sabato 31 marzo 2012

L’aspra stagione di Mauro Favale e Tommaso De Lorenzis (Einaudi)


“L’Italia non sogna piú. Ha smesso di farlo un mattino di maggio del 1978. Da allora ha imparato a ingurgitare di tutto pur di restare con gli occhi sbarrati. Non lucida. Soltanto sveglia. Un Paese senza sonno. E senza sogni. Un Paese in cui non c’è differenza tra il giorno e la notte. Un Paese in cui sono successe troppe cose. Ma è come se niente fosse successo. Niente, dall’ultimo risveglio. Da quando ci siamo alzati e siamo usciti diretti al porto, per imbarcarci sull’unica nave galleggiante. La nave sulla quale abbiamo viaggiato fino a oggi. Navigando a vista. Questa non è la storia del sogno prima della veglia. E nemmeno del viaggio sul Titanic. Questa è la storia del tragitto dalle piazze al molo, dalle case al porto. È la storia degli ultimi passi sulla terraferma. La storia di come è iniziato l’ultimo, vero mutamento di questo Paese. È la storia d’un presente eterno e di un passato che ritorna. Di un modo, uno dei tanti, per uscire da una crisi gigantesca. È la storia di come fabbricare esplosivo e ficcarlo nel culo dell’Italia, con un timer che segna la percentuale del debito pubblico e un innesco chiuso dentro una ventiquattrore piena di soldi. Questo è il racconto degli anni in cui il Nostromo studiava da ammiraglio. Il racconto di chi è salito prima degli altri sull’aspra stagione la nave, per cadere in mare prima che il viaggio avesse inizio. E di chi ha preso un biglietto di terza classe, aggrappandosi a una passerella. Questo è il racconto dell’imbarco di corsari e bucanieri, promossi – sul ponte – al rango di ufficiali. Ed è il racconto d’una ciurma che aveva fretta di partire. E questa è la storia di un uomo che ha sognato e poi s’è svegliato. Un uomo che ha vissuto, creduto e capito, che ha scritto e raccontato. E che se n’è andato un attimo prima che la nave salpasse. Roma, gennaio 2010” (un estratto pp.5/6)
“Un cronista di ieri che non poté vedere l'oggi, ma ne sentí il fetore in avvicinamento. Ossimoro vivente e ambulante, smarrito e attentissimo, inflessibile e piegato nel morale, Carlo Rivolta raccontò lo sbandamento dei tardi anni '70, il grande e cupo impazzimento prima della risacca, tra sequestro Moro, inchiesta «7 Aprile» e storie di crimine organizzato. Nei suoi articoli, voci gridano prima di cadere nel silenzio, pallottole spaccano cuori, l'eroina invade le strade ed entra persino in fabbrica, tempio violato dell'integerrima classe operaia. Trent'anni piú tardi, De Lorenzis e Favale, segugi a caccia di un segugio, fiutano l'usta in giro per Roma, intervistano, incollano ritagli e scrivono una storia centrifuga, frullata in un rotor da luna park, dove nessuna complessità è sacrificata alla reticenza, nessun dolore viene taciuto. Un libro scritto col coraggio della verità.” (Wu Ming 1)
Carlo Rivolta narrò e visse la stagione tra gli anni '70 e gli '80. Un giovanissimo giornalista che raccontò la vita e la morte di un movimento, intuí gli anni a venire, contribuí a far nascere un grande giornale, morí di eroina.

Viaggio all’ascolto di Stefania Rizzo (Youcanprint)


Quanta paura per Alessandra, Giorgia, Carlotta, Elisabetta e Valeria. Non lo avrebbero mai immaginato. Così di punto in bianco, come un fulmine che squarcia il cielo all’improvviso. Non potevano crederci. Ste, la loro Ste, in coma! Cinque donne, cinque vite diverse si raccontano al capezzale del loro amato fratello, mostrando fragilità, desideri tenuti gelosamente nascosti, paure, frustrazioni, angosce che mai e poi mai avrebbero detto a qualcuno. Il medico aveva detto loro che la cosa migliore da fare era parlare e parlare e parlare con Ste, perché questo l’avrebbe aiutata. E così han fatto subito, non calcolando però che forse non proprio tutto sarebbe rimasto un segreto …

venerdì 30 marzo 2012

Green Building Economy - Primo rapporto su edilizia, efficienza e rinnovabili in Italia a cura di Giuliano Dall'O'. Intervento di Vander Tumiatti (Fondatore di Sea Marconi Technologies)


Tra i miei tanti obiettivi di carattere professionale e tra le tante linee di condotta tra i miei “simili”, ho cercato sempre di individuare e comunicare una linea di crescita percorribile, una strada da seguire tra innovazione e studio, tra sostenibilità e impatto ambientale, e che includesse eventualmente anche spunti di riflessione su una possibile e obiettiva ricerca tra un nuovo modo di percepire l’abitare e le nuove tecniche a ridotto impatto energetico sul costruire. Ho partecipato a diverse incontri seminariali, a più di una trentina di convention internazionali sull’ambiente dove si è parlato anche di questi argomenti, ho scritto numerosi interventi su riviste prestigiose con la sola volontà di fare chiarezza su un termine oggi alla moda come “eco-sostenibilità”. Parola che include anche aree d’interesse differenti, come quelle domestiche ed edili. E’ dunque possibile pensare ad un’ “eco-compatibilità”, ad un’ “eco-sostenibilità”, che possa rendere la filosofia dell’abitare un sistema integrato di conoscenze e nuove tecnologie in grado di armonizzare contesti privati e pubblici? A che punto è lo “stato dell’arte” dell’economia verde nell’edilizia nel nostro Paese?  Interrogativi che hanno trovato una degna risposta in uno splendido libro di Giuliano Dall’Ò, edito da Edizioni Ambiente, dal titolo “Green Building Economy - Primo rapporto su edilizia, efficienza e rinnovabili in Italia”.  Giuliano Dall’Ò , è docente associato di Fisica tecnica ambientale presso il Dipartimento Best del Politecnico di Milano e coordinatore del Gruppo di lavoro sull’efficienza energetica del Kyoto Club, il quale promuove strategie e progetti per contenere i consumi energetici nei diversi comparti, attraverso soluzioni tecnologiche d’avanguardia. Il volume è suddiviso in tre parti nelle quali si analizzano la green economy nel settore edilizio nel nostro Paese, il mercato dei sistemi, delle tecnologie e dei servizi, grazie all’ausilio d’indagine dato dalle diverse associazioni di categoria e, dulcis in fundo, le strategie adottate nel nostro Paese per accelerare il cambiamento verso l’efficienza energetica di Confindustria. Di urgenze ambientali in Italia ce ne sono moltissime, e non per ultime quelle energetiche ed economiche, che richiedono un potenziamento dell’efficienza delle rinnovabili nel settore edilizio.  C’è una Direttiva europea che introduce una formula, la quasi zero energy building, in modo prescrittivo a partire dal 2020, quindi tra pochissimi anni, per tutti gli edifici (con anticipo addirittura di due anni per quelli pubblici o a uso pubblico), generando però non poche preoccupazioni. Secondo l’autore, la certificazione energetica, applicata agli edifici nuovi, ha sostanzialmente funzionato e il fatto che si pensi a edifici a energia quasi zero è positivo, visto che le attuali tecnologie rendono quello che fino a pochi anni era considerato un sogno, una realtà.  La competizione si sposta adesso sul piano della certificazione di qualità: in un mercato in cui tutti gli edifici saranno teoricamente molto efficienti - il riferimento è sempre al 2020 - un edificio certificato da un organismo indipendente controllato dal sistema di certificazione nazionale (vedi Accredia Ex Sincert) offrirà migliori garanzie. Un obiettivo ambizioso che comunque, sottolinea Dall’O’, non ci deve distogliere da un problema importante, specie per la Green Building Economy italiana: il recupero energetico del patrimonio edilizio esistente; ma questo è un discorso troppo ampio per essere affrontato in queste righe.  Sostiene Dall’O’ che non solo lo Stato ma anche i governi regionali e locali possono fare molto. Ed è sul piano locale, dove si riscontrano disparità notevoli tra regioni “virtuose” e altre che virtuose non sono, che ci sarebbe molto da fare. Non va inoltre sottovalutato il ruolo dei comuni, determinante nel governo del territorio (ad esempio, con lo strumento dei regolamenti edilizi oppure attraverso quello della pianificazione energetica comunale o dei Piani per l’energia sostenibile).  In conclusione, il quadro che esce dal rapporto è composito e in continua evoluzione, il che rivela un panorama economico che, almeno in questo settore, è tutt’altro che immobile o stantio! Anzi è assurto ad esempio di un mondo animato da professionalità serie ed efficienti che non intendono più limitarsi ad aspettare che passi sul fiume “il cadavere del nemico”. Ma la cosa che emerge con maggiore evidenza da questo interessantissima pubblicazione, è la possibilità che proprio l’efficienza energetica nell’edilizia, e in generale nelle  energie rinnovabili, rappresenti il settore a partire dal quale, non solo si può pensare di ricostruire la nostra ormai decadente economia, ma anche di darle un impulso capace di creare nuove opportunità di sviluppo e di lavoro per giovani architetti, costruttori, ristrutturatori, venditori di materiali edilizi, industrie manifatturiere ecc. A tale riguardo l’autore osserva che, con il solo incentivo del 55%, gli interventi a favore dell’efficienza degli edifici già realizzati hanno sviluppato un volume d’affari pari ad oltre 10 miliardi di euro, creando 150.000 nuovi posti di lavoro ‘green’. Un dato che propone un’immagine decisamente dissonante da quella di un paese in stallo e che ribadisce, casomai ce ne fosse bisogno, le straordinarie opportunità che potrebbero scaturire da maggiori investimenti in attività legate all’efficienza energetica nell’edilizia e nelle energie rinnovabili. Un’occasione così grande e “possibile” che sarebbe un vero peccato se il nostro Paese se la lasciasse sfuggire. (intervento apparso sul quotidiano Paese Nuovo del 29/03/2012)

giovedì 29 marzo 2012

Siglato accordo di distribuzione con Amazon.it !


“Questo è il nostro regalo di primavera: oltre 400 titoli cartacei con disponibilità immediata sono da oggi acquistabili sul più grande book store del mondo: Amazon.it. Grazie all'accordo siglato con Amazon, Youcanprint da oggi renderà disponibili all'acquisto e alla spedizione in tempi rapidi di tutte le opere di coloro che sceglieranno il nostro self-publishing. La presenza su questo store potrà garantire una visiblità incredibile e contribuire ad aumentare sensibilmente le opportunità di vendita per i nostri autori. Questo tassello completa un progetto di crescita straordinario che ci ha portato a stringere rapporti solidi di partnership con le più importanti realtà dell'e-commerce editoriale: Amazon, LaFeltrinelli, Bol.it, Ibs.it, Giardino dei libri etc. Con Youcanprint l'autore può accedere alla più ampia distribuzione cartacea e digitale rispetto a tutti i self-publishing italiani. Ma Amazon non è ovviamente un punto di arrivo ma un punto di partenza. Nelle prossime settimane vi aspettano straordinarie novità riguardo la vendita e la distribuzione. L'inserimento delle opere su Amazon è automatico, gratuito e incluso nel servizio di pubblicazione. Le opere non ancora inserite, saranno rese disponibili nei prossimi giorni.” (Alessandro De Giorgi – direzione Youcanprint)

URTH DEL NUOVO SOLE DI GENE WOLFE (FANUCCI)


In quest’ultimo capitolo del Libro del Nuovo Sole, Severian è divenuto ormai Autarca di Urth, ma un viaggio decisivo lo chiama. È giunto il momento di lasciare il pianeta per affrontare la prova estrema. Il destino prevede per lui solo due possibilità, senza alternative: diventerà il leggendario Nuovo Sole oppure la morte calerà il suo nero mantello su di lui. Integrato nel progetto narrativo dell’intero ciclo, ma tale da poter esser visto come elemento architettonico a sé stante, Urth del Nuovo Sole è il coronamento di un singolare romanzo di formazione che, attingendo tanto al racconto popolare quanto alle strategie del postmoderno, reinterpreta magistralmente i codici del genere fantascientifico.

Gene Wolfe accompagna il lettore tra le pagine più complesse e cariche di risposte dell’intero ciclo, riconfermando la sua straordinaria vocazione al fantastico, con nuovi spunti che attingono alla tradizione cristiana e alla kabbalah ebraica.

Michela Marzano: VOLEVO ESSERE UNA FARFALLA (Collezione Strade Blu, Mondadori). Intervento di Mariangela Notaro


Michela Marzano è una filosofa e scrittrice, un’autorità negli ambienti della società culturale parigina. La sua vita si è svolta continuamente all’insegna del dovere che l’ha indotta a fare sempre meglio, sempre di più, sino a portarla all’illusione di poter raggiungere la totalità di una perfezione che, in fondo, le veniva sottilmente richiesta in ambito familiare, soprattutto dal padre. “Lei è anoressica” le viene detto da una psichiatra quando ha poco più di vent’anni. Da questa frase raggelante vede l’alba il suo libro “Volevo essere una farfalla”. Attraverso il libro Michela Marzano racconta come un’esperienza distruttiva quale l’anoressia sia stata, poi, meravigliosamente in grado di rivelarsi maestra di vita. L’autrice cerca di farci capire in modo appassionato e soprattutto non convenzionale come ciò che deve emergere dalla scrittura sia il “perché” molto più che il fatto. La straordinarietà del contenuto trova il suo modo d’essere, infatti, non tanto nel tentativo di richiamare l’attenzione del lettore sulla malattia e su tutto ciò che ruota intorno ad essa, ma bensì su tutto quel che ne giace dietro e che solitamente è invisibile ad occhio nudo, o per meglio dire, a cuore nudo.
Attraverso le pagine del libro ci si rende subito conto di come la maestria dell’autrice risieda nella sua capacità di raccontare dell’anoressia senza parlare della patologia, di alludere alla sofferenza senza descriverla, di parlare del male senza dare a questo una consistenza, uno spazio tangibile tra le cose. Ciò che preme alla scrittrice non sono le parole in sé né la loro aderenza ad una forma stilistica che si elevi a figlia prediletta dei dettami letterari, ma piuttosto il senso segreto che dimora dietro quelle parole, la forza che spinge un’anima a risalire in superficie per poi inabissarsi di nuovo, stavolta pulita, incorrotta. Scivolando tra le pagine del libro si ha come la sensazione di incontrare l’anoressia quasi per caso, come fosse un evento fortuito, un’ombra subentrata solo per riaccendere mille luci.
L’autrice compie un viaggio a ritroso nella sua esistenza nel tentativo di riportare alla memoria quei fatti, quei pensieri, quegli sguardi, quelle presenze e assenze insieme che hanno edificato le basi del suo male, portandola un giorno qualunque di un anno qualunque a destituire la sua vita.
E la scrittura diviene, in questo modo via d’uscita verso la vita vera, verso l’amore autentico, verso i sapori trafugati e sospesi. Dalle pagine del libro si fa chiaro come la scrittura, a volte, debba esistere non tanto per fare cronaca di fatti, ma per rendere finalmente giustizia a quei fatti, per denunciare con amore le ingiunzioni contraddittorie, le ansie, le angosce di un’esistenza.
Il libro ha il potere eccezionale di farsi leggere tutto d’un fiato e a lettura conclusa si ha come la sensazione di essere stati abbandonati da una persona cara, da una presenza di cui i tuoi giorni non potrebbero fare a meno. Mi ha impressionato constatare come da un’esperienza deleteria come l’anoressia, una persona, attingendo dalle sue viscere e scavandoci dentro, possa rendesi capace di ripulirle dal verme che si ciba di esse ed ergersi, al fine, vincitore.
Michela Marzano ci mostra con una semplicità disarmante e penetrante insieme come attraverso parole depurate da orpelli e stilismi fini a se stessi, ma ancor più ripulite dai “ghirigori” di una mente claudicante, si possa evadere da quell’Io che ci sottrae a noi stessi,  rendendoci parassiti del nostro stesso cuore e varcare coraggiosamente la soglia di quell’altro Io che invece ci consacra ad un’esistenza migliore.
Ben vengano, allora, il male e le sue peripezie, ben vengano l’inquietudine e la scontentezza di Sé a patto che la consapevolezza di potercela fare resti immutata alla base. A patto di riuscire a distinguere il senso nascosto di ogni parola letta ma ancor prima ascoltata, indice di una sensibilità e di una forza che saranno in grado di riconoscere le virtù anche di quella porzione di vita che non va ed accettarle con pacifica rassegnazione.
Rassegnazione che non è rinuncia alla vita, bensì serena convivenza con Noi stessi ed il resto del mondo.
Le pagine di Michela Marzano ci insegnano tutto questo.

mercoledì 28 marzo 2012

LA CITTADELLA DELL’AUTARCA DI GENE WOLFE (FANUCCI)




















Dopo un lungo viaggio costellato di personaggi bizzarri ed eventi straordinari, Severian ha finalmente raggiunto la città del suo esilio: Thrax, la Città dalle Stanze Senza Finestre. Dei portentosi prodigi, però, indicano che la sorte ha in serbo per lui un destino più elevato e che Thrax non è la meta definitiva del suo peregrinare. Severian deve riprendere il cammino alla volta di Nessus, la città da cui è stato bandito, con una missione gravosa: salvare il fato dell’intera Urth dando vita alla nascita del Nuovo Sole e di una nuova era. Non c’è spazio per dubbi ed esitazioni, la sua nuova prova contempla due uniche alternative: diventare il Nuovo Sole oppure morire. Nel quarto volume del ciclo Il Libro del Nuovo Sole il peregrinare di Severian assume i connotati di un vero e proprio viaggio epico. Come un eroe classico che abbia espiato le proprie colpe in un viaggio di formazione e di catarsi, Severian fa finalmente ritorno a casa consapevole del destino di prescelto che lo attende.

Il mestiere più antico del mondo di Antonio Leotti (Fandango). Intervento di Vander Tumiatti (Fondatore di Sea Marconi Technologies)


Molti di noi italiani nelle “discendenze” familiari, sono legati in qualche modo ad un antenato che ha vissuto coltivando la terra, e che ha quotidianamente appreso il significato dell’essere un ammaestratore della natura. L'Italia ha una tradizione agricola che la si può definire tranquillamente il suo fiore all'occhiello. La storia del nostro paese, è costellata di tantissimi valori e di tantissimi principi che appartengono alla civiltà di gente contadina, le cui gesta sono state oggetto di versi straordinari di grandi poeti e scrittori, ma soprattutto sono state le protagoniste assolute di molti rimpianti dell'immenso Pier Paolo Pasolini, il quale sosteneva che il mondo agricolo era soggetto a un vero e proprio genocidio culturale. Il libro che ho avuto la fortuna e il piacere di leggere, è quello di Antonio Leotti dal titolo "Il mestiere più antico del mondo" ed edito dalla casa editrice romana Fandango. Se lo dovessi definire in qualche modo, potrei sinceramente collocarlo in uno scritto dai forti toni sentimentali, anche se le note di colore, e quelle tragicomiche allegeriscono l'intero intreccio agevolando in maniera incredibile la lettura. La storia parla di un agricolotre che non ama proprio il suo lavoro (non era questa la sua vocazione) e che suo malgrado si trova in uno stato  purgatoriale di resistenza  in bilico tra l'inesorabile grigiore della vita metropolitana e le tante debolezze di una categoria come quella agricola. La deriva è dietro l'angolo, e la si respira nei tanti falsi slogan cittadini del vivere bio, e sano. In una parola si respira una vera  e propria "retorica" del green. Nel "Mestiere più antico del mondo" si racconta di  agricoltura, di campagna, della "banale"  pretesa degli abitanti urbani non solo di controllare quel mondo ma anche di modificarlo, schiacciando tutto quel sistema di valori, e aumentando negli agricoltori la paura di venire letteralmente ghettizzati ed emarginati da un mondo global che stima l'agricoltura non più degna di vita. Ne avevo sentito parlare bene di questo libro, e devo dire che non posso che ritenermi soddisfatto da un’opera che anche se è un libro di narrativa, fa una denuncia a 360° della condizione pessima in cui versa il mondo dell'agricoltura nel territorio italiano, e che non può che far sorgere quasi una cieca rabbia perchè nessuno veramente si avvicina al mondo degli agricoltori. Il mestiere più antico del mondo è assolutamente da leggere proprio perché ci troviamo davanti ad un racconto appassionato, forte e sincero di assoluta devozione al mondo dell’agricoltura.
(intervento apparso sul quotidiano Paese Nuovo del 20/03/2012)

martedì 27 marzo 2012

LA SPADA DEL LITTORE DI GENE WOLFE (FANUCCI)


Nella valle ai piedi del Castello di Acies, sorge l’imponente e opulenta Thrax, la Città dalle Stanze Senza Finestre. È qui che Severian il Torturatore sconta l’esilio, prestando i suoi servigi come Littore presso il Vincula, l’antica necropoli trasformata in prigione. Con sé ha la fida spada Terminus Est e l’Artiglio, un gioiello dai poteri insondabili lasciatogli in eredità dal Conciliatore. Eppure qualcosa in lui è cambiato, il Torturatore che sentiva di essere vacilla. La fuga sulle montagne, in compagnia di un prigioniero da lui liberato e di un giovane che incontra lungo il suo cammino, sarà l’occasione per rileggere il proprio passato alla luce di nuove peregrinazioni e di sfide ancor più ardue, che lo metteranno ancora una volta faccia a faccia col suo destino. Con questo terzo capitolo del ciclo Il Libro del Nuovo Sole, Gene Wolfe dà un contributo fondamentale alla formazione di un immaginario fantascientifico poetico e allo stesso tempo magico.

La B Capovolta di Sofia Schito (Lupo editore)


Si può parlare della Shoah in tanti modi. In Se questo è un uomo Primo Levi lo ha fatto con poesia, coinvolgendo l'umanità intera in un capolavoro che tocca l'emozione di tutti, nel suo unire la bellezza della parola all'orrore umano. E in questa storia proprio Se questo è un uomo e Primo Levi guidano un bambino che vivrà con la grazia propria della sua età un evento che ancora gli uomini non si riescono a spiegare. L'infanzia entra nella Storia più cupa ed aberrante, provando a sfiorare il mistero del buio della coscienza dell'uomo europeo. Levi la accompagna nei luoghi del degrado della nostra civiltà, e lo fa con la sua prosa immortale come intermezzo, che cerca di spiegare l'inspiegabile all'innocenza di chi non ha ancora saputo tutto dell'Uomo. Questo romanzo ci condurrà per mano in un incubo che non può essere lasciato solo al passato. Una storia che ci porterà a sentire l'inesorabilità del male ammantato dall'ingenuità dell'infanzia e dalla profondità della letteratura. Un libro che fa della semplicità lo strumento di narrazione per rispettare quei fatti senza rinunciare all'immaginazione e alla speranza. Riuscirà l'ingenuità dell'infanzia a lenire la drammaticità della realtà? O nulla si può al cospetto di quello che l'uomo è capace di fare quando conosce l'inverno della sua coscienza? Un libro scritto senza artifizi intellettuali, che parla con la lingua dei ragazzi di quello che i ragazzi non dovranno mai conoscere.

Sofia Schito vive a Felline, in provincia di Lecce. Da anni impegnata in attività che vedono coinvolti ragazzi delle scuole elementari e medie, trae da loro continua ispirazione. Ama scrivere da sempre, sin da quando a scuola ha sentito parlare per la prima volta di soggetto, verbo e complemento. Lo testimoniano le scatole sull'armadio della sua stanza piene di diari che ha cominciato a scarabocchiare quando era poco più che bambina. La storia invece è una passione che le è venuta negli anni. Lo testimoniano i voti, poco lusinghieri, che ai suoi compiti dava il professore del liceo. Ogni volta che le restituiva un compito corretto, la domanda era sempre la stessa: "Sofia, a che serve copiare?". Per lei allora aveva un senso, significava evitare di trascorrere interi pomeriggi a memorizzare date, luoghi e avvenimenti. Col passare del tempo, per fortuna, si è resa conto che la storia è ben altro. Dopo la maturità scientifica, si iscrive alla facoltà di Lettere dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e al terzo anno, al momento della scelta dell'indirizzo, forse per una sorta di legge del contrappasso, sceglie proprio l'indirizzo storico. La B capovolta è il suo primo romanzo per ragazzi. Nella scelta dell'argomento, ci sono buone probabilità che si sia ispirata alle iniziali del suo nome.

lunedì 26 marzo 2012

La giornata di Laura di Miryam Giannico (Lupo editore)


Laura Rossi Berarducci Vives, donna che nel suo aspetto esteriore, per quanto semplice, a volte essenziale, non poteva celare, anche quando ormai era avanti negli anni, la sua origine nella nobiltà leccese. Sempre un po' "mondana" - come ebbe a dire una volta il fondatore della Pro Civitate Christiana, Don Giovanni Rossi - ma attenta, curiosa, brillante, auto-ironica, era ritenuta una presenza autorevole e quasi indispensabile negli incontri con le parrocchie nell'ambito dell'Azione Cattolica leccese ed era capace di affascinare le "giovani adepte" del Centro Italiano Femminile, quando "arrivava nelle riunioni, bella, elegante, sicura di sé". Molto stimata tra i colleghi del Tribunale per i Minorenni di Lecce, dove ha lavorato per trent'anni, era decisa, combattiva, rigorosa, inflessibile nel rifiutare incarichi importanti se questi risultavano eticamente e moralmente non corretti e nel pretendere dalle assistenti sociali di cui aveva la responsabilità, attenzione nei riguardi di minori in affidamento, serietà e professionalità.
Dotata di una grande capacità di ascolto, era in grado - sempre - "di dialogare con i ricchi e con i poveri, con i colti e con gli incolti, con i piccoli e con i grandi" dote che ha mantenuto anche lungo tutto il suo percorso nella Comunità Emmanuel, ultimo "servizio" della sua vita. Il libro è la sua biografia, è nato per fermare il suo ricordo all'interno della Comunità Emmanuel, ma la racconta al di là della stessa, ricostruendo i tanti "quadretti" che hanno fatto la sua vita ricca e feconda e descrivendola per quello che era...

L'ARTIGLIO DEL CONCILIATORE DI GENE WOLFE (FANUCCI)


In un futuro remoto, su una Terra misteriosa e affascinante, prosegue il viaggio di Severian verso Thrax, la città del suo esilio. La disobbedienza alle ferree regole della confraternita cui apparteneva ha causato il suo allontanamento dalla Città, e ora si avvia nella sua personale Odissea accompagnato solo dalla mitica spada del Torturatore, Terminus Est, donatagli dal suo maestro. Tra creature scimmiesche dotate di intelligenza umana, riti cannibaleschi e insidie, i passi di Severian avanzano in un universo narrativo in cui riecheggia l’eco dei grandi eroi classici e moderni. È un viaggio di maturazione, lungo e costellato di pericoli, quello che compie, e che lo condurrà verso l’Artiglio del Conciliatore, una gemma miracolosa appartenuta a una figura leggendaria. Lo stile ipnotico e senza tempo di Gene Wolfe conduce Severian attraverso avvenimenti che paiono succedersi seguendo un percorso onirico, inscrivendo questo secondo capitolo del ciclo Il Libro del Nuovo Sole nella migliore tradizione fantastica, da Lovecraft a Mervyn Peake.

domenica 25 marzo 2012

L'OMBRA DEL TORTURATORE DI GENE WOLFE (FANUCCI)


Come la ruvida cartolina olografica in grado di restituire con una sensibile inclinazione lo sviluppo tridimensionale dell’immagine, le vicende di Severian, apprendista artigiano della corporazione dei Torturatori, si muovono tra paesaggi medievali e architetture avveniristiche. Sullo sfondo la Torre di Matachin, luogo d’iniziazione ai segreti della casta che ammette come unici adepti i figli delle proprie vittime; in primo piano, l’amore per la condannata Thecla, motore propulsore della storia, che condurrà il protagonista lontano da Nessus, la Città Immortale; ed è in cammino sulle vie dell’esilio, con la spada del Maestro come unica compagna, che Severian tenterà la riscossa contro l’imperscrutabile potere dell’Autarca... Primo volume del ciclo Il Libro del Nuovo Sole, L’ombra del torturatore è una prova narrativa sontuosamente immaginifica, capace di mettere d’accordo i cultori della fantasy e della fantascienza.

sabato 24 marzo 2012

LA SIGNORA DELLE CAMELIE DI ALEXANDRE DUMAS (figlio) edito da Newton Compton


Scritto nel 1848, quando l'autore non aveva che ventiquattro anni, il romanzo "La signora delle camelie" creò subito un mito, entrato nell'immaginario di intere generazioni e diventato protagonista delle scene, sia del teatro di prosa che del teatro d'opera, nonché degli schermi del cinema. Lo stesso Dumas ne realizzò una versione teatrale, affidandola a Sarah Bernhardt. Pochi anni dopo, Giuseppe Verdi saprà farne una trasposizione sublime, in musica, con "La Traviata". Margherita Gautier, alias Violetta, è diventata così una figura a sé stante: un mito appunto, con il quale si sono confrontate dive come Eleonora Duse, Greta Garbo, Maria Callas.

venerdì 23 marzo 2012

Thomas Jay: un grande scrittore ingiustamente in carcere o un’invenzione del marketing?


Da alcuni giorni il web si interroga sulla figura di uno scrittore italoamericano acclamato dalla critica statunitense e condannato all’ergastolo dalla Three Strikes Law, sul video che racconta la sua storia e sulla campagna per la sua liberazione. Come molti di voi hanno subodorato grazie agli indizi che abbiamo disseminato nella campagna virale, Thomas Jay non è un personaggio reale ma è il protagonista del romanzo omonimo di Alessandra Libutti edito da Fazi Editore, in libreria da fine marzo. Le prime 57 pagine pagine sono scaricabili su 10 righe dai libri.
Thomas Jay è stato finalista al Premio Calvino. Uscito inizialmente in poche copie per un piccolissimo editore, e ritorna oggi in libreria dopo una lunga opera di riscrittura da parte dell’autrice.  Abbiamo ricevuto critiche ma anche tanti commenti che ci fanno capire come per nulla virtuale sia la capacità di un personaggio letterario come Thomas Jay di restare nei cuori e nelle menti di chi si imbatte nella sua storia di ribellione e speranza. Quanti hanno firmato la petizione on line e avessero piacere di leggere il romanzo di Alessandra Libutti possono scriverci all’indirizzo info@fazieditore.it per richiedere una copia gratuita dell’ebook.

Fazi Editore


Per ricostruire la storia di Thomas Jay: www.freethomasjay.com
Per vedere il Mockumentary Free Thomas Jay: http://youtu.be/W6i8HSd_1ag
Per vedere lo Spot: http://youtu.be/POgHC6zwDE8

La Pagina Facebook dedicata: https://www.facebook.com/freethomasjay
Il profilo Twitter di Free Thomas Jay: https://twitter.com/#!/freethomasjay


E per chi volesse approfondire il dibattito sulla Three Strikes Law, ecco alcuni link utili.

Families to Amend California's Three Strikes Law web site:

Stanford Law School:

giovedì 22 marzo 2012

“Le cose di cui sono capace”: i confini labili tra legale e illegale, giusto e ingiusto, amore e odio. Intervento di Roberto Martalò


Violenza, amore, omicidi, deliri di onnipotenza, sangue, alcol: in “Le cose di cui sono capace” di Alessandro Zannoni ci sono tutti gli ingredienti di un romanzo pulp in stile noir. Chi è l’editore? Perdisapop, ovviamente. Forse l’unica casa editrice ad avere il coraggio di compiere scelte editoriali e stilistiche diverse e affascinanti.
“Le cose di cui sono capace” è un romanzo ambientato a Bakereedge Pass, cittadina americana impregnata del tipico orgoglio a stelle e strisce. L’ordine e la legge sono tutelati da Nick Corey, Nicola Corelli all’anagrafe, sceriffo italo-americano ombroso e controverso. Interprete della legge più che suo applicatore, Corey ha un metodo speciale per evitare che qualcuno possa disturbare l’ordine in città. Quando non è in servizio, si sbronza e prova a risolvere i problemi al suo amico Rudy, perennemente nei guai e succube della moglie Reyna. Intanto, nel paese una serie di eventi sconvolgeranno la vita di Nick e dei personaggi del romanzo.
Crudo e diretto, osceno e irriverente, ambientato in una città che sembra uno dei paesi di frontiera che si vedono nei film western, il romanzo prima ti scuote e poi ti avvolge in un’atmosfera che diventa normale e familiare, come se tutte le ossessioni, perversioni e stranezze fossero del tutto consuete e regolari, come prendere un caffè al bar.
Zannoni è abile nel costruire una storia talmente tanto pazzesca da seguire una sua logica, padroneggia bene il linguaggio del noir e del pulp e, a questo, aggiunge una creatività che pochi possono fregiarsi di avere. In più caratterizza dei personaggi con cura: su tutti, ovviamente, Nick Corey: “La vita è un dio bastardo e attentissimo a cui non sfugge nulla, un dio storpio e miserabile che controlla attentamente chi di noi è felice, e quando lo trova, lo punisce senza pietà”. Spietato, visionario, brusco e inclemente. Quindi, da leggere.

Le cose di cui sono capace di Alessandro Zannoni (Perdisapop, 148 pag, 14€)

WIKI BOOKS … la nuova sfida di Youcanprint e il Wiki della narrativa di StoriaContinua.com


Youcanprint.it in collaborazione con il Wiki della narrativa di StoriaContinua.com, lanciano una nuova collana editoriale dedicata ai libri collettivi.
Ispirata dal sito letterario che si propone come punto di incontro per gli scrittori online, oltre al nome, i Wiki Books di Youcanprint, ne assumono anche la filosofia: raccoglieranno, infatti, le migliori storie e i racconti scritti a più mani, già apparsi su wiki-racconti.com, per riproporli in delle vere e proprie antologie di qualità, sia in formato cartaceo, che digitale. Ovviamente, niente a che vedere con i pesantissimi tomi da scuola media.  
La formula proposta con i Wiki Books è quella imposta dall'avvento dell'editoria digitale: brevi racconti – tra i cinque e i dieci capitoli - da leggere su qualsiasi dispositivo e in qualsiasi ritaglio di tempo. Con i Wiki Books, il self-publishing incontra il crowdsourcing, perché a decidere quali storie verranno pubblicate e quali autori vedranno il loro nome in copertina, non saranno dei redattori chiusi nel buio dei loro uffici, ma i lettori stessi interagendo con il Wiki. Soltanto i racconti che avranno ottenuto più visite e il maggior numero di condivisioni potranno infatti essere pubblicati nella nuova collana di Youcanprint.
E' l'occasione per ogni aspirante scrittore di iniziare a farsi conoscere espandendo la propria audience e le proprie capacità sia tecniche, utilizzando i nuovi strumenti del digitale, sia creative interagendo con gli altri autori del Wiki. Ma soprattutto l'occasione di vedere pubblicata la loro opera ben due volte: prima online e poi in una versione più tradizione e professionale, senza perderne i diritti e, perché no, iniziando anche a farli fruttare.
Youcanprint, infatti, come self-publishing, non acquisisce i diritti sull'opera e si occuperà di produrre le copie dei libri effettivamente richieste dal mercato, distribuirle sia nelle librerie del territorio nazionale che ne faranno richiesta, che sugli store online, garantendo agli autori una percentuale sulle vendite. I Wiki Books, frutto di un mash-up tra social networking, blogging e self-publishing, vogliono proporsi come trampolino di lancio per i nuovi autori, a volte troppo preoccupati di tenere le loro opere al sicuro in un cassetto per accorgersi di come dalla collaborazione e dall'incontro di creatività possano nascere successi inaspettati.
I Wiki Books sono una dimostrazione del nostro modo di intendere il futuro dell'editoria, ovvero il self-publishing di qualità e la fiducia nelle capacità del lettore, in particolare il lettore digitale. 
Per maggiori informazioni visita: http://wiki-racconti.com/

mercoledì 21 marzo 2012

Mario Capanna Libraio d’eccezione a La Feltrinelli Point di Lecce


Sabato 24 marzo ore 18,00 ci sarà alla Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a un libraio d’eccezione: Mario Capanna che incontrerà i suoi lettori e firmerà le copie del suo ultimo lavoro edito da Betelgeuse dal titolo Il Fiume della Prepotenza. L’incontro verrà condotto da Gustavo D’Aversa del Teatro della Busacca.

C'è un filo sottile che collega la distruzione di una Cartagine già sconfitta, nel 146 a.C., e quella, nel 1945, di Hiroshima e Nagasaki; o il medievale spirito di crociata o la condanna di Galileo da parte del Sant'Uffizio; o il barbarico sterminio dei nativi americani da parte dei conquistadores e il colonialismo dell'Ottocento. Come dimostra Mario Capanna in questo saggio , quel filo sottile è costituito da una parola che già aveva suscitato la profonda riflessione dei greci, ma che poi era scomparsa perfino dal vocabolario per ricomparire solo nel Seicento: questa parola è prepotenza.

Info 0832 331999

“Come fece come non fece” – di Luigi Chiriatti ed Egidio Marullo (Kurumuny edizioni) a Maglie


Il 24 marzo ore 18,30 presso la Libreria Libri e Musica di Maglie in via Indipendenza in occasione della giornata nazionale della promozione della Lettura, verrà presentato il lavoro “Come fece come non fece” – di Luigi Chiriatti ed Egidio Marullo (Kurumuny edizioni). Interverranno gli autori e ci sarà una lettura musicata delle favole a cura della Scuola di Musica Harmonium di Maglie.

“Come fece come non fece” (Kurumuny) di Luigi Chiriatti e Egidio Marullo non è un semplice libro di favole. Nel periodo natalizio ritorna infatti, con una nuova edizione, il frutto di un lavoro antropologico di ampia documentazione che gli autori hanno intrapreso, in passato, sulla tradizione orale salentina. Accortamente letta, la fiaba ci aiuta a riflettere sul passato e a meglio comporre, nel presente, anticipazioni del futuro per mezzo della speranza e dell’utopia: le fiabe, dunque, sono indispensabili perché aiutano a immaginare e insegnano a riconoscere e comprendere la realtà nelle sue poliedriche sfaccettature. La specificità di queste fiabe salentine, uguali per certi aspetti ad altre già note, ma diverse e peculiari perché affondano le radici in un sostrato culturale che è quello salentino, ci fa cogliere il senso dei costumi e delle vicende cui si riferiscono: la necessità di sfuggire alla durezza della vita portava ad attribuire poteri magici o divini a oggetti o folletti che accompagnavano l’uomo nelle varie circostanze della vita. Gli anziani si servivano della favola per trasmettere i modelli di condotta e i saperi, attraverso il gioco si contribuiva all’educazione e all’apprendimento dei più giovani e la favola con la sua morale diventava maestra di vita: la tradizione letteraria ci insegna che è sempre stato così, fin dai tempi più remoti, pensiamo al mitico Omero, a Esopo, a Fedro, che con il loro raccontare hanno dato vita all’humus in cui affonda le sue radici tutta la cultura europea. (Luciano Pagano, La Repubblica Bari)
“Come fece come non fece” è una raccolta di fiabe fatte di immagini, luoghi, atmosfere, suoni di paesi e città, voci di uomini e di animali, odori antichi di case umili o profumi esotici di sfarzosi castelli, di malìe e incantamenti alla controra. Immagini lontane, nel tempo e nello spazio, di principi e principesse che vivono e rivivono tra gli ulivi contorti e tra gli spinosi fichi d’India. Dietro ogni favola c’è il volto rugoso di un vecchio che fu bambino, la sua voce sfiatata e i gesti delle sue mani nodose che raccontano storie vere, camuffate da fiabe. Un libro attraverso cui i bambini possono apprendere gli strumenti per affrontare la vita, perché si narra di grandi difficoltà e pericoli da superare, di magie e incantesimi buoni e cattivi, di viaggi straordinari; ma Come fece come non fece è anche un libro per gli adulti che possono svegliare i ricordi custoditi in un angolo della memoria e ritrovare il temp o in cui furono bambini attraverso la fascinazione di un racconto.
Le favole qui pubblicate fanno parte di un lavoro di ricerca e documentazione più ampio e complesso condotto dall’autore sulla cultura orale salentina. Le favole sono state registrate direttamente dalla viva voce dei narratori in dialetto salentino e sono state trascritte mediante una traduzione libera dove si combinano le immagini e i giri di frase più espressivi caratteristici della lingua dialettale con un impianto linguistico italiano, in questo modo la lingua è parte integrante del paesaggio perché contribuisce in modo determinante a identificare i luoghi in cui si svolgono le azioni e i personaggi stessi delle favole.

Info – www.kurumuny.it

I primi due titoli di Lantana editore della collana “il raggio verde”: si parte da Gurdjieff


La casa editrice Lantana inaugura la nuova collana “il raggio verde”. Perché il «raggio verde»? Il «raggio verde» è un fenomeno ottico osservabile in particolari condizioni atmosferiche al tramonto o all’alba, quando per effetto della rifrazione si produce una striatura verde sulla sommità del disco solare. Questo fenomeno ha dato origine a una leggenda secondo la quale  «chi è stato tanto fortunato da percepirlo una volta, vede chiaramente nel cuore proprio e altrui» (Jules Verne, Le rayon vert). È questa la chiave ispiratrice della collana: dalla realtà alla visione. Una serie di libri rivolti alle pratiche, agli insegnamenti e ai grandi maestri della ricerca spirituale che attraversa generi diversi: memorie, romanzi, autobiografie, forme di pensiero e di insegnamento che non propongono una fuga dal mondo, ma che partono dall’osservazione del reale e della natura per renderci più consapevoli di noi stessi e del nostro ruolo nel mondo. Testi di autori la cui influenza si è estesa spesso in assenza di riconoscimenti ufficiali, fonte di ispirazione per ogni epoca. I primi due titoli della collana sono di  Charles Stanley Nott e sono rispettivamente “Insegnamenti di Gurdjieff - Diario di un allievo” e “Nuovi insegnamenti di Gurdjieff - Viaggio nel mondo”
Insegnamenti di Gurdjieff - Diario di un allievo di Charles Stanley Nott
«Gurdjieff dice: “Ora essere qui". A volte il problema della gente è di tentare invano di fare più cose contemporaneamente». Franco Battiato, Tecnica mista su tappeto. Chi era Gurdjieff? Uno scrittore? Un ipnotista? Un musicista? Un «maestro di danza»? Creatore di un originale sistema di insegnamento, sospeso tra sufismo e misticismo, Gurdjieff è stato uno dei più enigmatici maestri spirituali del secolo scorso. Dotato di un carisma straordinario che richiamò seguaci da tutto il mondo, affidò la divulgazione del suo pensiero a opere complesse. Incontri con uomini straordinari, che è il suo testo più autobiografico, lo ha fatto conoscere a un vasto pubblico e assurgere a vera e propria icona del pensiero novecentesco. Le testimonianze, i diari e le memorie dei suoi allievi diretti costituiscono una letteratura a sé stante, ricca e singolare, opera di uomini e donne affascinati da un essere umano fuori dal comune, che ha esteso la sua influenza anche a grandi personalità del mondo contemporaneo, da Katherine Mansfield a Peter Brook, da P.D. Ouspensky a Franco Battiato. In questi Insegnamenti di Gurdjieff, presentati per la prima volta in due volumi al pubblico italiano, Nott racconta gli anni trascorsi con il maestro. Le sue memorie sono uno spaccato di storia novecentesca ricco di suggestioni, aneddoti, personaggi, testimonianze dal vivo, che contribuisce a precisare il vero volto dell’«inconoscibile Gurdjieff», fenomeno laterale ma tra i più fertili della cultura e della ricerca spirituale.
Charles Stanley Nott - Nato nel Bedfordshire (1887), allo scoppio della prima guerra mondiale si arruolò nell’esercito canadese, partecipando in seguito a una spedizione in Russia. Al suo ritorno, con il ricavato della vendita di una collezione di stampe, comprò una libreria nel centro di Manhattan. Poco dopo, sempre a New York, incontrò Alfred Richard Orage, che lo introdusse all’insegnamento di Gurdjieff e alle attività da lui promosse a Fontainebleau. Dopo il crollo della Borsa del 1929 si stabilì a Londra con la moglie, Rosemary Lillard, allieva americana di Gurdjieff, per intraprendere la professione di editore. Nel 1940 tornò nuovamente a New York, dove ebbe inizio anche la sua attività di autore (Il giovane Churchill, 1941). Nel 1947 avviò la Janus Press, con la quale pubblicò lavori di Orage e la traduzione del racconto allegorico persiano di Attar, La conferenza degli uccelli. Nel 1961 uscì la sua opera Insegnamenti di Gurdjieff, cui fece seguito nel 1969 Altri insegnamenti di Gurdjieff. Trascorse gli ultimi vent’anni della sua vita tra Londra e il Buckinghamshire, dedicandosi alla scrittura e al giardinaggio. È morto nel 1978.

martedì 20 marzo 2012

Il capanno dei porcospini di Anna Maria Scandellari (Youcanprint)





















La storia di un’insegnante che tra realtà e immaginazione riesce a trasmettere ai suoi allievi una lezione incredibile, sulla libertà dello spirito. Un grande insegnamento.

Anna Maria Scandellari, nata a La Spezia, sposata e madre di due figli. Laureata in Scienze Motorie ed in Pedagogia ad indirizzo Psicologico. Ha svolto la professione di insegnante. Collabora con l’Ufficio Diocesano per la famiglia e con l'associazione “la compagnia dei porcospini”.

I sonnambuli Paul Grossman (Fanucci Time Crime) dal 29 marzo in libreria


Perfettamente inserito nella migliore tradizione dei grandi thriller storici, I sonnambuli ritrae, con impressionante vividezza, una Berlino alle soglie della catastrofe: una civiltà assediata da una profonda crisi sociale e morale, che si sta aprendo all’avvento del nazismo e di quel mostruoso sonno della ragione che tale avvento porterà con sé.  Berlino, 1932. Durante i mesi durante i quali si consuma l’agonia della Repubblica di Weimar, il corpo di una giovane donna affiora dalle acque del fiume Havel, nei pressi di Spandau.  Ritrovare un cadavere nel caos di una Germania postbellica che la sconfitta e la Grande Depressione hanno messo in ginocchio non è certo una novità: ma qui c’è qualcosa di diverso, d’inspiegabile. I capelli della ragazza sono tagliati troppo corti; le gambe, percorse da un intrico di cicatrici, hanno assunto una postura bizzarra, come se qualcuno avesse cambiato verso ai peroni. Gli agenti di polizia hanno scelto per lei un nomignolo agghiacciante: ‘la Sirena’. Sarà solo la prima di una lunga serie di vittime, tutte donne, giovani, straniere, menomate da atroci interventi chirurgici. Ma chi ha fatto una cosa del genere? E perché? Starà all’ebreo Willi Kraus, il più celebre detective di una Kriminal Polizei, risolvere il mistero, inoltrandosi in un mondo di orrori che prefigura il consumarsi, di lì a poco, di ben altri orrori: il Terzo Reich.
Paul Grossman collabora come giornalista freelance con Vanity Fair e Details ed è l’autore del dramma The Pariah, un’opera teatrale su Hannah Arendt e il processo Eichmann, rappresentato presso il Center for Jewish History di Manhattan. Alla sua opera d’esordio I sonnambuli hanno fatto seguito altri due thriller che hanno come protagonista l’ispettore della Kripo Willi Kraus, Children of wrath e Finger of guilt, entrambi di prossima pubblicazione presso TimeCrime. Paul Grossman insegna storia della letteratura e scrittura creativa presso la City University di New York.
«Anche se lo sterminio ebraico da parte dei nazisti è un evento che potrebbe riempire sei milioni di romanzi, desideravo toccare l’argomento partendo da un diverso punto di vista. Ho deciso quindi di concentrarmi sulle origini della persecuzione – in particolar modo, i mesi immediatamente precedenti l’inizio del cancellierato di Hitler –, facendo sì che diventasse lo sfondo della storia. D’altro canto, visto che la Shoah è indubbiamente il peggior crimine del ventesimo secolo, mi pareva interessante raccontarne alcuni aspetti sotto forma di crime story.» Paul Grossman

Dal 29 marzo in libreria La lunga notte di Linda Castello (Fanucci Time Crime)


Dopo Costretta al silenzio, il grande ritorno di Linda Castillo con il secondo volume della serie bestseller che l’ha imposta come una delle voci più autorevoli del crime internazionale. Ecco a voi i Plank, una delle famiglie della comunità Amish di Painters Mill, Ohio. Ecco a voi madre, padre, cinque figli: loro la vita è una litania di giorni tutti uguali, il lavoro nei campi, i riti che ne sostanziano la fede, le tradizioni della confraternita cui appartengono da sempre. Poi, nel corso di una notte, il loro piccolo paradiso va in frantumi. Qualcuno penetra all’interno della fattoria ed è un massacro, uccisi i genitori, lungamente torturate e uccise le ragazze, Mary e Annie, uccisi i bambini. Solo il  buio chiude  il sipario sui passi silenziosi dell’assassino: alle sue spalle,  un lago di sangue. Kate Burkholder, capo della polizia della contea,  viene chiamata a dirigere le indagini. Ma non ci sono indiziati, nessuna traccia, nessun movente che indichi una pista: il colpevole sembra venuto dal nulla, come un artiglio invisibile e crudele. Kate in passato è stata una Amish, sa che non possono esserci ombre nella vita delle vittime: eppure, nella vita di Mary Plank qualcosa di oscuro inizia ad emergere, il peso di un segreto che a poco a poco si tinge di orrore…
Linda Castillo è una delle più note autrici statunitensi di thriller. Tradotti in quattordici paesi, i suoi romanzi sono stati insigniti di numerosi premi, tra i quali il Daphne du Maurier Award of Excellence e l’Holt Medallion; l’autrice  è stata inoltre finalista al prestigioso Rita Award per il miglior esordio. La lunga notte è il secondo volume della serie dedicata a Kate Burkholder,  inaugurata con Costretta al silenzio (Fanucci Editore, 2010).  Linda Castillo vive con il marito in Texas.

lunedì 19 marzo 2012

Gilberto Isella, Mappe in controluce (Book Editore). Intervento di Adele Desideri


Gilberto Isella, critico sottile e pungente, in questa raccolta di poesie si dimostra artista capace di coniugare l’armonia, il ritmo dei classici greci e latini a un linguaggio assolutamente metaforico, ricco di profetici neologismi, di parabole dal sapore futuristico, di assonanze - e dissonanze - spettacolari. Mappe in controluce è dedicato a Saturno, il dio esiodeo che mangia i propri figli, e che, quindi, crea e annienta. Eppure Saturno non è il protagonista del libro: ne è solo il motivo ispiratore. Primo attore, infatti, è il pianeta globalizzato: una sorta di Torre di Babele costruita con i precari materiali dell’individualismo, del relativismo valoriale, della standardizzazione tecnologica. Vincenzo Guarracino, altro valido poeta e critico letterario, nella prefazione al volume di Isella sceglie il seguente incipit: “Un protagonista (o un colpevole) c’è sempre. Anche qui, non diversamente da ogni altra cosa o situazione dell’essere e della vita”.    Ebbene, il colpevole, in Mappe in controluce coincide con il protagonista: è l’uomo, il colpevole. L’uomo che adora false divinità, l’uomo che si inchina, per poi programmarne la distruzione, al “Dio-pianeta saturo, saturo per esaurimento./”. Isella propone immagini apocalittiche, drammatiche visioni nelle quali i “dispersi”, i sopravvissuti, cercano vie d’uscita comunque occluse: “occhio per occhio spettro per spettro/ o re di bastoni per re di denaro/ lo sguardo scoronato inzuppa il vetro/ su lui fa schermo un altro sguardo amaro// (…)/ col chiodo inverso ogni chiodo è compatibile/ rete di cloni in un solo reliquiario//”. La sua scrittura - permeata da un’acuta tensione etica - sussulta nelle frequenti sincopi ironico-satiriche e si protende verso una ricerca metafisica ansiosa e malinconica: “Forse continua a vegliare su di noi, i melanconici./ Forse la sua ombra cammina con ostinazione intorno ai mortali,/”. “In controluce” Isella studia “la mappa” che illustra il sentiero della salvezza: tuttavia, la prima è oscura e il secondo irrintracciabile. L’esito non è felice: ciò che resta è una paradossale, mortifera, confusione. I miti antichi, e quelli biblici in particolare - da cui Isella attinge copiosamente – sono, d’altronde, codici di lettura fecondi, e l’autore vi si rivolge, nella speranza che qualcuno ancora sappia ascoltarli e, soprattutto, interpretarli: “vela d’orbace issata sul pontile/ vibra col sangue di Caino molesto/ dal dì che ignara un’ampolla si ruppe/ e l’acre fluido si sparse su Abele//”. L’informe moltitudine contemporanea, però, è stordita dagli effimeri stimoli consumistici della “società liquida”; non sente e non vede. Non ha quiete, né più verbo: “continua tu nel quadro a strisce e spettri a rigirare/ la larva appesa al chiodo di una diva senza età// o per spazi d’insonnia le veline a sparpagliare/ ronzanti sul miele ambiguo della tua identità// prova a ricuperarle nel miracolo di un volo/ plana sul telecomando, chiedi che tempo fa//”. I poeti e gli artisti, invece, scrutano negli abissi inconsci dell’umanità, per ritrovarvi l’archetipo che allude e turba, l’oracolo che indica l’impervio cammino, il sogno che illumina la realtà quotidiana. La strada, insomma, di un’autentica libertà: “sole nero che il poeta ricalca/ sul cielo impassibile del canto/ povero dire o dir quasi niente/ meglio allora in soli tizzi umani/ sillabare basso il cuore infranto//”. Il miraggio, l’oasi refrigerante, si incarna - per Isella - in una semplice, curiosa, domanda, per ora priva di risposta: “ma che farà ma che farà mai Orfeo?//”.

(Recensione Pubblicata ne Il Quotidiano della Calabria, rubrica Libri e letture, 24 ottobre 2011, pag. 25)