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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    venerdì 23 settembre 2011

    Nuraghe beach. La Sardegna che non visiterete mai di Flavio Soriga (Laterza). Intervento di Nunzio Festa





















    Non solo nuraghe. L'insolita guida di Flavio Soriga, scrittore sardo che ormai possimao dire si fa apprezzare in Continente, non è una guida galattica per autostoppisti e neppure un manuale del perfetto turista fai da te. “Nuraghe beach. La Sardegna che non visiterete mai”, è una scanzonata descrizione dell'indescrivibile. Trentottenne, ora barista e libraio, anzi più esattamente libraio-barista, Nicola, il protagonista del viaggio di Soriga, un po' Soriga e un po' il sardo per antonomasia ma persino il sardo sui generis, socio della libreria Giufà, è protagonista a metà: nel senso che è centro della narrazione solamente, facciamo per dire, nella lunghissima Premessa pensata e scritta o riscritta per essere il vero libro. Nel senso che è il resto, potremmo sintetizzare ma ricorrendo alla più elementare semplicificazione che ci sia, a fare da contorno: nonostante solo con l'inizo di Nuraghe beach Soriga dice di cominciare realmente il suo scritto. Ma, sappiamo, la brillante e sempre imprevedibile collana Contromano stupisce in continuazione. E di nuovo ora. Allora, il racconto del suo ritorno al paese alle porte di Cagliari - un villaggio di contadini, a zero metri sul livello del mare – diviene: “il pretesto per narrare le mille sfaccettature che caratterizzano la sua regione”. Essenza della romanzata guida. Tra Cagliari e l'immenso resto della nazione sarda. Una dichiarazione d'amore, scritta a più voci, che precede, quindi, un breve scritto della madre dell'autore, Raffaella Pani, sulla Sardegna che non esiste più. Come, tra le altre cose, alcune testimonianze d'amici dello scrittore, che ricordano pure loro, ricordando “l'epopea del Cagliari calcio”. Dove la chiusura è fatta, perfino, da un testo per musica reggae campidanese. Che il campidano e immenso, e imperdibile. Sempre, ovviamente, considerando la certezza che i sardi non vogliono più essere, o almeno molto inferiormente al passato, carne da cannone, cantando il principio che potrebbe migliorare tutte e tutti: “nostra patria è il mondo intero”. Quest'opera è davvero giusta per i turisti della Sardegna. Com per gli studenti che dalla Sardegna si trovano a Roma ecc. Quelli che lavorano a Bologna. I dipendenti degli alberghi della valtellina, sardi pure loro. Insomma per abitanti della Sardegna, migranti dalla sardegna e viaggiatori in genere, ma in fondo per ciascuno che non la smette di provare a conoscere. E l'occasione è più che buona per salutare il fratello Bruno Bellomonte, di nuovo e ingiustamente incarcerato dallo Stato Italiano. Per la sua liberazione.

    mercoledì 21 settembre 2011

    Il caso Vittorio (nuova edizione) di Francesco Pacifico (Minimum Fax). Segnalazione a cura di Stefano Donno





















    Il caso Vittorio è il brillante romanzo di formazione con cui minimum fax ha lanciato Francesco Pacifico, una delle voci più interessanti della nuova scena letteraria italiana. La vicenda del giovane e camaleontico Vittorio, che attraversa gli scenari di un decennio di storia italiana oscillando fra l’amore della disinibita Claudia e quello della repressa Marta, fra l’edonismo altoborghese e il cattolicesimo più dogmatico, ha fatto scoprire ai lettori la penna ironica e raffinata di un geniale indagatore della società contemporanea.  Chi è Vittorio, l’inafferrabile protagonista di un romanzo che inizia ai tempi del primo governo Berlusconi e si conclude nell’atmosfera irreale del post-11 settembre? Frequenta i centri sociali? È uno studente modello? Un fan dei Pearl Jam? Un edonista in vacanza a Sharm el Sheik? Un cattolico integralista? E soprattutto: è innamorato della bella e disinibita Claudia o di Marta, chiusa, impacciata e rosa dalla frustrazione? Vittorio riesce a essere tutte queste cose insieme, attraversando adolescenza e giovinezza all’insegna di un camaleontismo luciferino e superando, praticamente indenne, il periodo del grunge e quello del pop patinato, la vittoria elettorale della sinistra e il ritorno di Berlusconi, il Giubileo del 2000 e il momento d’oro della bolla speculativa, il crollo del Nasdaq e quello delle due torri. Come molti, tra i suoi referenti più anziani (la storia recente del nostro Paese ne è piena) ha un talento formidabile per il trasformismo. Ma a differenza di loro questa vocazione al trasformismo non nasce dal bisogno di rimanere a galla: è diventata una sorta di elemento genetico e quindi più profondo, inespugnabile, insondabile agli altri e a se stessi.


    “Il sole freddo tagliava la strada da una via parallela, la gente si affacciava al balcone e da sotto si sentiva cantare: «Scendi giù, scendi giù, manifesta pure tu...», e Marta pensava: siamo tanti, siamo belli, e si commuoveva. Claudia invece cantava Guccini a squarciagola, faceva la erre moscia e abbracciava qualcuno. Cantava La locomotiva, L’avvelenata, Auschwitz, ma anche canzoni che non avevano direttamente a che vedere con la politica, tipo Culodritto, Canzone di notte n. 3, La Genesi (nella quale faceva alla perfezione anche le parti parlate), e perfino Keaton, la storia del pianista con la cirrosi epatica, che faceva pensare a Kerouac. E urlando e cantando cercava di alleviare la tristezza di aver perso Gianluca dopo solo tre mesi da che lui aveva cominciato nel nuovo liceo del centro – Claudia che gli rispondeva al telefono mormorando funebre: «Ti prego, non chiamare, quando chiami sento una fitta alle gambe e soffro». Infatti era vero, non riusciva più a sopportarlo, anche se gli voleva «un bene dell’anima». Bisogna andare avanti, gli diceva, ed era dalla metà di ottobre che si erano lasciati ufficialmente e stavano nella fase amanti, nella quale facevano l’amore due volte a settimana a casa di lei, nella cantina ammobiliata al piano interrato. Lui aveva le chiavi del portone e della cantina; i genitori di Claudia non ci tenevano niente se non qualche bottiglia di vino, due biciclette e poche cianfrusaglie: il grosso degli attrezzi da botanica o delle chiavi inglesi se li era portati via il padre tre anni prima. Vito, il compagno della madre, i suoi attrezzi li teneva a casa sua, a Collina Fleming, e mamma possedeva solo libri e giornali che non voleva tenere in un posto umido. Gianluca veniva quando voleva, con la sua copia delle chiavi; in un armadietto con la serratura tenevano il sacco a pelo, due stuoini di gommapiuma, due cuscini e i preservativi. Gianluca spegneva il motore del motorino proprio sopra alla presa d’aria della cantina, così Claudia poteva sentirlo arrivare: si alzava dalla poltrona, chiudeva il libretto Millelire – De Sade, Neruda, Voltaire, o le raccolte Stampa Alternativa di quegli aforismi che la gente scrive sui cessi e sulle schede elettorali – apriva il mobiletto, srotolava gli stuoini, stendeva il sacco a pelo e inghiottiva la saliva. Prendeva un sorso di Coca-Cola e si guardava le unghie mangiate. Gianluca infilava la chiave nella toppa, Claudia metteva un disco e la passione li travolgeva, una passione che durava poco ma bruciava bene.”

    lunedì 19 settembre 2011

    Giovanna De Angelis da Fanucci. Segnalazione a cura di Marco Mattanti












    Il gruppo editoriale Fanucci, dopo essersi confermato il secondo editore a Roma, è orgoglioso di annunciare che dal 19 settembre 2011 Giovanna De Angelis assumerà il ruolo di editor con particolare attenzione a un nuovo marchio dedicato al thriller e al noir, che verrà lanciato a partire dal prossimo gennaio 2012. Giovanna De Angelis vanta una esperienza decennale in case editrici come Einaudi Stile Libero e Fazi Editore. Questo suo arrivo consolida il reparto editoriale e ci proietta in una nuova avventura, dopo la nascita dello scorso anno del marchio di successo Leggereditore. Giovanna sarà presente a Francoforte.

    sabato 17 settembre 2011

    “L'eclissi - Dialogo precario sulla crisi della civiltà capitalistica” (Manni). Segnalazione a cura di Stefano Donno












    Bifo e Formenti affrontano il tema dell’evoluzione tecnologica ai tempi del Web 2.0 mettendone in luce le implicazioni economiche, politiche, sociali. Dalla galassia Facebook, che ha reso la dimensione relazionale così veloce e vasta da farla divenire paradossalmente impossibile, al fenomeno WikiLeaks, che ha squarciato il velo di Maya della net-neutrality, fino alla discussione su democrazia e Internet, e alla questione della governance economica globale nell’attuale fase post-neoliberista, sono molteplici gli scenari che si aprono in queste pagine. Se la democrazia è una forma di organizzazione politica corrotta e storicamente conclusa, esiste una nuova filosofia capace di includere cultura digitale, movimenti di base e attivismo studentesco. Se il potere dominante è incapace di trovare strumenti di crescita per le classi e le zone povere del pianeta, c’è bisogno di una “ricomposizione” del tessuto politico di base, di nuove forme di antagonismo culturale, di nuovi modelli di sviluppo. In un contesto nazionale e mondiale sconfortante, di totale eclissi, c’è da chiedersi se sia possibile una ricostruzione. Altrimenti, bisognerà inventarsi un altro cielo.

    FRANCO BERARDI BIFO, leader del movimento del 77 a Bologna, tra i fondatori di Radio Alice, sin dalla fine degli anni Ottanta si è occupato di Web e nuove tecnologie. Insegna Elementi di storia della comunicazione sociale all’Accademia di Brera. Ha pubblicato libri sulla cybercultura, in Italia, in Francia, in Inghilterra, negli USA.

    CARLO FORMENTI insegna Teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Uiversità del Salento. Scrive sul “Corriere della Sera” ed è membro del comitato storico di “Alfabeta2”. È autore di numerosi saggi sul rapporto tra le nuove tecnologie e le trasformazioni sociali. Tra gli ultimi, Cybersoviet (Raffaello Cortina 2008), Se questa è democrazia (Manni 2009) e Felici e sfruttati (Egea 2011).

    venerdì 16 settembre 2011

    “Non fare la cosa giusta”: così l'uomo egoista dei nostri giorni distrugge se stesso e chi lo circonda di Roberto Martalò












    Con la pubblicazione di “Non fare la cosa giusta”, ultimo lavoro di Alessandro Berselli, autore sempre più proiettato verso il noir, Perdisapop dimostra ancora una volta la propria volontà di puntare su autori che hanno voglia di esplorare e sperimentare nuove forme letterarie. Claudio Roveri, protagonista del libro, è il tipico uomo medio-borghese di città: incastrato dal proprio senso del dovere nei confronti di alcune regole sociali, è un uomo che reprime le proprie pulsioni per viltà e non per convinzione. Assolutamente attratto dall'apparire a discapito dell'essere (amante dei vestiti griffati, delle belle auto), dissimula la propria infelicità partecipando ad aperitivi alcolici e parlando di vacuità. Sposato con una moglie con la quale è diventato estraneo, padre di una figlia che ama ma con la quale non dialoga, sfoga il proprio disagio e la propria insoddisfazione odiando tutti: dagli extracomunitari ai compagni di scuola di sua figlia, dai giovani universitari ai colleghi di lavoro. La vita di Claudio subisce rapidamente due scossoni: il primo in seguito all'incontro con Luca, psichiatra edonista che lo convince a lasciarsi andare, a fare quello che sente senza pensare alle conseguenze sociali del proprio agire. Così Claudio si lancia in un vortice di azioni irresponsabili che sembrano riempire il suo vuoto esistenziale: sarà proprio in una di queste occasioni che la sua vita subirà il secondo scossone e cambierà definitivamente. Lanciatosi in un'avventura extraconiugale con la bella e benestante dottoressa Ricci, Claudio non risponderà alla telefonata più importante della sua vita: sua figlia Erica è in pericolo di vita e cerca disperatamente un aiuto che lui, preso troppo da se stesso, non potrà concederle. Niente sarà più come prima. Ambientato in una Bologna “vera”, il romanzo punta la luce sull'uomo moderno, sul suo egoismo, sull'incapacità di comunicare e sulla paura dell'altro come riflesso della paura di se stessi. Claudio Roveri incarna perfettamente l'uomo mediocre dei nostri anni e nella sua descrizione, nello svelamento di certi meccanismi psicologici, l'autore è magistrale. Interessante infine la scelta narrativa: lo scrittore sembra prediligere la forma della lettera-confessione che Claudio manda a Erica. Una lettera-confessione che in realtà è più un monologo con se stesso e che crea molto coinvolgimento con il lettore che si identifica come destinatario di questo flusso di pensieri. Scrittore oramai maturo, Berselli dimostra tutte le proprie qualità stilistiche passando da esordi umoristici a generi più tetri con una disinvoltura tipica di chi conosce bene la lingua e l'animo umano.

    Non fare la cosa giusta di Alessandro Berselli

    Perdisapop, 234 pag, 15€

    mercoledì 14 settembre 2011

    Antartide, di Laura Pugno (Minimum Fax). Intervento di Nunzio Festa




















    Matteo freddo come il ghiaccio. Più volte, fra le pagine del magistrale romanzo “Antartide” della poetessa e scrittrice Laura Pugno, i personaggi vengono fotografati in momenti di decadimento fisico e mentale, o più esattamente quando divengono esausti per sforzi fisici e psicologici. Ma, nello stesso numero di volte e foto, scopriamo che ogni persona che viaggia nella narrazione di Pugno è dotata, ormai, d'una lucidità che supera il calcolo logico. Matteo su tutti. Freddo come i ghiacciai dell'Antartide - visitato per lavoro e frequentato quasi per contrappasso o addirittura causa della separazione con sua moglie Sonia - , il protagonista del nuovo e magistrale (abbiamo già detto), sia per scrittura che per cadenza e perfezione 'strategica' del dialogo, romanzo di Laura Pugno è abituato ormai a stare da solo. Dopo la dipartita dei genitori, e dopo la scomparsa, senza morte, ma in un certo senso molto similmente all'estremo passaggio, d'ex moglie, quindi, e figlioletta. L'inizio della storia, d'altronde, ci lascia immaginare se e come Matteo abbia persino tentato il suicidio. Senza dirci la verità, su questo aspetto. Il rientro a Roma, però, non è solamente il mitico rientro dopo questa specie di tentativo di suicidio. Ma più esattamente un rientro nella totale normalità. Dove, insomma, non è possibile non fare i conti, e tutti quanti, con l'ultimissima perdita. Che, poi, la morte del padre di Matteo arriva insieme a quella apostrofata d'altri amici, coetanei, tanto da far pensare al crollo d'una generazione. Eppure non tutto è così semplice. Che, ovviamente, il romanzo offre dei veri e propri colpi di scena. A cominciare, per dire, proprio dagli ultimi gesti di queste persone che andavano verso il fine-vita – che di fine-vita si tratta. Perché i soggetti finiti hanno un destino comune. E nel loro destino, una stessa metà, che non è unicamente la signora Morte: la Casa di Miriam. Una struttura alberghiera spuntata tra Italia e Francia che per giunta mette di nuovo in relazione Matteo e Sonia. Senza, va spiegato, che si tratti d'un ritorno all'incontro. Dietro le finestre della Casa di Miriam, si scopre, accadono altre situazioni e circostanze più che anomale. Oltre che inattese, per lettrici e lettori. Come per Matteo e l'ex Sonia. Risparmiamo, nel nostro spazio, il tuffo nei segreti. Non esimendo, comunque, commenti ultimi sulla forza propulsiva dell'opera di Laura Pugno. La storia cresce, piano piano. In quanto con forza delicata deve andare a prendersi alcuni dei tempi più difficili della storia umana. Morte e malattia. Rapporto genitore/genitrice – figlia/figlio. E infine l'autonomia di giudizio appuntata alla volontà individuale di decidere indipendentemente da tutto e tutti. Antartide è uno del libri che dalle date del 2011 non si potrà cancellare. Le descrizioni di Laura Pugno, che usa una penna svelta e snella, salgono nella mente delle donne e degli uomini del libro, per salire nel dibattito vitale che mai dovremmo tralasciare.

    martedì 13 settembre 2011

    Francesco Falconi videointervista Cassandra Clare

    Francesco Falconi, scrittore, in esclusiva per Urban-Fantasy.it videointervista Cassandra Clare durante il tour promozionale di Shadowhunters.

    13 giugno 2011, Roma, libreria Bibli
    Videointervista a Cassandra Clare

    lunedì 12 settembre 2011

    Chiarelettere: " Il golpe inglese" di M. J. Cereghino e G. Fasanella



    Gli autori Mario Josè Cereghino e Giovanni Fasanella presentano "Il golpe inglese". Da Matteotti a Moro: le prove della guerra segreta per il controllo del petrolio e dell'Italia

    domenica 11 settembre 2011

    Grande successo per Besa e Maria Pia Romano in Svizzera. Intervento di Gianluca Pasca










    Si è concluso da poco il festival della Formazione Continua a Mendrisio nel Canton Ticino in Svizzera, un appuntamento di grande spessore culturale patrocinato dall’Unesco e da Puglia Swiss. A parte la partecipazione della pugliese Sabrina Merolla, originaria di Gravina, ambasciatrice della cultura, dell’arte, e dell’economia pugliese in terra elvetica, mi preme essendo salentino, di parlare di un’altra protagonista (di cui in verità mi sono occupato in altre sedi) del festival in Svizzera. Parlo di Maria Pia Romano che ancora una volta porta il Salento oltre confine, grazie al suo bellissimo lavoro “L’Anello inutile” edito da Besa editrice. E ad onor del vero non è solo l’autrice ad essere stata protagonista dell’evento in questione, ma anche la stessa Besa editrice, neretina, che da tempo porta avanti un grande discorso di qualità e attenzione di cui bisogna essere orgogliosi. Il libro della Romano, è sicuramente frutto di un grande interesse che sta alimentando l’attenzione e alcune risorse verso un territorio che da Edoardo Winspeare, sino a Dolce Nera, e ai Negroamaro, sino al giornalista Pier Francesco Pacoda che con Kowalski pubblica “Salento amore mio!”, solo per fare qualche esempio, ha moltissimo da comunicare (e non è un caso che il periodico Il Mondo, attualmente in edicola dedichi un “dossier Puglia” di più di venti pagine). Intanto oltre ai miei auguri a questa talentuosa autrice, non mi resta che consigliare un libro che parla di me e di tutti i miei “co/inquilini” della terra del rimorso!

    sabato 10 settembre 2011

    Il tribunale delle anime di Donato Carrisi (Longanesi)



    Il grande ritorno dell'autore del Suggeritore, il thriller italiano più venduto nel mondo.

    "Questa è la storia di un segreto invisibile eppure sotto gli occhi di tutti. Questa è la storia di un male antico ed eterno e di chi lotta per contrastarlo. Questa è una storia basata su fatti 'veri', ispirata a eventi 'reali': la sfida non è crederci ma accettarlo."

    Scopri il nuovo romanzo di Donato Carrisi in anteprima sul sito web http://www.donatocarrisi.it

    venerdì 9 settembre 2011

    I VOSTRI 10 PERSONAGGI DAI LIBRI PREFERITI. ECCO I RISULTATI. Intervento di Stefano Donno




















    Il regolamento prevedeva due tre passaggi piuttosto semplici: i primi 10 commenti (liste) con 10 “mi piace” (su facebook ovviamente) venivano premiati con un LIBRO INCENTIVO offerto dalle Case Editrici che hanno giocato con 10 righe dai LIBRI : Arcana Edizioni, Armando Editore, Castelvecchi, Cavallo di Ferro, Chiarelettere, Edizioni Angolo Manzoni, Elliot, Fazi, Giunti, Marsilio, Newton, Orme, Ponte alle Grazie, Salani. Altri 3 vincitori venivano poi scelti a sorpresa dallo staff 10 righe dai LIBRI.. Si poteva partecipare con un massimo di 10 liste e poi con quelle prime 10 liste vincitrici veniv creato un sondaggio per la lista top 10 assoluta. Questo era il regolamento del game “I vostri 10 personaggi dai libri preferiti”. Non poteva essere che 10 righe dai LIBRI ad organizzare il tutto, nugolo “terribile” di professionisti e amanti del libro e della cultura. Consiglio di andarli trovare sul loro sito (http://www.10righedailibri.it/) ricchissimo di tante iniziative interessanti e dove si legge a caratteri ben in evidenza: “10 righe dai libri divulga la lettura e la scrittura con tante sorprese dagli editori che hanno aderito ai giochi!”. E forse la filosofia che anima gli “agitatori” di queste iniziative è più che giusta … recuperare l’aspetto ludico sia del produrre cultura, che agirla, diffonderla e farla amare! Già perché è facile dire che in Italia si legge poco, i lettori forti sono sempre pochissimi, i libri non si vendono … Guardate i risultati di questo gioco … rimarrete a bocca aperta!

    I LETTORI VINCITORI
    Claudia Garage, Sweets Dreems, Valentina Salza , Emy Mercuri, Angie Reina Padilla , Fata Jana
    Laura Castaldo, Cristina Romito, Eva Luna, Francesca Schivazappa

    100 personaggi vincitori del gioco (ordine alfabetico)
    Albert Einstein, Storie di normale dislessia, R. Grenci, D. Zanoni, 2011)
    Alexander Barrington (Il cavaliere d'inverno, Paulina Simmons, 2003);
    Alice (Alice nel paese delle meraviglie, Lewis Carrol, 1865);
    Amir (Il cacciatore di aquiloni, Khaled Hosseini, 2003);
    Andrea De Giacomi (Il punto sublime, Marcello Pozzato, 2011)
    Anita Blake (Il ballo della morte, Laurell K. Hamilton, 2005);
    Anne Elliot (Persuasione, Jane Austen, 1818);
    Aragorn (Saga Il signore degli anelli, Tolkien, 1955).
    Arthur Gordon Pym (Storia di Arthur Gordon Pym, Edgar Allan Poe, 1838);
    Aslan (Le cronache di Narnia, C.S. Lewis, 2005);
    Athos (I tre moschettieri, Alexandre Dumas, 2004);
    Aurelio Cabrè di Rosacroce (Il cuore dei briganti, Flavio Soriga, 2010);
    Barney Panofsky (La versione di Barney, Mordecai Richler, 1997);
    Benjamin Malaussène (Ciclo di Malaussène, Daniel Pennac, 1985/1999).
    Benjamin Malaussene (Il Paradiso degli Orchi, Daniel Pennac, 1985);
    Capitan Uncino (Peter Pan, James Barrie, 1904);
    Capitano Bellodi (Il giorno della civetta, L. Sciascia,1961).
    Capitano Reitani (100000 gavette di ghiaccio, Giulio Bedeschi,1963);
    Catherine Earnshaw (Cime tempestose, Emily Bronte, 1999);
    Chiara (Volevo essere una gatta morta, C. Moscardelli, 2011)
    Claudine (Claudine a scuola, Colette, 1900);
    Commissario Maigret (Georges Simenon, 1929);
    Connavar (Spada nella Tempesta, David Gemmell, 2006);
    Cyrano de Bergerac (Cyrano de Bergerac, Edmond Rostand, 1897);
    Darcy (Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen,1813);
    Desdemona (Otello, Shakespeare, 1995);
    Dobby (Saga di Harry Potter, J. K. Rowling, 1997/2007 );
    Don Chisciotte (Don Chisciotte della Mancia, Miguel de Cervantes, 1605);
    Dorian Gray (Il ritratto di Dorian Gray, Oscar Wilde, 1891);
    Dottor Watson (Il Mastino dei Baskerville, Arthur Conan Doyle, 1902);
    Earl Copen (Animal factory, Edward Bunker, 1977);
    Ebeneezer Scrooge (Canto di Natale, C. Dickens, 1843);
    Elizabeth Bennet (Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen, 1813);
    Elizabeth Gilbert (Mangia prega ama, Elizabeth Gilbert, 2010);
    Generale Henrik (Le braci, Sandor Marai, 2006);
    Giulia (Cuore nero, Amabile Giusti, 2011)
    Gojko (Venuto al mondo, Margaret Mazzantini, 2008);
    Guglielmo da Baskerville (Il nome della rosa, Umberto Eco, 1980);
    Heathcliff (Cime Tempestose, Emily Bronte, 1847);
    Helen Boyle (Ninna Nanna, Chuck Palahniuk, 2002);
    Hercule Poirot (Agatha Christie, 2004);
    Hermione Gernger (Saga di Harry Potter, J. K. Rowling, 1997/2007);
    Huckleberry Finn (Le avventure di Huckleberry Finn, Mark Twain, 1884);
    Il piccolo principe (Il piccolo principe) Antoine de Saint-Exupéry (1949)
    Ismaele (Moby Dick, Melville, 1851);
    Jacob (New Moon, Stephanie Meyer, 2007);
    James Fraser (Outlander, Diana Gabaldon, 2004);
    Jane Eyre (Jane Eyre, Charlotte Bronte, 1847);
    Jean Cloude (Nodo di sangue, Laurell K. Hamilton, 2003);
    Jean Marc De Ponthieu (Hyperversum, Cecilia Randall, 2006);
    Jean Valjean (I miserabili, V. Hugo, 1862);
    Jim (Jules e Jim, Henri-Pierre Roché, 1994);
    Jocelin (Kushiel Saga, Jacqueline Carey, 2001);
    Josef K (Il processo, Franz Kafka, 1925);
    Josef Mengele (I Ragazzi Venuti dal Brasile, Ira Levin, 1976);
    Kyle Kingsbury (Beastly, Alex Flinn, 2010)
    La Guerrera (Fuego, Marilù Oliva, 2011)
    La principessa di Cleves (La principessa di Cleves, Madame de La Fayette, 1988);
    Leonard Pine (Una Stagione Selvaggia, Joe R. Lansdale, 1990);
    Lisbeth Salander (Millennium Trilogy, Stieg Larsson, 2005);
    Lloyd Hopkins (Le Strade dell'Innocenza, James Ellroy, 1984);
    Lo spaventapasseri (Il mago di Oz, L. Frank Baum, 1900);
    Lucius (Promessi vampiri, Beth Fantaskey 2010).
    Malveria (Ragazze lupo, Martin Millar, 2008).
    Marcel (Alla ricerca del tempo perduto, Marcel Proust, 1913);
    Margherita (Margherita Dolcevita, Stefano Benni, 2005);
    Maria (Storia di una capinera, Giovanni Verga, 2008);
    Marley (Io & Marley, di John Grogan, 2009);
    Marvin, il robot depresso (Guida galattica per autostoppisti, Douaglas Adams, 1979).
    Momo (Momo, Michael Ende, 1984);
    Monsieur Ozu (L'eleganza del riccio, Muriel Barbery, 2007);
    Montalbano (Montalbano, Camilleri, 2009);
    Morgana (Le nebbie di Avalon, Marion Zimmer Bradley, 1979);
    Mr. Darcy (Orgoglio e pregiudizio, Jane Austen, 1813);
    Mr. Knightley (Emma, Jane Austen, 1815);
    Mr. Rochester (Jane Eyre, Charlotte Bronte, 1847);
    Nikolaj (I demoni, F. M. Dostoevskij, 2006)
    Noah (Le pagine della nostra vita, Nicholas Sparks, 1998);
    Paolo e Francesca (La Divina Commedia, V Canto di Dante Alighieri, 1321);
    Pel di carota (Pel di carota, Jules Renard,1894);
    Phedre no Delaunay (Il dardo e la Rosa, Jacqueline carey, 2007);
    Pierre Bezukov (Guerra e Pace, L. Tolstoj, 2003);
    Pinocchio (Pinocchio, Carlo Collodi, 2010);
    Pippi Calzelunghe (Pippi Calzelunghe, Astrid Lindgren, 1945);
    Primo Levi (Se questo è un uomo, Primo Levi, 1947);
    Principe Anatolij Vassilievič Kuragin (Guerra e Pace, Lev Tolstoj, 1869);
    Quintilio e Moscardo (La collina dei conigli, Richard Adams, 1972;
    Renzo Tramaglino e Lucia Mondella (I promessi sposi di A. Manzoni, 1840-1841 nella II versione);
    Rudy Baylor ( L'uomo della pioggia, John Grisham, 1997);
    Severus Piton (Harry Potter, J.R Rowling, 1997);
    Simone Sole (Marianna Sirca, Deledda, 1916);
    Tatiana Metanov; (Il cavaliere d'inverno, Paullina Simons, 2003);
    Tereza (L’insostenibile leggerezza dell’essere, Milan Kundera, 1998);
    Useppe (La storia, Elsa Morante, 1995);
    Van Helsing (Dracula, Bram Stoker, 1897)
    Vianne Rocher (Chocolat, Joanne Harris, 1999);
    Vladek Spiegelman (Maus, Art Spiegelman, 1973-1991);
    Winston Smith (1984, George Orwell, 1949);
    Zacknafein Do'Urden (Il dilemma di Drizzt, R.A. Salvatore, 2001);
    Zsadist (Lover Awakened. Un amore impossibile, J.R. Ward, 2009);

    CLASSIFICA 10 PERSONAGGI PREFERITI
    1) Montalbano (Montalbano, Camilleri, 2009);
    2) Don Chisciotte (Don Chisciotte della Mancia, Miguel de Cervantes, 1605);
    3) Primo Levi (Se questo è un uomo, Primo Levi, 1947);
    4) Albert Einstein, Storie di normale dislessia, R. Grenci, D. Zanoni, 2011)
    5) Chiara (Volevo essere una gatta morta, C. Moscardelli, 2011)
    6) Guglielmo da Baskerville (Il nome della rosa, Umberto Eco, 1980);
    7) Cyrano de Bergerac (Cyrano de Bergerac, Edmond Rostand, 1897);
    8) Alice (Alice nel paese delle meraviglie, Lewis Carrol, 1865);
    9) Paolo e Francesca (La Divina Commedia, V Canto di Dante Alighieri, 1321);
    10) Tereza (L’insostenibile leggerezza dell’essere, Milan Kundera, 1998);

    giovedì 8 settembre 2011

    Gianluca Pasca segnala New Page l'iniziativa editoriale di Francesco Saverio Dodaro







    New Page, è un movimento letterario fondato da Francesco Saverio Dòdaro sul finire del 2009 in Italia. Narrativa di cento parole. Romanzi, brevi, brevissimi, di cento parole, in store, da esporre nelle vetrine dei negozi, su crowner, pannelli cartonati molto in uso nella comunicazione pubblicitaria. E poi. Ancora. Apre alla poesia, al teatro. Poesia in store, nelle vetrine. Poesia di poche parole in store, in store. Nelle vetrine. Teatro in store. Teatro di cento parole. Nella piazza comunicazionale del terzo millennio. In ultimo, la sezione scavi del movimento. Per indagare, scandagliare, le vie del linguaggio, in store, ma senza il limite delle cento parole. «I romanzi, la poiesi in genere, intercettano l’ora, il contesto, l’ampio know-how, ed escono dalle gabbie speculative – commerciali e di potere – per diffondersi tra i frammenti, le desolazioni, le mancanze, gli smembramenti, le solitudini. L’amore. Cento parole. Ritorna, in altra veste, il cantastorie. Il cantastorie del terzo millennio.» (Francesco Saverio Dòdaro, 2010-03-18)

    Al movimento hanno sin qui aderito autori italiani ed internazionali:

    Dall’Italia: Francesco Saverio Dòdaro, Teresa Maria Lutri, Elisabetta Liguori, Francesco Aprile, Mauro Marino, Antonio Palumbo, Rossano Astremo, Elio Coriano, Serena Stìfani, Giuseppe Cristaldi, Vito Antonio Conte, Stefano Donno, Giuliano Ingrosso, Lea Barletti, Francesco Pasca, Marianna Massa, Erika Sorrenti, Alessandra De Luca, Ennio Ciotta, Dino Levante.

    Dalla Spagna: Bartolomè Ferrando, Patricia Aguilera Arroyo.

    Da Malta: Victor Jacono.

    Dal Canada: Elvira Cordileone.

    Dalla Siria: Ayham Agha.

    Dall’Egitto: Ahmed Hamed Ahmed.

    Dalla Francia: Vanessa Bile-Audouard.


    IL BLOG


    mercoledì 7 settembre 2011

    Dentro La Lanterna di Matteo Maria Orlando (Terre Sommerse). Intervento di Manuel De Carli













    La contemporaneità è l’essenza esoterica del poetare. Il poeta, in quanto contemporaneo, tiene fisso lo sguardo nel suo tempo, cogliendo, al di là degli accecanti bagliori del secolo, un’entità umbratile, un buio speciale, un’intima oscurità. Orlando scorge l’ombra dell’impercettibile e, a partire dalle sue rivelazioni, intraprende un itinerario di ricerca poetica nella dimensione metafisica dell’insondabile, illuminato, come il cinico Diogene, dalla fiamma inesausta della lanterna spirituale. Nell’atto dello scrivere il poeta si fa viator. Il mondo è per lui uno specchio ove il vero si rifrange in simboli, e la speculatio, la lettura di questo specchio, rappresenta appieno lo stato e l’identità del viator. Orlando scatena il verso delle sue riflessioni secondo un duplice ordine di conoscenza: dall’inferiore nella realtà al superiore, da ciò ch’è esterno a ciò ch’è interno all’uomo. Anche nella più disincantata considerazione della realtà sociale (prima stanza) il poeta fa emergere, dall’insieme disparato del percepibile, le contraddizioni insolubili della storia che conducono, fatali, alla dissolvenza dell’io. Sembra perciò aprirsi una lacerante divisione del soggetto, drastica nella sua nettezza e tale da dilaniare ogni unità dell’esistente. Il poeta-viator fugge così l’ormai rovinoso mondo degli uomini, nella ricerca di una realtà fisico-intellettuale dove gli elementi possano porsi in contiguità nello stesso spazio, unirsi facilmente nell’animo indiviso dell’individuo. Il Mezzogiorno estremo, così come si dà nelle narrazioni archetipiche di Bodini e Bonaviri, stelle polari nel lungo cammino di Orlando, è la terra in cui lo spazio si libera dalla dipendenza indissolubile del continuum temporale (seconda stanza). Spogliato del divenire, il Sud è eterno. Ma nella celebrazione sacrale dell’universo meridiano il poeta tradisce un anelito ineludibile di quiete e di equilibrio, fenomeni di un ritorno al primigenio. E’ così che il sentimento di cosmicità si estende e si concreta in senso personale come amore vivente, movimento senza scopo, in cui avendolo raggiunto, il poeta possa perdersi. Esso non è desiderio, ma un volgersi senza termine e inesauribile all’amato, un protendersi all'altro. I moti di Afrodite (terza stanza) sono moti infiniti, quindi senza misura, fine e confine. Ma la spontaneità interiore che si dà negli atti dell’amore, del sentimento e della volontà, determina l’essenza di un’anima. Attraverso l’esperienza del riconoscimento l’anima del viator diviene sapiente di sé, cosciente del fatto di accompagnare se stessa, di poter “cullare il suo io”, affermando la sua natura di attività spontanea della comprensione (quarta stanza). Coronamento dell’universo tutto si fa il soggetto, l’animo individuale, che s’interroga come in un gioco di azioni, di interazioni in cui ciò che resta costantemente presente è l’io corporeo, la passione di esistere e di lasciare traccia, la coscienza del corpo come coscienza di un simbolo. Nella memoria narrata del viator (quinta stanza) si congiungono così passato, presente e futuro. I suoi canti, nella temporalità integrale, esprimono quella capacità di sfuggire ai limiti dell’esperienza immediata, di proiettarsi nell’avvenire, di rompere quella traiettoria lineare del tempo per avvolgersi in una spirale esistenziale dell’eterno ritorno, nel senso che il tempo dell’essere hic et nunc necessita di ricongiungersi, spiralicamente, con il tempo dell’altrove e dell’oltre, del farsi continuo e del trasformarsi. Nell’ora del tramonto della vocazione poetica, la poesia di Orlando diviene segno e simbolo, mito e rito, accesso al fantastico e all’immaginario; in ogni caso, risposta all’eterno bisogno maieutico di un mondo oscuro e per certi versi arcano. Esigenza di verità e mistero fondano l'estetica dell’Orlando. Scrittura come catarsi, poesia come dialogo tra immagini e realtà, ricerca come comprensione e lettura degli aspetti indicibili, spesso affidati al silenzio, all’ineffabile, nel senso di non traducibile in emozione. “Experientia singularium est, ars vero universalium” (Alessandro di Hales)

    Dalla Prefazione

    martedì 6 settembre 2011

    Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi di Giuseppe Mazzini (Claudiana). Intervento di Nunzio Festa












    Sono profondamente grato al curatore di questo libricino, “Dal Concilio a Dio”, Andrea Panerini, per due diverse ma speculari e riflettenti ragioni: m'ha fatto conoscere da subito la pubblicazione da lui con grazia e senso del dovere curata, ha deciso d'interrogare un argomento che spesso è lasciato ai triti luoghi comuni. Il lavoro raccoglie quattro scritti di Giuseppe Mazzini, e che nel lungo e allo stesso tempo breve periodo delle ricorrenze incontra un tema importantissimo per l'epoca analizzata, la religiosità ma soprattutto la visione della religione nel Mazzini; tre brevi saggi e una preghiera, altamente retorica e certamente in realtà poco letteraria davvero, questa. Il volume in pratica riprendere: “Dal Papa al Concilio”, “Dal Concilio a Dio”, “Dubbio e fede (Ricordi di G. Mazzini)”, “Preghiera a Dio per in piantatori, scritta da un esule”. A spiegare quanto sia stata grande l'importanza della religione nel pensiero, appunto, di Giuseppe Mazzini. Ed essenzialmente per chiarire una serie di posizioni, s'accennava, molte volte catapultate direttamente nella spicciola logica del luogo comune o delle semplificazioni più distruttive. Perché Mazzini, dobbiamo rivedere, lega fortemente il tema centrale nella sua vita, ovvero il desiderio dell'Unità d'Italia e della liberazione a un certo disegno provvidenziale, disegno altrimenti raccontato col ricorso alla necessità della fede – giusto o sbagliato che sia. I testi redatti fra il 1832 e il 1870 sono chiamati, nuovamente, a farci comprendere quanto e come Mazzini volesse una nazione libera certamente dalla sottomissione al papato e nel contempo, addirittura, guidata dalla fede cattolica. Perché, come sappiamo sin dalle scuole di base, quanto meno innanzitutto Giuseppe Mazzini non si batteva per la nascita d'una dittatura. Con questo testo, dotato d'un saggio d'accompagnamento del curatore dell'opera e di dotta presentazione dell'esperto Paolo Ricca, su tutto potremo ricordare che ci sono stati intellettuali, anche criticabili, contestabili, da applaudire a seconda dei casi, ma che hanno insegnato, o almeno provato a farlo, che il punto di partenza per la formazione di quello che una volta si chiamava 'spirito della nazione' o potremmo dire “sentimento del popolo” è sempre e sempre sarà la Laicità. Perché niente è formato. Nonostante l'incedere dei tempi. La colonna vertebrale del popolo italico, anzi, somiglia ancora pressoché a quella d'un imberbe.

    Dal Concilio a Dio e altri scritti religiosi di Giuseppe Mazzini a cura e con introduzione di Andrea Panerini e prefazione di Paolo Ricca (Claudiana)

    lunedì 5 settembre 2011

    Scrivete Contrabbando Poetico sulle vostre banconote!









    Un'azione del gruppo di Contrabbando Poetico, dal luglio 2011, estrapolata dalla pratica del De-Noted - o dello scrivere disegnare sulle banconote - reinserita in un contesto diverso, riconcettualizata, rideterminata, esplicitata attraverso una pratica deoggettivante che libera il desiderio dalle gabbie meccaniche della spersonalizzazione, restituendolo alle dinamiche della poiesi. Contrabbando poetico è un gruppo di ricerca artistica formato da giovani sotto i 30 anni, con sede a Lecce e Roma, con l'obiettivo di indagare le modalità, i mezzi, gli assetti e le strutture dei supporti, delle connessioni dell'opera in relazione allo spazio sociale.

    Paul Watzlawick in “Pragmatica della comunicazione umana” delinea gli assiomi della comunicazione per cui, secondo lo stesso, non può non esistere comunicazione in quanto ogni comportamento invia un segnale. Per Simmel ogni persona risulta essere in relazione con gli altri e, in virtù di questo, l’essere si esplicita nella reciprocità mutuata dallo scambio in quel concetto di oggettivazione del desiderio che il denaro viene a rappresentare. Il desiderio, smarrita la componente soggettiva-irrazionale, si manifesta per effetto dello scambio di denaro, o dell’oggettivazione del desiderio, nella mutata materia dei “sogni”. La società che, tramite bombardamento mediatico, trasforma l’irrazionale, che nella mente si cela in quel rapporto fra uomo e mondo, in manipolazione logica derivata da strategie di mercato delinea, anche, l’annichilimento del soggetto in virtù di quel portare alle sue estreme conseguenze l’individualismo da metropoli, da villaggio globale – unificato appunto, e scioglie e cancella l’unicità dell’aura che avvolge il desiderio esplicitato nell’oggettivazione della spersonificazione: il denaro o del desiderio del terzo millennio. Procedere attraverso una pratica di destrutturazione di una certa pragmatica del desiderio, liberare il denaro dalle gabbie speculative di strutturazioni logistiche che annullano il desiderio in virtù della sua oggettivazione meccanica, restituirlo, dunque, ad una pratica poetica destabilizzata che in un contesto sociale schematizzato scontorna il desiderio da una oggettivazione meccanica per portarlo sull’unicità soggettiva propria di quel concetto di felicità che è comune denominatore della pratica quotidiana del desiderio, inchiostrandolo attraverso una circolazione deoggettivata a comuni pratiche di responsabilizzazione civica e continua ricerca dell’altro. Che il non piegarsi a logiche che sono scelte tipiche della convenienza è indicativo dell’aprirsi alla speranza. Contrabbando Poetico è una presa di posizione. Di coscienza. È consapevolezza che il tempo per tornare indietro stringe. Col passare degli anni. C’è questo che alle spalle si lega, in questa pratica di deoggettivazione – nel mentre Contrabbando Poetico si scrive, invece, sull’oggettivazione, per una liberazione del desiderio, della poiesi, di una supremazia poietica sulla fredda tecnica del fallimento politico-monetario.

    Contrabbando Poetico

    contrabbandopoetico.wordpress.com

    contrabbando poetico@libero.it

    foto e logo, realizzati da Valentino CP Curlante

    domenica 4 settembre 2011

    Tolkien e Bach. Dalla terra di mezzo all'energia dei fiori di Giovanni Agnoloni (Galaad ). Intervento di Nunzio Festa




















    J.R.R. Tolkien incontra E. Bach. Lo scrittore passato alla storia, non solo letteraria, per la saga “Il Signore degli anelli” crebbe a qualche passo di natura dallo scopritore delle 38 essenze curative dette “Fiori di Bach”. Lo spiega Giovanni Agnoloni, studioso dello scrittore britannico, traduttore e autore di letteratura fantastica (ricordiamo la curatela della raccolta “Tolkien. La Luce e l'Ombra” edito quest'anno da Senzapatria: che riunisce contributi d'alcuni tra i massimi studiosi tolkeniani nel mondo), con il saggio “Tolkien e Bach”; dotato d'un sottotitolo ancora più intransigente, “Dalla terra di mezzo all'energia dei fiori”, lo studio analizza le vite di Tolkien e Bach. Ma per raccontare di come entrambi, tanto per cominciare, nacquero a Moseley vicino Birmingham alla fine dell'Ottocento. E, più avanti, come la natura e l'amore verso la natura condizione queste personalità. A formare le personalità dell'autore fantastico e dell'inventore dei Fiori. Per capire, essenzialmente, le corrispondenze tra gli archetipi di luoghi, personaggi e oggetti della Terra di Mezzo insieme ai modelli psicologici dei rimedi del medico. Fra psicologia, psicoanalisi, innovazioni tecnologiche e processi politici come religiosi. “Quella della floriterapia è una tecnica terapeutica ormai consolidata anche in Italia ma la novità del tentativo di Agnoloni – spiega Giuseppe Panella in un a lettura dell'opera - è di collegarla non soltanto alle medicine alternative e all’omeopatia (cui appartiene) ma alle atmosfere e ai personaggi di un romanzo di assoluta finzione come quello scritto da Ronald Tolkien. L’operazione è certo ardita e non potrà non suscitare perplessità nei cultori della letteratura 'pura'. Ma va detto, tuttavia, che lo sforzo dello studioso fiorentino non va nella direzione di cercare impossibili qualità terapeutiche nell’opera di Tolkien quanto nello stabilire possibili connessioni tra le situazioni e i personaggi più significativi del Signore degli Anelli e i diversi modelli di tinture madri che compongono lo strumentario curativo e psicoterapeutico del grande omeopata inglese”. Quindi ben oltre una casuale funzione del destino nel piazzare le nascite a qualche bolla d'acqua di distanza. “Non si tratta – spiega infatti lo stesso autore in uno dei primi passaggi del testo - di un’operazione strettamente biografica. Piuttosto, è un itinerario sottile e quasi nascosto, volto a individuare i segni di un retaggio comune che i due uomini condivisero: quello dell’energia naturale. In questo senso, le loro opere suggeriscono una via diversa dalle tendenze opposte e largamente predominanti nel mondo contemporaneo: dogmatismo (di natura religiosa, politica e culturale) e relativismo, derivanti dal progresso scientifico e dalla crisi della fede nella dimensione più intima dell’individuo, nell’invisibile e – più precisamente – nello spirituale”. Ma forse le righe più importanti sono proprio queste: “Tolkien e Bach sembrano aver disegnato, attraverso il percorso archetipico suggerito dalle loro opere rispettivamente di autore e di terapeuta, un nuovo approccio alla spiritualità, fondato sulla natura e sulla dimensione intima dell’uomo”. Perché Angoloni, in questo suo ultimo saggio, e molto abbondantemente mentre non si fa condizionare dai richiami della superficialità delle spettacolarità invece più comuni, analizza fino al midollo le connessioni con la religione, intanto. Ovviamente contestandone le ricerche. Un libro che senza dubbio può piacere agli amanti di Tolkien e che allo stesso tempo consigliamo a chi volesse vedere aprirsi nuovi mondi davanti.

    sabato 3 settembre 2011

    Apocalisse in pantofole di Francesco Franceschini (Verbavolant edizioni)

    Il nuovo romanzo della collana Admaiora! Apocalisse in pantofole di Francesco Franceschini

    venerdì 2 settembre 2011

    L’IMPERATORE DEL MALE DI SIDDHARTHA MUKHERJEE (NERI POZZA)











    Nella storia si legge a volte con stupore di città cinte d'assedio per decine di anni, fino all'inevitabile capitolazione. La città-cancro è sotto assedio da quattromila anni. L'uomo ha inventato «macchine» e strategie, un tempo rudimentali e ingenue, poi sempre più precise e astute, per espugnare la città. Ma dietro le mura si nascondono abitanti tra loro diversi per aggressività e vulnerabilità, le cellule del cancro, e con caratteristiche spesso simili alle cellule normali. Dunque, questa è una guerra molto difficile. Questo libro ne racconta la storia. «In un certo senso è un libro di storia militare», ha scritto il suo autore, formatosi come ricercatore al Dana Farber Cancer Institute e oggi professore di oncologia alla Columbia University. L'opera, tuttavia, è anche una «biografia» del cancro nel senso più letterale del termine, poiché cerca di «penetrare la mente di questa malattia immortale, di comprenderne la personalità e demistificarne il comportamento». È, infine, un libro divulgativo e ispirato. Divulgativo perché Siddhartha Mukherjee espone con grande linearità le ragioni di ogni svolta e progresso nelle terapie, ispirato perché è la consapevolezza di dovere compiere scelte cruciali per i pazienti a conferire tensione narrativa e coesione logica al racconto. L'opera attraversa e illumina un secolo intero della guerra al cancro, dalle epoche della chirurgia più mutilante e della radioterapia indiscriminata fino alle più recenti scoperte scientifiche. Vediamo i bambini dei primi anni Cinquanta che caracollano salendo gli ampi gradini di cemento che portano all'ingresso del nuovo ospedale voluto da Sidney Farber, per affrontare una cura per le leucemie concepita pochi anni prima in un seminterrato del vecchio Children's Hospital, e attuata, tra l'ostilità dei colleghi, in pochi letti in fondo a freddi corridoi deserti. E vediamo cinquant'anni dopo il dottor Slamon allontanarsi sulla sua Nissan malandata senza partecipare al cocktail che celebra l'avvento di una nuova terapia per il carcinoma della mammella, nata dai suoi studi solitari sul gene Her-2. Come in ogni grande conflitto, ci imbattiamo in pagine epiche, miserie, interessi alimentati da gruppi di pressione, stampa e finanziatori privati. Tenendosi alla larga dai toni celebrativi, Siddhartha Mukherjee narra delle sconfitte e delle vittorie, delle illusioni e delle speranze di questa guerra, e della straordinaria personalità di numerosi medici e scienziati, della loro ostinazione nel credere in una certa via chirurgica o in un certo farmaco, e della loro pervicacia nelle prime battaglie e nei primi screening, contro il fumo, per il pap test e per la mammografia. Fino ad oggi, fino a offrirci un'idea plastica del rapporto tra genetica e fattori ambientali e del profilo biologico dei tumori, per accostare nuove scale al fossato e alle torri. (C.P.)

    giovedì 1 settembre 2011

    Abel Books sbarca in Italia









    Amazon, Apple e Google, i tre giganti della rete stanno per varare i loro grandi progetti legati agli ebook. Di fatto nel 2012 assisteremo ad una vera rivoluzione nel mondo dell'offerta di lettori (in testa Kindle) che si alimenteranno di migliaia di libri elettronici. L'Italia negli ultimi mesi è diventato un vero e proprio laboratorio e la nascita di Abel Books dimostra che molti cittadini sono pronti a diventare lettori virtuali. Alcune librerie come BookRepublic accolgono tra i loro scaffali oltre 300 editori e in questi giorni ha fatto notizia la cessione di oltre 1000 ebooks da parte di Mondadori per la messa in vendita su Amazon. Il mercato infatti sta registrando una crescita che entro gennaio 2012 porterà alla vendita di oltre 900 mila libri elettronici, con un giro d'affari stimato in 12 milioni di euro (fonte Corriere della Sera). Al momento in Italia le grandi major editoriali stanno osservando dalla finestra, cercando di difendere le proprie posizioni e concentrazioni tradizionali. L'ebook infatti corrode lo stretto controllo del flusso di mercato, permettendo quindi ad ogni editore di poter avere le medesime possibilità. E di conseguenza per la prima volta gli scrittori potranno tutti partire dagli stessi blocchi di partenza. Abel Books rappresenta in questo una importante novità assoluta, considerato che è una pura casa editrice digitale, che ha costruito una rete di distribuzione di vendita capillare (grazie a Bol di Mondadori, Mediaworld, Rizzoli, Bookrepublic, etc.) e che si presenta con una trasparente gestione editoriale. Il catalogo è prevalentemente formato da saggistica e manualistica per poter diventare supporto a chi intende approfondire argomenti di studio o ampliare la propria conoscenza. Il libro cartaceo non verrà mai sostituito (ridurrà certamente le tirature), ma sarà affiancato dall'ebook che diventerà utile e valido strumento e innovativo compagno di viaggio. Per questo è nata Abel Books.