Fu al funerale che si rivelò la grandezza di Antoni Gaudí: le strade di Barcellona si riempirono di gente, di canti e di silenzio. Nato il 25 giugno 1852 nel Camp de Tarragona, da artigiani del rame, imparò a unire mente e mani. Trovò la sua vocazione nella Sagrada Família. Viveva tra gli operai, condividendone la povertà e la fede. Per lui l'architettura era carità e lode. Chiamato famigliarmente, ma anche per scherno, «l'architetto di Dio», morì il 10 giugno 1926 investito da un tram mentre si recava come tutti i giorni dal suo padre spirituale. Gaudí vivo è una biografia del grande architetto catalano che segna una via nuova: non spiega tutte le sue opere – pur presenti –, ma cerca di comprendere la mentalità che lo animava e il modo in cui le realizzava. Il punto di partenza sono i gesti quotidiani: come parlava con gli operai, accoglieva i visitatori, correggeva un modello, chiedeva un'elemosina, osservava una pianta, pregava, camminava verso il cantiere. Da questi atti emerge un'intelligenza radicata nella realtà, nutrita da fede, lavoro manuale, osservazione e da una vita quasi monastica. Attraverso le testimonianze di chi lo conobbe, Chiara Curti restituisce un Gaudí vicino e vivo: non il genio isolato, ma un uomo che costruiva in relazione con persone, materia e Dio. La sua preoccupazione non era terminare le opere, ma indagare l'uomo e il suo destino. Il volume celebra i cento anni della morte di Gaudí, nel segno della Beatificazione, con una Prefazione dell'astrofisico Marco Bersanelli e la Postfazione di Jordi Faulí, architetto direttore della Sagrada Família
Pagine
Evidenzia Libri - Libri e dintorni news
sabato 11 luglio 2026
venerdì 10 luglio 2026
Cucinare nel secolo sbagliato Teresa Präauer
In questo romanzo di insolita grazia e intelligenza – un grande successo del passaparola –, Teresa Präauer disegna il ritratto di una generazione invaghita di forme e immagini, dando vita a una brillante commedia di costume che, sulla scia di libri di culto come Le cose di Georges Perec e Il dio del massacro di Yasmina Reza, mette a nudo la profonda crisi di senso che colpisce i nostri tempi, iperconnessi sui social network ma disconnessi dalla realtà.
«Attendevano l’ospite svizzero, che in quel momento era già sulle scale. Uno dietro l’altro, i bicchieri in mano, tutti e quattro sgusciarono via dalla cucina e, attraverso il corridoio e la sala da pranzo, si precipitarono alla porta. Grandi abbracci, non due baci ma tre, come si fa in Svizzera. Poi di nuovo in cucina! A prendere un quinto bicchiere dalla mensola. È finlandese, il bicchiere? È Iittala, rispose la padrona di casa. Cin cin, dissero gli ospiti. Sono così contenta che siate qui! E pronunciando queste parole, le andò di traverso la saliva. Il partner le batté una mano sulla schiena per liberarle la trachea. Cin cin!»
giovedì 9 luglio 2026
Il corpo non dimentica. Nuova ediz. di Violetta Bellocchio (66thand2nd)
«Noi accettiamo di diventare dipendenti da qualcosa perché la dipendenza è vita allo stato più puro: la dipendenza è sangue e ossa e seme e acqua, denti e sudore, pelle, fuoco; la dipendenza ci fa stare in ginocchio davanti a qualcosa che non capiamo. È difficile smettere perché è impossibile accettare che niente ci farà sentire mai più così». Violetta Bellocchio sceglie di ripercorrere tre anni di alcolismo, tra i venticinque e i ventotto, tre anni che paiono dissolti in un prolungato blackout. Su consiglio della sua sober coach, si isola per un mese in una casa di campagna con un proposito preciso: rimettere insieme i pezzi. Porta con sé un quaderno e il desiderio di dire la verità, costi quel che costi, una parola al giorno. Le regole sono ferree: niente bugie, niente invenzioni, niente ospiti. Così, in ventotto giorni e in ventotto parole si snoda il percorso incerto e insidioso della disintossicazione, della volontà fragile e tenace di riunirsi con sé stessi. Perché il corpo, lo sente, non dimentica. Questo memoir è il racconto brutale e lirico di una possessione. Ma è anche il tentativo di trasformare la vergogna in un coltello affilato e la rabbia in una scintilla. Il corpo non dimentica, libro già di culto, ritorna in una nuova edizione rivista e accresciuta, per sorprendere di nuovo con la lucidità dello sguardo e la spietatezza che sa farsi compassione, nel riconoscimento delle nostre debolezze ma anche delle nostre possibilità di riscatto.
Ecco il nuovo libro dello scrittore e giornalista Raffaele Polo, Il pranzo della domenica, edito da Il Raggio Verde
Il pranzo della domenica è un progetto editoriale nato sulle pagine web del quotidiano Leccecronaca.it diretto dal giornalista Giuseppe Puppo che scrive in prefazione: “Nel libro che avete fra le mani, cento persone raccontano e si raccontano in libertà, spontaneità e autenticità. Umili artigiani, semplici ristoratori, intraprendenti imprenditori, allo stesso modo di scrittori, professori e professionisti, dotti, medici e sapienti, si presentano, cercando dialogo, confronto e conforto. Ognuno di noi quando fa qualcosa ha bisogno che se ne parli e di ricevere riscontri al riguardo. E tutto questo basta e avanza per poter definire prezioso questo libro.”
Ed è un poco la notte e un poco l'alba di Ilaria Tuti (Longanesi)
Con Ed è un poco la notte e un poco l'alba, Ilaria Tuti disvela la compassione nella barbarie, l'incontro nello scontro, l'esodo nell'invasione e, infine, la speranza nella tragedia. Racconta l'incontro tra due popoli che sulla carta dovevano sottomettere e soccombere, e che infine hanno imparato a conoscersi, trovando in ciascuno un riflesso dell'altro. E ci mostra che è possibile superare ciò che sembra insuperabile, sopravvivere allo sconvolgimento del proprio mondo, perdere ogni cosa e ricominciare. È possibile perché non lo ha fatto qualche eroe immaginario, lo hanno fatto i nostri anziani, continuando a cercare la vita dove sembrava essere rimasta solo cenere.
mercoledì 8 luglio 2026
Il sussurro del fuoco di Javier Castillo (Salani)
Un crimine senza risposta e due fratelli che vogliono celebrare la vita. Scoprite cosa è successo a Laura Ardoz Tenerife, 2019. I gemelli Mario e Laura Ardoz visitano per la prima volta le Isole Canarie: lui ha appena terminato la sua ultima seduta di chemioterapia, lei crede che quel viaggio sia il modo migliore per ricominciare. Appena arrivati, però, Mario ha una ricaduta che lo costringe a rimanere in ospedale per un paio di giorni. Quando viene dimesso, scopre che sua sorella è scomparsa: il suo cellulare la localizza in un luogo completamente sepolto dalla lava. Mario inizia così una lotta contro il tempo e contro il fuoco, nel mezzo di una natura selvaggia impossibile da domare ma allo stesso tempo troppo meravigliosa per essere odiata. Javier Castillo scrive una storia che è mistero, amore e lutto insieme, trascinandoci in un viaggio senza ritorno lungo le tracce di ciò che lasciamo negli altri
martedì 7 luglio 2026
Mavaría di Antonio Popolo Rubbio ( Einaudi)
Ogni famiglia ha i suoi segreti. I Bonsangue hanno una maledizione.
«Ci si limitava a piangere episodi isolati, scalognati accadimenti che, solo col tempo e con un'ostinata coerenza, avrebbero assunto il loro grottesco disegno.»
In mezzo alla confusione vitale di Catania e tra le strade di Ortigia, dove il mare entra nelle case, corre il racconto della famiglia Bonsangue e del suo mistero. Generazione dopo generazione, prendono forma le storie di Prospero, Fortunato, Caterina, Luciano, Carmelo... Fino a Orfeo, il più giovane e forse il più fragile, bersaglio ideale della mavaría a cui tutti loro sembrano condannati. Per salvarlo dal proprio futuro, sua madre Brigida bussa alla porta di una figura che per qualcuno è una santa, per altri una strega. E se invece questa maledizione di famiglia non venisse da forze oscure, ma da ciò che cresce nel buio della mente? Attraverso gli amori e le ferite, i destini sfavillanti e quelli compromessi, Antonio Popolo Rubbio mette in scena lo scontro tra due mondi: quello della superstizione e quello della modernità, che il buio della mente prova a illuminarlo. Quando Carmelo Bonsangue e Brigida Bottaro si parlano per la prima volta sono poco più che due ragazzini: lui corre tra i vicoli di Ortigia, lei lo osserva di sottecchi da dietro il bancone del pesce dei genitori. Brigida è quieta solo all'apparenza, dentro di sé brucia di furori incandescenti, e Carmelo capisce di volerla amare per sempre. Dal loro primo incontro, una sera su una barchetta a ridere e parlare del futuro, nasce Orfeo. In cerca di un lavoro sicuro, il nuovo ramo dei Bonsangue si sposta a Catania, una metropoli piena di caos, insidie, possibilità, inganni. Per tutti loro significa lasciare la calma assolata di Siracusa, dove nella controra può capitare di intravedere gli antichi dèi pagani, e per Orfeo soprattutto significa andare incontro alla propria sorte, perché la maledizione di famiglia sembra aver scelto lui. L'esordio di Antonio Popolo Rubbio racconta la storia di una stirpe attraversata da una spiccatissima propensione alla disgrazia: non passa mai troppo tempo prima che la fortuna avversa si manifesti e si porti via qualcuno di loro. Ma una madre sa sempre quando suo figlio è in pericolo, e così Brigida si affida alle arti di Amarilli Alaimo, che è donna di luce e insieme di ombra, una mavàra, il vero punto di fuga di questa storia. Dalle sue mani, dai suoi poteri e dalle parole che nessuno le ha mai sentito pronunciare, forse passa la salvezza di Orfeo Bonsangue. O forse no: perché in questo libro la superstizione cammina sempre accanto alla ragione, e ciò che sembra un potentissimo malocchio può assumere il volto invisibile dei traumi ereditati, e la mavaría può non essere nient'altro che il nome, antico e misterioso, con cui certe paure si tramandano di genitore in figlio.
lunedì 6 luglio 2026
365 pinguini. Ediz. a colori di Jean-Luc Fromental e Joëlle Jolivet (Il Castoro)
domenica 5 luglio 2026
Fox di Joyce Carol Oates (La Nave di Teseo)
Joyce Carol Oates scava una volta di più nel cuore nero dell’America dando vita a un romanzo potente e inquietante, capace di raccontare il male più profondo, esplorando i confini ambigui tra vittima e predatore, colpa e complicità, vendetta e giustizia grazie a un protagonista tanto terribile quanto affascinante e, soprattutto, indimenticabile.
Chi è davvero Francis Harlan Fox? Quando arriva alla Langhorne Academy, prestigiosa scuola privata immersa in un paesaggio idilliaco, Francis Fox conquista tutti: studenti, genitori, colleghi. Professore di inglese brillante, attento, sensibile e carismatico, sembra incarnare l’idea stessa dell’insegnante ideale. Eppure, dietro il fascino e l’intelligenza affilata, qualcosa resta inafferrabile: il suo passato è nebuloso, la sua storia personale piena di zone d’ombra. La sua scomparsa, il ritrovamento della sua auto semi-affondata in uno stagno e di resti umani nei boschi vicini causa paura e scalpore nella piccola comunità. L’indagine che segue non si limita a ricostruire una sparizione e una possibile morte: costringe tutti a interrogarsi su chi fosse davvero Francis Fox, su ciò che ha nascosto e su quanto profondamente abbia manipolato chi gli stava intorno
sabato 4 luglio 2026
Il sole nelle pozzanghere di Matteo Bussola (Einaudi)
Ogni oggetto custodisce una storia. Ci ha visti amare, piangere, stringerci a qualcuno, restare soli. Gli oggetti che ci sono appartenuti sanno chi siamo stati o chi siamo, e se potessero parlare racconterebbero la verità su di noi. Forse per questo, a volte, ce ne sbarazziamo. Ma c'è un signore capace di ascoltarli. Di sentire, nella loro voce, il concerto del mondo. È lui il protagonista di questo romanzo.
Delicato e struggente, Il sole nelle pozzanghere racconta il nostro bisogno di legami, il bisogno che ognuno di noi ha degli altri per restare vivo.
«Il signor Pi, in effetti, non aggiusta quasi nulla. Dice che sistemare tutto è un modo elegante per far tacere il passato. Al massimo pulisce, spolvera, accomoda, riporta alla luce. Come si fa con i ricordi quando smettono di far male. La gente del quartiere lo chiama “il vecchio delle cose rotte”. Ma sanno che lui, in realtà, ripara persone».
Il signor Pi apre sempre alle otto e dieci del mattino, mai alle otto in punto, perché dice che le cose importanti hanno bisogno di qualche minuto di ritardo per farsi desiderare. Il suo negozio sta in una via piccola, laterale, e sull’insegna c’è scritto solo «Rigattiere». Il mestiere del signor Pi è recuperare oggetti usati, rotti o difettosi, per rimetterli in circolo: e sí, per lui è una cosa importante. Perché sa che ciascuno di questi oggetti porta con sé un carico affettivo, la traccia delle famiglie, delle stanze in cui ha vissuto, delle relazioni cui ha partecipato, come dono, scenario, o come semplice testimone: cucine, orologi, cartelle, chitarre, orecchini… Sa che questi oggetti contengono sogni, desideri realizzati oppure no, amori finiti, parenti perduti, una memoria che non si può cancellare. Sa che, in fondo, tutti siamo «la storia abbandonata di qualcun altro». Quando tocca quelle cose, al signor Pi sembra di sentire la storia che racchiudono. Ed ecco che in questo romanzo fiabesco eppure pieno di vita vera – pieno di tutte le nostre vite, che leggendo riconosciamo – si dipana un universo variegato di voci e personaggi, che davanti al suo bancone si incrociano, intrecciandosi. Il negozio diventa cosí un luogo per le seconde occasioni. Non soltanto per gli oggetti, ma anche per coloro che, con i propri rimpianti e ferite, lo frequentano. Compreso il signor Pi
venerdì 3 luglio 2026
George Best. La prima pop star del calcio di Stefano Boldrini (Diarkos)
George Best non è stato soltanto uno dei più grandi calciatori della storia, ma una figura simbolica del suo tempo: talento puro, ribelle, icona pop, eroe fragile. In questo libro, Stefano Boldrini racconta la vita e la carriera del “quinto Beatle” con lo sguardo di chi conosce il calcio, ma anche l’uomo dietro il mito. Dall’ascesa folgorante al Manchester United e al Pallone d’Oro all’età di 22 anni, fino alla parabola discendente, segnata dagli eccessi, dall’alcol e da una fama ingestibile, il volume ricostruisce il percorso umano e sportivo di George Best, intrecciando cronaca, testimonianze, analisi storica e culturale: la sua casa di Belfast dove ancora nel 2013 era custodita la borsa sportiva con i colori del Wolverhampton – la squadra del cuore di George -, i murales nella capitale nordirlandese, il campo di calcio dove iniziò la sua favola, gli amici, gli ex compagni di squadra, la sua vita londinese. Un filo conduttore nella sua parabola e in questa biografia: il talento. Best è stato davvero il quinto Beatle, il primo vero artista del calcio mondiale
giovedì 2 luglio 2026
Riscrivere il passato. La nuova scienza della manipolazione della memoria di Steve Ramirez (Raffaello Cortina Editore)
Con grande lucidità, l’autore affronta anche le questioni etiche legate al controllo artificiale della memoria, interrogandosi su come questa potente tecnologia possa essere utilizzata in modo responsabile – per la guarigione individuale e per il bene collettivo: la possibilità di intervenire sui ricordi apre infatti nuove prospettive terapeutiche per chi soffre di PTSD, ansia, Alzheimer, dipendenze e numerosi altri disturbi neurologici e comportamentali.
«Per il neuroscienziato Steve Ramirez, si potranno recuperare o cancellare i ricordi. Saremmo la stessa persona?» - Marco Signori, La Lettura
mercoledì 1 luglio 2026
Nemesis. Nuova ediz. di Mike Wilson ( Edicola Edizioni)
Una città aggrappata su una scogliera a picco sul mare, salsedine, tempo gelido, pioggia sferzante mista a neve. Annunciato dalla tempesta, un vascello spettrale attracca al molo. Il capitano è un uomo gigantesco con troppi denti, un terribile abominio posseduto dalla collera che dopo aver toccato terra calpesta e annichilisce tutto ciò che incontra, facendosi latore del castigo per la tracotanza di un popolo iniquo ed empio, dimentico degli dèi e di una giusta morale. Due bambini guardano tutto da una finestra e pregano, ma non sanno a chi rivolgere le loro parole perché non conoscono alcun dio. Dal suo osservatorio, una vecchia cosmologa scruta il firmamento, dove inspiegabili sconvolgimenti stellari sembrano fare il controcanto a quanto succede in città. E mentre altri si abbandonano al terrore o all’effimera consolazione dell’oppio, una locandiera zoppa, con il corpo nudo che si muove obliquo e forte, sfida la tormenta e l’abominio in uno scenario di morte e macerie, tra le rovine di una città simbolo di oscurità, assenza e oblio
martedì 30 giugno 2026
The rehab diaries di Filippo Anniballi (Produzioni Nero)
Dopo essere sopravvissuto a una giovinezza fatta di squat, spacciatori di ogni tipo e continui espedienti per rimediare l'ennesima dose, Federico Malaspina – alter ego di Filippo Anniballi e protagonista di The Rehab Diaries – ha deciso che è ora di ricominciare. L'Isola, il centro di recupero per tossicodipendenti consigliato da un amico di famiglia, è la sua ultima occasione: ma una volta lì, quello che lo aspetta è un mondo a parte governato da leggi surreali e personaggi che sembrano piovuti da un B-movie della Troma diretto da Harmony Korine. Raffinati esperti di farmacologia, nobili decaduti, pittori svizzeri, figure dal passato picaresco, altalene umorali e terapie a base di metadone e Valium sono il cuore di un romanzo postumo che è anche un manifesto: il testamento, cinico e divertito, di una delle figure più irraccontabili dell'underground italiano anni Duemila, protagonista indiscusso (tra le tante cose) di quella breve, mitologica stagione che andò sotto il nome di «Letteratura Chimica Italiana»
Narrazioni mutanti. Sulla letteratura italiana del XXI secolo di Alberto Casadei (Mimesis)
Le opere narrative del XXI secolo si collocano in un campo di forze culturali che si è trasformato rapidamente con l’avvento dei social network e dei nuovi mezzi di comunicazione. In questo contesto, categorie come ibridazione, stratificazione e sincretismo, pur non rappresentando una novità assoluta, assumono una rilevanza particolare e si adattano perfettamente a un panorama in continua evoluzione. Alberto Casadei propone un’indagine inedita sulla narrativa italiana contemporanea attraverso i testi e gli autori chiave del cambiamento, da Giulio Mozzi e Giorgio Vasta sino a Laura Pugno e tanti altri, per esaminare come le forme del nuovo realismo s’intridano di componenti weird
lunedì 29 giugno 2026
Alessandria d'Egitto. Storia di una capitale del mondo antico di Lorenzo Guardiano ( Il Mulino)
«La città era più grande di un continente e gli abitanti più numerosi di una nazione. Se consideravo la città, non riuscivo a credere che un popolo potesse riempirla; se invece guardavo la popolazione, mi meravigliavo che una città potesse contenerla». Alessandria ha mille volti. Fondata su una striscia di terra fra un lago e il mare, divenne capitale di un Egitto che, al tramonto dei faraoni, si preparava a essere il cuore del Mediterraneo. Una dinastia di re vi creò il più grande centro di cultura dell'antichità, sotto la luce del Faro, una delle sette meraviglie del mondo. Al suo nome sono legate la tragedia di amore e morte di Cleopatra e Antonio e la vicenda della filosofa Ipazia. Ad Alessandria la chioma di una regina venne portata fra le stelle, fu calcolata la circonferenza terrestre e qualcuno osò dire che è il Sole a occupare il centro dell'Universo. Dopo duemila anni, Alessandria è rimasta un crocevia di popoli, poeti e letterati di culture diverse ma figli della stessa città, come Ungaretti e Kavafis. Il racconto avvincente di una metropoli millenaria che mescola nei suoi quartieri le sue anime egizia, greca, romana, bizantina, araba, turca ed europea, e che non ha mai smesso di produrre violenza e bellezza
domenica 28 giugno 2026
I girasoli di Odessa di Leonardo Gori (Tea)
Primavera 1948. Arcieri insegue una verità impossibile tra le ombre più cupe della Guerra Fredda. Il colonnello Bruno Arcieri, ufficiale dei Servizi segreti italiani, vive la fase più critica della sua storia d'amore con Elena, che lo ha addirittura incaricato, con una punta di crudeltà, di vendere il suo villino liberty di Firenze. In tale malinconico frangente, viene avvicinato in modo informale da un misterioso emissario estero, che lo recluta per una missione particolarmente rischiosa: dovrà addirittura essere paracadutato nei pressi di una cruciale città dell'Est, per rintracciare un agente in incognito, depositario di informazioni vitali che coinvolgono l'Unione Sovietica. Con ancora vivo nella mente il ricordo dei terribili fatti avvenuti nel 1941 a Stalino, Arcieri viene proiettato all'improvviso in una girandola vorticosa di eventi che lo portano in luoghi esotici e imprevisti, in città antiche e meravigliose, tra fughe precipitose, appuntamenti mancati, assassini efferati e inseguimenti all'ultimo respiro. Un viaggio durissimo, che segna il traguardo del suo percorso di disillusione iniziato anni prima, ma anche il punto di partenza per una possibile rinascita personale, durante il quale Arcieri sarà costretto a scegliere tra obbedienza, coscienza e amore, sullo sfondo cupo e nebbioso della nascente Guerra Fredda
sabato 27 giugno 2026
Pierluigi Pardo, Ivan Colacino "Il Club dei Piedi Buoni" un libro-ritrovo per tifosi di tutte le età - dal 30/06 per Magazzini Salani
Quiz, enigmi e sfide da
bar sport; maglie da riconoscere, soprannomi leggendari, vecchie schedine da
decifrare, e poi ancora citazioni storiche, ricordi da veri intenditori e
trabocchetti per chi crede di non sbagliarne una… Il club dei piedi buoni è
perfetto da sfogliare sul divano durante l’intervallo, da compilare in spiaggia
in compagnia degli amici, oppure da tenere sul tavolino del soggiorno per le
serate pigre in cui si finisce sempre a parlare di rigori dubbissimi e azioni
impossibili.
GLI AUTORI - Pierluigi
Pardo, la voce delle nostre notti di calcio, e Ivan Colacino, il fuoriclasse
delle parodie, ci regalano un libro-ritrovo per tifosi di tutte le età, dove la
fantasia fa da moviola e il calcio diventa, ancora una volta, la scusa migliore
per stare insieme.
venerdì 26 giugno 2026
Dark di Candice Fox (Marcos y Marcos)
Un thriller dal ritmo spietato che sonda in profondità l'incrollabile determinazione, la capacità di ascolto, la solidarietà femminile.
giovedì 25 giugno 2026
Sotto la piramide Houdini e Lovecraft indagano l’ignoto di Stefano Varanelli . A 100 anni dalla scomparsa di Harry Houdini, un romanzo lo riporta in scena accanto a H.P. Lovecraft, già suo amico nel mondo reale, e con lui impegnato a smascherare i trucchi di medium e spiritisti
È il 1927 e Harry Houdini, dopo mesi di lutto per la morte improvvisa della moglie Bess, riprende i contatti con un suo vecchio collaboratore, uno scrittore poco conosciuto di storie fantastiche di nome H.P. Lovecraft.
mercoledì 24 giugno 2026
Novità in libreria Gbenga Adesina LA MORTE NON FINISCE NEL MARE Collana Cittadini della poesia diretta da Mia Lecomte - Transeuropa
Torna in libreria la prima collana dedicata ai POETI TRANSNAZIONALI da Mia Lecomte, ora pubblicata da Transeuropa editore.
Novità di giugno 2026
Esuli, migranti, expat, ma anche autori italiani “marginali”, periferici rispetto a standard linguistici, centri di potere e legittimazione culturale, tutti accomunati dalla medesima cittadinanza nell’altrove poetico. Dopo quasi trent’anni rinasce con Transeuropa la prima collana dedicata ai poeti transnazionali da Mia Lecomte.
Cittadini della poesia, dopo aver ospitato alla metà degli anni Novanta i primi “scrittori migranti italofoni”, apre oggi ai poeti in transito fra lingue e culture.
Un progetto nato per mettere in dialogo le voci del mondo, restituendo alla poesia il suo respiro originario nomade, plurale, irrevocabilmente umano. A guidarlo è un comitato editoriale composto dalla stessa Mia Lecomte, Ugo Fracassa, Laura Accerboni, Andrea Sirotti e Anna Aresi.
Dopo Marina Colasanti, in luglio esce il poeta nigeriano GBENGA ADESINA con LA MORTE NON FINISCE NEL MARE, a cura di Stella Sacchini, con una nota di presentazione di Andrea Sirotti.
Uscita in America a settembre 2025, La morte non finisce nel mare è la sua prima raccolta poetica ed è nella long-list del National Book Awards 2025 for Poetry e nella short-list del Griffin Poetry Prize 2026, e ha vinto l’"Anisfield-Wolf Book Award" 2026
Enea è nigeriano, e porta suo padre Anchise sulle spalle mentre fugge dalla morte e cerca salvezza e futuro oltre il mare.
“Ho portato mio padre attraverso il mare” ( I Carried My Father Across the Sea), poesia che apre la raccolta del poeta nigeriano Gbenga Adesina, comincia con un chiaro rimando all’immagine virgiliana della fuga da Troia dell’eroe fondatore di Roma. A nutrire i suoi versi, come racconta lo stesso Adesina in un’intervista apparsa sulle pagine del «Guardian Nigeria» nell’ottobre del 2022, sono le storie che vede attorno a sé: “«Sono prima un essere umano, e poi un poeta, ok? La mia poesia è un’estensione della mia umanità. […]
A partire dalla propria esperienza di migrante, Gbenga Adesina intreccia mito e autobiografia per raccontare una storia universale: la perdita del padre, l’abbandono della terra natale, la trasformazione della casa e dei legami. Il viaggio oltre il mare coincide con il lutto e con una separazione necessaria, mentre la madrepatria tenta di trattenere il figlio che parte.
Ne nasce una poesia intensa e visiva, in cui migrare significa portare con sé i morti, la memoria e un futuro carico di incertezza.
Adesina è interessato agli aspetti più intimi, ai dolori, ai desideri più reconditi e alle famiglie che, per un puro caso geografico e storico, si sono trovate a dover lasciare il proprio paese come migranti. Prima di tutto, gli esseri umani
martedì 23 giugno 2026
Il viaggio: la metafora della libertà - Il debutto in libreria di Flavio Paoletti (bookabook)
Non un semplice diario di bordo, ma
un viaggio nell'anima. Il viaggio: la metafora della libertà è il
primo libro di Flavio Paoletti, un percorso emotivo e sensoriale che attraversa
continenti, culture e trasformazioni interiori. Luoghi iconici e angoli
nascosti del mondo diventano lo sfondo di incontri inattesi, scoperte
sensoriali e momenti di profonda introspezione.
Un’opera strutturata “in tappe
emotive” — luoghi, persone, odori, emozioni — anziché per tappe geografiche o
cronologiche. Una scelta che rispecchia il modo autentico in cui la mente
rielabora i ricordi: per intensità vissuta, non per coordinate temporali. Ogni
capitolo esplora un aspetto diverso dell'esperienza del viaggiare, intrecciando
aneddoti sorprendenti e riflessioni intime in un racconto che parla, in ultima
analisi, di libertà, apertura e crescita personale.
DA DOVE NASCE L’IDEA
"Ho scritto questo libro per
condividere la sensazione di libertà che il viaggio ha acceso in me. Ogni
esperienza, ogni volto incontrato e ogni emozione vissuta mi hanno trasformato,
aiutandomi a superare pregiudizi e ad aprire la mente" — spiega Flavio Paoletti.
Raccontare il viaggio come
condivisione e apertura verso un mondo che ci vuole sempre più omologati,
schiavi dei like e del postare compulsivo; viversi il momento e abbracciare le
diversità per sentirsi più cittadini del mondo e meno stranieri: è questo che
ha spinto Paoletti a percorrere un viaggio prima fisico e poi letterario in
cui, pagina dopo pagina, si possono assaporare gusti e profumi provenienti da
ogni angolo del globo.
LA SCELTA EDITORIALE
Bookabook è la casa editrice
italiana che affida ai suoi lettori la decisione finale sui libri da
pubblicare. Sono proprio i lettori, dopo un’attenta selezione da parte della redazione, a decidere quali libri faranno
effettivamente parte del catalogo. Lo possono fare dopo aver letto la sinossi e
una corposa anteprima, costruendo così una comunità di lettori e un forte
passaparola prima che il libro sia pubblicato.
"La vivo come un'estensione
naturale della filosofia del mio libro: un cammino condiviso. Coinvolgere
direttamente i lettori significa trasformarli in compagni di viaggio che
sostengono attivamente la nascita di un progetto in cui credono" — racconta Paoletti.
L’AUTORE
Flavio Paoletti, nato a Trieste il 5
maggio 1965, è un professionista con oltre quarant'anni di esperienza nel
settore sanitario, dove ha ricoperto ruoli manageriali e sviluppato progetti
innovativi di integrazione sociosanitaria e servizi territoriali. Docente in
diverse università italiane, ha presentato ricerche e progetti in Italia e in
Europa. Autore di testi specialistici di riferimento — tra cui L'infermiere
di famiglia e di comunità e pubblicazioni con l'OMS — con Il viaggio: la
metafora della libertà firma il suo debutto letterario, sintesi di decenni
di esperienze e di una passione per il viaggio nata a diciassette anni.
lunedì 22 giugno 2026
Giù fino al fiume. Amore, perdita e liberazione di Elizabeth Gilbert (Einaudi)
Innamorarsi di una cara amica, ammetterlo solo quando le viene diagnosticata una grave malattia, decidere di accompagnarla «giú fino al fiume». Tutto questo è successo a Elizabeth Gilbert, che a distanza di vent'anni da Mangia prega ama torna a raccontare di sé. Con l'autenticità e il coraggio che l'hanno resa famosa, Gilbert ci regala un altro memoir pieno di amore e dolore sulla fragilità umana, e su come le persone che amiamo siano insieme la nostra condanna e la nostra salvezza.
«Se sei molto fortunata, diceva Rayya, potresti trovare una persona, solo una, nel corso della tua intera vita, che ti accompagnerà fino all’East River. È la persona che sa tutto di te, con cui non potresti mai fingere, anche se ci provassi. Rayya mi diceva che ero io, la sua persona con cui spingersi giú fino al fiume». Ma chi conosce New York sa che l’East River e le strade che vi conducono non sono esattamente luoghi ameni e sicuri. Si capisce dunque perché, quando Elizabeth viene a sapere della malattia in stadio avanzato dell’amica e amante Rayya, le due comincino a chiamare «il fiume» proprio la morte. Un luogo difficile, dove accompagnare chi si ama nel modo piú intenso e profondo in cui si possa amare. La storia di Elizabeth e Rayya però non è solo una storia di amore e morte, ma anche di ossessione e dipendenza, dalle sostanze, dall’affetto e dai corpi, perché l’orizzonte della fine sa cancellare ogni limite, soprattutto quello che impedisce di farsi del male. Con il suo tipico stile riflessivo e pregnante, l’autrice racconta qui un viaggio diverso da quello che l’ha resa celebre con Mangia prega ama, un viaggio doloroso nella vulnerabilità e nella sofferenza, ma anche nella disintossicazione e nella riscoperta di sé. Perché ci vuole un grande coraggio per morire, ma un coraggio anche piú grande per vivere, prima di potersi un giorno incontrare di nuovo giú al fiume.





















