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Notizie su Libri e Festival Letterari

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    lunedì 15 giugno 2026

    L'appuntamento di Piergiorgio Pulixi (SEM)

     Con una scrittura affilata e ipnotica, Piergiorgio Pulixi costruisce il suo vero romanzo di culto: un thriller psicologico impeccabile, dove l’orrore non si vede, perché si insinua lentamente fino a diventare inevitabile. Non conoscete davvero Piergiorgio Pulixi se non avete letto L’appuntamento.


    Lei arriva puntuale, con addosso un’eleganza costruita e un debito che la soffoca. Lui si fa attendere. Quando finalmente si siede al tavolo, nulla è come previsto. Non cerca sesso, non cerca compagnia: cerca potere. Da quel momento ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio diventa parte di un gioco crudele in cui le regole le stabilisce solo uno dei due. In un ristorante raffinato, tra calici di buon vino e musica jazz, prende forma un confronto invisibile agli altri, ma devastante per chi lo vive. Non c’è violenza evidente, eppure tutto è violenza. Non c’è via d’uscita, solo decisioni sempre più difficili, e umilianti. La conversazione si trasforma in un duello serratissimo. Più l’uomo scava nei segreti della donna, più si rivela per quello che è davvero: un manipolatore capace di tutto. Intrappolata in una rete di domande scabrose, minacce velate, prove psicologiche, ricatti più o meno sottili, la donna scoprirà che il libero arbitrio è solo un’illusione. Può scegliere, ma non può sottrarsi alle conseguenze di quelle scelte. Come in Le Dieu du carnage di Yasmina Reza, dove sotto la superficie delle buone maniere si cela una ferocia profonda, fatta di parole, di sguardi e verità che lacerano, anche in queste pagine ciò che si consuma non è il corpo, ma l’identità. Non potrebbe essere altrimenti nel tempo in cui i gesti diventano informazioni, le scelte dati interpretabili, le fragilità punti d’accesso. E proprio come in un sistema invisibile che osserva, registra e rielabora, anche qui ogni dettaglio viene catturato, analizzato, accumulato




    domenica 14 giugno 2026

    Game of Olympus. Catarsi di Hazel Riley (Sperling & Kupfer)

     Le ombre di Crono e Crio sbiadiscono, lasciando spazio a una nuova e confortante verità: la vera catarsi non è cancellare le ferite, ma saperle portare con orgoglio.


    Hanno aperto Pandora, affrontato i segreti più oscuri del loro passato e finalmente ottenuto la libertà per la quale hanno tanto lottato. Eppure, tra le mura del campus di Yale e le spiagge assolate della California, i Lively si rendono presto conto che il lieto fine non è una destinazione, ma una battaglia quotidiana contro i propri demoni. Mentre Hades e Haven si preparano a giurarsi amore eterno, Apollo deve decidere se tagliare i ponti con il dolore una volta per tutte. Poseidon insegue un'onda che ha il sapore di un addio che non ha mai voluto dare, Athena spera di decifrare la mappa del suo cuore, mentre Dionysus cerca la luce nel fondo di una bottiglia, trovandola negli occhi di chi non lo ha mai considerato un fallimento. Anche Hera sfida il proprio fato per scoprire che l'amore non è una maledizione, Ares invece si confronta con la luminosa eredità di suo padre Iperione ed Hermes, l'anima della festa, impara a trasformare il silenzio dei ricordi in una nuova melodia




    sabato 13 giugno 2026

    Il “Notturno” dannunziano esaminato da Manzoni e Sbrana: inabissarsi per trovare la luce di Francesco Pullia

    In “Soffrente scriba” (Algra editore), Franco Manzoni e Marco Sbrana ricorrono al gravissimo incidente aereo costato il 16 gennaio 1916 a D’Annunzio la perdita dell’occhio destro e una degenza in pressoché totale immobilità per addentrarsi in quella terra priva di confine da cui, tra veglia, memoria e presagio della fine, scaturisce la scrittura.

    Il poeta, in condizioni particolarmente critiche, è costretto a stare supino, bendato, statico in un letto di quella Casetta Rossa sul Canal Grande che aveva scelto come propria dimora a Venezia.

    Non è solo. Gli è accanto, ad accudirlo con dedizione, la figlia, poco più che ventenne, Renata, la Sirenetta, avuta nel 1893 da un rapporto adulterino con la contessa Maria Gravina Cruyllas (Anguissola). In questa situazione, nel giro di alcuni mesi, grazie proprio all’aiuto della giovane, che ricorre all‘uso di circa diecimila cartigli su cui si poteva vergare, mediante lapis scorrevole, una sola riga, D’Annunzio riesce a redigere “Notturno”, opera in prosa poetica che si discosta dalla produzione precedente rivelandosi straordinariamente innovatrice.

    Il superomismo cede il posto a una meditazione serrata tra vita e morte esplicitata, al di là della provvisoria cecità, in modo visionario.

    Ricordi, apparizioni, fuoriescono dall’interiorità per assumere sembianze in un affastellamento allucinatorio in cui prevalgono figure di amici scomparsi e soprattutto l’archetipo materno. L’autore, come se fosse abitato dalla madre (“È mia madre! È mia madre”, scrive, “che s’appiglia alle mie ossa, si rivoltola nel mio buio, si rifà carne della mia carne, peso del mio calvario”), oltrepassa la propria soggettività per inoltrarsi nella fragilità della finitudine, in un trascendimento che paradossalmente trae forza proprio dall’abissale disagio della provvisorietà.

    In una sorta di malinconico possedimento, e con singolare maestria, si compie una trasfigurazione originata dalla fusione di lacrime e parola. Ed è qui che la disamina di Manzoni e Sbrana travalica l’occasione del contesto dannunziano per avventurarsi nelle dinamiche stesse del sorgere e divenire della poesia, in quella vocazione che si configura tra saturnini vapori e abbaglianti folgorazioni, detto e tacitato. Non a caso aleggiano, qua e là, Novalis, Dostoevskij, Marguerite Duras, Sarraute, Sartre, Samuel Beckett.

    Manzoni, che in primo luogo è poeta, è, per così dire, parte in causa e sa perfettamente in quale processo di dilacerante spoliazione e insieme di esaltazione può esprimersi la scrittura. Si tratta di un misterioso accoglimento tra struggimento e spossessamento che trova il culmine nella constatazione che “in ogni malinconia sotto il cielo opaco” si è “preceduti” e “parlati” da una voce primigenia e nulla restano “se non le parole dell’Altro”.

    La tanta paventata cecità fa sì che D’Annunzio venga destinato alla vertigine della visione, e cioè “a guardarsi in faccia davvero”, a tratteggiare le proprie sembianze a partire dalle debolezze. E non si può non concordare con Manzoni e Sbrana quando affermano che “anche dal dolore più grande può nascere bellezza” e “dinanzi alle difficoltà, pure quando tutto si fa buio, è possibile trovare la luce”.

    pp.72 / euro 10,00




    Sciopero di Maryline Desbiolles (Bompiani)

     Un romanzo di realtà, breve e lancinante, sorretto da una scrittura ritmica. Quattro ritratti che diventano cammei e simboli di un riscatto faticoso e necessario.


    Le chiamano ovaliste, oppure organdine: sono le operaie delle seterie di Lione, giovani donne che hanno lasciato famiglia e affetti per il lavoro, un lavoro implacabile, da dodici ore al giorno. Toia viene dalle Langhe: per lei la Francia è dall'altra parte del mondo, e l'impegno di tre anni in fabbrica un'occasione imperdibile ma anche un doloroso strappo rispetto alla vita di prima. Rosalie ha un segreto, un bambino nato da una violenza: la sua fatica è tutta per lui, per pagare le spese del mantenimento lontano da lei. La piccola grintosa Marie arriva dai monti dell'Alta Savoia, e quando l'orrore del quartiere in cui vive la opprime si chiude in sé stessa. Infine ecco la biondissima Clémence, che ha perso la sua compagna di stanza, Suzette, per emorragia da parto, e cova una rabbia profonda. In comune hanno l'impegno quotidiano e il desiderio di cambiare. L'esiguità della paga, inferiore a quella dei colleghi uomini, lo squallore dei dormitori, l'indifferenza e il paternalismo dei datori di lavoro le porteranno a ribellarsi. Desbiolles racconta le loro storie in una sorta di staffetta: pagina dopo pagina le quattro ragazze si passano il testimone per arrivare insieme, e insieme a tante altre come loro, a un evento eccezionale, il primo sciopero delle donne operaie francesi




    venerdì 12 giugno 2026

    Delitto in cornice. Un caso per Manrico Spinori di Giancarlo De Cataldo (Einaudi)

     Il mondo dell'arte contemporanea romano è sconvolto dall'inquietante morte di una sua controversa protagonista. L'ambiente, si sa, è popolato da soggetti celebri e imprevedibili, pane per i denti di Manrico Spinori, abituato a risolvere situazioni intricate. Tra personaggi eccentrici, critici vanesi e collezionisti capricciosi, l'imperturbabile Pm melomane dovrà far luce su un mistero che sfida tanto la sua razionalità quanto il suo gusto estetico.


    Verena Rex, provocatoria artista esperta in scarificazione, viene rinvenuta senza vita nel capannone dove filmava le sue performance. Causa del decesso: un taglio alla giugulare. Nessuno sa niente, nessuno ha visto niente; computer e cellulare della vittima sono spariti. È stato un incidente o Verena ha inscenato un suicidio «artistico»? Mentre sul mercato le quotazioni delle sue opere salgono vertiginosamente, un secondo delitto complica la vicenda. Ma, per fortuna, ad aiutare Manrico Spinori nelle indagini c'è una formidabile squadra: formata solo da donne. Il contino avvertiva, in quella storia, una nota falsa, una dissonanza vaga che non era ancora riuscito a individuare. E quanto all'orizzonte musicale, silenzio assoluto. In piú di un'occasione l'opera era venuta in suo soccorso, suggerendogli una soluzione che, per quanto improbabile, si era poi rivelata quella giusta. Ma stavolta...




    giovedì 11 giugno 2026

    La saga dei Windsor. Dalla gloria di Elisabetta II al futuro della dinastia. Nuova ediz. di Cristina Penco (DIARKOS)

     Nel 1917, in piena Prima guerra mondiale, re Giorgio V compì una mossa destinata a cambiare per sempre il destino della monarchia britannica: cancellò il nome dinastico Sassonia Coburgo Gotha Wettin – troppo legato al nemico tedesco – e diede vita ai Windsor. Un’operazione di rebranding politico e simbolico che, evocando il castello reale e l’epopea dei condottieri inglesi, rese la Corona più vicina al popolo e ne rafforzò l’immagine. Questo libro – in una nuova edizione aggiornata e arricchita – ripercorre la straordinaria parabola della casata regnante inglese, dai decenni luminosi del regno di Elisabetta II alle più recenti sfide che hanno segnato la transizione verso una nuova era. Negli ultimi anni, la monarchia britannica ha attraversato un periodo cruciale: la fine del regno di Queen Elizabeth, l’incoronazione del nuovo sovrano Carlo III, le difficoltà di salute del re e della futura regina e il difficile equilibrio tra tradizione e modernità. Tra luci e ombre, tra scandali, tensioni familiari e cali di popolarità, i Windsor continuano però a incarnare un ruolo fondamentale per il Regno Unito e a esercitare un fascino universale. Cristina Penco racconta la storia della dinastia reale più osservata, discussa e raccontata del nostro tempo: una storia di potere e fragilità, di resilienza e metamorfosi. Proprio come un’araba fenice, la Corona britannica è capace di rinascere dalle crisi e reinventarsi, rimanendo sempre al centro dell’immaginario collettivo




    mercoledì 10 giugno 2026

    La mia verità. Memorie e pensieri della mamma nel bosco di Catherine Louise Birmingham (Solferino)

     Una coppia che decide di vivere “off the grid”, fuori dalla società dei consumi, in mezzo alla natura, nutrendosi in larga parte di ciò che produce, istruendo i figli a casa, con pochi comfort contemporanei. Una scelta originale e legittima o rischiosa e censurabile?


    Quando i tre figli di Catherine e Nathan sono stati sottratti ai genitori e affidati ai servizi sociali, questa domanda ha attraversato l’Italia come una fiammata. Portandone altre, fondamentali e profondamente contemporanee: quanta deviazione dalla norma è consentita – e chi decide davvero la norma? Chi decreta cosa costituisce un’infanzia “sicura” o “accettabile”? Chi è padrone delle nostre scelte e dei nostri giorni, e di quelli dei nostri cari? La storia di Catherine è quella di una donna che ha cercato di rispondere con onestà a queste domande. Che ha scelto una vita diversa immaginando un mondo alternativo per sé e per le persone che ama. Che per quella scelta è disposta a combattere. Le sue idee e le sue parole risuonano con forza perché riflettono paure condivise da genitori, educatori e comunità di tutto il mondo riguardo al conformismo, alla sorveglianza e alla progressiva riduzione dello spazio consentito a modi di vivere alternativi. “Mi concentro sulla verità e sul risveglio dell’umanità” afferma con semplicità Catherine, convinta che il sistema sia sull’orlo del collasso e che lei e la sua famiglia rappresentino un’alternativa possibile: il sogno di una nuova autenticità





    martedì 9 giugno 2026

    Tutte le volte che le donne hanno inventato qualcosa ma il merito se l'è preso un uomo di Cathy La Torre (Rizzoli)

     La storia delle donne dimenticate non è finita ma sta cambiando. E il cambiamento, quando arriva, è radicale.


    Questo libro parla di donne che hanno cambiato il mondo. Sapete chi ha inventato il Monopoly? Una donna. Il tergicristallo? Una donna. La lavastoviglie? Il Bacio Perugina? I segnali di stop? Donne. Donne. Donne. Eppure i loro nomi non compaiono nei libri di scuola. In alcuni casi le loro scoperte sono state rubate dai colleghi. In altri sono state derise, ostacolate, impedite persino di brevettare. In altri ancora, cancellate del tutto. In inglese è bropriating, una tradizione così consolidata che abbiamo dovuto inventare una parola apposta per definire quando un uomo si prende il merito del lavoro di una donna. "Tutte le volte che le donne" è un viaggio lungo secoli che parte da una scoperta shock: le seghe non le hanno inventate gli uomini. E nemmeno la lavastoviglie o il sacchetto di carta. Oggetti di uso quotidiano di cui non sappiamo nulla. Men che meno della loro geniale autrice. Il mondo della fisica, della chimica, della medicina e dell'astronomia è sempre stato affollato da scienziate ma non ce lo hanno mai detto. Di cosa sono fatte le stelle? E la materia oscura? Chiedetelo a Cecilia Payne-Gaposchkin o Vera Rubin. Le donne hanno saputo ridisegnare i confini del possibile. Come Franca Viola, che con il suo no al matrimonio riparatore ha cambiato per sempre il diritto italiano, o Tarana Burke, che con due parole - me too - ha dato voce a tutte le donne violentate e umiliate. Ma in questo libro Cathy La Torre, avvocata e attivista, non racconta solo donne straordinarie. Racconta il mondo che le ha rese invisibili. Un mondo in cui ancora oggi una donna guadagna meno di un uomo a parità di lavoro e nessuno sembra trovarlo scandaloso. Un mondo in cui dodici milioni di bambine ogni anno vengono costrette a sposarsi anche negli Stati Uniti.




    lunedì 8 giugno 2026

    Murdoku. 80 omicidi misteriosi da risolvere con la logica. Il primo libro che unisce crime e sudoku di Manuel Garand (Magazzini Salani)

     Il primo libro che unisce omicidi, logica e sudoku.


    La serie bestseller che sta mettendo alla prova amanti del crime e dell'enigmistica di tutto il mondo Risolvi questi 80 casi grazie al tuo ingegno. Completa la griglia avvalendoti di tutti gli elementi a tua disposizione: personaggi, stanze, mobili, animali, oggetti… Non trascurare nulla: ogni dettaglio potrebbe rivelarsi fondamentale per le indagini. Immergiti in ciascuno di questi scenari coinvolgenti, che uniscono i meccanismi familiari dei sudoku alle sfide dei giochi di logica, mentre ispezioni una banca, un casinò, un torneo di scacchi, un teatro dell'Opera... e tantissime altre scene del crimine! All'interno di questo libro troverai: 80 coinvolgenti casi di difficoltà crescente; Coloratissimi scenari a tema, per calarti nella situazione e farti sentire un vero detective sul campo; Una lista di sospettati e una serie di indizi per collocarli sulla scena del crimine. Per posizionarli, segui la regola n°1 del sudoku: in ogni riga e colonna della griglia può esserci uno e un solo personaggio. Sta a te scoprire dove ogni potenziale colpevole si trovava al momento del delitto! Identifica l'assassino scoprendo chi è l'unica persona nella stessa stanza con la vittima




    domenica 7 giugno 2026

    La malinconia del viaggiatore di Jan Brokken (Iperborea)

     Tra l’Europa e l’America, il grande viaggiatore Jan Brokken firma quattordici racconti di speranza e nostalgia sulla grande cultura occidentale.


    È sempre sulle orme dei grandi compositori, poeti e scrittori che Jan Brokken gira il mondo. E se non è lui a inseguire loro, sono loro a trovare lui. Come quando al Musée d’Orsay rimane impressionato davanti a un quadro di Caillebotte, un’ode alla folgorante modernità delle stazioni, e ricordandosi del compositore praghese ottocentesco Antonín Dvořák, che sul ritmo dei treni compose le sue melodie, decide di visitarne il villaggio natale. Dvořák l’aveva conosciuto in gioventù, durante un mese in Boemia su un’auto scassata: allora l’aveva ascoltato con Alena, appassionata di Beatles in cerca di una fuga oltre la Cortina di ferro. Nei quattordici racconti che compongono La malinconia del viaggiatore, Jan Brokken si muove nel tempo come nello spazio, raccogliendo storie di mondi al tramonto, a volte dimenticati, a volte da proteggere. Così visita la tomba del poeta spagnolo Machado, sui Pirenei francesi, dove una cassetta postale raccoglie le lettere che da tutto il mondo arrivano per celebrare il grande esule, fuggito dal franchismo. E a Mantova, contemplando la Camera degli Sposi di Mantegna, viene interrotto da un lettore che millanta di aver ritrovato la partitura perduta dell’Arianna di Monteverdi. Testimonianze di una vita a inseguire la grande cultura europea e americana, da conoscere in prima persona: negli incontri con scrittori come Kadare, visto in carne e ossa in un bar di Tirana, o ammirando i capolavori di Matisse. Ma soprattutto, ascoltando con insaziabile curiosità le sinfonie del passato, magari cullato da un treno in corsa, perché «non c’è viaggio senza musica, almeno per me»




    sabato 6 giugno 2026

    L'Italia della Repubblica. Ottant'anni di storia (1946-2026) di Maurizio Ridolfi (Carocci)

     A ottant'anni dal referendum del 1946, la Repubblica italiana si presenta come un cantiere ancora aperto di memorie e identità. Attraverso la lente della Public History, Maurizio Ridolfi ripercorre la nostra storia repubblicana senza limitarsi a ricostruirne l'evoluzione istituzionale e politica, ma indagando soprattutto come si è formato l'immaginario collettivo degli italiani, tra rituali della memoria e nuovi linguaggi dei media, cinema, social network e comunicazione del Quirinale. In un'epoca in cui il passaggio generazionale rischia di affievolire il ricordo dei testimoni diretti, è più che mai necessario interrogarsi su come, e se, la Repubblica abbia “fatto” gli italiani




    venerdì 5 giugno 2026

    Serenata salentina di Catena Fiorello Galeano (Rizzoli)

     Catena Fiorello Galeano firma un romanzo luminoso sul coraggio di perdonarsi e ricominciare. Un inno all'amicizia femminile: quella forza invisibile capace di trasformare le cicatrici in ali per tornare a volare.


    A quarantadue anni, Gabriella ha scoperto sulla propria pelle che il "vissero felici e contenti" è una grande bugia. Tradita dal marito per un'altra donna, e con i due adorati figli in vacanza, si ritrova in una casa all'improvviso vuota. In quell'estate torrida, non sa ancora che la salvezza l'aspetta su una panchina del parco: lì incontra Giulia, attrice intrappolata in un amore bugiardo, e Marta, che porta nel cuore un distacco lacerante dai figli. A loro si uniranno Teresa, in cerca di respiro dopo una tragedia, e Luana, una vicequestora con una verità inconfessabile che la lega a doppio filo proprio a Gabriella. Basta poco perché le loro solitudini si trasformino in un'alleanza. Quando Giulia decide di raggiungere l'amante per affrontarlo e mettere fine al suo inganno, queste cinque amiche per caso sfidano la sorte con un viaggio improvvisato verso il Salento. Tra il bianco delle masserie, il canto delle cicale e le acque turchesi della Puglia, quella che nasce come una spedizione di supporto diventerà un'avventura indimenticabile e un vero patto di sorellanza. In quella terra baciata dal sole, sulle note di un'antica serenata in grico, Gabriella e le sue compagne scopriranno che la fine di una storia può essere il preludio di un'estate straordinaria





    giovedì 4 giugno 2026

    America nuda e cruda. Come si arriva dai Padri Pellegrini a Donald Trump di Giorgio Dell'Arti (Garzanti)

     Raccontare la storia è possibile non solo snocciolando date, battaglie e trattati, ma anche frugando nelle pieghe della vita quotidiana, origliando le battute sfuggite nei salotti, collezionando imbrogli e vendette, inciampi e colpi di genio. In questo libro Giorgio Dell'Arti ci accompagna in un viaggio sorprendente nell'America di ieri e di oggi: dalla Virginia Company, che sbarcò a Jamestown nel 1606 inseguendo un sogno di tabacco e fortuna, fino alla presidenza di Donald Trump, che ha fatto proprie le tre regole d'oro del suo spietato mentore – «attacca, nega tutto, di' d'aver vinto anche quando hai perso». In mezzo, quattro secoli di un popolo che non ha mai smesso di reinventarsi. Ci sono i Padri Pellegrini, che fondarono una città modello di religiosa purezza – e intanto non esitavano a impiccare i quaccheri. Il presidente Thomas Jefferson, che progettò una macchina per fare i maccheroni ed esportò in America di contrabbando, nella tasca del cappotto, un pugno di riso piemontese. Cornelius Vanderbilt, «bella faccia americana con basettoni bianchi fino al mento», che da commerciante d'ostriche e verdure finì per diventare l'uomo più ricco del continente. E ancora Neil Armstrong, il primo uomo a mettere piede sulla luna semplicemente perché, a differenza di Buzz Aldrin, gli capitò di sedere vicino al portellone




    mercoledì 3 giugno 2026

    Delitto di mezzanotte di Marcello Simoni (Newton Compton Editori)

     Un manoscritto eretico. Un simbolo arcano. Un cadavere in un confessionale. Un enigma che sfida la fede e la ragione.

    Aprile 1794. Durante una notte di tempesta che imperversa sulla Garfagnana, il maestro di cappella del duomo di San Pietro di Castelnuovo viene trovato morto all’interno di un confessionale: mani e piedi legati, la fronte segnata da un simbolo misterioso, il cranio aperto come un calice. A indagare sull’omicidio saranno Vitale Federici e il suo giovane discepolo, Bernardo della Vipera. Ma a tenerli impegnati non sarà soltanto la caccia all’assassino: nel duomo si sospetta, infatti, la presenza di un manoscritto eretico attribuito al poeta Ludovico Ariosto; mentre nei pressi di una rocca vicina si svolgono rituali oscuri che coinvolgono una loggia massonica alla quale sembrerebbe appartenere Elisabetta Caminer Turra, giornalista e tipografa dal fascino ambiguo. Tra fede, potere e passioni nascoste, ogni indizio conduce a nuove rivelazioni. E più si avvicineranno alla verità, più Vitale e Bernardo comprenderanno di dover svelare un mistero più pericoloso di quanto avessero immaginato




    martedì 2 giugno 2026

    Teresa Papavero e le verità nascoste di Chiara Moscardelli (Giunti Editore)

     «"Gli assassini mi servono, Gigia. Ne ho bisogno. Senza di loro resterei sola con me stessa, i miei fantasmi, le mie paure, e io non voglio restare sola con loro. Né tantomeno con me stessa." "Invece dovresti. Insomma, la consapevolezza è il primo passo verso la guarigione, dicono gli esperti. Io non ci credo molto, ma... mi stai ascoltando?" No, Teresa non la stava più a sentire. Come avrebbe potuto? Un corpo galleggiava nell’acqua della piscina.»


    Mentre fissa il seitan bollito nel suo piatto, Teresa Papavero si chiede ancora una volta cosa ci faccia al Rifugio dei cinque sensi, un luogo dove “il tempo è lasciato andare”. La risposta è semplice: è stata trascinata lì con la forza da Gigia, la sua inseparabile amica, convinta che abbia bisogno di distrarsi dagli eventi appena trascorsi. Ma come potrebbe dimenticare che suo nonno è un boss mafioso in prigione, che la nuova capoclan è decisa a eliminarla e che è scampata di nuovo alla morte grazie all'intervento di Leonardo Serra? E, oltretutto, che forse lui è morto nel tentativo di salvarla? Il seitan, le foglie di insalata scondite o delle terribili tisane depurative non possono di certo rasserenarla. Ormai è lì e, in assenza di cellulari e televisori, non le resta altro da fare se non osservare i suoi compagni di sventura. Fra tutti, ad attirare la sua attenzione c'è Guendalina Corazza, una famigerata giornalista di gossip che con un articolo può decidere le sorti di attori, registi e produttori. Ed è proprio il suo corpo quello che lei e Gigia scoprono a galleggiare in piscina mentre, nella notte, vagano nel resort in cerca di uno spuntino meno salutare. In questa indagine, dove niente è come sembra, Teresa dovrà fare i conti con un passato che non risparmia nessuno, né vittime né carnefici. Scoprire che cosa è realmente successo a sua madre potrebbe colmare un vuoto che brucia da anni e aiutarla ad affrontare i suoi demoni. Teresa Papavero non è tipo da arrendersi facilmente e, armata di prodigiosa determinazione e alleati preziosi, farà di tutto per scoprire la verità, anche mettendo a rischio la propria vita. E Leonardo è davvero morto o riuscirà a salvarla ancora una volta?




    lunedì 1 giugno 2026

    Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone (Nord)

     Dall'autrice di La Portalettere e Domani, domani.

    «Ho sentito dire che ogni storia è il racconto di qualcuno che arriva in un posto o di qualcuno che se ne allontana. Non so se è vero, o perlomeno se lo è sempre. Ho la sensazione che certi racconti comincino e finiscano con chi resta. Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero.»


    Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni '60, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori