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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    sabato 24 novembre 2012

    August di Christa Wolf, traduzione di Anita Raja (E/O). Intervento di Nunzio Festa



    Il più bel regalo. "August", il racconto lungo che Christa Wolf ha lasciato al marito Gerhard, é il più bel regalo che una scrittrice potesse fare all'amore d'una vita intera, all'amore assoluto: "Senza di te sarei stata un'altra persona", dice infatti in dedica di chiusura C. Wolf al suo Gerhard. "Un piccolo grumo di memoria - é stato detto - che la scrittrice ha riplasmato nel luglio dell’anno scorso pochi mesi prima di morire. Con tocco quasi elegiaco, senza le tensioni ideologiche ed esistenziali di quell’opera autobiografica del 1976 (Trama d'infanzia, ndr) nella quale aveva ritratto se stessa e gli anni del crollo del nazismo attraverso il personaggio della giovane Jenny Jordan. Nelle ultime pagine del libro c’erano già con lei, in sanatorio, il piccolo August e Hannelore rapita dalla tisi a soli cinque anni. Figure marginali allora, sagome appena sbozzate in un’epoca di deliri e follie, che ora riemergono nelle pagine terse di quest’ultima prosa, icone di una lontana identità che la parola sa riannodare al presente". Ed è vero, anche, che i territori della letteratura affermano con forza quanto il 'il passato non é morto' - perché è storia e storie, insomma. Ecco, comunque, in sintesi il soggetto che si fa quasi pellicola in tono minore. Un uomo alle soglie della pensione, che tra le altre cose ha superato una malattia, cresciuto, si sposa con Trude ed è già vedovo da due anni. Fa l’autista, e mentre sta appunto riportando in pullman da Praga a Berlino una comitiva di turisti, mentre guidando costeggia l’Elba, si ferma a Dresda, lambisce lo Spreewald, il passato torna e si fa riscrivere in forma persino di memoria. Nonostante, dobbiamo quindi giustificare, s'usi un'ottima terza persona. Insomma August si vede (ricorda) bambino. E trova un orfanello lasciato nel sanatorio che fu Rocca dei tarli. Di maturazione in maturazione, verso la maturazione, August s'unirà a Trude. La certezza, l'amore. Felicità.

    venerdì 23 novembre 2012

    A LECCE LA FELTRINELLI POINT OSPITA IL ROMANZO “DI TUTTE LE RICCHEZZE” (Feltrinelli) di Stefano Benni




    L’autore si renderà disponibile a firmare le copie del libro, accogliendo ben volentieri domande dai lettori convenuti.. L’appuntamento è previsto per domenica 25 novembre 2012 ore 11.00 alla Feltrinelli point di via Cavallotti 7/a a Lecce.  La libreria Feltrinelli non perde occasione di presentare ghiotte opere letterarie come il romanzo “Di tutte le ricchezze” - ai lettori leccesi e non - che non possono non accogliere quest’opportunità di arricchimento culturale accompagnato dalla simpatica e poliedrica figura di Stefano Benni, un autore acuto e frizzante, l’ideale insomma per una domenica mattina di novembre.  

    Martin è un maturo professore e poeta che si è ritirato a vivere ai margini di un bosco: è una nuova stagione della vita, vissuta con consapevolezza e arricchita dai ricordi e dalle conversazioni che Martin intrattiene con il cane Ombra e con molti altri animali bizzarri e filosofi. In questa solitudine coltiva la sua passione di studioso per la poesia giocosa e per il Catena, un misterioso poeta locale morto in manicomio. Questa tranquillità, che nasconde però strani segreti, è turbata dall’arrivo di una coppia che viene a vivere in un casale vicino: un mercante d’arte in fuga dalla città e Michelle, la sua bellissima e biondissima compagna. L’apparizione di Michelle, simile a una donna conosciuta da Martin nel passato, gonfia di vento, pensieri e speranze i giorni del buon vecchio professore. Il ritmo del cuore e il ritmo della vita prendono una velocità imprevista. Una velocità che una sera, a una festa di paese, innesca il vortice di un fantastico giro di valzer. Leggende, sogni, canzoni, versi di un poeta che la tradizione vuole folle e suicida, telefonate attese, contattisti rock, cinghiali assassini, visite di colleghi inopportuni, comiche sorprese, goffi corteggiamenti e inattese tentazioni - tutto riempie di nuova linfa una stagione che si credeva conclusa, e che si riapre sul futuro come un’alba. Martin e tutti quelli che lo circondano sembrano chiusi in un bozzolo di misteri: si tratta di attendere la farfalla che ne uscirà.

    Stefano Benni scrittore, giornalista, poeta, sceneggiatore, drammaturgo e umorista italiano. Ha collaborato con settimanali “l’Espresso” e “Panorama”, quotidiani come ”la Repubblica” e “Il manifesto”, autore televisivo. Ha scritto numerosi romanzi, autore di racconti e opere teatrali.

    Info
    Feltrinelli Point
    via Cavallotti 7/a, 0832/331999

    giovedì 22 novembre 2012

    Antonio V. Gelormini presenta il suo Episcopius Troianus – il taccuino di Troia (Gelsorosso edizioni) alla Città del Libro di Campi Salentina



    Sarà presentato venerdì 23 novembre 2012 alle ore 16,00 nella sala Manfred della Città del Libro 2012 di Campi Salentina da Stefano Donno, Antonella Vincenti e Don Alessandro D’Elia il lavoro di Antonio V. Gelormini edito da Gelsorosso dal titolo Episcopius Troianus – il taccuino di Troia   

    «Kaspar Jr. Van Wittel era letteralmente catturato dall’imponenza affascinante delle Alpi, mentre ne sorvolava le cime innevate e mentre si apprestava a sfogliare le pagine nascoste di una storia senza fine».Il Gran Tour di Kaspar jr. si dipana sulle tracce accattivanti di linee architettoniche familiari e lungo i riverberi di sentimenti devozionali insistentemente tramandati. Un percorso tracciato negli anni della sua infanzia olandese dai racconti di una nonna “incantevole” che, come un filo d’Arianna, lo guideranno dalla Firenze di Raffaello alla Roma dei Papi, dalla Napoli carolingia alla familiare Reggia vanvitelliana di Caserta. Fino al cuore dell’entroterra dauno: Troia. Episcopius Troianus “racconta” il Palazzo Vescovile di Troia, nella percezione stessa di “soggetto episcopale”, attraverso le sue vicissitudini, quelle dei Vescovi che l’hanno abitato, quella di un’originale pala d’altare del Solimena, nonché della tribolata vicenda di preziosi volumi e codici emigrati “forzosamente” verso biblioteche più blasonate. È anche il racconto di una Diocesi e di una Città, Troia, che ha rappresentato un importante pezzo di storia di questo suggestivo angolo di Puglia.



    Antonio V. Gelormini, nato a Troia (Fg) il 24 agosto 1956, vive a Bari, dove ha frequentato i corsi della Facoltà di Economia e Commercio degli Studi “A. Moro”. Ha diretto importanti strutture turistico-alberghiere di catene nazionali ed internazionali (Club Méditerranée, Accor Group e Cit Hotel). Dal 2006 è giornalista pubblicista. Editorialista del quotidiano telematico «Affari Italiani», è redattore-capo della sezione “Puglia”. È stato responsabile della pagina turismo del quotidiano «La Prealpina» di Varese, ed è corrispondente di numerose testate online. Collabora con i principali quotidiani pugliesi. È responsabile del progetto Daunia Vetus della Diocesi di Lucera-Troia, per la nascita di un Distretto Culturale (www.dauniavetus.it). Nel giugno 2009 ha ricevuto il “Premio Giornalistico Città di Riccione” assegnato ogni anno alle migliori firme del giornalismo italiano di viaggi e turismo.

    Umberto Galimberti con il suo Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto (Feltrinelli) a Feltrinelli Point di Lecce



    La libreria “Feltrinelli point” della città barocca- accoglie senza remore la filosofia e lo fa ospitando un grande esponente della storia della filosofia italiana, Umberto Galimberti con la sua opera che affronta il tema del sacro. Cristianesimo. La religione dal cielo vuoto è un saggio che riaccende il dibattito sul significato che ha assunto la religione al giorno d'oggi ormai in crisi, incapace di comunicare un linguaggio nuovo, comprensibile e condivisibile con tutti. L’appuntamento è previsto per venerdì 23 novembre 2012 alle ore 17,00 dove l’autore incontrerà i suoi lettori.  

    Già nel 2000, Umberto Galimberti con le “Orme del sacro” si poneva la domanda di cosa fosse rimasto di autenticamente religioso in un'epoca come la nostra che più di altre registra un boom di spiritualità. Al di là delle fulgide apparenze, il Dio invocato in plurime lingue, in molti riti e nelle forme più svariate della religiosità, sembra essersi infatti definitivamente congedato dal mondo per lasciare null'altro che un desiderio infinito di protezione, conforto, rassicurazione: è solo il resto esangue della storia e della tradizione del cristianesimo, troppo arretrato per governare un tempo scandito dall'incalzante succedersi delle scoperte tecnico-scientifiche. Oggi la riflessione di Galimberti si è estesa e approfondita. Ma forse si può dire anche che la consapevolezza dell'importanza di questi temi è cresciuta in modo costante nel pubblico e che la ricerca di risposte sulla crisi del sacro si è ormai molto affrancata dalla guida della chiesa cattolica. In Cristianesimo, il filosofo parla a questo nuovo pubblico, tracciando le ragioni dell'afasia del sacro nel nostro mondo riconducendole, con un'argomentazione che non mancherà di causare dibattito, proprio alla natura del cristianesimo, così come realizzatosi nella storia dell'Occidente.
    Umberto Galimberti (nato a Monza nel 1942), è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia della Storia. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’International Association for Analytical Psychology. Autore di numerose opere filosofiche che come è noto sono incentrate sul tema della tecnica nella società occidentale contemporanea, del corpo e dell’anima.

    Info
    Feltrinelli Point Lecce
    via Cavallotti 7/a, 0832/331999
    www.lafeltrinelli.it

    CICI CAFARO E RICCI I TUOI CAPELLI CON KURUMUNY AL FOLK BOOKS



    Sabato 24 novembre 2012 ore 18,00 è previsto l’appuntamento con le voci, i suoni, i  ritmi della tradizione: ci sarà la presentazione dei libri/cd editi da Kurumuny dal titolo “Cici Cafaro, Io scrivo la realtà”, “Ricci i tuoi capelli. Arie e canti popolari di Cannole, Corimondo – La strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto”,  con Luigi Chiriatti, Sergio Torsello, Eugenio Imbriani. A seguire intervento musicale delle Cantatrici di Cannole e di Cici Cafaro.
    CICI CAFARO - IO SCRIVO LA REALTA’ a cura di Eugenio Imbriani. Illustrazioni a cura di B22

    Una testimonianza preziosa, un lungo racconto in cui il flusso dei ricordi sembra riannodare le fila del rapporto tra passato e presente, tra memoria e appartenenza. Un’autobiografia che ci rivela una personalità emblematica e rappresentativa della cultura dell’area grica del Salento. Cici Cafaro è un uomo che sembra aver vissuto dieci vite in una: contadino, ambulante, poi emigrante e soldato, sempre cantastorie instancabile che conosce, come gli antichi aedi, il segreto del ritmo delle parole per incantare.

    RICCI I TUOI CAPELLI - ARIE E CANTI POPOLARI DI CANNOLE con le illustrazioni di Lucio Montinaro a cura di Luigi Chiriatti

    Esiste un altro Salento, diverso da quello da cartolina. È il Salento più autentico e vero, quello della quotidianità, fatto di storie, di gente, di paesi arsi dal sole che vivono all’ombra delle chiese e delle masserie in pietra leccese. Dopo aver apprezzato la forma, la curiosità richiede, necessita che venga svelata anche la sostanza, l’anima, il cuore di questa terra. Lontane o solo lambite dai circuiti turistici sopravvivono, infatti, tante piccole realtà piene di fascino dove la memoria dell’antico resiste al lento scorrere del tempo e all’incessante galoppare della modernità. Incorniciati da teorie di ulivi che procedono senza soluzioni di continuità, i paesi del Salento nascondono e custodiscono piccoli grandi tesori, e tocca alla curiosità del turista o del ricercatore scoprirne la bellezza più profonda, quella che riannoda i fili del tempo. Uno di questi è senza dubbio Cannole, piccolo paese situato nella zona centro-orientale del Salento, noto ai più per la famosa sagra della Municeddha (lumaca), oltre che per lo splendido parco Torcito, che conserva una meravigliosa masseria fortificata del XVII secolo. Qualche altro, tra i cinefili, ricorderà certamente che la sua vecchia stazione fu una delle tappe dello splendido road movie ferroviario Italian Sud Est della Fluid Video Crew di Davide Barletti, ma in pochi rammentano che nel 1480, questa area accolse gli otrantini sopravvissuti al sanguinario sacco della loro città ad opera di Gedik Ahmed Pashà e soprattutto che fino agli inizi del XIX secolo questo paesino era uno dei decatría choría, ovvero i tredici paesi della Terra d’Otranto che conservavano la lingua e le tradizioni greche, oggi meglio noti come Grecìa salentina. E lo spirito musicale qui è ancora vivo, infatti questa piccola cittadina custodisce anche un altro piccolo grande patrimonio culturale rappresentato da Rosaria Campa, Vincenza Agrosì, Assuntina Tomasi, Gina Luperto, Eva Serra, Rosalba De Lorenzis, e Ada Nocita, sette donne fra i cinquanta e settanta anni, che quasi per caso si sono ritrovate a cantare insieme e da quel momento non hanno smesso di condividere questa comune passione. Nel corso degli ultimi anni la loro attività, fatta di piccole esibizioni, per lo più private, ha suscitato l’interesse di diversi musicisti e ricercatori salentini che si sono avvicendati per studiare e approfondire il loro repertorio, ma sono state poi loro a cercare Luigi Chiriatti, spinte dal desiderio di lasciare una traccia dei loro canti. Le donne di Cannole hanno cominciato a cantare insieme in diverse e svariate circostanze: quando andavano insieme sul pullman che le portava alle terme, in giro nelle scampagnate con gli amici. Cantare per loro significa incontrarsi, cucinare, mangiare, dialogare, spettegolare in un tempo che non è caratterizzato dal ricordo del passato, ma che è il presente, il loro modo di esserci e di vivere oggi la loro presenza. Il canto come categoria espressiva del bello che non serve, come in passato, a esorcizzare la morte, la durezza della vita e il destino di una non umanità, ma che rappresenta se stesse in relazione alla loro comunità. Canto come gioia, socializzazione, un modo di ironizzare su altri e su se stesse, alternativa ai luoghi comuni della televisione e della globalizzazione. Per loro cantare è stare insieme, giocare, ricavarsi uno spazio libero dalle trame tradizionali dei rapporti ufficiali sottomessi a regole di facciata, un luogo e un tempo della contemporaneità che sfugge a qualsiasi tipologia della ricerca e della documentazione classica. Per loro cantare è fare partecipi gli altri del loro benessere psicofisico: la loro memoria non è spezzata. Il loro repertorio è come un grande magazzino, un “granaio della memoria” senza categorie, dove i canti hanno uguale importanza e diventano belli ed emozionanti quando decidono di eseguirli siano essi di origine propriamente salentina o di altra derivazione. Le donne di Cannole quando cantano ci regalano emozioni che ci coinvolgono e ci fanno gioire del presente del loro incontro. La maggior parte del loro repertorio è rappresentato dai canti diffusi in tutta la Penisola: canti narrativi e romanze delle opere liriche diffuse dalle bande locali. Questo elemento conferma, ancora una volta, come la poesia popolare e la sua musica, che toccano corde del sentire comune, sono conosciute ovunque, appartengono a tutti e suscitano uguali sentimenti anche se il “modo” di esecuzione assume caratteristiche diverse e le fanno appartenere al luogo e al tempo in cui vengono eseguiti. Al centro dell’indagine che ha dato vita a questa pubblicazione è la voce che è corporeità, spessore, timbro, calore comunicativo, ma che significa anche riannodare i fili della memoria, narrare, testimoniare. Non è un dato casuale, considerata la preponderanza che la voce, vista nel suo profilo performativo, ha assunto nell’odierna analisi demo-etno-antropologica. E il Salento è terra di voci e di canti, benché lo si associ più spesso al battito del tamburello e alla danza. I canti a sole voci di questa raccolta possiedono una marcata valenza emozionale. Sono storie conosciute o meno, nel segno delle sfaccettature dell’amore, della fatica del lavoro, delle relazioni sociali, della quotidianità, dell’emigrazione, della lontananza. Canto giocoso e nudo, senza orpelli e senza palchi e riflettori, un cantare distante dai codici spettacolari. La proposta delle cantatrici di Cannole è il segno di quanto l’analisi della pluralità sonora salentina non possa darsi del tutto completata e riveli ancora tesori, al di là del mare, sole, mieru (vino) e pizzica, giustamente celebrati, ma più spesso spacciati e consumati con superficialità. Il volume è corredato da due Cd che contengono un’antologia di brani scelti, per un totale di 42 tracce. Nel repertorio delle donne di Cannole sono confluite arie, romanze e canti narrativi provenienti da tutta Italia: probabilmente ciò è dovuto al fatto che in questo gruppo ci sono donne che hanno vissuto all’estero per venticinque, trent’anni e che certamente hanno avuto rapporti con connazionali provenienti da altre zone della nostra penisola. Anche i canti salentini del loro repertorio provengono da zone diverse come il Capo o le aree di Martano e altre zone del Salento. Alcune di queste donne infatti non sono native di Cannole: una proviene da Martano, un’altra da Poggiardo, un’altra ancora è originaria di Galatina, trasferitesi poi a Cannole per ragioni di lavoro o piuttosto perché hanno sposato qualcuno del posto. Probabilmente da bambine hanno ascoltato i canti del loro luogo di origine e poi li hanno conservati come antichi ricordi di famiglia.

    Il Cd “Ricci i tuoi capelli, arie e canti popolari di Cannole” è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS - PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV” ed è patrocinato dalla Povinicia di Lecce, dall’Istituto Diego Carpitella e dal Comune di Cannole.




    Info: Officine Cantelmo_Lecce
    Contatto : Tel. 0832.720683 - Fax 0832.720684




    mercoledì 21 novembre 2012

    Recensione di Alessandra Peluso su Di tutte le ricchezze di Stefano Benni (Feltrinelli)



    «E così siamo rimasti soli, amabile lettrice, caro lettore. (...) Ci guardiamo attraverso questo strano specchio che è un libro». (p. 206) Mi rifletto nello specchio della solitudine della mia stanza, dove a farmi compagnia, è il cinguettio di uccelli che sembrano non stancarsi mai, loro sono in compagnia e cantano ad unisono una melodia armoniosa.
    Così mi ritrovo a condividere la solitudine ed altri stati d’animo che aleggiano imperiosi nel libro di Stefano Benni, Di tutte le ricchezze. Emozionata e coinvolta - come senz’altro accadrà ad ogni lettore - dal principio, dove l’autore esordisce scrivendo i versi di un poeta molto caro al protagonista del racconto, Martin: «La soltudine sta ai vecchi / Come un vecchio vestito / E nelle tasche tintinnano / I sogni che più non spendono ... », (p. 13) sino alla conclusione in cui il protagonista, o chissà l’autore, si presenta con garbo e cordialità, vivendo un presente insolito, frizzante, brioso, e anche un pò grottesco, ed un passato nostalgico e colmo di rimpianti.
    Narra Stefano Benni il sentimento dell’amore di Martin, un sentimento vissuto e rivissuto che regala puntualmente rimpianti, rimorsi, dolore con una felicità che vorresti fosse eterna, ma che non dura più di pochi istanti. Sensazioni, emozioni traboccano soprattutto nell’innamoramento descritto con abile maestria da Benni, tra il protagonista e la sua giovane e bella vicina di casa (che mi ha commosso come un adolescente al primo amore, coinvolgendomi sino alla fine della storia), e la tormentata nostalgia per la giovinezza ormai fuggita e la solitudine dei settant’anni  voluta, cercata, imposta, costretta e subita per alcuni versi.
    È complicato parlare d’amore, tutte le forze centrifughe si mescolano: emozioni, pulsioni, fantasmi, desideri, ragioni, repressioni, rimpianti. Come scriveva Rilke nella Lettera a un giovane poeta, l’amore è la prova più difficile che ognuno di noi affronta nella vita, e lo sa bene l’autore che lo racconta e lo fa vivere ad ogni lettore tra magia, incanto e disincantata quantomai ingiusta realtà.     
    Straordinario poeta e scrittore, Stefano Benni, e si nota a chiare lettere la maestria di scrittore, l’innata sensibilità di poeta e il talento portentoso di giornalista in descrizioni attente e puntuali. Si alternano i dialoghi ironici e pungenti con personaggi del passato di Martin, come il collega professore, Remorus, i dialoghi col figlio lontano tra missive e telefonate e le spassosissime conversazioni con gli animali del bosco. Sembra di vivere nel mondo di Fedro e le sue favole.
    Appassiona e coinvolge Di tutte le ricchezze, e potrebbe diventare una trama di un film incantevole, se qualche regista volesse, a mio avviso, riempirebbe le sale.
    Non è opportuno raccontare tutto, ma dopo aver letto il libro verrebbe spontaneo farlo, le emozioni in scrittura fuoriescono come lava incandescente. Così la passione, il fuoco raccontato dell’età giovanile, l’entusiasmo, sino a giungere a settant’anni, età che il professore definisce «venerabile quando non è sordida», per poi chiedersi «se possiamo fingere di non avere rimpianti, ritrovandosi così a fare i conti con se stesso». 
    Ogni capitolo è introdotto da versi poetici che ammaliano, fanno sognare e riflettere. Le poesie sono di Catena, un misterioso poeta locale morto in un manicomio, che Martin ama e cerca di farne rivivere il talento, segue il racconto solitario interrotto quasi bruscamente da un incontro con dei nuovi vicini di casa: Aldo il Torvo, un pittore senza infamia nè gloria, e la sua compagna, Michele, chiamata dal professore “Principessa del grano” e successivamente “Nasten’ka” e il lettore comprenderà il motivo.
    Nulla è lasciato al caso, e la trama si dipana: «si sente in questo momento come se qualcuno avesse tirato una bomba nel suo tranquillo specchio d’acqua ... » e si alternano immagini irriverenti, poetiche, idilliache, ilari quali l’incontro tra Martin e il serpente che lo beffeggia perchè lo vede innamorato, preludendogli una sofferenza, così come il gufo o la capra che incontra nel bosco o il lupo ormai invecchiato e solitario nel qule il professore sembra rispecchiarsi.
    «L’amore degli uomini è uno specchio rotto / Che non rimanda più la tua immagine / è come un libro di cui vediamo / La copertina, non più le pagine. / ... / L’amore degli uomini è uno specchio rotto  / Forse è svanito, cerchiamo invano / Lui è sempre lì, al solito posto». (p. 174)
    È lo specchio - l’emblema della vita che passa - icona del romanzo, l’identità di ogni uomo che rivede se stesso e a volte non si riconosce come nel romanzo di Pirandello, Uno, nessuno e centomila, dove il personaggio, Vitangelo Moscarda, guardandosi allo specchio prende coscienza di essere altro rispetto a ciò che immaginava e comincia per lui il dramma. Lo specchio può essere un amico fedele ma a volte un abile ingannatore e nello specchio si riflette anche l’immagine di Martin, da giovane, poi da adulto - e nel frattempo - veleggia la solitudine, quella solitudine che compare, con la quale ha inizio e fine il romanzo di Stefano Benni così come la vita di ognuno di noi.
        

    Milena Magnani con Delle volte il vento (Kurumuny) a Folk Books a Lecce



     Ci sarà la presentazione del libro di Milena Magnani edito da Kurumuny dal titolo "Delle volte il Vento" venerdì 23 novembre 2012 alle ore 22, 00.  L’appuntamento è previsto nell'ambito della rassegna Folk Books voluta  dalla Città del Libro di Campi che si tiene  a Lecce presso le Officine Cantelmo in Viale De Pietro. E’ prevista dopo la presentazione dell’autrice l’improvvisazione musicale di Maria Mazzotta e Redi Hasa.


    Dall'autrice del romanzo Il circo capovolto (Feltrinelli 2008)
    DELLE VOLTE IL VENTO - Delle volte il vento fa uno strano giro e genera destini nuovi, in rapido divenire. Un viaggio verso una terra promessa che non c’è. L’approdo su una spiaggia di fuoco che è avamposto di un altro domani e gabbia dorata di un’idealità perduta. La nostalgia del ritorno compressa in mille ricordi sedimentati senza valigia e un Salento sempre sospeso tra un passato e un futuro troppo lenti. In mezzo due donne scandalosamente forti e radicate nel loro vissuto ma esposte a un’incertezza nucleare. Un continuo misurarsi con l’orizzonte di un mare che unisce e divide, esaspera la percezione, adultera i colori. Delle volte il vento. Lume è una fervente comunista e seguace di Hoxha, incarcerata per dieci anni dal suo stesso padre padrone per aver inteso il comunismo come punto di vista critico e mai ortodosso. Questa donna senza più mondo arriva nel Salento, nel vuoto di storia e di prospettive esistenziali e culturali dell'altra protagonista, Carmelina. Arriva con altri albanesi in cerca di povere ricchezze, a caccia di delusioni. Ma lei non è come gli altri: non è più in Albania ma non vuole essere nemmeno in Italia. Non è più all'Est ma neppure all'Ovest, forse solo nel mare, perché nel mare delle volte ci si può illudere di essere da qualche parte senza essere veramente in nessun luogo. Lume rifiuta quell'Occidente che è la negazione di tutta la sua vita e si accampa chiusa, difesa, recintata, in faccia al mare. Senza parlare con nessuno, in una specie di autismo politico-culturale. L'anomalia di questo comportamento così ostinato e diverso da quello degli altri profughi affascina Carmelina, che intuisce una richiesta profonda in quella radicalità. Una radicalità che è anche la sua, la radicalità di chi non rinuncia a cercare qualcosa tra l'orizzonte e il nostro essere qua. La tenerezza di un’amicizia fatta di molti ostinati silenzi, quelli di Lume, arroccata in riva al mare, e di altrettanto ostinate parole, quelle di Carmelina, per convincere, per smuovere, per salvare.


    Info: Officine Cantelmo_Lecce
    Contatto : Tel. 0832.720683 - Fax 0832.720684



    martedì 20 novembre 2012

    IMMAGINA LA GIOIA DI VITTORIA COPPOLA ALLA FELTRINELLI POINT DI LECCE IL 22 NOVEMBRE 2012



    La libreria Feltrinelli non perde occasione di presentare ghiotte opere letterarie come l’ultimo romanzo di Vittoria Coppola dal titolo “Immagina la gioia” edito da Lupo editore. L’appuntamento è previsto per giovedì 22 novembre 2012 ore 18,00 alla Feltrinelli Point di Lecce in via Cavallotti 7/a.
    L'inquietudine fa di Eva una giovane donna schiva ma curiosa del mondo, abituata ad esprimere la propria creatività nella scrittura e a mascherare la fragilità sotto l'abbigliamento colorato che sceglie con attenzione quasi maniacale. Cresciuta nella adorata Mira e nel calore di una famiglia siciliana, tra le marmellate di nonna Annina ed esperienze di viaggio, a dispetto di tali certezze Eva nutre un'intima lesione affettiva che la rende gelosa di Pietro, il fratello minore che – dieci anni dopo di lei – ha allietato i genitori con la sua attesissima nascita. Contrariamente alla sorella, il ragazzo ha un carattere solare, sostenuto da una sfrenata passione per il calcio e arricchito dal primo amore adolescenziale. Forse è anche la percezione di questa sua forza interiore a suscitare in Eva un bisogno quasi competitivo di riscatto, il desiderio di riuscire a completare il suo romanzo, a trovare il colpo di scena, il finale perfetto che convinca un editore a pubblicarlo. È nella casa avita di Sciacca, su suggerimento di nonna Annina, che la ragazza cerca la giusta ispirazione per portare a termine la sua fatica. Ma la vita spariglia le carte e nel giro di pochi mesi la realtà si impone sulle fantasie e sul tranquillo scorrere del tempo, mentre nuove presenze e vecchi segreti spuntati da cassetti polverosi aprono gli occhi e il cuore di Eva.
    Dall'autrice di Gli occhi di mia figlia un'altra storia familiare, una vicenda di unione autentica, fatta di parole non dette e verità dolorose che fanno crescere.

    “Animal Faber” ovvero il controcanto irriverente di Aldo Pezzarossa (Lupo editore)



    Fucine Letterarie, in collaborazione con la Feltrinelli Point di Lecce, presenta mercoledì 21 novembre, alle ore 20.00,  “Animal Faber” del poeta Aldo Pezzarossa, presso la Feltrinelli Point di Lecce. Mercoledì 21 novembre, alle ore 20.00, presso la Feltrinelli Point, sita in via Felice Cavallotti 7/a a Lecce, sarà presentato il volume “Animal faber. Controcanto irriverente” (Lupo Editore) del poeta manduriano Aldo A. Pezzarossa. Si tratta di un'opera composta di quattro volumi: Gl'Incipit; Terna di Omaggi (in tre Tomi); I Minimi Cibi; Tecniche di Esistenza (in nove Tomi), nel corso dei quali Pezzarossa, professore di lingue straniere, si diverte a reinventare la tradizione poetica italiana ed internazionale, con una serie di omaggi ad autori noti oppure a poeti non solitamente frequentati dalla cultura ufficiale. Il volume è corredato anche da una serie di disegni di Enzo Coletto, che aiutano il lettore ad inserirsi al meglio in questo gioco letterario curioso e divertente. L’azione letteraria sarà curata da Michelangelo Zizzi.

    La giustizia punitiva di George Herbert Mead. A cura di Raffaele Rauty (Kurumuny)



    La psicologia della giustizia punitiva (1918) è un testo nel quale Mead riflette sul senso e sull’efficacia della pena, in una fase nella quale lo sviluppo e l’attività dei tribunali giovanili pongono il problema di una sua considerazione rinnovata, svincolata da una dimensione meramente remunerativa e deterrente, e dai suoi risvolti apparentemente aggregativi della comunità.
    L’analisi del rapporto tra la comunità e le sue relazioni interne, al presentarsi di un “nemico”, è occasione di riflessione, come in altri interventi simili, anzitutto sul contributo che l’approccio scientifico può offrire all’interpretazione e alla soluzione dei problemi sociali. Nel caso delle istituzioni “del diritto criminale”, come le chiama Mead, una loro riforma, in rapporto con la dinamica  razionale degli individui e delle comunità, è mezzo per uno sviluppo positivo dell’organizzazione sociale. Nel modificarsi e determinarsi delle condizioni sociali che lo rendono possibile, sta la verifica del successo di questa politica. È un percorso non facile del cui esito positivo è premessa un rapporto con una capacità intellettiva che, nel caso specifico, sfida la presenza sociale ripetuta della guerra, riproponendo il senso dell’azione democratica autonoma degli individui.

    George Herbert Mead (South Hadley, 27 febbraio 1863 – Chicago, 26 aprile 1931) è stato un filosofo, sociologo e psicologo statunitense, considerato tra i padri fondatori della psicologia sociale. George Mead nacque in una famiglia della media borghesia di culto protestante composta dal padre, Hiram Mead, dalla madre, Elizabeth Billings, e dalla sorella Alice Mead. Suo padre, discendente da una stirpe di agricoltori e uomini di culto, era un ex pastore della Chiesa congregazionale di South Hadley che ricoprì un incarico speciale nel seminario teologico di Oberlin nell’Ohio. Nel 1879, George Mead si iscrisse all'Oberlin College dove si diplomò nel 1883. Si interessò inoltre di letteratura, poesia e storia e pubblicò un saggio su Charles Lamb nel 1882. Dopo la laurea, Mead insegnò per circa quattro mesi in una scuola elementare. Per i successivi tre anni lavorò con mansioni di geometra per la Wisconsin Central Rail Road Company. Nell'autunno del 1887, Mead si iscrisse presso la Università di Harvard dove seguì in particolar modo i corsi di filosofia e psicologia. Ad Harvard, Mead fu allievo di Josiah Royce, che ebbe grande influenza sul pensiero di Mead, e di William James, dei cui figli fu precettore. Nel 1888, Mead si laureò ad Harvard conseguendo il dottorato in filosofia e quindi si trasferì a Lipsia in Germania per seguire le lezioni del psicologo Wilhelm Wundt, da cui apprese il concetto di "gesto" che sarà fondamentale in seguito nelle sue opere. Nel 1891 Mead sposò Helen Castle, la sorella di un amico conosciuto ad Oberlin. Nonostante non avesse completato la tesi, Mead riuscì ad ottenere, in quello stesso anno, un posto nella Università del Michigan. In questa Università, Mead fece la conoscenza di Charles Horton Cooley e John Dewey, i quali avrebbero influenzato molto il suo pensiero. Nel 1894 Mead si trasferì, insieme a Dewey, presso la Università di Chicago, dove svolse la sua carriera accademica fino alla fine dei suoi giorni. L'influsso di Dewey spinse Mead ad interessarsi alla teoria pedagogica, ma il suo pensiero ben presto si discostò da quello di Dewey e si sviluppò nelle sue famose teorie psicologiche della mente, dell'io e della società. Mead fu un filosofo impegnato, si occupò delle questioni sociali e politiche di Chicago; in modo particolare, tra le sue tante attività, si dedicò all'attività del City Club of Chicago, una organizzazione indipendente, senza scopo di lucro dedita a promuovere le questioni pubbliche e fornire un forum per il dibattito politico. Mead riteneva che la scienza può essere usata per affrontare i problemi sociali e svolse un ruolo importante nel condurre le ricerche presso la Settlement House di Chicago. Mead morì di infarto il 26 aprile 1931.

    lunedì 19 novembre 2012

    "50 sfumature di fritto. Piccolo manuale untologico" (Lupo Editore) a Natale in libreria



    Vi piace la frittura nonostante il parere negativo del vostro medico? Vi piace la pastella? Vi piace impanare e "calare" qualunque cosa nell’olio bollente? Siete fan di "P per Purpetta"? Pensate che per preparare la parmigiana di melanzane servano le dovute autorizzazioni edilizie? Pensate che la frittura sia sensuale e afrodisiaca? Avete trovato il libro giusto. Il 15 dicembre esce in tutte le librerie d'Italia e in edicola con quiSalento, "50 sfumature di fritto. Piccolo manuale untologico" (Lupo Editore). Il libro, nato da un’idea del giornalista Pierpaolo Lala, patron del concorso di cucina dozzinale "Fornelli Indecisi", raccoglie cinquanta ricette (rigorosamente fritte) pensate e scritte da una pattuglia di giornalisti e docenti universitari, casalinghe e pensionate, professori e professioniste, nonne e nipoti, mamme e figli. Cinque categorie (antipasti, primi, secondi, dolci e cibo di strada) per assaporare verdure e pesce, carne e cremose leccornie. Completano il manuale, un’introduzione di donpasta, i consigli di frittura di Giuseppe Barretta e il tentativo di Pino De Luca di rispondere all’eterno dilemma tra vino e birra. E se la frittura è un orgasmo (a volte anche multiplo) pericoloso, il libro vuole concedersi alla passione e all'eccesso con due racconti molto intensi di Osvaldo Piliego e Manila Benedetto. La copertina è un'idea della information designer Angela Morelli, la pastellatura e la frittura del papillon sono opera di Paola Basso e Cenzina Cavaliere. Il progetto grafico interno e l'impaginazione sono a cura di PazLab. Circa 100 pagine per assaporare l'olio e le sue sfumature.

    Fornelli Indecisi è un concorso di cucina dozzinale, nato dall’esperienza dell’omonimo gruppo su Facebook. Casalinghe disperate, single buongustai, nonne con la frittura nel sangue, mamme con la polpetta facile, zii con il vizio della crostata, nonni avvezzi alla pasta con le cozze, quelli che dicono “non so chi sia Antonella Clerici”, quelle che pensano che “la Parodi era meglio cotta e mangiata” sono i concorrenti ideali di questo concorso dedicato a tutti. La terza edizione, anticipata dalle Primarie del Centrotavola, è attesa per la primavera 2013.

    Il trentacinquenne leccese Pierpaolo Lala, socio-lavoratore della Cooperativa Coolclub, prova a fare il giornalista sin dalla tenera età. Vive prettamente su Facebook e quando ha tempo a San Cesario di Lecce. Suona la chitarra e compone canzoni brutte. A tempo perso si occupa di neologismi della politica. Ha ideato Fornelli Indecisi solo per poter rubare e provare ricette. Considera la carne fritta come un contorno.

    In cucina c'è sempre da impanare...

    50 sfumature di fritto - Piccolo manuale untologico a cura di Fornelli Indecisi
    Ideazione e coordinamento editoriale / Pierpaolo Lala
    Concept, foto e design di copertina / Angela Morelli
    Imapanatura e friggitura del papillon / Paola Basso e Cenzina Cavaliere
    Progetto grafico interno e impaginazione / PazLab
    Ispirazione / la pastella, l’olio d’oliva, mamma Renata e tutte le mamme e le nonne del mondo
    Ricette / Anna Lisa Gaudino, Caterina Massari, Antonietta Rosato, Assunta Rugge, Giovanna, Giuseppe e Debora De Fazio, Gabriella Basso, Marcello Aprile, Viviana Amati, Laura Casciotti, Lori Albanese, Renata Leone, Antonella Pece, Zia Narduccia, Pino De Luca, Lucia Grieco, Severino Malerba, Simona Covolo, Roberto Covolo

    ISBN 978-88-6667-076-6
    Formato 14 x 18 cm
    100 pag. - 10 euro

    per ordini (anche all'estero)

    Lupo Editore
    Via Prov.le Copertino-Monteroni (Km III – cp 93)
    73043 Copertino (Le)
    Tel 0832949510 Fax 0832937767
    www.lupoeditore.com
    ordini@lupoeditore.com

    per presentazioni e informazioni

    Fornelli Indecisi
    Rubrica di cucina dozzinale
    un’idea di Pierpaolo Lala
    mail: cucina@fornellindecisi.it - 3394313397

    domenica 18 novembre 2012

    Un regalo perfetto - Karen Swan (Newton Compton)

     


    http://www.newtoncompton.com/libro/978-88-541-4095-0/un-regalo-perfetto

    Una collana con tanti ciondoli. Ogni ciondolo un segreto.

    Dopo il successo di Un diamante da Tiffany, il nuovo romanzo di Karen Swan

    Tormentata da un passato da cui non riesce a sfuggire, Laura Cunningham ha un solo desiderio: tornare a una dimensione di vita raccolta, intima e priva di complicazioni. La sua relazione tranquilla con il dolce Jack, le chiacchiere davanti a una tazza di tè con l'amica del cuore Fee e il nuovo lavoro come creatrice di gioielli sono tutto ciò di cui ha bisogno per andare avanti. Fino al giorno in cui Rob Blake entra nel suo laboratorio e la incarica di creare una collana con sette ciondoli per l'amatissima moglie Cat: sette come il numero delle persone importanti nella sua vita. Ma ogni pendente deve raccontare un aspetto di Cat e per far questo Laura si troverà a contattare amici e familiari della donna. D'un tratto la sua tranquilla e ordinata vita nel Suffolk viene spazzata via e al suo posto arrivano weekend in chalet di lusso, feste VIP, fiumi di champagne, amici glamour, stravaganti e molto misteriosi... I segreti vengono a galla e mentre la collana comincia a prendere forma, l'inebriante vita di Cat inizia ad avvolgere anche quella di Laura. E quando la collana è terminata, la metamorfosi di Laura è completa. È arrivato per lei il momento di fare i conti con il passato e prendere una decisione: quali sono i suoi veri desideri? Ciò che sta vivendo è realmente ciò che vuole?

    Dall'autrice di Un diamante da Tiffany
    200.000 copie
    Bestseller internazionale
    Il libro femminile più venduto in Italia nell'ultimo anno

    7 ciondoli. 7 amici. 7 segreti da svelare...

    sabato 17 novembre 2012

    Book Make-up con Pierluigi Mele



    Abbiamo incontrato lo scrittore Pierluigi Mele e gli abbiamo proposto il vecchio gioco dei tre libri da salvare da un ipotetico incendio, lui ha scelto i suoi, noi i nostri, facendo un po' il verso alle guru del make-up su YouTube e rileggendo i consigli di Bellezza a modo nostro.

    http://www.salentoweb.tv/
    http://www.facebook.com/SalentoWeb
    https://twitter.com/intent/user?screen_name=salentowebtv

    venerdì 16 novembre 2012

    "Trasforma la tua pecora in notizia", Whirlpool presenta un manuale di comunicazione corporate per distinguersi nel mondo dei media



    Sarà presentato sabato 17 novembre nel centro direzionale Whirlpool il libro che racconta quasi due anni di comunicazione corporate da parte della multinazionale leader degli elettrodomestici. Geneletti: «Abbiamo accettato le regole del giornalismo: prima la notizia, poi l'azienda»

    Sarà presentato sabato 17 novembre alle 14.00 nell'auditorium del centro direzionale Whirlpool EMEA di Comerio (Varese) il libro "Trasforma la tua pecora in notizia", manuale di comunicazione corporate che racconta quasi due anni di attività con i media da parte della multinazionale leader nel settore degli elettrodomestici. La presentazione avverrà all'interno della tre giorni di Glocalnews, il primo festival di giornalismo on line organizzato da Varesenews, di fronte a una platea di un centinaio di giornalisti che parteciperanno all'assemblea nazionale dell'Associazione Stampa on line (Anso). A presentare il libro Giuseppe Geneletti, director corporate communications and learning & development di Whirlpool EMEA, e Marino Pessina, Ceo di Eo Ipso, società che si occupa della comunicazione corporate di Whirlpool EMEA, e autore con Chiara Porta e Marco Calini del testo; a moderare Pierre Yves Ley, Media Relations Manager di Whirlpool EMEA.
    Il titolo del testo prende spunto da una delle più singolari iniziative realizzate e comunicate dall'azienda nel 2011, l'accordo con la Coldiretti di Varese per il taglio dei cinque ettari di prato del sito Whirlpool di Cassinetta di Biandronno con il più ecologico dei tosaerba, un gregge di duemila pecore. L'iniziativa, ripresa da molte testate nazionali e locali, rappresenta il caso più eclatante di "fatto minimo" trasmesso ai media e diventato notizia che è alla base del nuovo corso della comunicazione corporate di Whirlpool. « Negli anni abbiamo seguito varie strade per comunicare il "mondo Whirlpool" -dice Giuseppe Geneletti-; da circa due anni abbiamo deciso di sposare le regole dei giornalisti, mettendoci più in gioco, accettando, come azienda, di fare un passo indietro rispetto alla notizia, perché fosse la notizia a far parlare di noi. Come il consumatore è al centro dell'attenzione dell'azienda per concepire e realizzare i prodotti, così il giornalista lo è per la nostra comunicazione». Concretamente, questo ha significato includere negli argomenti da comunicare, accanto agli aspetti consolidati e irrinunciabili di ogni azienda (bilanci, nomine, trimestrali, piani industriali), fatti all'apparenza secondari e abitualmente trascurati, che giocano però sul fattore curiosità tanto caro ai giornalisti, quindi in grado di suscitare l'interesse dei media, oltre che di veicolare i messaggi chiave dell'azienda. La fetta di comunicazione corporate oggetto del libro rientra in quel dominio che gli autori definiscono "soggettività soggettiva" del giornalismo, ossia propria di quei fatti che non entrano "di diritto" nei notiziari, che né il giornalista si attende di ricevere da un ufficio stampa, né il lettore si attende di conoscere. Uno spazio molto stretto, nel mare magnum delle notizie riportate dai media, ma che può concorrere in modo significativo alla costruzione della reputazione aziendale.Il libro, dal taglio schiettamente pratico, e che per questo si presta all'uso sia da parte degli addetti al settore, sia di chi muove i primi passi nel mondo della comunicazione, è strutturato in tre parti: nella prima si illustrano i meccanismi che regolano l'informazione e i suoi criteri selettivi, quindi alla trasformazione del fatto in notizia riportata dai media; nella seconda si spiega la metodologia dell'ufficio stampa, con le regole alla base del rapporto con i giornalisti; nella terza si presentano casi concreti della comunicazione corporate di Whirlpool, riportando comunicati, uscite e gli obiettivi corporate di ogni lancio alla stampa.

    Il libro, di 128 pagine, edito da Eo Ipso srl, dalla prossima settimana in vendita su Amazon.it al prezzo di 15 euro, sarà prossimamente disponibile anche in versione ebook e in vendita sempre su Amazon.it.


    Whirlpool EMEA e Whirlpool Corporation Con circa 11mila 500 dipendenti, una presenza sui mercati di oltre 30 Paesi europei e siti produttivi in sette Paesi, Whirlpool Europe, Middle East & Africa (EMEA) è una società interamente controllata da Whirlpool Corporation, l'azienda leader a livello mondiale nella produzione e commercializzazione di grandi elettrodomestici. Nel 2011, Whirlpool Corporation ha avuto un fatturato annuale di circa 19 miliardi di dollari, 68.000 dipendenti e 65 centri di produzione e di ricerca tecnologica in tutto il mondo. L'azienda commercializza i marchi Whirlpool, Maytag, KitchenAid, Jenn-Air, Amana, Consul, Brastemp, Bauknecht e altri importanti brand quasi in ogni paese del mondo. Il Centro Operativo Europeo di Whirlpool si trova in Italia, a Comerio (VA). Per ulteriori informazioni sull'azienda, consultate il sito Internet www.whirlpoolcorp.com o www.whirlpool.it.



    giovedì 15 novembre 2012

    “Mignotta” graphic novel di Giovanni Matteo, da un soggetto di Pier Paolo Pasolini. Disponibile su Amazon



    È disponibile per il download da Amazon “Mignotta“, di Giovanni Matteo, graphic novel ispirata a un soggetto scritto per il cinema da Pier Paolo Pasolini e pubblicato nel volume “Alì dagli occhi azzurri” che raccoglie racconti, scritti sparsi, soggetti, redatti da Pier Paolo Pasolini nel periodo 1950-1965.
    La postfazione dell’ebook è a cura di Luciano Pagano. Tutte le informazioni per il download qui (http://www.amazon.it/Mignotta-Musicaos-ebook/dp/B00A6YOTPC/ref=sr_1_3?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1352909435&sr=1-3).
     Si tratta del terzo ebook di musicaos, dopo “Il romanzo osceno di Fabio” e la guida “È facile smettere di scrivere se sai come farlo!“. Altre informazioni sugli ebook di musicaos qui (https://lucianopagano.wordpress.com/ebooks/).


    Per informazioni o altro potete scrivere direttamente a lucianopagano[at]gmail[punto]com

    “Diverso sarà lei. Storie di coppie gay e non” di Willy Vaira alle Cantelmo di Lecce



    Domani venerdì 16 novembre 2012 alle ore 20 presso le Officine Cantelmo di Lecce (http://www.officinecantelmo.it/) Willy Vaira presenterà il suo “Diverso sarà lei. Storie di coppie gay e non” edito da Manni. Con l'autore interviene Alessandro Delli Noci.

    Quindici storie di coppie unite da una vita. Tredici omosessuali, due etero. Coppie normali, consuete: l’affetto, la gelosia, le piccole incomprensioni, la passione. Persone di varia estrazione sociale e provenienza geografica si raccontano: l’architetto e il pastore, il musicista e la vivaista, lo stilista e l’operaio, dalla grande città al paesino sperduto tra i monti o nel profondo Sud. Sono gli eroi della contemporaneità: hanno sofferto e ancora subiscono vessazioni e prepotenze generate da un potere incolto, volgare, conformista e interessato, e hanno trovato in sé la capacità di affermare con orgoglio la propria singolarità. Diverso sarà lei racconta con franchezza anche dell'omosessualità, ne mette in crisi alcuni luoghi comuni e ne afferma la piena naturalità, lasciando intravedere, ad una società malata del deterioramento dei diritti elementari sui quali si basa la convivenza civile, una delle possibili vie per le quali passa il progresso delle relazioni umane.

    WILLY VAIRA è nato nelle Langhe cuneesi. Vive e lavora a Torino. Ancora studente di Medicina, trasferisce i suoi interessi nel mondo della moda e dello spettacolo. Modello, paroliere, musicista e cantante, gira il mondo per molti anni. Dal 2001 approda alla scrittura narrativa e poetica. Per Manni ha pubblicato, nel 2007, Pubblici scandali e private virtù, intervista a Giò Stajano, prima icona gay d’Italia, e le raccolta di poesie Esercizi d’amore e Il lento dei passi.

    mercoledì 14 novembre 2012

    Vitaldo Conte con il suo libro Pulsional Gender Art alla XVIII Città del Libro di Campi Salentina



    Sabato 24 novembre 2012 alla XVIII Città del Libro di Campi Salentina incontro con Vitaldo Conte (teorico d’arte e saggista). Il suo libro Pulsional Gender Art (Avanguardia 21 Edizioni) è un “attraversamento” pulsionale di poetiche d’arte: dal Futurismo-Dadaismo al corpo estremo dei giorni nostri.  Le espressioni di questa TransArt hanno una successiva appendice in Pulsional Ritual (e-book Gepas), scritta da Conte insieme a Giovanni Sessa (pensatore meta-tradizionale), da intendere come Sud-Mediterraneo, Ambienti-Anima, Pulsional Rumore.
    Saranno proiettatati per l’occasione due video: ElectroTango rose rosse (con opere di Laura Baldieri, Paola Scialpi, Tiziana Pertoso) e Pulsional Ritual (Fedeli d’Amore / Salento 2010).
    Alcune delle tematiche dei libri ripercorrono incontri e mostre, svoltisi nel Salento a cura dell’autore. Nel 2007-09 con gli eventi a Trepuzzi, Campi Salentina (Città del Libro), Vaste. Nel 2010 con le mostre Rosa Lussuria ed Eros parola d’Arte, a Lecce; con gli eventi a Minervino di Lecce e Novoli.
    A questo incontro, introdotto da Cosimo Valzano (già Sindaco di Trepuzzi), intervengono: Simona Manca (Vice-Presidente e Assessore alla Cultura Provincia di Lecce), Oscar Marzo Vetrugno (Sindaco di Novoli – Presidente Unione Comuni Nord Salento), Ettore Caroppo (Sindaco di Minervino di Lecce).
    L’incontro, patrocinato dalla Provincia di Lecce / Assessorato alla Cultura e dai Comuni del Nord Salento, si svolgerà alle ore 17 presso la Sala Nostra Signora dei Turchi della Città del Libro.