mercoledì 27 luglio 2011

Malafede di Maurizio Cotrona (Lantana editore). Intervento di Stefano Donno





















Malafede. Luogo strano, per utilizzare un eufemismo. Malafede è un quartiere costruito da Caltagirone che si trova tra Roma e Ostia. Giordano (che lavora in un Ministero) e Vittoria da Taranto, si trasferiscono proprio lì dove un alone “onto/fenomenico” di simil-plastica fa sembrare che tutto ciò che una coppia può desiderare stia lì, proprio lì e da nessuna altra parte al mondo. Ogni cosa è al suo posto dai praticelli, ai vicini che addirittura non rompono i coglioni. A Malafede Giordano calibra la sua esistenza su ritmi ed equilibri che farebbero impallidire le monomanie ossessive di un detective Monk. Giordano è un personaggio diviso profondamente tra una vita che non sente più sua, un matrimonio rattoppato alla meno peggio e la nostalgia della sua Taranto, dove il padre è rimasto vedovo e pensionato. Conosco Maurizio Cotrona, di chiara fama, sia come scrittore che blogger, e devo dire che non ha mai deluso le mie aspettative, mai! E’ un autore su cui punterei molto già da ora, e che sia poi pugliese, (che va tanto di moda) me ne importa poco. Malafede è un lavoro che si struttura per un meccanismo narrativo da alta “orologeria svizzera”. Dai silenzi alle diverse gradazioni emozionali dei personaggi che si agitano tra le pagine di questo lavoro, Cotrona riesce a farci capire come la felicità sia soprattutto una questione di elasticità e flessibilità che permette a ciascuno di noi di sopravvivere anche in forte carenza di ossigeno. A mio avviso c’è molto del celeberrimo “Il Fu Mattia Pascal” dell’immenso Pirandello in Malafede (opera pubblicata dall’eccellente Lantana editrice), perché Giordano nel recitare la sua parte di coniuge premuroso e ossequioso, indefesso lavoratore, falsamente risolto, gioca con il Destino un gioco sporco, che invece gli presenterà un conto forse troppo salato! Assolutamente da leggere!!!

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