mercoledì 28 settembre 2011

Le novità di Lupo editore con Francesco Santoro, Stefano Zuccalà, Michele Baccarini





















L’aria che respiro non contiene ossigeno di Francesco Santoro 

Tra sublimazione ed abbisso, i protagonisti di questi racconti surreali ci trascinano verso il mondo dell’Ombra (quello che vogliamo ignorare) per ricordarci che ogni sussulto di desiderio, ogni ideale o sentimento – anche il più elevato – riservano un lato oscuro che solo la condivisione, a volte, rende sopportabile. L’incubo privato e l’inseguimento della pace, fino a disumanizzarsi; l’attesa infinita di chi non giungerà mai, se non per compiacersi della nostra fedeltà; l’aspirazione all’unione totale con l’amato; i colori sognati da chi è immerso nel buio; la subdola malattia che confonde la vita con un ring…fino a quando una famiglia di rondini abusivamente infilatasi in casa non indica la via di fuga. Una scrittura a tratti allegorica, la cui inquietudine è spesso mitigata da una sottile vena di humor. 

FRANCESCO SANTORO - Nato a Cisternino (Brindisi) nel 1981, l’ultimo giorno del mese di giugno. Dopo il diploma si trasferice a Roma, dove frequentata prima l’ Accademia d’arte drammatica Claretta Carotenuto, conseguendo il diploma di primo grado come regista e mettendo in scena l’opera teatrale Le serve di Jean Genet, quindi Arti e scienze dello spettacolo all’università La Sapienza. Si dedica al teatro e partecipa ad una messa in scena di Ragazzi di Vita di Pasolini nel quartiere Pigneto con la regia di Gianluca Bottoni.  Torna in Puglia per ritrovare l’energia necessaria a continuare la sua ricerca personale. Nella sua terra collabora con il teatro sperimentale Knoss di Lecce e continua a scrivere con passione pièce teatrali. Questa la sua prima raccolta di racconti.

Il conto degli avanzi di Stefano Zuccalà 

Ispirati da una sensibilità sostanzialmente fotografica – nella quale le immagini si fanno metafora dell’interiorità – questi “cammei” colgono l’essenza del vivere nei suoi momenti più nudi, in istantanee che parlano di verità scomode e di illuminazioni. La solitudine degli universi individuali, la miseria della maschera, le ambizioni frustrate, le inquietudini che emergono quando la routine si spezza, i momenti di bilancio nel bazar di una vita… tra echi di poesia e duro realismo, si fa strada l’idea che gli esseri umani siano «deserti in cerca di vicinanza», ma anche la certezza della preziosità di ogni esistenza.
“Conosco i personaggi e i pensieri di quei personaggi, il loro modo di sentirsi soli, al fondo, costretti all’angolo, quella ferocia che viene dalla costrizione all’angolo e che ti fa esplodere il cuore” Cesare Basile

STEFANO ZUCCALA’ Nasce nel 1980 e vive a Galatone (LE). Ha pubblicato “Quaderno in la minore” (Manni, 2001, introduzione di Ercole Ugo D’Andrea), “Nadir” (Il Filo, 2004), “D’amore e di altre sevizie” (Zona, 2006, con un saggio di Livio Romano) e scritto testi per Humpty Dumpty (“Pianobar dalla fossa”, 2010)

Infinitamente meno di Michele Baccarini 

Il racconto di un lunga estate in Salento, a partire da come ne è stata concepita e maturata l’idea fino alla sua conclusione. La permanenza in un Altrove tanto diverso dai luoghi conosciuti e un viaggio interiore che l’autore traduce in un ragionare su se stesso e sullo “specifico” salentino, spingendosi a riflettere, per contrasto, sul Nord di appartenenza. E la necessità di annotare, di registrare la diversa realtà, le cose viste e sperimentate – dal panorama superbo ai piccoli gesti quotidiani, dalla filosofia di vita agli accenti dialettali che la esprimono – altro non è che il segno del lavoro interiore in atto, il bisogno di fissare i momenti che, passo dopo passo, scandiscono il percorso. “Qui, qualunque aspetto della vita, nessuno escluso, è come pervaso da un pizzico di sofferenza, che non è tristezza ma il misto fra una venatura di malinconia e la consapevolezza che di facile non c’è niente. Forse perché se fai ben quattrocento chilometri arrivi a Foggia e non a Monaco di Baviera, forse perché Autostrade per l’Italia si ferma a Bari, Alitalia a Brindisi, Trenitalia a Lecce. Poi finisce tutto”. 

MICHELE BACCARINI Nasce a Carpi, pianura Padana, il 19 marzo del 1976. A trentun’anni sente il bisogno di prendersi una pausa da tutto ciò che lo circondava dal momento della nascita. Farsi adottare per due mesi dalle persone di Acquarica del Capo, profondo Salento, ha significato anche abituarsi a non avere intorno case più alte di due piani. E questo libera cielo. Non è poco. Per Lupo editore ha pubblicato anche “Donna di sole, di mare, di vento” (2007)

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