venerdì 23 agosto 2013

ORDINARY, DI EMILIANO REALI, DEd'A 2013. Intervento di Alessandra Peluso



Si preannuncia un romanzo dal sapore noir, nelle prime pagine, mentre si prospetta un thriller psicologico all'orizzonte.
In realtà stupisce “Ordinary” di Emiliano Reali senza alcun dubbio, nulla che dia l'idea di qualcosa di apparentemente ordinario, sembra quasi una storia dalle molteplici dimensioni, coinvolge la trama, i personaggi, tutto ciò che ruota ad una vita tormentata e sconvolta da un conflitto psicologico.
L'autore coglie elementi avvincenti che rendono “Ordinary” una narrazione interessante. Sconvolge  la straordinaria storia comune ai nostri giorni di un progetto mentale che si cela dietro al palcoscenico della vita.
L'esistenza di Andrea, Lorenzo, Diego, Leandro si intersecano per poi dividersi da Buenos Aires a Roma e poi Bangkok appare un viaggio più che reale, che condurrà Diego ad una tragica esistenza. Emiliano Reali dimostra con una scrittura semplice una trama complessa, un'inventiva che sorprenderebbe anche Stanley Kubrick sia per la psiche che per la suspense che crea, lasciando attonito il lettore.
Tuttavia proseguendo nella lettura si inciampa in una storia di “ordinaria follia”: la paura di mostrare la propria identità, la propria tendenza sessuale, il timore di essere ciò che si è. Si tratta di un pregiudizio purtroppo evidente e per nulla nascosto nei riguardi degli omosessuali considerati diversi. Una diversità che a Diego comporterà lo stravolgimento di una vita.
L'autore racconta sapientemente un tema difficile, delicato ma tremendamente reale, riguarda da vicino ogni individuo - l'omosessualità - come il terribile virus dell'Aids. Si può certamente apprendere una lezione di vita, si può imparare a correggere gli errori prima che diventino insormontabili. «Viviamo in un mondo di individui (…) che non si accettano per quello che sono e indossano vesti non proprie, recitano un ruolo, una costante pantomima solo per ottenere il consenso altrui». (p. 38).
Ciò che conferisce valore a “Ordinary” è anche il tema dell'amicizia che emerge dignitosamente ed è opportuno che sia esaltato in un'epoca nella quale l'amicizia dovrebbe assumere un ruolo primario, ovviamente si intende l'amicizia aristotelica, quella pura, vissuta quotidianamente, quella che non guarda in faccia le differenze con disprezzo o fastidio ma con amore. Non certo è la cosiddetta amicizia osannata in Facebook. Aristotele scrive nel Libro VIII dell'“Etica a Nicomaco” una trattazione sull'amicizia come virtù necessaria: «Un uomo potrebbe possedere tutte le ricchezze del mondo, ma se non ha amici con cui condividerle, è come se non avesse nulla».
Ma poichè niente è come sembra: «Come Penelope ha usato l'arte dell'inganno per allontanare falsi pretendenti, disfacendo di notte la tela che di giorno tesseva e prolungando il tempo per la sua liberazione, al pari si atteggia il Fato che manovra la vita: distrugge, se vuole tutto ciò che l'umano costruisce con fatica». (p. 115). E allora all'uomo non gli resta che gestire - dietro l'illusione di esserne capace - la propria esistenza di opporsi con la propria volontà, così come faranno i protagonisti dell'avvincente storia.
Leggere “Ordinary” di Emiliano Reali amplia gli orizzonti della vita, aiuta a riflettere e a tutelare se stesso finché ciò sia possibile, perché nulla possa impedirci di vivere serenamente e dignitosamente, affermando la propria identità come diritto senza paure di essere additati o etichettati.
La vita è un'affascinante dono, una misteriosa creazione d'amore e non va sprecata, per tal motivo è opportuno non fidarsi troppo di ciò che sembra ma andare al di là delle apparenze.
È  indispensabile cogliere la realtà smascherandola dal velo delle false morali per salvaguardarsi e non arrivare ad un punto di non ritorno che potrebbe segnare drammaticamente l'esistenza.





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