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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    martedì 21 aprile 2020

    Il regno delle ombre. Le indagini del commissario Armand Gamache di Louise Penny (Einaudi)

    Mentre sul Québec infuria la piú violenta tormenta di neve dell'anno, Armand Gamache si trova a indagare su due casi. Entrambi oscuri come il cuore dell'inverno canadese.
    «Una serie che è ormai un classico del mystery, piú profonda e avvincente a ogni episodio» - The New York Times Book Review
    «Magistrale. Questa volta, accanto all'idilliaco villaggio di Three Pines, stretto nella morsa dell'inverno, Penny ci mostra uno scorcio delle strade piú pericolose di Montréal, avvelenate da droga e prostituzione» - The Guardian
    «Non so come si sentano le mosche invischiate al centro del bozzolo in attesa del ragno. Male, penso. Io invece mi ci sento bene. Perché i libri di Armand Gamache sono come una ragnatela. Belli» - Carlo Lucarelli, Corriere della Sera
    Convocato all'improvviso in una fattoria nei pressi di Three Pines, Armand Gamache, capo della Sûreté du Québec, scopre di essere stato nominato esecutore testamentario da una sconosciuta baronessa. Il documento contiene clausole tanto bizzarre da far sospettare al commissario che si tratti di uno scherzo, ma di lí a qualche giorno, quando nella fattoria viene rinvenuto il cadavere di un uomo, la realtà dei fatti emerge in tutta la sua gravità. Nel frattempo un enorme carico di droga sta per inondare le strade di Montréal, e Gamache, sospeso dal servizio sei mesi prima proprio per non averlo fermato, deve decidere al piú presto come agire.

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    The Vatican: All The Paintings (by Anja Grene) - Beautiful Book Review

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    The Sun Down Motel by Simone St. James | Book Review

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    Dead Tube Booktrailer J-POP Manga

    La Ragazza Bruciata Booktrailer J-POP Manga

    Booktrailer: Deep Changes

    Book Trailer | IN SIGHT OF THE MOUNTAIN

    Fashion Design Workshop: Remix Book Trailer

    lunedì 20 aprile 2020

    iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks

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    I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno per Amazon

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    Rilke Maria Rainer ANNUNCIAZIONE le parole dell angelo legge Angelo ...

    Martina Toppi legge i poeti del progetto Le Api dell'Invisibile

    Robustezza e fragilità. Che fare? Il Cigno nero tre anni dopo di Nassim Nicholas Taleb (Il Saggiatore)

    Tre anni dopo la pubblicazione del "Cigno nero", un "racconto filosofico" acclamato in tutto il mondo, Nassim Nicholas Taleb fa il bilancio della vita del suo libro. L'idea talebiana del Cigno nero ha conquistato milioni di lettori e fecondato la ricerca in campi molto diversi, dalla filosofia alla statistica, dalla sociologia alla psicologia, agli studi sul clima, alla medicina. Meno feconda questa idea si è rivelata invece in economia, l'area più immediatamente vicina agli interessi dell'autore. Sulla crisi del 2008, e sugli economisti che dovrebbero analizzarla e curarla, Taleb si sofferma in questo nuovo libro, con annotazioni che hanno il sapore dell'ironia e dello scetticismo. E, ancora una volta, ribalta i sedicenti "esperti di rischi" che in questi tre anni hanno risposto all'autore con ostilità, dimostrando la loro inguaribile cecità ai Cigni neri. "Robustezza e fragilità" riassume tre anni di vita di un'idea forte, in grado di modificare i nostri paradigmi mentali; tre anni che hanno anche trasformato, in meglio, la vita dell'autore. Taleb ha incontrato filosofi, scrittori, scienziati, uomini di stato, lettori comuni e persino buoni economisti, si è confrontato con loro, ne ha ascoltato conferme e obiezioni, ha visto crescere e svilupparsi la sua idea nel mondo. Da questi incontri è nato "Robustezza e fragilità", il suo nuovo racconto filosofico dove, fornendoci una carta topografica dell'Estremistan, Taleb ci insegna come muoverci in un mondo dominato dal caso e dall'incertezza.

    Novacene. L'età dell'iperintelligenza di James Lovelock (Bollati Boringhieri)

    Quando nel 1979 scrisse il suo primo libro su «Gaia» – la Terra interpretata come un organismo vivente in grado di autoregolarsi – James Lovelock approdò sulle pagine dei giornali di tutto il mondo. L’ipotesi, così radicale e dirompente, sembrò a molti un’idea assurda e ben poco scientifica ma, dopo decenni di accesissime discussioni, è diventata ormai un concetto saldamente attestato, sia nell’ambiente scientifico sia nel pensiero comune.
    «Novacene contiene tutta la saggezza di un membro anziano della nostra tribù e il breve tempo necessario per leggerlo viene abbondantemente ripagato» - Stephen Cave, «Financial Times»
    Oggi James Lovelock festeggia un secolo di vita e sembra tutt’altro che rassegnato a farsi da parte. In Novacene affronta infatti due dei temi più attuali, inquietanti e complessi della contemporaneità: il nostro rapporto con le macchine intelligenti e il destino della Terra. Secondo Lovelock, l’Antropocene – l’era geologica in cui la nostra specie si è dimostrata un fattore critico per l’intero pianeta – farà presto spazio all’età successiva, il «Novacene», quella della collaborazione tra l’uomo e le macchine. Nuovi esseri prenderanno forma dall’intelligenza artificiale che noi abbiamo progettato. Penseranno 10000 volte più velocemente dell’uomo e ci guarderanno forse con la stessa condiscendenza con cui noi guardiamo le piante. Eppure – e qui sta il guizzo del pensatore di genio – tutto questo non si trasformerà in un incubo alla Terminator o alla Matrix, perché questi esseri iperintelligenti sapranno (anche meglio di noi) di essere totalmente dipendenti dal buon stato di salute del pianeta. Come noi, anche le macchine avranno bisogno del sistema regolatore di Gaia per sopravvivere, e dal momento che Gaia dipende dalla vita organica, sarà loro interesse preservarla. C’è di più: il Novacene potrebbe essere addirittura l’inizio della conquista dell’intero cosmo da parte di un’intelligenza diffusa. L’alba di un nuovo universo.

    Quanti di Terry Rudolph (Adelphi)

    Un mondo dove l’unica cosa certa è l’incertezza, dove vale tutto e il contrario di tutto, dove non esiste un prima e un poi e un oggetto può trovarsi nello stesso tempo in posizioni differenti: è il mondo della meccanica quantistica.
    «Non mi piace, e mi spiace di averci avuto a che fare» disse Erwin Schrödinger, uno degli artefici della prima rivoluzione quantistica, ribellandosi all’idea di un universo governato dai capricci del caso. Spirito scanzonato e irriverente, Terry Rudolph, che di Schrödinger è nipote, trae invece uno speciale piacere dalle bizzarrie di questa affascinante teoria che da ormai un secolo appassiona e divide il mondo della fisica, e vorrebbe condividerlo con il maggior numero possibile di persone, convinto com’è che persino un lettore ignaro di conoscenze matematiche (se si escludono le quattro operazioni) possa essere introdotto ai suoi misteri. Ha scritto così un libro sorprendente dove, evitando scrupolosamente quelle espressioni di gergo specialistico il cui uso improprio è spesso fonte di confusione, utilizza mezzi semplicissimi: palline bianche e nere che entrano ed escono da scatole in luogo di fotoni ed elettroni; simpatiche figure in luogo di pesanti apparati matematici e lunghi ragionamenti; e divertenti, piccole storie che vedono protagonista il lettore stesso. Altro non serve. Al termine della lettura scopriremo di essere stati iniziati, senza accorgercene e in maniera quasi indolore, ai concetti chiave del mondo quantistico: sovrapposizione, separabilità, azioni a distanza, non-località. E la nostra percezione della realtà fisica, ereditata dalla tradizione occidentale degli ultimi due o tre millenni, non sarà più la stessa.

    Il senso della mia vita di Romain Gary (Neri Pozza)

    Una giovinezza che lo sballotta, con la sua intrepida madre, attraverso la Russia, la Polonia, la Lituania, la Francia. Poi la guerra, l’Inghilterra, l’Africa. Successivamente una carriera diplomatica, dalla Bulgaria alla Bolivia, passando per Los Angeles. Una vita più movimentata e pittoresca del più stravagante dei romanzi d’avventura. Un solo esempio: per raggiungere la Francia Libera e unirsi a de Gaulle è costretto a passare per il bousbir, il quartiere della prostituzione di Meknès! Certo, un grande romanziere non può impedirsi di affabulare un po’ e bisogna prendere certe storie con precauzione. Ad esempio, Gary cita il dispaccio diplomatico che manda da Berna al ministro degli Esteri per dire che nevicherà. Ma questo dispaccio non è mai esistito. In compenso, quest’ultima conversazione contiene qualche confessione: come Les couleurs du jour (1952) e Les clowns lyriques (1979) siano in realtà lo stesso libro. Un libro struggente in cui Gary rivela molto di sé, dell’ambizione, delle speranze, dei successi e delle umiliazioni che hanno costituito la sua vita.

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    domenica 19 aprile 2020

    iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks

    iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks: Books, ebooks

    I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno per Amazon

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    Ottavio Rossani Più non sai dove il lago finisca

    Andrea Antonello Nacci ci parla del film Barry Lyndon diretto da Stanley...

    I nemici degli italiani Amedeo Feniello e Alessandro Vanoli (Laterza)

    Nella storia della nostra Penisola al centro di tutto c’è sempre stato lui: il Nemico. E la sua storia racconta meglio di qualunque altra cosa chi siamo stati e come siamo diventati.
    Il nemico ha cercato nello Stivale tante cose: una terra ricca e florida da conquistare e depredare, oppure una casa in cui trovare sicurezza e speranze. I nemici in Italia si sono affastellati da secoli, l’uno dopo l’altro, in un gigantesco effetto domino che ci appartiene e costituisce la nostra essenza, multipla e complessa: arrivavano spingendo via chi da tempo abitava luoghi e città. Quando arrivavano i barbari, i nemici di turno, un mondo finiva e un altro iniziava, senza soluzione di continuità. Poi, bisognava aspettare: che i barbari diventassero meno barbari, si amalgamassero con gli altri e cominciassero, anche loro, a temere nuovi stranieri. Insomma, ci sono nemici che vanno e altri che vengono, in un susseguirsi secolare dove, ogni volta, il tempo passa e la storia si sedimenta, la paura diventa oblio e ciascuno degli antichi nemici si ritrova a temere nuovi invasori, nuove minacce alla propria storia e alla propria identità. Questo racconto sarà veloce, composto da scene nelle quali ogni nemico si mostra quando la sua minaccia, sommandosi progressivamente ad altre minacce, diventa sensibile e coerente, per spiegare, molto banalmente, che quei nemici siamo noi. Sono le tante parti che compongono la nostra storia, la nostra cultura, la nostra lingua e la nostra genetica. Senza nessuna retorica e senza alcuna ironia: quelli che sono stati i nemici degli italiani, sono oggi gli italiani.

    Saint X di Alexis Schaitkin (Bompiani)

    Romanzo d'esordio di fine indagine psicologica, Saint X è un meccanismo perfetto, una caccia all'uomo senz'armi che avvince e trascina fino all'inaspettato, commovente finale.
    Claire è una bimba quando Alison, la sorella maggiore, diciotto anni, affascinante, mutevole, provocante, sparisce l'ultima sera della vacanza di famiglia a Saint X, un'incantevole isola dei Caraibi che ospita alberghi di lusso frequentati da ricchi americani. Qualche giorno dopo il corpo di Alison viene ritrovato in una laguna. A finire sotto inchiesta sono due camerieri locali, due ragazzi come la vittima, che verranno scagionati ma vedranno la loro vita rovinata. Anni dopo Claire si convince di aver riconosciuto Clive, uno dei due, in un tassista di New York. Lo segue e riesce a insinuarsi nella sua routine, una vita modestissima scandita da pochi rituali. È decisa a scoprire la verità su quella notte, ma le è inevitabile interrogarsi sulla sorella: per lei bambina era un mito irraggiungibile, ma chi era davvero Alison? Che cosa voleva dalla vita? Fra Claire e Clive, ugualmente alla deriva dopo la notte che ha cambiato loro la vita, si crea un legame ossessivo e improbabile che fa precipitare la vicenda verso un finale sorprendente.

    Una splendida figliola come me di Henry Farrell (La Tartaruga)

    Condannata per omicidio, la giovane e avvenente Camilla Bliss marcisce in prigione da due anni, quando Carter Everett, professore associato di sociologia all'Università della California, si interessa al suo caso nell'ambito di un progetto di ricerca sulle assassine e ricostruisce il suo triste passato. Inizia così una serie di interviste fra il giovane docente e la criminale, durante le quali quest'ultima racconta la sua storia. Dalla più tenera età, Camilla, cresciuta in una famiglia disgraziata e incestuosa in un borgo sperduto dell'Arkansas, fuggita poi con il sogno di diventare una cantante, ha usato la sua capacità di seduzione per manipolare un gran numero di uomini. Ma le cose non sono andate come lei sperava e ha avuto sfortuna: si è vista accusata di un omicidio che non aveva commesso. Soggiogato dalla confessione della sua interlocutrice, Carter Everett riesce a farle ottenere la libertà vigilata e, innamoratosi di lei, tenta di sedurla... Non sa che la sciagura circonda questa femme fatale dell'America rurale dove il sogno americano non è mai arrivato. Da questa commedia nera François Truffaut ha ricavato una versione cinematografica di grande successo. Ma Farrell era già noto negli anni Sessanta per altri noir, tra cui soprattutto "Che fine ha fatto Baby Jane?", anch'esso portato sul grande schermo e interpretato da Bette Davis e Joan Crawford. Oggi La Tartaruga ripropone questo classico di Farrell nell'accurata traduzione di Sergio Claudio Perroni.

    La casa dei ricchi di Carlo Emilio Gadda (Adelphi)

    Nel 1948 le «miserrime configurazioni argentarie» spingono Gadda ad accettare un arduo incarico: ricavare dal “Pasticciaccio” non ancora completato (ne erano uscite solo cinque puntate in rivista) il soggetto di un film. “Il palazzo degli ori” gli costa un mese di fatica, ma non soddisfa la Lux Film, che gli chiede di riscriverlo e, soprattutto, compendiarlo: nasce così “La casa dei ricchi”, che presentiamo qui per la prima volta. Le opere di Carlo Emilio Gadda (1893-1973) sono in corso di pubblicazione presso Adelphi; fra i titoli più recenti ricordiamo “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” (2018) e “Divagazioni e garbuglio” (2019).

    Il vento selvaggio che passa di Richard Yates (Minimum Fax)

    Penultimo romanzo di Richard Yates, pubblicato negli Stati Uniti nel 1984 e rimasto inedito in Italia fino a oggi, Il vento selvaggio che passa torna, a distanza di più di vent'anni, a esplorare i grandi temi che erano stati al centro di Revolutionary Road: la vita coniugale come trappola in cui si accumulano tensioni, il contrasto tra gli slanci dell'ambizione e la realtà crudele della vita, le aspirazioni e i compromessi.
    Michael Davenport è un poeta ambizioso, convinto che il proprio talento lo porterà alla fama, e insegue un'idea di arte lontana da ogni compromesso. Nonostante abbia scoperto, appena dopo le nozze, di aver sposato una ricchissima ereditiera, accetta un modesto impiego in una visita di second'ordine in attesa di una svolta nella sua carriera di scrittore. La giovane moglie Lucy non capisce perché Michael si rifiuti con tanta ostinazione di sfruttare un benessere economico che è a portata di mano, ma si adatta al nuovo tenore di vita e anzi resta ammaliata dall'ambiente bohémien fatto di giovani artisti di successo e ragazze affascinanti. Però di una cosa Lucy è certa: tutte le persone che frequenta e che ha intorno sembrano più felici di lei. Penultimo romanzo di Richard Yates, pubblicato negli Stati Uniti nel 1984, "Il vento selvaggio che passa" riprende, a distanza di più di vent'anni, i grandi temi che erano stati al centro di Revolutionary Road: la vita coniugale come trappola in cui si accumulano tensioni, il contrasto tra gli slanci dell'ambizione e la realtà crudele della vita, le aspirazioni e i compromessi. Concentrandosi sul conflitto fra talento e mercato rende omaggio con rara intensità a Francis Scott Fitzgerald: per Yates, l'unico maestro e modello. Con omaggi di Kurt Vonnegut. Andre Dubus e Seymour Lawrence.

    Narrative in fuga di Gianni Celati (Quodlibet)

    Quattordici saggi di Gianni Celati sui suoi autori stranieri d’affezione.
    Il Bartleby di Melville (che proprio a Celati deve la sua divulgazione in Italia), Céline, l’amatissima Certosa di Parma di Stendhal, il Gulliver di Swift, l'Ulisse di Joyce, e altri ancora. Sono saggi densi e illuminanti, ma anche emozionanti e belli da leggere. Perché scritti con l’inconfondibile tono di Celati; ossia il tono di chi ti mette a tuo agio raccontandoti una storia. Pubblicati come introduzioni o postfazioni, sono stati nella maggior parte riscritti rispetto alle versioni stampate.

    Quattro novelle sulle apparenze di Gianni Celati (Quodlibet)

    Quattro novelle filosofiche di un Celati pensoso. Nella prima un professore di ginnastica, Baratto, stanco della falsità delle parole, smette di parlare, con un mutismo solenne e buffo. I protagonisti delle altre novelle pure loro si sentono estranei ad un mondo fatto di parole cerimoniali e abitudini, il che ne fa dei dispersi che vagano nel mondo. Ma poi tutti alla fine devono constatare che c'è poco da fare: la vita è solo una trama cerimoniale per tenere insieme qualcosa d'inconsistente, a cui però apparteniamo.

    Quando i fatti (ci) cambiano. Saggi 1995-2010 di Tony Judt (Laterza)

    In ogni pagina di questa raccolta vediamo trasformarsi in impegno pubblico la straordinaria qualità intellettuale di uno dei più grandi storici del secondo Novecento.
    «In un’era di crescente anti-intellettualismo, i saggi di Judt ci ricordano che cosa guadagniamo quando manteniamo standard etici e intellettuali alti, e che cosa perdiamo quando li lasciamo scivolare via.» - Mark Mazower, “Financial Times”
    «Questa raccolta ci ricorda la prosa e la mente chiara di Judt e, come scrive Homans nella sua toccante introduzione, la sua fedeltà ai fatti e all’onesta valutazione delle cose. Non c’è da meravigliarsi che questo libro rimanga così rilevante.» - Samuel Moyn, “The New York Times Book Review”
    In un’epoca che ha visto la progressiva erosione del giornalismo basato sui fatti e ha risentito la mancanza di intellettuali pubblici indipendenti, Tony Judt ha svolto un ruolo raro e prezioso, mettendo insieme storia e attualità, Europa e America, e raccontando il mondo com’era un tempo e com’è oggi. In Quando i fatti (ci) cambiano, la storica Jennifer Homans, vedova di Tony Judt, ha raccolto gli articoli più importanti scritti dal marito durante gli ultimi quindici anni della sua vita. La sua voce nella sfera pubblica amplifica le sue ricerche storiche: l’idea e la realtà dell’Europa; Israele, l’Olocausto e gli ebrei; la superpotenza americana e il mondo dopo l’11 settembre; l’inclusione e la giustizia sociale nel nostro tempo di crescenti disuguaglianze. Judt era convinto che il suo vero compito non fosse dire ciò che qualcosa non è bensì ciò che è: raccontare una storia convincente e ben scritta sulla base dei dati disponibili e farlo tenendo presente ciò che è giusto. Per Judt questo non era solo il suo dovere di storico, ma una responsabilità morale. Quando i fatti (ci) cambiano è una testimonianza della sua eredità.

    Taccuino delle piccole occupazioni di Graziano Graziani (Tunuè)

    Il romanzo di esordio di Graziano Graziani, una delle voci di Fahrenheit su Rai Radio 3.
    Questo è un romanzo sulle occasioni mancate. Girolamo, il protagonista, è uno stralunato osservatore del mondo, che confabula con sé stesso e non smette mai di ragionare su quello che vede attorno, sulla città in perenne mutamento, sulle esistenze multiformi che la abitano. La sua unica stella polare è Viola, un amore vissuto e perduto più volte, che incarna ai suoi occhi la possibilità di una condizione diversa. Ma Viola è un approdo impossibile, un’isola fantasma che scompare all'orizzonte. E anche Girolamo, che è nato il 29 febbraio, un giorno che neanche esiste tutti gli anni, ha in fondo l’impressione di esistere soltanto a intermittenza.

    sabato 18 aprile 2020

    iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks

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    I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno per Amazon

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    Andrea Zanzotto da Pasque legge Angelo Petrelli

    Emanuela Rizzo, R. D'Annunzio, L. Ariano, A.Zanichelli, leggono Luis ...

    La lontananza di #Anastasia #Zeggio voce #Patrizio #Pelizzi

    La montagna incantata di Thomas Mann (Corbaccio)

    "'La montagna incantata' è un fedele, complesso, esauriente ritratto della civiltà occidentale dei primi decenni del Novecento e, nella sua incantata fusione di prosa e poesia, di vastità scientifica e di arte raffinata, è il libro, forse, più grandioso che sia stato scritto nella prima metà del secolo." Con queste parole, un entusiasta Ervino Pocar concludeva l'introduzione all'edizione della "Montagna incantata" da lui tradotta nel 1965 che da allora ha fatto conoscere e apprezzare ai lettori italiani questo Bildungsroman straordinariamente complesso ambientato in un sanatorio svizzero, il celebre Berghof di Davos. Quando il protagonista, il giovane Hans Castorp, vi arriva, è il tipico tedesco settentrionale, un solido e rispettabile borghese. A contatto con il microcosmo del sanatorio il suo carattere subisce un'evoluzione e un incremento: passa attraverso la malattia l'amore, il razionalismo e la gioia di vivere, il pessimismo irrazionale, senza che nessuna di queste posizioni lo converta. Ma in mezzo a tante forze contrastanti, Castorp trova il proprio equilibrio. In questo mondo dove il tempo si dissolve e il ritmo narrativo si snoda in sequenze di ore, giorni, mesi e anni resi tutti indistinti dalla routine quotidiana, egli può liberamente crescere. Paradossalmente (l'umorismo di Mann),dopo essere stato convertito alla vita Castorp tornerà alla pianura per perdersi nell'inutile strage della "grande" guerra. Prefazione di Giorgio Montefoschi.

    Puccio e Cesare alla scoperta delle tabelline di Krystyna Boglar ( La Nuova Frontiera Junior)

    Un ippopotamo un po' ingordo e pasticcione e un cane intraprendente e coraggioso: ecco Puccio e Cesare, gli amici inseparabili che insieme vivono viaggi e avventure fantastiche. Pubblicato per la prima volta nel 1968, questo fumetto polacco è diventato un vero e proprio classico della letteratura per ragazzi. I dialoghi semplici e divertenti e le illustrazioni in bianco e nero dal tratto inconfondibile di Bohdan Butenko, lo rendono un libro adatto anche ai più piccoli.

    Storia della bambina che voleva fermare il tempo di Jenny Erpenbeck (Sellerio Editore Palermo)

    Una notte la polizia trova in strada una ragazzina. Sostiene di avere quattordici anni, ma non ricorda come si chiama, dove vive o chi siano i suoi genitori e l’unica cosa che ha con sé è un secchio vuoto. Grande e grossa, con un corpo sgraziato, viene portata in un istituto e lasciata al suo destino di orfana. Un romanzo breve che assume la forma del giallo e della favola, una storia dai tratti inquietanti e insieme delicata e raffinata, che cresce per svelarsi lentamente sino a un finale inaspettato.

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    venerdì 17 aprile 2020

    iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks

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    I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno per Amazon

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    Taeko Uemura Più non sai dove il lago finisca

    JEAN LIGNIERES MESSE NERE E SESSUALITÀ capitolo primo legge Ang...

    Fino in Fondo singolo da S.A.L.I.G.I.A. album di Max Montanari Feat. Per...

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    giovedì 16 aprile 2020

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    BERNADETTE ROBERTS L esperienza del non sé Capitolo primo legge A...

    Lettura della poesia Ci ritroveremo del poeta kosovaro Jeton Kelmendi

    Lettura della poesia Fantasma senza gloria di Ion Deaconescu - legge L...

    Le ribelli di Chandler Baker (Longanesi)

    Sloane, Ardie, Grace e Rosalita lavorano da anni alla Truviv, marchio di abbigliamento sportivo con sede a Dallas, e con molte delle loro colleghe hanno due cose in comune: sono madri lavoratrici e si muovono al di qua di una linea invisibile che le separa dai collaboratori uomini, nell'ombra del loro prepotente superiore Ames Garrett. Quando il CEO della Truviv muore improvvisamente e loro scoprono che la persona più vicina ad assumere il controllo del ruolo vacante è proprio Ames – che ha appena assunto una nuova ragazza, giovane, bella e single – capiscono che è arrivato il momento di fare qualcosa. Troppo a lungo, infatti, ci sono stati solo sussurri, bisbigli messi ripetutamente a tacere, ignorati o nascosti dai complici. Sloane, avvocato dell'azienda, convince le altre a fare qualcosa. Qualcosa di apparentemente innocuo, qualcosa che sembra un sussurro ma presto diventa un grido. La loro decisione metterà in moto una serie di catastrofici eventi all'interno dell'ufficio: le bugie saranno scoperte, i segreti verranno rivelati. E non tutti sopravvivranno. Le vite delle quattro protagoniste e delle persone a loro vicine – altre donne, colleghi, mogli, amici e persino avversari – cambieranno drasticamente di conseguenza.

    Figlio del lupo di Romana Petri (Mondadori)

    Avere una madre come Flora Wellman, stare accanto a una donna che parlava di spiritismo ed era attaccata alla terra, deve pur aver contato qualcosa per diventare "il migliore". Per diventare Jack London.
    "Sono il migliore" disse a bassa voce. "L'hanno scritto in molti: una rivelazione, la nuova voce della letteratura americana". Con una schicchera gettò lontano quel che restava della sigaretta, ne seguì il percorso luminoso nel buio. Poi fissò la brace che per un po' rimase ancora accesa.
    Romana Petri ha raccolto una delle sfide più fascinose che una scrittrice poteva intravvedere: quella di raccontare la furia di vivere di un uomo che ha fatto il pugile, il cacciatore di foche, l'agente di assicurazioni, il cercatore d'oro, che ha amato l'ombra azzurra delle foreste e la smagliante solarità dei mari, che ha guardato, ceruleo d'occhi e di pensieri, l'anima dei popoli in lotta e il cuore delle donne. E qui le donne sono il vero motore del racconto: la fragranza piccolo-borghese di Mabel, la concretezza di Bessie, il fascino intellettuale di Anna Strunsky, la determinazione di Charmian ("essere molte donne in una"), l'insostituibilità della sorella Eliza. Eppure Romana Petri non ha scritto una biografia: "Figlio del lupo" è un romanzo che srotola il filo di una storia vera, così come è vera la storia dei personaggi che abbiamo amato. E allora ecco sciorinate le vicende di un uomo sospeso fra il rovello ispirato del grande narratore e la voce dispiegata del socialista che vuol parlare, da rivoluzionario, a sette milioni di lavoratori ma non rinuncia a farsi allacciare le scarpe perché non ha tempo da perdere, sospeso fra il gioco dell'amore promesso, vissuto, tradito sempre ad alte temperature e il tormento di un fallimento incombente, malgrado il clangore del mondo e il fuoco alto della fama.

    Un castello di carte di Amanda Craig (Astoria)

    Cinque personaggi, consapevoli della propria insignificanza nel più ampio quadro dell’umanità, e tuttavia pronti a combattere perché l’umanità abbia un senso, cinque vite coraggiose che riflettono le luci e le ombre di un’intera società.
    «In parte thriller, in parte storia d’amore, come tutti i grandi libri Un castello di carte prescinde dai generi» - The Observer
    Londra, città ricca e contraddittoria capace di accogliere ma anche di rifiutare. In una fredda notte invernale viene gettato in uno stagno il corpo di una giovane donna che è lentamente inghiottito dall'acqua sotto lo sguardo di un misterioso uomo. Le vite di cinque persone, in apparenza molto distanti, finiranno tutte per incrociarsi intorno a questo evento: Job, tassista senza licenza la cui moglie in Zimbabwe non risponde più alle sue lettere; Ian, insegnante idealista proveniente dal Sudafrica; Katie, giornalista newyorkese appena trasferitasi a Londra e reduce da una delusione amorosa; Anna, quindicenne ucraina coinvolta in un giro di sfruttamento della prostituzione; Polly, avvocato attivista nella difesa dei diritti umani e mamma part-time. Cinque vite coraggiose che riflettono le luci e le ombre di un'intera società.

    Noi, partigiani. Memoriale della Resistenza italiana a cura di Gad Lerner e Laura Gnocchi (Feltrinelli)

    Un racconto corale di malinconia ma anche di felicità, che riporta alla luce i valori civili fondamentali che oggi dobbiamo difendere. Un grande romanzo collettivo di formazione di un soggetto fragile e inestimabile: la nostra Costituzione democratica.
    "Chi è stato partigiano, resta partigiano per sempre."
    La Resistenza e la sua memoria sono fatte di azioni e di luoghi divenuti simboli di un'epoca tragica ed eroica della nostra storia. Ma la memoria svanisce e gli errori della storia possono ripetersi. Quella dell'Anpi, di Gad Lerner e Laura Gnocchi è una corsa contro il tempo per dare voce a donne e uomini che nel 1943 erano giovanissimi, adolescenti o persino bambini. Cosa passava per la testa di quelle ragazze e di quei ragazzi quando furono chiamati a una scelta estrema, rischiosa e difficile come quella di conquistare anche con le armi una libertà che molti di loro non avevano mai conosciuto? C'è il ragazzo veneziano di buona famiglia che lascia il suo liceo un anno prima della maturità per andare in montagna in Friuli, senza avvertire i genitori, c'è la quattordicenne sfollata in un casolare sull'Appennino che si mette quasi per caso a fare la staffetta su e giù per i boschi, il suo coetaneo figlio di un antifascista perseguitato che si separa dalla madre vedova e prende dimestichezza nell'uso delle armi, trasformandosi da apprendista di fabbrica in combattente. Un grande romanzo collettivo di formazione di un soggetto fragile e inestimabile: la nostra Costituzione democratica. Ricordi personali, episodi drammatici, dinamiche familiari, rievocazioni di figure ingiustamente dimenticate, ma anche riflessioni sul cammino incompiuto dopo la Liberazione si intrecciano in un racconto corale di malinconia ma anche di felicità, che riporta alla luce i valori civili fondamentali che oggi dobbiamo difendere.