Pagine

venerdì 31 gennaio 2025

La polvere che respiri era una casa di Eleonora Daniel (Bollati Boringhieri)

Al suo esordio, Eleonora Daniel dimostra una mano sicura nella narrazione, che spazia tra diversi stili e voci narranti, e una straordinaria capacità di sviscerare i due punti di vista di una coppia, decostruendo ogni banalità e facile romanticismo. Una voce unica, che fa il suo meritatissimo ingresso nella migliore narrativa contemporanea italiana.

«Una voce che descrive e allo stesso tempo sembra parlare nel sonno: sussurra, parlotta, confabula (senza malizia, disponibile all'incanto).» - Giorgio Vasta

«Come tenere insieme precisione chirurgica e tensione poetica: Eleonora Daniel è un talento puro.» - Marco Rossari


La storia di una relazione come tante. Una ragazza e un ragazzo che si innamorano, si trasferiscono, si amano di un amore umano, domestico e imperfetto, sognano, si contraddicono, progettano una casa e un futuro. Un giorno, accanto a una tavolata di bambini al ristorante, avvertono una sensazione nuova: vogliono un figlio. Ma le cose non vanno come vorrebbero e le loro speranze si rivelano più difficili da affrontare del previsto. La polvere che respiri era una casa è un romanzo sulla creatività, intesa come creazione di vita e creazione letteraria; sull'impossibilità di non prendere determinate decisioni, sul fare i conti con i vuoti e la violenta inspiegabilità delle cose, e sul tentativo di affermarsi provando a inseguire un fantasma, raccontando una fiaba, o imponendo il proprio irrimediabile silenzio. Al suo esordio, Eleonora Daniel dimostra una mano sicura nella narrazione, che spazia tra diversi stili e voci narranti, e una straordinaria capacità di sviscerare i due punti di vista di una coppia, decostruendo ogni banalità e facile romanticismo




giovedì 30 gennaio 2025

Pura felicità di Katherine Mansfield (Feltrinelli)

 Mettendo in luce alcune delle immagini ricorrenti e dei temi più significativi, questi racconti offrono un distillato dell’universo narrativo di Katherine Mansfield, restituendo tutta l’intensità di una voce che ha saputo portare sulla pagina, come suggerisce Sara De Simone, “la vita della vita”, “quel sussulto, quella scossa, il fremito della cosa che esiste”.


“Un sentimento di pura felicità – felicità assoluta! – come se uno, di colpo, avesse inghiottito un frammento di quel sole.” “Ci sono scritture che corrono al margine dell’esistenza, e ne costituiscono l’essenza. Scritture cosparse di scorie di vita che brucia. Scritture che del dolore del vivere colgono la fiamma abbagliante. E bruciano chi legge.” A questo genere di scritture, spiega Nadia Fusini, appartiene quella di Katherine Mansfield, magnifica narratrice, di cui solo in tempi recenti è iniziata una vera riscoperta in Italia. In questa raccolta, curata da Sara De Simone e da lei tradotta insieme con Nadia Fusini, viene offerta ai lettori un’inedita selezione dei suoi racconti, aggregati intorno a quattro nuclei: Il romanzo familiare; Amanti, amiche, sorelle; Donne sole; La vita, la morte



mercoledì 29 gennaio 2025

Come si uccide un gentiluomo. La prima indagine dell'avvocato Contrada di Tullio Avoledo (Neri Pozza)

 Un romanzo nerissimo e dolce, arrabbiato ed esilarante, tenero e feroce, che rispecchia alla perfezione il mondo di oggi: ugualmente pieno di inquietudine e speranza.

«Un tempo erano stati amici. Anche se amici non è forse il termine più giusto. Lavoravano nello stesso campo. Ma a un certo punto Vittorio aveva deciso di cambiare vita. Si era preso un anno sabbatico che poi si era prolungato, e al suo ritorno in campo colleghi e rivali erano rimasti a bocca aperta per il cambiamento, che proprio Vlad, il gladiatore in ascesa dello studio Capurro e Ricciardi, aveva sintetizzato così: "Cazzo, non c’è niente di più patetico di uno squalo che diventa vegano".»

«Il nostro autore più enigmatico, borderline, a tratti quasi alieno, per la sua capacità di raccontarci il presente come se lo vivessimo in un immediato futuro parallelo». - Sergio Pent, tuttolibri

«Il talento narrativo di Avoledo non si è mai tradito e il lettore resta incollato per ore alle sue pagine». - Il Piccolo


L’avvocato Vittorio Contrada, Controvento per gli amici, uomo senza peli sulla lingua e molto pelo sullo stomaco, ha cambiato vita. Lasciato il diritto societario per seguire soltanto cause ambientali o comunque “eticamente valide”, ha chiuso con i viaggi da sogno, gli affari milionari, i lussi indescrivibili e i polli da spennare, per rifugiarsi in uno studio sgarrupato con la sola compagnia di Gloria Almariva, collega combattiva e testarda ben lontana dallo stereotipo dell’avvocata di grido. Una cosa però è rimasta a Vittorio: la voglia di scontrarsi, e di vincere. Oltre alla passione per le belle donne e le auto d’epoca, ovviamente. Così, quando Valerio Del Zotto emerge dal suo passato per consegnargli una valigetta – la sua mitica ventiquattrore da cui uscivano sempre tesori o idee inestimabili – e poi morire poco dopo, Vittorio non può restare a guardare. C’è del marcio in quella ventiquattrore, su cui Vittorio si impegna a indagare insieme a Gloria. Il caso ha a che fare con un’isolata comunità montana e una spregiudicata speculazione edilizia, ma tra i fiumi che cambiano corso e le vallate presi - diate dalle ruspe si muovono poteri molto più grandi di quanto i due avvocati riescano a immaginare. Anche se a essere più pericolose a volte sono cose molto piccole, quasi insignificanti: cose come le idee. Tra una Milano che sale vorticosa – eccessiva, spietata, ingiusta – e un Friuli edenico e fiero che qualcuno sta cercando di distruggere, "Come si uccide un gentiluomo" è un romanzo nerissimo e dolce, arrabbiato ed esilarante, tenero e feroce, che rispecchia alla perfezione il mondo di oggi: ugualmente pieno di inquietudine e speranza.



martedì 28 gennaio 2025

Fotografare la Shoah. Comprendere le immagini della distruzione degli ebrei di Laura Fontana (Einaudi)

Un’analisi, che ancora mancava, sulle modalità con cui la Shoah è stata rappresentata e interpretata attraverso le fotografie.


Questo libro coglie l’importanza straordinaria di un numero cospicuo di fotografie che pur non raffigurando direttamente l’assassinio di massa hanno la capacità di illuminarci sui fatti, inquadrando dettagli o momenti che hanno costituito la scena preliminare, preparatoria o collaterale al crimine e all’universo delle vittime e dei carnefici. La Shoah non è un evento che possiamo ricostruire come un quadro illuminato dal centro, ma nemmeno è una pagina buia segnata dall’irrappresentabilità. Dobbiamo pensarlo come un processo segnato da varie forme di prevaricazione e violenza che può essere raccontato con l’aiuto di tanti tasselli luminosi – le fotografie che si sono conservate – che squarciano l’oscurità e fanno intravedere alcuni frammenti, lasciando alla nostra immaginazione quello che i documenti di archivio non mostrano. La sfida è quella di affinare la capacità di osservare e di metterne continuamente alla prova i limiti, alla ricerca di un equilibrio, o forse di un compromesso, tra due tendenze opposte che sembrano prevalere nel nostro modo di rapportarci alle fotografie storiche: l’ipertrofia del déjà-vu, generata da una saturazione di immagini che ne altera la percezione e ne cannibalizza il consumo, e la miopia o cecità del modo di guardare, che porta a ignorare o sottovalutare gli elementi visivi di sfondo, quelli informativi a corredo della foto e il suo sottotesto.


lunedì 27 gennaio 2025

La donna dal cappotto verde di Edith Bruck (La nave di Teseo)

 In un romanzo senza sconti, Edith Bruck si interroga sul tema della memoria e della testimonianza, ma anche sul dilemma tra il rancore del ricordo e il sollievo del perdono.


Lea Linder, scrittrice in crisi di ispirazione e traduttrice, vive a Roma con il marito, un poeta solitario molto legato a lei. La sua esistenza tranquilla viene turbata da un incontro casuale. Mentre è in coda dal panettiere, Lea viene avvicinata da un’anziana signora che la riconosce come “la piccola Lea di Auschwitz” e poi si dilegua rapidamente tra i passanti, quasi inconsistente come la sua apparizione. Raggelata da quella sorta di visione, Lea cerca di ricostruirne l’identità: era una semplice compagna di sventura nel Lager o forse una Kapo? E cosa vuole adesso? Da quel momento, il desiderio di ritrovare quella donna, confrontarsi con lei e sanare la ferita di quell’incontro, diventa per Lea un’ossessione




domenica 26 gennaio 2025

I diari del boss di Lirio Abbate (Rizzoli)

«Durante la mia vita ho imparato a non credere più in Dio e nel mio prossimo, a non sperare più, per non essere più deluso. Dio può venire a cercarmi, se vuole; se non vuole, finirà forse per restare solo, un giorno.»


Non esiste nulla di simile nella storia della criminalità organizzata e dei suoi capi indiscussi. Un boss e i suoi diari privati, quelli che Matteo Messina Denaro chiamava «i libriccini». Dentro, vergati con uno stampatello preciso, ordinato, quasi ossessivo, pensieri e riflessioni, sfoghi, appunti, ricordi. E soprattutto, come da dedica, una sorta di lunga e tumultuosa corrispondenza a senso unico con la figlia Lorenza che non ha mai conosciuto. È su questo materiale unico, ritrovato in una perquisizione dopo l’arresto del padrino, che Lirio Abbate affonda il suo sguardo da cronista ed esperto di mafie, lui che al boss di Castelvetrano ha dedicato decine di articoli, inchieste, libri. Per cercare di dare un senso e una composizione a un flusso di parole dal quale emerge un ritratto inedito e privato – per quanto manipolato ad arte dal suo stesso autore – di una delle figure più oscure della storia criminale non solo italiana. A due anni dall’arresto del latitante di mafia, ci inoltriamo così nel suo legame a distanza con la figlia, nei rapporti con la famiglia di origine e con il padre, con le amanti, il sesso e gli amici; con la giustizia, l’onore e la religione. Nei misteri del lato più intimo e segreto di un uomo che si descrive fondamentalmente solo e in guerra. Un viaggio negli anni della latitanza dello stragista ricercato per trent’anni in tutto il mondo, un documento eccezionale analizzato con la guida e la perizia del grande giornalista d’inchiesta. Matteo Messina Denaro, l’ultimo padrino corleonese libero che non ha mai parlato, lo fa per la prima volta: «Le persone non restano uguali per tutta la vita, io sono cambiato. Che non significa che sia pentito di qualcosa o che rinneghi il mio passato. Questo non accadrà mai»


sabato 25 gennaio 2025

Booktrailer del libro VIGILANTI scritto da Aline Domingos

Claudia Fofi "Il mio libro di voci e canzoni"

Claudia Fofi "Il mio libro di voci e canzoni"

Pierfranco Bruni ripubblica il suo primo libro - Noi Notizie.

Pierfranco Bruni ripubblica il suo primo libro - Noi Notizie.

Sostenibilità, arriva il libro "Il mito infranto" di Antonio Galdo - Notizie da TeleAmbiente TV News

Sostenibilità, arriva il libro "Il mito infranto" di Antonio Galdo - Notizie da TeleAmbiente TV News

L'angolo del libro - “Nascere a tempo di rock” di Adriano Formoso

L'angolo del libro - “Nascere a tempo di rock” di Adriano Formoso

Il libro “Visite inaspettate” presentato alle 17 allo Spazio Casoni di Chiavari | TeleRadioPace TV

Il libro “Visite inaspettate” presentato alle 17 allo Spazio Casoni di Chiavari | TeleRadioPace TV

Le chiese di Montopoli, presentato il libro di don Luciano Niccolai - arteventinews.it

Le chiese di Montopoli, presentato il libro di don Luciano Niccolai - arteventinews.it

I bambini altamente sensibili cambieranno il mondo: il libro e la plusdotazione

I bambini altamente sensibili cambieranno il mondo: il libro e la plusdotazione

Il libro di Armando Rossi per creare un ponte tra aziende italiane e mercati esteri

Il libro di Armando Rossi per creare un ponte tra aziende italiane e mercati esteri

'Ombre', una chicca tra gli autopubblicati. Chiro Salvis aiuta a capire cos'è l'HIV oggi in Italia - Il Fatto Quotidiano

'Ombre', una chicca tra gli autopubblicati. Chiro Salvis aiuta a capire cos'è l'HIV oggi in Italia - Il Fatto Quotidiano

giovedì 23 gennaio 2025

Lo scrittore Livio Romano parla di VOLEVO SCRIVERE UN POST, POI MI SONO DILUNGATA di Anna Lena Polo

Una lotta contro la solitudine (a cura) di Mimmo Calbi (Besa Muci)

 Una lotta contro la solitudine (a cura) di Mimmo Calbi (Besa Muci)




Tra il 1952 e il 1953, con un ristretto numero di giovani meridionalisti, Leonardo Sacco avvia con Marcello Fabbri un periodico (“La Città”) che si guadagna, fra gli altri, la considerazione di Gaetano Salvemini: “Finalmente un giornale meridionale senza fronzoli, senza filosofemi e senza retorica; continuate e non fatevi dissuadere a cambiare”. Poi, nel 1954, nasce “Basilicata” mentre la vicenda materana si ricollega alle tipiche esperienze del meridionalismo, quando cioè appare chiaro che le forze che occupano la macchina statale non tollerano più presenze autonome, e con qualche leggina speciale estromettono studiosi e tecnici non allineati con il governo. Ogni progetto innovativo viene depotenziato dall’invadente potere governativo e poi ridimensionato e dimenticato dalle mediocri ma interessate gestioni locali. Consapevole della crisi del centrismo e dell’insufficienza della sinistra tradizionale, il settimanale punta verso “una elaborazione dal basso di una nuova politica”. Su ciò insiste l’articolo di fondo del primo numero sperimentale del giornale, “una nuova classe dirigente, che sostiene “di preparare seriamente, modestamente, attentamente, una nuova classe politica e una nuova classe dirigente in Basilicata”, perché solo una forza politica autonoma avrebbe potuto dare solide basi alla nascente democrazia e impostare una lotta politica moderna e autenticamente popolare. Una simile operazione esigeva anzitutto una solida preparazione politica, economica, tecnica, che permettesse una conoscenza approfondita dei problemi e delle possibilità. La salvezza non poteva venire che dal di dentro: la democrazia non sarebbe sorta per gratuita concessione, e i rapporti tradizionali dell’arcaica società regionale non sarebbero mutati se i lucani non fossero mutati e non si fossero trasformati. Quello del gruppo di “Basilicata” insomma è un tentativo di affinare meglio una tradizione di gestione autonoma di organismi economici, di amministrazioni locali, di autogoverno in un contesto particolare e in un ambiente non leggibile o comprensibile nei termini schematici della lotta di classe.

 

 

Mimmo Calbi vive e lavora a Matera. Già redattore di “Basilicata”, collaboratore della cattedra di sociologia dell’Università del Salento e membro della Société Europénne d’Ethnographie de l’Èducation, attualmente presiede l’associazione culturale A. Olivetti di Matera. Tra gli altri ha pubblicato: Un violento companatico (1992); Resoconti. Schegge di un disordine didattico (1994); Cronache dall’Osso. Reportage dalle aree interne della Basilicata (1995); Il pudore pedagogico di J. Ortega y Gasset (con Vito D’Armento, 2002); Il compromesso della penombra (2008); Il pathos della lucanità (2012).

mercoledì 22 gennaio 2025

Audiobook Trailer (Nine Words From Jesus)

COSTUME E SOCIETà PRESENTAZIONE LIBRO ANGELO BISCONTI PASTICCIOTTO OBAMA

“Perchè l'Italia è di destra”: in un libro la visione dell'onorevole Bocchino

Lo scacco alla Scu diventa un libro: “The Wolf”

Le ventisette sveglie di Atena Ferraris di Alice Basso (Garzanti)

Dopo averci fatto sognare con le avventure di Vani Sarca e Anita Bo, Alice Basso torna dai suoi lettori con una nuova protagonista: diversa, ma che assomiglia un po’ a ognuno di noi. Perché siamo pieni di fragilità, ma anche di una forza che non sappiamo di avere. E Atena è qui per dimostrarcelo.


Mi chiamo Atena Ferraris e mi sa che non sono come gli altri, inutile girarci intorno. Mia madre mi ha sempre detto che siamo tutti diversi, e quindi è come se fossimo tutti uguali. Sarà… non ne sono convinta, ma mi fido di lei. Sta di fatto che ho trent’anni, vesto fuori moda, odio le sorprese e ho ben ventisette sveglie ogni giorno per ricordarmi di lavorare, di mangiare, di andare a letto, di smettere di pensare. Ah, e faccio troppe domande, dicono. Perché per me è essenziale che ogni cosa abbia una spiegazione. Per questo dirigo una rivista online di enigmistica dove ogni gioco, rebus o anagramma ha una soluzione univoca: mi fa sentire al sicuro. Ora, però, è successo qualcosa che ha scombinato le carte. Tutta colpa di quella scheggia impazzita del mio fratello gemello. Febo è uno scrittore in crisi e, per ritrovare l’ispirazione, si caccia nei guai più assurdi. Per esempio, si è appena iscritto a una scuola di magia. Sembrerebbe una cosa innocua, se non fosse che, fra giochi di prestigio e illusioni, è inciampato in un mistero vero, di quelli che scottano. Mi ha supplicata di aiutarlo, dice che ha bisogno della mia capacità di vedere particolari che gli altri non notano... Che faccia tosta. E così eccomi costretta a uscire di casa, a conoscere persone nuove e a cercare di mimetizzarmi fra la gente. Impensabile. Ma forse è quello che ci vuole: forse è arrivato il momento di vedere se mia madre aveva ragione, quando diceva che essere unici non deve per forza essere strano. Il nuovo progetto di un’autrice da mezzo milione di copie vendute, opzionato dalla più importante casa di produzione cinematografica italiana prima ancora della pubblicazione




lunedì 20 gennaio 2025

IL MAESTRO INVISIBILE di Wendy Holden - Traduzione di Annalisa Carena (Piemme)

All’ombra delle ciminiere, in una baracca di legno, Fredy Hirsch insegna ai bambini a immaginare un mondo diverso. In questo spazio angusto, i piccoli prigionieri cantano, mettono in scena spettacoli teatrali, scrivono poesie e imparano a conoscere il mondo, circondati da pareti dipinte a mano con colori vivaci. Grazie a Fredy, vengono tenuti al riparo dai parassiti, ricevono cibo migliore e imparano persino a immaginare di avere lo stomaco pieno e vivere un giorno senza paura. Essere un insegnante in un campo di concentramento non è affatto semplice. Fredy, atleta ventisettenne ebreo e gay, rischia la vita ogni giorno. La sua missione è insegnare a conservare speranza e dignità, anche in mezzo all’orrore. Questo uomo gentile, compassionevole e coraggioso ha insegnato loro la lezione più importante di tutte: come sopravvivere.

 

WENDY HOLDEN
È un’autrice bestseller n. 1 del Sunday Times e del New York Times. Molti dei suoi libri sono stati adattati per il cinema, la TV e la radio. È stata giornalista e corrispondente di guerra per il Daily Telegraph. Piemme ha pubblicato Treno di vita, la storia bestseller di tre madri che nascosero le loro gravidanze ai nazisti, tradotto in 24 Paesi. Altro suo grandissimo successo La governante della regina. Vive nel Suffolk




sabato 18 gennaio 2025

La vita segreta di Agatha Christie di Lucy Worsley (Salani)

 Lucy Worsley ci restituisce tutte le sfaccettature di Agatha Christie, una donna che ha avuto un'esistenza straordinaria – scrittrice di successo, giramondo, crocerossina in guerra, surfista alle Hawaii, archeologa – ma che in pubblico ha sempre recitato la parte della tranquilla signora inglese. Del resto, come scrisse in uno dei suoi romanzi, ‘pochissimi di noi sono ciò che sembrano'.


La mattina del 4 dicembre 1926, un ex militare britannico decorato nella Grande Guerra riceve una chiamata dalla polizia. L'auto di sua moglie, danneggiata in un apparente incidente stradale, è stata trovata vicino all'ingresso di una cava. Nel bagagliaio, i documenti, una pelliccia e la valigia della donna. Di lei, però, nessuna traccia: svanita nel nulla. Sembrerebbe la prima scena di un poliziesco, se non fosse che la donna scomparsa esiste davvero ed è la più grande giallista di sempre: Agatha Christie. Centinaia di poliziotti e di giornalisti la cercheranno ovunque, chi temendo il suicidio o una vendetta contro il marito, chi sospettando una trovata pubblicitaria. La rintracceranno diversi giorni dopo in un centro termale, vittima di una brutta amnesia alla quale, secondo i più, è un po' difficile credere. Ma davanti a una geniale tessitrice di storie criminali, chi può stabilire dove finisce la realtà e comincia la finzione? Ma non soltanto su questo celebre episodio cerca di gettare nuova luce l'appassionato ritratto che Lucy Worsley fa della regina del mistero




venerdì 17 gennaio 2025

KEVIN SU COSTNER: la presentazione del libro alla Biblioteca Ariostea di Ferrara il 23 gennaio

 Giovedì 23 gennaio 2025, alle ore 17:00, la Biblioteca Ariostea di Ferrara ospiterà un evento imperdibile per tutti gli amanti del cinema e della cultura: la presentazione del libro Kevin su Costner, un’opera unica firmata da Silvia Bizio e Pietro Ricci. Si tratta di un volume che offre uno sguardo approfondito e personale sulla straordinaria carriera del premio Oscar Kevin Costner, attraverso le sue stesse parole e una raccolta di decenni di interviste realizzate da Silvia Bizio, giornalista e amica di lunga data dell’attore-regista.

All’incontro parteciperà Pietro Ricci, co-autore del libro e fondatore del Kevin Costner Italian Fan Club, insieme a Marco Gulinelli, assessore alla cultura del Comune di Ferrara, a sottolineare l’importanza culturale dell’iniziativa. L’evento sarà inoltre arricchito dal collegamento, in diretta dagli Stati Uniti, di Silvia Bizio e da un videosaluto speciale dello stesso Kevin Costner, che offirà al pubblico un contributo esclusivo e personale.

Il libro rappresenta un viaggio appassionante attraverso la vita e la carriera di Kevin Costner, una delle figure più iconiche del cinema internazionale. Attraverso le pagine di Kevin su Costner, i lettori possono immergersi nella filmografia dell’attore-regista, da capolavori come Balla coi lupi, premiato con sette Oscar e simbolo del cinema d’autore, a produzioni controverse e ambiziose come Waterworld o il recente Horizon – An American Saga. Grazie alla sincerità delle testimonianze e alle riflessioni personali di Costner, il volume esplora le difficoltà, le sfide e le scelte che hanno plasmato la sua carriera, offrendo uno spaccato unico del dietro le quinte di Hollywood.

L’opera non si limita a celebrare i successi cinematografici di Costner, ma approfondisce anche i temi centrali della sua produzione artistica, come il rapporto con la storia e le complesse questioni sociali legate all’America, dalla conquista del West alle violenze contro le comunità native. Arricchito da straordinarie fotografie di scena e dagli artwork originali dell’artista brasiliano Thobias Daneluz, il libro è un omaggio visivo e narrativo a un artista che ha saputo distinguersi per il suo impegno e la sua visione autentica, lontana dalle logiche commerciali.

Kevin su Costner nasce dall’incontro tra l’esperienza professionale di Silvia Bizio e la passione di Pietro Ricci, configurandosi come il ritratto più completo di una star capace di coniugare talento e umanità. Un’opera che non solo celebra l’artista, ma si interroga anche sul ruolo del cinema come strumento di riflessione culturale e politica.

Il volume, già disponibile in libreria, è stato accolto con entusiasmo e recentemente pubblicato anche in lingua francese con il titolo KEVIN par COSTNER Une icône du cinéma se raconte elle-même.

L’evento, organizzato con il patrocinio del Comune di Ferrara, sarà a ingresso libero, offrendo così a tutti l’opportunità di partecipare a un appuntamento culturale di grande rilevanza. Per chi desiderasse una copia, alla fine della presentazione sarà possibile acquistare il libro autografato dall’autore.

Silvia Bizio  - Giornalista, scrittrice, produttrice, Silvia Bizio è membro associato di lunga data dei Golden Globes (ex HFPA). È stata corrispondente da Hollywood per “la Repubblica” e “L'Espresso” per oltre 40 anni. È autrice di diversi libri, tra cui Los Angeles Babylonia e Cinema Italian Style - Storia del cinema italiano agli Academy Awards. È stata direttore artistico della rassegna Cinema Italian Style a Los Angeles, direttrice del Taormina FilmFest e dell’Ora! Fest in Puglia, Italia. Ha prodotto diversi cortometraggi, tra cui The Nightshift Belongs to the Stars (Il turno di notte lo fanno le stelle), diretto da Edoardo Ponti e scritto da Erri De Luca, e documentari come You Never Had It: An Evening with Bukowski.

 

Pietro Ricci - Pietro Ricci vive a Ferrara, dove ha conseguito la Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Straniere con specializzazione in Inglese presso l’Università della sua città. Dopo essersi innamorato da bambino del cinema di Kevin Costner, nel 2011 decide di creare il “Kevin Costner Italian Fan Club” che lui gestisce, organizzando proiezioni e retrospettive dei film del divo hollywoodiano in cinema locali. Nel maggio del 2023, Ricci ha trascorso una settimana nello Utah (Stati Uniti) sul set del progetto dei sogni di Costner, Horizon – An American Saga, e ha potuto osservare il cineasta all’opera mentre dirigeva, recitava e produceva un western di proporzioni epiche. Sempre nel 2023, nell’ambito del Ferrara Film Festival, Ricci ha organizzato una retrospettiva per celebrare il 40^ anniversario delle riprese di Fandango – primo ruolo da protagonista di Costner – evento che ha ricevuto elogi e un notevole riscontro di pubblico da tutta l'Italia.