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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    sabato 31 gennaio 2026

    Volevo avere le ali Francesco D'Adamo (Giunti Editore)

    Gabriele da un anno non esce dalla sua camera. Un giorno, all'improvviso, si apre una crepa nel muro della sua stanza, da cui entra odore di mare. Nello stesso momento, sul monitor compare un testo: “Rispondimi per favore, scrivimi. Sono sola e ho tanta paura”. È di una ragazza che dice di chiamarsi Jasmine. Gabriele non vorrebbe rispondere, ma poi lo fa. E così inizia il suo misterioso dialogo con una sconosciuta, che dice di vivere in una tenda accampata sulla spiaggia, in un paese in cui c'è la guerra, e gli racconta la vita quotidiana in quella che chiama Trappola per Topi nella continua paura di essere colpita da una bomba. Gabriele – prigioniero volontario che potrebbe scappare ma non vuole – e Jasmine – prigioniera involontaria che vorrebbe scappare ma non può – continuano a chattare, e dalla fessura sul muro adesso entra anche un po' di sabbia. Gabriele vorrebbe spegnere tutto, chiudere quella crepa – per sempre – perché il dolore del mondo è insopportabile. Ma c'è Topo Jasmine, accampata sulla spiaggia, in quel posto lontano e sconosciuto. Età di lettura: da 12 anni




    Connecting the Community - Exploring Italian-Canadian writing, with Richmond Hiller, Nella Cotrupi

    Maledetti uomini di Andrev Walden ( Iperborea )

    Un romanzo di formazione in cui, con una gioia narrativa che vira nel fiabesco senza cancellare il nucleo doloroso della storia, Andrev Walden rifà suo l’umorismo disarmante e la crudezza innocente del bambino di allora che, maschio tra maschi mediocri quando non violenti, non solo rincorre disperatamente una figura paterna ma si chiede che uomo diventerà.


    Sembrerà strano, ma per Andrev scoprire a sette anni che suo padre non è il suo vero padre è un sollievo: il Mago delle Piante, come ha soprannominato l’ex della madre, era un falso invalido un po’ hippie, capace di insegnare molte cose (a riconoscere erbe e funghi, giocare a scacchi e fare la cacca come gli indiani) ma anche di tirare dei gran ceffoni. È il 1983, e in altri sette anni arriveranno altri padri: l’Artista, che di arte non sa niente ma è un bravo donnaiolo; il Ladro, che gli arrestano davanti agli occhi per taccheggio; il Pastore, che non è un pastore ma solo uno che vede il diavolo negli occhi degli altri; l’Assassino, possessivo e irascibile; e il Canoista, che lo manda appena quattordicenne a lavorare d’estate, anche se in fondo sarà lui a imprimere una svolta alla sua vita. Il vero padre è un uomo dai capelli lunghi e neri, gli ha svelato la madre. Come un indiano. E Andrev, da quando lo sa, sogna che «l’Indiano» mandi uno spirito a portarlo in un mondo di cavalli e cowboy, via da quello marginale della madre, che vive tra i resti dell’anticonformismo degli anni Settanta: lavori saltuari, pochi soldi, niente tv né plastica – e una relazione tossica dopo l’altra. Ma lo spirito non arriva, e intanto Andrev cresce, accompagnato da domande più grandi di lui ma anche dall’affetto materno, dagli amici e poi dai primi amori.





    venerdì 30 gennaio 2026

    Nuper #5 a cura di Franco Manzoni - Una gioiosa fatica (1964 al 2022) di Angelo Gaccione

    Non dormire e sogna di Giuseppe de Alteriis (Bompiani)

    Un romanzo sorprendente, che ci guida attraverso grandi interrogativi. Un inno d’amore per la scienza e al tempo stesso un’indagine appassionata sulla materia di cui sono fatti i sogni.

    «Le neuroscienze sono l'unica disciplina che può creare un ponte tra la narrativa e la verità scientifica, e forse lo faranno proprio a partire dai sogni.»

    Quando, ogni notte, ci addormentiamo, è come se entrassimo in una fase di non-esistenza: eppure nel sonno i nostri neuroni sono attivi. E proprio da quella massa di cellule grigie a ogni risveglio risorge qualcosa di stupefacente: la nostra coscienza. Perché dormiamo? Come nasce il nostro io cosciente? E di che cosa sono fatti i sogni? Affascinati da questi interrogativi, Salvatore e Peppe vivono insieme gli anni del liceo e dell'università, poi però i loro destini si dividono: Peppe rimane a Napoli dai suoi, passa le giornate sui social e non riesce a trovare lavoro. Salvatore, invece, approda negli Stati Uniti, al prestigioso Neuroscience Institute of Consciousness and Sleep. Il NICS è popolato da giovani venuti da tutto il mondo per studiare la mente umana ed è in corsa per il Nobel grazie alle sue scoperte riguardo al sonno tra cui quella, ancora segreta, del Neurosleeper: un elettrodo che consente di addormentare a turno i due emisferi del cervello in modo che non sia più necessario dormire. Rosalyn, per esempio, la geniale irlandese dagli occhi verdi, se lo è fatto impiantare, e ora alterna dodici ore al giorno di assoluta efficienza ad altre dodici in cui può esprimere la parte più creativa e pulsionale di sé. E il prossimo potrebbe essere proprio Salvatore... Con la precisione dello studioso e la sbrigliata fantasia del giovane scrittore, Giuseppe de Alteriis dà vita a un romanzo sorprendente, che ci guida attraverso grandi interrogativi, ci racconta la ricerca scientifica e le nefaste conseguenze del “publish or perish”, riflette sul ruolo delle donne nel mondo accademico e al tempo stesso ci conduce in una rutilante avventura tra Napoli e gli States, e nei suoi protagonisti incarna le speranze, le paure, i sogni della Gen Z, cresciuta nel mondo digitale ma profondamente desiderosa di rimanere umana. Un romanzo freschissimo, scritto con lo stile franto di chi non ha più tempo, un inno d'amore per la scienza e al tempo stesso un'indagine appassionata sulla materia di cui sono fatti i sogni





    Le occasioni di Giovanna di Claudio Morandini (Nottetempo)

     



















    Con una prosa avvolgente e uno sguardo lieve, Claudio Morandini ci racconta quanto sia difficile l’esercizio quotidiano della bontà in un mondo sempre più sordo e smarrito.


    Giovanna, insegnante di liceo da poco in pensione, è una donna mite ma determinata, naturalmente incline al bene. A scuola la rimpiangono, lei che si è sempre spesa per tutti, alunni e colleghi. Ora riempie le sue mattinate facendo volontariato nel canile della città; si dedica poi alle amiche e a un’anziana vicina di casa piuttosto acida; infine si prodiga in lezioni gratuite a ex allievi o ai baldanzosi frequentatori dell’università della terza età. Al canile sono gli animali vecchi ad attirare le sue attenzioni, quelli che nessuno degna di uno sguardo, e che lei accompagna in lunghe passeggiate. Giovanna si è legata soprattutto a Serena, una cagna di cui si sa ben poco, circospetta, paurosa, e cerca in tutti i modi di conquistarne la fiducia, moltiplicando i gesti di affetto. Ma questa confortante stabilità viene incrinata da alcune circostanze inaspettate, e i progetti in cui Giovanna si è impegnata più a fondo si distorcono in occasioni sciupate, tra rimpianti, disillusioni, risentimenti. A quel punto, la sua vita prenderà una svolta sorprendente

    giovedì 29 gennaio 2026

    Oppure il diavolo di Luca Tosi (Terra Rossa)

    Con questo personaggio in bilico tra la rovina e il riscatto Luca Tosi rivela le ferite del pregiudizio, i suoi effetti. E se qualcosa non torna, ci dev’essere lo zampino del demonio, c’è da scommetterci.

    Ci sono disgrazie nella vita che possono imbastardirti l’anima e i pensieri: Natale ne ha avute almeno due, una madre manesca e insofferente e vivere a Poggio Berni, frazione di molte dicerie e pochi abitanti – riuscirà a metterseli contro tutti e a escogitare poi vendetta. È lui stesso a raccontarci questa storia dalle conseguenze impreviste e dai desideri indecifrabili, con una voce ironica che sa mostrarci il mondo e i sentimenti come non abbiamo mai pensato possano essere




    Quattro presunti familiari di Daniele Mencarelli (Sellerio Editore Palermo)

     Il maresciallo Damasi e l’appuntato Circosta sono alle prese con il rinvenimento di uno scheletro nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina. Il nuovo romanzo di Daniele Mencarelli. Un enigma che svela un mondo nero, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza, in cui si aggirano personaggi macchiati dalla colpa, intossicati da errori e sogni. In loro si annida la luce di un riscatto.

    Nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina, viene rinvenuto uno scheletro con qualche brandello di pelle. Questi poveri resti sono finiti nella macchia molti anni prima, solo la fatalità e le particolari condizioni ambientali hanno potuto salvaguardarli. A occuparsi del caso sono i carabinieri di Latina, nella persona del capitano Damasi e dell’appuntato Circosta, un giovane senza tante pretese né qualità, ma con una fame insaziabile di esperienza. Bisogna dare un nome a quelle ossa, per questo vengono convocate quattro persone, quattro presunti familiari. In tutto tre famiglie che hanno denunciato, in epoca compatibile con lo stato dei resti, la scomparsa di un loro caro. Chi avrà lo stesso Dna recuperato dallo scheletro vincerà una lotteria lunga anni di speranze e ricerche vane. Potrà finalmente piangere il proprio congiunto sparito nel nulla. Daniele Mencarelli in questo romanzo fa qualcosa di nuovo e forse di inaspettato. Attorno a un enigma che agita nei personaggi parole segrete risvegliando spettri di dolori irrisolti, ci mostra un mondo nerissimo, intriso di desiderio e nostalgia del potere, di forza e violenza. A raggrumarlo, a cementarne le fondamenta, c’è un’energia che viene da lontano, che mai è scomparsa e sempre si trasforma, cristallizzata nelle strade, nell’architettura, nella storia di una città, Latina, che per alcuni continua a chiamarsi Littoria. Un’energia che entra nei corpi e nelle menti, diviene pulsione odiosa, deflagrazione di virilità frustrata, gesto feroce e autorità implacabile, divisa d’ordinanza e consuetudine alla sopraffazione, scansione di ordine e gerarchia. In queste oscurità si muovono le anime che Mencarelli come pochi sa raccontare, figure macchiate dalla colpa, assuefatte alla disperazione, intossicate da errori e sogni. In loro si annida il tesoro più prezioso, la luce di una redenzione e di un riscatto, l’attimo folgorante in cui il male diviene verità, senza vincoli e coercizioni




    mercoledì 28 gennaio 2026

    I fratelli Meraviglia di Matteo Cavezzali (Mondadori)

     




















    Alfredo e Franco crescono negli anni Trenta, in una Romagna che sa di campagna e di mare, quasi ignari del mondo in cui si sono trovati a vivere, tra le marce fasciste, la scuola autoritaria, l’echeggiare lontano di oscure minacce, dentro i giorni scanditi dai giochi, dal pane con la marmellata, e dalla voce di una madre che raccomanda alla famiglia di rimanere unita: «Un ramo solo si rompe, ma tutti insieme no». Alfredo e Franco sono tanto diversi quanto inseparabili. Uno discreto, silenzioso, sognatore; l’altro inquieto, coraggioso, ribelle. Quando arriva la guerra la loro infanzia finisce, risucchiata dal caos. Alfredo sembra scomparire nel nulla, il fratello vuole ritrovarlo, a qualsiasi costo. L’Europa è in fiamme, tra massacri e macerie. Solo un sentimento di giovane e spavalda risolutezza può guidare Franco alla ricerca del suo sangue in mezzo al sangue di tanti. I fratelli Meraviglia attraversa la storia italiana ed europea per raccontare ciò che la Storia non sa dire: la forza del legame tra due fratelli quando il mondo sembra non avere più voce. Un romanzo sulla memoria, sulla fratellanza, sull’amore e sul coraggio di restare umani.

    Quattro donne di Emilio Jona (Neri Pozza)

    È il 1943 quando i membri della famiglia Jona comprendono che la parvenza di normalità che hanno finora cercato di mantenere rischia di metterli in pericolo. Decidono di entrare in clandestinità; ma non possono farcela da soli, anche perché la madre è gravemente malata. Fidarsi può risultare fatale e gli Jona non possono contare che su di un manipolo di persone. Saranno quattro donne a dimostrare loro una fedeltà e un coraggio tali da renderne imperituro il ricordo.
    Cecilia è arrivata dal Veneto per occuparsi del più piccolo di casa, Cianino; con sé aveva solo una valigia di cartone e un unico abito, continuamente rammendato. Quel lavoro per lei è vita, ma al putel, come usa chiamarlo, si è affezionata come fosse suo figlio. E da madre si comporta, mentendo e dissimulando pur di metterlo in salvo. Teresa, casalinga, e il marito Fiorenzo, professore di lettere, sono invece i salvatori di Giulio, che nascondono nella loro casa modesta ma allegra. Per il bambino quelli trascorsi con loro sono giorni lieti in un tempo di drammatici abbandoni, finché un delatore rovinerà ogni cosa. Marì, sguardo schietto, voce ferma, dal canto suo si prende cura di Emilio. Lo nasconde in montagna, raccontando poco di sé, della sua infanzia in Brasile proseguita in quella valle ruvida e remota a cui lei tanto somiglia. L’ultima, ma non per importanza, è Delfina, l’impiegata dello studio dell’avvocato Jona che, caricatasi sulle giovani spalle il peso di quella famiglia dispersa, tesse i fili di affetti lontani e li lega saldamente alla propria esistenza. In questo inno polifonico all’eroismo gentile, etico e lirico insieme, Emilio Jona ci mostra, con una scrittura sorvegliatissima, le vite di donne dal coraggio silenzioso e spontaneo, protagoniste di una vicenda privata che si fa racconto universale.

    Solo ora, spinto dalle circostanze, mi decido a scrutare un poco dentro la sua vita, oltre la sua riservatezza, a sottrarla alla fitta rete di dimenticanza o di omissioni che la nascondono. Delfina è stata per venti mesi il cordone ombelicale che ci ha mantenuto in vita; se fosse stata arrestata, se avesse parlato, se fosse morta, noi tutti saremmo scomparsi con lei. Partendo da questa stanza pulita e anonima dove sta naufragando la sua vecchiaia, vorrei allora provare a fare un po’ di luce, a sbocconcellare a morsi un poco del suo passato e tradurlo in scrittura, in memoria.




    martedì 27 gennaio 2026

    DEGRADO PARADISO Ray Banhoff Un romanzo in versi con un Gratta e Vinci in copertina - Transeuropa edizioni (dal 23 febbraio disponibile)

    Degrado Paradiso è una raccolta importante, lucida, rabbiosa, tenera quando serve, mai compiacente. 

    I versi di Banhoff sono fendenti: tagliano il presente con un’ironia disperata e visionaria, come se la poesia fosse l’unico modo per raccontare ciò che resta dell’umano dopo l’apocalisse del senso. Storie minime, ritratti acidi, graffi pop, lampi di filosofia sporca e dolente.
    Un poema cut-up, con la partecipazione dello scrittore Davide Bregola alla cura del testo.

    Degrado Paradiso è anche un tour itinerante di stand-up poetry in tutto il Paese. Le performance si terranno nei bar anziché nelle classiche librerie.

    Banhoff canta i quarantenni senza rendita né gloria, quelli costretti a lavorare perché non campano con un’eredità di famiglia, ma che per anni hanno letto, suonato, studiato, ipotizzato movimenti letterari o rock band e oggi si trovano inglobati nel cortocircuito consuma-produci-muori ma ancora capaci di desiderare, e proprio al culmine della loro disperazione.

    La vita esiste laddove non te lo aspetti, tra ubriaconi del bar, strade provinciali, Gratta e Vinci come se non ci fosse un domani, centri commerciali pieni di ciccioni e burocrazia della vita, senza ideali politici da social, senza i maledetti like. Tra letti e donne e amori finiti male, in provincia, qui si prova a combattere l’apatia.

    Ma non chiamatela Resistenza: è solo la realtà


    Si firma Ray Banhoff ma è italianissimo. Gianluca Gliori, classe 1982, toscano, scrittore e fotografo, oggi è un insegnante di sostegno e di italiano alla scuola elementare e media per scelta. Ha collaborato come editorialista per L’Espresso, Rolling Stone Italia, Style, Playboy. È stato fotografo per Radio 105, Virgin Radio e RMC fino al 2016, poi è fuggito da Milano. Al culmine della sua carriera di creativo torna in Toscana e si laurea in Lettere per dare seguito a ciò che avrebbe sempre voluto fare: lavorare con i ragazzi. Ora partecipa solo a progetti selezionatissimi e collabora con IED Firenze. Nel 2020 ha dato vita a Bengala, consigli di lettura da un luogo sperduto, una seguita newsletter settimanale di controcultura. È autore di auto-pubblicazioni punk come: Fie (foto rubate di donne in strada a Milano) e Canini. Ha scritto e fotografato i sosia di provincia con Supersosia (2025) che è divenuto una mostra al Cortona on the Move del 2025 e raccolto quelli di Vasco Rossi in Vasco Dentro (Crowdbooks, 2018). Per NFC Edizioni ha pubblicato un volume monografico nella collana Luminous (2021) e il suo primo romanzo: Vita da autodidatta (2024). Bengala - la newsletter Paolo Proserpio è art director / graphic designer, docente allo IED di Milano, esperto di packaging e tecniche di stampa.





    Un corvo nero contro i muri invisibili del pregiudizio

    L’inclusione si impara da piccoli. È con questa consapevolezza che Isabel Cintra, autrice brasiliana pubblicata in diversi Paesi, arriva in Italia con “Il Corvo Postino”, un libro illustrato che invita i bambini a guardare oltre il colore, i confini e le differenze, attraverso una storia delicata e simbolica sul pregiudizio.

     

    Bologna, 26 gennaio 2026. Le cronache dagli Stati Uniti raccontano frontiere che si irrigidiscono e comunità che si dividono. È un momento in cui le parole contano e arrivano anche alle orecchie dei più piccoli. Isabel Cintra, autrice brasiliana con opere pubblicate in tutto il mondo, arriva in Italia e lancia il libro illustrato per bambini che ha come protagonista un uccello nero, lasciando un sottile messaggio contro il razzismo.

    Il Corvo Postino è l’opera di una serie di favoleß che condivide un fil rouge ben riconoscibile: protagonisti neri che riflettono sul coraggio, sui sogni, sulla resilienza e sulla fantasia.

     

    Il Corvo Postino edito in Italia da BABIDI-BU ha come protagonista Geppino, un corvo che sognava di volare accanto alle imponenti colombe bianche. Mafalda la Civetta, l'inflessibile e autoritaria responsabile del servizio postale della foresta, seguiva meticolosamente il percorso di ogni piccione viaggiatore. Questi personaggi memorabili danno vita ad una storia toccante e stimolante che colloca la scrittrice Isabel Cintra a pieno titolo nel panorama italiano dell’editoria per bambini.

     

    “Quel protagonista è nato con me: - ha raccontato Isabel Cintra -  da bambina lo sentivo ogni volta che il pregiudizio mi metteva paura. Crescendo ho capito che non serviva restare in silenzio e che quelle paure potevano trasformarsi in parole capaci di avvicinare. Ho iniziato a scrivere il libro nel 2014, quando è arrivata la mia seconda figlia; nel 2017 l’ho rivisto per il Premio OffFlip, dove è stato selezionato tra i racconti vincitori. E oggi sono felice che sia arrivato anche in Italia”.

     

    Le illustrazioni

    “Mio fratello, Zeka Cintra, è l'autore delle illustrazioni di tutti i miei libri, - continua Cintra - e questa è una benedizione, perché la nostra complicità, sia sul lavoro che nella vita, è molto forte. Questa partnership unica si traduce in una simbiosi di parole e colori che esprimono valori come tolleranza, uguaglianza e rappresentanza. Un modo di parlare di razzismo senza menzionarlo, che usa sottigliezza e leggerezza, come strategie, per avvicinare il pubblico dei bambini alla discussione di temi così complessi”.

     

    Informazioni sull’autrice

    Isabel Cintra, originaria di São Joaquim da Barra, San Paolo - Brasile, crede nel potere dei libri di cambiare le persone e nell'importanza della rappresentazione nella sua scrittura.  Con il racconto *Corvo-Correio*, è stata tra i vincitori del Premio Letteratura Off Flip 2017, a Paraty (RJ). Attualmente vive a Stoccolma, Svezia.

    I suoi  trasferimenti in altri Paesi sono cominciati in Portogallo, dove si è trasferita con il fratello, l'illustratore e designer Zeka Cintra, e ha pubblicato il suo primo libro nel 2015.

    L'opera è stata lanciata anche in Angola, dove l'autrice partecipa ad altri progetti e ha pubblicato un libro sull'infanzia della regina Nzinga d'Angola nel dicembre 2020. Ha partecipato a produzioni ed eventi che promuovono la letteratura in portoghese al di fuori del Brasile, soprattutto in Europa, in città come Francoforte, Parigi e Londra. Recentemente, ha lanciato una raccolta di fiabe negli Stati Uniti.

     

    Altre pubblicazioni:

    ”Bem-vindo a cidade” - 2016

    “The Princess and the Mirror” - 2020

    “The Great Little Tailor” - 2020

    “The Sweetest Ladybug” - 2021

    “Nzinga Menina Rainha” - 2022


    Sinossi

    La storia di un bellissimo piccolo corvo nero che ha sognato per tutta la vita di volare accanto agli imponenti piccoli piccioni bianchi e di entrare a far parte del tradizionale gruppo di uccelli messaggeri. Un sogno impossibile, secondo il capo postino della foresta, Mafalda la Civetta. I corvi non erano benvenuti nel gruppo selezionato di piccioni viaggiatori. Una storia divertente che affronta temi importanti come la diversità e la tolleranza. Vogliamo volare con Geppino il Corvo in questa bellissima avventura?

     

    Il corvo prese fiato e andò dritto al punto:

    "Voglio candidarmi per diventare postino!"

    Il gufo, con calma, senza interrompere quello che stava facendo, rispose:

    "Ma tu sei un corvo! Avrai sicuramente sentito dire che i corvi non sono bravi a fare i postini. Lo sanno tutti!"

    (Corvo-Postino, p. 8)




    lunedì 26 gennaio 2026

    L'incanto del sensibile. Percezione e linguaggio in un mondo più-che-umano di David Abram (Nottetempo)

     Per migliaia di generazioni, gli esseri umani si sono sentiti e concepiti come parte della più larga comunità naturale, in relazione attiva non solo con la propria specie, ma con tutto il vivente: animali, piante e ciò che il pensiero occidentale avrebbe poi definito “inanimato” – venti, montagne, foreste, acque, fenomeni atmosferici. Come siamo arrivati a recidere quest’antico vincolo di reciprocità con l’universo naturale? E in che modo possiamo recuperare una correlazione vitale con il pianeta? David Abram attinge alla filosofia fenomenologica, all’animismo, alle storie orali delle popolazioni indigene nordamericane, alla tradizione ebraica e all’antichità occidentale precedente l’avvento della scrittura alfabetica per perlustrare la connessione fondativa di percezione, linguaggio e cognizione umana con il “mondo più-che-umano” (espressione che ha avuto una grande fortuna tra gli studiosi e gli attivisti ambientali) del quale la nostra specie fa parte: vale a dire, “la biosfera così come viene percepita e vissuta dall’interno dell’intelligenza corporea dal vigile animale umano, che è parte integrante del mondo di cui fa esperienza”. Ritrovare il “sensibile” nel rapporto poroso con l’ambiente animato significa dunque riscoprire l’incanto di un mondo “avvolgente”, da cui continuiamo a dipendere. In un libro che coniuga una scrittura affascinante alla passione, al rigore scientifico e all’audacia intellettuale, troviamo una riflessione illuminante per tornare a meravigliarci in un mondo più-che-umano




    SCELTE incontra Erri De Luca

    Le simmetrie nascoste. Perché la fisica è alle radici dell'intelligenza artificiale di oggi e di domani Giorgio Parisi (Rizzoli)

    I sistemi semplici si somigliano tutti, ogni sistema complesso è complesso a modo suo. Così, parafrasando l'incipit di Anna Karenina, Giorgio Parisi - premio Nobel per la Fisica nel 2021 proprio «per contributi rivoluzionari alla teoria dei sistemi complessi» - introduce la sua visione della complessità, che non è una nuova scienza, ma «un modo nuovo e diverso di guardare la natura». In questo libro, Parisi mostra il cammino che, a partire dalla nascita della fisica statistica nell'Ottocento, e dunque dall'introduzione della probabilità nelle leggi fisiche, ha condotto allo studio e alla descrizione matematica dei «comportamenti collettivi emergenti», quelli cioè che compaiono solo se il numero di agenti coinvolti (elettroni, molecole, neuroni, individui...) è elevato, e quindi non è possibile capirli guardando al comportamento dei singoli elementi. È l'ambito di fenomeni come la magnetizzazione dei vetri di spin, leghe metalliche composte per esempio da una piccola percentuale di ferro diluita in oro. Le scoperte di Parisi in un campo così lontano dall'esperienza comune non solo gli hanno fatto vincere il Nobel, ma hanno condotto allo sviluppo di tecniche fondamentali nel mondo di oggi, per l'ottimizzazione delle risorse, per la gestione delle reti, e soprattutto nell'intelligenza artificiale, dalle prime reti neurali ai Large Language Models e oltre, a cui sono dedicati gli ultimi capitoli del libro. Il racconto di Parisi è una dichiarazione di fiducia nella scienza pura, guidata dalla pura curiosità: è giusto, è bello affrontare problemi scientifici per il gusto di farlo, non per le presunte ricadute pratiche (che magari ci saranno lo stesso, per le vie più impreviste). Ma la sua fiducia non è cieca: le pagine finali esaminano i tanti rischi dell'intelligenza artificiale, a partire da quello, molto concreto, del monopolio, e indicano alcune possibili vie per una scienza e una tecnologia al servizio dell'umanità





    domenica 25 gennaio 2026

    PARADISO di Dana Ghetilieri (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

     In un panorama letterario spesso omologato, arriva in libreria un’opera destinata a far discutere: “PARADISO” di Dana Ghetilieri. Pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno con la prefazione della sociologa Daniela Danna, il libro è un poema narrativo in 33 canti che recupera la struttura classica dantesca per raccontare un futuro prossimo (gennaio 2026) inquietante e profetico.

    La protagonista, Dana la “Furiosa”, si risveglia in un mondo post-bellico dove l’umanità è divisa. Da un lato la Natura ferita e sfruttata, dall’altro una Metropoli iper-tecnologica governata da un’Intelligenza Artificiale (il Cervello Supremo) che impone il controllo totale tramite crediti sociali, sorveglianza biometrica e la promessa illusoria dell’immortalità digitale.

    Ghetilieri non usa mezzi termini. La sua è una satira politica sferzante che affronta i temi più caldi e controversi del nostro tempo: la maternità surrogata (vista come sfruttamento delle donne), le derive dell’identità di genere, la gestione pandemica e l’ecologia di facciata. Attraverso incontri con personaggi simbolici – dalle madri ribelli ai giovani pentiti della transizione di genere – l’autrice costruisce un manifesto ecofemminista che invoca un ritorno alla realtà corporea e biologica contro l’alienazione virtuale.

    “Il modello di soluzione di fronte a qualsiasi problema è trovare qualcosa da controllare,” si legge in esergo. Ghetilieri smaschera questo controllo, mostrando come la vera salvezza non risieda nel “transumano”, ma nel recupero dei legami umani autentici e nel rispetto dei limiti naturali.

    “Paradiso” non è solo poesia: è un romanzo d’avventura in versi, un atto di accusa contro le derive etiche della scienza senza coscienza e un invito a riscoprire la libertà oltre lo schermo.

    Dana Ghetilieri ha attraversato inferni e paradisi delle anime, accompagnata da Saffo ne L’infernale tragedia, un viaggio femmolesbista (evidente inversione ironica di “lesbofemminista” mettendo al centro l’essere donna) sulla falsariga dell’Inferno dantesco, spaziando dalla Città delle Donne (quella descritta nel medioevo da Christine de Pizan) alle metropoli della Rivoluzione industriale, dall’antica Lesbo a quella attuale, dalla torre delle Erinni (nella sua versione: Olympe de Gouges, Louise Michel e Mary Wollstonecraft) al salotto di Natalie Clifford-Barney nella Parigi degli anni Venti e così via (dalla prefazione di Daniela Danna)

     

    Dati Editoriali: Titolo: PARADISO Autore: Dana Ghetilieri Editore: I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

    qui :

    https://www.leccecronaca.it/index.php/2026/01/17/novita-editoriali-linquietante-paradiso-di-dana-ghetilieri/



    Tecnomonarchi di Alessandro Mulieri (Donzelli)

     Siamo entrati nell'epoca dei tecnomonarchi. Una nuova rivoluzione reazionaria, concepita tra la Silicon Valley e i circoli intellettuali della destra americana e basata su sofisticate tecnologie di sorveglianza e controllo, è divenuta oggi programma politico a Washington. I suoi protagonisti sono imprenditori tech, ideologi e politici animati da una visione del mondo fondata sul ritorno a idee arcaiche di diseguaglianza, gerarchia naturale e monarchia assoluta. Il loro obiettivo? La fine della democrazia




    Monogamia. Storia di una eccezione di Marzio Barbagli (Il Mulino)

     Dalle poligamie aristocratiche alle monogamie seriali, dalle concubine cinesi ai divorzi occidentali. Una storia viva, di grande attualità. «Nelle culture umane è la monogamia che è rara, mentre è comune la poligamia». Partendo da questa tesi dell'antropologo inglese Jack Goody, Marzio Barbagli ricostruisce la storia - in Europa, nelle Americhe, in Asia e in Africa - delle norme sociali che prescrivono con quanti individui gli esseri umani possono sposarsi, o convivere more uxorio per un certo periodo di tempo, simultaneamente o in sequenza, rendendo legittimi determinati legami e definendo chi ha accesso alla successione ereditaria e alla distribuzione della proprietà. Il passaggio dalle diverse forme di poligamia alla monogamia indissolubile e a quella seriale, alle convivenze, al matrimonio fra persone dello stesso sesso e al poliamore, permette di capire come e perché siano mutati i modi di formazione, trasformazione e dissoluzione delle famiglie, insieme alle relazioni interne e ai rapporti di parentela




    sabato 24 gennaio 2026

    Recensione Libro : Hideaway, di Penelope Douglas (BOCCIATO)

    Dal 27 gennaio 2026 per Feltrinelli - Il silenzio dell'opinione pubblica di Zygmunt Bauman, Ezio Mauro

    Che cosa resta dell’opinione pubblica nell’epoca dei social, delle bolle digitali, dell’informazione infinita e dell’attenzione ridotta a un lampo?


    In un dialogo serrato, Ezio Mauro e Zygmunt Bauman si confrontano sulla trasformazione dell’agorà in un labirinto di solitudini connesse, dove la politica perde presa sulla realtà e i cittadini scivolano nell’impotenza e nel risentimento. Ne nasce una mappa lucidissima del nostro presente: la crisi dei media, la cultura dell’oblio, la secessione delle élite, la paura dell’altro, la fragilità delle democrazie. Ma, nel cuore di questa epoca senza opinione pubblica, Bauman e Mauro rivendicano l’ostinazione del pensiero critico e della speranza: l’unica forza capace di restituirci parola, responsabilità e futuro