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martedì 6 settembre 2011

Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi di Giuseppe Mazzini (Claudiana). Intervento di Nunzio Festa












Sono profondamente grato al curatore di questo libricino, “Dal Concilio a Dio”, Andrea Panerini, per due diverse ma speculari e riflettenti ragioni: m'ha fatto conoscere da subito la pubblicazione da lui con grazia e senso del dovere curata, ha deciso d'interrogare un argomento che spesso è lasciato ai triti luoghi comuni. Il lavoro raccoglie quattro scritti di Giuseppe Mazzini, e che nel lungo e allo stesso tempo breve periodo delle ricorrenze incontra un tema importantissimo per l'epoca analizzata, la religiosità ma soprattutto la visione della religione nel Mazzini; tre brevi saggi e una preghiera, altamente retorica e certamente in realtà poco letteraria davvero, questa. Il volume in pratica riprendere: “Dal Papa al Concilio”, “Dal Concilio a Dio”, “Dubbio e fede (Ricordi di G. Mazzini)”, “Preghiera a Dio per in piantatori, scritta da un esule”. A spiegare quanto sia stata grande l'importanza della religione nel pensiero, appunto, di Giuseppe Mazzini. Ed essenzialmente per chiarire una serie di posizioni, s'accennava, molte volte catapultate direttamente nella spicciola logica del luogo comune o delle semplificazioni più distruttive. Perché Mazzini, dobbiamo rivedere, lega fortemente il tema centrale nella sua vita, ovvero il desiderio dell'Unità d'Italia e della liberazione a un certo disegno provvidenziale, disegno altrimenti raccontato col ricorso alla necessità della fede – giusto o sbagliato che sia. I testi redatti fra il 1832 e il 1870 sono chiamati, nuovamente, a farci comprendere quanto e come Mazzini volesse una nazione libera certamente dalla sottomissione al papato e nel contempo, addirittura, guidata dalla fede cattolica. Perché, come sappiamo sin dalle scuole di base, quanto meno innanzitutto Giuseppe Mazzini non si batteva per la nascita d'una dittatura. Con questo testo, dotato d'un saggio d'accompagnamento del curatore dell'opera e di dotta presentazione dell'esperto Paolo Ricca, su tutto potremo ricordare che ci sono stati intellettuali, anche criticabili, contestabili, da applaudire a seconda dei casi, ma che hanno insegnato, o almeno provato a farlo, che il punto di partenza per la formazione di quello che una volta si chiamava 'spirito della nazione' o potremmo dire “sentimento del popolo” è sempre e sempre sarà la Laicità. Perché niente è formato. Nonostante l'incedere dei tempi. La colonna vertebrale del popolo italico, anzi, somiglia ancora pressoché a quella d'un imberbe.

Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi di Giuseppe Mazzini a cura e con introduzione di Andrea Panerini e prefazione di Paolo Ricca (Claudiana)

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