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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news
sabato 30 agosto 2025
INGANNO BAROCCO di IVAN RAGANATO
Lecce, ombre barocche. L’ispettore René Valenti indaga sull’omicidio dell’avvocato Guidi. Trench color crema, tacchi e ironia tagliente: dietro il suo stile, un cervello che non perdona. Tra gallerie d’arte, amori complicati e segreti letali, la verità costa cara… e qualcuno pagherà con la vita. Inganno Barocco – un noir elegante, provocatorio e irresistibile
Il capitale naturale. Quanto vale il mondo intorno a noi di Partha Dasgupta (Bocconi University Press)
Immaginate una squadra di calcio che misura il suo successo solo in base ai gol segnati e non conta i gol subiti. Quella squadra di calcio potrebbe perdere senza accorgersene... La natura non è una risorsa infinita, eppure per secoli l'abbiamo usata come se lo fosse. Oggi più che mai, però, sappiamo che la nostra domanda e la nostra pressione sul mondo naturale sono insostenibili ed è ora che anche i nostri modelli economici riflettano questa condizione di fatto. Le misure economiche che utilizziamo da troppo tempo sono errate perché sottovalutano o trascurano la natura. Questa idea è da decenni al centro del lavoro di Dasgupta. In particolare, la nostra principale misura di crescita, il Prodotto interno lordo (PIL), non tiene conto della perdita netta dei prodotti della natura e dei servizi che la accompagnano, fornendo inevitabilmente un'immagine falsata della nostra salute economica. In questo libro l’autore attinge a una vita di ricerche per guidarci nell'economia della biodiversità spiegandoci perché dobbiamo mettere la natura al centro dei nostri modelli economici. Un libro coraggioso e pieno di speranza per tempi incerti
Perché dimentichiamo. Una scienza dell'oblio di Sergio Della Sala (Feltrinelli)
Con una scrittura luminosa, capace di accostare Pico della Mirandola, Borges, Harry Potter e le cellule neuronali, Della Sala esplora le forme della dimenticanza: quelle fisiologiche e quelle patologiche, quelle comiche, tragiche o involontarie. E ci regala un elogio dell’oblio. Perché dimenticare non è solo umano. È – finalmente – intelligente.
Se fossi stato al vostro posto. Ragionevole dubbio e matematiche risoluzioni di Marco Malvaldi (Raffaello Cortina Editore)
Come si fa a giudicare se una persona è colpevole o innocente del reato di cui è accusata? Ogni decisione parte da una narrazione dei fatti: un resoconto, quasi sempre in più versioni, che può contenere errori, omissioni, dimenticanze o contraddizioni. Non di rado, nell’ascoltare il testimone di un crimine, gli investigatori lo interrogano “al contrario”, chiedendogli cioè di ricostruire la storia a ritroso: in questo modo, le incongruenze delle storie inventate emergono con maggior facilità. È quello che fa anche Edgar Allan Poe nel 1842: smanioso di mostrare come il ragionamento logico-deduttivo e la teoria delle probabilità possano aiutare a ricostruire correttamente un fatto criminoso, rilegge gli atti e i resoconti dei giornali riguardo all’assassinio di Mary Cecilia Rogers, con l’intenzione di indicare il possibile assassino. Marco Malvaldi, seguendo le intuizioni di Poe, mostra come narrazione e calcolo statistico possano intrecciarsi per affrontare una delle decisioni più difficili: stabilire la colpevolezza o l’innocenza di una persona. In un continuo alternarsi di esempi e paradossi che hanno soprattutto a che vedere con investigazioni, processi e sentenze, capiremo perché due linguaggi tanto diversi siano entrambi indispensabili per confrontare tra loro le molteplici versioni di una storia, valutare l’attendibilità delle prove e, in base a queste, prendere una decisione. Alla fine, scopriremo che i motivi per cui Poe ha scritto Il mistero di Marie Rogêt non erano esattamente quelli che sembravano
venerdì 29 agosto 2025
Un luogo soleggiato per gente ombrosa di Mariana Enriquez (Marsilio)
Partendo da una tradizione in cui si riconoscono gli echi di Jorge Luis Borges e Stephen King, Julio Cortázar e Shirley Jackson, l’autrice più celebrata della nuova letteratura di lingua spagnola continua a reinventare il genere e spinge i suoi confini oltre la semplice fascinazione per il mostruoso e il sovrannaturale. La sua esplorazione dei nostri timori e desideri reconditi si combina a un’analisi spietata delle minacce che la società capitalista muove verso i più fragili, dando corpo a un’esperienza di lettura illuminante e profonda, mai consolatoria, di eccezionale qualità letteraria.
Critica della ragione pandemica COVID-19: ripensare la fenomenologia di un evento epocale
Nel novembre del 2022 si è svolto a Torino il congresso internazionale POLI-COVID-22, il primo in Italia concepito in ambito accademico e dedicato alla gestione pandemica, alle sue implicazioni sanitarie, etiche e sociali, alla sua eredità.
Nuziale di Enrico Marià (La nave di Teseo)
Una raccolta di “poesie-rasoio”
«Questo grande poeta molla tutto in cambio della parola giusta. Se anche il lettore è abituato a barattare tutto per una parola giusta, potrebbe avvenire un vero incontro. Fosse anche uno, fosse anche l’ultimo.» - dalla Prefazione dei fratelli D’Innocenzo
giovedì 28 agosto 2025
Frammenti di inesistenza ed allegrie Giansalvo Pio Fortunato (puntoacapo)
In Frammenti di inesistenza ed allegrie Giansalvo Pio Fortunato si presenta come una voce molto giovane ma già sorprendentemente intensa, capace di trasformare la fragilità e il tumulto in materia poetica. La sua scrittura non cerca accomodamenti: nasce da un’urgenza, da una necessità quasi rituale di dire, e lo fa inseguendo la parola fino al limite della sua resistenza. La prima parte del libro è attraversata dalle figure archetipiche del mito – Orfeo, Argo, Io, Dafne, Giona, Icaro, Medea – non come esercizio letterario, ma come corpo vivo, usato per interrogare la perdita, la metamorfosi, la distanza. In questi testi il mito è strumento e specchio, mai citazione ornamentale: è un linguaggio attraverso il quale il poeta mette in scena la sua stessa ordalia, la sua battaglia interiore. Quello che colpisce è la forza di un linguaggio sempre in tensione, che preferisce il rischio alla misura, il caos alla compostezza. Fortunato sembra combattere il disordine con il disordine, ma da questa fitta selva di immagini e frammenti nasce una voce limpida, ferita e insieme capace di rigenerarsi. C’è in lui una tonalità escatologica, una volontà di spingere la parola fino al suo limite profetico, di farne materia visionaria. Nella sezione Mogano la poesia si fa più intima, più breve e compatta: il ritmo si spezza, i versi si condensano, e il tema amoroso diventa luogo di esilio e resistenza. Qui si percepisce un movimento verso la concretezza, un cuore che batte tra i silenzi, e la capacità di evocare immagini di straordinaria densità emotiva.
Nel complesso, questa raccolta conferma l’energia di una
voce poetica giovane ma già forte, che non teme di affrontare il mito, la fede,
la rovina, e di tradurli in versi di grande potenza. È una poesia che non cerca
il consenso, ma il brivido della verità.
Per tutte le poesie:
Odissee
(...)
Incongruenza. Incongruenza.
Le odissee posseggono mani calde
in occhi infuocati col gelo.
Le odissee chiariscono il decomposto
e pregano le narici che respirano
a stento. Non ammettono ritorno,
cariano i sospiri dicendo addio,
come ogni arrivederci
posto sulle anime semplici
di chi litiga con una sola vita.
Medea
La mia casa è casa di preghiera
Il grido di un silenzio si rafferma
oltre la giustizia dell’anima
e non conosci che la profezia
a suggerire la strada della violazione,
l’incidenza di un corso perenne
sul fianco dell’inesorabile –
dritto, con l’occhio puntato
al fulcro della carne,
dove risiede il compimento
perfetto ed irriguardoso –
lì resta un’unica voce
clessidrica.
(...)
Mogano V
È la via al Sud
che innesta le praterie mortali
al pesco redento, calibrato
sul margine imperdibile di un occhio –
dal fuoco mogano – nel centro
della rinascenza. Un commiato
sussurra la stasi: metamorfosi
dal capo al segno protratto delle ossa,
scosse nella matrice del legno.
Santa la furia del cambiamento.
Ora Babele aleggia in lontananza
e mai l’aridità a ferire le anime,
l’inesplicabile sollievo di sussurrare
i giardini aperti al vento, alla fanghiglia
retta nella purificazione. Tutto è mortale,
tutto ridiviene; sorte amara
nel fiato che traspira granuli fino al cuore.
Ed è calligrafia: apertura protratta al volto.
In te amo il non scisso, il contorto
che ti tramonta malgrado il rosa
della luce nel pesco. Settembre:
gli anni levigano il ciclo. Ora sa amara
la scrittura nel palmo di Dio;
sei creata nella fenditura, l’ottagono
che è triplicità, la scossa che ti leva
sulla punta polverosa della luce.
Incessante nel prato in fiore
ed acqua in lacrime, si bagna
la corsa al tuo ventre. Ora è giunto
ciò che è spezzato; ora è giunta
la voglia del fiore anemico.
Alla tua carne risponde
la muscolatura redenta:
esercizio all’armonia.
Paolo Di Paolo. Incontri impossibili. Artisti e intellettuali italiani 1954-1968. Ediz. illustrata a cura di Silvia Di Paolo (Electa)
La monografia fa parte della collana Electaphoto ed è un omaggio a Paolo Di Paolo (1925-2023), protagonista della stagione d'oro del fotogiornalismo italiano del secondo dopoguerra, nel centenario della nascita. Il focus del volume è costituito da un nucleo di ritratti, per la maggior parte inediti, di artisti, scrittori e personalità del mondo della cultura, tra cui Giorgio de Chirico, Carla Accardi, Lucio Fontana, Pietro Consagra, Renato Guttuso, Mimmo Rotella, Mario Mafai, Bruno Munari, Giuseppe Ungaretti, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Elsa Morante, Carlo Emilio Gadda, Salvatore Quasimodo, Vasco Pratolini e molti altri: una selezione che restituisce uno sguardo eccezionale su un periodo irripetibile della cultura italiana. Tra gli autori dei testi vi sono Emanuele Trevi, Michele Masneri, Francesca Bernardini Napoletano, Ilaria Schiaffini ed Edoardo Sassi, mentre i ritratti di artisti e intellettuali sono accompagnati dai profili biografici di Massimo Belli e Tommaso Spazzini Villa. Di grande interesse sono anche gli approfondimenti, che spaziano dall'Osteria Fratelli Menghi, celebre ritrovo di pittori e intellettuali frequentato da Di Paolo, alla Casa di Giacomo Balla, dal Gruppo Forma 1 al Premio Strega, dalla Biennale di Venezia all'intesa del fotografo con Palma Bucarelli e Irene Brin. Il capitolo "Incontri impossibili" è incentrato sulle immagini degli accostamenti insoliti, ideati da Sennuccio Benelli, di personaggi del mondo dell'arte, della politica, della cultura e dello spettacolo; le fotografie sono presentate con le riproduzioni anastatiche del mensile "Successo", sul quale furono pubblicate dal 1961 al 1963. Chiude il volume una selezione di brani dall'intervista di Martina Paolino a Paolo Di Paolo. Il libro è a cura di Silvia Di Paolo, con la direzione scientifica di Ilaria Schiaffini (Sapienza Università di Roma) e di Massimo Belli. Il progetto grafico è di Irene Bacchi e Leonardo Sonnoli (Studio Sonnoli)
L'anima perduta di Israele di Tahar Ben Jelloun (La Nave di Teseo)
Con passione e argomentazioni brucianti, Ben Jelloun denuncia il silenzio complice di molti Paesi europei e invita a distinguere tra critica al sionismo e antisemitismo, una parola troppo spesso usata per silenziare le voci di protesta. Non si può tacere di fronte a questi crimini, ci ricorda, perché la spirale di odio generata da questa guerra potrebbe avere conseguenze gravissime.
«Sono nato con il conflitto israelo-palestinese. Per tutta la vita ho seguito i suoi sussulti. Ho letto gli storici, ho ascoltato i poeti. Ho immaginato la pace. Ma è stata un'illusione.»
La morte arriva tardi di Charles Ardai (Mondadori)
Venti dei migliori racconti di Charles Ardai, tra cui Il fronte interno, premio Edgar, e Senza vincitori, finalista al premio Shamus. Venti storie che - dal carnevale brasiliano alle notti di Manhattan, da Tijuana al primo sparo della storia, nella Cina dell'XI secolo - vi trascineranno in alcuni dei luoghi più pericolosi del mondo, e negli anfratti più oscuri del cuore umano
mercoledì 27 agosto 2025
Il cantico dell'umiltà. Vita di san Francesco di Giulio Busi (Mondadori)
Illetterato, sprovveduto, sognatore, Francesco d'Assisi è il «santo» per eccellenza. Ma è anche, nell'opinione comune, un personaggio fuori dalla storia, relegato nella sfera del misticismo e dell'utopia. Come mai, allora, la Chiesa decide di innalzarlo agli altari a soli due anni dalla morte, dopo un processo di canonizzazione tra i più brevi nella vicenda millenaria del cristianesimo? Francesco ribelle e antisistema o docile strumento nelle mani del potere ecclesiastico? Giulio Busi passa al vaglio le cronache dell'epoca, s'immerge nel mare sconfinato dell'agiografia, e poi dipinge un Francesco inedito, vigoroso, a tratti mite, più spesso provocatorio e intransigente. Quando è costretto, infatti, sa obbedire e accettare l'autorità. Ma è una scelta che gli costa, e da cui, ogni volta, riparte per inseguire la verità. Mentre attorno a lui la società scopre, e soffre, l'economia del mercato e del profitto, Francesco accoglie i lebbrosi, si unisce ai mendicanti, rivendica per sé un posto tra gli ultimi. Nei primi tempi, i benpensanti lo dileggiano, lo considerano un folle. Intanto, però, il suo carisma attrae sempre più seguaci. Nella primavera del 1212 Chiara d'Assisi, nobile per nascita, lascia i propri beni e la sontuosa casa paterna per seguire l'esempio di Francesco. È l'inizio di una consonanza spirituale che durerà tutta la vita. Ai «fratelli» che hanno cominciato a raccogliersi attorno al Poverello si aggiungono le «sorelle minori», ispirate da Chiara. Nel giro di pochi anni, il successo del movimento è travolgente. E i dubbi del fondatore diventano sempre più angosciosi. La Chiesa ha bisogno di un Ordine francescano forte, efficiente, solido. Ma lui riuscirà a difendere povertà e umiltà, a mantenere la semplicità delle origini? Al termine della sua esistenza, così breve e intensa, Francesco è malato, e deluso. Sembra sconfitto, ma nel momento più buio detta il Cantico di Frate Sole, splendido, gioioso inizio della letteratura italiana. Ringraziamento è l'esordio, inno la conclusione. Francesco lo sa, lo ha sempre saputo. La sorgente è una sola, un unico fine ha il creato. E ora il suo Cantico è libero di percorrere il vasto mondo. Che con lui se ne vada il dolore, assieme a lui si diffonda la lode
La guerra contro il passato. Cancel culture e memoria storica di Frank Furedi (Fazi)
«Il presidente Mao ebbe a scrivere più volte che la storia non si fa a pezzi, va conosciuta tutta. Gli incolti cancellatori imparino da un grande del Novecento e dalla lettura di questo penetrante saggio di Frank Furedi» - Luciano Canfora
«L’analisi di Furedi è brillante e la necessità di agire urgente. Dobbiamo porre fine alla guerra contro il passato». - Jonathan Haidt
«Un attacco feroce agli eccessi del politicamente corretto». - Kirkus Reviews
Inferno. William Blake e la ricerca di un'ecologia cristiana di Timothy Morton (Timeo)
Una rivelazione può nascondersi ovunque. Nella coda di un pavone o nei cocktail psicotropi delle serate jungle della Londra anni Novanta. E la rivelazione è questa: l’Inferno che ci circonda è l’idea di Paradiso che l’Occidente è riuscito a calare in Terra. Un sogno avverato, fatto di violenza ed esclusione, oppressione e prevaricazione... l’imposizione al mondo di una misura che quel mondo rifiuta. Poiché il mondo, la biosfera, che noi siamo e che è in noi, è una cosa sola: illogica manifestazione di pura bellezza. Priva di telos e di ragione, è la Second Summer of Love della materia senziente. In queste pagine Timothy Morton intona la sua voce, più personale e sfolgorante che mai, alla visionaria poesia di William Blake, per iniziarci allo splendore di un universo musicale, filosofico, microbiologico e narrativo in cui l’mdma incarna la fenomenologia, il synth pop si intesse al Romanticismo inglese e la sessualità, la mutazione, la simbiosi sono le voci rivelatorie delle acque di un Lete psicoattivo
martedì 26 agosto 2025
Una voce per chi non ha voce. Oltre settant’anni di lotta per la mia terra e il mio popolo Gyatso Tenzin (Dalai Lama) - HarperCollins
Per la prima volta, sua santità il Dalai Lama racconta la sua storia e le prove che lui e il suo popolo hanno dovuto sostenere.
Cuore di veleno di Kalynn Bayron (Fandango)
Briseis ha un dono pericoloso: fa crescere le piante con un tocco. Quando eredita una villa misteriosa nella campagna newyorkese, scopre un giardino segreto pieno di piante letali e antichi segreti di famiglia. Mentre cerca di capire l’origine dei suoi poteri, strani visitatori iniziano ad arrivare e una ragazza enigmatica, Marie, entra nella sua vita. Un fantasy contemporaneo tra magia, mistero e leggende, dove le piante – come le persone – possono appassire se trascurate
Tra mito e mistero: arriva Apriti Cielo di Francesca Natoli Hien
Esce per Operaincerta Editore Apriti Cielo, il primo romanzo di Francesca Natoli Hien, scrittrice siciliana che unisce il fascino della mitologia classica alla tensione del giallo psicologico. Ne nasce una narrazione intensa, a metà strada tra thriller, diario di viaggio e manifesto di sorellanza.
La
protagonista, Carla, fugge dal dolore per il suicidio della madre e dal
sospetto di infedeltà del marito Andrea. Un viaggio in Sicilia, pensato per
salvare il loro matrimonio, si trasforma in un percorso di verità e
rivelazioni, guidato da figure femminili emblematiche.
La Sicilia come teatro del mito
Dallo Stretto
di Messina al lago di Pergusa, dalla Valle dei Templi a Ortigia,
ogni tappa diventa parte di un puzzle che intreccia archeologia, leggende e
suggestioni culinarie. La Sicilia, più che sfondo, è un vero e proprio
personaggio del romanzo: viva, contraddittoria e affascinante.
“Attraverso
i miti antichi ho voluto raccontare storie di violenza che si ripetono da
millenni, ma anche la forza della solidarietà femminile” – sottolinea
l’autrice, che ha costruito la trama attingendo alla sua formazione classica e
ispirandosi a scrittori come Agatha Christie e Andrea Camilleri.
Un’opera originale e coinvolgente
Con uno
stile incalzante e una forte componente visionaria, Apriti Cielo sorprende per l’originalità con cui intreccia realtà
e mito. “Può piacere o no, ma certamente non annoia” – osserva l’autrice, che
dopo due racconti gialli (Historica Edizioni) e diverse favole per bambini
pubblicate sotto pseudonimo, firma la sua opera più ambiziosa.
Un romanzo
che non lascia indifferenti e che fa della Sicilia una metafora universale del
viaggio interiore femminile e del riscatto personale.
Le presentazioni
"Apriti Cielo" è disponibile in libreria e
online
È ancora possibile la poesia. Introduzione di Roberto Galaverni. A 50 anni dal Nobel a Montale raccolte in un unico volume le Nobel Lectures dei poeti insigniti del Premio (Vallecchi Firenze)
A
cinquant’anni dal conferimento del Premio Nobel per la Letteratura a Eugenio
Montale, vengono raccolte per la prima volta in un unico volume le Nobel
Lectures dei grandi poeti insigniti del Premio dal 1975 ad oggi. I discorsi
pronunciati dai vincitori del Nobel rappresentano un genere unico nel panorama
della letteratura: gli autori premiati con il massimo riconoscimento mondiale
sono chiamati a offrire in poche pagine una sintesi evocativa della propria
poetica, ma soprattutto avvertono la responsabilità di concentrare, con onestà
e precisione, la conoscenza maturata in una vita sul gesto e sul senso dello
scrivere, sulla responsabilità politica e storica che esso porta con sé. I più
grandi poeti della nostra epoca hanno lasciato al Premio parole che sapevano
destinate a restare, in cui è racchiusa la loro visione come prezioso
insegnamento, eredità concreta della loro poesia; ma nello stesso tempo parole
che in una rara occasione del presente sarebbero state ascoltate, evidenti
narrazioni di una storia di cui essi avevano il compito di essere limpidi
testimoni. Come scrive Roberto Galaverni nell’introduzione: «in quello che si
può considerare il più ristretto ed esclusivo dei generi letterari – il
discorso del Nobel: non più di uno all'anno, e per quanto riguarda la poesia
ancor meno –, di regola l'argomentazione parte dal basso e da dentro: vicende
private intrecciate con quelle pubbliche, la storia di una vocazione, il
rapporto sempre misterioso e insondabile tra le vicissitudini personali e la
creazione poetica, la natura della poesia. Questi discorsi sono tutti diversi,
ma battono anche sugli stessi temi, finendo così per corrispondersi
intimamente.» E i temi sono relazione tra etica ed estetica, tra impegno verso
la realtà e immaginazione poetica, rapporto tra io e noi, tra io e altro, tra
individuo e specie, tra retaggio e innovazione, tra tradizione e talento
individuale, la lingua della poesia, i processi creativi, la collocazione non
solo fisica e storico-geografica, ma mentale e fantastica del poeta. Una simile
corrispondenza di motivi non esclude in alcun modo la varietà di questi
discorsi, che presentano molte sorprese, se non altro perché ogni autore
affronta l'occasione a modo proprio. «È ancora possibile la poesia? si era
chiesto giusto cinquant'anni fa Eugenio Montale. Le poetesse e i poeti raccolti
in questo volume ci hanno detto che sì, è ancora possibile. E lo hanno fatto
chiedendosi non solo o tanto se la poesia sia ancora possibile, ma se sia
possibile di per sé, in assoluto, nel suo confronto con la realtà della vita.»
I testi qui
raccolti sono una risorsa inestimabile per i lettori delle maggiori voci della
letteratura contemporanea, ma anche per chi cerca orientamento nel processo
creativo; essenziali e profondi strumenti di conoscenza e riflessione.
È ancora
possibile la poesia
Poetry Nobel
Lectures
Introduzione
di Roberto Galaverni
Collana:
Vallecchi Poesia diretta da Isabella Leardini
Traduzioni
in collaborazione con Dipartimento di Lingue Letterature e Culture Moderne dell’Università
di Bologna a cura di Andrea Ceccherelli
Disegni di
Simone Cortello Scuola di Grafica d’Arte Accademia di Belle Arti di Venezia
Pagine: 320
Prezzo: 18,00 €
Vallecchi -
Firenze
Dal 12
settembre in libreria

















