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Notizie su Libri e Festival Letterari

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    mercoledì 15 marzo 2017

    Io sono fantasma di Anna Scarsella (iQdB Edizioni di Stefano Donno) alla Biblioteca Comunale di Cavallino (Lecce) G. Rizzo
























    Io sono fantasma di Anna Scarsella (iQdB Edizioni di Stefano Donno) sarà presentato giovedì 16 marzo 2017 ore 18,00 presso la Biblioteca Comunale di Cavallino (Lecce) G. Rizzo in via Amendola dall’editore Stefano Donno che dialogherà con l’autrice.
    “Io sono fantasma" è un libro per chi ama gli scritti pieni di mistero, con buon contorno di cimiteri, fantasmi, morti drammatiche e un pizzico di gothic. «Aggiungiamo, con buona misura, un pizzico di psicologia e il gusto per l'ineluttabilità del fato, di antica, studiata memoria greca. E infine lasciamoci coinvolgere dal susseguirsi della trama, che incalza, senza pause e tentennamenti», sottolinea Raffaele Polo nell'introduzione. «Siamo, insomma, nello scenario che la brava autrice ci ha già fatto conoscere nei suoi precedenti scritti. Ma qui si sposa una scelta narrativa che pare fatta apposta per le edizioni de I Quaderni del Bardo di Stefano Donno, veri epigoni salentini dei fortunati Sellerio dalla copertina blu. Pensate, neppure il facile escamotage di nascondere l'identità della protagonista, facendola emergere solo nelle ultime pagine. Macchè, qui si sa già tutto, sin dal titolo. E la storia comincia e finisce senza indulgere in futili scene d'amore o descrizioni circostanziate di luoghi e persone. Di vera scuola americana, è l'azione che conta. Soprattutto l'atmosfera di squisito neo classicismo che fa emergere ombre, spiriti e bauli sospetti da cimiteri sempre deserti ed oscuri.... Poi, va bene, arriva la conclusione. E ci lascia con un sospiro di sollievo perchè il colpo di scena è ben calibrato e plausibile. Magari un po' pittoresco, ma è così: ai fantasmi non si comanda... Vi piacciono Poe, e magari anche Lovecraft? Ecco, qui siamo in un campo totalmente diverso. Siamo a Malecuti. Possibile, che questo nome non vi dica niente?”»."



    iQdB edizioni di Stefano Donno / Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 / 73107 Sannicola (LE) / Mail – iquadernidelbardoed@libero.it
    Redazione – Mauro Marino / Social Media Communications – Anastasia Leo, Ludovica Leo
    Segreteria Organizzativa – Dott.ssa Emanuela Boccassini
    Public Relations – Raffaele Santoro
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    martedì 14 marzo 2017

    Se mi tornassi questa sera accanto, Carmen Pellegrino, Booktrailer romanzo

    lunedì 13 marzo 2017

    Festival internazionale di Poesia Europa in versi - venerdì 7 /sabato 8 aprile 2017. Poesia, scienza e tecnologia VII edizione (Villa Gallia, Como)























    Monica Aasprong, norvegese, Victor Rodriguez Nunez, cubano, Haydar Ergülen, turco: sono alcuni poeti internazionali che parteciperanno a “Europa in Versi”, il festival di poesia che da sette anni si tiene a Como, quest’anno nella splendida cornice di Villa Gallia, e che nel 2016 ha registrato la presenza di circa 1.500 persone.
    Tema dell’edizione 2017 “Poesia, scienza e tecnologia”: –”Poeti e scienziati hanno le stesse capacità intuitive, la stessa potenza immaginativa, la stessa sete di conoscenza che li spinge a porsi le domande fondamentali dell’esistenza: chi siamo, da dove veniamo e verso dove andiamo, come sono  fatti il mondo e l’Universo in cui viviamo.”  sostiene Laura Garavaglia, ideatrice e promotrice dell’iniziativa.
    Il via ufficiale al festival – organizzato da “La Casa della Poesia di Como” – è venerdì 7 aprile con un incontro che unisce studenti, i poeti ospiti di “Europa in versi” e i professori dell’Università dell’Insubria. Sempre venerdì gli stessi poeti si spostano a Lomazzo, presso il parco scientifico tecnologico di ComoNext, per un incontro con il pubblico.
    Sabato 8 aprile i poeti incontrano gli studenti dei licei di Como, per un dibattito che – nelle scorse edizioni – si è sempre rivelato appassionato. 
    Al pomeriggio e alla sera il festival vero e proprio. Ecco l’elenco dei poeti: i già citati Monica Aasprong, Vìctor Rodrìguez Núñez e Haydar Ergülen. Poi Helen Soraghan Dwyer (Irlanda), Francoise Roy (Canada), Giovanny Gomez (Colombia), Ruben Dario Lotero (Colombia), Ion Deaconescu (Romania), Marta Markoska (Macedonia), e gli italiani Giovanni Darconza, Bruno Galluccio e Cinzia Demi. 
    Durante il festival sarà organizzata una “Bottega di poesia”, già collaudata negli anni. Gli “aspiranti poeti” potranno chiedere gratuitamente un parere sui loro versi al poeta Mario Santagostini. Da questa esperienza negli anni sono emersi piccoli talenti, poi pubblicati.
     Accanto al festival altri momenti culturali, come la mostra delle opere degli allievi dell’Accademia Aldo Galli, realizzate ispirandosi alle poesie presentate. Un intervallo musicale sarà a cura del Conservatorio di Como.
    Dopo il successo della I edizione, prosegue il “Premio Internazionale di Poesia e narrativa Europa in versi”, legato al festival e articolato in varie sezioni, tra cui un’ampia sezione dedicata ai giovani: in serata premiazione dei vincitori.
    Come per l’edizione precedente sarà pubblicata un’antologia da iQdb edizioni di Stefano Donno che raccoglie alcune poesie dei poeti partecipanti al Festival e dei vincitori del Premio.

    Per ulteriori informazioni:


    giovedì 9 marzo 2017

    Storie di Parigi di Franco Ricciardiello. Per Odoya in Libreria dal 30 marzo 2017






















    “Per il perfetto flâneur, per l’osservatore appassionato, è una gioia immensa eleggere domicilio nel numero, nel mutevole, nel movimento, nel fuggitivo e nell’infinito” Charles Baudelaire

    Ispirato dai numi tutelari della flânerie ovvero Charles Baudelaire e Walter Benjamin, Franco Ricciardiello stila un completo diario di una settimana a zonzo per Parigi. Partendo dal XX Arrondissement (Ménilmontant) ed arrivando fino al I (Louvre), il lettore potrà approfondire tutte le curiosità di questi luoghi carichi di cultura. Erudito conoscitore di cinema, musica, storia e letteratura, l’autore collega la cultura francese ai luoghi della Ville Lumière  creando approfondimenti gustosi adatti per ogni visitatore, anche il più ferrato. E se questa guida è utile solo in parte per trovare la migliore boulangerie del XX Arrondissement, si potrà scegliere quella in  cui si recava Serge Gainsbourg.  Chi visita il celeberrimo Café de Flore, luogo simbolo dell’esistenzialismo, deve anche sapere che fu teatro dell’incontro tra Jean d’Halluin editore di Tropico del Cancro e Boris Vian nel 1946. Da quell’incontro nacque Sputerò sulle vostre tombe: un supplemento di successo e di scandalo per il brillante e spregiudicato editore. A proposito di tombe:  tra le storie più gustose ci sono quelle della Parigi sotterranea. Il 2 Aprile 1897  alla “rotonda delle tibie” meglio conosciuta come “Cripta della passione” si tenne un concerto clandestino ancora oggi commemorato da un’incisione. I brani suonati? La Marcia funebre di Chopin e la Danza macabra di Saint Saens, ovviamente. Ricciardiello utilizza i luoghi come macchine del tempo, così la descrizione dei pressi della Sorbona è utile per tornare all’epoca in cui i surrealisti aiutarono Buñuel con la promozione di Un chien andalou (1929). Al cinema Studio des Ursulines assistettero alla prima Picasso, le Corbusier e Cocteau! Ma molte cose sono ben più che immaginabili, come le poco conosciute statue della libertà di Frédeéric Bartholdi, autore di quella a Liberty Island: la prima è il calco originale alto 2,86 metri conservato al Musée des Arts et Metiers (citato anche da Umberto Eco ne Il pendolo di Foucault); la seconda è uno studio in bronzo inaugurato nel 1900 nei Jardins du Luxembourg; la terza, alta 11,5 metri, e questa dell’Ile aux Cygnes, che si vede nel film di Roman Polansky Frantic. E se in Rue Bleue l’autore ricorda Momo di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (2001) di Eric-Emmanuel Schmitt, la stazione di Saint Lazare e Parc Monceau evocano con forza  Raymond Quenau e i suoi Esercizi di Stile. Il IX è l’arrondissement di Marcel Proust, mentre l’attento lettore seguirà Ricciardiello giù per via Chemin Verte fino al 132 di boulevard Richard-Lenoir dove Simenon colloca della casa di Louise e Jules Maigret. Il civico è svelato in un unico libro… Non mancano gli accenni alla Parigi di Pennac e della saga Malaussène e a quella di Cortázar ben descritta in appendice de Rayuela… E se l’autore non si scorda di seguire la carrozza di Robespierre in via St. Honoré, sarà ancora più emozionante immaginare l’enorme barricata che sorgeva dove rue du Temple sfocia in place de la Republique descritta da Victor Hugo nel suo monumentale Les misérables. Per tutto il resto, c’è Lonely Planet.

    Franco Ricciardiello (Vercelli 1961) a pubblicare fantascienza a vent’anni. Nel 1998 vince il premio Urania per il miglior romanzo di fantascienza italiano con Ai margini del caos (Mondadori), tradotto in Francia da Flammarion. Ha insegnato per quasi vent’anni Scrittura creativa a Biella, Vercelli e Genova, e tiene seminari sulla letteratura a Torino, Napoli, Cosenza e Novara. Ha collaborato all’enciclopedia a dispense Scrivere della Rizzoli con una serie di schede su celebri opere della letteratura mondiale e con il volume dedicato allo “Stile letterario”. Oggi ha all’attivo tre romanzi di fantascienza, due gialli, un thriller e un romanzo contemporaneo, più tre volumi che raccolgono la maggior parte dei suoi racconti apparsi in riviste e antologie in Italia, Francia, Grecia e Argentina.

    lunedì 6 marzo 2017

    La Custodia del senso. Necessità e resistenza della poesia di Jean-Luc Nancy . A cura di Roberto Maier (EDB)



    Jean-Luc Nancy esplora il mistero della poesia, la singolarissima dinamica attraverso cui, nel tessuto difficile del testo, si dà un accesso al senso. Di fronte alla pretesa scientifica di un’illimitata approssimazione al vero, di fronte alla conversazione infinita della filosofia, la poesia resiste alla dismisura del discorso. Il poetico è allora la possibilità della lingua di dire in modo esatto, di sottrarsi alla chiacchiera, di custodire il senso sulla soglia del silenzio. Per questo la poesia è così necessaria (e al contempo così difficile) in un’epoca che si scopre, più di altre, esposta alla chiacchiera.  In questo breve saggio e nel dialogo con il poeta Pierre Alféri, figlio del filosofo Jacques Derrida, – testi entrambi tradotti per la prima volta in italiano – Nancy si interroga su cosa sia il poetico e sui motivi della sua caparbia resistenza nel discorso umano.

    Jean-Luc Nancy, professore emerito all’Università di Strasburgo, è tra le figure di maggior rilievo nel panorama filosofico internazionale. Ha insegnato anche a Berkeley, Berlino, Irvine e San Diego. Tra i suoi libri pubblicati in Italia, Essere singolare plurale (Einaudi 2001); La creazione del mondo (Einaudi 2003); i due volumi Decostruzione del cristianesimo (Cronopio, 2007-2012); Sull’amore (Bollati Boringhieri 2009), Politica e «essere con». Saggi, conferenze, conversazioni (Mimesis 2013); Prendere la parola (Moretti&Vitali 2013). Con EDB ha pubblicato Non toccarmi. Maria Maddalena e il corpo di Gesù risorto (2015).

    venerdì 3 marzo 2017

    “La contadina furba nell’abito della felicità” performance di poesia di Alessia Bronico e Bartolomeo Smaldone al Fondo Verri di Lecce. Presenta gli autori Gianpaolo Mastropasqua
























    Oggi Venerdì 3 marzo al Fondo Verri, dalle 19.30,“La contadina furba nell’abito della felicità” performance di poesia di Alessia Bronico e Bartolomeo Smaldone dove "I veri protagonisti sono gli oggetti, disposti sulla scena come indizi; come a dire: per me si va". Presenta gli autori Gianpaolo Mastropasqua.
    Il titolo della serata fonde insieme quelli di due raccolte di versi edite da Lieto Colle: “La contadina furba” di Bartolomeo Smaldone (nato ad Altamura nel 1972) e “L’abito della felicità” silloge di esordio di Alessia Bronico (nata ad Atri in provincia di Teramo, nel 1981).
    Si legge su “cartesensibili.wordpress.com”: “La contadina furba, ovvero il sassolino ridotto in polvere che trovò dimora in una scarpa fuori moda”, si snoda nelle pagine in titoli che sono essi stessi brevissimi racconti e in piccole verità. Bartolomeo è figura saggia, è Mentore che guida Telemaco, è una voce che dice e descrive piccole realtà: «perché la verità è un buon affare/ e il mentore conosce le intenzioni/ e tutti lo temono per questo». Tutti temono i poeti, li temono perché ascoltarli è epifania, rivelazione e gli uomini spesso non sono pronti al cambiamento. «Il punto è questo:/ attieniti a una certa rilevanza/ mai a quel che sembra»: tu lettore scava a fondo, sradica le parole dal foglio e lasciale vivere, chiediti “sono io?”, perché in ogni rigo, in ogni a capo, in ogni virgola potrebbe nascondersi anche una parte di te, il sassolino che era nella tua scarpa. Sono io che nasco e muoio, che sono sotto accusa, che mi libero dalla colpa, che mi carico del senso di colpa? Sono io che leggo, mi leggo tra questi versi? Chieditelo lettore: «Teoricamente non esistono limiti alla simbologia dei doni né al senso delle parole».
    Scrive Renzo Paris presentando “L’abito della felicità” di Alessia Bronico: "Il poeta 'rammenda' ricordi, giochi ciechi. Attorno ad abiti, scarpe e pelle di giorni vissuti in amore su spiagge e fieno con un amante che però resta muto, anche quando gli chiede perplessa: 'che dici?'. 'Danzo movimenti tra me' canta un verso e di seguito: 'amare quando non si può amare'. A ben vedere la poesia circuisce un'ombra che si fa vestito, scarpe e diventa man mano oggettiva. Sul più bello appaiono versi in francese, lingua amorosa quante altre mai. Compare, a dilatare il tempo, anche Brigliadoro e gli amanti, nel loro urto, si sfilano elmi, come nella leggenda di Tristano e Isotta. L'amore in questi versi si fa parola scritta, eco lontana, intermittenza del cuore, 'niente urge più dell'amore'. Alessia Bronico scrive dunque versi colti, con l'aria distratta e ellittica, pur sempre riferiti all'amore fisico, a un afrore appena accennato, a un 'tremore mitigato'. Ecco che allora la felicità è trascorsa e la poesia può soltanto rievocarla, magari in 'Oleandri', che mi pare il testo suo più bello".