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    mercoledì 23 settembre 2020

    Valentina Casadei (5 inediti)

     

    1.

    Addolorata nella parola

    nella convalescenza della luce

    ridai alla cornice del capo

    una parvenza di paradiso

    aureole come aloni di sporco

    e tutto vola

    nel turbinio

    del tuo soffio mesto

    mentre Itaca è in fiamme

    e attende corpi grondanti

    che abbraccino le fiamme

    e spengano il dolore dell’incendio

     

    2.

    Stipulato il patto

    tra il sogno

    e la sveglia

    apro un occhio

    ti chiedo solo di nasconderti bene

    e illudere il passaparola

    della consistenza del solco che lascia

    il pensiero nel mio alveolo

    e la riverenza del perdono

    soffoca dubbi e dinieghi

    scoppia la crisi della presenza

     

    3.

    Ero solita ricordarmi a memoria

    il sentiero verso la radura

    verso i mattoni rotti

    la casa vecchia

    la forma dell’abbandono è indefinita

    il suo contorno irregolare

    come il neo che pungolo

    l’isola che accoglie le mie paturnie nuove

    impregnate fra le mura

    correvo come bambina

    i capelli erano tentativi di paracadute

    ma la gravità mi era amica

    volavano solo i miei umori strani

    spendevo parole come centesimi

    le compravo care

    scavavo in profondità e ritrovavo i diamanti

    un capriolo zampettava nei suoi passi di danza

    vedevo nel suo essere

    tutto il peso del mio corpo stanco

    che trascinavo come fagotto

    -      - coperta e bastone e qualcosa di più, il tesoro dei pirati -

     

    4.

    Sembri di cartapesta

    se cadi

    le tue briciole minuscole

    impossibili da spazzare

    contaminano il gelo della piastrella

    si mimetizzano con i pulviscoli

    di polvere

    coi quali s’involano

    nella gravità della resurrezione

    il bue e l’agnello riscaldano col fiato

    il tuo corpo nudo

    le tue braccia aperte

    la tua crocefissione mortale

    è ora di dormire

    chiudere gli occhi arresi al buio

    che non conosce ombre

    ma sfumature scure di fogli sbavati col gomito

     

    5.

    Un barcone di identità

    naufraga

    nel mare sporco

    nell’inospitale onda che spegne il fuoco

    e ammazza la brutalità del pesce

    il gregge bela

    e il sale brucia sugli affanni

     

     

    INFO LINK

    https://www.valentinacasadei.com/ 

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