Minimalia a cura di Franco Manzoni - cos'è? Minimalia a cura di Franco Manzoni non è solo uno strumento di lavoro, ma anche un'opportunità per esprimere la propria fantasia. I volumi della collana si presentano al pubblico non solo come testi letterari, ma come diari d'artista e oggetti da collezione. La scelta di includere una sola poesia e di lasciare il resto del volume bianco rappresenta una critica radicale all'editoria di consumo e all'algoritmo che governa la nostra quotidianità. È un invito a rallentare, a riappropriarsi della materialità della carta, del gesto fisico della scrittura a mano e dell'osservazione silenziosa dell'arte
Pagine
Evidenzia Libri - Libri e dintorni news
sabato 25 luglio 2026
Rinaldo Caddeo - Minimalia Inediti 03 (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Contro gli imperi. Il futuro delle nostre democrazie nel nuovo ordine mondiale di Vittorio Emanuele Parsi (Bompiani)
L'ordine internazionale liberale non esiste più. Viviamo in un mondo di lupi e di sciacalli. Adesso tocca a noi.
venerdì 24 luglio 2026
Breve storia letteraria della mosca di Giuseppe De Lorenzo e a cura di Maurizio Tarantino (Graphe.it)
Un animale considerato tra i più umili e fastidiosi si rivela, sulle pagine della grande letteratura, portatore di una simbologia sorprendentemente ricca. La mosca compare nell'Antico Testamento come messaggero degli inferi, vola tra i dialoghi dei filosofi greci, attraversa i bestiari medievali, le terzine di Dante, le tele dei pittori rinascimentali — fino a diventare, nel Novecento, un veicolo di significati sempre più denso in tutte le arti. A raccogliere questa straordinaria tradizione fu nel 1950 Giuseppe De Lorenzo — geologo, orientalista, senatore del Regno e intellettuale di rara ampiezza — con il suo Le mosche in descrizioni antiche e moderne, pubblicato nei “Rendiconti dell'Accademia delle Scienze di Napoli”. Questa nuova edizione, curata da Maurizio Tarantino, restituisce il testo originale arricchito da un'introduzione inedita che ricostruisce l'affascinante storia editoriale dell'opera e include le lettere originali tra Benedetto Croce e l'editore Laterza. La raccolta si completa con una moscografia — una bibliografia ragionata sull'argomento — e con un'antologia di testi fondamentali: il frammento di Simonide di Ceo, l'Elogio della mosca di Luciano di Samosata (entrambi in nuova traduzione dal greco di Aldo Setaioli), il Bestiario moralizzato, Emanuele Tesauro, Vittorio Alfieri e Trilussa. Un libro per chi ama la letteratura come esplorazione: curiosa, erudita, sorprendente
giovedì 23 luglio 2026
E non scappare mai. Miriam Mafai, i segreti e le lotte nella tempesta della storia di Annalisa Cuzzocrea (Rizzoli)
«Una cosa aveva imparato, fin da bambina: a nascondere il dolore, a esporre la lotta.»
Come farfalla a luglio di Stefano Valenti (Gramma Feltrinelli)
I drammatici giorni del G8 di Genova in un romanzo su un testimone, un soccombente e una vittima.
«Ci hanno picchiato, presi a calci e manganellate, senza un perché. Erano impazziti. Hanno sfondato porte e finestre, sono entrati e ci hanno colpiti. Molti di noi dormivano. Chi cercava di scappare ai piani superiori veniva inseguito, raggiunto e picchiato ancora.»
«Valenti sa quando mettersi in campo e quando lasciare la parola agli altri… alle loro vite perdute.» - Goffredo Fofi, Internazionale
«La scrittura di Stefano Valenti ha la rara capacità di accompagnarci dentro alla dimensione più intima dell’umana violenza, senza mai offuscare il contesto storico nel quale essa si colloca. I tormenti esistenziali diventano qui insieme storia e letteratura.» - Gad Lerner
«È un soccombente il protagonista del nuovo libro di Stefano Valenti, che dà un corpo narrativa e individuale a una vicenda che, nel luglio di 25 anni fa, fu un trauma collettivo.» - Alessandro Beretta, La Lettura
mercoledì 22 luglio 2026
Cemento e sangue di Carlo Calabrò (Marsilio)
Un romanzo teso di stampo civile che usa il noir per raccontare una metropoli costruita sul cemento e sul silenzio, dove la verità ha sempre un prezzo. Pagato dai più deboli.
martedì 21 luglio 2026
Disordine. Un abbecedario (quasi) sentimentale di Anna Maria Mori (HarperCollins Italia)
Giornalista tra le più autorevoli del nostro Paese, figura chiave nella fondazione di Repubblica, Anna Maria Mori firma un memoir atipico e potentissimo: una mappa emotiva, caotica e luminosa, dove l'ordine è solo apparente e il vero ritmo è quello disordinato dell'intuizione, della tenerezza, dell'ironia.
lunedì 20 luglio 2026
Ieri è il momento giusto di Paolo Kessisoglu (Solferino)
Il primo romanzo di Paolo Kessisoglu è una commedia ironica e malinconica, brillante e profonda, che racconta con sensibilità il momento cruciale in cui si smette di essere figli e si ridisegna il proprio percorso senza un genitore. Le scoperte di Federico, che nel suo viaggio incontra un padre che non conosceva, incrociano la linea retta di un’unica grande verità: c’è stata una vita dei nostri genitori senza di noi, così come ci sarà una nostra vita senza di loro. Il momento in cui cadono i ruoli e conta la sostanza umana è quello in cui possiamo imparare a volere un po’ più bene anche a noi stessi.
domenica 19 luglio 2026
La portinaia del 17. I segreti del Vieux Moulin di Emma Cortesi (Fazi)
Un mystery dalle dinamiche classiche, scritto con l'intelligenza dei grandi maestri del giallo, La portinaia del 17 è il primo di una serie di romanzi con al centro lo storico palazzo di Montmartre. Libro dal tocco ironico e dalle atmosfere rétro, è una dichiarazione d'amore alla Parigi che conosciamo, ma anche un viaggio nella vita dei suoi abitanti, tra le celebri vie del quartiere degli artisti.
«Tra scambi ironici e una fiducia che cresce pagina dopo pagina, l'indagine finisce per diventare anche l'occasione per aprire a una rivalsa quando la società tende a relegare ai margini chi ha un'età avanzata.» - Sara Erriu, La Lettura
sabato 18 luglio 2026
Nati per credere. Perché il nostro cervello sembra predisposto a fraintendere la teoria di Darwin di Vittorio Girotto, Telmo Pievani, Giorgio Vallortigara (Codice)
La teoria darwiniana dell'evoluzione rappresenta uno dei maggiori successi scientifici di ogni tempo; eppure molte persone che non si occupano di scienza a livello professionale la rifiutano e mostrano invece di credere in varie forme di creazionismo. Sembra, come ha osservato Richard Dawkins, che il nostro cervello sia stato specificamente «progettato» per fraintendere il darwinismo e che l'ipotesi di una “mente creatrice superiore” sia per l'uomo più attraente e naturale. In "Nati per credere" uno psicologo cognitivo, un filosofo della scienza e un neuroscienziato intrecciano le proprie riflessioni e le proprie esperienze di ricerca per offrire al lettore una tesi affascinante: il meccanismo evolutivo ha fatto sì che credere nel sovrannaturale sia diventato una parte integrante dei nostri normali processi cognitivi. La mente umana si è infatti evoluta, in virtù del meccanismo della selezione naturale, per pensare in termini di obiettivi e di intenzioni, un adattamento biologico importantissimo per un animale sociale come l'uomo.
venerdì 17 luglio 2026
Platone. Una storia d'amore di Matteo Nucci (Feltrinelli)
Questa è la storia di un "atleta dell'anima". Un pensatore che sfidò ogni luogo comune, per dare ai posteri la possibilità di rimettere sempre in gioco la vita, l'ordine delle cose.
Questa è la storia di Platone. Una storia d'amore
Amare sempre, per sempre. Lottare per la giustizia con tutto l’amore che c’è. Di Due Uno. Terra e Cielo. Non c’è altro da fare.
È un mattino d’estate del 415 a.C. e su un masso che sporge sopra il porto del Pireo sono appollaiati quattro ragazzini. Il canto delle cicale copre il brusio della folla. C’è aria di festa, ma la guerra incombe, e i quattro tacciono, assorti. Tra loro c’è un dodicenne dallo sguardo febbrile. Si chiama Aristocle e, cinque anni più tardi, per via delle ampie spalle, prenderà un nome destinato all’eternità: Platone. Accanto a lui, in quel mattino decisivo, l’uomo che ne racconta la storia. Questa storia. Una storia d’amore. È un romanzo di verità, quello che avete in mano. Un romanzo che per la prima volta ripercorre la vita del più grande filosofo di sempre. Bambino timido e facile all’ira, all’inizio. Sofferente per la morte prematura del padre, dominato da una madre onnipresente, e accudito da una sorella che lo accompagna nel mondo senza darlo a vedere, il ragazzo scruta le vicende del suo tempo con occhi onnivori e assiste attonito alla sconfitta di Atene contro Sparta. Gli zii lo invitano a partecipare a un’operazione politica sanguinaria, ma resiste. Ha conosciuto Socrate, infatti, l’uomo più strano di Atene, e con lui si consegna alla filosofia. La filosofia però non basta, Socrate viene condannato a morte. Platone allora parte verso Cirene e l’Egitto per trovare la sua strada. Sarà una strada retta e tortuosa assieme. Ciò che la segna, tuttavia, è l’eros, l’amore sensuale vissuto con ragazzi lascivi e uomini dalla mente brillante, e l’amore totalizzante, la passione sublime, il motore più potente dell’animo umano. Con il suo stile inconfondibile, Matteo Nucci ci regala un romanzo fuori dal tempo, frutto di anni di studio e di sana ossessione, con cui riesce a farci superare di nuovo la linea d’ombra della letteratura, rendendo la nostra esperienza di lettori un capitolo di vita epico, erotico, illuminante. Scopriamo in Platone un uomo sempre in lotta per realizzare giustizia e felicità, un “atleta dell’anima”. Seguendone dolori, fallimenti e amori, alla fine di questa lettura travolgente, ci ritroveremo diversi: cambiati nel profondo da uno scrittore filosofico capace di sfidare ogni luogo comune pur di dare a noi la possibilità di rimettere sempre in gioco il nostro modo di vivere il tempo che ci è concesso.
giovedì 16 luglio 2026
L'addio al nubilato di Camilla Sten (Fazi)
Ragazze del passato e ragazze di oggi, tutte immortalate nel passaggio definitivo tra la giovinezza e l’età adulta, protagoniste di una vera e propria storia dell’orrore: Camilla Sten, autrice di spicco del thriller nordico, torna con un romanzo da brivido.
«Tutto questo silenzio fa quasi paura. Immagino che in futuro, quando l’albergo sarà pieno di ospiti, si respirerà un’atmosfera ben diversa. Più intima e accogliente. La cornice ideale per una vacanza di lusso con parenti o amici stretti. Adesso, però, sembra quasi… spettrale. Inanimato. Un hotel senza personale, con appena una manciata di ospiti. Troppo perfetto, senza la minima traccia di usura, quasi non fosse destinato agli umani».
mercoledì 15 luglio 2026
SE DIO VUOLE e i Carabinieri lo consentono di Elias Mandreu (PIEMME)
IL COLLETTIVO ELIAS MANDREU, VINCITORE DEL PREMIO DEI LETTORI - PREMIO CITTÀ DI LIGNANO SABBIADORO (NELL’AMBITO DEL PREMIO SCERBANENCO) TORNA A ORCHESTRARE UNA POLIFONIA NARRATIVA IMPECCABILE E FEROCEMENTE IRONICA ALLA FORZA E AL RIGORE DELL’INDAGINE PROCEDURALE SI AFFIANCA UN’UMANITÀ SFACCETTATA, VIVA E CRUDA COME LA TERRA CHE LA OSPITA, IN UN CORTOCIRCUITO TRA VECCHIE FAIDE PASTORALI E MODERNI MISTERI A Nuoro è quasi l’alba. Poco oltre il carcere di Badu ’e Carros, l’avvocata Annamaria Marras, una vecchia conoscenza del maresciallo Mirko Stankovic, lo aspetta nei pressi di una discarica abusiva. Ogni società ha bisogno di un luogo come questo, dice. Poi gli affida un incarico che Stankovic sa di non poter rifiutare. Presto dovrà indagare su un omicidio. Il suo. Quando pochi giorni dopo l’avvocata viene trovata morta nel suo studio, Stankovic capisce che quella richiesta non era il delirio di una donna spaventata. Marras è morta, e Mirko è l’unico a sapere che la vittima aveva già previsto tutto. Costretto a coordinare le indagini, il maresciallo si mette sulle tracce dell’assassino insieme ai fedeli collaboratori Gavino Cossiga e Grazia Maria Deledda. Le ricerche li conducono nel cuore della Barbagia, terra di segreti e superstizioni, dove il legame con le radici è più forte di quello di sangue e dove sa zustissia, la giustizia, viene osservata con sospetto. Qui scopriranno che dietro la morte della Marras si nasconde una verità difficile da immaginare, legata a doppio filo a una brutta storia che risale a molti anni prima. Elias Mandreu è il nome di un collettivo composto da Andrea e Mauro Pusceddu e da Eugenio Annicchiarico. Ha pubblicato i romanzi Nero riflesso, Dopotutto e partecipato alle antologie Giallo Sardo e Giallo sardo 2, curate da Francesco Abate e edite da Piemme. Sempre per Piemme è uscito, nel 2024, Mantene s’odiu, vincitore del Premio dei Lettori – Premio Città di Lignano Sabbiadoro. |
martedì 14 luglio 2026
La ragazza della Solitudine di Graziella Monni (Solferino)
La chiesa della Madonna della Solitudine a Nuoro è un piccolo edificio antico, la cui campana reca inciso un nome: Perdìtta. E il rintocco di quella campana ha uno strano effetto su una diciassettenne che vive proprio lì accanto, Anna: le dà fastidio, le genera una bizzarra inquietudine, come accade a tutti i suoi famigliari nella linea paterna, nessuno sa perché. Non è facile la vita di Anna in quel 1935 in cui le milizie fasciste sono venute a prendere suo padre Elias per mandarlo al confino, suo nonno ha ripudiato la famiglia già da tempo e il mondo sembra essere diventato un luogo ostile. Come è stato ostile per la guaritrice Perdìtta Basinquedo, che nel 1605 si era ritrovata rinchiusa nel carcere del Santo Officio, accusata di essere una strega da uno degli implacabili delatori dell’Inquisizione. Quale peccato originale lega le due donne, separate dai secoli ma unite da qualcosa di più forte del tempo? Sarà Anna a tentare di sciogliere i nodi della Solitudine, scoprendo che tutti dobbiamo fare i conti non solo con la nostra storia, ma con la storia di chi ci ha preceduto. Le vicende di Anna e Perdìtta scorrono parallele come due fili dello stesso destino: donne diverse, epoche lontane, ma identica la violenza dell’autorità, identica la forza di chi non rinuncia alla verità. Intorno a loro si muovono famiglie spezzate, segreti genealogici, passioni taciute, tradimenti politici e affetti ostinati, in un romanzo che è anche un omaggio a una Sardegna orgogliosa, rigogliosa e vera
lunedì 13 luglio 2026
Essere o non essere. La nuova indagine del re degli stracci di Stefano Vicario (La Nave di Teseo)
In questa terza e ultima (forse) indagine Stefano Vicario continua il suo viaggio dentro una Roma nascosta e ai margini della legalità, eppure ricca di situazioni inaspettatamente autentiche, in compagnia di un personaggio mai scontato e maledettamente vero.
domenica 12 luglio 2026
Manifesto per l'occidente. I valori universali della nostra cultura a cura di Giuseppe Valditara , Giampaolo Azzoni (Guerini e Associati)
Che cosa resta oggi dell’identità dell’Occidente? È ancora possibile difendere e trasmettere un’eredità culturale fatta di libertà, dignità, pensiero critico, arte, diritto, scienza, spiritualità? Questo testo nasce per rispondere a una sfida urgente: riconoscere e rilanciare i valori fondanti della civiltà occidentale nel pieno di un dibattito ideologico sempre più polarizzato. Nel cuore della polemica «woke» e «post-coloniale» – che tende a cancellare simboli, opere, concetti centrali della nostra storia – voci esperte e autorevoli delineano venticinque valori-chiave dell’Occidente, dalla democrazia alla libertà, dalla dignità alla persona, dalla responsabilità all’universalismo, offrendo una lettura rigorosa, ma accessibile a tutti. Un vero e proprio manifesto culturale contro la cancel culture e contro ogni forma di delegittimazione dell’eredità occidentale, che non è esclusiva, ma aperta, dinamica, universale
sabato 11 luglio 2026
Gaudí vivo di Chiara Curti (Ares)
Fu al funerale che si rivelò la grandezza di Antoni Gaudí: le strade di Barcellona si riempirono di gente, di canti e di silenzio. Nato il 25 giugno 1852 nel Camp de Tarragona, da artigiani del rame, imparò a unire mente e mani. Trovò la sua vocazione nella Sagrada Família. Viveva tra gli operai, condividendone la povertà e la fede. Per lui l'architettura era carità e lode. Chiamato famigliarmente, ma anche per scherno, «l'architetto di Dio», morì il 10 giugno 1926 investito da un tram mentre si recava come tutti i giorni dal suo padre spirituale. Gaudí vivo è una biografia del grande architetto catalano che segna una via nuova: non spiega tutte le sue opere – pur presenti –, ma cerca di comprendere la mentalità che lo animava e il modo in cui le realizzava. Il punto di partenza sono i gesti quotidiani: come parlava con gli operai, accoglieva i visitatori, correggeva un modello, chiedeva un'elemosina, osservava una pianta, pregava, camminava verso il cantiere. Da questi atti emerge un'intelligenza radicata nella realtà, nutrita da fede, lavoro manuale, osservazione e da una vita quasi monastica. Attraverso le testimonianze di chi lo conobbe, Chiara Curti restituisce un Gaudí vicino e vivo: non il genio isolato, ma un uomo che costruiva in relazione con persone, materia e Dio. La sua preoccupazione non era terminare le opere, ma indagare l'uomo e il suo destino. Il volume celebra i cento anni della morte di Gaudí, nel segno della Beatificazione, con una Prefazione dell'astrofisico Marco Bersanelli e la Postfazione di Jordi Faulí, architetto direttore della Sagrada Família
venerdì 10 luglio 2026
Cucinare nel secolo sbagliato Teresa Präauer
In questo romanzo di insolita grazia e intelligenza – un grande successo del passaparola –, Teresa Präauer disegna il ritratto di una generazione invaghita di forme e immagini, dando vita a una brillante commedia di costume che, sulla scia di libri di culto come Le cose di Georges Perec e Il dio del massacro di Yasmina Reza, mette a nudo la profonda crisi di senso che colpisce i nostri tempi, iperconnessi sui social network ma disconnessi dalla realtà.
«Attendevano l’ospite svizzero, che in quel momento era già sulle scale. Uno dietro l’altro, i bicchieri in mano, tutti e quattro sgusciarono via dalla cucina e, attraverso il corridoio e la sala da pranzo, si precipitarono alla porta. Grandi abbracci, non due baci ma tre, come si fa in Svizzera. Poi di nuovo in cucina! A prendere un quinto bicchiere dalla mensola. È finlandese, il bicchiere? È Iittala, rispose la padrona di casa. Cin cin, dissero gli ospiti. Sono così contenta che siate qui! E pronunciando queste parole, le andò di traverso la saliva. Il partner le batté una mano sulla schiena per liberarle la trachea. Cin cin!»
giovedì 9 luglio 2026
Il corpo non dimentica. Nuova ediz. di Violetta Bellocchio (66thand2nd)
«Noi accettiamo di diventare dipendenti da qualcosa perché la dipendenza è vita allo stato più puro: la dipendenza è sangue e ossa e seme e acqua, denti e sudore, pelle, fuoco; la dipendenza ci fa stare in ginocchio davanti a qualcosa che non capiamo. È difficile smettere perché è impossibile accettare che niente ci farà sentire mai più così». Violetta Bellocchio sceglie di ripercorrere tre anni di alcolismo, tra i venticinque e i ventotto, tre anni che paiono dissolti in un prolungato blackout. Su consiglio della sua sober coach, si isola per un mese in una casa di campagna con un proposito preciso: rimettere insieme i pezzi. Porta con sé un quaderno e il desiderio di dire la verità, costi quel che costi, una parola al giorno. Le regole sono ferree: niente bugie, niente invenzioni, niente ospiti. Così, in ventotto giorni e in ventotto parole si snoda il percorso incerto e insidioso della disintossicazione, della volontà fragile e tenace di riunirsi con sé stessi. Perché il corpo, lo sente, non dimentica. Questo memoir è il racconto brutale e lirico di una possessione. Ma è anche il tentativo di trasformare la vergogna in un coltello affilato e la rabbia in una scintilla. Il corpo non dimentica, libro già di culto, ritorna in una nuova edizione rivista e accresciuta, per sorprendere di nuovo con la lucidità dello sguardo e la spietatezza che sa farsi compassione, nel riconoscimento delle nostre debolezze ma anche delle nostre possibilità di riscatto.
Ecco il nuovo libro dello scrittore e giornalista Raffaele Polo, Il pranzo della domenica, edito da Il Raggio Verde
Il pranzo della domenica è un progetto editoriale nato sulle pagine web del quotidiano Leccecronaca.it diretto dal giornalista Giuseppe Puppo che scrive in prefazione: “Nel libro che avete fra le mani, cento persone raccontano e si raccontano in libertà, spontaneità e autenticità. Umili artigiani, semplici ristoratori, intraprendenti imprenditori, allo stesso modo di scrittori, professori e professionisti, dotti, medici e sapienti, si presentano, cercando dialogo, confronto e conforto. Ognuno di noi quando fa qualcosa ha bisogno che se ne parli e di ricevere riscontri al riguardo. E tutto questo basta e avanza per poter definire prezioso questo libro.”
Ed è un poco la notte e un poco l'alba di Ilaria Tuti (Longanesi)
Con Ed è un poco la notte e un poco l'alba, Ilaria Tuti disvela la compassione nella barbarie, l'incontro nello scontro, l'esodo nell'invasione e, infine, la speranza nella tragedia. Racconta l'incontro tra due popoli che sulla carta dovevano sottomettere e soccombere, e che infine hanno imparato a conoscersi, trovando in ciascuno un riflesso dell'altro. E ci mostra che è possibile superare ciò che sembra insuperabile, sopravvivere allo sconvolgimento del proprio mondo, perdere ogni cosa e ricominciare. È possibile perché non lo ha fatto qualche eroe immaginario, lo hanno fatto i nostri anziani, continuando a cercare la vita dove sembrava essere rimasta solo cenere.
mercoledì 8 luglio 2026
Il sussurro del fuoco di Javier Castillo (Salani)
Un crimine senza risposta e due fratelli che vogliono celebrare la vita. Scoprite cosa è successo a Laura Ardoz Tenerife, 2019. I gemelli Mario e Laura Ardoz visitano per la prima volta le Isole Canarie: lui ha appena terminato la sua ultima seduta di chemioterapia, lei crede che quel viaggio sia il modo migliore per ricominciare. Appena arrivati, però, Mario ha una ricaduta che lo costringe a rimanere in ospedale per un paio di giorni. Quando viene dimesso, scopre che sua sorella è scomparsa: il suo cellulare la localizza in un luogo completamente sepolto dalla lava. Mario inizia così una lotta contro il tempo e contro il fuoco, nel mezzo di una natura selvaggia impossibile da domare ma allo stesso tempo troppo meravigliosa per essere odiata. Javier Castillo scrive una storia che è mistero, amore e lutto insieme, trascinandoci in un viaggio senza ritorno lungo le tracce di ciò che lasciamo negli altri




















