In questo romanzo di insolita grazia e intelligenza – un grande successo del passaparola –, Teresa Präauer disegna il ritratto di una generazione invaghita di forme e immagini, dando vita a una brillante commedia di costume che, sulla scia di libri di culto come Le cose di Georges Perec e Il dio del massacro di Yasmina Reza, mette a nudo la profonda crisi di senso che colpisce i nostri tempi, iperconnessi sui social network ma disconnessi dalla realtà.
«Attendevano l’ospite svizzero, che in quel momento era già sulle scale. Uno dietro l’altro, i bicchieri in mano, tutti e quattro sgusciarono via dalla cucina e, attraverso il corridoio e la sala da pranzo, si precipitarono alla porta. Grandi abbracci, non due baci ma tre, come si fa in Svizzera. Poi di nuovo in cucina! A prendere un quinto bicchiere dalla mensola. È finlandese, il bicchiere? È Iittala, rispose la padrona di casa. Cin cin, dissero gli ospiti. Sono così contenta che siate qui! E pronunciando queste parole, le andò di traverso la saliva. Il partner le batté una mano sulla schiena per liberarle la trachea. Cin cin!»

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