sabato 31 agosto 2013

101 modi per dimenticare il tuo ex e trovarne subito un altro - Federica Bosco - il booktrailer

venerdì 30 agosto 2013

POESIA, RAGAZZA MIA DI ELIO RIA, Lettere Animate 2013. Intervento di Alessandra Peluso



Se la vita può essere una possibile filosofia, la filosofia potrebbe essere una possibile poesia... Poetare è vivere - pensavo - ed oggi ne sono più che convinta, elimino persino il condizionale, dal momento che mi trovo a leggere la raccolta poetica di Elio Ria “Poesia, ragazza mia”.  
È un'intensissima vita decantata in versi e in aforismi. È la filosofia che primeggia e resiste al tempo rendendo eterno il valore della Vita, non quella che ha un inizio ed una fine, ma Ria ne conferisce abilmente l'eternità: la poesia come la filosofia non hanno un punto di fine, ma possiedono l'immenso, la libertà, l'assoluto che l'esistenza dell'essere umano può soltanto avvertirne il profumo o se religioso vivere con l'illusione di essere immortale.
È così, o forse è meglio così, perché in questo modo si apprezza la bellezza del finito e dell'infinito, della vita e della morte, della poesia e della filosofia. Elio Ria fa conoscere tutto questo al lettore dando un'immagine reale della poesia perché non risulti vano il suo vivere: ragazza mia, emblema di donna la poesia, come la filosofia, creatura bella, meravigliosa, reale e nello stesso tempo eterea, sognatrice, misteriosa, può procurare timore e disorientare e un tutto la “ragazza” che racchiude la freschezza e ingenuità dei suoi anni, la purezza, la vitalità.
“Poesia, ragazza mia” è vitale, è “il dolce latte” che può dare consolazione, «è il fulmine dell'estate / è presagio d'amore. / Non è errore di cielo sbadato. / … / Questa poesia non è un trucco di una fata. È giuramento. O qualcosa di / simile». (p. 47).     
Sono versi che richiedono impegno, costanza, attenzione, per i quali il lettore non può lasciarsi sfuggire nemmeno una parola, sarebbe come perdere l'alba di un nuovo giorno. È la luce, il sole, lo splendore della vita che fiorisce come ogni mattino spalanca la beltà agli occhi del mondo. Come si legge: «Ogni cosa ch'è bella ha il suo istante, e trascorre. / Bisogna come eterno godere il nostro istante. Io non t'invidio Dio; lasciami solo / con l'opera mia umana che non dura: quest'ansia di colmare ciò che è effimero / di eternità, vale l'onnipotenza». (Luois Cernuda, p. 51).
Con una certa probabilità anche in Elio Ria si intravede quest'ansia di superare l'effimero, di cogliere il senso dell'eterno, perché le poesie e la stessa esistenza che esprime in versi abbia un'accezione totalmente solida, universale, che il verso scalfisca goccia dopo goccia il lettore fino a penetrarlo nel suo meraviglioso Io, nella magnifica essenza che supera il superficiale e si tramuta in eterno. Occorre tempo e pazienza nell'attesa, ma senza dubbio il poeta sarà capace di raggiungere il suo intento, dopo una lunga ed affannosa ricerca nell'esercizio del meglio, come direbbe Manzoni. È evidente la voglia di andare oltre le consuetudini della vita, perché la gente riesca a guardare il bello, e veda al di là delle solite notizie piccole, del malaffare, della politica squallida e non sia ossequiosa alla modernità, ma assuma insiste - Elio Ria - quella grandezza che è nella poesia e nella filosofia che come una lente permettano di raggiungere la profondità delle cose, la “scintilla” eckartiana, il guizzo che rende straordinaria la vita.
È ammirevole inoltre notare la profonda dedizione che l'uomo, il poeta ha per la donna, il femminile la poesia che diventa un tutt'uno con la filosofia e insieme se pur differenti, divise entità, magicamente si uniscono in una sola ed unica materia universale, senza fine.
Sono un'immersione di freschezza i versi e gli aforismi annessi e connessi di filosofi scelti accuratamente da Ria che scuotono, risvegliano le coscienze addormentate.  
«Insegui primavera nei dialoghi d'inverno, / del sole che appare sui balconi di nubi sornione / immagini estate per essere già donna. / Nel dimenticare giochi per avventure, sorreggi / lo sguardo delle voglie attuali e / inesorabilmente raggiungi lidi di autunno». (p. 44). È un alternarsi di stagioni la poesia di Elio Ria, come l'esistenza di un uomo e di una donna, della natura, è un mostrarsi nella forma, nella vanità dell'esserci ma è al tempo uno svelarsi di significato nel proprio intimo, così che ogni cosa si sia in grado di viverla pienamente e con consapevole intensità.          

venerdì 23 agosto 2013

ORDINARY, DI EMILIANO REALI, DEd'A 2013. Intervento di Alessandra Peluso



Si preannuncia un romanzo dal sapore noir, nelle prime pagine, mentre si prospetta un thriller psicologico all'orizzonte.
In realtà stupisce “Ordinary” di Emiliano Reali senza alcun dubbio, nulla che dia l'idea di qualcosa di apparentemente ordinario, sembra quasi una storia dalle molteplici dimensioni, coinvolge la trama, i personaggi, tutto ciò che ruota ad una vita tormentata e sconvolta da un conflitto psicologico.
L'autore coglie elementi avvincenti che rendono “Ordinary” una narrazione interessante. Sconvolge  la straordinaria storia comune ai nostri giorni di un progetto mentale che si cela dietro al palcoscenico della vita.
L'esistenza di Andrea, Lorenzo, Diego, Leandro si intersecano per poi dividersi da Buenos Aires a Roma e poi Bangkok appare un viaggio più che reale, che condurrà Diego ad una tragica esistenza. Emiliano Reali dimostra con una scrittura semplice una trama complessa, un'inventiva che sorprenderebbe anche Stanley Kubrick sia per la psiche che per la suspense che crea, lasciando attonito il lettore.
Tuttavia proseguendo nella lettura si inciampa in una storia di “ordinaria follia”: la paura di mostrare la propria identità, la propria tendenza sessuale, il timore di essere ciò che si è. Si tratta di un pregiudizio purtroppo evidente e per nulla nascosto nei riguardi degli omosessuali considerati diversi. Una diversità che a Diego comporterà lo stravolgimento di una vita.
L'autore racconta sapientemente un tema difficile, delicato ma tremendamente reale, riguarda da vicino ogni individuo - l'omosessualità - come il terribile virus dell'Aids. Si può certamente apprendere una lezione di vita, si può imparare a correggere gli errori prima che diventino insormontabili. «Viviamo in un mondo di individui (…) che non si accettano per quello che sono e indossano vesti non proprie, recitano un ruolo, una costante pantomima solo per ottenere il consenso altrui». (p. 38).
Ciò che conferisce valore a “Ordinary” è anche il tema dell'amicizia che emerge dignitosamente ed è opportuno che sia esaltato in un'epoca nella quale l'amicizia dovrebbe assumere un ruolo primario, ovviamente si intende l'amicizia aristotelica, quella pura, vissuta quotidianamente, quella che non guarda in faccia le differenze con disprezzo o fastidio ma con amore. Non certo è la cosiddetta amicizia osannata in Facebook. Aristotele scrive nel Libro VIII dell'“Etica a Nicomaco” una trattazione sull'amicizia come virtù necessaria: «Un uomo potrebbe possedere tutte le ricchezze del mondo, ma se non ha amici con cui condividerle, è come se non avesse nulla».
Ma poichè niente è come sembra: «Come Penelope ha usato l'arte dell'inganno per allontanare falsi pretendenti, disfacendo di notte la tela che di giorno tesseva e prolungando il tempo per la sua liberazione, al pari si atteggia il Fato che manovra la vita: distrugge, se vuole tutto ciò che l'umano costruisce con fatica». (p. 115). E allora all'uomo non gli resta che gestire - dietro l'illusione di esserne capace - la propria esistenza di opporsi con la propria volontà, così come faranno i protagonisti dell'avvincente storia.
Leggere “Ordinary” di Emiliano Reali amplia gli orizzonti della vita, aiuta a riflettere e a tutelare se stesso finché ciò sia possibile, perché nulla possa impedirci di vivere serenamente e dignitosamente, affermando la propria identità come diritto senza paure di essere additati o etichettati.
La vita è un'affascinante dono, una misteriosa creazione d'amore e non va sprecata, per tal motivo è opportuno non fidarsi troppo di ciò che sembra ma andare al di là delle apparenze.
È  indispensabile cogliere la realtà smascherandola dal velo delle false morali per salvaguardarsi e non arrivare ad un punto di non ritorno che potrebbe segnare drammaticamente l'esistenza.





giovedì 22 agosto 2013

DI PAROLE E MUSICA



SABATO 24 AGOSTO dalle ore 19.00 presso piazza san Giovanni a Matera in via san Biagio Altrimedia Edizioni con Libreria Di Giulio e la collaborazione di Gahvè presentano DI PAROLE E MUSICA - Storie dette e suonate, ovvero reading di autrici e autori con la partecipazione artistica del sassofonista Francesco Pafundi

Il programma - ore 19,00 aperitivo introduttivo; ore 19,30 Carmen Pafundi legge da "Le donne della Merceria Alfani" (Altrimedia);  Vincenzo Maida legge da "La ragazza sui calanchi" (Altrimedia); intermezzo musicale: Francesco Pafundi al sassofono; ore 20,00 Alfonso Guida legge dal monologo inedito "Io, Bellezza"; Giovanni Di Lena legge da "Il reale e il possibile" (La Vallisa); Nunzio Festa legge da "Quello che non vedo" (Altrimedia) - "Basilicata" (Malatempora); Rosa Salvia legge da "Mi sta a cuore la trasparenza dell'aria" (La Vita Felice).  Chiusura musicale: Francesco Pafundi al sassofono

domenica 18 agosto 2013

Memorial per il 77mo anniversario dell'uccisione del grande poeta andaluso Federico Garcìa Lorca il 19 agosto 2013



Diamo il massimo risalto al Memorial per il 77mo anniversario dell'uccisione del grande poeta andaluso Federico Garcìa Lorca avvenuta a Viznar, nei pressi di Granada, il 19 agosto 1936 per mano dei falangisti franchisti, intitolato "OMAGGIO A F. GARCIA LORCA e a V. BODINI" che si terrà lunedì 19 agosto dalle ore 20,30 presso il Centro Studi "Vittorio Bodini" (ex Convento dei Padri Riformati) a Minervino di Lecce, patrocinato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Minervino di Lecce, dal Centro Studi Vittorio Bodini presieduto dalla figlia del poeta ispanista Valentina Bodini e, inoltre,dalla Compagnia Mura di Flamenco Andaluso e da Emergency sezione Salento, con la direzione scientifica del prof. Antonio Lucio Giannone e la direzione artistica del Prof. Massimo Mura che, col Sindaco Ettore Caroppo e la giunta del Comune di Minervino di Lecce furono tra i promotori, nel 2006, del noto Premio internazionale "Luna dei Borboni-Cocumola" dedicato ogni anno al poeta e traduttore di Cervantes (Don Chiciotte), del Teatro di Garcìa Lorca e dei Poeti surrealisti spagnoli della Generazione del '27.
Vi sarà, dopo l'introduzione critica del prof. Antonio Lucio Giannone sul rapporto fra . Garcìa Lorca e V. Bodini, come da programma allegato, un reading poetico (voce recitante di Mattia Politi), dedicato a Garcìa Lorca,di versi dello stesso poeta granadino, anche in lingua spagnola e, inoltre, di Antonio Machado e di Vittorio Bodini, con l'accompagnamento chitarristico del compositore Massimo "Max" Mura che eseguirà brani di flamenco andaluso fra cui una sua "Soleà por bulerìa, una sua elaborazione della "Rumba para Lorca" e la sua Suite "Ultimi" sui diritti umani eseguita in prima assoluta a Lecce il 28.12.2012 (presso l'Open space del Comune) sulle immagini fornite dalla Onlus Emergency sul tema  degli interventi umanitari nelle aree di guerra sopratutto dei continenti africano e asiatico, per riflettere sui drammi purtroppo attuali delle guerre civili e delle relative vittime come lo furono nel 1936 in Spagna Federico Garcìa Lorca e i suoi compagni con lui assassinati da falangi del regime franchista.
Il coordinamento sarà a cura del prof. Maurizio Nocera che nell'occasione presenterà l'ultima pubblicazione, con dvd annesso, di Massimo Mura : "Dal cante jondo di Garcìa Lorca alle canzoni spagnole di Tito Schipa", Edizioni Milella. Ingresso libero.

La direzione artistica della Compagnia Mura di Flamenco Andaluso,  sito ufficiale:

tel. 339 5742009

venerdì 16 agosto 2013

IL COWBOY DI CALABRIA di Angelo Pettofrezza (Lupo editore) domani al Santuario Della Grottella a Copertino (Lecce)



IL COWBOY DI CALABRIA di Angelo Pettofrezza (Lupo editore) sarà presentato da Fernando Guida, Sandrina Schito e Simona Cordella sabato 17 Agosto 2013 alle ore 20,00 presso la Sala del Vescovo Santuario della Grottella a COPERTINO (LE).

Bonn, anni Sessanta. Casa Italia è il centro di ritrovo di emigranti che, lontani da casa, possono conservare il legame con la Patria e svagarsi, ma anche contare sulla solidarietà e sull'aiuto di chi si è già perfettamente inserito nel contesto tedesco. Qui approda Salvatore, un giovane calabrese sprovveduto e pasticcione che, incapace di reale integrazione, finisce – come tanti suoi connazionali – per campare ai margini della società di accoglienza. La sua insicurezza lo induce a vantare una inesistente relazione con la bella Giovanna, che lo ha seguito in Germania per sfuggire a un pesante clima familiare e costruire il proprio progetto di vita, e ad Angelo, figlio dei gestori di Casa Italia, pare davvero strano che lei abbia trovato qualcosa di interessante in quel compaesano sciocco.
Ma l'ingenuo cowboy di Calabria pare improvvisamente cambiare natura: la sua rozza semplicità vira verso l'irrequietezza e la violenza, tanto da sconvolgere la sua coinquilina, costretta a cercare sostegno in Angelo per proteggersi e per comprendere in quali strani giri sia capitato l'amico. E mentre la storia di Salvatore corre sul filo del rasoio, tra i due giovani nasce un forte sentimento che la dolce determinazione di Giovanna trasforma nella prima profonda esperienza di vita di Angelo.
Attraverso le figure di Salvatore e di Giovanna, la voce narrante di Angelo – che riserva a sé, come personaggio, il racconto di un input sentimentale capace di emanciparlo da un'educazione familiare tradizionalista e restrittiva – va a rappresentare due opposti modelli di migrante tuttora attuali: quello del "cowboy" senza né arte né parte, e come tale a rischio di devianza,
e quello di chi si allontana dalla terra d'origine con chiarezza di obiettivi, conservando il proprio baricentro e cogliendo ogni opportunità dall'esperienza straniera senza rinunciare a un millimetro di identità personale.

Angelo PETTOFREZZA - È nato nel 1947 a Copertino (Lecce). Nel 1961 lascia Campobasso, dove ha trascorso la sua infanzia, per trasferirsi a Bad Godesberg (Germania) dove vivevano i suoi genitori per motivi di lavoro dal 1960. Per verificare le sue conoscenze linguistiche, si presenta agli esami di interprete presso la Camera Industria e Commercio di Bonn, superandoli nel 1973.
È sposato dal 1974 ed ha tre figli. È stato impiegato dapprima presso l'Ufficio culturale dell'Ambasciata d'Italia a Bonn, in seguito presso l'Ufficio Scuole del Consolato Generale d'Italia di Colonia, poi presso il Consolato d'Italia a Coira (Svizzera). Dopo un anno di permanenza in Italia (Scuola media Statale di Novoli/Lecce), dal 1999 al 2006 ha lavorato presso l'Ufficio Scuole dell'Ambasciata d'Italia a Berlino. Rientrato in Italia, è in pensione dal settembre 2007 dopo aver lavorato presso l'Istituto Comprensivo di Lequile. Ha stampato una raccolta di poesie in tedesco Jugendschwächen e una in italiano Sogni di gioventù. Nel 2006 e 2007 è stato invitato rispettivamente al secondo e terzo "Incontro Poetico d'Europa" di Cervara di Roma.
Ha tradotto in tedesco la biografia di San Giuseppe da Copertino scritta da p. Bonaventura Danza Ofmconv.


giovedì 15 agosto 2013

Libri della settimana: un’estate da brivido! - Sky Arte

Libri della settimana: un’estate da brivido! - Sky Arte: In attesa che a settembre arrivi anche in Italia il nuovo thriller di Jean-Cristophe Grangé non mancano, in libreria, gialli intriganti da portare sotto l’ombrellone. Dalla Torino multietnica di Amara Lakhous all’inquieta provincia di Cosimo Argentina

mercoledì 14 agosto 2013

Un libro per Lampedusa: la sindaca Nicolini lancia l’appello

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Le avventure di Eve, Bridget Jones made in Parma – Libri - Blog - Parma - Repubblica.it

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Raffaella Bossi: d’estate leggo solo libri d’avventura. Spesso gli stessi – Varese Report

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Da venerdì riapre a Reggio il mercatino del libro usato - Cronaca - Gazzetta di Reggio

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Libri scolastici, sfida online da Amazon alle Coop - Corriere di Bologna

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I 22 libri «essenziali» secondo Fitzgerald - Corriere.it

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martedì 13 agosto 2013

SKINWALKER di Faith Hunter. Traduzione di Silvia Demi (Fanucci). In libreria dal 29 agosto 2013

Con Skinwalker cominciano le avventure di Jane Yellowrock un akiller sexy, spietata, cinica e maledettamente in gamba. Una gustosa miscela di fantasy, mystery e romanticismo che coinvolgerà i fan di tutti e tre i generi.

È passato solo un anno da quando Jane ha quasi perso la vita lottando contro una pericolosa famiglia di vampiri che infestava un’indifesa cittadina. Ora, dopo una lunga convalescenza, è pronta a saltare di nuovo sulla sua moto per dedicarsi a una nuova missione: Jane viaggia leggera, solo qualche vestito e i suoi attrezzi da ammazzavampiri professionista. Questa volta a pagare per i suoi servigi sarà proprio una vampira, una tra le più anziane e potenti di New Orleans, alle prese con un collega fuori controllo che mette a rischio l’intera comunità. Ma se i non-morti hanno poteri oscuri e insondabili, anche Jane ha le sue armi non convenzionali. Lei è una skinwalker, una mutaforma di sangue cherokee: può trasformarsi in qualsiasi creatura e contare sugli istinti primordiali, affinati e selvaggi che fanno parte della sua natura ferina. Istinti che dovrebbero tenerla lontana da un affascinante biker cajun con misteriosi tatuaggi sul braccio...

Faith Hunter è un’acclamata scrittrice di romanzi urban fantasy, che fanno capo alle serie Jane Yellowrock e Mage Rogue. Sotto lo pseudonimo di Gwen Hunter, scrive anche storie fantasy e thriller. Ha all’attivo venti romanzi pubblicati in 28 Paesi.





lunedì 12 agosto 2013

MINDSPACE - Un killer senza regole di Alex Hughes (Fanucci). Traduzione di Caterina Chiappa. In libreria dal 29 agosto 2013



Appassionata di fantascienza sin da piccola, la giovane Alex Hughes ha scritto un libro molto particolare, una divertente combinazione di Chinatown e Blade Runner.

Lavoravo per l’Ordine dei telepati, prima che mi buttassero fuori a calci per una questione di droga di cui io ero solo in parte responsabile. Adesso lavoro per la polizia, sono consulente della detective Isabella  herabino, la aiuto a mandare criminali e assassini dietro le sbarre. Nessuno sa entrare come me nelle loro menti contorte, e questo fa di me il migliore negli interrogatori, ma non il più amato nel dipartimento. I poliziotti non si fidano dei telepati, e l’Ordine dei telepati non si fida di me. Ma io sono l’unico di cui tutti dovranno fidarsi, se vogliono trovare il colpevole della scia di morte che sta insanguinando Atlanta. Anche perché bisogna trovarlo in fretta: ho appena avuto una visione del futuro in cui il prossimo a morire sarò io.

Alex Hughes è stata una lettrice appassionata fin dal primo libro di fantascienza che le regalò suo nonno. Da allora ama le grandi storie di qualsiasi genere esse siano: sci-fi, fantasy e thriller. Adora anche lo swing, la cucina, il tetris e le neuroscienze, non necessariamente in quest’ordine. Vive ad Atlanta.



domenica 11 agosto 2013

In fuga di Kevin Bearne. Traduzione di Stefano A. Cresti (Fanucci). In libreria dal 29 agosto 2013



Un affabulatore scoppiettante rende questo inizio di saga un urban fantasy di prima qualità, che piacerà ai fan della mitologia celtica e non solo.

 Atticus O’Sullivan, l’ultimo dei druidi, risponde ‘ventuno’ quando gli chiedono l’età, ma non sono anni, sono secoli. A Tempe, in Arizona, nessuno ha motivo di approfondire: tutti credono al giovanotto irlandese con il braccio tatuato che gestisce tranquillamente la sua libreria dell’occulto. Nessuno sospetta che sia una copertura per un fuggitivo che ha rubato la leggendaria Fragarach, la spada in grado di trapassare qualunque armatura, a un dio celtico che non l’ha presa per niente bene e che gli dà la caccia, sempre più irritato e vendicativo ogni secolo che passa. Ma non si può rimanere nascosti a lungo nell’era di internet, e la divinità furiosa sta per piombare su di lui. Atticus avrà bisogno di tutti i suoi poteri e dell’aiuto della sua eterogenea schiera di amici: dalla seducente dea della morte al premuroso levriero irlandese con cui ha un dialogo costante, fino alla consulenza di uno studio legale di licantropi e vampiri islandesi, sbarcati in America ai tempi di Eric il Rosso... La mitologia celtica non è mai stata così a suo agio in Arizona, con un eroe geniale, audace e irriverente come Atticus.

Kevin Hearne è un nerd di mezza età che ama ancora i fumetti, l’heavy metal vecchia scuola, abbracciare gli alberi e dipingere soldatini. Ha ottenuto un grande successo con Le cronache dell’ultimo druido, una saga in sei volumi di cui In fuga è il primo capitolo. Vive con la moglie, la figlia e i cani in un piccolo cottage.

sabato 10 agosto 2013

IL LIBRO SEGRETO DEL SIGNORE OSCURO di Paul Dale (Fanucci Editore). Traduzione di Taddeo Roccasalda. In libreria dal 29 agosto 2013



Diventare un Signore Oscuro non è facile. Ci sono eroi da sconfiggere e battaglie da combattere. La semplice ambizione di dominare il mondo e piegare tutti alla propria volontà non basta. Dopo molti fallimenti il Male decise di puntare su una maggior ispirazione da infondere negli aspiranti tiranni e scrisse un manuale per i signori oscuri. Purtroppo per secoli se ne è persa traccia, fino a quando non è finito nelle mani di Morden, un giovane che dall’umile paese natale si è trasferito a Bindelburg per frequentare la Scuola per Giovani Mastri e Potenziali Birrai. Morden è diverso dai coetanei: pur essendo solo un ragazzo, ha un fiuto per gli affari da far invidia ai potenti del pianeta; e soprattutto è in possesso di oscuri poteri mentali con cui riesce a ottenere tutto ciò che desidera. Al collo ha un inquietante pendaglio a forma di drago che sembra racchiudere in sé il mistero delle sue origini. Ma forse sarebbe meglio lasciarlo irrisolto, visto che sarà un’orda ripugnante di orchi a svelargli il compito a cui è destinato dalla nascita: diffondere il Male nel mondo!

Paul Dale vive a Bath, in Inghilterra. Quando non scrive, va in bicicletta. Il libro segreto del Signore Oscuro è il suo primo romanzo. Paul Dale si è laureato in Fisica alla Bath University e ha conseguito un Master in Scrittura Creativa presso la Bath Spa University.

mercoledì 7 agosto 2013

CHE DIAVOLO SEI? di Gianni Sini e Marcello Stanzione (Sugarco Edizioni). Un esorcista e un demonologo a confronto




«Chi non prega il Signore, prega il diavolo». È la citazione sorprendente di Papa Francesco. E ancora: « Quando non si confessa Gesù Cristo, si confessa la mondanità del diavolo, la mondanità del demonio». Gli autori, don Gianni Sini, esorcista, e don Marcello Stanzione, demonologo, intendono correggere la mentalità contemporanea che vede nel diavolo solo la personificazione del male o la nostra incapacità di fare il bene. Ci si creda o no, il diavolo esiste. E scegliere di non credere nel diavolo – affermano gli autori – non ti proteggerà da lui. È interessante, all’interno del libro, il confronto su questo argomento tra esorcisti italiani di provata esperienza, l’intervista realizzata dall’esorcista ad uno psicologo clinico e psicoterapeuta, ma, per i lettori, la parte più coinvolgente è quella delle testimonianze di diverse persone, alcune già liberate dal maligno, altre in via di guarigione. Don Gianni e don Marcello si richiamano al Magistero della Chiesa ribadendo che il Male non è più soltanto una deficienza, ma una efficienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Dalle tentazioni nessuno è escluso. Papa Francesco ci ha dato una iniezione di speranza e, col suo stile semplice e comunicativo, ci ha incoraggiati: «Non cediamo al pessimismo, a quell’amarezza che il diavolo ci offre ogni giorno; non cediamo allo scoraggiamento».

Marcello Stanzione Salerno, 1963), ordinato sacerdote nel 1990, teologo, ha fondato, l’8 maggio 2002, l’Associazione Milizia di San Michele Arcangelo – www.miliziadisan michelelarcangelo.org – per la retta diffusione della devozione ai Santi Angeli. Ha creato un Centro di Angelologia, dotato di Biblioteca e Centro Documentazione, la Mostra permanente sulla devozione agli Angeli e il Centro di spiritualità «Oasi di San Michele». Ogni anno organizza e presiede il Meeting Nazionale di Angelologia. Noto conferenziere, spesso invitato a programmi televisivi e radiofonici, ha scritto oltre 50 libri sugli angeli e tematiche affini, tradotti in diverse lingue. Per Sugarco ha pubblicato: Gli arcangeli (2011), Gli angeli custodi, con Paola Bargelli-Calcari (2011), I santi e il demonio (2012), Angeli e mistiche, con suor Miriam Castelli (2012) e, con Andrea Menegotto, Il ritorno degli angeli (2013).

Gianni Sini nato a Laerru (SS) nel 1955, è stato ordinato sacerdote nel 1980. Ha svolto e svolge il suo ministero pastorale come parroco. Docente al Liceo Classico, rettore del Seminario di Tempio Pausania è cappellano nelle carceri da oltre dieci anni. Dal 1996 è assistente ecclesiastico regionale dell’Unitalsi. È direttore del periodico diocesano Gallura e Anglona, del bimestrale La Frisaia e dell’organo ufficiale dell’Unitalsi Pellegrinaggi Mariani. È responsabile dell’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi. Attualmente è parroco della parrocchia Nostra Signora de La Salette in Olbia. Svolge il ministero di esorcista dalla fine degli anni Ottanta. Ha partecipato a trasmissioni televisive sulle reti nazionali e a conferenze in diverse città italiane. Per Sugarco ha pubblicato: Quando parlo col diavolo (2012)

venerdì 2 agosto 2013

Luciano Pagano - Il romanzo osceno di Fabio - The obscene novel of Fabio: romanzo in tweet: Amazon.it: Luciano Pagano: Libri

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Puteca all’aperto da Kurumuny domani a Martano con le Salentine di Kurumuny Edizioni



In occasione della terza ed ultima serata della rassegna Sentieri a Sud, sabato 3 agosto, dalle 21.00 in località Kurumuny a Martano si terrà la presentazione ufficiale del progetto “Le Salentine carte da gioco”.

Per questa serata, la suggestiva campagna di Kurumuny diventerà una puteca all’aperto, per ritrovare l’atmosfera di un’epoca in cui le puteche erano i luoghi della socialità, della convivialità e dello svago dopo un’intera giornata di lavoro.

Un tempo diffusissime in tutta la provincia e poi progressivamente scomparse, tanto che oggi si possono contare sulle dita di una mano, le puteche sono state dei veri e propri centri di aggregazione. Racconta Luigi Chiriatti, tra i più importanti ricercatori di storia orale, che proprio la puteca era il luogo dove si potevano ritrovare i grandi cantori della comunità. L’ambiente ideale dove, tra un mezzoquintu di vino e una partita a carte, questi personaggi raccontavano storie e si lasciavano andare in finissimi canti, che oggi costituiscono quel corpus sonoro che è pietra miliare della nostra terra. Lungi dall’essere luoghi incantevoli e paradisiaci, di tanto in tanto le puteche erano anche teatro di sonore litigate e comunque ambienti prevalentemente frequentati da un pubblico maschile adulto.
L’augurio è di trascorrere una piacevole serata, all’insegna del buon cibo genuino e della socialità.

Saranno ospiti ‘U Papadia e Guitar Armando con Mercati generali, racconto in musica.

Sarà proposto un menù popolare, si potranno gustare pezzetti di cavallo al sugo, melanzane fritte, friselle ‘ncapunate, uova lesse, frittura di paranza e bruschette con ricotta forte e sarde. Il tutto tra una partita a scopa e un buon bicchiere di vino. 



* * *

Le Salentine sono carte da gioco regionali, che attraverso la rivisitazione dei quattro semi raccontano la simbologia del Salento, offrendo cenni su tradizioni, riti e miti, usi e costumi e riferimenti architettonici.
La realizzazione manuale, l’attenzione per il dettaglio, il recupero del simbolismo della tradizione e la cura del packaging fanno de Le Salentine un vero e proprio oggetto d’arte.
In pochi “centimetri plastificati” è racchiusa l’anima pulsante di un territorio. Il gioco diventa così un modo per entrare in una terra in punta di piedi e scoprirne le bellezze.


Mercati generali è un viaggio divertente che congiunge due mondi diversi, il Salento e Roma, animato dai sogni di due ragazzi alla fine degli anni ’70, ambientato nella notte che vive e lavora, mentre le città dormono ignare.



Info:

info@kurumuny.it | 3299886391 | 0832801528

upapadia@gmail.com | 338 681488

giovedì 1 agosto 2013

Luciano Pagano - Il romanzo osceno di Fabio - The obscene novel of Fabio: romanzo in tweet (Italian Edition): Luciano Pagano: 9781490405698: Amazon.com: Books

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LEOPOLDO, UN AMICO A MOTORE BATTENTE di Carmen MARI (Lupo editore)



La fine dell’anno scolastico rende triste Leopoldo, uno scuolabus magico che vive per i suoi bambini. Come farà a stare senza di loro per tutta l’estate? E, una volta trovata la geniale soluzione, come portare in gita la piccola Giulia, la bimba speciale a cui tutti vogliono bene? Una stravagante combriccola di amici si inventa vacanze che più belle non si può, ma non finisce qui, perché in contrada Lamalunga…

Carmen Mari - Docente specializzata ha compiuto percorsi di studio presso la Facoltà di Psicologia dell'Università La Sapienza di Roma dove ha approfondito speciali tecniche didattiche e di comunicazione. Collabora con le Facoltà di Scienze della Formazione delle Università di Bari – Foggia – Lecce e con Agenzie Territoriali in qualità di Docente Formatore. Conduce corsi per l'infanzia di motivazione alla lettura e scrittura creativa, anima laboratori grafico-tattili e fa del gioco un ricco veicolo per meravigliose possibilità di crescita. È creatrice della collana "ilibriazzurri" edizione Suma, ha pubblicato con La Scuola Brescia, Omega Torino, Giunti Firenze, N. Milano Bologna, Ragusa Bari, Suma Bari. La sua grande passione è la scrittura, apprezza la pittura il teatro e i viaggi. Ama rifugiarsi nella sua bianca casa fra gli ulivi del Salento luogo molto amato e ispiratore di magiche storie.