sabato 25 settembre 2010

Romamoremorte. Racconti di Aristos, Cristina Del Ferraro, Marco Marsullo, Mauro Petrelli (Enzo Delfino editore)












Un libro, quattro scrittori, quattro racconti in cui i personaggi vivono e uccidono, camminano, strisciano, parlano, e i pensieri muoiono.
Sono storie di emarginazione, di violenza, di sesso, di amore impossibile da comunicare e destinato a finire in maniera dolorosamente tragica. Sono storie che si svolgono a Roma, una Roma di panni stesi, autobus sporchi, rumori di sottofondo, la Roma delle periferie vecchie e nuove che non è certamente (come non lo è mai stata) la città che si offre in pasto ai turisti, immobile, più che eterna.
L'atmosfera va dal pulp de noantri al racconto romantico, dal realismo feroce alla genesi di un racconto, scivolando in un'agevole lettura ma sempre con una caratteristica fondamentale: nascere da un punto di vista uni(vo)co che, ingrandendo e deformando un particolare aspetto della realtà, ce ne rivela il meccanismo complessivo. Ciascuno con il suo stile, eclettico e aderente alla situazione. Tutti con una dote: farsi leggere volentieri, che in fondo è ciò che si chiede a uno scrittore.

tratto da CONFESSA, MALEDETTA di Marco Marsullo

[...] Mancava un’ora alla mezzanotte quando il cellulare gli prese a suonare nel silenzio tombale che lo attorniava. La Primavera di Vivaldi. Metallo ebbe un sussulto e il cuore gli schizzò in una tachicardia
che pareva un assolo di batteria. Istintivamente si portò la mano al petto. Aveva avuto un infarto qualche mese prima e il medico gli aveva categoricamente imposto di non fare sforzi e di non rischiare stupidi spaventi. Come questo, ad esempio. Boccheggiando come un’orata pescata, infilò la mano tremolante nel giubbotto nero di nappa col pellicciotto, ottenendone un vecchio cellulare avvolto in un fodero sgualcito di
tela. Fissò lo schermo per un momento, poi lasciò precipitare verso il basso il braccio che teneva il telefono, come a scaricare una tensione insostenibile. Soffiò fuori dalla bocca un respiro più rumoroso, poi rispose.



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