domenica 23 dicembre 2012

Quando suonavo il jazz di Carmela Formicola (Florestano Edizioni)

Alla sua prima esperienza con il genere romanzo Carmela Formicola, con un’acuta sensibilità e il ritmo di un cronista, riesce raccontare la storia di Sebastiano Mariani, “Seb”, un ex jazzista finito a suonare il karaoke in un locale americaneggiante nella periferia barese. La sua vita si consuma nel caos disperato, nella variopinta fauna metropolitana, nelle canzoni improbabili cantate ogni sera da maldestri cantanti dell'ultima ora, e nel rimpianto della sua vita perduta, quando suonava il pianoforte nei migliori club d'Italia. Ma cosa lo ha strappato al jazz? I ricordi piovono giù a valanga, come le note di Bill Evans e Beethoven, che sono la vera colonna sonora della sua vita, dei suoi sogni infranti, anche per una improvvisa malattia. La malinconia e la voglia di rivincita di Seb conquistano il lettore, che partecipa ai suoi momenti d’insoddisfazione per la vita e al suo desiderio di riscatto. Un inaspettato ingaggio e un nuovo progetto di vita, ridanno speranza al jazzista che non vuole rassegnarsi al karaoke. Dopo una lunghissima notte di Capodanno passata a riannodare i fili del passato, con tutti gli imprevisti del destino in agguato, arriva il lieto fine, con una vena di amarezza.

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