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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    domenica 20 settembre 2026

    “Paradiso” di Dana Ghetilieri (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

     Il volume si inserisce nel panorama della poesia contemporanea come un poema narrativo in versi che recupera una struttura classica per raccontare un futuro prossimo segnato dal collasso della civiltà digitale. L’opera si compone di 33 canti e si presenta come una riscrittura in chiave distopica del viaggio dantesco, collocata in un contesto tecnologico dominato dall’intelligenza artificiale e da sistemi di controllo sociale.

    L’ambientazione è quella di un mondo post-bellico, situato temporalmente nello stesso gennaio 2026, in cui la società umana risulta divisa in due realtà contrapposte. Da una parte si trova una natura ferita, sfruttata e marginalizzata, dall’altra una metropoli iper-tecnologica governata da un’entità centrale, un’intelligenza artificiale che esercita un controllo capillare attraverso crediti sociali, sorveglianza biometrica e la promessa di una sopravvivenza digitale oltre la morte biologica. In questo scenario prende avvio il percorso della protagonista, Dana detta la “Furiosa”, che si risveglia in un mondo profondamente trasformato e attraversa i diversi livelli di questa nuova civiltà.

    Nel corso della narrazione, il poema segue l’evoluzione del viaggio della protagonista, che si muove tra spazi simbolici e incontri emblematici. Attraverso questi passaggi, l’opera affronta in modo diretto e controverso alcune delle principali questioni del dibattito contemporaneo: il transumanesimo, la maternità surrogata, le trasformazioni dell’identità di genere, la gestione tecnologica delle emergenze sanitarie e le politiche ambientali percepite come superficiali o strumentali. Questi temi vengono inseriti in una cornice narrativa che descrive il progressivo crollo del sistema digitale e il fallimento di una società fondata sul controllo totale.

    Dal punto di vista ideologico e simbolico, il poema costruisce un’opposizione netta tra un “inferno” tecnologico, rappresentato dalla metropoli governata dall’intelligenza artificiale, e un “paradiso” che coincide con il ritorno alla dimensione reale, corporea e naturale dell’esistenza umana. Il percorso della protagonista diventa così una traversata che mette in discussione la mercificazione dell’essere umano e la riduzione della vita a dato, algoritmo o funzione controllabile

    L’opera si colloca nel solco della produzione precedente dell’autrice, che ha già esplorato strutture e immaginari danteschi in chiave contemporanea. In lavori precedenti, Ghetilieri ha attraversato simbolicamente inferni e paradisi dell’animo umano, rielaborando figure storiche e mitologiche e intrecciando riflessioni su identità femminile, corpo e potere. In “Paradiso” questo percorso prosegue e si concentra in modo più marcato sul rapporto tra tecnologia e natura, proponendo una visione che si richiama a una prospettiva ecofemminista.

    Il libro è accompagnato da una prefazione della sociologa Daniela Danna, che colloca l’opera all’interno di un più ampio percorso culturale e letterario dell’autrice, sottolineando la continuità con le precedenti esplorazioni poetiche e politiche. “Paradiso” si presenta così non solo come un poema, ma anche come un romanzo d’avventura in versi e come un testo di critica sociale che intende stimolare il dibattito su alcune delle trasformazioni più radicali del presente.

    Dal punto di vista editoriale, il volume è pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno ed è disponibile nella sezione blog del sito della casa editrice. Con questa uscita, l’editore propone un’opera che si discosta dalle forme narrative più convenzionali e che si inserisce nel filone della poesia civile e distopica, destinata a suscitare discussione nel panorama culturale contemporaneo.


    Trattato sul primo principio di Giovanni Duns Scoto #ai #content

     Trattato sul primo principio di Giovanni Duns Scoto #ai #content


    Pecorelle smarrite di Madeline Cash con la traduzione di Marco Rossari (Gramma Feltrinelli)
























    Miglior libro dell’anno per il New York Times

    Arrivano i Flynn, una delle più irresistibili famiglie del nostro tempo di matrimoni aperti, amori virtuali e… pecorelle smarrite.

    «Il mondo è così assurdo che mi sono limitata a mettere uno specchio davanti alla società» - Madeline Cash per D la Repubblica

    «Pecorelle smarrite di Madeline Cash è forse il romanzo più acclamato e atteso del 2026. Leggetelo e capirete perché.» - Dua Lipa

    «Ho riso dall’inizio alla fine… C’è più arguzia e inventiva in una sola frase di Madeline Cash che in moltissimi libri.» - Eric Puchner, New York Times

    «Un esordio coinvolgente, capace di raccontare – con intelligenza e ironia – una verità universale: la normalità di una famiglia disfunzionale.» - Sunday Times

    «Madeline Cash ha una voce unica, inconfondibile.» - Lena Dunham

    «Una voce nuova, brillante e inconfondibile nel panorama della narrativa letteraria americana: dirompente, esilarante, provocatoria e sorprendentemente sensibile.» - Megan Nolan

    «Successo editoriale strepitoso nei Paesi anglofoni, il romanzo d'esordio di Madeline Cash fa affezionare presto il lettore ai suoi personaggi (tranne che al cattivo): merito della loro simpatia, di dialoghi brillanti, di eccessi un po'da cartoon.» - Nicola H. Cosentino, La Lettura


    Nella città affacciata sull'Alabaster Harbor, lo scalo principale dell'intera costa occidentale, Bud e Catherine conducono la loro vita coniugale di coppia aperta. Bud ha un decente lavoro di contabile al porto che gli concede una perenne abbronzatura e uno stipendio sufficiente a mantenere la famiglia. Gli capita, però, spesso di ripensare allo strambo “accordo” che lo lega a sua moglie, allora si rifugia nel suo minivan ad ascoltare vecchie canzoni e a meditare sull'angoscia di vivere. Catherine, ex artista, non esita, invece, a concepire il loro matrimonio aperto come “una scappatoia morale, uno sfogo creativo nell'immensità della monogamia”. In realtà di creativo nel loro rapporto, secondo padre Andrew, il prete della chiesa locale che pure si professa progressista, c'è solo che possono liberamente infliggere dolore a sé stessi e alla loro prole. Bud e Catherine Flynn hanno, infatti, tre figlie, tre piccole pecorelle smarrite. Abigail, diciassettenne, è carina come la protagonista di una soap opera cristiana, ma, con grande preoccupazione di Catherine, riversa le sue attenzioni su un ventenne, soprannominato “Wes Crimini di Guerra”, affetto da una malattia autoimmune al colon. Louise, quindicenne, ha una relazione virtuale concordialisaluti, un ragazzo canadese conosciuto in una chat room per figli di mezzo. Harper, dodicenne, è irrequieta, intelligente, studia lingue straniere e ritiene che il mondo non sia altro che una serie di codici risolvibili. Curiosando, non per malizia ma per noia, nelle mail di lavoro di suo padre, Harper scopre un giorno che alcuni carichi che transitano per il porto di Alabaster non sono completamente contabilizzati. Piccola Giovanna d'Arco, testarda nel suo rifiuto di accettare le cose così come sono, Harper trascina l'intera famiglia in una bizzarra e pericolosa avventura. Con il suo irresistibile humour e la sua impeccabile ironia, Madeline Cash offre un ritratto indimenticabile della vita sociale e familiare odierna, in cui le “Piccole donne” si sono trasformate in “Pecorelle smarrite”.

    Libertà, libertà! di Greta Privitera (Fuoriscena)

     


















    Ripercorrendo le guerre, i movimenti di protesta e le violente repressioni, Greta Privitera, che da anni per il «Corriere della Sera» si occupa di Iran, ha scritto un libro che è uno strumento prezioso per capire l’attualità.


    C’è chi ha pensato che la Rivoluzione di Khomeini potesse rappresentare una svolta di libertà. C’è chi era presente all’aeroporto di Teheran quel primo febbraio del 1979, perfino in minigonna, quando l’ayatollah è rientrato nel Paese accolto da una folla festante ed entusiasta dopo un lungo esilio. C’è chi negli anni della Repubblica islamica ha subito incarcerazioni arbitrarie, chi si è opposto con coraggio e determinazione, chi è stato ammazzato senza pietà (decine di migliaia di persone, molte delle quali giovanissime), chi ha provato e prova ancora a resistere, mentre il Paese affronta una nuova guerra, l’ennesima, scatenata stavolta da Stati Uniti e Israele. Sono le voci e le testimonianze di un popolo che rappresentano il tessuto di questo libro, che ripercorre una storia lunga quasi 50 anni, collocandola dentro una vicenda antica: una civiltà con millenni di memoria, la Persia, che ha dato al mondo poeti, cineasti, pensatori, una lingua che continua a produrre metafore anche quando la realtà sembra non sopportarne più. In pochi decenni questa storia è stata piegata dentro un esperimento politico che prometteva giustizia sociale e ha costruito invece una macchina di sorveglianza, di gestione del dissenso attraverso il martirio e la violenza. Una Rivoluzione, quella khomeinista, che ha usato la religione per il controllo, divorando anche chi l’aveva voluta

    sabato 19 settembre 2026

    La poesia coreana arriva OGGI a Pordenonelegge: quattro versi per raccontare il mondo

    La poesia coreana contemporanea arriva a Pordenonelegge con Choi Dongho e Kim Kooseul. Un viaggio nella poesia di quattro versi, tra essenzialità, memoria, traduzione e attenzione alla parola, che si concretizza nell'appuntamento di OGGI sabato 19 settembre, alle 15.30, alla Libreria della Poesia di Palazzo Gregoris.




    Come attingere vita dal cielo di Marsilio Ficino #ai #content

     Come attingere vita dal cielo di Marsilio Ficino #ai #content


    Chicken impossible di Anne C. Voorhoeve, con la traduzione di Claudia Crivellaro (Emons Edizioni)

     




















    Hilde e Helene si sono sempre detestate, ma dopo la morte della madre le due sorelle si ritrovano a vivere insieme nella casa di famiglia, in una tranquilla comunità immersa nel bosco. Inizia così una terribile guerra dei nervi, che deflagra fino a sfociare in un tragico epilogo. Nessuno sembra aver notato nulla dietro l’alto cancello che isola le due donne dal mondo esterno. Nessuno? Non proprio: quattro galline hanno visto molto più di quanto si pensi. E una di loro ha tanta voglia di raccontare tutto

    Casa Kahlo: Frida Kahlo's Family Home and Sanctuary di Mara Romeo Kahlo, Mara de Anda Romeo (Rizzoli International Publications)

     

















    The first publication of Casa Kahlo, Frida Kahlo’s private Mexico City family home and personal sanctuary, and its collections of her art, clothing, jewelry, and treasured keepsakes, the house has been opened to visitors for the first time in nearly 100 years. Casa Kahlo offers an intimate new portrait of Frida Kahlo through the lens of the Kahlo family home that stayed in the family’s hands for nearly 100 years. Drawn from the memories, stories, and private archives of Frida’s great nieces, the book reveals what Casa Kahlo meant to the now world-famous artist and cultural heroine. The Kahlo family home was the artist’s safe haven away from her volatile marriage, where the people who anchored her—her parents, favorite sister, and beloved niece—lived. It’s where she brought friends and lovers away from the public life she lived in Casa Azul, where she taught legions of students in the home’s lush courtyard, and where the artist herself lived for several years in the late 1940s. Rich with family anecdotes, early artwork, unpublished letters, documents, and vivid details of daily life in Coyoacán, this is not another retelling of the Frida myth, but a rare insider account from Frida’s own family. Readers encounter Frida not only as an artist and icon, but as a daughter, mentor, teacher, political thinker, and fiercely loyal family member whose creative life was inseparable from the homes and people around her. With its blend of personal testimony, cultural history, and never-before-shared family perspectives, Casa Kahlo reintroduces Frida Kahlo in a way that feels revelatory and profoundly human. Highlights include: Previously unpublished letters and postcards exchanged with Kahlo’s sisters, parents, and extended family The restored interior of Casa Kahlo, including a mural believed to have been painted by Kahlo herself Never-before-seen stills from a vivid family film shot just a few years before her death Personal belongings, jewelry, drawings, and select artworks, including Kahlo’s signature Indigenous clothing and handmade accessories Her extensive collection of ex-votos, dolls, and pre-Hispanic figurines which connected her to Mexico’s rich ancestral heritage Rare exhibition pamphlets and ephemera from Kahlo’s earliest shows in Mexico and the United States

    venerdì 18 settembre 2026

    Sull'Amore di Marsilio Ficino #ai #content

    Sull'Amore di Marsilio Ficino #ai #content

    Fiorire e nidificare. Testo originale a fronte di Simon Armitage con la traduzione di Massimo Bocchiola (Crocetti)

     





















    «[...] Ecco allora bestie che parlano e che creano metafore e piante che hanno storie quasi umane, varietà di metri e soluzioni, ritornelli e cantilene. Sullo sfondo, la presenza implicita di un pubblico di ascoltatori.» - Roberto Galaverni, La Lettura


    Le due raccolte Blossomise, una celebrazione delle trasformazioni della primavera, e Dwell, ispirata ai Lost Gardens of Heligan in Cornovaglia, qui riunite in un unico volume nella traduzione di Massimo Bocchiola e con il testo originale a fronte, mettono in luce l'eccezionale ricchezza e varietà del repertorio di Simon Armitage, capace di esprimere un'originalità profonda in tutti i campi della sua attività, dai versi alla prosa, dalla traduzione dei classici al teatro e alla musica. E i campi, intesi non metaforicamente ma come luogo della natura, fanno da sfondo alla poesia di questo libro: le coltivazioni, ma anche i prati e i boschi, il parco cittadino, l'aiuola, un singolo albero in una piazza, qualsiasi angolo in cui la vita vegetale e animale affondi le radici e stenda i rami oppure voli, guizzi, si rintani, serpeggi. E per ciascun personaggio della scena naturale troviamo nei versi di Armitage l'amore e il senso del suo valore, della necessità vitale di proteggerlo. Il vento gioca tra i rami. Oggi un pero in fiore, domani un flauto

    Ruvido tempo di Marco Lapenna (Momo Edizioni)

     


















    In una distopia post-artificiale travolta dal crollo dell'informatica, l’umanità sopravvive tra rovine e gerarchie feroci. A Città sul Lago, le élite si sono asserragliate nella luminosa Cupola, mentre nei quartieri bassi i superstiti della classe terziaria si affollano attorno al Mercato dei Servizi, ai convogli dell’allocazione e alle ultime scorte di acqua potabile. Umo, giovane arrampicatore urbano cresciuto all’ombra della Guerra civile, ha abbandonato l’Arnese – un nucleo clandestino di rivoluzionari – per sprofondare nell’anonimato degli sbiellati, gli indesiderati che hanno smesso perfino di parlare. Ma la distopia non concede tregua: una fuga di informazioni, lo sbirro Piskar sulle tracce dei compagni e il calcolatore centrale della Cupola pronto a decifrare la loro ultima cifratura costringono Umo a tornare. Il tempo è scaduto. Per salvare l’Arnese e il fragile sogno di un’umanità libera dalle macchine e dai padroni, Umo dovrà affrontare i fantasmi da cui ha cercato di nascondersi: a vent’anni l'amore e l’amicizia bruciano. Sullo sfondo una città ostile e un piano folle. Arrampicate impossibili, ingranaggi rotti, bombe circuito e alleanze precarie. Ruvido tempo è una distopia tesa e verticale, dove la tecnologia superstite divora i suoi figli e la rivoluzione avanza su dita forti, ancora capaci di stringere una presa. Un romanzo di fantascienza sociale che esplora potere, memoria e resistenza in un mondo che ha dimenticato il significato della parola futuro

    giovedì 17 settembre 2026

    iQdB Network - l'aggregatore di notizie a cura di Stefano Donno

    iQdB Network - l'aggregatore di notizie a cura di Stefano Donno

    Dialogo sul papa eretico di Guglielmo di Occam #ai #content

     Dialogo sul papa eretico di Guglielmo di Occam #ai #content


    Le ore d'oro di Louisa Young (Fazi)

     





















    Con Le ore d'oro Louisa Young, scrittrice inglese e nipote di Elizabeth Jane Howard, riprende il lavoro della zia dando vita al seguito della saga dei Cazalet.

    «Sono felicissima di questo nuovo volume della saga dei Cazalet. Le ore d’oro è una lettura meravigliosa». - Nina Stibbe

    «Magnifico: il seguito avvincente ed emozionante di una saga amatissima, nonché un maestoso omaggio a Elizabeth Jane Howard». - Stacey Halls

    «Un’impresa ardua, ma Louisa Young ne è uscita trionfante. Le ore d’oro è scritto in modo così splendido e così ricco di sensibilità emotiva che mi ha letteralmente rapito. I Cazalet rivivono». - Elizabeth Buchan


    È il Natale del 1962 e, come di consueto, la famiglia Cazalet si riunisce per festeggiare. Poiché l'amata Home Place è stata venduta da tempo, Polly e Gerald hanno messo a disposizione di genitori, fratelli e cugini la loro labirintica dimora, Fakenham Hall. Mentre la vecchia guardia – Hugh, Edward, Rupert e Rachel – se ne sta in disparte e osserva l'Inghilterra di un tempo svanire lentamente, le cugine Louise, Clary e Polly, ormai tutte sulla soglia dei quarant'anni, occupano il centro della scena. Louise è una donna in carriera con una vita sentimentale instabile; Clary si sforza di coniugare il ruolo di madre e m glie con il lavoro da sceneggiatrice; Polly ha finalmente realizzato il sogno di vivere in una grande casa tutta sua. Determinate a emanciparsi dalle convenzioni, le tre donne cercano un nuovo equilibrio tra aspettative sociali e reconditi desideri personali. E poi c'è la nuova generazione, che deve fare i conti con una società sull'orlo di un grande cambiamento: Juliet, la figlia di Zoë e Rupert, è una ragazza bellissima ma molto ingenua e lavora come attrice; Neville, il suo fratellastro, aspira a diventare un regista di successo; e Simon, il fratello di Polly, abita nella piccola comune creata dalla sorella nella campagna del Norfolk ma conduce una doppia vita. Nel nuovo avvincente romanzo di Louisa Young torneremo ad assaporare atmosfere rétro, ritroveremo volti familiari e incontreremo nuovi personaggi mentre l'eredità dei Cazalet continuerà a vivere nel corso dei ruggenti anni Sessanta.

    Casalinghitudine di Clara Sereni a cura di Benedetta Centovalli (La Tartaruga)

     



















    Dopo anni di assenza dalle librerie, rinasce in una nuova edizione il libro-manifesto che ha ispirato diverse generazioni di donne. In occasione dell’ottantesimo anniversario della nascita dell’autrice (1946-2018), riscopriamo la voce di Sereni che con questo testo unico e originale ha raccontato il valore della cura e della maternità complessa. Casalinghitudine fa entrare le ricette di cucina nella storia della nostra letteratura a pieno titolo, accompagnando il trascorrere dei decenni: dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. Un mosaico di ricordi e riflessioni che costituiscono il primo tempo dell’autobiografia al femminile di Clara Sereni, della storia della sua famiglia e della sua generazione. Un lungo successo legato anche alla felice invenzione del titolo, entrato nei dizionari nonostante lo scetticismo di Natalia Ginzburg, che lo pubblicò nel 1987. Casalinghitudine è il lievito madre di tutta la scrittura di Sereni, cresciuta sulla difficoltà prima di essere donna e poi madre al confronto con la disabilità di suo figlio. Qui la cura del cibo evoca antichi rimedi: la minestra dei Sette Grani accompagna la maternità, il Sessantotto è anche una pasta e fagioli, un polpettone scandisce un difficile riconoscimento paterno e una frittata di zucchine è legata alla discussione tra il padre Emilio Sereni e Pietro Nenni sulla spiaggia di Formia. «Perché nella mia vita costruita a tessere mal tagliate, nella mia vita a mosaico (come quella di tutti, e più delle donne) la casalinghitudine è anche un angolino caldo.»

    mercoledì 16 settembre 2026

    Le Enneadi di Plotino #ai #content

     Le Enneadi di Plotino #ai #content


    Fortuna Fatali e il teorema del calesse di Valentina Barzago (Sonzogno)

     




















    A Ponte Oliveto la giustizia è cieca, ma Fortuna ci vede benissimo (tranne con gli uomini…)


    Cosa: Guido Dortello è in carcere per l’omicidio del fratellastro Achille, diciassette anni, trovato morto in un vecchio calesse dopo una seduta spiritica. Guido si è sempre dichiarato innocente, ma ora persino suo padre Taddeo ha smesso di sostenerlo. Quando: Quindici anni fa il delitto del calesse; oggi, fine estate, quando la spiaggia è ormai un ricordo ma il caldo infiamma ancora i bollenti spiriti. Dove: Ponte Oliveto, paese tra i colli piacentini che sembra uscito da una fiaba nera. Sorrisi, case colorate, gesti scaramantici e una serenità troppo perfetta per essere vera. Chi: Sempre Fortuna Fatali, trentacinque anni, la detective del momento. Carriera in ascesa e ospitate in tv, ma una sindrome dell’impostore che non se ne va e una vita amorosa in pieno deragliamento. È Geremia (il suo fidanzato?) a chiederle di indagare: Guido era suo amico, e forse il caso è stato chiuso troppo in fretta. Così, con zia Caterina a farle da assistente indisciplinata, una famiglia allargata sempre più ingombrante e i sentimenti in stato confusionale, Fortuna parte per Ponte Oliveto – un paesino che sembra seguire una logica tutta sua, tra testimoni scomparsi, biglietti anonimi, vecchi rancori e nuove piste – per capire se Guido è davvero un assassino o se, per quindici anni, tutti hanno creduto alla storia sbagliata

    Santi influencer. L'etica ai tempi dei social di Maria Silvia Vaccarezza (Fandango)

     





















    Dalla crisi climatica ai diritti LGBTQIA+, dalla violenza di genere alle guerre, ogni battaglia morale oggi passa da Instagram, TikTok, YouTube. A guidarla sono figure che non sono più soltanto celebrità o creator, ma veri e propri modelli etici digitali. Milioni di follower, prese di posizione obbligate, campagne benefiche, hashtag morali: l’esemplarità si è spostata online. Ma cosa succede quando virtù e branding si intrecciano? Quando la beneficenza convive con il profitto? Quando chi è competente su un tema si sente chiamato a pronunciarsi su tutto? Il “pandorogate” ha rivelato la fragilità di questo nuovo pantheon e ha segnato l’inizio di una stagione di scandali digitali dominando l’informazione pubblica. Ma il problema è più profondo: stiamo ridefinendo chi ammiriamo, chi imitiamo, chi consideriamo moralmente autorevole. Con rigore filosofico Maria Silvia Vaccarezza indaga il fenomeno degli influencer come nuovi “santi” laici, tra virtù e signaling, polarizzazione e responsabilità pubblica. Senza moralismi e senza nostalgia per il passato, questo libro offre una guida per orientarsi in una trasformazione culturale che riguarda tutti. Perché ignorare il cambiamento dei nostri modelli di riferimento non lo fermerà. Capirlo, forse sì

    martedì 15 settembre 2026

    Sulla Felicità di Plotino #ai #content

     Sulla Felicità di Plotino #ai #content


    Otto Parole: Cronaca di un amore imperfetto di Lorenza Scalisi (Aurum)

     



















    Alcune storie passano.

    Altre restano sospese, aspettando di tornare.

    Nell’estate del 1990, in un paesino del Devon, due sedicenni si incontrano e si lasciano un segno che non se ne andrà mai. Poi, il silenzio.

    Tutto ricomincia con un messaggio che riapre quella porta rimasta socchiusa per una vita intera. Laura e Max si ritrovano da adulti. Increduli. Diversi. Eppure ancora capaci di riconoscersi.

    Da quel momento, tutto accelera: incontri, viaggi, promesse, un’intimità che sembra recuperare gli anni perduti.

    Ma l’amore, quando arriva fuori tempo massimo, non sempre trova lo spazio giusto per restare.

    Perché a volte non è il sentimento a mancare.

    È il momento.

    Tra distanza, pandemia e dubbi mai davvero risolti, quello che sembra un ritorno inevitabile si trasforma in qualcosa di più fragile e instabile. Un percorso fatto di slanci, silenzi, attese e scelte difficili.

    E quando tutto sembra finito, resta la parte che nessuno racconta: quella in cui capire non basta, e sbagliare diventa, forse, l’unico modo per lasciar andare davvero.

    Otto Parole è il racconto lucido, ironico e disarmante di un amore reale, adulto, imperfetto.

    Una storia intensa che parla di seconde possibilità, di occasioni perdute e di tutto ciò che resta quando una storia non finisce davvero.

    Proprio per questo, impossibile da dimenticare

    La ragazza alla pari di Sidonie Bonnec (Neri Pozza)

     



















    Un romanzo intenso e coinvolgente che, partendo da una storia vera, racconta con lucidità il prezzo della vulnerabilità, il coraggio di sopravvivere e la forza di ricominciare.


    1996. Hidden Grove, Londra. Un imponente cancello nero si apre su cinque eleganti ville in mattoni rossi, auto costose e giardini pettinati. Emmylou, diciassette anni, è riuscita finalmente a lasciare la Bretagna, le ristrettezze della sua famiglia, dell’appartamento angusto dove la sua collera di adolescente sbatteva contro le pareti. E il cielo perennemente plumbeo che sporcava tutto, rendeva faticoso anche sognare. Eppure, Emmylou ce l’ha fatta, è lì per imparare un’altra lingua e provare a costruirsi un futuro. Oltre quel cancello nero, ad accogliere la ragazza alla pari ci sono i White, i volti sorridenti, le camicie stirate bene, una famiglia da cartolina, una casa che è quasi un castello. Il padre James, la madre Monica, il figlio Lewis di dieci anni, che, poggiato a una stampella, tiene per mano il piccolo Simon. Emmylou è emozionata da quello che vede e si presenta con le parole che non ha fatto che ripetere durante il viaggio in treno: «I am Emmylou, nice to meet you». C’è qualcosa, però, dietro quello sfavillio, che prende forma giorno per giorno, qualcosa di strisciante che continua a sfuggirle: le preghiere sussurrate dietro porte chiuse, il pianto silenzioso attraverso le pareti, gli incubi notturni tanto nitidi da sembrare ricordi. E poi c’è l’andatura sempre più pesante di Lewis, forse sintomo di una malattia di cui nessuno parla. Emmylou decide di ignorare l’inquietudine che si insinua nelle sue giornate, le ombre che si allungano su quella famiglia così diversa dalla sua, e quindi perfetta: è felice di aver trovato i White. Non sa che sono i White ad aver trovato lei.

    lunedì 14 settembre 2026

    La Bellezza di Plotino #ai #content

     La Bellezza di Plotino #ai #content

    The Italian dream. Riprendersi il futuro di Alec Ross (Feltrinelli)

     The Italian Dream è un libro utile, in un tempo in cui molti italiani hanno smesso di confidare che il loro Paese abbia un futuro migliore del presente. Alec Ross ci invita a recuperare il gusto della visione, a tornare a sognare in grande, a credere che un’Italia diversa sia non solo desiderabile, ma possibile.

    L’Italia è già un sogno. Ma non ha ancora imparato a costruire il proprio futuro. Per riprenderselo, deve smettere di scegliere tra sogno e realtà e iniziare a usarli insieme.

    «Un sogno italiano che non diventi l'incubo permanente dell'immobilità. Ci vogliono idee, valori, programmi realistici e ambiziosi.» - Walter Veltroni


    Gli Stati Uniti hanno l’American Dream. La Cina, l’India, persino la Francia hanno saputo raccontare una visione del proprio futuro che mobilita energie, ambizioni, aspettative collettive. L’Italia no. Eppure il nostro è un Paese ammirato, desiderato, invidiato: per la sua cultura, per la sua arte, per la qualità della vita, per quel talento tutto italiano nel tenere insieme bellezza, gusto e profondità. Ma la domanda resta: perché una nazione così amata fuori dai suoi confini fatica a immaginarsi nel futuro? The Italian Dream è un viaggio alla ricerca di una risposta. E una proposta. Lo firma Alec Ross, americano con radici italiane – i nonni erano abruzzesi – che dopo una lunga carriera ai più alti livelli dell’amministrazione pubblica statunitense ha scelto, per una parte dell’anno, di vivere e insegnare in Italia. Uno sguardo straniero e insieme familiare, capace di vedere l’Italia con la giusta distanza dell’outsider e l’empatia di chi si sente, in parte, a casa. Il libro si muove su un doppio binario: da un lato il racconto personale – viaggi, incontri, lezioni, esperienze – e dall’altro un’analisi ampia dei nodi culturali, economici e sociali che bloccano l’Italia: la sfiducia, la paura del rischio, la nostalgia per il passato. Otto coppie di opposti (Giovane e Vecchio, Innovazione e Tradizione, Fiducia e Sfiducia, Ottimismo e Pessimismo…) diventano gli assi attorno a cui costruire una riflessione profonda ma accessibile, mai accademica, piena di energia civile. Ross non idealizza l’Italia, ma nemmeno la condanna: la interroga, la provoca e infine le parla





    I due Mozart di Eric-Emmanuel Schmitt (E/O)

     Un racconto che, pur nel quadro di un’assoluta attendibilità storica, è scritto con la grazia di una composizione musicale, o meglio, di un’opera mozartiana in cui scherzi e colpi di scena si alternano alla solennità e alla commozione.


    Con la grazia di un compositore, Eric-Emmanuel Schmitt esplora il rapporto travagliato tra Wolfgang Amadeus Mozart e suo padre Leopold Mozart. «Un Mozart non è mai mediocre» ripete spesso Leopold Mozart al figlio Wolfgang. E il piccolo Wolfgang di certo non lo è. Ma ha avuto un’infanzia come tutti i bambini del mondo hanno il diritto di avere? E Leopold, è il padre ossessivo e severo che ci tramanda la storia o è un uomo che ha capito subito il talento musicale del figlio e ha fatto di tutto per spianargli la strada? In questa rilettura romanzata del rapporto tra il grande musicista e suo padre, Eric-Emmanuel Schmitt, gran conoscitore di Mozart, ci mostra una famiglia Mozart molto unita in cui tutti sono consapevoli e orgogliosi del valore di Wolfgang, e in cui Wolfgang vede il padre come un nume tutelare e un essere infallibile. Ma come la psicanalisi insegnerà molto tempo dopo, un figlio deve simbolicamente uccidere la figura del padre per costruire la propria identità






    domenica 13 settembre 2026

    De Bello Gallico di Gaio Giulio Cesare #ai #content

     De Bello Gallico di Gaio Giulio Cesare #ai #content


    Tennis paradise Tennis paradise di Francesco Longo (66thand2nd)

     




















    In Australia, durante lo Slam che apre l’anno tennistico, le alte temperature friggono le uova sulla superficie dei campi. Tra febbraio e marzo i tennisti resistono al vento rovente del deserto californiano di Indian Wells e abbandonano il caldo secco per quello umido di Miami. Il circuito si sposta poi sulla terra rossa, sotto il sole di Monte Carlo, Madrid, Roma e Parigi, prima di approdare all’estate inglese di Wimbledon. Lasciata la New York torrida di settembre, le sfide traslocano nell’ultima estate umidissima, quella asiatica, tra Shanghai e Pechino. Tennis Paradise segue il calendario tennistico – un’unica, eterna stagione – raccontando partite epiche e rivalità che hanno segnato la storia di questo sport, da Borg e McEnroe a Federer e Nadal, fi no a Sinner e Alcaraz, e incontri diventati mitici, come la finale degli Us Open tra Pennetta e Vinci. Di alcuni campioni si dice che possiedano un tennis celestiale, o che in certi momenti sembrino giocare in Paradiso. Forse non è un caso che molti dei luoghi in cui si disputano i tornei coincidano con località identificate nei secoli come possibili sedi del Paradiso Terrestre. Seguendo il circuito, affiorano paesaggi e immagini tradizionalmente associati al giardino di Adamo ed Eva: una stagione che sembra non finire mai, piante lussureggianti e fiori deliziosi, animali reali e mitologici, prati dove un’umanità vestita di bianco mostra corpi splendenti, talmente gloriosi e leggeri da ricordare le danze dei beati. Tra aneddoti autobiografici, leggende medievali e un’implicita guida letteraria ai classici di questo sport, Francesco Longo si chiede se il tennis non sia l’immagine di una felicità perduta e, insieme, di una felicità promessa

    Il libro del Sole Il libro del Sole di Sibylle Anderl, Claus Leggewie (Il Saggiatore)

     



















    Ci sono cose che abbiamo così spesso davanti agli occhi da non renderci conto di non conoscerle affatto. Con un approccio che unisce scienza, fisica e storia culturale, Il libro del Sole ci invita a osservare in modo nuovo la stella che illumina il nostro pianeta, attraversandone storia e leggende, segreti e pericoli.


    Per millenni il Sole ha regolato la vita degli esseri umani, determinando le stagioni, guidando la navigazione, influenzando l’agricoltura e la nostra stessa sopravvivenza: un patrimonio di conoscenze che un tempo apparteneva a tutti, dai campi coltivati ai palazzi del potere. Negli ultimi decenni, complice il progresso scientifico e tecnologico, abbiamo iniziato invece a delegare la comprensione del cielo a strumenti sempre più sofisticati, finendo per disinteressarcene; spesso, anzi, subendone l’influsso sui cambiamenti climatici e sull’aumento delle temperature con rassegnazione e fatalismo. In realtà, al di là delle nostre illusioni, il Sole continua a essere in buona parte un enigma. L’astrofisica Sibylle Anderl e il politologo Claus Leggewie ci guidano allora a ripercorrerne l’evoluzione culturale e scientifica: dalle divinità antiche che lo personificavano ai sovrani che si appropriarono della sua simbologia per legittimare il potere assoluto; dai dipinti di Rubens e Munch ai traguardi scientifici raggiunti grazie al suo studio – il telescopio di Galileo, le esplorazioni spaziali, il satellite Solar Orbiter, che ci fornisce immagini e dati senza precedenti sulla sua attività. Il libro del Sole è il racconto di tutto ciò che abbiamo proiettato verso il grande faro celeste sopra di noi, e di tutto ciò che esso ci ha dato indietro sotto forma di immaginario, sussistenza e scoperta