martedì 30 giugno 2020

iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks

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I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno per Amazon

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TEATRO - Volume 1 di Bernard-Marie Koltès
























Arcadiateatro Libri presenta “TEATRO - Volume 1”, il primo dei tre libri in cui è raccolta l’opera teatrale completa del drammaturgo e regista francese Bernard-Marie Koltès, scomparso prematuramente nel 1989. Un artista rivoluzionario, tra i rappresentanti più significativi della nuova drammaturgia francese; un autore dalla lucida, potente visionarietà. Sono presenti nell’opera le traduzioni di Anna Barbera, Francesco Bergamasco e Marco Calvani, e vi è inoltre un’appassionata introduzione dello scrittore Arnaud Maïsetti.

Titolo: TEATRO - Volume 1
Autore: Bernard-Marie Koltès
Genere: Teatro
Casa Editrice: Arcadiateatro Libri
Pagine: 320
Prezzo: 22,00
Codice ISBN: 978-88-312-31-008

«È un teatro che disarma il teatro con la sua evidenza. È la nudità della parola. È l’incontro come un teorema. È la tenerezza a dispetto del buon senso. È una scrittura che fonda tutta un’arte, un mondo, e un uomo che la forgia e ci si scontra […]». Arnaud Maïsetti 

Un progetto ambizioso ha portato la casa editrice Arcadiateatro Libri a tradurre e pubblicare in tre volumi tutti i testi, compresi quelli inediti, di Bernard-Marie Koltès: nasce quindi TEATRO - Volume 1, che racchiude la prima selezione di opere del drammaturgo e regista francese, divenuto un classico contemporaneo. Sono trascorsi trentun anni dalla morte di uno degli autori più importanti del ventesimo secolo, che ha rinnovato la scrittura e la ragione d’essere del teatro attraverso un lessico e un uso della frase testimoni di un linguaggio contemporaneo e, allo stesso tempo, di una perfetta lingua francese. Tutto questo attraverso un senso profondo della metafora e dell’allegoria, strutture drammatiche originali, universalità di temi mitici ma anche assolutamente attuali, attraverso la scelta di una realtà ai margini che egli pone al centro e, infine, attraverso lo sguardo visionario di un poeta sul mondo. Bernard-Marie Koltès conduce le situazioni al limite del paradosso, indaga tematiche come il razzismo, la violenza contro il diverso, l'emigrazione e riflette sull’oscurità che abita in ogni essere umano e sulle contraddizioni di una società iniqua. Nell’introduzione di Arnaud Maïsetti si presentano la biografia, le opere e il pensiero di un autore e regista “follemente esigente, palesemente preciso, estremamente scarno nella forma, con la potente necessità di dire, con una poesia violenta, la rabbia di esistere”. Nel testo sono presenti cinque opere dell’autore, oltre ad appunti dello stesso Koltès: Le amarezze (Les Amertumes, 1970), L’eredità (L’Héritage, 1972), Lotta di negro e cani (Combat de nègre et de chiens, 1982), Quai Ouest, 1985 e Nella solitudine dei campi di cotone (Dans la solitude des champs de coton, 1987). Dalle parole di Bernard-Marie Koltès: “E la sfida del teatro diventa: abbandonare il palcoscenico per ritrovare la vita reale”, e questa prima raccolta è il lucido manifesto di un drammaturgo unico nel suo genere che ha anticipato i tempi e che ha narrato la realtà così com’era, senza alibi o deformazioni. L’attore Pierfrancesco Favino ha voluto omaggiare l’immenso talento di Koltès interpretando un frammento di quattro minuti della sua opera del 1977 La notte poco prima delle foreste, durante la 68esima edizione del festival di Sanremo del 2018.

TRAMA. Il piano dell’opera: TEATRO - Volume 1 (2019) Le amarezze - L’eredità - Lotta di negro e cani - Quai Ouest - Nella solitudine dei campi di cotone; TEATRO - Volume 2 (2020) Coco - Tabataba - Storie morte - Ritorno al deserto - Roberto Zucco; TEATRO - Volume 3 (2021) Voci sorde - Sallinger - La marcia - Processo ebbro - La notte poco prima delle foreste - Giorno di morte nella storia di Amleto. Il progetto in tre volumi presenta per la prima volta in Italia l’opera teatrale completa, testi inediti e nuove traduzioni dell’autore culto della drammaturgia contemporanea Bernard-Marie Koltès.


BIOGRAFIA. Bernard-Marie Koltès nasce a Metz, in Francia, il 9 aprile 1948 da una famiglia della media borghesia. In poco più di vent’anni di attività scrive quindici opere teatrali. Il 15 aprile 1989 Koltès muore a Parigi a soli 41 anni, dopo aver rivoluzionato il linguaggio drammaturgico e la stessa ragion d’essere del teatro.
Per ulteriori approfondimenti: http://www.bernardmariekoltes.com/


LA CASA EDITRICE. Arcadiateatro Libri è il nuovo marchio editoriale lanciato nel 2019 da Arcadia & Ricono, casa editrice e agenzia letteraria per il teatro. Con sedi a Londra e a Roma, Arcadia & Ricono è oggi diventata un punto di riferimento per le più importanti compagnie teatrali, registi, agenti stranieri, compagnie di produzione e teatri in Italia. A&R, sotto la guida della sua fondatrice Anna Ashton Parnanzini, è diventata negli anni un'agenzia letteraria molto apprezzata e rappresenta, tra i suoi 200 autori, i più importanti drammaturghi contemporanei come: Alan Bennett, Thornton Wilder, David Mamet, Hanif Kureishi, Samuel Beckett e Tom Stoppard. Negli ultimi anni A&R ha anche sviluppato una sezione di pubblicazione di testi teatrali; la sfida è quella di offrire ad amanti del teatro, operatori culturali e lettori più attenti l'opportunità di leggere i principali autori contemporanei in traduzioni accurate e aggiornate. Un modo per prolungare la vita di commedie, drammi e monologhi messi in scena oltre il tempo effimero della rappresentazione, e diffondere una "cultura teatrale".

Contatti

Monologo di Pierfrancesco Favino tratto da “La notte poco prima delle foreste” di Bernard-Marie Koltès


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lunedì 29 giugno 2020

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Le figlie delle onde di Valentina Madonna all'Ex Convitto Palmieri a Lec...

Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani di Danielle SeeWalker (DOTS EDIZIONI)





















L’artista, scrittrice e attivista lakota Danielle SeeWalker presenta il saggio “Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani”, nato dalla collaborazione con la fotografa Carlotta Cardana (con la quale condivide il progetto “The Red Road Project”) e la ricercatrice Lorena Carbonara. Un’opera di fondamentale importanza che racconta del genocidio culturale ai danni dei nativi americani, e della resilienza di uomini e donne di diverse tribù che hanno combattuto e combattono pacificamente per riappropriarsi della loro identità, della loro cultura e della loro storia.



Titolo: Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani

Autore: Danielle SeeWalker

Genere: Saggistica

Casa Editrice: DOTS Edizioni

Pagine: 88

Prezzo: 10,00

Codice ISBN: 978-88-943-28-868



«Si è attesa a lungo una revisione del modo in cui la storia dei nativi americani viene raccontata, e ora non resta che sperare che un racconto più veritiero sia fonte di riscatto per le popolazioni indigene, la loro cultura, la loro storia e per tutti gli Stati Uniti, mentre ci si avventura insieme nel ventunesimo secolo […]».



Dalla prefazione all’opera Siamo ancora qui. Il passato e il presente dei nativi americani: “Questo libro nasce dall’incrocio di tre rette che per un istante hanno formato un triangolo, la cui base poggia sulla certezza che non possiamo più permetterci di non raccontare la storia della depredazione delle culture native […]”. Questo triangolo è formato dalla scrittrice del saggio, l’artista e attivista lakota della tribù Sioux di Standing Rock Danielle SeeWalker, dalla fotografa Carlotta Cardana e dall’autrice della prefazione e degli approfondimenti Lorena Carbonara. Tre donne diverse, che abitano in differenti parti del mondo, hanno deciso di unire i loro sforzi e le loro esperienze per dare voce ai nativi americani, che per più di un secolo sono sopravvissuti allo sterminio sistematico delle loro tribù e ad un genocidio culturale mirato a cancellare il loro prezioso e diversificato patrimonio di credenze, spiritualità e lingue. Si è soliti pensare, quando si parla di nativi americani, a quella manciata di etnie più conosciute, ma in realtà ci sono oggi 573 tribù distribuite in 35 stati profondamente diverse per usi, costumi e linguaggio, e ognuna di loro merita attenzione e rispetto. Nell’opera si racconta della sanguinaria colonizzazione nordamericana e delle Guerre Indiane del XVI secolo, concluse nel 1890 con il massacro di “Wounded Knee” nella riserva indiana di Pine Ridge, in cui persero la vita 300 nativi lakota Sioux. Una strage ignobile, che ha permesso “all’uomo bianco” di soffocare ogni anelito di libertà di un popolo che voleva solo continuare a vivere nella terra dei propri antenati, una terra che avevano sempre protetto e amato. Che non avevano mai considerato di loro proprietà ma, al contrario, a cui sentivano di appartenere profondamente: “La terra, l’acqua, le piante e gli animali, nonché il cielo, i tuoni, i fulmini, la pioggia, il vento e il fuoco sono, per i nativi, spiriti potenti che camminano al fianco di tutti noi”. Il confinamento forzato nelle riserve è stato l’ennesimo atto brutale del governo americano, avente lo scopo di sottomettere le tribù e di rivendicarne le terre per meri fini economici. Lo sradicamento dai luoghi sacri, fondamento della loro spiritualità, unito all’istituzione nel XVIII secolo delle scuole residenziali, nate per riprogrammare i bambini indigeni e per cancellare la loro identità a sostegno del folle progetto «Uccidi l’indiano, salva l’uomo», hanno creato “un trauma storico nel sangue” che si è trasmesso di generazione in generazione. Nell’opera si parla anche e soprattutto del presente dei nativi americani, che sentono forte il dovere di proteggere la terra a cui appartengono; un intento che unisce tutte le tribù, anche le più lontane. L’attivismo della settima generazione di nativi americani, la cui importanza è stata profetizzata dai gradi capi indiani del passato, è segno che il vento sta finalmente cambiando: non avrebbero dovuto essere qui e invece ci sono, più decisi che mai ad affermare la propria identità; hanno mantenuto saldo il legame con la terra, con gli antenati e con il mondo degli spiriti, e stanno combattendo affinché non sia stato vano il sacrificio di chi è venuto prima di loro.



TRAMA. Dalle parole di Danielle SeeWalker: «In quanto nativa americana, spesso vengo approcciata con curiosità e desiderio di approfondimento da non nativi, americani e non, che sanno poco o nulla della storia americana e dei suoi legami con le genti e le culture indigene che esistevano qui prima della colonizzazione. Ho scoperto - ed è stato questo a spingermi a scrivere questo libro - che perfino la maggior parte degli statunitensi non conosce la vera storia degli indiani americani e alcuni di loro non sanno che esistiamo ancora! Ho voluto scrivere un libro snello e di facile lettura che trattasse molti di questi argomenti e che offrisse una panoramica sulla storia e la cultura dei nativi americani negli Stati Uniti».





BIOGRAFIE.

Danielle SeeWalker è hunkpapa lakota e membro della riserva Sioux di Standing Rock in North Dakota, dove è nata e cresciuta. È un’artista, attivista e madre di due figli e vive a Denver, in Colorado. È autrice dei testi di “The Red Road Project”, lavoro che si occupa delle popolazioni native americane nel 21° secolo. Danielle è componente dell’American Indian Commission ed è impegnata a mettere in discussione le rappresentazioni stereotipate delle popolazioni indigene e ad offrire una più accurata e profonda narrazione dell’America nativa contemporanea.

Carlotta Cardana lavora come fotografa da oltre dieci anni. Dopo aver studiato in Italia, ha lavorato come freelance in Argentina e Messico; dal 2011 vive a Londra. Nei suoi progetti personali si interessa alla spiritualità indigena, alle relazioni fra le persone e l’ambiente e alle modalità in cui l’identità è plasmata dagli spazi in cui si vive. Il suo lavoro è stato premiato ed esposto in numerose gallerie e festival internazionali. Una selezione di immagini di “The Red Road Project” è in mostra permanente all’American Museum of National History a New York.

Lorena Carbonara è ricercatrice all’Università della Calabria e componente del gruppo di ricerca internazionale, con sede a Bari, “S/Murare il Mediterraneo”. Si occupa dell’(auto)rappresentazione linguistica e visuale di nativi americani e popolazioni migranti. È speaker del programma radiofonico VoxFem Italy.



LA CASA EDITRICE. DOTS è una casa editrice nata nella primavera del 2018 a Bari. Le storie di DOTS sono idealmente collocate in un continuum che comprende narrativa (classica e sperimentale) e saggistica divulgativa; ogni titolo è contrassegnato da parole chiave che indicano la tipologia di pubblicazione, i contenuti e gli spazi esplorati. Cerchiamo e pubblichiamo storie che siano legate a un luogo geografico (un puntino: voi siete qui); libri di viaggio (due punti, spostamenti da un luogo all’altro); libri che esplorino gli spazi della contemporaneità (tre puntini, per riempire dei vuoti nel racconto del presente). Ci piace costruire i nostri libri attraverso gli incontri con persone che abbiano esperienze o idee in cui intravediamo un libro potenziale: in questi casi, DOTS diventa un laboratorio di creazione, così le storie prendono forma dall’incontro e dal lavoro condiviso. DOTS è un marchio di Les Flâneurs Edizioni.





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