lunedì 20 settembre 2010

Sir Gawain e il cavaliere verde. Perla e sir Orfeo di John R. R. Tolkien (Edizioni Mediterranee). Intervento di Stefano Donno












E’ accaduto già con un altro caso letterario: il “Necronomicon” di Howard P. Lovecraft. Il dibattito ancora oggi tutt’altro che concluso, verte sul tentativo di comprendere se ci si trovi dinanzi ad un’opera di pura fantasia o se il contenuto del celeberrimo “grimorio maledetto” abbia contenuti reali e dunque, per gli argomenti trattati, inquietanti. La stessa cosa accade per un altro libro, scritto dall’autore di una delle saghe fantasy più celebri, ovvero J. R. R. Tolkien con la sua opera immensa “Il Signore degli Anelli”. Ma non è di questo libro che voglio parlare in questa sede. Vorrei segnalare un lavoro che è frutto di anni e anni di studio da parte dell’autore, della letteratura e lingua scandinava e romanza e della loro cultura magica ed esoterica. Faccio riferimento a “Sir Gawain e il cavaliere verde. Perla e Sir Orfeo” edito quest’anno dalle edizioni Mediterranee. Nella tradizione della storia della letteratura, Sir Gawain e il Cavaliere Verde o Sir Galvano e il Cavaliere Verde è un romanzo scritto in medio inglese (XIV secolo) che racconta le vicende avventurose di Galvano, membro della Tavola Rotonda, che accetta la sfida lanciata da un misterioso cavaliere verde ( e quando Tolkien parla di cavaliere verde lo fa in senso letterale cioè verde dalla testa ai piedi). La sfida consiste in questo: il Cavaliere Verde sostiene che consentirà a chiunque di infliggergli un colpo di ascia senza difendersi a condizione che egli stesso però possa restituire il colpo allo scadere di un anno e un giorno esatti. Gawain accetta e con un sol colpo decolla lo sfidante. Questi non muore ma raccoglie la sua testa, salta su a cavallo e rimembra a Galvano che gli deve soddisfazione alla data concordata. Sir Galvano, comincia così il suo rocambolesco viaggio per raggiungere il luogo prescelto ove riceverà il colpo, dimostrando il suo spirito di nobile cavaliere e la sua straordinaria lealtà. Si tratta fondamentalmente di un romanzo in prosa poetica, o se si preferisce di un poema in forma di romanzo, epico, e ricchissimo di simbologie occulte e singolari. Il suo retroterra socio/culturale è quello del folklore gallese e inglese. Nell’edizione voluta dalla casa editrice romana, c’è posto anche per la storia di “Perla e Sir Orfeo” che narra di un uomo che perde la sua preziosa perla tra l'erba di un giardino e ha la visione del paradiso. L’intramontabile mito di Orfeo ed Euridice visto con gli occhi di un grande studioso del Medioevo. Libro imperdibile, con tanto di dosi massicce di avventura, magia, esoterismo, misticismo, amore e morte lungo le pagine di tre testi del XIV secolo riscritti per i lettori di oggi dall'autore de Il Signore degli Anelli.


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