altrimedia Edizioni), In libreria dal 28 maggio


MATERA - Sarà in libreria a partire dalla prossima settimana, l'atteso saggio d'esordio della giovane giornalista romana Ada Serra, "Relazioni Stato-Chiesa e cultura politica nei Paesi a tradizione cattolica: Italia, Spagna e Polonia", utile a raccontare i rapporiti tra Stato e Chiesa Cattolica in tre Paesi considerati di cultura cattolica.  La ricerca parte dal profilo storico-legislativo per approdare a un'analisi di cultura politica. Dal Concilio Vaticano II agli ultimi Concordati, quest'ultimi analizzati e comparati per una divulgazione più puntuale.  Uno studio che si permette di viaggiare all'interno d'un tema poco trattato, ma sostanziato da letture e rielaborazioni di fonti apprese direttamente nella loro lingua originale. Dai verbali delle sedute parlamentari ai documenti delle conferenze episcopali delle varie nazioni; una mole di nozioni e fasi storiche, materiali dai quali non è possibile prescindere e che sono passati sotto la lente dell'attenzione dell'autrice.  Finalmente una nuova occasione per discutere e riflettere su: laicità, laicismo, multiculturalismo, libertà religiosa. Mettendo al bando luoghi comuni e, soprattutto, pregiudizi. Un saggio che promette d'incuriosire, far pensare. Che deve far ragionare. Già premiato, in forma inedita, al Premio Letterario "La città dei Sassi".

Un tipo americano: inquietudini e amore nell'America degli anni '30. Il romanzo postumo di Henry Roth dal titolo “Un tipo americano” giunge in Italia, pubblicato da Garzanti. Intervento di Roberto Martalò


Scrittore di successo già al primo libro (Chiamalo sonno del 1934), Roth vive un blocco creativo di circa 50 anni, fino alla scrittura e pubblicazione di “Alla mercé di una brutale corrente”,  opera di 6 volumi, 4 dei quali sono stati pubblicati in Italia ( Una stella sul parco di Monte Morris, Una roccia per tuffarsi nell'Hudson, Legàmi e Requiem per Harlem, tutti editi da Garzanti). Ritrovato tra gli appunti di Roth e impaginato grazie a un sapiente lavoro di editor, Un tipo americano si inserisce nel filone degli scritti precedenti dell’autore, tutti di chiara matrice autobiografica e capaci di raccontare, tramite la vita del protagonista, il modello e il sogno americano. Il protagonista è Ira Stigman, alter ego di Henry Roth. Scrittore precoce, ma uomo inetto,  viziato e tutelato da Edith, sua matura mentore e amante, Ira conosce M nella residenza artistica di Yaddo, dove aveva trovato ospitalità per un soggiorno alla ricerca dello slancio creativo che, con il suo primo romanzo, sentiva essersi esaurito. “Smarriti i propositi; smarriti lo scopo, lo slancio. Dentro di me stava avvenendo un cambiamento profondo nel modo in cui consideravo il mio lavoro, nella mia obbiettività. È difficile spiegarlo”. L’incontro con M mina le convinzioni di Ira, lo induce a ripensare alla sua vita da un’altra prospettiva, lo convince a cercare se stesso secondo la più classica delle esperienze intime americane: il viaggio coast to coast. Evocativo e profondo, l'opera narra le vicende della vita di Ira – Henry, ne descrive le angosce e i tormenti di chi cerca di percorrere la propria strada, da solo.  Non solo, lo scrittore ci offre lo spunto per ragionare su quello che era il modello americano negli anni ‘30/40: l’obbligo di inseguire il successo a tutti i costi, le difficoltà degli ebrei in quel preciso periodo storico, le disillusioni sull’ideologia comunista, e di sinistra in generale, e le contraddizioni del sistema capitalista. Nell’amore per M e nella costituzione di una famiglia, il protagonista troverà le risposte alle proprie domande. La scrittura di Roth è coinvolgente, risucchia il lettore portandolo oltreoceano, in un’epoca così lontana, eppure tangibile grazie alle scelte sintattiche e lessicali dell’autore, accurate e precise, mai lasciate al caso (per questo bisogna fare i complimenti anche a chi curato la traduzione in italiano). Non può, infine, non destare interesse e curiosità la vicenda umana e artistica dell’autore e del suo personaggio che ha vissuto un blocco creativo di ben 50 anni. La penna di Roth lascia un segno, possiede una profonda dimensione interiore, sebbene uno dei motivi di interesse del libro stia anche nelle sue riflessioni riguardo la società americana: da questa sua capacità di ”entrare dentro” il lettore si deduce la grandezza di Henry Roth.

martedì 22 maggio 2012

I DEMONI DELLA NOTTE di Kim Harrison (Fanucci, collana Tif Extra). In libreria dal 24 maggio 2012


L’affascinante cacciatrice di taglie Rachel Morgan non riesce proprio a trovare un attimo di pace. Dopo aver recuperato il focus, Rachel deve fare l’impossibile per tenerlo al sicuro: è un oggetto estremamente potente, e se finisse nelle mani sbagliate potrebbe provocare una guerra di potere inderlandiano. La strega più sexy ed esuberante di Cincinnati è ora alle prese con una catena di misteriosi omicidi che apparentemente non hanno nulla in comune se non la razza delle vittime: sono tutti licantropi. E proprio al focus sembrano essere legati gli omicidi, in un complicato intreccio che solo lei può ricostruire. Insieme al suo fedelissimo folletto chiacchierone Jenks, all’elfa Ceri e al nemico di sempre Trent Kalamack, Rachel sfiderà ancora una volta il pericolo per salvare il mondo e le persone che ama. A complicare le cose si aggiungeranno un demone tanto folle quanto potente, un patto da sciogliere per purificare la sua aura contaminata dalla magia demoniaca e i morsi di una fame insaziabile che la legano alla bella vampira Ivy e al suo nuovo e attraente fidanzato Kisten.

Kim Harrison è nata nel Midwest, unica ragazza tra moltissimi fratelli. Ha scoperto la passione per la scrittura a soli quindici anni, all’inizio dedicandosi alla fantascienza tradizionale (il suo autore preferito è Ray Bradbury), ma pian piano accostandosi sempre più alla urban fantasy. Ha collaborato con Kelley Armstrong, Lynsay Sands e Lori Handeland alla stesura dell’antologia Dates From Hell. Per Fanucci Editore ha già pubblicato: Il bacio di mezzanotte, Il demone malvagio, Le creature della notte e Il fascino della notte. I suoi libri sono costantemente in testa alle classifiche del New York Times.

lunedì 21 maggio 2012

La ricetta segreta della felicità di Jules Stanbridge (Leggereditore) In libreria dal 31 maggio


Prendi una single di trent’anni, un pizzico di incertezza e amalgama con cura. Poi aggiungi due cucchiai di cattive notizie e una decisione importante. Non dimenticare gli ingredienti base: uova, farina, lievito, limone, zenzero, cioccolato, vaniglia, tanta dolcezza e un pizzico di destino. Versa, mescola, fai decantare un po’, metti tutto in forno e fai attenzione a non bruciarti... E se la vera ricetta della felicità si fa attendere, non perdere la speranza! Forse si nasconde proprio lì, dietro il sorriso di chi ha appena gustato la torta perfetta. Ma quale sarà la ricetta migliore? Lo scoprirai solo assaggiando fetta dopo fetta... Con un imminente rientro al lavoro, decidodi schiarirmi le idee e di fare un’altra torta Victoria per le mie colleghe in ufficio. Cucinare lenisce i dolori dell’animo. Se devo essere sincera, sono terrorizzata all’idea di tornare in ufficio. Metto il frullatore alla massima velocità. Il pensiero di tornare alla routine di una multinazionale multimilionaria che a malapena si accorge della mia esistenza, e dover avere a che fare con il mio capo che è una maniaca del controllo, mi riporta alla domanda che mi sono costantemente posta negli ultimi mesi. La mia vita è tutta qui? Okay, c’è la nota spese, l’Audi con gli interni sportivi parcheggiata nel vialetto di casa, i viaggi e lo stipendio che mi permette di comprare non uno ma ben due paia di Manolo; c’è tutto questo... Ma mi rende felice? Davvero felice? Medito su questa domanda mentre lecco il cucchiaio con l’impasto del dolce, ma conosco già la risposta.
Jules Stanbridge è una giovane autrice inglese, appassionata di storie romantiche e di cucina. Sin da piccola adorava confezionare torte e delizie per la vista e il palato. La ricetta segreta della felicità è in corso di pubblicazione in Germania, Francia, Norvegia e Spagna.


domenica 20 maggio 2012

Il comune in rivolta. Sul potere costituente delle lotte di Antonio Negri. Con la prefazione di Gigi Roggero (Ombre Corte). Intervento di Nunzio Festa


Una premessa è d'uopo: Toni Negri è il pensatore che ha ancor oggi l'audacia d'esprimere questa posizione: "sarebbe importante ritornare dal cristianesimo a Cristo e dal comunismo a Marx". Dettò ciò, è necessario invece incominciare ricordando che i saggi e gli articoli raccolti in "Il comune in rivolta. Sul potere costituente delle lotte", in buona misura sono pensati e discussi all'interno dell'esperienza collettiva di UniNomade (rete di ricercatori, accademici, studenti e attivisti di movimento che dal 2004 ha iniziato un percorso di ricomposizione delle intelligenze critiche intorno a un desiderio comune: costruire un dispositivo di autoformazione e di dibattito pubblico mettendo a tema i concetti, i linguaggi e le categorie che le esperienze teoriche e pratiche dei movimenti hanno espresso in questi ultimi anni). Quindi innanzitutto il metodo. Ma se fosse solamente l'analisi e la proposta di questo, non si spiegherebbe, come invece avviene, la descrizione delle vicende spagnole e tunisine dell'ultimissimo periodo: dalla mediatica e preparata iniziazione di Primavera Araba - in questo caso dovremmo aggiunge i reportage analitici di Macchi per capire meglio - alla sobillazioni dei centri di Madrid e sorelle con le tende piantate nel cemento delle piazze. Qui infatti è pratica. Esperienza. Esperienza della storia. Che comunque non possiamo slegare dalla discussione sul processo di produzione e, infine, sulla finanziarizzazione imposta alla vita delle comunità e persino alle vite comunitarie. I saggi di Antoni Negri riprendono Marx, Gramsci e Foucault. Perché è necessario aggiornarsi nella teoria. Ché è più che utile attualizzare le teorie. "C'è comune solo quando c'è potenza costituente": questo comunque è il vero cuore, il nocciolo del discorso di Negri. Allora rivisti Karl Marx e Foucalt, nella prima e seconda parte dell'essenziale libro, si passa al settore definito da "Una rottura italiana: produzione vs sviluppo"; come ancor meglio dalle critiche alla socialdemocrazie europee che dagli anni Settanta nulla più hanno capito del capitalismo e dei suoi cambiamenti. Ma Toni Negri non riuncia, alla fine dei ragionamenti, a ipotizzare un futuro per la sinistra. Appunti, tra l'altro, che andrebbero preso sul serio anzi in grandissima considerazione dal mondo politico in tutte le sue diverse e differenti compenenti. Sicuramente non tralasciando che "il progetto di un movimento di lotta e di govero (vecchio paradigma della sinistra) non funziona più perché, quando ci si confronti alla governance imperiale, la potenza di cattura delle istituzioni è più forte di qualsiasi tentativo di rinnovare l'ordine della società e di democratizzarne l'amministrazione". E come dare torto a Negri, qui. Vedi, in ultimo, i propositi quindi del nuovo soggetto recentemente costituitosi nella vera e piccola galassia progressista, Alba (Alleanza lavoro beni comuni ambiente, che naturalmente sosteniamo a pieno). E Antonio Negri vede una sinistra utile dove la sinistra diventa potenza costituente. Ma come dovrebbe fare la sinistra a divenire davvero potere costituente? Lo spiega il filososo: "Il potere costituente deve organizzare l'apertura dei beni comuni alla produttività sociale e la riappropriazione della struttura finanziaria della produzione per destinarla a finalità comuni"; serve "sviluppare costituzionalmente politiche di autoformazione e di formazione comune che investano l'intero quadro produttivo"; "Le politiche universitarie e quelle della comunicazione devono superare non solo l'attuale condizione di miseria privatista ma anche il livello dell'organizzazione pubblica dell'insegnamento per diventare motori nella costruzione del comune e dell'integrazione sociale"; "l'allargamento degli strumenti della democrazia diretta è fondamentale"; deve "diffondere potere sul territorio e far partecipare i cittadini alle funzioni di governance". Una sinistra che sia nuovo Principe, infine. Ma sempre e solamente nelle lotte.

La pittrice di anime di Isabel Wolff (Leggereditore). In libreria dal 31 maggio


Ella è una ritrattista di grande successo e sensibilità: dalle sue opere emergono le sfumature più intime e vere di chi le si rivolge. Il suo atelier diviene così un luogo nel quale tirare fuori sé stessi, conoscersi meglio. Perché dietro ogni volto si nasconde una storia che vale la pena di essere raccontata. C’è una donna che guarda al passato, con l’animo di riconciliarsi con la sua lunga vita, ce n’è una che tenta di convivere con i primi segni del tempo, e poi c’è lui, un uomo che col passare delle ore le si fa sempre più vicino. Incontro dopo incontro, Ella percorre un cammino fatto di empatia e conoscenza, fino a che una lettera inattesa la obbligherà a riscrivere la propria storia familiare, confermando con ancor più forza l’ingannevole peso delle apparenze. Ora le rimane un ritratto da dipingere, quello che la illuminerà come solo la vita stessa,con tutta la sua meraviglia, sa fare. Isabel Wolff è un’autrice molto affermata in Inghilterra e nel mondo. Ha scritto sette romanzi, tutti best seller di grande successo, tradotti in venti paesi. È stata spesso paragonata ad autrici del calibro di Marian Keyes e Cecilia Ahern. Passione vintage, pubblicato nel 2010 da Leggereditore, ha segnato una svolta nella sua carriera ed è in corso di pubblicazione in Germania, Francia, Spagna, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Russia, Serbia, Svezia, Thailandia, Taiwan, Turchia e Vietnam.

sabato 19 maggio 2012

L’inganno dell’oscurità di Emma Holly (Leggere editore). In libreria dal 31 maggio


In libreria, il capitolo conclusivo di una serie che ha incendiato gli animi delle lettrici italiane. La resa dei conti è vicina, il destino dell’intera umanità è sorretto da un fragile equilibrio. L’oscurità è ingannevole, come lo sguardo di un vampiro... Edmund Fitz Clare è stato finalmente liberato grazie all’intervento della propria famiglia, ma è ancora ossessionato dai suoi rapitori, che sono riusciti a scappare. Come se non bastasse, un’altra ombra lo opprime: la gelosia nei confronti di suo figlio. Graham, divenuto vampiro per salvarlo, ha morso Estelle, la fidanzata del padre. Pur conoscendo il perché di questo gesto, Edmund arde di gelosia, rischiando di compromettere la sua vera e unica missione: la vendetta verso coloro che tramano contro di lui. Un conflitto ancora più aspro è alle porte, e tutti i Fitz Clare potrebbero divenire le pedine di un gioco letale condotto dai nemici della loro famiglia. Riuscirà l’unione inscindibile di questo straordinario clan a superare l’ultima, definitiva prova?
Emma Holly è nata nel New Jersey ed è cresciuta a Baltimora. Da bambina aveva due sogni: diventare scrittrice e fidanzarsi con Batman. Dopo dieci anni di duro lavoro, è riuscita a realizzarne uno, pubblicando il primo di una lunga serie di romanzi. Apprezzata per la sua capacità di ricreare delle scene erotiche eccellenti, senza mai perdere di vista la profondità dei rapporti umani e la complessità dell’intreccio, Emma Holly si è imposta sulla scena internazionale con grande forza. Ha al suo attivo oltre venti romanzi ed è stata finalista al prestigioso RITA Award. Leggereditore ha pubblicato nel 2011 i primi due romanzi di questa trilogia: Il profumo dell’oscurità e Il richiamo dell’oscurità.

venerdì 18 maggio 2012

La natura di un crimine di Joseph Conrad, Ford Madox Ford (Mattioli 1885). Traduzione e cura di Angelica Chondrogiannis. In libreria dal 26 maggio 2012


Un testo che manca da sessant’anni dagli scaffali delle librerie. Conrad e Ford insieme: due maestri firmano questa lunga confessione in forma di lettera d’amore. Un classico dimenticato che ha nella sua modernità uno straordinario valore. “Adesso è tutto finito, perfino i rimpianti. Nulla rimane di ciò che è finito se non qualche giorno di vita e la confessione che devo  farti...”. Questa è la lunga confessione, in forma di lettera d’amore,   di un uomo alla donna che, forse, ne ricambia i sentimenti. Attraverso   desideri e paure che diventano ossessioni, un percorso affascinante   teso a far luce sulle profondità della natura e dell’animo umani. Un piccolo classico scritto a due mani e pubblicato per la prima volta   a puntate su The English Review nel 1909, poi come libro nel 1924 e   ancora su The Transatlantic Review nello stesso anno.

Joseph Conrad, all'anagrafe Józef Teodor Konrad Korzeniowski (Berdicev, 1857 Bishopsbourne, 1924), è uno scrittore polacco naturalizzato britannico. Fra i maggiori scrittori moderni, il suo stile narrativo e i suoi personaggi antieroici hanno influenzato molti scrittori. Basandosi sulla sua esperienza prima nella marina francese e, successivamente, in quella britannica, scrisse romanzi e racconti che riflettono aspetti di un impero sconfinato e, allo stesso tempo, esplorano gli abissi della mente umana. È universalmente riconosciuto come uno dei grandi maestri della prosa.

Ford Madox Hueffer, alias Ford Madox Ford, (Merton, 1873 – Deauville, 1939), oltre a essere un romanziere, poeta e critico letterario, fondò The English Review e The transatlantic Review, le riviste che contribuirono alla diffusione delle opere di diversi scrittori importanti del periodo (Hardy, James, Conrad, Lawrence, Pound e altri) e svolsero un ruolo fondamentale nel dibattito culturale.