mercoledì 29 aprile 2020

L' ultima canzone di Bobby di March Alan Parks (Bompiani)

Forse era diventato un poliziotto come tutti gli altri. Il tipo di poliziotto che aveva giurato di non diventare mai
«Parks possiede qualità e malie talie da permettere alla sua opera di distinguersi dalla dozzinalità dei molti, troppi figliastri cresciuti all'interno della corrente noir» - Omar Di Monopoli, Tuttolibri
«Con una lingua fulminea, rudiva e cristallina, Alan Parks si coferma uno dei maestri più sinceri e dannati del noir contemporaneo» - Orazio Labbato, Vanity Fair
Glasgow, luglio 1973. Bobby March, rockstar in declino dopo un lampo di gloria con i Rolling Stones, viene trovato morto in una camera d’albergo, la siringa nel braccio. Alice Kelly, tredici anni, è scomparsa. Il caso viene affidato all’ispettore Harry McCoy, incaricato anche di ritrovare un’altra ragazzina, Laura, nipote dell’ispettore capo Murray, in apparenza fuggita di casa. Le indagini si rivelano più fumose del previsto. Districando un groviglio di intrighi e menzogne, l’ispettore McCoy, affiancato dal fido Wattie, lotta contro il tempo per trovare Alice e Laura. Ma chi è il colpevole quando i colpevoli sono troppi? Come si può accusare qualcuno se nessuno sembra innocente? E dove sono finiti gli appunti musicali su cui Bobby March contava per tornare alla ribalta? In una Glasgow più nera dei suoi crimini un altro caso per il tormentato ispettore McCoy, tra grande musica e un disperato bisogno di umanità.

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