Pagine
Evidenzia Libri - Libri e dintorni news
venerdì 23 settembre 2011
Nuraghe beach. La Sardegna che non visiterete mai di Flavio Soriga (Laterza). Intervento di Nunzio Festa
mercoledì 21 settembre 2011
Il caso Vittorio (nuova edizione) di Francesco Pacifico (Minimum Fax). Segnalazione a cura di Stefano Donno
lunedì 19 settembre 2011
Giovanna De Angelis da Fanucci. Segnalazione a cura di Marco Mattanti
sabato 17 settembre 2011
“L'eclissi - Dialogo precario sulla crisi della civiltà capitalistica” (Manni). Segnalazione a cura di Stefano Donno
Bifo e Formenti affrontano il tema dell’evoluzione tecnologica ai tempi del Web 2.0 mettendone in luce le implicazioni economiche, politiche, sociali. Dalla galassia Facebook, che ha reso la dimensione relazionale così veloce e vasta da farla divenire paradossalmente impossibile, al fenomeno WikiLeaks, che ha squarciato il velo di Maya della net-neutrality, fino alla discussione su democrazia e Internet, e alla questione della governance economica globale nell’attuale fase post-neoliberista, sono molteplici gli scenari che si aprono in queste pagine. Se la democrazia è una forma di organizzazione politica corrotta e storicamente conclusa, esiste una nuova filosofia capace di includere cultura digitale, movimenti di base e attivismo studentesco. Se il potere dominante è incapace di trovare strumenti di crescita per le classi e le zone povere del pianeta, c’è bisogno di una “ricomposizione” del tessuto politico di base, di nuove forme di antagonismo culturale, di nuovi modelli di sviluppo. In un contesto nazionale e mondiale sconfortante, di totale eclissi, c’è da chiedersi se sia possibile una ricostruzione. Altrimenti, bisognerà inventarsi un altro cielo.
FRANCO BERARDI BIFO, leader del movimento del 77 a Bologna, tra i fondatori di Radio Alice, sin dalla fine degli anni Ottanta si è occupato di Web e nuove tecnologie. Insegna Elementi di storia della comunicazione sociale all’Accademia di Brera. Ha pubblicato libri sulla cybercultura, in Italia, in Francia, in Inghilterra, negli USA.
CARLO FORMENTI insegna Teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Uiversità del Salento. Scrive sul “Corriere della Sera” ed è membro del comitato storico di “Alfabeta2”. È autore di numerosi saggi sul rapporto tra le nuove tecnologie e le trasformazioni sociali. Tra gli ultimi, Cybersoviet (Raffaello Cortina 2008), Se questa è democrazia (Manni 2009) e Felici e sfruttati (Egea 2011).
venerdì 16 settembre 2011
“Non fare la cosa giusta”: così l'uomo egoista dei nostri giorni distrugge se stesso e chi lo circonda di Roberto Martalò
Con la pubblicazione di “Non fare la cosa giusta”, ultimo lavoro di Alessandro Berselli, autore sempre più proiettato verso il noir, Perdisapop dimostra ancora una volta la propria volontà di puntare su autori che hanno voglia di esplorare e sperimentare nuove forme letterarie. Claudio Roveri, protagonista del libro, è il tipico uomo medio-borghese di città: incastrato dal proprio senso del dovere nei confronti di alcune regole sociali, è un uomo che reprime le proprie pulsioni per viltà e non per convinzione. Assolutamente attratto dall'apparire a discapito dell'essere (amante dei vestiti griffati, delle belle auto), dissimula la propria infelicità partecipando ad aperitivi alcolici e parlando di vacuità. Sposato con una moglie con la quale è diventato estraneo, padre di una figlia che ama ma con la quale non dialoga, sfoga il proprio disagio e la propria insoddisfazione odiando tutti: dagli extracomunitari ai compagni di scuola di sua figlia, dai giovani universitari ai colleghi di lavoro. La vita di Claudio subisce rapidamente due scossoni: il primo in seguito all'incontro con Luca, psichiatra edonista che lo convince a lasciarsi andare, a fare quello che sente senza pensare alle conseguenze sociali del proprio agire. Così Claudio si lancia in un vortice di azioni irresponsabili che sembrano riempire il suo vuoto esistenziale: sarà proprio in una di queste occasioni che la sua vita subirà il secondo scossone e cambierà definitivamente. Lanciatosi in un'avventura extraconiugale con la bella e benestante dottoressa Ricci, Claudio non risponderà alla telefonata più importante della sua vita: sua figlia Erica è in pericolo di vita e cerca disperatamente un aiuto che lui, preso troppo da se stesso, non potrà concederle. Niente sarà più come prima. Ambientato in una Bologna “vera”, il romanzo punta la luce sull'uomo moderno, sul suo egoismo, sull'incapacità di comunicare e sulla paura dell'altro come riflesso della paura di se stessi. Claudio Roveri incarna perfettamente l'uomo mediocre dei nostri anni e nella sua descrizione, nello svelamento di certi meccanismi psicologici, l'autore è magistrale. Interessante infine la scelta narrativa: lo scrittore sembra prediligere la forma della lettera-confessione che Claudio manda a Erica. Una lettera-confessione che in realtà è più un monologo con se stesso e che crea molto coinvolgimento con il lettore che si identifica come destinatario di questo flusso di pensieri. Scrittore oramai maturo, Berselli dimostra tutte le proprie qualità stilistiche passando da esordi umoristici a generi più tetri con una disinvoltura tipica di chi conosce bene la lingua e l'animo umano.
Non fare la cosa giusta di Alessandro Berselli
Perdisapop, 234 pag, 15€
mercoledì 14 settembre 2011
Antartide, di Laura Pugno (Minimum Fax). Intervento di Nunzio Festa

martedì 13 settembre 2011
Francesco Falconi videointervista Cassandra Clare
13 giugno 2011, Roma, libreria Bibli
Videointervista a Cassandra Clare
lunedì 12 settembre 2011
Chiarelettere: " Il golpe inglese" di M. J. Cereghino e G. Fasanella
Gli autori Mario Josè Cereghino e Giovanni Fasanella presentano "Il golpe inglese". Da Matteotti a Moro: le prove della guerra segreta per il controllo del petrolio e dell'Italia
domenica 11 settembre 2011
Grande successo per Besa e Maria Pia Romano in Svizzera. Intervento di Gianluca Pasca

Si è concluso da poco il festival della Formazione Continua a Mendrisio nel Canton Ticino in Svizzera, un appuntamento di grande spessore culturale patrocinato dall’Unesco e da Puglia Swiss. A parte la partecipazione della pugliese Sabrina Merolla, originaria di Gravina, ambasciatrice della cultura, dell’arte, e dell’economia pugliese in terra elvetica, mi preme essendo salentino, di parlare di un’altra protagonista (di cui in verità mi sono occupato in altre sedi) del festival in Svizzera. Parlo di Maria Pia Romano che ancora una volta porta il Salento oltre confine, grazie al suo bellissimo lavoro “L’Anello inutile” edito da Besa editrice. E ad onor del vero non è solo l’autrice ad essere stata protagonista dell’evento in questione, ma anche la stessa Besa editrice, neretina, che da tempo porta avanti un grande discorso di qualità e attenzione di cui bisogna essere orgogliosi. Il libro della Romano, è sicuramente frutto di un grande interesse che sta alimentando l’attenzione e alcune risorse verso un territorio che da Edoardo Winspeare, sino a Dolce Nera, e ai Negroamaro, sino al giornalista Pier Francesco Pacoda che con Kowalski pubblica “Salento amore mio!”, solo per fare qualche esempio, ha moltissimo da comunicare (e non è un caso che il periodico Il Mondo, attualmente in edicola dedichi un “dossier Puglia” di più di venti pagine). Intanto oltre ai miei auguri a questa talentuosa autrice, non mi resta che consigliare un libro che parla di me e di tutti i miei “co/inquilini” della terra del rimorso!
sabato 10 settembre 2011
Il tribunale delle anime di Donato Carrisi (Longanesi)
Il grande ritorno dell'autore del Suggeritore, il thriller italiano più venduto nel mondo.
"Questa è la storia di un segreto invisibile eppure sotto gli occhi di tutti. Questa è la storia di un male antico ed eterno e di chi lotta per contrastarlo. Questa è una storia basata su fatti 'veri', ispirata a eventi 'reali': la sfida non è crederci ma accettarlo."
Scopri il nuovo romanzo di Donato Carrisi in anteprima sul sito web http://www.donatocarrisi.it
venerdì 9 settembre 2011
I VOSTRI 10 PERSONAGGI DAI LIBRI PREFERITI. ECCO I RISULTATI. Intervento di Stefano Donno
giovedì 8 settembre 2011
Gianluca Pasca segnala New Page l'iniziativa editoriale di Francesco Saverio Dodaro

New Page, è un movimento letterario fondato da Francesco Saverio Dòdaro sul finire del 2009 in Italia. Narrativa di cento parole. Romanzi, brevi, brevissimi, di cento parole, in store, da esporre nelle vetrine dei negozi, su crowner, pannelli cartonati molto in uso nella comunicazione pubblicitaria. E poi. Ancora. Apre alla poesia, al teatro. Poesia in store, nelle vetrine. Poesia di poche parole in store, in store. Nelle vetrine. Teatro in store. Teatro di cento parole. Nella piazza comunicazionale del terzo millennio. In ultimo, la sezione scavi del movimento. Per indagare, scandagliare, le vie del linguaggio, in store, ma senza il limite delle cento parole. «I romanzi, la poiesi in genere, intercettano l’ora, il contesto, l’ampio know-how, ed escono dalle gabbie speculative – commerciali e di potere – per diffondersi tra i frammenti, le desolazioni, le mancanze, gli smembramenti, le solitudini. L’amore. Cento parole. Ritorna, in altra veste, il cantastorie. Il cantastorie del terzo millennio.» (Francesco Saverio Dòdaro, 2010-03-18)
Al movimento hanno sin qui aderito autori italiani ed internazionali:
Dall’Italia: Francesco Saverio Dòdaro, Teresa Maria Lutri, Elisabetta Liguori, Francesco Aprile, Mauro Marino, Antonio Palumbo, Rossano Astremo, Elio Coriano, Serena Stìfani, Giuseppe Cristaldi, Vito Antonio Conte, Stefano Donno, Giuliano Ingrosso, Lea Barletti, Francesco Pasca, Marianna Massa, Erika Sorrenti, Alessandra De Luca, Ennio Ciotta, Dino Levante.
Dalla Spagna: Bartolomè Ferrando, Patricia Aguilera Arroyo.
Da Malta: Victor Jacono.
Dal Canada: Elvira Cordileone.
Dalla Siria: Ayham Agha.
Dall’Egitto: Ahmed Hamed Ahmed.
Dalla Francia: Vanessa Bile-Audouard.
mercoledì 7 settembre 2011
Dentro La Lanterna di Matteo Maria Orlando (Terre Sommerse). Intervento di Manuel De Carli
La contemporaneità è l’essenza esoterica del poetare. Il poeta, in quanto contemporaneo, tiene fisso lo sguardo nel suo tempo, cogliendo, al di là degli accecanti bagliori del secolo, un’entità umbratile, un buio speciale, un’intima oscurità. Orlando scorge l’ombra dell’impercettibile e, a partire dalle sue rivelazioni, intraprende un itinerario di ricerca poetica nella dimensione metafisica dell’insondabile, illuminato, come il cinico Diogene, dalla fiamma inesausta della lanterna spirituale. Nell’atto dello scrivere il poeta si fa viator. Il mondo è per lui uno specchio ove il vero si rifrange in simboli, e la speculatio, la lettura di questo specchio, rappresenta appieno lo stato e l’identità del viator. Orlando scatena il verso delle sue riflessioni secondo un duplice ordine di conoscenza: dall’inferiore nella realtà al superiore, da ciò ch’è esterno a ciò ch’è interno all’uomo. Anche nella più disincantata considerazione della realtà sociale (prima stanza) il poeta fa emergere, dall’insieme disparato del percepibile, le contraddizioni insolubili della storia che conducono, fatali, alla dissolvenza dell’io. Sembra perciò aprirsi una lacerante divisione del soggetto, drastica nella sua nettezza e tale da dilaniare ogni unità dell’esistente. Il poeta-viator fugge così l’ormai rovinoso mondo degli uomini, nella ricerca di una realtà fisico-intellettuale dove gli elementi possano porsi in contiguità nello stesso spazio, unirsi facilmente nell’animo indiviso dell’individuo. Il Mezzogiorno estremo, così come si dà nelle narrazioni archetipiche di Bodini e Bonaviri, stelle polari nel lungo cammino di Orlando, è la terra in cui lo spazio si libera dalla dipendenza indissolubile del continuum temporale (seconda stanza). Spogliato del divenire, il Sud è eterno. Ma nella celebrazione sacrale dell’universo meridiano il poeta tradisce un anelito ineludibile di quiete e di equilibrio, fenomeni di un ritorno al primigenio. E’ così che il sentimento di cosmicità si estende e si concreta in senso personale come amore vivente, movimento senza scopo, in cui avendolo raggiunto, il poeta possa perdersi. Esso non è desiderio, ma un volgersi senza termine e inesauribile all’amato, un protendersi all'altro. I moti di Afrodite (terza stanza) sono moti infiniti, quindi senza misura, fine e confine. Ma la spontaneità interiore che si dà negli atti dell’amore, del sentimento e della volontà, determina l’essenza di un’anima. Attraverso l’esperienza del riconoscimento l’anima del viator diviene sapiente di sé, cosciente del fatto di accompagnare se stessa, di poter “cullare il suo io”, affermando la sua natura di attività spontanea della comprensione (quarta stanza). Coronamento dell’universo tutto si fa il soggetto, l’animo individuale, che s’interroga come in un gioco di azioni, di interazioni in cui ciò che resta costantemente presente è l’io corporeo, la passione di esistere e di lasciare traccia, la coscienza del corpo come coscienza di un simbolo. Nella memoria narrata del viator (quinta stanza) si congiungono così passato, presente e futuro. I suoi canti, nella temporalità integrale, esprimono quella capacità di sfuggire ai limiti dell’esperienza immediata, di proiettarsi nell’avvenire, di rompere quella traiettoria lineare del tempo per avvolgersi in una spirale esistenziale dell’eterno ritorno, nel senso che il tempo dell’essere hic et nunc necessita di ricongiungersi, spiralicamente, con il tempo dell’altrove e dell’oltre, del farsi continuo e del trasformarsi. Nell’ora del tramonto della vocazione poetica, la poesia di Orlando diviene segno e simbolo, mito e rito, accesso al fantastico e all’immaginario; in ogni caso, risposta all’eterno bisogno maieutico di un mondo oscuro e per certi versi arcano. Esigenza di verità e mistero fondano l'estetica dell’Orlando. Scrittura come catarsi, poesia come dialogo tra immagini e realtà, ricerca come comprensione e lettura degli aspetti indicibili, spesso affidati al silenzio, all’ineffabile, nel senso di non traducibile in emozione. “Experientia singularium est, ars vero universalium” (Alessandro di Hales)
Dalla Prefazione
martedì 6 settembre 2011
Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi di Giuseppe Mazzini (Claudiana). Intervento di Nunzio Festa

Sono profondamente grato al curatore di questo libricino, “Dal Concilio a Dio”, Andrea Panerini, per due diverse ma speculari e riflettenti ragioni: m'ha fatto conoscere da subito la pubblicazione da lui con grazia e senso del dovere curata, ha deciso d'interrogare un argomento che spesso è lasciato ai triti luoghi comuni. Il lavoro raccoglie quattro scritti di Giuseppe Mazzini, e che nel lungo e allo stesso tempo breve periodo delle ricorrenze incontra un tema importantissimo per l'epoca analizzata, la religiosità ma soprattutto la visione della religione nel Mazzini; tre brevi saggi e una preghiera, altamente retorica e certamente in realtà poco letteraria davvero, questa. Il volume in pratica riprendere: “Dal Papa al Concilio”, “Dal Concilio a Dio”, “Dubbio e fede (Ricordi di G. Mazzini)”, “Preghiera a Dio per in piantatori, scritta da un esule”. A spiegare quanto sia stata grande l'importanza della religione nel pensiero, appunto, di Giuseppe Mazzini. Ed essenzialmente per chiarire una serie di posizioni, s'accennava, molte volte catapultate direttamente nella spicciola logica del luogo comune o delle semplificazioni più distruttive. Perché Mazzini, dobbiamo rivedere, lega fortemente il tema centrale nella sua vita, ovvero il desiderio dell'Unità d'Italia e della liberazione a un certo disegno provvidenziale, disegno altrimenti raccontato col ricorso alla necessità della fede – giusto o sbagliato che sia. I testi redatti fra il 1832 e il 1870 sono chiamati, nuovamente, a farci comprendere quanto e come Mazzini volesse una nazione libera certamente dalla sottomissione al papato e nel contempo, addirittura, guidata dalla fede cattolica. Perché, come sappiamo sin dalle scuole di base, quanto meno innanzitutto Giuseppe Mazzini non si batteva per la nascita d'una dittatura. Con questo testo, dotato d'un saggio d'accompagnamento del curatore dell'opera e di dotta presentazione dell'esperto Paolo Ricca, su tutto potremo ricordare che ci sono stati intellettuali, anche criticabili, contestabili, da applaudire a seconda dei casi, ma che hanno insegnato, o almeno provato a farlo, che il punto di partenza per la formazione di quello che una volta si chiamava 'spirito della nazione' o potremmo dire “sentimento del popolo” è sempre e sempre sarà la Laicità. Perché niente è formato. Nonostante l'incedere dei tempi. La colonna vertebrale del popolo italico, anzi, somiglia ancora pressoché a quella d'un imberbe.
Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi di Giuseppe Mazzini a cura e con introduzione di Andrea Panerini e prefazione di Paolo Ricca (Claudiana)lunedì 5 settembre 2011
Scrivete Contrabbando Poetico sulle vostre banconote!
Un'azione del gruppo di Contrabbando Poetico, dal luglio 2011, estrapolata dalla pratica del De-Noted - o dello scrivere disegnare sulle banconote - reinserita in un contesto diverso, riconcettualizata, rideterminata, esplicitata attraverso una pratica deoggettivante che libera il desiderio dalle gabbie meccaniche della spersonalizzazione, restituendolo alle dinamiche della poiesi. Contrabbando poetico è un gruppo di ricerca artistica formato da giovani sotto i 30 anni, con sede a Lecce e Roma, con l'obiettivo di indagare le modalità, i mezzi, gli assetti e le strutture dei supporti, delle connessioni dell'opera in relazione allo spazio sociale.
Paul Watzlawick in “Pragmatica della comunicazione umana” delinea gli assiomi della comunicazione per cui, secondo lo stesso, non può non esistere comunicazione in quanto ogni comportamento invia un segnale. Per Simmel ogni persona risulta essere in relazione con gli altri e, in virtù di questo, l’essere si esplicita nella reciprocità mutuata dallo scambio in quel concetto di oggettivazione del desiderio che il denaro viene a rappresentare. Il desiderio, smarrita la componente soggettiva-irrazionale, si manifesta per effetto dello scambio di denaro, o dell’oggettivazione del desiderio, nella mutata materia dei “sogni”. La società che, tramite bombardamento mediatico, trasforma l’irrazionale, che nella mente si cela in quel rapporto fra uomo e mondo, in manipolazione logica derivata da strategie di mercato delinea, anche, l’annichilimento del soggetto in virtù di quel portare alle sue estreme conseguenze l’individualismo da metropoli, da villaggio globale – unificato appunto, e scioglie e cancella l’unicità dell’aura che avvolge il desiderio esplicitato nell’oggettivazione della spersonificazione: il denaro o del desiderio del terzo millennio. Procedere attraverso una pratica di destrutturazione di una certa pragmatica del desiderio, liberare il denaro dalle gabbie speculative di strutturazioni logistiche che annullano il desiderio in virtù della sua oggettivazione meccanica, restituirlo, dunque, ad una pratica poetica destabilizzata che in un contesto sociale schematizzato scontorna il desiderio da una oggettivazione meccanica per portarlo sull’unicità soggettiva propria di quel concetto di felicità che è comune denominatore della pratica quotidiana del desiderio, inchiostrandolo attraverso una circolazione deoggettivata a comuni pratiche di responsabilizzazione civica e continua ricerca dell’altro. Che il non piegarsi a logiche che sono scelte tipiche della convenienza è indicativo dell’aprirsi alla speranza. Contrabbando Poetico è una presa di posizione. Di coscienza. È consapevolezza che il tempo per tornare indietro stringe. Col passare degli anni. C’è questo che alle spalle si lega, in questa pratica di deoggettivazione – nel mentre Contrabbando Poetico si scrive, invece, sull’oggettivazione, per una liberazione del desiderio, della poiesi, di una supremazia poietica sulla fredda tecnica del fallimento politico-monetario.
Contrabbando Poetico
contrabbandopoetico.wordpress.com
contrabbando poetico@libero.it
foto e logo, realizzati da Valentino CP Curlante
domenica 4 settembre 2011
Tolkien e Bach. Dalla terra di mezzo all'energia dei fiori di Giovanni Agnoloni (Galaad ). Intervento di Nunzio Festa
sabato 3 settembre 2011
Apocalisse in pantofole di Francesco Franceschini (Verbavolant edizioni)
Il nuovo romanzo della collana Admaiora! Apocalisse in pantofole di Francesco Franceschini
venerdì 2 settembre 2011
L’IMPERATORE DEL MALE DI SIDDHARTHA MUKHERJEE (NERI POZZA)
Nella storia si legge a volte con stupore di città cinte d'assedio per decine di anni, fino all'inevitabile capitolazione. La città-cancro è sotto assedio da quattromila anni. L'uomo ha inventato «macchine» e strategie, un tempo rudimentali e ingenue, poi sempre più precise e astute, per espugnare la città. Ma dietro le mura si nascondono abitanti tra loro diversi per aggressività e vulnerabilità, le cellule del cancro, e con caratteristiche spesso simili alle cellule normali. Dunque, questa è una guerra molto difficile. Questo libro ne racconta la storia. «In un certo senso è un libro di storia militare», ha scritto il suo autore, formatosi come ricercatore al Dana Farber Cancer Institute e oggi professore di oncologia alla Columbia University. L'opera, tuttavia, è anche una «biografia» del cancro nel senso più letterale del termine, poiché cerca di «penetrare la mente di questa malattia immortale, di comprenderne la personalità e demistificarne il comportamento». È, infine, un libro divulgativo e ispirato. Divulgativo perché Siddhartha Mukherjee espone con grande linearità le ragioni di ogni svolta e progresso nelle terapie, ispirato perché è la consapevolezza di dovere compiere scelte cruciali per i pazienti a conferire tensione narrativa e coesione logica al racconto. L'opera attraversa e illumina un secolo intero della guerra al cancro, dalle epoche della chirurgia più mutilante e della radioterapia indiscriminata fino alle più recenti scoperte scientifiche. Vediamo i bambini dei primi anni Cinquanta che caracollano salendo gli ampi gradini di cemento che portano all'ingresso del nuovo ospedale voluto da Sidney Farber, per affrontare una cura per le leucemie concepita pochi anni prima in un seminterrato del vecchio Children's Hospital, e attuata, tra l'ostilità dei colleghi, in pochi letti in fondo a freddi corridoi deserti. E vediamo cinquant'anni dopo il dottor Slamon allontanarsi sulla sua Nissan malandata senza partecipare al cocktail che celebra l'avvento di una nuova terapia per il carcinoma della mammella, nata dai suoi studi solitari sul gene Her-2. Come in ogni grande conflitto, ci imbattiamo in pagine epiche, miserie, interessi alimentati da gruppi di pressione, stampa e finanziatori privati. Tenendosi alla larga dai toni celebrativi, Siddhartha Mukherjee narra delle sconfitte e delle vittorie, delle illusioni e delle speranze di questa guerra, e della straordinaria personalità di numerosi medici e scienziati, della loro ostinazione nel credere in una certa via chirurgica o in un certo farmaco, e della loro pervicacia nelle prime battaglie e nei primi screening, contro il fumo, per il pap test e per la mammografia. Fino ad oggi, fino a offrirci un'idea plastica del rapporto tra genetica e fattori ambientali e del profilo biologico dei tumori, per accostare nuove scale al fossato e alle torri. (C.P.)
giovedì 1 settembre 2011
Abel Books sbarca in Italia
Amazon, Apple e Google, i tre giganti della rete stanno per varare i loro grandi progetti legati agli ebook. Di fatto nel 2012 assisteremo ad una vera rivoluzione nel mondo dell'offerta di lettori (in testa Kindle) che si alimenteranno di migliaia di libri elettronici. L'Italia negli ultimi mesi è diventato un vero e proprio laboratorio e la nascita di Abel Books dimostra che molti cittadini sono pronti a diventare lettori virtuali. Alcune librerie come BookRepublic accolgono tra i loro scaffali oltre 300 editori e in questi giorni ha fatto notizia la cessione di oltre 1000 ebooks da parte di Mondadori per la messa in vendita su Amazon. Il mercato infatti sta registrando una crescita che entro gennaio 2012 porterà alla vendita di oltre 900 mila libri elettronici, con un giro d'affari stimato in 12 milioni di euro (fonte Corriere della Sera). Al momento in Italia le grandi major editoriali stanno osservando dalla finestra, cercando di difendere le proprie posizioni e concentrazioni tradizionali. L'ebook infatti corrode lo stretto controllo del flusso di mercato, permettendo quindi ad ogni editore di poter avere le medesime possibilità. E di conseguenza per la prima volta gli scrittori potranno tutti partire dagli stessi blocchi di partenza. Abel Books rappresenta in questo una importante novità assoluta, considerato che è una pura casa editrice digitale, che ha costruito una rete di distribuzione di vendita capillare (grazie a Bol di Mondadori, Mediaworld, Rizzoli, Bookrepublic, etc.) e che si presenta con una trasparente gestione editoriale. Il catalogo è prevalentemente formato da saggistica e manualistica per poter diventare supporto a chi intende approfondire argomenti di studio o ampliare la propria conoscenza. Il libro cartaceo non verrà mai sostituito (ridurrà certamente le tirature), ma sarà affiancato dall'ebook che diventerà utile e valido strumento e innovativo compagno di viaggio. Per questo è nata Abel Books.


