domenica 23 ottobre 2011

RETROMANIA DI SIMON REYNOLDS (ISBN). Intervento di Stefano Donno

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
A tutt’oggi mi chiedo se il pop sia morto, e se i “fasti” di qualche anno fa siano irripetibili! Mi spiego meglio: la psichedelia impazzava negli anni sessanta, il post/punk nutriva di energia gli anni settanta, l’hip hop faceva ballare gli anni ottanta, il rave devastava gli anni novanta. Nel nuovo millennio si registra invece per la musica una visione “dietrologica” che tenta di rendere per note atmosfere, sensazioni, stimoli che vengono da tutto quell’humus discografico che ha nomi specifici come Police, Sex Pistols, Sonic Youth, Einstürzende Neubauten. Mi ritrovo a passeggiare tra gli scaffali dei negozi di musica e vedo solo "altarini celebrativi" di storiche pop stars e se mi addentro nell’underground dei concerti urbani scorgo garage simil punk o cloni di Amy Winehouse, La Roux e Lady Gaga. Ma cosa sta succedendo? Risponde a questo interrogativo il bravissimo Simon Reynolds che per ISBN esce con RETROMANIA. La domanda sorge spontanea … ma quando finiremo di attingere agli anni d’oro della musica, i vari creative teams cosa si inventeranno? Si riuscirà mai a trovare un po’ di originalità nella produzione contemporanea musicale odierna? Da Cina, Brasile, e altri paesi di nuova economia dove è tanta la voglia di futuro, la musica crea identità sociale e molta  voglia di costruire senso: un esempio? Basta ascoltare gli Animal Collective!. Libro interessantissimo che si legge con estremo piacere ma soprattutto irrinunciabile per chi si sente pop!
Simon Reynolds è il più autorevole critico musicale contemporaneo. Ha collaborato, tra gli altri, con New York Times, The Guardian, Rolling Stone, Observer, The Wire, Uncut. Isbn ha pubblicato Post-punk 1978-1984

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