Con grande sensibilità narrativa, la penna di Oh Seung-won trasforma la medicina in una lente per analizzare l'anima dei pazienti: un'immersione nella vita quotidiana in Corea che diventa una fonte di ispirazione per tutti noi.
Con grande sensibilità narrativa, la penna di Oh Seung-won trasforma la medicina in una lente per analizzare l'anima dei pazienti: un'immersione nella vita quotidiana in Corea che diventa una fonte di ispirazione per tutti noi.
Libro vincitore del Women's Prize for Fiction 2026
Tutte le mattine di Sybil è un romanzo irresistibile che trascina il lettore in un universo ricchissimo di sfumature, sentimenti mai rivelati, e testimonia un amore incrollabile per la vita.
Il gaslighting è una forma di manipolazione che si esercita attraverso l’apparente esibizione di prove e ragionamenti. Chi ne è vittima è progressivamente indotto a dubitare di sé e a delegittimare il proprio punto di vista, fino a trovarsi in una condizione di dipendenza e subordinazione. Il volume affronta il fenomeno da una prospettiva filosofica, interrogandosi sulla dimensione sociale del ragionare, sull’autorità delle ragioni e sulla responsabilità di opporsi a forme di potere manipolative. L’analisi mostra come l’efficacia di queste strategie dipenda in larga misura dal silenzio o dall’indifferenza degli astanti, che possono trasformarsi in complici della violenza oppure farsi mediatori di processi di emancipazione e riconoscimento. Attraverso l’esame di casi paradigmatici, il volume sostiene che l’approccio kantiano sia in grado di cogliere le dimensioni complesse, collettive e istituzionali del fenomeno meglio di quanto non facciano i recenti modelli di ontologia ed epistemologia sociale
New York, tardi anni Ottanta: Julie vive nell'inquieto e vibrante Lower East Side e lavora come colorista per la Fantômes Comics, casa editrice dalle sorti incerte la cui supereroina, Electra, lungi dal fornirle eroiche risposte, sembra al contrario porle continue domande esistenziali mentre trascorre infinite ore china sulle tavole che narrano le sue gesta. Lo stesso vale per il suo sfuggente oggetto del desiderio, Eamonn, fotografo impegnato, e di tutta la sfaccettata, spesso geniale umanità che incontra in una New York postmoderna dal fascino crudo e magnetico. Quando alla Fantômes il fato dell’eroina sembra ormai segnato, Julie e Laurel, l’inseparabile inchiostratrice, decideranno di creare la loro versione della storia e di far atterrare Electra sulla Terra, in una città che le mostrerà i mille ambigui volti dell’esistenza umana. Pubblicato nel 1990 dalla Vintage Contemporaries nell’iconica collana che ha ospitato Cormac McCarthy, Don DeLillo e Raymond Carver, e conquistatosi la fama di romanzo di culto, "La colorista" irradia il fascino di un’opera analogica che non smette di porci un quesito fondamentale: siamo o meno la versione più autentica di noi stessi?
Max, Mischa e l’Offensiva del Tet è un romanzo monumentale, traboccante di idee, informazioni e cultura, alta, bassa, popolare, e al tempo stesso è un dramma familiare e una storia d’amore intrecciata a un racconto di trasformazione politica.
«Non scrivo perché quel che abbiamo vissuto non l'abbia mai vissuto nessun altro; le nostre vite non erano particolarmente spettacolari né significative. Non lo sono mai state, né allora né ora. Però erano le nostre vite, erano intrecciate, e mi è venuta una gran paura di perderle.»
«Un appassionato manifesto per il nostro tempo e per la sua febbrile ricerca di un bene sempre più raro: una casa da chiamare casa.» - Siri Hustvedt
Bryden e Sam hanno tutto ciò che una giovane coppia può desiderare: carriere di successo, un elegante appartamento in un condominio di lusso, amici che li sostengono e una figlia adorata. La vita perfetta per la coppia perfetta. Ma un pomeriggio, Sam riceve una telefonata in ufficio. Bryden, che quel giorno lavora da remoto, non è andata a prendere la figlia all'asilo. Tornato a casa con la bambina, Sam trova l'auto della moglie nel garage sotterraneo. Al piano di sopra, nel loro appartamento, il suo computer portatile è aperto sul tavolo, il cellulare è lì vicino e le chiavi sono al solito posto nell'ingresso. Ma Bryden non si vede da nessuna parte. È come se se ne fosse semplicemente andata. Come ha potuto scomparire da casa sua? Ed è davvero uscita da quell'edificio? Man mano che i minuti passano – e i dubbi sulle loro frequentazioni crescono – la vita di Bryden e Sam sembra un po' meno perfetta, il loro lussuoso condominio un po' meno sicuro, gli amici, i vicini di casa e i parenti non più così affidabili.
Questo libro racconta una storia che comincia prima di Adamo e finisce dopo di noi, attraversando la Bibbia da capo a fondo, come un mondo a sé.
Il thriller giapponese che ha reinventato il delitto perfetto.
In un racconto che è al contempo denso e rarefatto, sospeso tra rigore documentario e realismo magico, Pessina costruisce un’epopea dei vinti, uomini e donne che, nati o resi storti come gli ulivi dei campi, trovano nel folle coraggio della resistenza e della solidarietà un’occasione per riappropriarsi della propria umanità e a volte, perfino, della libertà.
La guerra è finita da poco, e a Volterra, città di origine etrusca nel cuore della Toscana, sono stati scoperti i resti di un grande teatro romano. Volterra ospita anche un gigantesco manicomio dove i metodi di cura combinano brutalità e scienza lombrosiana – la legge Basaglia è ancora di là da venire – e le porte si aprono per chiunque: matti, orfani, donne che destano scandalo la cui «malattia» bisogna curare per il loro bene. Le giornate all’istituto sono scandite dai rigidi orari del lavoro e delle terapie, la crudeltà è normalizzata, invisibile perfino agli occhi dei buoni. Intanto, Franco il Citrullo dopo essere stato un paziente si guadagna da vivere pulendo le camerate; Tosca la Strega legge il futuro nei passi dei polli e, per dare conforto alle donne i cui figli spariscono nel nulla, racconta di una favolosa via sotterranea che risplende di alabastro; lo Storto, internato per aver squarciato una tela di Raffaello, incide sulle mura della fortezza segni che sembrano quasi caratteri etruschi
Un romanzo allegro, sorprendente, gustoso, colorato, documentato, violento, poetico e commovente dove non succede mai quello che ti aspetti.
«Un thriller avvincente che offre un cambio di scenario e al tempo stesso il ritratto di un paese dalle molteplici sfaccettature». - Charente Libre
«Ian Manook ha un talento nel costruire trame intricate che catturano con un mix di piacere e angoscia: una volta iniziato, il libro tiene incollati fino all’ultima pagina. Costa meno di un volo per la Corea del Sud e ci trasporta esattamente lì». - Lyon Capitale
«Un romanzo da gustare dalla prima all’ultima pagina, intriso dei sapori della cucina coreana, delle tradizioni ancestrali, e di una buona dose di umorismo». - L’Écho de l’Armor et de l’Argoat
A vent'anni dalla sua prima edizione, a dieci dalla sua riedizione, nell'anno della scomparsa del suo autore ci sembrava doveroso riportare in libreria un classico, un libro che ha reinventato la gastronomia del XXI secolo, il testo iconico di Carlin Petrini. Buono, pulito e giusto è diventato uno slogan simbolo di una visione del mondo che ha rovesciato gli stereotipi sul cibo, l'ambiente, la natura, l'agricoltura. In un racconto che costruisce una teoria, intreccia analisi, impegno ed esperienze autobiografiche, Carlo Petrini esorta il lettore a farsi egli stesso eco-gastronomo, a essere cittadino del mondo e protagonista di una grande rete internazionale che custodisca il pianeta leggendo attraverso il cibo l'intera esistenza. Prefazione di Michele Serra
l racconto prende le mosse dalla più grave delle stragi che Ludwig si è attribuito, sei morti nel rogo del cinema Eros a Milano nel 1983, tra la vergogna e la distrazione un attentato incredibilmente rimosso dalla storia nera d’Italia.
Limited Edition curata da Loonari.
Cinque volumi: "Il contratto. The Deal", "Lo sbaglio. The Mistake", "Il tradimento. The Score", "L'imprevisto. The Goal", "L'eredità. The Legacy"
“Voi la conoscete? La Principessa Triste intendo, la conoscete? Sarete molto indaffarati per le storie invischiate di passato. Certo, posso capirlo, ma se vorrete respirare incanto, vi converrà sfogliare un po’ questo mio canto”. In questa godibile prova d’esordio, Maddalena Giordano si cimenta alternando il linguaggio fresco e moderno del racconto al lirismo dell’afflato poetico fino alla gioiosa sintassi della favola. Uno sguardo incantato e a suo modo complesso, in cui coesistono leggerezza e gravità, asprezza e malinconia, inquietudine e lievità. L’amore dell’autrice per la letteratura e l’arte dello scrivere emerge con forza in queste pagine
ERA UNA SERA DI MARZO. L’ARIA ERA CAPRICCIOSA MA SI SENTIVA UN TEPORE DI SABBIA D’ORIENTE. VOLEVO VEDERTI, VOLEVO ASSAPORARTI PER SENTIR VIBRARE LA PRIMAVERA
Maddalena Giordano è nata a Matera. Laureata in Lettere moderne presso l’università degli studi di Bari “Aldo Moro”, lavora come docente di sostegno nella scuola secondaria di primo grado. Amante della letteratura, considera la scrittura l’unica attività capace di dar voce al suo pensiero, un pensiero “dominante” che si è riversato ,in queste pagine
In questo romanzo autobiografico, intimo e coinvolgente, Caroline Dawson scrive con la forza della commozione un inno per tutti i senza patria del mondo.
«Un testo magnifico, dalla scrittura limpida, che compie il miracolo di far sentire e comprendere la doppia condizione di “umiliata e offesa”, quella di essere immigrata e povera.» - Annie Ernaux
C’è un comun denominatore che affratella le aree geografiche della Padania che vanno sotto il nome di Bassa. Ed è un’aura di distanza dalla metropoli, di usi e costumi resistenti a ogni tentazione di cambiamento, di reliquie di vita in cui sopravvivono caratteri non ancora omologati dal consumo. Una suggestione del paesaggio, un passare di cielo, una sacralità di gesti antichi, incompatibili con la grande città. È la dimensione del paese, della terra accolta tra un fiume e un campanile. Di questa Bassa restano reliquie: storie di periferia, che reclamano il tributo della memoria, undicesimo comandamento
Minimalia a cura di Franco Manzoni - cos'è? Minimalia a cura di Franco Manzoni non è solo uno strumento di lavoro, ma anche un'opportunità per esprimere la propria fantasia. I volumi della collana si presentano al pubblico non solo come testi letterari, ma come diari d'artista e oggetti da collezione. La scelta di includere una sola poesia e di lasciare il resto del volume bianco rappresenta una critica radicale all'editoria di consumo e all'algoritmo che governa la nostra quotidianità. È un invito a rallentare, a riappropriarsi della materialità della carta, del gesto fisico della scrittura a mano e dell'osservazione silenziosa dell'arte
L'ordine internazionale liberale non esiste più. Viviamo in un mondo di lupi e di sciacalli. Adesso tocca a noi.
Un animale considerato tra i più umili e fastidiosi si rivela, sulle pagine della grande letteratura, portatore di una simbologia sorprendentemente ricca. La mosca compare nell'Antico Testamento come messaggero degli inferi, vola tra i dialoghi dei filosofi greci, attraversa i bestiari medievali, le terzine di Dante, le tele dei pittori rinascimentali — fino a diventare, nel Novecento, un veicolo di significati sempre più denso in tutte le arti. A raccogliere questa straordinaria tradizione fu nel 1950 Giuseppe De Lorenzo — geologo, orientalista, senatore del Regno e intellettuale di rara ampiezza — con il suo Le mosche in descrizioni antiche e moderne, pubblicato nei “Rendiconti dell'Accademia delle Scienze di Napoli”. Questa nuova edizione, curata da Maurizio Tarantino, restituisce il testo originale arricchito da un'introduzione inedita che ricostruisce l'affascinante storia editoriale dell'opera e include le lettere originali tra Benedetto Croce e l'editore Laterza. La raccolta si completa con una moscografia — una bibliografia ragionata sull'argomento — e con un'antologia di testi fondamentali: il frammento di Simonide di Ceo, l'Elogio della mosca di Luciano di Samosata (entrambi in nuova traduzione dal greco di Aldo Setaioli), il Bestiario moralizzato, Emanuele Tesauro, Vittorio Alfieri e Trilussa. Un libro per chi ama la letteratura come esplorazione: curiosa, erudita, sorprendente
«Una cosa aveva imparato, fin da bambina: a nascondere il dolore, a esporre la lotta.»
I drammatici giorni del G8 di Genova in un romanzo su un testimone, un soccombente e una vittima.
«Ci hanno picchiato, presi a calci e manganellate, senza un perché. Erano impazziti. Hanno sfondato porte e finestre, sono entrati e ci hanno colpiti. Molti di noi dormivano. Chi cercava di scappare ai piani superiori veniva inseguito, raggiunto e picchiato ancora.»
«Valenti sa quando mettersi in campo e quando lasciare la parola agli altri… alle loro vite perdute.» - Goffredo Fofi, Internazionale
«La scrittura di Stefano Valenti ha la rara capacità di accompagnarci dentro alla dimensione più intima dell’umana violenza, senza mai offuscare il contesto storico nel quale essa si colloca. I tormenti esistenziali diventano qui insieme storia e letteratura.» - Gad Lerner
«È un soccombente il protagonista del nuovo libro di Stefano Valenti, che dà un corpo narrativa e individuale a una vicenda che, nel luglio di 25 anni fa, fu un trauma collettivo.» - Alessandro Beretta, La Lettura
Un romanzo teso di stampo civile che usa il noir per raccontare una metropoli costruita sul cemento e sul silenzio, dove la verità ha sempre un prezzo. Pagato dai più deboli.
Giornalista tra le più autorevoli del nostro Paese, figura chiave nella fondazione di Repubblica, Anna Maria Mori firma un memoir atipico e potentissimo: una mappa emotiva, caotica e luminosa, dove l'ordine è solo apparente e il vero ritmo è quello disordinato dell'intuizione, della tenerezza, dell'ironia.
Il primo romanzo di Paolo Kessisoglu è una commedia ironica e malinconica, brillante e profonda, che racconta con sensibilità il momento cruciale in cui si smette di essere figli e si ridisegna il proprio percorso senza un genitore. Le scoperte di Federico, che nel suo viaggio incontra un padre che non conosceva, incrociano la linea retta di un’unica grande verità: c’è stata una vita dei nostri genitori senza di noi, così come ci sarà una nostra vita senza di loro. Il momento in cui cadono i ruoli e conta la sostanza umana è quello in cui possiamo imparare a volere un po’ più bene anche a noi stessi.
Un mystery dalle dinamiche classiche, scritto con l'intelligenza dei grandi maestri del giallo, La portinaia del 17 è il primo di una serie di romanzi con al centro lo storico palazzo di Montmartre. Libro dal tocco ironico e dalle atmosfere rétro, è una dichiarazione d'amore alla Parigi che conosciamo, ma anche un viaggio nella vita dei suoi abitanti, tra le celebri vie del quartiere degli artisti.
«Tra scambi ironici e una fiducia che cresce pagina dopo pagina, l'indagine finisce per diventare anche l'occasione per aprire a una rivalsa quando la società tende a relegare ai margini chi ha un'età avanzata.» - Sara Erriu, La Lettura