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giovedì 24 giugno 2010

Hanna e Violka di Rossella Piccinno (dvd, Kurumuny edizioni). Intervento di Stefano Donno




E’ chiaro come oramai l’Italia, abbia dimenticato con estrema facilità le sofferenze dei suoi migranti, quando partivano verso il Nord della nostra patria, e a volte anche al di là dei suoi confini, per andare a spaccarsi la schiena nelle miniere del Belgio o lavorare in Svizzera per poter inviare qualche soldo in più indispensabile a colmare i bisogni di mera sopravvivenza delle loro famiglie. E sembra che ora la geografia antropica del bisogno non sia cambiata più di tanto, o meglio non sia cambiata per alcuni paesi dell’est europa. Hanna Korszla è una delle 1.700.000 badanti presenti in Italia, ed ha trovato lavoro in Salento a Ruffano, oramai da tre anni, condividendo la sua vita con quella di Gina e Antonio, un anziano, quest’ultimo, alle soglie dei novant’anni, malato di Alzheimer, del quale si occupa quasi 24 ore su 24. Violka, sua figlia, di appena diciannove anni, polacca e senza lavoro arriva nella casa di ‘Ntoni dalla Polonia, e da l’opportunità a sua madre di ritornare a Chlem, la sua città, per riabbracciare i suoi familiari e a riallacciare i fili della loro memoria e del loro vissuto. Rossella Piccinno, rappresenta sicuramente una rivelazione nel panorama delle giovani registe italiane, soprattutto perché è riuscita a raccontare con forza e audacia, attraverso delle immagini, la trasformazione sociale di un paese come il nostro, che sta invecchiando a ritmi paurosi, che sta mettendo in discussione le strutture e i ruoli all’interno della famiglia, che è oggetto di costanti flussi migratori. “Hanna e Violka” è una grande lezione di vita, sulla capacità e la forza delle donne di affrontare le avversità della vita, con un pizzico di ironia e leggerezza “Hanna e Violka” è un puntuale e calibrato lavoro antropologico attraverso un video che ricontestualizza delle vite che altrimenti passerebbero nell’oblio della nostra quotidianità


Kurumuny edizioni

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