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Notizie su Libri e Festival Letterari

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    mercoledì 25 febbraio 2026

    Non rinnegare il cuore. Storie di scrittori senza tempo e di sogni che non si spengono di Guendalina Middei (Feltrinelli)

     Possiamo ritrovare la voglia di rincorrere i nostri sogni seguendo le orme di Hemingway? Imparare ad andare contro corrente grazie a Emily Dickinson? E riscoprire il desiderio di volare liberi in un mondo di uomini-macchina?

    «Sono stata Van Gogh e la mia autenticità è stata scambiata per follia. Sono stata Bulgakov e ho lottato contro la censura. Sono stata Hemingway e ho protestato contro la guerra. Poi sono stata Grazia Deledda e ho sfidato i grandi. Ecco cosa mi ha insegnato la letteratura. A scegliere. A disobbedire quando serve.»

    «Con il suo stile accattivante l'autrice conduce il lettore, spaziando fra epoche storiche e affrontando molteplici scenari, nella vita di sette artisti amatissimi.» - Patrizia Violi, La Lettura


    Guendalina Middei torna a farci innamorare della letteratura, stavolta accompagnandoci nei segreti degli autori più amati di sempre. Dickinson, Hemingway, Calvino, ma anche Van Gogh, Bulgakov, Darwish e Deledda, sono i protagonisti di sette originalissimi racconti con cui Middei ci accompagna alla scoperta delle loro vite. Non semplici biografie, ma viaggi alla ricerca dell’anima di donne e uomini che con le loro esistenze, alle volte sofferte, gioiose, tristi, avventurose, ma sempre profondamente appassionate, hanno sfidato la società e cambiato la storia. E continuano a cambiarla tuttora.
    Chi meglio di Grazia Deledda, nata in un’epoca in cui nascere femmina era una disgrazia, può parlarci del coraggio e della tenacia dell’essere donna? Qual era il segreto di Emily Dickinson? Come fece Bulgakov a resistere alla censura spietata e al controllo oppressivo dal regime sovietico? Quante volte, poi, come Van Gogh, ci siamo sentiti schiacciati dalla timidezza, e vorremmo trovare come fece lui la forza per dire ciò che agita il nostro cuore?
    «Non rinnegare il cuore» non è soltanto un libro sui classici e i loro autori, ma è un invito a ritrovare la carica attraverso le storie di coloro che scelsero di non omologarsi e di sovvertire le regole. E riuscirono a trasformare il fallimento in coraggio, la sconfitta in forza, e il disprezzo del mondo in bellezza. Perché non per subire, ma per brillare, siamo nati. E per fare rumore





    martedì 24 febbraio 2026

    LIGHTS OUT: Attenzione all'uomo mascherato! Recensione [+ disagio] #libriextra

     

    Recensione Libro "Backfire - Sfida senza freni" di Paola Chiozza

     

    domenica 22 febbraio 2026

    L'amore malfatto di Giusy Sardella (Fazi)

     Un esordio potente, soffuso di sensualità, che esplora la complessità delle regole dell’attrazione che spesso corrono parallele a quelle sociali.

    Un romanzo sui corpi: corpi che si nascondono, imperfetti, attraversati da passioni forti.

    «Con una voce autentica e profonda, Giusy Sardella racconta il buio più nero, le imperfezioni irrimediabili, e all’improvviso la tenacia del desiderio e dell’amore: ovvero tutto ciò che di umano ci resta anche in tempo di guerra». - Nadia Terranova


    A Petrara, paesino abruzzese all'ombra del Gran Sasso, la guerra sembra lontana e il 1943 è un anno come gli altri. Le famiglie cercano di mettere il pane in tavola e di avere un buon raccolto e anche i Marchiselli fanno lo stesso. Mentre padre, madre e figlio maggiore sono nei campi, Angela e Nino passano le loro giornate in casa, l'una perché storpia a causa della poliomielite avuta da bambina, l'altro perché ancora piccolo e affetto da una malattia misteriosa che lo costringe in casa. I due osservano il mondo dalla finestra ma un giorno Angela scorge Gaetano, che, nonostante le difficoltà, inizia a corteggiarla da lontano. Lei, che non ha mai conosciuto l'amore, si fida e scende in strada, ma lui si rivela diverso da quello che pensava e Angela resta profondamente ferita da quell'incontro. Il contatto fisico stabilitosi tra loro, però, cambierà per sempre la vita di entrambi, portando nel cuore di Angela e di Gaetano una passione che si scontrerà con la vergogna e il pudore, la colpa e il desiderio. Quando la guerra arriverà a Petrara, Nino per la prima volta scoprirà se stesso, e Angela, sempre più presa da un'ossessione che sembra consumarla, dovrà scegliere se continuare a guardare il mondo da una stanza o viverlo fino in fondo. Giusy Sardella ci racconta la crudeltà che il mondo riserva ai diversi, ma ci rivela anche l'invisibile bellezza che si nasconde dietro una tenda tirata, una porta socchiusa e l'intimità di un corpo, con la delicatezza di chi porta la luce dove c'è solo il buio






    La santa degli altri di Anna Voltaggio (Neri Pozza)

     In questo romanzo potente e ipnotico, Anna Voltaggio osa prescindere dal materialismo dei nostri giorni, facendo spazio alla dimensione sacra anche delle esistenze più laiche, con le colpe di cui tutti ci macchiamo e il perdono che solo noi possiamo darci.

    Quel pomeriggio, nel giro di pochi minuti Margherita rifiuta il sacrificio e tradisce. Sua madre, il mare, la Santa, il dolore da cui è nata insieme alla speranza che non muore mai, promessa che non salva nessuno ma che tiene in vita.

    «Una scrittura, quella di Anna Voltaggio, che svela con eleganza la crisi, il fallimento e le maniere più incredibili per sopravvivere alla vita». - Giulia Caminito

    «Fra segreti, rinunce, perdite e voglia di riscatto la trama si dipana lasciando lentamente trapelare gli indizi che legano tra passato e presente sotto l'egida invisibile ma potente di Santa Rita, il destino di tutti i protagonisti.» - Patrizia Violi, La Lettura


    Nella sua vita succede sempre tutto in primavera. Così Nica scompare in un giorno di maggio, recidendo il legame con Tommaso senza una spiegazione, solo un biglietto succinto nel posto che era stato del loro amore. Di quella donna laconica e fragile, volubile e altera, della sua indifferenza lieve per le cose del mondo, della passione tutta nuova che gli aveva rovesciato addosso, del suo essere carne viva e insieme puro spirito a Tommaso non restano che un pugno di ricordi e il rimpianto di non essersi mai pensato con lei nel futuro. La cerca dappertutto, percorrendo come un sonnambulo le strade di una Palermo bollente e torpida che pare non volergliela restituire, perché trovarla significa ritrovare la parte più viva di sé stesso che il desiderio di lei gli ha mostrato. La sua storia corre parallela a quella di Gelsomina e di sua figlia Margherita, arrivata come un dono grazie al voto fatto alla santa degli impossibili, santa Rita. Una donna e una bambina che vivono i loro giorni in esilio dalla famiglia, in una casetta dove il tempo non esiste e il mare si beve ogni cosa, fino a quando irrompe la vita vera. È da quel legame, velo che abbraccia e giogo che stritola, che si dipana una storia di fughe e ritorni, di verità taciute e conquistate libertà






    sabato 21 febbraio 2026

    Ho ancora un cuore di Sara Maggi (Funambolo)

     «In un montaggio di monologhi, Sara Maggi fa risaltare la voce di un'ex vittima vendicativa.» - Simone Innocenti, La Lettura


    C’è una bambina che sogna di sparire, un uomo che cerca nel corpo degli altri ciò che non trova più in sé, una madre che si vergogna della figlia e una donna che sorride per non gridare. L’infanzia pesa come un macigno e l’età adulta diventa il teatro di nuove contraddizioni. "Ho ancora un cuore" di Sara Maggi è un romanzo che scava nelle pieghe più intime dell’esistenza, dove le voci di più personaggi si intrecciano in un coro di desideri, paure e segreti. Ogni racconto è una confessione, un frammento che si aggiunge agli altri componendo un mosaico familiare e umano di straordinaria potenza emotiva. Non ci sono eroi, solo donne e uomini che cercano, tra vergogna e bisogno d’amore, di trovare un posto nel mondo. Al centro c’è Caterina, una ragazza che ha subito fin dall’infanzia molteplici forme di bullismo, da quelle più evidenti e quelle più subdole. Incomprensioni e silenzi spinosi accompagnano la sua crescita nell’ambiente famigliare, ma non solo. Sempre in bilico tra la scelta di buttarsi giù da un ponte o di tenersi stretta la vita, Caterina trova dentro di sé la forza per reagire e stravolgere il suo futuro, fino a quando il risentimento offuscherà la ragione





    Il canto dell'albatros di Andrea Ricolfi (Garzanti)

     Andrea Ricolfi costruisce un romanzo delicato sull’attesa e sulla fiducia, sul caso che a volte ci offre in dono qualcuno che non sappiamo da dove venga, ma sembra arrivato per portare via un po’ delle nostre ombre.

    «Incontri di solitudine nel romanzo di Andrea Ricolfi: un uomo esce dal carcere e incontra una naturalista a sua volta segnata da un passato doloroso. Eppure c'è spazio per la fiducia nell'altro, fondata sulla capacità di provare vergogna.» - Ermanno Paccagnini, La Lettura


    Complessa, timida, sfuggente. Se le chiedessero di scegliere una costellazione, Emma Hayes indicherebbe l’Idra: «la solitaria». Vive in una baita affacciata sul Pacifico e fotografa animali in via d’estinzione, catturando gli ultimi istanti di creature ignare della fine imminente. È il suo modo di dimostrare che ogni esistenza merita di essere ricordata. Emma ha alle spalle un passato che non passa, che fluttua nel silenzio senza chiedere di essere risolto. Finché un giorno, a un incrocio di Witeburgh, l’inaspettato irrompe nella sua vita: Louis Drake. Settantenne, appena uscito dal carcere dopo quarantadue anni di reclusione. Due anime che non avrebbero dovuto incontrarsi riconoscono l’una nell’altra la stessa urgenza: parlare ed essere finalmente ascoltati, capiti. Per ragioni diverse entrambi non si trovano bene nel mondo, e danno una possibilità al loro incontro. Emma si fida. Al punto da affidare a Louis le cure della madre anziana. Ma cosa si nasconde davvero dietro i suoi silenzi? Riuscirà Louis a indicarle la direzione dalla quale ripartire, e a trovarla per sé?





    venerdì 20 febbraio 2026

    La vita giovane di Mattia Insolia (Mondadori)

     Appena trentenne, Mattia Insolia scrive questa storia da una posizione eccezionale, quella di chi ha il talento e l'esperienza per raccontare la sua generazione dal di dentro. Lo fa mettendo in scena sei ragazzi feriti e disperatamente vitali negli anni in cui sono più belli, irrisolti, incandescenti. E ci consegna un romanzo mondo, che si legge tutto d'un fiato.

    «Insolia scrive pagine potenti e ritmate, compiutamente contemporanee, ma il motore della sua urgenza è quello delle tragedie classiche.» - Enrico Brizzi

    «Tornare tra gli amici di quando si era ragazzi, e fare i conti: è la trama di Mattia Insolia.» - Ida Bozzi, La Lettura


    Teo ha ventotto anni e tra sé e la sua adolescenza ha messo molti chilometri e altrettanti silenzi. Milano gli ha concesso l'anonimato, avventure sessuali e soprattutto la possibilità di dimenticare. Quando però due dei suoi migliori amici del liceo, Giorgio e Matilde, si sposano, decide di tornare a casa, nella città di provincia in cui è cresciuto, dopo quasi dieci anni di assenza. Qui ritrova il gruppo di amici dell'epoca: oltre agli sposi - monade a due teste fin dalla terza superiore - ci sono Sofia, il suo amore mancato, Tommaso, l'indomabile, e Marta, la più fragile e misteriosa del gruppo. Dal primo all'ultimo anno di liceo sono stati loro sei: sempre insieme, visceralmente legati, inseparabili. Forse a tenerli uniti erano le ferite da cui ognuno dei sei, così giovane, era già segnato. Ma anche la sete di vita, amore, allegria sfrenata; in qualche modo, di futuro ("il futuro ci era stato promesso, ci avevano detto che sarebbe stato stupendo"). Finché, l'ultimo anno di liceo, un incidente non ha spezzato violentemente la loro amicizia: insieme, hanno fatto qualcosa di irreparabile, e quell'evento ha scavato in ognuno di loro un'insaziabile voglia di fuggire. Che adulti sono diventati? Che fine hanno fatto i loro sogni? Lo scopriamo durante i tre giorni che precedono il matrimonio, perimetro e conto alla rovescia del romanzo, che si muove avanti e indietro nel tempo in modo sapiente e implacabile, fino a condurci al momento in cui tutti i fili si riannodano e le verità di ognuno vengono a galla.




    L'idiota di famiglia di Dario Ferrari (Sellerio Editore Palermo)

     Con sarcasmo brillante e ironia pungente, tra pagine comiche e passaggi commoventi, Ferrari ci porta di nuovo a Viareggio, questa volta per affrontare il rapporto tra padri e figli, le incomprensioni, i conflitti, gli affetti. E per farlo ci trascina nelle esilaranti storture del mondo editoriale, raccontandoci il disagio di una generazione un po’ sghemba, in un romanzo stratificato che è a un tempo romanzo politico, satira e romanzo di formazione.

    «Dario Ferrari entra nei meccanismi del mondo editoriale e si diverte (ci diverte) con altri personaggi che ci assomigliano.» - Cristina Taglietti, La Lettura


    Igor ha da poco oltrepassato la soglia dei quarant’anni, vive a Roma con la fidanzata Marta e un gatto, e si guadagna da vivere con le parole. È un traduttore, passa le sue giornate chino sulla scrivania traducendo operette perlopiù trascurabili quando non proprio impresentabili, eccezion fatta per il sommo Badwalds – «che il Signore me lo preservi» –, autore di culto di cui è diventato, un po’ per caso, la voce italiana. Marta, abbandonata la carriera accademica dopo una cocente delusione, si è da poco reinventata saggista femminista, ha all’attivo un paio di libri ed è lanciatissima sulla scena editoriale. Le giornate di Igor si somigliano un po’ tutte, almeno finché le frustrazioni del traduttore e le invidie del fidanzato devono farsi da parte per fronteggiare una crisi più urgente. Un messaggio della sorella Ester lo informa che il padre sta perdendo lucidità. La demenza senile avanza implacabile e presto tutto ciò che rimane dell’altero Franco Nieri – soprannominato Herr Professor, sosia di Adorno e severo teorico post-marxista – sono pochi balbettii e un’infinità di ricordi. Igor, tornato a Viareggio, affronta la crisi familiare, rimettendo insieme i brandelli di una vita intera, quella di Herr, una vita di ambizioni frustrate e sogni politici irrealizzati.





    giovedì 19 febbraio 2026

    Chianafera di Orazio Labbate (NN Editore)

     Libro presentato da Alberto Casadei nell’ambito dei titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026.

    Onirico e visionario, ricco di riferimenti che spaziano dal mito al gaming, Chianafera è un viaggio negli inferi dove l’eroe lacera la trama della realtà per vederne gli archetipi e sconfiggerli: Orazio Labbate costruisce un poema in prosa lirico e incalzante, un esorcismo narrativo che intreccia mito e religione e che fa dell’amore l’unica arma in grado di sconfiggere l’oblio.

    «Onde di terra, vegetazioni straziate: il buio mediterraneo. La scrittura di Orazio Labbate mette in scena una sconvolgente letteratura delle macerie.» - Antonio Franchini

    «Il personaggio di Orazio Labbate si chiama Orazio Labbate e, segregato in un manicomio, passa in rassegna il passato e i legami con i genitori. Già basterebbe questo, ma è solo l'inizio… Quasi un genere nuovo, con dinamiche da videogame.» - Alessandro Beretta, La Lettura

    «Siamo in un campo metafisico eppure c'è anche concretissima avventura e concretissimo linguaggio. Questo fa sì che il romanzo sia un viaggio iniziatico anche per il lettore.» - Alessandro Gnocchi, Il Giornale

    «Un Western di quelli che sarebbero piaciuti a Robert Erwin Howard e che avrebbero solleticato la metafisica ancestrale di Jodorowsky.» - Andrea Venanzoni, Il Foglio


    In una Sicilia in bianco e nero, un uomo fugge da Butera, la sua città, e approda nel manicomio della Madonna della Catena. Si chiama Orazio Labbate: è ferito, è quasi cieco, e non ricorda quale impulso o dramma lo abbia spinto laggiù. Nel manicomio, l’ambiguo custode Zino, e il falegname stracquadanio, gli rivelano l’esistenza del diario maledetto — eredità familiare che diventa creatura viva, capace di divorare i ricordi e restituirli deformati. Orazio capisce di avere una missione: annientare la famiglia, eterna generatrice di cicli sempre uguali, di simboli e riti pensati per intrappolare il pensiero e il sogno. In un viaggio febbrile all’interno del diario, Orazio fugge dal manicomio e torna verso la casa della sua infanzia: lungo la strada lo attende la sfinge, alla fine di essa l’ultimo doppio: il suo.

    Proposto da Alberto Casadei al Premio Strega 2026 con la seguente motivazione:
    «Con Chianafera, Orazio Labbate consolida un suo canone che spazia da Poe a True detective: un “gotico siciliano” capace di trasfigurare la polvere delle province in una visione metafisica. La narrazione – un’autobiografia mitologica, originale –, sospesa tra le ombre di Butera e il Manicomio della Catena, non è solo una discesa nella follia, ma un rito di decostruzione dell’identità. Autore e protagonista si riflettono in un Doppio che abita una letteratura dei ricordi – un richiamo a quella di Le menzogne della notte di Gesualdo Bufalino –, dove il passato ritorna in un eterno presente di apparizioni inquietanti e dissonanze familiari. Tratto essenziale è lo stile, barocco e viscerale, che fonde e con-fonde l’asprezza del dialetto e una scrittura polifonica. Labbate scava nel trauma dell’origine e nei rapporti esistenziali con precisione spietata, trasformando il paesaggio siculo in una terra saturnina popolata da bare simboliche e entità weird. Un testo perturbante, confessione e insieme cammino videoludico, che rifiuta facili consolazioni per invitare a un confronto coraggioso con le incognite della psiche.»






    L'eredità dei gattopardi di Marcello Simoni (Newton Compton Editori)

     L’autore italiano di thriller storici n°1 in Italia e più letto nel mondo

    Un autore da due milioni di copie
    Vincitore del Premio Bancarella
    Tradotto in 20 Paesi

    Una congiura, un assassino, un regno sull’orlo del caos.

    Un’epopea che nasce tra le fiamme e si consuma nella vendetta.


    Anno Domini 1130, giorno di Natale. Sotto le volte dorate della cattedrale di Palermo, il granconte Ruggero II di Altavilla viene incoronato re di Sicilia dall'antipapa Anacleto II. Presente alla cerimonia, tra i vari signori normanni e longobardi del Meridione, c'è anche Folco di Évreux. È proprio in questo contesto che il giovane Ferracutus apprende una notizia sconcertante: se vorrà che sua moglie Altruda e suo figlio appena nato vengano liberati dal principe di Bari, che li tiene in ostaggio, dovrà assassinare il monarca. Animato tuttavia da ben altri propositi, Folco tenterà di diventare padrone del proprio destino mentre i complotti del suocero, il barone Galgano Drengot, metteranno a dura prova la vita di sua madre e di sua sorella, senza escludere nemmeno il fratellino Abelardo, che ancora in tenera età verrà allontanato dal castello di Sagitta per essere educato alla vita monastica. Ma nubi assai più cupe si profilano all'orizzonte. La guerra di Ruggero II di Altavilla contro il Meridione ribelle incombe: un'autentica marcia di conquista alla quale Folco non potrà sottrarsi, pur trovandosi con il cuore spezzato in due. Una metà, infatti, arde per l'amore tormentato nei confronti di sua moglie Altruda; l'altra metà, per una giovane sconosciuta che Folco incontrerà proprio a Palermo. Nel frattempo, approfittando dell'inasprirsi del contrasto tra i Ferracutus e i Drengot, nel castello di Sagitta inizia a uscire dall'ombra una figura del tutto inaspettata. Un uomo deforme dal temperamento sinistro. Il discendente di Galgano da tutti creduto morto.





    mercoledì 18 febbraio 2026

    La fiamma di Sevenwaters di Juliet Marillier (Mondadori)

     La serie Sevenwaters della famosa autrice Juliet Marillier è stata definita una “magnifica saga” (Alernative Worlds) e una “storia avvincente di amore eterno” (Publishers Weekly). Ora Marillier torna a Sevenwaters con la storia di una giovane donna destinata a svelare i segreti dell'Altro Mondo.


    Maeve, figlia di Lord Sean di Sevenwaters, è rimasta gravemente ustionata da bambina e porta il ricordo di quel fuoco nelle sue mani deformi. Quando, dopo dieci anni di assenza, torna a casa, è ormai una donna coraggiosa e schietta. Le cicatrici del corpo sono guarite, non altrettanto quelle dell'anima. Per di più Sevenwaters è in subbuglio. Il principe del Popolo Fatato Mac Dara desidera disperatamente che il suo unico figlio Cathal, sposato con la sorella di Maeve, torni nell'Altromondo, e per convincere Lord Sean è arrivato a uccidere degli innocenti. Quando i cadaveri delle sue vittime vengono scoperti, appare chiaro che bisogna trovare un modo per fermarlo. Ma chi può farlo e come? Quale forza umana potrebbe sconfiggere il potere della magia? Toccherà a Maeve e al suo misterioso fratellino Finbar intraprendere un viaggio che potrebbe decretare la fine del regno di Mac Dara o condurli a una morte orribile. Ma se avrà successo, Maeve potrebbe aprire le porte a un futuro che non ha osato credere possibile




    L'abete e la betulla. Storia di amore e di alberi di Francesco Vidotto (Bompiani)

     




















    Queste pagine sommesse eppure piene di poesia ci parlano di noi, del senso della vita, e ci esortano alla semplicità e alla meraviglia, a lasciar rifiorire la gioia di fare foresta insieme.

    «Sottoterra, Betulla si era stretta a me e quel che sopra sembrava diviso era invece, in profondità, una cosa sola. E questo, per noi alberi, è forse il senso dell'amore.»


    Abete è forte e saldo, le sue radici affondano nella terra e i suoi rami più alti dominano la foresta, fronteggiando la maestà delle montagne. Abete vive un tempo fatto di pazienza, dove le giornate sono istanti e gli anni minuti. Nei suoi aghi sempreverdi e nei cerchi di legno del suo grande cuore conserva la memoria del bosco. Un giorno, però, accade una cosa capace di sorprenderlo: il vento porta ai suoi piedi un fragile seme di betulla, quel seme sopravvive sotto la neve e, al disgelo, protende un germoglio proprio verso le sue radici... Tra il grande abete sempreverde e la betulla dalle foglie decidue nasce così un legame indissolubile. Sono vicini, ma possono solo sfiorarsi; lui ricorda tutto, lei invece ogni inverno si addormenta e dimentica le gioie dell'estate: è un amore difficile, il loro, e come tutti gli amori difficili è anche dolcissimo e inimitabile. Francesco Vidotto scrive un racconto delicato e potente che sembra una fiaba ma attinge a recenti studi sull'intelligenza delle piante: gli scienziati stanno davvero studiando il “Wood Wide Web”, una rete sotterranea che mette in comunicazione tra loro le piante del bosco