giovedì 31 marzo 2016

Valeria Montaldi - La randagia - Booktrailer

mercoledì 30 marzo 2016

Guerrigliera di Eliana Forcignanò (iQdB Edizioni di Stefano Donno) domani 31 marzo 2016 all’Est Cafè 2 di Copertino























La presentazione del volume Guerrigliera di Eliana Forcignanò (iQdB Edizioni di Stefano Donno) si terrà il 31 marzo 2016, ore 20,30 presso Est Cafè 2 in Via Re Galantuomo, 108 a Copertino  (LE).  Interverranno con l’autrice : l’editore Stefano Donno, Anastasia Leo,  e con Lucia Cordella, Valentina Chiriatti e Salvatore Quagnano (dell'Ass. VeleRacconto).
Scrive Mauro Marino nell’introduzione: “Questa è poesia guerrigliera, muove all'attacco, porta il colpo dove è utile e necessario portarlo e le emozioni temprano un sentire desto, sempre presente: sempre vivo! Conosco da tempo l'esercizio poetico di Eliana Forcignanò, la ricerca che muove le sue parole, la saggezza con cui calibra la sua conoscenza di filosofa. La poesia è alleata della filosofia, è spalla parlante del pensiero, voce e mano, strumento dell'agire, del divulgare in "basso" ciò che l'animo muove. Poesia efficace di chi conosce le parole e sa usarle, sa metterle nel suono per mutarle in coro.” I versi : “Se un giorno cercherete i poeti // quando dispersi e amareggiati // vi volgerete alla vostra vita // trovandola vuota vana vecchia // non rovistate tra gli scaffali // delle pubbliche biblioteche. // Non vi spaventino // pagine spesse e polverose. // Non perdetevi nelle grandi // rivendite alla moda luccicanti // di ultime novità editoriali. // Non consultate l’antiquario // pronti a pagare a peso d’oro // il volume autografato. // Se mai cercherete i poeti // pescate nelle vostre case // qualche strano libro dimenticato // una vecchia antologia di scuola // l’opuscolo che vostro padre pagò // tremila lire alla festa patronale. // Cominciate da quelle poche righe // mischiate nomi noti e senza gloria // scegliete un verso e scrivetelo // su un pezzo di carta inutile // mandatelo a memoria. // Perché i poeti sono inutili // se qualcuno non li ricorda // almeno per un verso. // Perché non tutti i poeti // campeggiano nelle letterature // togate e illustri. // Perché non tutti i poeti // sono morti poveri o suicidi. // Se un giorno cercherete i poeti // cercate quei pazzi che negano // di scrivere per cambiare il mondo”. Eliana Forcignanò, poetessa e prosatrice, è nata nel 1983 a Lecce ove tuttora risiede. Laureata in Storia della Filosofia, è attualmente iscritta all’Albo dei pubblicisti di Puglia: si dedica al giornalismo, collaborando con varie testate locali, da quando aveva diciotto anni, e alla scrittura creativa da sempre. Ha esordito nel 2007 con “Fiabe come rondini” (Lupo Editore) e nel 2011 “Fiato Corto” per LietoColle Libri. S’interessa di letteratura, psicologia, sociologia. Un suo saggio sull’antipsichiatria nel Sessantotto è apparso nel bollettino del Centro Italiano per la Ricerca Storico Educativa di Firenze.
iQdB edizioni di Stefano Donno  (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 73107 Sannicola (LE)
Mail - iquadernidelbardoed@libero.it
Redazione - Mauro Marino / Social Media Communications - Anastasia Leo, Ludovica Leo

domenica 20 marzo 2016

SPICCIOLI PER IL LATTE di Volker Klüpfel e Michael Kobr (Emons Edizioni). In libreria dal 31 marzo 2016

























Pascoli verdi, mucche felici, un morto in un caseificio e 850mila copie vendute: è Spiccioli per il latte, in originale Milchgeld. Metà giallo di provincia, metà commedia, il libro ha conquistato la Germania con le “bucoliche” e grottesche avventure del suo pigro e abitudinario commissario in pantaloni alla zuava: Kluftinger, già passato dalle pagine dei libri a un film per la tv, uno spettacolo teatrale e un comedy show. I suoi inventori? Klüpfel e Kobr, meglio conosciuti come K&K, la strana coppia di autori  - e compagni di banco - scelta dai librai tedeschi per due anni consecutivi.  Due penne comiche che hanno fatto di Kluftinger l’antieroe di provincia che tutti vorrebbero incontrare. Più incantato è lo scenario, più torbide sembrano essere le trame: dietro l’omicidio, lo scandalo; dietro lo scandalo, temi attuali come la sopravvivenza dei piccoli agricoltori, la globalizzazione, lo sfruttamento alimentare. Spiccioli per il latte è i primo libro di una serie che ha fatto impazzire i lettori tedeschi e reso i suoi autori "la coppia di scrittori più venduta del Paese" (Der Spiegel).
Sapete dov’è l’Algovia? Sicuramente no, ma tranquilli, non siamo lontani. Siamo in Baviera, tra fertili prati e pacifiche montagne. Qui, senza tanti scossoni, scorre la vita del commissario Kluftinger. Ogni lunedì la moglie Erika gli prepara i suoi amati Spätzle – i tipici gnocchetti bavaresi alle cipolle - e sempre ogni lunedì, senza troppo entusiasmo, Kluftinger presenzia diligentemente all’appuntamento con la banda del paese, dove suona la grancassa. Ma oggi Kluftinger dovrà cambiare i suoi programmi: il chimico alimentare del caseificio Krugzell è stato strangolato…

Volker Klüpfel e Michael Kobr, soprannominati K&K, sono nati a Kempten (classe 1971 e 1973) e sono amici fin dai tempi della scuola. Klüpfel, laureato in politologia e storia oggi vive ad Augusta e lavora nella redazione dell’Augsburger Allgemeine; Kobr invece è un insegnante che vive con la moglie nell’Algovia. Lo straordinario successo di Spiccioli per il latte ha dato vita alla serie del commissario Kluftinger con ben otto titoli pubblicati in Germania. Nel 2008 e nel 2009 K&K hanno vinto il MIMI, il premio dei librai tedeschi dedicato al giallo.

sabato 19 marzo 2016

Frutta, verdura e anime bollite di Nunzio Festa (Besa Editrice)
















Pomarico, un paesino di provincia dove tutti si conoscono per nome, un Sud che coltiva il pregiudizio come forma di rassicurazione: Topolino vive qui, è il ladruncolo del paese e di furtarelli ne ha fatti tanti, ma al posto suo hanno sempre pagato altri, come Massimo e Checco, vittime di quella vox populi che da queste parti decide il destino degli uomini al posto della giustizia. Il pregiudizio che condanna Massimo e Checco è in fondo lo stesso che ha consentito a Danilo Restivo (l’assassino di Elisa Claps) di trascinare per anni una vicenda giudiziaria che in altri contesti non sarebbe stata condizionata dal prestigio della sua potente famiglia. Nelle sue tappe più significative, il caso Restivo ritorna in queste pagine accanto ad altri fatti di mala giustizia, tra cui l’accusa di terrorismo al ferroviere Bruno Bellomonte, assolto dopo 29 mesi di carcere. Ad accomunare tutti, innocenti e colpevoli, è il pregiudizio che condiziona la vita di paese e rende “bollite” le anime di chi la abita. Accanto alla vicenda di Topolino e Checco, del marchese di Donnaperna e di Vito, che ha fatto fortuna in America, si intrecciano molte altre storie tenute insieme come i tanti pezzi di quell’affascinante puzzle che è l’Italia meridionale.



Nunzio Festa, nato nel 1981, vive a Pomarico, in provincia di Matera. Poeta, narratore e critico, lavora nel campo dell'editoria, prevalentemente come editor per Altrimedia Edizioni (di cui è anche co-direttore editoriale e direttore di alcune collane), e come consulente editoriale. Collabora con “Il Quotidiano del Sud”, scrivendo di cronaca e cultura. Ha scritto, inoltre, su “Liberazione”, “Il Resto”, “L'Altra voce”, su siti internet e riviste. Suoi articoli, recensioni, poesie e racconti sono stati pubblicati su riviste, quotidiani e antologie. Fra le opere di cui è autore ricordiamo i volumi Farina di sole, Basilicata. Lucania: terra dei boschi bruciati. (Guida narrata coi luoghi e il resto) e Matera Capitale. Vite scavate nella roccia.

Booktrailer de "La moglie perfetta" di Roberto Costantini

venerdì 11 marzo 2016

Arriva in tutte le librerie "La vita dipinta", il felice esordio letterario di Filippo Danovi. Disponibile dal 16 marzo in libreria per Novecento Editore.























IL LIBRO - Può una vita essere raccontata attraverso i differenti piani di lettura di un’opera pittorica? È quanto accade ad Andrea, il protagonista, che si trova ad attraversare cinque momenti dell’esistenza, dalla giovinezza sino alla vecchiaia, seguendo il filo conduttore ispirato da un quadro futurista che il padre gli aveva lasciato in casa prima di separarsi. In questo viaggio, che segue uno sviluppo non tanto diacronico quanto piuttosto per immagini, Andrea si confronta con l’amore, con la storia dolorosa della propria famiglia e quella dei genitori e, più tardi, con il senso di essere padre. Attraverso la luce, le linee, il tempo, il colore e l’idea del dipinto Andrea arriva a tracciare il bilancio finale e a ricomporre le ansie che lo hanno accompagnato.
COME COMINCIA - La linea scura è netta, ma così vicina da confondersi agli occhi di Andrea. Separa il vuoto dal vuoto, lascia intuire contorni sfumati e si annulla nel breve orizzonte che tende a celare. È una sbarra nera di sezione circolare, lunga un paio di metri, semplice e senza decori. L’artigiano che l’ha forgiata, battendo la lega incandescente per eliminare le scorie, ne ha realizzata una lunga serie, ripetendo il prototipo con incorruttibile precisione. Oggi quegli esemplari sono in fila davanti ad Andrea come scolari impettiti in posa per la foto di classe. Qualche sbarra manca, riposa nei sotterranei della cattedrale o nelle cantine del convento, forgiata per scorta e poi dimenticata. Persa negli abissi del tempo, che come scolpisce sgretola, come conserva corrode, come esibisce nasconde. È dunque per caso che alcune di queste aste hanno oggi l’onore di un ruolo, mentre altre sono abbandonate al più esclusivo privilegio dell’oblio. “Andrea si alza, posa la lettera sul cuscino e si avvicina alla finestra. Gli manca il fiato. È come se suo padre fosse lì a fianco, ma lui non riesce ancora a decifrare questa presenza. Chiude gli occhi e inspira in profondità l’aria fredda della sera. Poi, lasciando la finestra aperta, va a sedersi sul letto e riprende in mano i fogli”.
L'AUTORE - Filippo Danovi (Milano, 1968) è avvocato e professore ordinario di Diritto processuale civile nell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Autore di alcune monografie, tra le quali La pregiudizialità nell’arbitrato rituale, (1999), La prova contraria (2004), Il processo di separazione e divorzio (2015), e oltre un centinaio di saggi di Diritto processuale civile. La vita dipinta è il suo primo romanzo.

giovedì 10 marzo 2016

FRATELLI DI SANGUE di Ernst Haffner. Traduzione di Madeira Giacci (Fazi editore)



Un caso letterario da un autore di cui si è persa ogni traccia: «il libro più misterioso dell’anno» secondo la stampa tedesca. Il volume fu pubblicato per la prima volta a Berlino nel 1932 dall'editore Bruno Cassirer; fu vietato l’anno dopo con l'avvento del Nazismo e finì nei famigerati roghi di libri. Da quell’anno libro e autore caddero nell'oblio, soprattutto dopo i bombardamenti del '43 che incendiarono gli archivi dell’editore e la loro corrispondenza. Da allora si era persa ogni traccia, fino a qualche tempo fa, quando è stata ritrovata una copia e il libro è stato ripubblicato in Germania e poi negli Stati Uniti, con un’accoglienza sorprendente di pubblico e critica. Finalmente adesso arriva anche in Italia.  Una vera scoperta.

Il libro - Berlino, primi anni Trenta. La città pullula di adolescenti senzatetto. Alcuni sono orfani, altri sono stati abbandonati dalle proprie famiglie, altri ancora sono fuggiti dagli orfanotrofi e dai riformatori per trovare un senso di appartenenza in una delle molte gang di strada. Quella dei Fratelli di sangue è una di queste, formata da otto minorenni che si aggirano tra i vicoli nei dintorni di Alexanderplatz, vivendo di piccoli furti e prostituzione e costantemente in fuga dalle forze dell’ordine. Uniti da una catena invisibile fatta di regole non scritte, cercano il proprio posto nel mondo e sono avidi di libertà. Insieme a loro ci addentriamo nelle viscere dell’underworld di una Berlino gelida, disperata, affamata: bettole maleodoranti dove la musica imperversa fin dal mattino, teatri abbandonati trasformati in ospizi di fortuna, spettrali luna park dove prostitute bambine si offrono per un paio di giri di giostra. Un universo popolato da vagabondi e vecchi mendicanti, da artisti di strada e suonatori invalidi, da gigolò, borsaioli e spazzaneve, raccontato con il realismo più crudo, senza lasciare spazio a pietismi.

Una storia vera e necessaria di amicizia e disperazione, ma soprattutto un profetico documento storico, una testimonianza dell’atmosfera di apocalittica decadenza che dominava la Germania alla vigilia dell’ascesa del nazionalsocialismo.