venerdì 22 maggio 2015

Tutte le strade portano a noi. A piedi da Milano a Bari di Alcide Pierantozzi (Laterza). Intervento di Nunzio Festa


Un gruppo di ragazzi, ovvero una squadra di matti coordinata e capeggiata (per quanto è stato possibile) dal giovane scrittore abruzzese di stanza a Milano Alcide Pierantozzi, che anni or sono amammo da subito per il suo "Uno indiviso" (Hacca, 2012 - 2009, Macerata), ha fatto i 1200 km della via Francigena, da Orio Litta a Bari, per osservare e osservarsi. "Un viaggio a piedi lungo tutto l’appennino d’Italia - riporta infatti il sito ufficiale del percorso - intrapreso da sei giovani artisti nati negli anni ’80. 1200 km attraverso le 43 tappe della millenaria Via Francigena. Montagne, pianure, colline, fiumi, laghi, Città e villaggi, campi coltivati e industrie. Il gruppo di giovani osservatori, tappa dopo tappa, incontrerà - è ancora spiegato - e dialogherà con pellegrini, contadini, gente comune e grandi personaggi della nostra cultura per filmare e raccontare, partendo dall’autenticità del camminare, i reali confini politici, naturali, culturali e linguistici del territorio e di noi stessi". Perché dei pezzi della missione sono stati raccolti e rielaborati dalla regista Monica Stambrini. L'esperienza di Pierantozzi e gli altri, fra ricordi d'origini famigliari e ricerca interiore, tra fumi d'alcol e stecche di sigarette, fornisce suggestioni e qualche immagine poetica. Con le sue impennate dal Gran San Bernardo alla Puglia. Portando a spasso, si potrebbe dire, un'auto-vettura elettrica; un mezzo destinato a portare invece bagagli in mezzo a passaggi di conventi/residence; per dire dell'accoglienza, pure: ché é il destino dei camminanti. "Quarantacinque giorni tra boschi secolari, valli disabitate e borghi suggestivi. Nella repentina decisione di attraversare", annunciava lo scrittore. "Mentre mi chiedo - racconta ancora il buon Alcide Pierantozzi - se davvero camminare apra la mente e vivifichi lo spirito, non mancano appuntamenti pianificati e incontri 'accidentali' come in ogni on the road che si rispetti: contadini centenari e giovani che hanno scelto di vivere da eremiti, rockstar e artisti, ecclesiasti intransigenti e loschi malavitosi. Lungo la strada germogliano storie antichissime e struggenti che ci parlano da vicino, troppo conosciute da ognuno di noi per essere declinate al singolare". Per certi versi, un'iniziativa somigliante a Stella d'Italia e un po' perfino a Stella d'Europa.

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