martedì 29 luglio 2014

Il bastone fiorito, di Antonella Marotta, Arti Grafiche 2014. Intervento di Alessandra Peluso



Alle volte le aspettative dalla vita sono tante, succede che ti deludano così come abbattono ogni tua sicurezza e motivo di speranza.
Antonella Marotta non ha rinunciato a niente di tutto questo, ha combattuto e ancora continua a farlo - portatrice di un amore - quello puro, solido, incommensurabile: l'amore per i propri figli, il proprio uomo. “Io sento in me un amore travolgente, lo sento dentro di me come una cascata, avverto il rumore, mi è vicino, molto vicino, come fai a non sentirlo?”. Marotta lo sente, lo percepisce, lo vive, se pur nel dolore, lo apprezza.
Il bastone fiorito” vuole essere una raccolta di germogli, di sogni forse perduti, di desideri; un diario che comprende poesie, filastrocche, prosa: un mix vincente in una vita travagliata quale sembra essere quella dell'autrice.  
Un'esistenza attorniata di solitudini, di silenzi, di cocci da sistemare per continuare una vita che non è più quello che chiedeva, che si aspettava. Una forza di volontà disumana trapela dalle righe di Antonella Marotta, vincente a ben vedere.
Si legge: «... Nella chiara tristezza che vela il mio cuore / riapro ancora il mio “corriere di bordo” ...» (p. 67)  e ancora «Solitari pensieri / emozioni turbate / sentimenti violati. / Vorrebbe il cuore giacere / per cullarmi / e ritrovare nel dolce ricordo / quel battito d'amore». (p. 65). Battono i versi seguendo il palpitio del cuore, batte forte quello dell'autrice ed è evidente nell'espressione palpabile di “Il bastone fiorito”.  
Certamente l'indifferenza, la fretta, il chiasso possono comportare una perdita del senso e del significato della vita ed è questo che percepisce l'autrice; per tal motivo, cerca di riprendere le redini del destino e aggiustarne il tiro. Non è dato saperlo se ci sia riuscita, rilevante è il fatto che abbia avuto il coraggio di scrivere, di parlare di se stessa, di gridare l'incapacità di comunicare, e nonostante tutto provare a farsi capire, a comprendere, a capirsi.
Ritorna alla mente Alda Merini e la vita travagliata alla quale è stata costretta a subire per un lungo periodo: l'indifferenza, il dolore, la solitudine; nulla però ha scalfito la sua forza, quella di amare, innamorata dell'amore e della poesia più di ogni altra cosa al mondo è riuscita a vincere e a detenere lo scettro. Sono dei doni, delle qualità che pochi hanno come Antonella Marotta e sono un pregio inestimabile.
Pertanto prova persino a definire la felicità e scrive: «Felicità, / un battito d'ali / felicità / un sogno proibito. / La buffa testina di un neonato / corse in un cielo di fiato. / Gli sguardi di due innamorati  / raggi di sole fatati / un calore, un sapore, un fiore, / l'amore». (p. 131).
La scrittura semplice e intensa della Marotta non si può non amarla e comunicarle la comprensione, la presenza di esserci, vivere e brillare con la propria luce quale essa si riesca a emanare. Ogni stella è parte di un firmamento.
Giuliana Coppola ha scritto nella nota introduttiva del libro “di aver sfogliato piano il libro, per non far del male, senza disturbare il respiro dell'anima, per non sciupare la dolcezza di un sogno che ha finalmente trovato il coraggio di raccontare a se stesso, dapprima, e poi al resto del mondo”.
Ecco questo è l'atteggiamento più consono da tenere da chiunque voglia approcciare alla lettura di “Il bastone fiorito”. Occorre estrema delicatezza e cura per assaporarne la magnificenza dell'amore e la bellezza della scrittura in versi e prosaica di Antonella Marotta.


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