venerdì 31 gennaio 2014

Pane, orzo e zucchero di Ninì Miglietta (Lupo editore)



Pane, orzo e zucchero è un ricordo ripescato dalla memoria, è il sapore di un passato, è l’infanzia in una terra costellata di ricette e canti popolari. È la storia di Ninì Miglietta, una donna che ci racconta il Salento degli anni ‘40, con le sue usanze, con le fatiche e la bellezza della vendemmia o con i preparativi della festa di San Martino. È il racconto della felicità in una famiglia benestante: i valori che si trovano nelle piccole cose di ogni giorno e che diventano grandi cose da tramandare, attraverso l’esercizio della memoria, come preziosi dosi inossidabili di ricchezza e semplicità. Gli eventi rievocati sono tutti accompagnati da arcane intonazioni gustose, elencate e messe insieme in interessanti pagine di ricette, che mettono ancora una volta in risalto uno degli aspetti caratterizzanti la cultura salentina: la grande tradizione gastronomica. In un accordo perfetto di sensi e memorie, l’autrice mescola usanze e sapori rivelandoci i segreti della sua cucina.

giovedì 30 gennaio 2014

“L'arte dell'editore” - Dialogo tra Roberto Calasso e Ranieri Polese



L’incontro inaugura la nuova edizione del Master in Professioni e Prodotti dell’Editoria dell'Università di Pavia
PAVIA. Giovedì 13 febbraio alle ore 17 e 30 presso la Sala Conferenze “E. Magenes” del Collegio Universitario S. Caterina (Via San Martino 17/B) si terrà l’incontro “L’arte dell’editore” che vedrà Roberto Calasso, scrittore e presidente della casa editrice Adelphi, colloquiare con Ranieri Polese, giornalista del Corriere della Sera. L’evento inaugura la settima edizione del Master in Professioni e Prodotti dell’Editoria organizzato dal Collegio S. Caterina e riconosciuto dall’Università di Pavia. Sarà l’occasione per riflettere sul mondo dei libri e sull’editoria, un settore che, nonostante la crisi che ha attraversato, non smette di affascinare e di appassionare. «Editore, editoria sono parole che fanno sognare – ha detto Calasso in una recente intervista a Polese e pubblicata sulle pagine del Corriere -. Ma poco si sa di come realmente avvengono le cose. È una figura, l’editore, avvolta nel mistero. Si immaginano traffici oscuri. Non si sa cosa succede giorno per giorno in una casa editrice. Data (o nonostante) la sua scarsa rilevanza economica, l’editoria fa sognare. L’editore assomiglia a un demiurgo. C’è qui un resto, uno straccio di numinoso, anche se spesso fondato sull’equivoco».  Il dialogo in programma al Collegio S. Caterina avrà anche il compito di affrontare tutte le suggestive contraddizioni di una professione che, come affermava Peter Suhrkamp, consisteva nel dare forma: «Tra il momento in cui mi trovo in mano un manoscritto e quello in cui il libro è fatto c’è un processo in parte visibile in parte invisibile». A margine dell’incontro si terrà la consegna dei diplomi per gli studenti della sesta edizione del Master, e la presentazione del volume da loro curato e realizzato durante il corso: «Il giro del mondo in 80 libri» (Ed. Santa Caterina). Introdurrà Valentina Fortichiari, scrittrice, docente del Master, autrice della prefazione del libro e già responsabile delle relazioni esterne di Longanesi.
Roberto Calasso è scrittore e saggista italiano (n. Firenze 1941). Dopo essersi laureato in letteratura inglese, entra giovanissimo nella casa editrice Adelphi divenendone direttore editoriale nel 1971, consigliere delegato nel 1990 e presidente nel 1999. Tra i suoi libri, tradotti in molte lingue, ricordiamo: L'impuro folle (1974), La rovina di Kash (1983), Le nozze di Cadmo e Armonia (1988), I quarantanove gradini (1991), Ka (1996), La letteratura e gli dei (2001), K. (2002), La follia che viene dalle Ninfe (2005), Il rosa Tiepolo (2006), La folie Baudelaire (2008), L'ardore (2010) e la raccolta di saggi L'impronta dell'editore (2013). E’ celebre anche per le sue straordinarie quarte di copertina che sono state poi raccolte in Cento lettere a uno sconosciuto (2003). Fine traduttore dal tedesco, è stato uno dei maggiori divulgatori della cultura mitteleuropea nel nostro paese, appassionato di fotografia, ha inoltre pubblicato Sentieri tortuosi. Bruce Chatwin fotografo (1998).
Ranieri Polese è giornalista e scrittore (n. Pisa 1946). Laureato in filosofia, ha lavorato alla Nazione, all'Europeo e dal 1989 al Corriere della Sera, dove è stato caporedattore per le pagine culturali e successivamente inviato, svolgendo anche l’attività di critico letterario e cinematografico. Tra le sue pubblicazioni, II film della mia vita (Rizzoli) e la prefazione di Le mie canzoni di Vasco Rossi (Mondadori). Dal 2006 cura l’edizione annuale dell’Almanacco Guanda: una pubblicazione che propone analisi e riflessioni sui grandi temi che sono motore delle trasformazioni sociali e culturali della penisola.
L'incontro è libero e aperto a tutti

mercoledì 29 gennaio 2014

I fuggiaschi. Racconti di narratori dauni, Sergio D’Amaro - Paola Marino - Dino Mimmo - Raffaele Niro - Michele Presutto - Salvatore Ritrovato - Gennaro Tedesco - Raffaele Vescera, Stilo Editrice 2014. Intervento di Alessandra Peluso



La piazza, l'agorà, il centro che pullula come luogo di incontro incontri. È qui che sono narrati i “I fuggiaschi. Racconti di narratori dauni” nelle persone di Paola Marino, Dino Mimmo, Raffaele Niro, Michele Presutto, Salvatore Ritrovato, Gennaro Tedesco, Raffaele Vescera.
La piazza rinasce con queste narrazioni le quali si svelano con disincanto e a volte magica follia tra protagonisti come Ninuccio, i soldati tedeschi che attraversavano negli anni della guerra l'appennino dauno.
Emergono descrizioni ammalianti di un Sud passato, attraversato da tanti uomini: «Sembra un film surreale, con il sole che entra dalle persiane o dalle tapparelle abbassate anche durante il giorno e disegna arazzi sul soffitto, quasi una rete di possibilità segnata da filamenti di ombra oppure dal magico incrocio di una scacchiera dove tracciare possibili combinazioni è come guardare una fotografia immersi nell’afa». (Pensieri di cenere, di Paola Marino)
C'è Giovanna, una donna alla ricerca dell'amore perfetto - senza mai stancarsi - cambia uomini, si sposa, si risposa, sbaglia, ma non cede, non si arrende in quanto è convinta che bisogna “crescere senza mai sentirsi arrivati”. E ancora Franco Tomma, nato in un piccolo paese del Mezzogiorno, noto cantante di piano bar aveva lasciato Roma per ritornare nel suo luogo natìo. (Le terribili passioni umane, di Gennaro Tedesco).
Dalla piazza che paradossalmente incontra si scontrano le vite dei fuggiaschi, di uomini che esuli, soli, spesso dimenticati in cerca della libertà, di una nuova vita, forse un'altra solitudine, lasciano ognuno a suo modo traccia delle loro esistenze.
Sono diverse le storie di singoli di genere maschile e femminile dalle vite dei contorni acri, raccontate con tono ironico, dettagliato, sincero senza alcuna sfumatura di malinconia.
“I fuggiaschi. Racconti di narratori dauni” è una testimonianza quasi surreale di storie vissute forse dai protagonisti o dalle voci narranti, sono avventure che possono essere incastonate nella storia di un bellissimo e travolgente film “Il fuggiasco” di Carol Reed.
Tra il dramma e la commedia della vita si dipanano i racconti de “I fuggiaschi” costretti a fuggire per ricercare una vita migliore, a scampare un pericolo o forse a rifuggire da se stessi.
Tuttavia sembra una storia unica che racchiude più vite raccontate dal nord della Puglia - la daunia -    con le sue meraviglie di paesi tra mare e monti, nella quale si possono ritrovare i lettori di tutta l'Italia perché in fondo la vita è unica, indistintamente a Nord o a Sud che la si viva. L'essere umano deve affrontare ogni imprevisto, ostacolo, sorpresa che la vita pone, frappone, oppone.
Gli autori ognuno con il proprio estro creativo hanno saputo raccontare esistenze probabilmente anonime e che ora invece grazie alla loro generosità si possono leggere: confrontandosi, riflettendo, sorridendo in una cornice sognante di una Puglia ancora oggi forse fuggiasca dal male, dalle ingiustizie, crocevia di popoli che hanno percorso, attraversato e a volte invaso un territorio puro, incontaminato, riservato, schivo e a volte profugo.         
Leggere “I fuggiaschi. Racconti di narratori dauni”, di Sergio D’Amaro, Paola Marino, Dino Mimmo, Raffaele Niro, Michele Presutto, Salvatore Ritrovato, Gennaro Tedesco, Raffaele Vescera, dà voce a chi non ne ha e ricorda che ogni vita ha un senso, e ognuna a suo modo ha qualcosa da insegnare.

lunedì 27 gennaio 2014

VERSO LEVANTE Un secolo di poesia pugliese (1913-2013) a cura di Francesco Saverio Lattarulo (Stilo editrice)



Questa antologia della poesia pugliese in lingua attraversa nell’arco di cento anni tre assi macro-generazionali (1890-1922; 1923-1956; 1957-1989), rubricati per comodità definitoria con un lessico parentale (padri, figli, nipoti), quasi che la conterraneità anagrafica sia l’altra faccia di una consanguineità ideale. Rappresentative della canonica partizione della regione adriatica in tre aree geostoriche (Capitanata, Terra di Bari, Salento), le trenta voci qui selezionate, dai progenitori novecenteschi agli eredi più recenti, esprimono un canto che, a partire da una latitudine comune ma da orizzonti di ricerca distinti, modula, sulle corde ora della tradizione ora del neo-sperimentalismo, bisogni, irrequietezze, utopie. Nella consapevolezza, a partire dall’ultimo trentennio del secolo scorso, di poter dialogare – forti di una parola propria e originale – con il centro dalla periferia, al netto di un atavico complesso di inferiorità, di una cronica sindrome di sudditanza psicologica. Un levarsi della poesia del Sud verso il Sud.        

Salvatore Francesco Lattarulo insegna italiano e latino nei licei. Dottore di ricerca in Filologia classica, è cultore della materia presso la cattedra di Sociologia della letteratura all’Università di Bari. È giornalista professionista. Direttore responsabile delle riviste «Marsia» e «incroci», collabora con vari periodici letterari («l’immaginazione», «Pagine», «Capoverso», «Atelier») e con il «Corriere del Mezzogiorno», edizione regionale del «Corriere della Sera». Gli è stato attribuito nel 2012 il premio di giornalismo ‘Franco Sorrentino’. Dirige con Lino Angiuli e Carlo Alberto Augieri la neonata collana di testi ‘nidiandoli’ per l’editrice Milella. Ha curato La voce del gabbiano. Omaggio a Cristanziano Serricchio, numero speciale di «Marsia» (Progedit 2012); ha pubblicato Dialoghi Murattiani (Adda 2013) ed è curatore di Cristanziano Serricchio, la regina Giovanna. Dramma incompiuto in tre atti (Schena 2013) e di Le pietre sopra le ali. Vent’anni senza Antonio Verri, nuovo fascicolo monografico di «Marsia».

Collana di antologie poetiche Ciliegie
ISBN 978-88-6479-103-6
Illustrazione di copertina di Giuseppe Magnifico
Gennaio 2014 • pp. 232 • € 14,00

sabato 25 gennaio 2014

PARIGI SOLO ANDATA di Alice GUERRIERI (Lupo editore)



Basta un click per accendere nuove speranze. L’e.mail spedita alle ore 11:00 dall’Italia sta viaggiando nel cyberspazio con destinazione Parigi. Un’opportunità da cogliere al volo per Lisa: un annuncio come critico d’arte per una nota rivista francese “Le Petit Journal des Arts”. Dall’Italia a Parigi, una poetica e conturbante città che rompe la noiosa quotidianità di Lisa.
Atmosfera frizzante tinta di giallo, con l’ironia pungente e humour napoletano evidenti nel commissario Giuseppe Ligorio. Si respira il profumo acre e pungente con una dolce nota di vaniglia quando è l’amore a parlare. Storia briosa e speziata tra gli Champs-Élysées e la tour Eiffel nella redazione “Le Petit Journal”.
Si rompono i canoni tradizionali familiari, si abbattono giudizi e pregiudizi. Musica, arte e poesia sono gli ingredienti del peccaminoso rapporto tra Philippe e Lisa. E poiché niente è come sembra, Lisa scioglie l’enigma. Lisa stupisce e attrae come una “femme fatale”: determinata con un’incrollabile autostima.

Alice Guerrieri - Laureata in Storia dell’Arte, vive tra Otranto e Varese. Ha coltivato sin da bambina la passione per la lettura e la scrittura creativa. Si interessa di arte, musica, cinema e fotografia. Nel 2000 e nel 2002 è stata Finalista del Premio Chiara Giovani. Nel 2007 ha vinto il Premio Letterario Editoriale “L’ Autore” di Firenze per la sezione saggistica con la seguente opera "La donna nella pittura di Giuseppe De Nittis, l’arte, la moda e la vie moderne" poi pubblicata nel 2010 presso la casa editrice Maremmi Editori Firenze. Attualmente scrive racconti dai toni di commedia, ispirati alla realtà quotidiana. Parigi solo andata è il suo primo romanzo.

venerdì 24 gennaio 2014

Lei se ne va, storie del disagio mentale (Lupo editore). Con prefazione di Don Luigi Ciotti



Le mura da abbattere non sono solo quelle visibili dei residui manicomiali o quelle camuffate di alcune residenze protette; le più difficili da abbattere sono quelle culturali della sordità e dell’apatia emotiva, della superficialità e della disattenzione, del pregiudizio e dell’indifferenza.
Antonella è un’infermiera tirocinante presso l’unità di igiene mentale di un ospedale emiliano; dialogando con un ragazzo, diventato anoressico per amore, scopre gli abusi patiti e altri intimi traumi. Gloria, una madre-coraggio, vive quotidianamente la sofferenza della figlia affetta da disturbi psichici. Ciccio, ragazzo con la passione per i Beatles, inveisce contro il suo idolo Paul McCartney, reo di non dividere i suoi guadagni con lui. La Nuova Cucina Organizzata, il cui nome sbeffeggia l’organizzazione mafiosa di Raffaele Cutolo, abbatte definitivamente recinti e pregiudizi, e genera un originale ricongiungimento umano attraverso il cibo. Queste e tante altre sono le testimonianze di un micro-universo quasi sconosciuto in cui pazienti, medici, parenti, operatori, si raccontano dando corso a un’opera che oltre a descrivere minuziosamente il disagio mentale, s’impernia sull’utilità dell’ascolto. “Ascoltando, ascoltarsi”… vuol dire concedersi un’altra occasione esistenziale.

LEI SE NE VA
a cura di Gloria Gaetano e Manlio Talamo
prefazione di don Luigi Ciotti

In libreria per Lupo editore

martedì 21 gennaio 2014

PER GIOVE! MISTERO AL CAFFE’ LETTERARIO di PAOLO LA PERUTA (Lupo editore)



La fugace apparizione della misteriosa Ilenia al Caffè Letterario intriga il titolare, Pietro, stuzzicandone la curiosità e la fantasia… se non fosse per il richiamo costante di Elisa, l’ex fidanzata. Ma – soprattutto – se non fosse che Ilenia gli dà buca all’appuntamento perché è stata assassinata. Sullo sfondo dell’animata vita notturna leccese scatta così un’indagine illegale non priva di rischi per Pietro e per il suo socio Sandro: un’indagine resa decisamente più difficile dall’isteria fuorviante dell’ispettore Pace, e che conduce il protagonista tra vicoli e masserie, fragili giovinezze in cerca di sé e vecchie cronache dai risvolti inquietanti.
Un giallo che si tinge ora di commedia, ora di ironia (e autoironia) in agrodolce, ora di amaro realismo, in un percorso tutto salentino costellato di personaggi e paesaggi pieni di fascino.


PAOLO LA PERUTA - Nato a Napoli. Ha fondato il Caffè Letterario di Lecce, locale nel cuore della città che negli anni è diventato un punto di riferimento per artisti, intellettuali e universitari del Salento. Ha organizzato mostre, concerti, incontri, rassegne e una serie infinita di eventi culturali. Prima di ritornare nel Salento (di cui è affascinato ma non abbagliato) ha lavorato come animatore, coltivatore di albicocche, metalmeccanico, venditore di patatine, scaffalista, impiegato... Per Giove! è il suo romanzo d’esordio, scritto sostanzialmente al banco del “Caffè Letterario” ma anche in coda in posta o in banca, durante la lezione di danza di una figlia e quella di atletica dell’altra, con il suo fido telefonino senza il quale questo libro non esisterebbe.

lunedì 20 gennaio 2014

Alfabeto brasileiro. 26 parole per riflettere sulla nostra e l'altrui civiltà di Angelo D'Orsi, con un fotoreportage d'Eloisa D'Orsi (Ediesse). Intervento di Nunzio Festa



In piena onestà, a parte alla fama dell'autore d'"Alfabeto brasileiro", perché sicuramente ammiro, stimo e seguo (per quel che m'è possibile), lo storico e saggista Angelo D'Orsi, ultimo e più intransigenti degli studiosi ed esperti di Gramsci - prima di tutto -, a stimolare il vivo e sincero interessamento a questo libro è stata la lettura del "Faccia al muro" dello scrittore Cesari Battisti; ché la sua lettura, romanzata certo, ma per sempre realista e intransigente, del Brasile m'è rimasta conficcata nel petto - facendo gioco come la punta d'un uncino sul corpo impotente d'una balena. E avevo voglia di capir meglio quella terra lontana. E la lettura, possiamo subito dire, oltre che ovviamente stimolante, è stata grandemente arricchente. Il professore di Storia del pensiero politico dell’Ateneo torinese non redige l’ennesima guida che magari serva per invogliare il lettore a partire immediatamente per il Brasile, quanto, piuttosto, a invitarlo a riflettere sulla complessità brasiliana e sulle sue contraddizioni. Dagli scritti raccolti, pubblicati in precedenza a puntate e in altra forma prima sul Manifesto tra agosto e settembre del 2012, per far cosa più puntuale, abbiamo quindi estratto 12 parole a nostro modo emblematiche. Con l’intento di spiegare sinteticamente temi e importanza dell’Alfabeto. Dunque buone loro, a descrivere già loro stesse insomma, questo immenso Paese che (riprendiamo dalla prefazione dello stesso D’Orsi), “è America, ma è Africa, Europa, ma è pure la terza nazione”: “è il paese degli eccessi, il luogo degli opposti: grande e ricco, povero e desolato, sulla via della crescita e immobile, industriale e rurale”. Ma subito, prendiamoci l’A di ‘acqua’. A ragione del primo contrasto. Ché il Brasile è uno spazio illimitato sul quale si trova abbondanza d’acqua, appunto, insieme a vaste zone piene di scarsità della risorsa primaria. Però un altro problema nel problema sarà sicuramente rappresentato dalla costruenda diga di Belo Monte: che ammazzerà popolazioni e distruggerà natura. A favore dell’industrializzazione (se per Lenin era necessaria l’elettrificazione, per Lula, Dilma ecc.: serve lo sviluppo a tutti i costi, e basta). La D di ‘domingo’ racconta che in Brasile la settimana comincia dalla domenica, invece che dal lunedì. Ma il punto centrale del libro è, sicuramente, la E di ‘economia’; guardando ai piccoli successi del presidente Lula, epperò con gli occhi sconvolti dalla crescita delle disuguaglianze e del divario fra ricchi e poveri; compresa la presenza costante delle favelas agganciate ai palazzoni delle megalopoli crescenti proprio in altezza e consumismo: “In fondo alla scala del Brasile di oggi ci sono i Sem terra, i contadini non proprietari” (…). Mentre galoppa “una sorta di ‘soluzione finale’, verso gli indigeni”. Perché la H di “historia” si ripete. I perseguitati son sempre gli stessi. E di certo non basterà rifarci la vista col capitolo dedicato alla I di ‘italianos’, scritta per ricordare di tutta la componente italiana arrivata in Brasile da secoli, dal Veneto come dal Sud. A sognare, se non la P di ‘Progresso’, almeno una sopravvivenza più dignitosa che in Italia. Eppure oggi “le protezioni accordate ai ricchi, troppo spesso sono negate ai poveri. Il progresso non è uguale per tutti, neppure in Brasile”. Ci vorrebbe la Q di ‘quilombo’ o proprio la Z di ‘zumbi’. Eroe battagliero, rivolta contro il dominio. Non basta, insomma, la S di ‘samba’. Cosa che si comprende ancor meglio approfondendo la T di ‘terra’, a sua volta strettamente legata alla V di ‘violenza’. Fatto questo volo d’uccello, poi, ecco le indispensabili e fornite bibliografia e sitografia. Prima dell’altro viaggio, quello compiuto e restituitoci dalla più giovane Eloisa, che già nel 2013 aveva scattato fotografie di vita brasiliana: “Questi frammenti di un diario di viaggio sono il frutto di un lungo peregrinare quella sequenza di incommensurabili distanze che è il Brasile”, narrerà allora, con una formula impeccabile, Eloisa D’Orsi. Pur chi non si trova nelle condizioni di prenotare immediatamente un aereo per il Brasile, sappia tutto quel che, diciamo con tono un po’ aulico ma sempre serio e condizionato dalle doti del libro d’Angelo D’Orsi, è giusto sapere. Specie se s’assorbe a mo’ d’unica informazione il resoconto superficiale e irrispettoso di tanto giornalismo auto-presentatosi in veste di cronaca delle proteste scoppiate prima del Campionato Mondiale in divenire, che si disputerà in odor d’Amazzonia - martoriata dallo sviluppo incessante.

venerdì 17 gennaio 2014

Pietra è il mio nome: booktrailer

ADA FIORE CON IL SUO VOTA SOCRATE (LUPO EDITORE) SU LA7 OSPITE DELLA TRASMISSIONE OTTO E MEZZO CONDOTTA DA LILLI GRUBER. DOMANI 18 GENNAIO 2014 ORE 20,30



Ada Fiore la si può definire senza ombra di dubbio un sindaco singolare, unico nel suo genere,  in un angolo di Salento davvero speciale. A Corigliano d'Otranto, Ada Fiore è riuscita a rendere questa deliziosa comunità un luogo in cui la filosofia, suo grande amore, la fa da protagonista. Infatti il primo cittadino ha realizzato con il placet e la collaborazione della sua illuminata amministrazione l’ormai celebre "Giardino di Sophia", un parco dedicato alla filosofia (open 24 hours, perché il pensiero non va mai in vacanza) nella speranza che possa diventare un modello da seguire dalle altre realtà salentine e dall'Italia intera, giungendo a essere una possibile strada per uscire dalla crisi e tentare concretamente di liberarsi dalle catene stritolanti del mercato contemporaneo. Ada Fiore è autrice di un libro (che è parte integrante di questo ampio progetto socio/filosofico) dal titolo Vota Socrate edito da Lupo editore.
Il sindaco di Corigliano sarà dunque  il 18 gennaio 2014 alle ore 20,30 ospite su La7 della trasmissione di attualità e costume “8 e mezzo” condotta dalla giornalista Lilli Gruber. In studio con Ada Fiore anche lo scrittore e giornalista Beppe Severgnini con il quale si dibatterà di filosofia e di problematiche a carattere filosofico che toccano da vicino la nostra esistenza.  L’occasione televisiva sarà inoltre un momento di confronto anche tra due sindaci donna, di due realtà differenti: una salentina appunto con la Fiore e una calabra con Elisabetta Tripodi. Occasione di testimonianza  pertanto di due esperienze politico-amministrative del sud d'Italia, che cercano di sfatare con il loro operato i tantissimi luoghi comuni della politica come malaffare.

 VOTA SOCRATE (Lupo editore) E se un giorno Socrate si fermasse davanti ai cancelli del Paradiso per discorrere di vizi privati e pubbliche virtù con San Pietro? Ada Fiore, filosofa dell'era 2.0, immagina questo curioso e particolare siparietto, alle soglie del terzo millennio, che vede coinvolti due dei massimi protagonisti, involontari, della controversa querelle tra fede e ragione che anima il dibattito culturale e filosofico da millenni. Socrate, dopo la morte, ottiene il premio della vita eterna tra i meritevoli, ma un disguido gli impedisce di varcare la soglia dell'Empireo e deve attendere più di 2400 anni perché qualcuno si accorga di lui. E quel qualcuno, naturalmente, è proprio il custode delle chiavi, il santo a cui il Cristo ha affidato la custodia del Regno dei Cieli. Da quell'incontro casuale scaturisce un intenso e fitto dialogo sulla società dei nostri giorni, sui mali di cui essa si alimenta quotidianamente e sull'incapacità del genere umano di sfuggire al lento declino a cui sembra destinato. Con un'agile e fruibile prosa l'autrice prende per mano il lettore e lo avvicina all'affascinante mondo dell'arte del pensiero. La filosofia diventa così scienza alla portata di tutti, che si apre alla verifica della quotidianità e diventa strumento per la sua comprensione.
Alternando alla narrazione estratti dei testi originali, Ada Fiore ci introduce nel mondo e nel pensiero di Socrate, filosofo tra i più significativi dell'Occidente e figura attualissima che si distingue per l'integrità morale della sua vita. Il pensatore ateniese, più vivo che mai, sembra avere una risposta a ogni preoccupazione di San Pietro, comprese quelle inerenti le pericolose derive della politica nostrana. E se in mezzo a proclami elettorali e promesse di ogni sorta, i politici contemporanei appaiono privi di proposte convincenti, il "manifesto" di Socrate si caratterizza per la riscoperta di ideali a lungo sopiti, che mettono in comunione, per una volta, i credi più disparati.
Arriverà, forse, dalla filosofia il germoglio di speranza per un futuro roseo?
Ai posteri, anzi agli avi, l'ardua sentenza.

L’Autrice - Ada FIORE, docente di storia e filosofia presso il Liceo F. Capece di Maglie. Dal 1997 al 2006 ha ricoperto la carica di assessore alla cultura del suo paese natale, Corigliano d’Otranto. Dal 2006 al 2010 e dal 2010 ad oggi, riveste la carica di Sindaco ma non ha mai smesso di praticare l’esercizio filosofico con i suoi alunni e anche con i suoi cittadini. Infatti è stata promotrice sin dal 2002 di un’importante innovazione didattica nell’insegnamento della filosofia denominata “Giovani Pensatori” e ideatrice dell’istituzione di un “Parco filosofico” nelle strade del paese a servizio di un nuovo “turismo del pensiero”.


Lilli Gruber - Giornalista professionista dal 1982 e scrittrice, Lilli Gruber è stata la prima donna in Italia a condurre un telegiornale di prima serata nel 1987, Tg 2 "Studio Aperto". Dal 1990 al 2004 fa parte della squadra del Tg Uno come anchor-woman, ricoprendo anche il ruolo di inviata all'estero e di conduttrice degli speciali dedicati ai grandi eventi della politica internazionale: dal crollo del muro di Berlino alla guerra del Golfo, dal processo di pace in Medioriente alla dissoluzione dell'Unione Sovietica, dall'11 settembre alla guerra in Iraq del 2003. Collabora anche con il network statunitense CBS News e con quello tedesco PRO 7, per il quale nel 1996 conduce e co-produce il settimanale "Focus TV". Nel 2004 si candida come indipendente con la coalizione Uniti nell'Ulivo e viene eletta al Parlamento europeo con un milione e duecentomila voti di preferenza: oltre a far parte della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni e della Commissione per gli affari esteri, è stata Presidente della Delegazione per le relazioni con gli Stati del Golfo, membro della delegazione per le relazioni con l'Iran e vicepresidente dell'Intergruppo Stampa, Comunicazione e Libertà. Ha all'attivo sette libri: "Quei giorni a Berlino" (1990), "I miei giorni a Baghdad" (2003), "L'altro Islam" (2004), "Chador" (2005), "America anno zero" (2006), "Figlie dell'Islam" (2007) e "Streghe", che vedrà la pubblicazione nel mese di ottobre.
Lilli Gruber è sposata con il giornalista francese Jacques Charmelot. Lilli Gruber conduce tutti i giorni dal lunedì al venerdì alle ore 20.30 il programma 'Otto e Mezzo'.

Beppe Severgnini –  BEPPE SEVERGNINI è editorialista del ‘Corriere della Sera’, per cui lavora dal 1995; e scrive per ‘The New York Times’ come contributing opinion writer (2013). Il libro più recente: “Italiani di domani. Otto porte sul futuro” (Rizzoli, 2012). Dal 1998 conduce il forum ‘Italians’ (italians.corriere.it). Dal 2009 si diverte  (e s’impegna) su Twitter. I suoi libri, tutti pubblicati da Rizzoli, sono best seller.  Nel 2013 è stato Isaiah Berlin Visiting Scholar a Oxford e Visiting Fellow a Ca’ Foscari-Venezia. Ha tenuto un corso alla scuola di giornalismo ‘Walter Tobagi’ dell’Università degli Studi di Milano (2010-2012), e ha visitato il Massachusetts Institute of Technology (MIT) come Research Fellow/Writer in Residence (2009). Ha  insegnato a Middlebury College Vermont (2006), Milano-Bocconi (2003 e 2006), Parma (1998) e Pavia (2002), che lo ha scelto come «laureato dell’anno» nel 1998 e 2011. Nel 2001 la Regina Elisabetta II gli ha conferito il titolo di Officer of the British Empire, O.B.E. e nel 2011 il Presidente Giorgio Napolitano lo ha nominato Commendatore della Repubblica italiana. E’ presidente dell’Inter Club di Kabul, Afghanistan (e solo di quello). È sposato con Ortensia e ha un figlio, Antonio.


Info


Lupo editore
Prov. Monteroni - Copertino
73043 Copertino - Lecce (Italy)

Telefono: 0832.949510
Fax: 0832.937767

giovedì 16 gennaio 2014

Prima che tu mi tradisca, di Antonella Lattanzi, Einaudi (Torino, 2013), pag. 425, euro 19.00. Intervento di Nunzio Festa



Avendo letto "Devozione", lo sconvolgente romanzo d'esordio d'Antonella Lattanzi, con abbondante distacco dalla sua pubblicazione, ho 'rimediato', o forse, anzi, il contrario, diciamo che almeno ho provato a leggere sempre con calma anche se - dal primo giorno della uscita in libreria, il "Prima che tu mi tradisca". E da subito m'ha meravigliato; ovvero è riuscito: a darmi dall'incipit stesso: lo stupore che soltanto la letturatura riesce a dare. L'iprite delle bombe statunitensi sconvolte, siamo al 2 dicembre del '43, da un bombardamento dell'aviazione nazista al porto di Bari, termina praticamente tutta (oltre che nelle almeno mille vittime provocate - a diverso titolo) nell'anima ancora non spuntata delle sorelle Angela e Michela, figlie d'uno dei sopravvissuti all'evento catastrofico, il barese di Bari ovvero cittadino Japigia, Giovanni Cipriani. Dannate e dannose che poi si fan carico, ma stavolta saran già nate, del fumo del mitico Teatro Petruzzelli. Tutto vero. Insomma reali i fatti, cronaca per una parte. Fino a quando arrivà il veritiero, cioé la distruzione completa d'una famiglia normale. Dalla quale Angela, Angela J., è la prima a fuggire. Nell'altro approdo, Roma. Il luogo è gigante, comunque. Perché Lattanzi ingrandisce fino allo sfinimento, dando spasimi agli spazi descritti, personaggi e luoghi, luoghi e personaggi, del capoluogo pugliese - sapientemente riportato nelle sue fattezze -, che tra l'altro è la sua città d'origine. Il codice linguistico scelto da Antonella Lattanzi è nuovamente il migliore possibile. Dialogo puntuale, italianizzazioni dal dialetto, strimpellate in prosa e accenti lirici da appuntare nella mente. Per non parlare dell'ambientazione temporale. Le scene, sostenute perfino da cambi di voce, fanno da intervallo in vite che meriterebbero un poco di serenità. I manichini animati assicuratici da Lattanzi, vedi quel che diventa a un certo punto Michela, sono conseguenza delle azioni vorticanti. E assalgono mutamenti epocali con deviazioni mentali da palcoscenico dell'iquisizione. Le mosse di Angela Junior e di Sté quanto il vivo passato dei genitori di queste donnine da momenti arrabbiati alternati a sofferenze volutamente sperimentate insieme a tutto il resto della poderosa trama non sono che una composizione. L'autrice tocca direttamente i tasti del pianoforte nell'opera di componimento del suo prodigio. Che a ogni passo viene modellato sullo spartito. Ogni nota è allo stesso tempo fatta e scritta. Col risultato utile di darci una lettura in procinto di diventare un classico.


Nigredo di Stefano Delacroix ( I Libri di Emil) a Il salotto letterario della 750ml wine selection (Locorotondo – BARI – Italia)



Il salotto letterario della 750ml wine selection (Via San Pantaleo, 57, Locorotondo BA, Italia)  il 17 gennaio 2014 ore 19,30 è lieta di invitarvi alla presentazione del romanzo alchemico-esoterico "Nigredo".  Introduce Ermelinda Prete

Nigredo é un romanzo elchemico-esoterico che, attraverso un linguaggio variegato ed una discorsivitá smaliziata, accompagna il lettore tra i quartieri malfamati della parigi rivoluzionaria e illuminata, attraverso sipari e vicende noir. Il protagonista Vincent é un apprendista stregone alle prese con principi chimici e fisici che riscopre e applica e che si spinge sino all'alchimia nel tentativo di elevarsi al rango di cultore di una scienza infallibile. Nigredo: tra degrado e disprezzo umano, trasgressioni e malefici, inequità, lignea virtù e sidera bellezza. Tra rosa e croce.


Stefano Delacroix è nato a Taranto nell’agosto del 1966, da genitori leccesi. Dopo una lunga militanza giovanile con la band The Act, prodotto da Mimmo Locasciulli pubblica tra il ’94 e il ’97 due album solisti, Ribelli e La Legge Non Vale (ed. Hobo, distribuzione Sony Music). Dedicatosi alla letteratura, pubblica nel 2007 Peristalsi (ed. Il Foglio) e La Memoria del Mare (ed. La Riflessione), nel 2009 Il Sesto (Lupo Editore), raccolta di racconti noir uscita in seconda edizione nel 2012. Nel febbraio 2013 esce Nigredo (I Libri di Emil), noir storico esoterico.


I Libri di Emil

lunedì 13 gennaio 2014

MICHELE VITERBO 'PEUCEZIO' 1943 – 1945 (Lupo editore)



L’archivio Viterbo – dichiarato nel 1990 di “notevole interesse storico” dalla Soprintendenza Archivistica per la Puglia – è stato acquisito a titolo di donazione dall’Archivio di Stato di Bari. Si deve alla sensibile lungimiranza dei figli di Michele Viterbo, Silvia, Nicola e Donato, se le raccolte documentarie sono state donate all’Archivio barese che in tal modo, nell’adempimento dei suoi compiti istituzionali, arricchisce la collettività di Bari e dell’intera realtà regionale di un’importante testimonianza relativa a vicende significative della storia locale e nazionale.
dalla prefazione di Eugenia Vantaggiato
(Direttore dell’Archivio di Stato di Bari)


Michele Viterbo nasce a Castellana Grotte (BA) nell’ottobre 1890. A sedici anni scrive il primo articolo per il Corriere delle Puglie e nel 1909 fonda, con Alfredo Violante, la rivista Puglia Giovane. Durante la prima guerra mondiale è decorato con la Croce di guerra. Collabora con il Corriere delle Puglie – che diventerà in seguito La Gazzetta del Mezzogiorno – dall’ottobre del 1906 al luglio 1943 e, successivamente, con lo pseudonimo di “Peucezio”, dall’agosto del 1950 in poi, scrivendo circa 1.500 articoli soprattutto di carattere storico ed economico-sociale. Dal 1925 al 1929, per conto della Gazzetta e della Camera di Commercio Italo-Orientale, cura con Sante Cosentino la pagina quindicinale de La Gazzetta di Puglia intitolata “Le Vie dell’Oriente” e, dal 1926 al 1929, la Gazeta Shqiptare, edizione albanese del quotidiano di Bari, del quale, dal novembre 1933 al marzo 1940, sarà presidente del Consiglio di amministrazione. Nell’arco della sua vita Michele Viterbo collabora con circa ottanta testate (quotidiani, settimanali, riviste) e pubblica oltre settanta tra volumi e opuscoli. Tra le sue opere più note si cita “La Puglia e il suo Acquedotto”, medaglia d’oro del “Premio Mezzogiorno” nel 1954 (Laterza Ed. 1954, 1991, 2010). Quest’ultima edizione viene pubblicata per iniziativa dell’Assessorato ai Lavori Pubblici della Regione Puglia, con introduzione dell’Assessore Fabiano Amati. Di grande valore sono i tre volumi, editi sempre da Laterza, della serie “Gente del Sud”: “Antiche civiltà” (1959), “Da Masaniello alla Carboneria (1962), con introduzione dello storico Raffaele Ciasca, e “Il Sud e l’Unità” (1966). La trilogia è riproposta nel 1987 con introduzione del dantista filologo Aldo Vallone. Nel 2011 viene pubblicata una nuova edizione de “Il Sud e l’Unità”; il volume, con postfazione del Governatore della Puglia Nichi Vendola, rappresenta la Puglia alle celebrazioni unitarie in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Alla fine del 1923 Michele Viterbo fonda l’Ente Pugliese di Cultura Popolare di cui è direttore generale sino al 1943. Nel gennaio 1924 si costituisce la Camera di Commercio Italo-Orientale di cui Viterbo è prima segretario generale, poi direttore generale e, dal 1929 al 1943, presidente. Nel maggio 1925 viene iscritto d’ufficio al Partito nazionale fascista dalla sezione di Castellana Grotte. È nominato dal 1927 regio Commissario e poi, dal 1929 al 1931, Preside della Provincia di Bari. Dal 1935 all’aprile 1943 ricopre la carica di Podestà di Bari. A questi anni sono legate le maggiori realizzazioni della città e della provincia di Bari. Alla caduta del fascismo anch’egli è sottoposto a severo scrutinio, il cui esito mette in risalto la sua dirittura morale e la correttezza della sua gestione. Tra i più anziani soci della Società di Storia Patria per la Puglia, ne ricopre, durante la guerra, la carica di presidente e negli ultimi anni quella di vice presidente. Dal luglio 1954, sino alla fine, è presidente del Comitato di Bari dell’Istituto per il Risorgimento italiano. Sotto la sua guida si svolgono importanti convegni che portano in Puglia studiosi da ogni parte d’Italia. Muore a Bari il 13 aprile 1973.

giovedì 9 gennaio 2014

Lectio (Poe)Ma-gistralis 2014 MediterraneaMente. Ancora più a Sud del Sud dei Santi al Liceo Classico Tito Livio di Martina Franca



LietoColle Libri, in collaborazione con Fucine Letterarie e con il Liceo Classico Tito Livio di Martina Franca, presenta a partire da Gennaio 2014 Lectio (Poe)Ma-gistralis 2014 MediterraneaMente. Ancora più a Sud del Sud dei Santi, un ciclo di tre incontri sulla Poesia Pugliese del Novecento. Sulla scorta dell’esperienza attuata con successo tra il 2012 e il 2013 presso la Casa della Poesia del Parco di Monza  con le lezioni magistrali tenute da Anna Maria Farabbi, Guido Oldani e Daniele Gorret e del volume uscito nel maggio del 2013 per LietoColle Libri, A Sud del Sud dei Santi. Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica. Cento anni di Storia Letteraria a cura di Michelangelo Zizzi, che raccoglie gli ultimi cent’anni di storia della Puglia poetica, Michelangelo Camelliti, Editore di LietoColle Libri, ha voluto stringere ancora di più il legame con la Puglia e portare l’esperienza sperimentata nelle terre vicine in terre più lontane.
Lectio (Poe)Ma-gistralis intende offrire agli studenti e agli appassionati di poesia tre occasioni di confronto, in un progetto di approfondimento e studio in cui noti autori di rilievo nel panorama nazionale offriranno la propria esperienza, il loro punto di vista, il loro laboratorio tecnico e  interiore, il loro pensiero linguistico ed  estetico. I testi prodotti dai docenti sulle varie aree tematiche affrontate andranno a confluire in una pubblicazione: questo perché LietoColle ritiene che Lectio (Poe)Ma-gistralis rappresenti il modo più serio ed efficace per investire nel potenziale della Casa (Editrice, ma anche luogo), uscendo dalle grandi e medie vetrine del mercato editoriale, entrando nelle preziose botteghe private della poesia. Gli incontri si svolgeranno presso il Liceo Classico Tito Livio, sito in Piazza Vittorio Veneto n.7 a Martina Franca, dalle ore 09.00 alle ore 11.00 nelle date sopraindicate.

Si ringraziano il Dirigente Scolastico del Liceo Classico Tito Livio di Martina Franca, Dott. Giovangualberto Carducci, il Prof. Antonio Scialpi e la Prof.ssa Mariarosaria Palmieri per l’entusiasmo profuso e la preziosa collaborazione.

Si tratta, infatti, di tre lezioni cadenzate mensilmente, a partire dal Gennaio 2014, il cui calendario viene riportato di seguito:



Sabato 11 Gennaio 2014

Ore 09.00-11.00 – Stefano Donno

“Il Post-Bodini per versi nel Salento Poetico di oggi”

Stefano Donno (1975). Nel 2004 ha collaborato con la rivista on-line www.musicaos.it diretta da Luciano Pagano. 
Il suo blog (www.stefanodonno.blogspot.com) è Il Pop: non è un’esaltazione del nulla. Sue poesie sono inserite in numerose antologie e suoi articoli sono apparsi su importanti riviste e quotidiani nazionali e internazionali da Poesia a L’Immaginazione, ad Archè, sino a L’Unità, La Gazzetta del Mezzogiorno, Paese Nuovo. Pubblicazioni poetiche: Sturm and Pulp (Lecce, 1998); Ieratico Poietico (Nardò, 2008); Dermica per versi (Faloppio, 2009); Mendica Historia (Lecce, 2010). Antologie poetiche: Absentia (Copertino, 2000); Exodus 70 poesie per Don Mazzi (Lecce, 2004); Pace e Libertà (Roma, 2004); Canto Blues alla Deriva (Nardò, 2006); Majanu (Lecce, 2006); Calpestare l’Oblìo (Padova, 2010). Pubblicazioni: Edoardo De Candia, considerazioni inattuali (Lecce, 1999); Se Hank avesse incontrato Anais (Lecce, 1999); Monologo - + (Copertino, 2001); Sliding Zone (Lecce, 2002) – racconti; L'Altro Novecento – giovane letteratura salentina dal 2002 al 2004 (Lecce, 2004); Corpo Mistico (Roma, 2010); Il nuovo pensiero da Rhonda Byrne a Joe Vitale (Tricase, 2012). Ha collaborato in qualità di critico e saggista alla produzione del volume A Sud del Sud dei Santi. Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica. Cento anni di Storia Letteraria (LietoColle Libri, 2013) a cura di Michelangelo Zizzi.



Sabato 8 Febbraio 2014

Ore 09.00-11.00 – Michelangelo Zizzi

“I livelli orfico-fonetici nella poesia meridionale contemporanea”



Venerdì 7 Marzo 2014

Ore 09.00-11.00 – Andrea Leone

“La poesia contemporanea pugliese oltre la lingua: un significato indicibile”



Per maggiori informazioni

LietoColle Libri

Sito Internet: www.lietocolle.info

E-mail: info@lietocolle.com



Fucine Letterarie

Cell. +39 3496712549

Sito Internet: www.fucineletterarie.it

E-mail: fucineletterarie@gmail.com