giovedì 31 ottobre 2013

Un mañana para Alicia (Booktrailer) - Editorial Círculo Rojo

mercoledì 30 ottobre 2013

"Nigredo" libro dell'anno per questo 2013 per l'editore I libri di Emil



Nigredo, di Stefano Delacroix è il romanzo della collana Composizioni ( I libri di Emil) che ha maggiormente attirato l'attenzione di lettori e critica nel corso del 2013.

“Si respira, nell'aria, l'aspro odore della Rivoluzione. Lungo le buie strade di Poitiers, nella Francia centrale, il lusso ostentato sovrasta la miseria delle genti del popolo. Occhi iniettati di sangue, assetati di potere, amanti del piacere delle carni, della gloria”. (Valeria Mingolla – Nuovo Quotidiano di Puglia)

“L’autore offre forbite descrizioni storiche al lettore che si intrecciano con una trama interessante, tetra e misteriosa come gli intrugli e le pozioni magiche che si trova a preparare Vincent perchè vuole diventare un guaritore o come molti del suo quartiere parigino lo definiscono l’esorcista. Vuole fare il mestiere del padre, a differenza del padre però guadagnare soldi ingannando poveri bisognosi d’aiuto e senza speranze con preparazioni di medicine naturali. Insomma un ciarlatano dei nostri tempi: guaritore di se stesso più che del male, se pur si professi come Bernardo di Chiaravalle un abile guaritore. Si susseguono episodi tipici di un romanzo noir e storico con riferimenti senza dubbio coinvolgenti e attualizzabili nel nostro presente. È singolare ed è apprezzabile la scrittura di Delacroix colta e mai superficiale nel raccontare il districato destino di Vincent. Bellissimi i riferimenti a Voltaire, Diderot, Montesquieu - i grandi illuministi del 700 francesi e a Rousseau che cita spesso richiamando il concetto di iniquità più che di giustizia e uguaglianza. Eh si è un imperativo che incombe in “Nigredo”: è l’iniquità della vita e della morte, della povertà che alberga nei quartieri parigini e nelle morti disumanizzanti di vittime colpite da malattie dalle quali non si può sfuggire neanche con preparati di erbe e intrugli che sembravano avvelenassero corpi già martoriati.” (Alessandra Peluso – Affari Italiani)


Grande successo di critica e di pubblico per il nuovo libro di Stefano Delacroix dal titolo “Nigredo”edito da I Libri di Emil.

Il libro - Vincent Fernand Daudet, guaritore e realizzatore di pozioni della salute, è un uomo dal passato oscuro, orfano d’arte (il padre era un uomo ‘vissuto pericolosamente’ a metà tra la medicina e l’alchimia esoterica), trafugatore di cadaveri, frequentatore di bettole, avvezzo a miasmi e sollazzi nei postriboli di una Parigi mefitica e pestilenziale, salvatore di fanciulle pudiche, amante di donne fedifraghe, amico di ladri e impostori. Il destino che Vincent ha cucito addosso è quello iniziatico dell’alchimia e dei sentieri esoterici dello spirito. Uno spirito che combina elementi di chimica, fisica, astrologia, medicina, misticismo e religione. L’obiettivo del protagonista è la conquista dell’onniscienza e la creazione di un rimedio a tutte le malattie. E la vita eterna…”
L’autore - Stefano Delacroix è nato a Taranto nell’agosto del 1966, da genitori leccesi. Dopo una lunga militanza giovanile con la band The Act, prodotto da Mimmo Locasciulli pubblica tra il ’94 e il ’97 due album solisti, Ribelli e La Legge Non Vale (ed. Hobo, distribuzione Sony Music). Dedicatosi alla letteratura, pubblica nel 2007 Peristalsi (ed. Il Foglio) e La Memoria del Mare (ed. La Riflessione), nel 2009 Il Sesto (Lupo Editore), raccolta di racconti noir uscita in seconda edizione nel 2012.

Info
I libri di Emil













domenica 27 ottobre 2013

Fucine Letterarie, in collaborazione con la Libreria Il Ghigno di Isa de Marco e Nicola Rotondella presenta oggi “Corde” (Lupo Editore)di Dario Bellucco



Fucine Letterarie, in collaborazione con la Libreria Il Ghigno di Isa de Marco e Nicola Rotondella, presenta, Domenica 27 Ottobre 2013 alle ore 19.00, “Corde” (Lupo Editore), il primogenito del giovanissimo e talentuoso Dario Bellucco, una raccolta di racconti degna di rappresentare con alta qualità letteraria un ambito antropologico: quello dei ventenni italiani, presso la libreria Il Ghigno sita in via Salepico n.47 a Molfetta. L’azione letteraria sarà curata da Roberta Dalessandro.

 Dario Bellucco è nato il 30 gennaio del 1992 a Taranto. Dopo una breve esperienza bolognese, scrive alcuni di questi racconti. Attualmente vive a Lecce, dove studia Lettere e Filosofia. È autore della collana Incipio, curata da Michelangelo Zizzi per Lupo Editore, nella quale confluiscono i migliori autori dei corsi di scrittura creativa tenuti da Fucine Letterarie in tutta la Puglia.

“Corde” è un libro sommosso e inquieto, ma anche di serena ambizione: quella di trovare tra scene di comparaggio, festini, consumo di alcol e droga, il significato di una lealtà umana e di una affettività che sia ignara di ogni broglio retorico.
Con elaborato e già prezioso stile letterario, sebbene asciutto, visivo e certamente cinematografico, sono passate in rassegna tutte le pose e le modalità di una gioventù viziata e speranzosa insieme, alla ricerca dell’amore e disillusa dalla generazione dei padri e dal mondo in generale. Come nel campo d’agone o nel ring, i racconti, per quanto difformi, rimandano all’unica evenienza della richiesta di senso e di riconoscimento. Difatti i 14 racconti narrano, su base esperienziale e per nulla funzionale, quelle che sono le aspirazioni alla felicità di una gioventù che vede bruciati gli idoli delle ideologie politiche e delle grandi tradizioni sacrali.

sabato 26 ottobre 2013

IL LIBRO DELL’AMORE PROIBITO DI MARIO DESIATI (MONDADORI). In libreria!



Francesco, detto Veleno, timido e solitario, fino ai quattordici anni è vissuto immaginando vite eroiche e ammirando i coetanei più intraprendenti. Il suo universo quotidiano, nel paese pugliese dove vive, è quello della scuola, con regole e muri che sembrano fatti per essere invalicabili, non certo per nascondere gioie proibite. Fino all’incontro con Donatella Telesca, professoressa di Educazione tecnica. Lei ha il doppio degli anni di Veleno, eppure veste in modo più simile a lui e ai suoi amici Mimmo e Nappi che alle altre insegnanti. Ha la pelle candida, ma nasconde un’ombra che agisce come una calamita sui suoi giovani allievi, siede tra i banchi, ascolta i ragazzi, li guarda come nessuno ha mai fatto prima. Nasce un’attrazione irresistibile, destinata a essere scoperta nel clamore dello scandalo. Veleno scopre allora una solitudine più profonda, l’isolamento di chi supera la linea d’ombra dei sentimenti leciti, e contro la famiglia, contro la norma che gli impedisce di amare, costruisce il suo onore, il futuro, la sua legge che non umilia né separa. Veleno saprà aspettare, costruirà tutto intorno al silenzio dell’attesa, e con gli occhi rinnovati dal desiderio si accorgerà di essere circondato da amori che sono tali proprio perché proibiti... Scritto per frammenti affilati come gli spigoli d’ombra che si stagliano nel sole del Sud, rapsodico ed emozionante come la memoria di una stagione perduta, Il libro dell’amore proibito è un romanzo sul desiderio, sugli amori impossibili e la cieca, folle fedeltà a un sentimento che non ha barriere


MARIO DESIATI (1977), è cresciuto a Martina Franca e vive a Roma. Ha pubblicato la raccolta di poesie Le luci gialle della contraerea (Lietocolle 2004, Premio Viareggio per l'opera prima). Come narratore ha esordito nel 2003 con Neppure quando è notte (peQuod) e ha pubblicato in seguito, con Mondadori, Vita precaria e amore eterno (2006), Il paese delle spose infelici (2008) e Ternitti (2011, finalista Premio Strega).

COLLANA     Omnibus italiani
PAGINE         200
PREZZO         17,50 euro

venerdì 25 ottobre 2013

IL GIOCO DELL’INGANNO di Adele Vieri Castellano (Leggereditore). In libreria dal 31 ottobre - €10 (ebook – data da definirsi)



Venezia, 1796. Lorenza, la giovane figlia del barone Marianin, sa che la attende un matrimonio senza amore e vuole concedersi un’ultima giornata di libertà tra le calli invase dalla folla colorata e festante del Carnevale. Bellissima e spavalda, non sa che la frenesia e la confusione nascondono grandi pericoli per una ragazza sola e sta per essere vittima della violenza di due uomini mascherati. Ma in suo soccorso arriva la più fosca e sinistra delle maschere: la baùta. Chiunque si nasconda dietro quel volto di cartapesta, ha negli occhi e nella voce il fascino della notte che è insieme rifugio dei briganti e covo delle stelle. Aristocratico o spia, la baùta non vuole rivelare il suo nome, trincerandosi dietro la sua fermezza elegante e decisa. Lorenza sa che non riuscirà a dimenticarlo, senza immaginare che poco tempo la separa dall’incontrarlo di nuovo… L’uomo misterioso è un’ombra tra le ombre che si muovono nella fitta rete di inganni della politica veneziana, in cui Lorenza sarà presto coinvolta in un crescendo di rivelazioni fatali e infuocata passione.

giovedì 24 ottobre 2013

Anima Sarda, linguaggi della scrittura e della creatività Libri, spettacoli, laboratori per le scuole e un convegno finale Tra proposte e speranze, gli editori sardi alla XIII Mostra del libro di Macomer




Ventisei presentazioni di libri, tre spettacoli, quattro film, laboratori, incontri per le scuole e un convegno finale. La sintesi della presenza Aes alla Mostra del libro, che si aprirà a Macomer il prossimo 23 ottobre, è in questi dati significativi che rimarcano l’importanza del ruolo rivestito dagli editori sardi nell’ambito di un evento che presenta ogni anno l’eccellenza del panorama editoriale sardo.

L’Associazione editori sardi, presieduta da Simonetta Castia, sarà in mostra in rappresentanza di trentaquattro case editrici che, in collaborazione con l’Alsi (Associazione librai sardi indipendenti), Il Centro servizi culturali e il Comune di Macomer, hanno allestito un bel cartellone di appuntamenti per una cinque giorni che si preannuncia particolarmente ricca.



La location principale, divenuta da anni sede della Mostra, dopo un’attenta operazione di restyling, sarà l’area delle ex Caserme Mura: in particolare, il padiglione Filigosa, ospiterà gli incontri con gli autori, i dibattiti, gli spettacoli e i film.

I laboratori per bambini, adulti e gli incontri con le scuole, invece, avranno una dislocazione diversa, distribuita tra le scuole della città, gli spazi della biblioteca comunale e il padiglione Tamuli, che ospiterà l’esposizione libraria delle 34 case editrici.
C’è da dire subito che l’evento di Macomer, giunto alla tredicesima edizione, prosegue idealmente l’azione progettuale portata avanti dall’Aes negli ultimi anni.
Già il tema della Mostra, “Anima Sarda. Linguaggi della scrittura e della creatività”, evidenzia l’esistenza di un filo conduttore che riporta, in terra sarda, le esperienze ispiratrici della partecipazione AES all’ultimo Salone Internazionale del Libro nei contenuti e nella definizione di una rete di azioni che aveva coinvolto, in modo dinamico, diverse realtà operanti nel mondo del libro e della cultura del territorio. Logica che si è tentato di far prevalere anche a Macomer, con proposte culturali forti esito di condivisioni.
Il titolo del tema di questa edizione allude alle potenzialità catartiche dei libri e di tutti i linguaggi della creatività compresi a pieno titolo nel variegato mondo dell’editoria globale: dai saperi delle “scritture” identitarie antiche, alla “non scrittura” “dei libri a cielo aperto”, dalla poesia estemporanea agli audiolibri fino alla lettura ad alta voce.
In apertura, il 23 ottobre, la terza edizione del premio internazionale per l’illustrazione “Ennio Zedda” a cura del Centro internazionale del fumetto di Cagliari, in collaborazione tra l’Aes, il Comune di Macomer e l’Alsi.
Le ultime novità editoriali saranno presentate nelle sezioni previste dal programma Tra isola e mondo, luogo ideale in cui i lettori avranno l’opportunità di incontrare gli autori e assistere ai dibattiti incentrati sulle opere in cartellone.
Ricca anche la sezione degli spettacoli: in evidenza Anima Sarda, viaggio emozionale alla scoperta della vera anima sarda nei libri e nell’oralità estemporanea, con Sante Maurizi, Battista Giordano e i poeti estemporanei della Sardegna, Nicola Farina e Salvatore Scanu.
Il confronto tra l’isola e le altre realtà sarà invece il focus di Cari autori vicini e lontani, un cartellone di incontri, allestito con l’intento di proporre un confronto tra le realtà editoriali sarde e quelle della penisola, con il progetto “I libri aiutano a leggere il mondo”, IV edizione 2013, a cura dell’associazione Malik, attivo sodalizio, che opera tra Gavoi e Cagliari, composto da giovani donne e la partecipazione dell’autore fantasy Francesco Falconi.
Oltre agli incontri e ai laboratori con le scuole, per la sezione Adotta un libro sardo, si segnala, tra le attività collaterali, in particolare, quello dedicato alla panificazione tradizionale, intitolato “Pane e libri”, coordinato da Luisa Monne.
Ampio spazio al cinema con Cineforum sardo (allestimento di una mini rassegna cinematografica dedicata agli scenari e ai paesaggi sardi) e la proiezione per le scuole dei film “Treulababbu” di Simone Contu, e “Rapsodia sarda” di Remo Branca e Gibba (Francesco Maurizio Guido) con dibattiti finali affidati, rispettivamente, al regista Simone Contu e all’editore Dario Maiore.
In chiusura di manifestazione, la domenica mattina, 27 ottobre, proiezione del filmato “Cagliari e la guerra”, a cura della società “Umanitaria Sassari” e, la sera, la proiezione del film muto “Cenere”, con commento musicale dal vivo di Gesuino Deiana e di Michael Heupel.

Grande attesa per il convegno finale: Oltre i festival. Cultura, comunità, territorio: nuove idee e nuovi progetti per affrontare la crisi, che vedrà il confronto tra la sociologa Antonietta Mazzette (Università di Sassari), Cristiano Erriu, presidente dell’Anci nonché sindaco di Santadi, Dolores Lai, assessore alle Culture del Comune di Sassari, Dolores Melis, direttore della Mediateca del Mediterraneo, Rita Marras (libreria Odradek Sassari), Tiziana Marranci (libreria Messaggerie sarde Sassari), gli editori Mario Argiolas (Cuec), membro del direttivo Aes e Carlo Delfino, editore associato Aes. Introduce Simonetta Castia, presidente dell’Associazione editori sardi, coordina il giornalista Vito Biolchini.
Di seguito, l’elenco degli editori presenti alla XIII Mostra del Libro in Sardegna - Macomer 23/27 ottobre 2013 Anima sarda. Linguaggi della scrittura e della creatività

1. Aipsa – Cagliari
2. Alfa Editrice – Quartu S. Elena
3. Am&D – Cagliari
4. Angelica Editore – Tissi
5. Arkadia – Cagliari
6. Carlo Delfino Editore – Sassari
7. Condaghes – Cagliari
8. Cuec Editrice – Cagliari
9. Domus de Janas – Selargius
10. Edes – Sassari
11. Edizioni della Torre – Cagliari
12. Edizioni Enrico Spanu – Cagliari
13. Edizioni Fiore – San Gavino Monreale
14. Edizioni Sole – Cagliari
15. Fabula Editore – Cagliari
16. Phileas – Aggius
17. G. C. Edizioni – Quartu S. Elena
18. Grafica del Parteolla – Dolianova
19. Ilisso – Nuoro
20. Imago Multimedia – Nuoro
21. Il Maestrale – Nuoro
22. Iris – Oliena
23. Iskra Edizioni – Ghilarza
24. Magnum Edizioni – Sassari
25. Mediando – Sassari
26. Paolo Sorba Editore – La Maddalena
27. Papiros – Nuoro
28. PTM – Mogoro
29. Scuola Sarda Editrice – Cagliari
30. Soter Editrice – Villanova Monteleone
31. Taphros – Olbia
32. Tema – Cagliari
33. Voltalacarta Editrici – Sassari
34. Zenìa Editrice – Nuoro


Ufficio Stampa
Antonio Meloni
349.1334965

Dos en el camino (Booktrailer) - Editorial Círculo Rojo

mercoledì 16 ottobre 2013

Mannaggia Santa Pupa di Danilo Siciliano (Lupo editore)



Nella “metropoli delle angurie”, paesone di provincia situato alla fine del mondo, dove il caldo umido e appiccicaticcio dello scirocco tutto avvolge e sconvolge, nasce e cresce un ragazzino timido che fa sogni abbastanza banali. Quello di fare il calciatore.
Uno alla Van Basten, il suo mito. Oppure di diventare una rockstar, pelle abbronzatissima, chitarra al collo e stuolo di fan al seguito. Invece la vita gli ha riservato un futuro diverso. Colpa del padre, Silvano il barbiere, che non gli ha mai insegnato a suonare la chitarra. Colpa della madre Rosaria, la Lumacher con la 126 beige, che lo ha sviato dalla carriera calcistica. O forse solo colpa del destino. Il protagonista si abbandona ai ricordi, lasciandosi guidare dal flusso dei pensieri, raccontando un’infanzia in un mondo che appartiene soprattutto agli anni Ottanta. Le giornate all’asilo con Suor Realina, le estati a Mondonuovo, in campagna dai nonni, la salsa fatta in casa, il rosario e gli scherzi ferragostani, Mescia Nena, la nonna paterna, donna tutta d’un pezzo, che sembrava essere immortale. E ancora i pomeriggi scanditi dall’attesa del gelataio Nino e le domeniche dalle partite della squadra di calcio del suo paese. Paese di una terra magnifica e insopportabile, dove pullulano i cervelli di cemento armato e dove i vecchi materassi si buttano sui cigli delle strade di campagna. Una terra che è un caffè sospeso. Ricordi, stati d’animo, riflessioni, rimpianti, per giungere ogni volta alla stessa conclusione: “Mannaggia Santa Pupa!”

martedì 15 ottobre 2013

Le attenuanti sentimentali di Antonio Pascale (Einaudi). Intervento di Nunzio Festa



Quando le disgressioni fanno la trama. Non siamo in grado di dire se, come al contrario è voglioso di fare La Porta (diciamo riferendoci a un passaggio d'una sua recensione di qualche giorno fa), con lo 'stile' di "Le attenuanti sentimentali", ultima opera del provocatorio quanto o perché intransigente Antonio Pascale, l'autore d'origini casertane indicherà una prospettiva, spiegherà davvero una direzione alla nostra lettratura; ma di certo siam capaci di sostenere che Le attenuanti è un libro importantissimo, e lo è almeno come soprattutto per quante e quanti da anni sono soggiogati dalla superficialità. Tanto da aver dimenticato che il cosiddetto tarlo del dubbio, la gioia non felice dell'esser irrequieti perché sempre assillati dal fatto di non aver completamente ragione: è il vero motore che porta a conoscere sempre di più e, soprattutto, meglio. Allora, per non far torto allo scrittore (facendo magari finta di copiare la sua estrosità), partiamo dal personaggio. Dove la marionetta dataci da Pascale è tutt'altro che un pezzo da teatro. Ché il libro, diciamo intanto, è parecchio calato nelle acque salate dell'autobiografia; insomma il progatonista Antonio Pascale, soggetto attivo - nella maggior parte dei casi - e passivo, poche volte, delle vicende e nonostante quel che sembri è uno scrittore senza trama. Che quindi decide di metter in crisi la sua insonnia viaggiando nella capitale, di notte e di giorno, in bici. E praticamente da qui nasce l'idea. "Farò -, dice all'amica produttrice Paola, Antonio - un documentario su documentario sui sentimenti, che tu ovviamente produrrai". Tra le rovine delle certezze dei radical-chic e le rovinate incertezze, mascherate da sicurezza assoluta, dei Biologici a tutti-i-costi. Tra dialoghi esistenziali con un ex-fidanzata adesso pittrice e con la reale esistenza d'una regista di film pornografici che Pascale vorrebbe sperimentare. Con immersioni, ed ecco che siamo alle vere divagazioni che faranno non da contraltare all'avventura delle pagine ma da trama del testo, nelle terre difficili di psicologia, biologia evolutiva... Quando sono innanzitutto le domande a chiedere spazio. Perché il disordine delle risposte, comunque perfette, argomentate e puntuali, sempre, manifesta la fallacità dell'uomo. Dicendo che donne e uomini, quando si presentano in veste d'intellettuali, cioé quando danno parole e pensieri al senso comune e/o cercano di modellarlo, cambiarlo, re-inventarlo, inventarlo, dovrebbero come prima cosa porsi domande e cercare risposte. Altrimenti cosa rimarrà ai figli? Che ne avranno domani Marianna e Brando? L'irrequieto Antonio, anche quando non provoca non si lascia abbattere dalle varie maggioranze. A rischio di diventare noioso e perfino, in certi momenti, antipatico. Tipo nel riflettere sugli inceneritori oppure giustificare la logica, in un certo senso, dell'adulterio. Ma lo scrittore continua a insistere. Nel dirci che sempre ovunque e comunque si deve vivere per la verità. Nel caso contrario definirsi progressisti, tanto per cominciare, rimane la menzogna più grande. Questo alla fine è il romanzo irrequieto sulla sicura falsità di noi conformisti.

lunedì 14 ottobre 2013

Livelli di vita di Julian Barnes (Einaudi)



Tre leggendari pionieri ottocenteschi rivivono fra le pagine dell'originale e struggente mescolanza di fatti e finzione che è "Livelli di vita": Fred Burnaby, colonnello della cavalleria della Guardia Reale inglese e viaggiatore per terre esotiche e inesplorate, la "divina" Sarah Bernhardt, la più grande attrice di tutti i tempi a detta di alcuni, e Félix Tournachon, il caricaturista, vignettista, aeronauta e celebre fotografo ritrattista noto come Nadar. Ad accomunarli, un'incomprimibile passione per il volo, l'impulso sacrilego a issarsi a bordo di una cesta di vimini appesa a un pallone e, affidandosi a un precario equilibrio di pesi e correnti, sganciarsi dal regno che ci è deputato per conquistare lo spazio degli dèi. Una buona metafora per ogni storia d'amore. Quella immaginata fra Burnaby e Sarah Bernhardt, ad esempio - l'aria, l'assenza di vincoli, l'eccentricità, lei; la concretezza, l'avventura, la disciplina, lui. O quella, cinquantennale, fra Nadar e l'afasica moglie Ernestine. Oppure la storia d'amore, durata trent'anni e poi proseguita, fra Julián Barnes e la moglie Pat Kavanagh. Storie in cui "metti insieme due cose che insieme non sono mai state e il mondo cambia", esempi di una "devozione uxoria" che travalica ogni barriera. Volare è esaltante e semidivino, volare è pericoloso. Un calcolo sbagliato, un vento contrario, un disegno avverso, o la casuale assenza di esso, e si può

giovedì 3 ottobre 2013

Intreccio di ciglia, di Elisa Biagini e Filippo Gatti, Storytellers Php2013. Segnalazione a cura di Alessandra Peluso



Dall’incontro tra una poetessa, autrice dei testi, e un cantautore, Filippo Gatti, autore delle musiche e interprete dei pezzi, ha preso vita un album di dieci canzoni che testimonia un lungo e originale percorso di ricerca fondato sul dialogo e sulla contaminazione tra i linguaggi della poesia contemporanea e della canzone d’autore.
I dieci pezzi dell’album sono preceduti da un dialogo che rende conto della genesi del progetto, del suo significato e della situazione della cultura musicale e poetica contemporanea. Un lavoro originale che denota questa esigenza di unire la poesia alla musica, come versi quelli di Biagini acuti e intrisi di umana passioni suonati da una melodia romanzata di Gatti.  

 
Elisa Biagini è nata nel 1970 a Firenze, dove attualmente risiede dopo un lungo periodo di studio e di insegnamento negli Stati Uniti. Ha esordito giovanissima con la raccolta Questi nodi (Gazebo, Firenze 1993), cui ha fatto seguito Uova (Zona, Genova 1999), libro bilingue con testi in italiano e in inglese. Ha pubblicato sue poesie e traduzioni su importanti riviste italiane e americane. Per Einaudi ha pubblicato L'ospite (2004), Nel bosco (2007) e ha curato l'antologia Nuovi poeti americani (2006).


(il video di presentazione è al seguente link:

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mercoledì 2 ottobre 2013

Estate crudele, di Alessandro Bertante (Rizzoli). Intervento di Nunzio Festa



Mastica solitudine, il protagonista del nuovo romanzo firmato da Alessandro Bertante, "Estate crudele", ma in fondo non cerca che l'amore. Il suo nome è Alessio Slaviero, anche se questo non vale nulla, perché nessuno nel quartiere di Milano dove vive nessuno chiama questo strano spacciatore col suo nome (nemmeno i suoi scagnozzi quasi negri) - alla fine scopriremo insomma che non l'additano che con "l'uomo nero" - , e lui ringrazia guardando le altre e gli altri e il suo contorno esistenziale con un giudizio definitivo: sono morti. Siamo nella Milano che va tra viale Monza, via Padova e la ferrovia. In pezzi di territorio contesto e spartito tra clan, in un punto del quale vive almeno l'amico Manuel, travestito brasiliano, "la pena del mio cuore", che lo fa impazzire e disperare più di tutto e tutti. Almeno fino a quando avverà l'Incontro. Si veste e s'immagina come l'ultimo dei forti, Alessio. Già promettente studente prima e ricercatore poi, spacciatore occasione prima e di professione poi, quando avrà sperimentato le delusioni della vita, dalla morte della sua ragazza alle false promesse del suo professore universitario, vive in uno stato di sbandamento così forte da fregarsene del mondo intero. Mentre il caldo torrido dell'estate del 2003 lo colpisce al ventre. Sorretto però dallo stile cadenzato in tenaci scorribande nell'evocativo. "Io sono solo, sconfitto, imprigionato e ingannato tutti i giorni di questa estate rovente”, quindi si dice. E l'incipit non è che l'inizio di questa nuova resa alle visione. Dove siamo nel passo successivo dell'ambientazione, per certi versi, del precedente "Nina dei lupi". Insomma Bertante è convinto di non poter narrare che il post. Ogni segmento e momento di quel che accade, o è accaduto, oltre la fine del mondo. Più in là della sconfitta della società. Raccontando come se si trovasse sotto le macerie dei valori. Tanto che l'ambientazione d'Estate crudele riporta alla mente quella periferia proletaria e orgoliosa adesso scomparsa del milanese e d'altre periferie degli imperi. Se quindi Alessio è il fantoccio che rappresenta tutta la generazione dei morti viventi, l'uomo disperato che è in lui vede ancora in fondo al pozzo. E viaggia, seppur quasi inconsapevolemente ma volendolo forte, verso una metà. In questo caso un'altra donna. A rappresentare, più che tutte le donne immaginate, semplicemente il riscatto dalla sconfitta già segnata nell'intimo. Mentre l'apocalisse non può che incalzare. E quando ancora qualcosa è comunque possibile.