venerdì 21 febbraio 2020

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Shop online Shopping on line Marketplace On line Shop Builders Negozio On line: Stefano Donno ... il pop non è un'esaltazione del Nulla!

I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno per Amazon

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iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks

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La ragazza con la macchina da scrivere di Desy Icardi (Fazi)

Dopo L’annusatrice di libri, sul senso dell’olfatto e la lettura, un romanzo appassionante sul tatto e la scrittura, un viaggio a ritroso nella vita di una donna sulle tracce dell’unico ricordo che valeva la pena di essere conservato.
Cosa ricordano le dita? Se la memoria scompare, possono gli oggetti aiutare a ritrovare i ricordi?
Sin da ragazza, Dalia ha lavorato come dattilografa, attraversando il ventesimo secolo sempre accompagnata dalla sua macchina da scrivere portatile, una Olivetti mp1 rossa. Negli anni Novanta, ormai anziana, la donna viene colpita da un ictus che, pur non rivelandosi letale, offusca parte della sua memoria. I ricordi di Dalia tuttavia non si sono dissolti, essi sopravvivono nella memoria tattile dei suoi polpastrelli, dai quali possono essere liberati solamente nel contatto con i tasti della Olivetti rossa. Attraverso la macchina da scrivere, Dalia ripercorre così la propria esistenza: gli amori, i dispiaceri e i mille espedienti attuati per sopravvivere, soprattutto durante gli anni della guerra, riemergono dal passato restituendole un’immagine di sé viva e sorprendente, la storia di una donna capace di superare decenni difficili procedendo sempre a testa alta con dignità e buonumore. Un unico, importante ricordo, però, le sfugge, ma Dalia è decisa a ritrovarlo seguendo gli indizi che il caso, o forse il destino, ha disseminato lungo il suo percorso. La narrazione alla ricerca del ricordo perduto si arricchisce pagina dopo pagina di sensazioni e immagini legate a curiosi oggetti vintage: la protagonista del libro ritroverà la memoria anche grazie a questo tipo di indizi, che appaiono ogni volta in luoghi inaspettati, in una specie di caccia al tesoro immaginaria, tra realtà e fantasia.

Ingegneri di anime di Frank Westerman (Iperborea)

Ingegneri di anime è la storia incredibile di due viaggi – uno letterale, uno immaginario – attraverso la Russia contemporanea e la letteratura sovietica, un saggio narrativo raro e prezioso, capace di innescare nuove riflessioni e aprire inaspettati punti di vista sul rapporto tra letteratura e ideologia.
Combinando il giornalismo investigativo con la storia della letteratura, Westerman trascina il lettore nella selvaggia euforia della Rivoluzione russa, indaga la manipolazione della cartografia in epoca sovietica, racconta il delirante progetto di Stalin di sovvertire l’ineluttabilità delle forze naturali del territorio russo .
Il 26 ottobre 1932 Stalin si presentò a una riunione di scrittori a casa di Maxim Gorky. Stalin dichiarò che i progressi industriali sarebbero stati vani senza la formazione del nuovo uomo sovietico: la produzione di carri armati doveva andare di pari passo con quella delle anime e il compito di forgiarle toccava agli scrittori che furono incoraggiati a cantare le lodi della costruzione di canali e dighe. Da quel momento non ci fu complesso industriale che non avesse il suo racconto celebrativo. Ma il loro entusiasmo – inizialmente spontaneo e idealista – divenne presto un canto di lode obbligatorio. E poiché questi colossali acquedotti portarono alla schiavitù, alla morte e alla distruzione, gli scrittori sovietici lavorano al servizio di un folle progetto totalitario. Combinando il giornalismo investigativo con la storia della letteratura, Westerman trascina il lettore nella selvaggia euforia della Rivoluzione russa, indaga la manipolazione della cartografia in epoca sovietica, racconta il delirante progetto di Stalin di sovvertire l’ineluttabilità delle forze naturali del territorio russo attraverso grandi opere ingegneristiche mai finite (come il prosciugamento del golfo di Kara-Bogaz per estrarre il solfato di sodio) esaminando sia il panorama del “dispotismo orientale” sia i libri – e le vite – degli scrittori catturati dalle ruote del sistema.

L' architettrice di Melania G. Mazzucco (Einaudi)

Nel maggio del 1624 un uomo accompagna la figlia sulla spiaggia di Santa Severa, dove si è arenata una creatura chimerica. Una balena. Melania Mazzucco disegna un grande ritratto di donna tornando alle sue passioni di sempre, il mondo dell'arte e il romanzo storico.
«Tirar su una casa. Scegliere le tegole del tetto e il mattonato del pavimento. Immaginare facciate, logge, scale, prospettive, giardini. Per quanto ne sapevo, una donna non l'aveva mai fatto». Giovanni Briccio è un genio plebeo, osteggiato dai letterati e ignorato dalla corte: materassaio, pittore di poca fama, musicista, popolare commediografo, attore e poeta. Bizzarro cane randagio in un'epoca in cui è necessario avere un padrone, Briccio educa la figlia alla pittura, e la lancia nel mondo dell'arte come fanciulla prodigio, imponendole il destino della verginità. Plautilla però, donna e di umili origini, fatica a emergere nell'ambiente degli artisti romani, dominato da Bernini e Pietro da Cortona. L'incontro con Elpidio Benedetti, aspirante scrittore prescelto dal cardinal Barberini come segretario di Mazzarino, finirà per cambiarle la vita. Con la complicità di questo insolito compagno di viaggio, diventerà molto piú di ciò che il padre aveva osato immaginare. Melania Mazzucco torna al romanzo storico, alla passione per l'arte e i suoi interpreti. Mentre racconta fasti, intrighi, violenze e miserie della Roma dei papi, e il fervore di un secolo insieme bigotto e libertino, ci regala il ritratto di una straordinaria donna del Seicento, abilissima a non far parlare di sé e a celare audacia e sogni per poter realizzare l'impresa in grado di riscattare una vita intera: la costruzione di una originale villa di delizie sul colle che domina Roma, disegnata, progettata ed eseguita da lei, Plautilla, la prima architettrice della storia moderna.

Ego è il Nemico: Ambizione, Successo e Fallimento (Ryan Holiday)

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giovedì 20 febbraio 2020

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I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno per Amazon

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La musica attuale. Come costruire la tua carriera musicale nell'era del digitale di Massimo Bonelli (ROI EDIZIONI)

Passione. La musica è soprattutto questo per milioni di persone. Chi ripensando a un periodo del proprio passato non lo associa automaticamente a "quella canzone", "quell'album", "quel gruppo"? E quanti di noi non hanno sognato almeno una volta di sfondare con la band con cui suonavamo da ragazzi? Ma per fare della musica una professione la passione non basta. Quando ci si scontra con le leggi del mercato, negli ultimi anni completamente stravolto dalla rivoluzione innescata dal digitale, bisogna conoscere gli strumenti, le dinamiche, le tecniche. Oppure bisogna avere una buona guida. La musica attuale è proprio questo. Forte della sua lunga esperienza come manager, produttore, direttore artistico di grandi eventi (e musicista in proprio), Massimo Bonelli traccia una panoramica a tutto tondo: come è cambiato il mondo della musica, come deve muoversi un artista nel mondo di oggi e quali sono i modi più efficaci per promuoversi e raggiungere il proprio pubblico. Una guida per tutti gli appassionati, per chi un giorno sogna di vivere di musica e per chi già lo fa, ma si sente smarrito di fronte ai travolgenti cambiamenti degli ultimi anni.

Cose che si portano in viaggio di Aroa Moreno Durán (Guanda)

Katia è nata nella Berlino del secondo dopoguerra, in una famiglia di comunisti spagnoli fuggiti dopo la Guerra civile. Insieme alla sorella vive un'infanzia tutto sommato serena, pur tra le numerose difficoltà: l'incontenibile malinconia della madre, la testardaggine del padre, convinto sostenitore dello Stato socialista, e una valigia intoccabile, nascosta sotto il letto, piena di ricordi di cui le figlie devono restare all'oscuro. Nel 1971 Katia lascia clandestinamente la DDR proprio come clandestinamente vi erano entrati i suoi genitori, per seguire un ragazzo dell'«altro lato» di cui si è innamorata, dando ascolto al più irragionevole degli istinti. Non ha ancora vent'anni e quella decisione la separa per sempre dal solo passato che possiede. La sua è una scelta che si configura come un tradimento: fuggendo Katia tradisce la famiglia, la propria storia, il paese in cui è nata, e commette un'azione imperdonabile, che la condanna a vivere senza un'identità, senza le radici che ha dovuto strappare per oltrepassare il Muro... Quali sono le cose che porterà con sé in un viaggio come questo, da cui non c'è ritorno?

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Linda Barbarino racconta 'La Dragunera'

mercoledì 19 febbraio 2020

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ט Tet

Canti del caos di Antonio Moresco (Mondadori)

Scritto nell'arco di quindici anni e pubblicato nelle sue prime due parti, Canti del caos assume in questa edizione la sua forma definitiva. Un'opera che si è andata formando nel corso del tempo come un organismo vivente, pieno di violenza e di delicatezza, di oscenità e di trascendenza, di passaggi narrativi incalzanti e di affondi lirici. Nella sua gigantesca macchina realistica e metaforica vengono macinati e trascesi i codici, i generi e gli orizzonti letterari di questa epoca; nelle sue pagine sfilano personaggi epici, grotteschi, enigmatici, indelebili. Un romanzo-mondo che chiede molto al lettore, ma molto dà in cambio: una lettura avvincente, un percorso attraverso i grandi archetipi della letteratura dell'Ottocento e del Novecento e la prefigurazione del nuovo millennio, la relazione intima e profonda che si instaura tra chi lancia una sfida e chi ha il coraggio di raccoglierla.

I bambini di Svevia di Romina Casagrande (Garzanti)

Protetta dalle mura di una casa nascosta dal rampicante, Edna aspetta un segno. Da sempre sogna il giorno in cui potrà mantenere la parola data. L’unico a farle compagnia è Emil, un pappagallo dalle grandi ali blu. Non le è mai servito altro. Fino a quando una notizia la costringe a uscire dall’ombra e a mettersi in viaggio. È arrivato il momento di tener fede a una promessa a lungo disattesa. Una promessa che lega il suo destino a quello dell’amico Jacob, che non vede da quando erano bambini. Da quando, come migliaia di coetanei, furono costretti ad affrontare un terribile viaggio a piedi attraverso le montagne per raggiungere le fattorie dell’Alta Svevia ed essere venduti nei mercati del bestiame. Scappati dalla povertà, credevano di trovare prati verdi e tavole imbandite, e invece non ebbero che duro lavoro e un tozzo di pane. Li chiamavano «bambini di Svevia». In quel presente così infausto, Edna scoprì una luce: Jacob. La loro amicizia è viva nel suo cuore, così come i fantasmi di cui non ha mai parlato. Ma ora che ha ritrovato Jacob, è tempo di saldare il suo debito e di raccontare all’amico d’infanzia l’unica verità in grado di salvarli. Per riuscirci, Edna deve tornare dove tutto ha avuto inizio per capire se è possibile perdonarsi e ricominciare. Lungo antiche strade romane e sentieri dei pellegrini, ogni passo condurrà Edna a riscoprire la sorpresa della vita, ma al contempo la avvicinerà a un passato minaccioso. Perché anche la fiaba più bella nasconde una cupa, insidiosa verità. I bambini di Svevia è un romanzo indimenticabile. Per la capacità di leggere l’animo umano con profondità ed empatia. Per il coraggio di far luce su un capitolo poco conosciuto della storia italiana, quello dei bambini che, per tre secoli e fino alla seconda guerra mondiale, venivano venduti dalle famiglie per lavorare nelle fattorie dell’Alta Svevia. Per la protagonista, Edna, un personaggio vivido e coinvolgente. Una storia che è un tuffo in un mondo in cui la natura dice più delle parole e in un passato dimenticato che chiedeva di essere raccontato.

Gli affari del signor Giulio Cesare di Bertolt Brecht (Einaudi)

La scoperta che la cosa più grande di Cesare erano i suoi debiti, e che questi furono la causa reale del suo successo politico, suscita una reazione di incredulità e fastidio nel personaggio che parla in prima persona in questo romanzo: uno storico giovane e idealista che - a vent'anni dalla morte di Cesare - raccoglie materiali per scriverne la biografia. Brecht, narrando i colloqui del giovane col banchiere Spicro, e riproducendo gli immaginari diari del segretario di Cesare, Raro, riscrive la storia di Roma nel I secolo a.C., col risultato di restituirla, con sorprendente verosimiglianza, alla sua dimensione "affaristica".

Recensione “Lupo lupo, ma ci sei?” Piccolo Grande Mondo dei Libri per ba...

Un libro che non va studiato! Italo Calvino - Il Cavaliere Inesistente

Recensione del libro: "Pedigree" di Georges Simenon

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Death Masks by Jim Butcher Book Review (The Dresden Files #5)

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BOOK REVIEW: Unstoppable Prosperity By Charles Payne of Fox Business

Pureland book review & discussion: Imaginary homelands | Zarrar Said | J...

my thoughts on the epic reads *book shimmy* award winners.

martedì 18 febbraio 2020

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Welcome home di Lucia Berlin (Bollati Boringhieri)

La vita straordinaria di Lucia Berlin raccontata dalla sua voce unica.
«La sua scrittura ama il mondo»The Atlantic
«Evocativo, intenso, acuto e divertente»The Observer
«La riscoperta della grande Lucia Berlin procede spedita»The New York Times
Lucia Berlin, acclamata autrice americana di cui Bollati Boringhieri ha pubblicato La donna che scriveva racconti e Sera in paradiso, ha sempre nascosto pezzetti della sua storia personale nei racconti che scriveva, alla sera, seduta al tavolo della cucina con un bicchiere di bourbon accanto al quaderno. La sua è stata una vita inimitabile, che l’ha portata dall’Alaska al Texas, dal Kentucky al Cile, dal Messico a New York. Sposata tre volte, ha cresciuto i suoi quattro figli muovendosi in lungo e in largo per tutta l’America e a ogni spostamento Lucia Berlin è andata cercando la sua casa. Welcome Home è uno splendido album di famiglia, dove ogni luogo in cui ha vissuto porta con sé una storia, spesso proprio quella storia che è poi riapparsa in uno dei suoi inconfondibili racconti. ll memoir, che incomincia nell’anno del concepimento di Lucia, il 1936, si conclude, incompiuto, nel 1965. Ed è proprio questa incompiutezza – che il figlio Jeff ha arricchito con numerose fotografie della sua raccolta privata e con le lettere scritte in quegli anni da Lucia a familiari e amici – a rendere ancora più prezioso ciò che Lucia ci racconta ripescando dalla memoria scene e momenti privati. Nella sua voce unica, la vita diventa finzione, ma quando si tratta della vita di una donna libera e inafferrabile come Lucia Berlin, è la stessa finzione che si rivela essere un’avvincente realtà.

Città sommersa di Marta Barone (Bompiani)

Il romanzo di un uomo, delle sue famiglie, delle sue appartenenze, la sua vita visitata con amore e pudore da una figlia per la quale il mondo si misura e si costruisce attraverso la parola letta e scritta.
«Città sommersa è un libro indispensabile». - Robinson
«Avrei voluto che questa storia me la raccontasse lui. Avrei voluto avere il tempo di sentirla. Ma in un certo senso sono consapevole che il libro esiste perché non c'è più l'uomo.»
Il ragazzo corre nella notte d'inverno, sotto la pioggia, scalzo, coperto di sangue non suo. Chiamiamolo L.B. e avviciniamoci a lui attraverso gli anni e gli eventi che conducono a quella notte. A guidarci è la voce di una giovane donna brusca, solitaria, appassionata di letteratura, e questo romanzo è memoria e cronaca del confronto con la scomparsa del padre, con ciò che è rimasto di un legame quasi felice nell'infanzia felice da figlia di genitori separati, poi fatalmente spinoso, e con la tardiva scoperta della vicenda giudiziaria che l'ha visto protagonista. Chi era quello sconosciuto, L.B., il giovane sempre dalla parte dei vinti, il medico operaio sempre alle prese con qualcuno da salvare, condannato al carcere per partecipazione a banda armata? E perché di quel tempo – anni prima della nascita dell'unica figlia – non ha mai voluto parlare? Testimonianze, archivi e faldoni, ricordi, rivelazioni lentamente compongono, come lastre mescolate di una lanterna magica, il ritratto di una persona complicata e contraddittoria che ha abitato un'epoca complicata e contraddittoria. Torino è il fondale della lotta politica quotidiana con le sue fatiche e le sue gioie, della rabbia, della speranza e del dolore, infine della violenza che dovrebbe assicurare la nascita di un avvenire radioso e invece fa implodere il sogno del mondo nuovo generando delusione e rovina. Il romanzo di un uomo, delle sue famiglie, delle sue appartenenze, la sua vita visitata con amore e pudore da una figlia per la quale il mondo si misura e si costruisce attraverso la parola letta e scritta.

La Gang del Pensiero di Fischer Tibor (Marcos y Marcos)

Eddie Coffin, filosofo allo sbando. Hubert, ex galeotto, dispensatore di saggezza ad ampio raggio.Rapinano banche senza colpo ferire. La loro strategia è filosofica: cambia di banca in banca. Si fanno chiamare la Gang del pensiero.Imprendibili, spettacolari, flemmatici, sono l’incubo della polizia.Eddie ama tutte le parole che cominciano per zeta, la Blanche de Garonne, il sole e la filosofia più antica della Grecia. Ha gestito un bordello ad Amsterdam, ha affrontato un elicottero sovietico in Afghanistan.Hubert ha un solo occhio, un solo braccio e una sola gamba, ma è un artista della vendetta e di tutte le armi. Inguaribile romantico, riconosce una compagna di orfanotrofio dallo sguardo sulla copertina di una rivista pornografica.Quando anche le rapine rischiano di diventare routine, per chiudere in bellezza, progettano il colpo del secolo.La rapina preannunciata, metafisica: in gioco c’è la morte, o l’immortalità.

Ottavio Rossani alla Ubik di Como con le sue nuove pubblicazioni

















Le ultime due pubblicazioni in versi di Ottavio Rossani saranno presentate alla Ubik di Como in Piazza San Fedele 32 il 19 febbraio 2020 ore 18,00. Dialoga con l'autore Laura Garavaglia, presidentessa de "La Casa della Poesia" di Como. Evento in collaborazione con "La casa della poesia di Como"
Vale la pena di scrivere ancora poesie d'amore? Nella tradizione italiana la poesia d'amore è una tendenza incancellabile, divisa tra due lunghe traiettorie, dantesca e petrarchesca. Ottavio Rossani ritiene che non si può fare a meno della poesia d'amore. Ma anche che bisogna trovare un modo nuovo di inventarla. L'amore è passione, è vita, è morte. Amare è vivere, forse saper vivere. Forse anche sapersi preparare al finale dell'esperienza esistenziale, perché nell'amore è implicito anche il dolore di perderlo. Non saper amare è lentamente morire in un risentimento per quel che poteva essere e non è stato. In questo canzoniere d'amore, l'autore celebra l'amore anche come riconoscimento dell'altro/a, il dono gratuito che rende uomini e donne degni di generare vita. Come la poesia stessa, quando incondizionatamente annuncia il futuro.
Soverato di Ottavio Rossani (Auto-antologia con poesie inedite 1976 – 2018) edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno  - Nato nel 1944 Rossani vive a Milano e ha alle spalle una lunga carriera di inviato speciale per il Corriere della Sera. Laureato in Scienze Politiche e Sociali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Numerosi i premi ricevuti tra i quali nel 1976 il premio Cronista dell’anno e nel 1990 il Premio internazionale Colombini. Il volume inaugura la collana Fuochi che sarà diretta dallo stesso Rossani. Il progetto editoriale, che prevederà poche uscite annuali, verterà sull’individuazione di quelle voci poetiche del nostro paese, che secondo il curatore generano, mantengono e comunicano un “fuoco” di forza stilistica, formale e metrica in grado di incendiare gli animi del lettore. “Sono orgoglioso e felice di annoverare nel catalogo – dichiara l’editore Stefano Donno – una firma autorevole e prestigiosa come Ottavio Rossani. L’idea di questa nuova avventura de I Quaderni del Bardo Edizioni nasce nella semplicità di un incontro di esperienze e vita tra me e Rossani, che sin da subito ha fatto nascere la voglia del dialogo, del voler costruire insieme una bella esperienza poetica che lascerà sicuramente il segno.”

La luna negli occhi di Ottavio Rossani Nino Aragno editore - Vale la pena di scrivere ancora poesie d’amore? Nella tradizione italiana la poesia d’amore è una tendenza incancellabile, divisa tra due lunghe traiettorie, dantesca e petrarchesca. Ottavio Rossani ritiene che non si può fare a meno della poesia d’amore. Ma anche che bisogna trovare un modo nuovo di inventarla. L’amore è passione, è vita, è morte. Amare è vivere, forse saper vivere. Forse anche sapersi preparare al finale dell’esperienza esistenziale, perché nell’amore è implicito anche il dolore di perderlo. Non saper amare è lentamente morire in un risentimento per quel che poteva essere e non è stato. In questo canzoniere d’amore, l’autore celebra l’amore anche come riconoscimento dell’altro/a, il dono gratuito che rende uomini e donne degni di generare vita. Come la poesia stessa, quando incondizionatamente annuncia il futuro. 

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como@ubiklibri.it

LOKI, il giovane Dio dell'Inganno ��✨

IL LIBRO SU BILLIE EILISH: Ne vale la pena?

THE STARLESS SEA di Erin Morgenstern fa per voi? | Recensione spoiler free

RECENSIONE LIBRO PADRE POVERO PADRE RICCO - L`UNIVERSITA HA FALLITO - CO...

La cronaca nel romanzo di Marisa Fasanella - IL MALE IN CORPO - Storia di una sconosciuta e sfigurata ‘Terra dei fuochi’ (Castelvecchi)

Corriere della Calabria, 14 febbraio Operazione Arsenico: "Ecosistema completamente distrutto"
Con una scrittura dura e incisiva, "Il male in corpo" pedina enigmi, rivela e rappresenta sentimenti e odi rugginosi, inganni e avidità da sempre cancerosi, una giustizia a cui mai è stata data giustizia. E dunque stoccaggi illeciti di rifiuti tossici e speciali, traffici di uomini, sversamenti che avvelenano l’acqua e la terra di un Sud senza nome e, forse, innominabile. Una più sconosciuta e sfigurata “Terra dei fuochi”, un romanzo corale dove le donne si fanno protagoniste tra passioni irriducibili, combattendo ogni ragione del cinismo, cercando verità e riscatto.
Marisa Fasanella è nata a Cassano all’Ionio (Cs) e ha esordito, nel 1994, con il romanzo Maschere e lenzuola del vicolo Santacroce. Ha pubblicato molti racconti e romanzi finalisti e vincitori di numerosi premi. Tra questi il Premio Letterario “Corrado Alvaro” e il Premio Nazionale “Vincenzo Padula” quale riconoscimento per la sua produzione letteraria. La Giuria del “Rapallo-Carige” ha, poi, ritenuto meritevole di segnalazione un suo romanzo, "Rimorsi" (Pironti, 2010). Di quest’ultimo testo, Tullio De Mauro ha scritto: “Le sue pagine sono tra le più interessanti che mi è accaduto di leggere negli ultimi anni. Sono stato profondamente scosso per la qualità coinvolgente della sua scrittura e rappresentazione”. Tra le sue opere ricordiamo anche "Gineceo. Undici crudeli racconti" (Pironti,1996), "L’ombra lunga dei moroni" (Rubbettino, 2002), e "Nina" (Editori Riuniti, 2014). Suoi racconti sono stati pubblicati dalla rivista “Il Primo Amore”.

Horror Book Review | True Crime by Samantha Kolsenik | 4.5 stars | Feb 2020

The Curse of the Good Girl | Book Review

2 (actually 3!) book review | The High Cost of Living & Passing ����

Gretchen Rubin | The Four Tendencies | Book Review by Lisa Woodruff

lunedì 17 febbraio 2020

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Le peggiori paure di Fay Weldon (Fazi)

Il miglior romanzo di Fay Weldon, l’autrice inglese più anticonformista, irriverente, corrosiva di sempre, Le peggiori paure è una feroce riflessione sulla natura del matrimonio.
«Sorprendente e crudele». - Isabella Bossi Fedrigotti
«L’equivalente letterario di un ottimo superalcolico o di un tuffo nell’Atlantico in pieno inverno. Fay Weldon incarna l’essenza dell’antiromanticismo e Le peggiori paure è uno dei suoi migliori romanzi». - The New York Times
Alexandra Ludd, attrice e donna affermata, è appena rimasta vedova. Il marito Ned, un critico teatrale molto in vista, è morto inaspettatamente a causa di un infarto nella loro bella casa di campagna, mentre lei si trovava a Londra. Fino a quel momento il rapporto tra i due sembrava felice e privo di ombre, e ora Alexandra è sconvolta, ma una serie di strani dettagli la obbliga a porsi delle domande: accenni di indizi e mezze parole nel giro di pochi giorni si concretizzano in una verità che sovverte ogni sua convinzione in quanto donna, madre e artista. Una rivelazione dopo l’altra, la protagonista giunge alla definitiva presa di coscienza: le sue amicizie erano false, tutte le sue peggiori paure avevano un fondamento, Ned aveva una vita parallela di cui lei era totalmente all’oscuro. Un libro estremo, esagerato, sostenuto da una scrittura che si muove con sicurezza sul sottile discrimine fra tragedia e ironia e che, attimo per attimo, sembra seguire, più che costruire, il passaggio della protagonista dall’umiliazione alla vendetta. Le peggiori paure spiazza e coinvolge il lettore, tenendolo avvinto fino all’ultima pagina in un crescendo di colpi di scena in cui la complicità e le competizioni femminili sono messe a nudo in un continuo confronto di incomunicabilità con il fragile, ambiguo universo maschile.

Fascette oneste. Se gli editori potessero dire la verità a cura di Marco Cassini (Italo Svevo - Roma)

Una placida domenica di settembre il mondo editoriale è stato investito da un'onda anomala: un twit mi ha suggerito l'idea balzana di immaginare cosa direbbero le fascette promozionali dei libri se, invece di essere roboanti promesse di marketing, fossero sincere descrizioni del contenuto dell'opera. Per qualche settimana in tanti si sono divertiti a giocare: questo libro («Il capolavoro che tutti aspettavamo!») raccoglie le migliori #fascetteoneste.

L'amore è solitudine (Love is loneliness)

La matematica fattoriale vista da Andrea Antonello Nacci

L'albatro, romanzo di Simona Lo Iacono. Recensione di Mario Falcone

RECENSIONE DI ZERO ZERO ZERO (2020) - MEGLIO DI GOMORRA?

La scatola a forma di cuore, di J. Hill - recensione libro

Vampires of Lore Book Review

Book review "You Forever" by Neeta Bhojwani |Invincible Publishers|

The Movie Book Review | Big Ideas Simply Explained

BOOK REVIEW OF PARABLE OF THE SOWER OCTAVIA BUTLER

Concorso letterario “GialloCeresio”, al via la seconda edizione

Porto Ceresio, 17 febbraio 2020 – Dopo il grande successo della prima edizione, con oltre 200 opere in gara tra edite e inedite e racconti giunti da tutta Italia ma anche da Svizzera e Francia, torna con tante novità “GialloCeresio”, concorso letterario promosso dal Comune di Porto Ceresio (Varese) con il patrocinio di Regione Lombardia, Comunità di Lavoro Regio Insubrica e Camera di Commercio di Varese e con la collaborazione e il sostegno di Comitato Premio Claudio De Albertis, Sistema Bibliotecario della Valle dei Mulini, Assicurazioni Generali Musajo Somma s.n.c. - Varese Città Giardino, Banca Consulia, Il Gigante, Vox Libri e F.lli Frilli Editori.

La competizione, presentata questa mattina a Porto Ceresio, sarà anche quest'anno rivolta ad autori di romanzi e racconti gialli, noir, thriller e polizieschi divisi in due macrosezioni: opere edite pubblicate tra il 1° gennaio 2018 e il 30 aprile 2020 e provviste di ISBN che non abbiano partecipato alle precedenti edizioni di GialloCeresio e racconti del tutto inediti (mai pubblicati né su carta né sul web) ambientati in località lacustri realmente esistenti e identificabili, di lunghezza tra le 16mila e le 20mila battute spazi inclusi.
Alla presentazione sono intervenuti il sindaco di Porto Ceresio, Jenny Santi, Alessandro De Bortoli, assessore alla Cultura del Comune, Giacomo Basaglia Cosentino, consigliere di Regione Lombardia, Carla De Albertis, presidente del Comitato Premio Claudio De Albertis, Matteo Inzaghi, direttore Rete55 e Sergio Roic, giornalista.

Tre le novità in arrivo: per la sezione racconti inediti i 20  finalisti e i vincitori dei Premi speciali “Giovani Autori” e “Porto Ceresio” saranno raccolti in un'antologia che sarà pubblicata da F.lli Frilli Editori; per la sezione romanzi editi saranno invece coinvolti anche i lettori che, selezionati dai Sistemi bibliotecari, librerie ed enti promotori, andranno a comporre una pregiuria che sceglierà 10 finalisti e tre per ognuno dei premi speciali; infine, per confermare e accentuare la grande attenzione che “GialloCeresio” riserva ai giovani, nella Giuria verrà inserito il vincitore del “Giovani Autori” 2019.  

"È un onore ospitare anche nel 2020 GialloCeresio: un concorso letterario internazionale che congiunge il fascino del nostro territorio alla capacità di ideare misteri e suspense in romanzi e racconti che sapranno suggestionare i lettori. Sono felice anche della scelta di mettere a disposizione dei degenti degli ospedali e ai loro familiari i libri partecipanti all'edizione 2019: ciò rende il concorso ancor più legato ad un territorio operoso e solidale", commenta il sindaco Jenny Santi.

Il “Premio Giovani Autori” resta anche quest’anno una sezione speciale della competizione su iniziativa del Comitato Premio Claudio De Albertis.  La presidente Carla De Albertis, conferma i due Premi Speciali dedicati ai giovani talenti under 35, uno per le opere edite e uno per quelle inedite rispettivamente di 1000 e 300 euro. “Ci sono tantissimi giovani talenti che meritano una chance – spiega De Albertis - Sappiamo tutti quanto sia difficile affacciarsi al mondo dell'editoria, da qui il nostro interesse a sostenere ancora una volta “GialloCeresio”, visto il successo dello scorso anno”. “Ringraziamo l’Amministrazione Comunale per la sensibilità verso la valorizzazione dei  giovani dimostrata nell’aver inserito nella Giuria il vincitore del Premio Giovani Autori 2019 Alessandro Bongiorni”.

“La mia presenza testimonia il supporto di Regione Lombardia a una iniziativa che dà prestigio al territorio e accresce l’attrattiva turistica della zona. Ringraziamo il sindaco e tutti coloro che si sono adoperati per rendere possibile questa manifestazione”, ha detto il consigliere regionale Cosentino.

Per quanto riguarda i premi, per i romanzi editi, il premio per il vincitore è di 1500 euro, per il secondo classificato 700 euro e per il terzo 500; Premio Giovani autori 1000 euro; Premio Laghi 300 euro.
Per quanto riguarda i racconti inediti, al vincitore andranno 500 euro, 250 al secondo classificato e 150 al terzo. Sempre tra gli inediti, verrà attribuito un premio speciale di 200 euro al miglior racconto ambientato a Porto Ceresio e il Premio Giovani Autori di 300 euro.

Il termine ultimo per partecipare al concorso per entrambe le sezioni è il 10 maggio alle ore 12.00. La premiazione di tutti i vincitori sarà domenica 13 settembre a Porto Ceresio, alle ore 16.00.

Il regolamento è disponibile sui siti www.comune.portoceresio.va.it, www.premiodealbertis.it, sulla pagina fb di GialloCeresio e sui principali siti di concorsi letterari.

DI SEGUITO, LE GIURIE DELLE DUE SEZIONI

SEZIONE ROMANZI EDITI: Maurizio Canetta direttore Radiotelevisione della Svizzera Italiana – RSI, Giannino Della Frattina capo cronista ‘Il Giornale’, Matteo Inzaghi  direttore Rete55, Sergio Roic collaboratore Corriere del Ticino e Magazine extra Alessandro Bongiorni scrittore, vincitore ‘Premio Giovani Autori’ GialloCeresio 2019, Andrea Fazioli scrittore Valentina Orlando scrittrice. Alla giuria si aggiunge Carla De Albertis per il Premio Claudio De Albertis - Giovani Autori
PRE- GIURIA
La pre-Giuria è composta da gruppi di lettori italiani e svizzeri indicati dagli Enti organizzatori e dai sistemi bibliotecari.

SEZIONE RACCONTI INEDITI Andrea Giacometti giornalista direttore Varese Report, Silvia Borella  responsabile Sistema Bibliotecario della Valle dei Mulini, Patricia Martinelli giornalista Mondadori Casa editrice Universo e autrice di Diabolik, Stefano Vassere direttore del Sistema Bibliotecario Ticinese e delle Biblioteche cantonali di Bellinzona, Locarno e Mendrisio, Nadia Fontana Lupi direttrice Ente Turistico del Mendrisiotto e Basso Ceresio.
Alla Giuria si aggiunge Carla De Albertis per il Premio ‘Giovani Autori’ Comitato Claudio De Albertis.

PRE-GIURIA

Marisa Brunati presidente Biblioteca comunale di Porto Ceresio, Ornella Donna docente ricercatore Università di Torino Scienze della Comunicazione Armando d’Amaro editor di F.lli Frilli Editori e scrittore, Emiliano Bezzon   scrittore e giornalista, Manuela Bobbià  organizzazione festival ‘ChiassoLetteraria’.





SEGRETERIA GIALLO CERESIO
Concorso Letterario Comune di Porto Ceresio
+0332917150 interno 7

domenica 16 febbraio 2020

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ROMANZO CAPORALE DI ANNIBALE GAGLIANI A GENOVA

























Lunedì 17 febbraio 2020, ore 17:00, presentazione dell'ultimo libro di Annibale Gagliani, Romanzo caporale, presso la Libreria San Benedetto, in via G. Donizzetti 75 r, Genova. Dialoga con l'autore Renata Barberis. La Libreria è il punto di riferimento letterario della storica Comunità San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo, baluardo di solidarietà e impegno civile attraverso l'omonima cooperativa sociale tra le luci della lanterna. L'ingresso è gratuito.

La fine dell’uomo nel caos italiano. Sulla terra vermiglia della Cava di Bauxite, a Otranto, il suicidio narra, attraverso il flusso di coscienza, la vita da cacciatore di lucciole del protagonista, che ricorda l’Alì dagli occhi azzurri di Pier Paolo Pasolini.

Un condottiero possibile del Kenya, animato da due modelli filosofici: don Donato Panna e Thomas Sankara. La corruzione politica del suo Paese lo costringe a fuggire in Italia col sogno di costruire un avvenire di pace per la sua famiglia. La disumana navigazione sul Mediterraneo lo conduce in una terra intollerante, avvolta da buio impenetrabile. Ma lui, come Sisifo, porta il masso sopra la montagna. Diventa schiavo del caporalato, ma non s’arrende: sfida il Fattore C sedimentato tra le sinapsi della gente comune. La tragedia, dalla sequenza circolare, ha due insegnanti autorevoli: la storia e il dolore. Il giovane antieroe è l’effige più lucida dello stoicismo di Lucio Anneo Seneca.

Dalla prefazione di Fabrizio Peronaci: «In un tempo in cui le semplificazioni e il corrivo andare incontro agli umori malmostosi della piazza hanno un triste ma indiscusso sopravvento, guardare le cose attraverso gli occhi azzurri e i sensi in fibrillazione di un giovane sognatore africano può diventare operazione poetica e rivoluzionaria allo stesso tempo. Per la sua valenza conoscitiva, per l’umano calore che promana e per qualcosa di cui le classi governanti (italiane, europee, planetarie) dovrebbero farsi artefici veri, al di fuori e a prescindere dal mainstream: una cultura autentica dello scambio, del confronto e del comune sentirsi sotto lo stesso cielo, che azzeri distanze e diffidenze tra popoli e con esse tentazioni al comando e automatismi belligeranti. Il protagonista di “Romanzo caporale” – alter ego in versione nero ebano dell’autore e dei tanti perplessi e orgogliosi di essere minoranza, sulla questione migranti, all’ombra dello zeitgeist – ha un grande merito: modificare il punto di vista, sforzarsi di assumere una prospettiva africocentrica, ferma restando la consapevolezza che non è il luogo natio a dirimere ma il cuore e la passione, il sentimento della condivisione, lo stesso che orgogliosamente conduce nei paesi più poveri e disarmati quei paladini della dignità e della giustizia che sono i missionari, laici o con i voti poco importa. Come il sacerdote pugliese amico del ragazzo kenyota che si propone come leader di un movimento di liberazione politica e delle coscienze, ma finisce nel mirino della polizia locale ed è costretto alla fuga… La trama accende una luce dove prevale il buio dell’egoismo e della diffidenza. Dall’Africa all’Italia, dove “le cose erano cambiate drasticamente” ma la passione tra un uomo e una donna ha sempre lo stesso sapore, e “i baci profumano di ciliegia”, il viaggio di Annibale Gagliani racconta la violenza ottusa degli sfruttatori e l’indomabile istinto di fratellanza dei calpestati, la stolta ferocia della crescente intolleranza e la fiera dignità di chi accoglie e include, nel nome di una cristiana solidarietà e di un illuministico progresso della stirpe».

Dalla postfazione di Raffaele Gorgoni: «È il Cuore di tenebra della porta accanto […] le pagine di Annibale seguono, passo dopo passo, il doppio itinerario fisico e mentale di un migrante, con la precisione straziante di chi sa, in un mondo che si accanisce nel fingere di non sapere. Se l’abiezione del neocolonialismo è del tutto dispiegata nella sua macabra efficacia, la non sorpresa è che l’Europa si sta, in questo scorcio di millennio, ricongiungendo alla sua identità più degradata. Tutto quello che si riteneva sepolto per sempre sotto le macerie della Seconda Guerra Mondiale è più vivo che mai. […] L’Europa, l’altra Europa, quella che dopo gli orrori del nazismo, del fascismo, del franchismo e del salazarismo e di Vichy, scandì le retoriche del mai più, oggi balbetta la sua indignazione e incespica in ovvietà buonsensaie. Ma il migrante raccontato da Annibale Gagliani sa. Sa che non saranno i solidarismi pietistici e ancor meno il charity business a strappare l’Africa e il suo popolo in fuga alla miscela letale di neocolonialismo e insorgente razzismo che l’Occidente inietta nelle sue stesse vene. […] Gagliani racconta con cruda nettezza che l’ultimo domicilio conosciuto del migrante sono le estreme periferie degradate della metropoli o i tuguri e le bidonvilles dei lavoranti in agricoltura … meglio dire le vite nelle mani della criminalità organizzata in un caso o dei caporali nell’altro. Il caporalato è essenza dell’essenza di questa narrazione».



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