giovedì 12 luglio 2018

Tanto fumo dentro tanta nebbia fuori nella macchina di Neal di Maurizio Leo























Parole definitive. Scene di un finale. Interni in abbandono. Esterni desolati. Destini inchiodati. Esistenze consumate. Tutto è già accaduto. Non c’è nulla che possa più accadere. Chi e cosa doveva venire, avvenire, è venuto, avvenuto. Chi e cosa doveva andare è andato. Non c’è da aspettare: niente, nessuno. Non c’è orizzonte. Non c’è memoria. Tutto quello che si vede è solo una figura. Sono figure superstiti quelle che guardano se stesse in questa poesia di Maurizio Leo che sfilaccia il Novecento e s’insinua nei sotterranei di questo secolo nuovo, di questo nuovo millennio. I paesaggi sono pozzanghere. Le creature immobili. Le storie contratte. Il lessico essenziale, strizzato come straccio, sorvegliato come se volesse, potesse sottrarsi, sfuggire alla trama, addirittura al pensiero.

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