venerdì 15 gennaio 2016

Del perchè per certi versi non sono d'accordo con Roberto Cotroneo sulla scarsa qualità letteraria di Fabio Volo. Intervento di Stefano Donno

 














Un amico fotografo Giorgio aveva letto Fabio Volo

e gli era piaciuto pure tanto e per questo

aveva cominciato a comprare un libro dopo l'altro

e proprio non gli dispiaceva … tutt'altro …  ha iniziato

ad apprezzarlo Fabio Volo ad amarlo addirittura.



Aveva detto che non era male Fabio Volo e allora

in preda ad un vero attacco di panico aristocratico

facendo un pò il radical chic del cazzo l'ho bloccato

e gli ho detto di dirmi cosa nello specifico per lui è straordinario.



Giorgio questo mio amico fotografo mi guarda severo

e dice che Fabio Volo è un grande per tutta una serie di ragioni

ma per lui darmene 4 di ragioni era più che ovvio anzi scontato.



Ti dice che cosa significhi responsabilità e complessità

dello stare insieme a qualcuno per davvero …

ti parla degli inconfessabili segreti di famiglia che spesso

seguono tutti noi come fantasmi sino alla tomba …

racconta il dolore della vita che qualche volta può piegarti in due

o della felicità caleidoscopica che ti fa ridere, commuovere, emozionare …

ti porta a fare un viaggio lento introspettivo alla ricerca di te stesso

e dei tuoi sentimenti più veri, quelli più autentici, quelli più profondi

che quando vengono fuori

ti danno il coraggio di buttarti di provare

e perché no magari anche di sbagliare.



Poi è arrivato il mio turno e ho letto anche io Fabio Volo

e devo dire che il mio amico fotografo Giorgio non ha torto

e i suoi quattro motivi mi bastano e avanzano.



Ecco il  perchè per certi versi non sono d'accordo

con Roberto Cotroneo sulla scarsa qualità letteraria di Fabio Volo

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