Nell’epoca in cui tutto è «iconico», è diventato difficile dire chi meriti davvero questa definizione. Ma su Mina non ci possono essere dubbi. Più gli altri si affannano per ottenere un quarto d’ora di celebrità, più lei brilla per assenza. Dopo il suo ritiro dalle scene nel 1978, ha mantenuto la parola e ha fatto ciò che a molti risulterebbe inconcepibile: sparire. E più sparisce, più il suo mito si amplifica. Mina ha cantato tutto: l’amore, il dolore, il sesso, l’amicizia. E ha cantato tutti: dai nomi celebrati agli autori più sconosciuti, lanciando le loro carriere. Oltre che nella musica, in cui si è mossa da regina incomparabile per talento, estensione vocale e intelligenza, ha saputo lasciare il suo graffio nella televisione, nella radio, nella moda. E nella società: nel moralismo imperante degli anni Sessanta, posava sorridente sui giornali con il suo bambino nato fuori dal matrimonio. Ancora oggi, a più di ottant’anni, si dimostra la più moderna di tutti. Duetta con una star giovanissima come Blanco e nel caos digitale decide che la sua casa discografica produrrà dischi a 33 giri. Tony di Corcia ha invitato la scrittrice e sceneggiatrice Barbara Alberti a fare un gioco: ascoltando alcune canzoni di Mina, non necessariamente le più conosciute, hanno usato la sua musica e i suoi testi come pretesto per analizzare il nostro passato e il nostro presente, i nostri linguaggi, i nostri cambiamenti. La voce di Mina come pretesto per parlare di vita. E di amore.
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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news
sabato 24 febbraio 2024
Il cliente Busken di Jeroen Brouwers (Iperborea)
Vincitore del Premio Libris, Il cliente Busken è il grande romanzo testamento di uno dei più importanti autori olandesi contemporanei, una denuncia feroce e a tratti spassosa contro la brutalità della vecchiaia e del decadimento fisico e mentale.
Nel nuovo libro fantasy di Cassandra Clare si parla in dialetto veneziano - Tribuna di Treviso
venerdì 23 febbraio 2024
Qualcosa di simile ai suoni del bosco di Maurizio Braucci (e/o)
Otto racconti per esplorare l’antica relazione tra uomini e cani superandone i luoghi comuni.
Autobiogrammatica di Tommaso Giartosio (Minimum Fax)
La lingua come origine della coscienza e del mondo, genealogia degli affetti, identità e disidentità, filtro per lo sguardo, sola possibilità di dare un senso a ciò che abbiamo vissuto.
Napoliclick - Il libro sul complesso di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco
«Love harder», nel libro di Barbara Stefanelli la forza delle ragazze iraniane | Corriere.it
Taccuini d’artista: “Artist Notebooks & Poetry Box” di Donato Di Poce
Se, mi chiedessero: Ma cos’è esattamente un “taccuino d’artista” ovvero un “Artist Notebook”? Potrei rispondere che per me il “taccuino d’artista” è tante cose: non solo e non più un diario, non sempre e non ancora un libro d’artista, non solo un insieme d’idee o una “poesia visiva”, qualcosa di più di un “Carnet de voyage” o di uno “Cahier” delle intenzioni, poi potrei dire che è una lavagna magica di memoria e di desiderio e un feticcio artistico, ma che è soprattutto: una grammatica di icone, segni e scritture, la genesi inconscia di un fondamentale e nuovo medium comunicativo, un’azione creativa e un libro di sogni, un esercizio di libertà, creatività e d’ intimità con il mondo. Se, poi mi chiedessero: Quel è l’importanza storica e la novità estetica dei taccuini? Dovrei rispondere che il taccuino d’artista forse è la più importante novità stilistica contemporanea, ma è allo stesso tempo una riscoperta di un medium che già nel Rinascimento con Leonardo da Vinci aveva trovato il suo più geniale interprete, in cui l’artista ascolta il suo respiro e inventa il suo linguaggio. Ma la vera, grande, novità stilistica e poetica sta nel fatto non tanto di essere feticci unici, ma di essere nel contempo opera e progetto, idea e realizzazione, opera finita e non-finita, molteplice, e simultanea.(dalla nota introduttiva di Donato Di Poce). Cura grafica ed editoriale Giuseppe Mauro
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giovedì 22 febbraio 2024
Lucy davanti al mare di Elizabeth Strout (Einaudi)
La scrittrice Lucy Barton non ha mai cancellato un tour promozionale in vita sua. Eppure, quasi senza saperne la ragione, quel tour in Europa, previsto per i primi mesi del 2020, l’ha disdetto. «Meno male che non sei andata in Italia, – le diranno poi, – là c’è il virus». È William, lo scienziato William, il primo marito di Lucy, da poco reduce dal fallimento del suo terzo matrimonio e dal rifiuto di una sorellastra che non lo vuole incontrare, a passare all’azione per primo: Lucy ha poche ore per preparare un bagaglio essenziale, chiudere casa e partire con lui alla volta di una casetta in affitto sulle coste del Maine. Anche le loro figlie, Chrissy e Becka, e i rispettivi mariti dovranno raggiungere luoghi più protetti. L’imperativo per tutti, nei piani di William, è lasciare la città, con il suo brulicare di vita e pericoli, e mettersi al riparo. Pur incredula e sgomenta, Lucy accetta di seguire l’ex marito a Crosby, Maine. Per loro inizia così la routine interminabile di una quotidianità dilatata nella ripetizione di piccoli gesti sempre uguali a se stessi che la pandemia ha caricato di senso; una routine ammanettata all’assenza di vita – «Certe volte dovevo uscire di casa al buio e andare giù fino al mare, imprecando ad alta voce» – eppure preziosa perché garanzia della prosecuzione. E poi un inedito senso di solitudine e isolamento. La nostalgia. La preoccupazione per i cari distanti. L’amarezza di certi allontanamenti. La rabbia e la noia. La grande paura, individuale e collettiva: quella che fa avvicinare una furente abitante del luogo all’automobile con la targa della metropoli, urlando a una Lucy Barton sconvolta: «Maledetti newyorkesi! Via da casa nostra!» E poi l’ottusità, che la paura sempre porta con sé, in seno all’inconsapevole privilegio di chi la prigione può permettersi di scegliersela. Ma ci sono anche gli istanti di consolazione: una natura anch’essa ripetitiva, come le onde del mare che Lucy contempla, ma proprio per questo rassicurante; una chiacchierata dietro la mascherina, un abbraccio proibito e insperato con una figlia lontana, un incontro dal passato, e un percorso rovesciato di separazione in casa per due vecchi coniugi e amici e amanti chiamati a saggiare la trama della loro comune tela nel modo più brutale. Lo stesso di cui tutti noi ancora portiamo le cicatrici.
La sposa gitana. Il primo caso dell'ispettrice Elena Blanco di Carmen Mola (Salani)
Tra false piste e indizi indecifrabili, questo thriller di Carmen Mola ci trascina nei luoghi più ricchi di storia e di mistero della capitale spagnola. E porta nel panorama della letteratura nera una nuova enigmatica protagonista.
Sepolcro in agguato. Un'indagine di Cormoran Strike Robert Galbraith (Salani)
L’ormai famosa agenzia Strike ed Ellacott ha risolto molti casi inestricabili. Quello che rimane non risolto è il rapporto trai due soci, segnato da un’amicizia profonda e inquieta, tra slanci imprevedibili e sotterranee gelosie. Quando l’anziano Sir Colin Edensor chiede il loro aiuto per tirar fuori il figlio Will da una setta che lo ha plagiato, i due accettano senza esitare. In nome della lotta per un mondo migliore, la Universal Humanitarian Church allontana i suoi membri dai loro affetti e li induce a elargire enormi donazioni, diventando sempre più potente. Peccato che dietro a un leader dal carisma innegabile ci sia un passato sordido e ben più di una morte sospetta. Entrare sotto copertura nella sede principale, una fattoria sperduta nel cuore del Norfolk, sembra l’unica soluzione, e Robin è pronta a farlo. Ma intelligenza e preparazione potrebbero non bastarle: addentrarsi nel lato oscuro dell’UHC si rivelerà molto rischioso, tra vendette soprannaturali, ricatti ed ex adepti terrorizzati. Uniti come non mai, Robin e Strike dovranno mettere in campo non solo le loro capacità professionali, ma anche le risorse più personali e i ricordi più intimi, in una delle sfide più difficili e coinvolgenti in assoluto.
Euthymía, il libro di Lorenzo Peluso che racconta le storie di 44 donne nate durante il fascismo | Giornale del Cilento
Chiamale (anche) dipendenze. Un libro sulle fragilità giovanili: "Condividere senza giudicare"
Mauro Corona e il nuovo libro: Le altalene vuote di Erto e la ferita aperta del Vajont
mercoledì 21 febbraio 2024
Festa della Donna 2024: Dàme, la rivista indipendente sul corpo delle donne e sull’empowerment femminile
Non solo mimose: l’8 marzo è una ricorrenza con un grande peso culturale e sociale, che va celebrata anche e soprattutto a suon di libri. La lettura diventa così uno strumento di conoscenza e consapevolezza, un mezzo per riflettere sulle tematiche di genere.
Dàme è la prima rivista indipendente interamente dedicata al corpo delle donne e all'empowerment femminile. È un libro corale, una piattaforma e uno spazio di comunità che affronta la complessità dell’esperienza umana e stimola un dibattito sulla consapevolezza, la normalizzazione e l'accettazione di sé partendo proprio dal corpo delle donne*, ciò che di loro è più denigrato e stereotipato. Poiché il corpo accomuna ognunə di noi, senza distinzione di età o sesso, ed è qualcosa di estremamente personale, soggettivo e unico, questa rivista è una lettura esplicita e autentica, corredata di riflessioni personali, testimonianze della community, pareri informati di attivistə, giornalistə e psicoterapeutə per guidarvi alla riscoperta del rapporto con il corpo e della consapevolezza di sé.
Ogni numero si concentra su una singola parte del corpo; il numero inaugurale è incentrato sulla pancia; il secondo ha un focus sulle gambe.
La nuovissima edizione di Dàme è sul tema dei capelli: si parla di alopecia, cancro, capelli ricci e afro, dell'ipersessualizzazione delle donne rosse, del tabù dei capelli bianchi e quello della bionda stupida; e molto altro ancora.
La terza edizione vede anche i contributi di associazioni come Europa Donna Italia e Un Angelo per Capello.
Dàme 03 è disponibile a questo link.
Tutto questo fuoco. La rivoluzione delle sorelle Brontë di Ángeles Caso (Marcos Y Marcos)
Come hanno fatto, le sorelle Brontë? Da dove viene, tutto questo fuoco?
Secretum. Papi, guerre, spie: i misteri dell'Archivio Vaticano svelati dal prefetto che lo guida da un quarto di secolo di Massimo Franco, Sergio Pagano (Solferino)
Il libro rivela le ragioni che nel 2019 hanno spinto papa Francesco a rinominare l’Archivio Segreto, chiamandolo Apostolico. È solo una delle «pepite» che emergono da questa miniera di aneddoti, intrecci, a volte leggende che aiutano a conoscere le dinamiche, oltre che la storia, di un’istituzione millenaria.
“Imito, dunque sono?” a Varese la presentazione del primo libro non scritto da una persona umana.
"Matematica per il fiorire dell'essere umano", il libro che esplora il suo valore umanistico - Orizzonte Scuola Notizie
Presentazione dell'antologia di poesie La Casa della Poesia di Nuno Judice, IQdB 2023 - YouTube
"Il nostro è un amore da libro": la storia di Cristina e Andrea, iniziata nel fango della Romagna
martedì 20 febbraio 2024
La meteorologa di Tamar Weiss Gabbay (Giuntina)
Nubi all’orizzonte, cariche di pioggia. Una donna cammina a passo svelto verso la rupe che si erge ai confini della cittadina. Si affretta, ma non corre. In testa ha più di un presentimento e il cuore le rimbomba nelle orecchie come i tuoni che scuotono il cielo. È lei la meteorologa, la studentessa che, tornata nella propria cittadina dopo gli studi universitari, aveva creato una stazione meteorologica. Non era stata una follia, perché quella zona non è come le altre: è una curiosa anomalia geografica che non aveva mai conosciuto il lusso di una previsione del tempo. Così la meteorologa era presto diventata un punto di riferimento imprescindibile per la vita della piccola città, un oracolo tanto rispettato quanto temuto. E adesso, dall’alto della rupe, osserva il canyon che si apre sotto i suoi piedi. Qualcosa sta per succedere. Intanto i cumulonembi iniziano a scaricare pioggia e in lontananza si sente, attutito leggermente dal fragore del temporale, un ululato. "La meteorologa" è un romanzo intelligente e intenso che si insinua nei meccanismi più delicati e profondi dei rapporti umani, li fa esplodere e non ha tempo o voglia di rimettere insieme i pezzi. Vita naturale - piante, animali, terra, pioggia - e vita interiore si mescolano in un gioco di alleanze, rimandi e simbiosi. La scrittura di Tamar Weiss Gabbay non conosce banalità né noia: colpisce, emoziona, travolge, e - con una catarsi degna della migliore tragedia greca - ripristina un senso di purezza originaria, di fiducioso abbandono all’esistenza.
Le aviatrici di Helen Humphreys (Playground)
Grace O’Gorman, detta anche L’Asso del Volo, è un’aviatrice canadese, beniamina delle riviste patinate degli anni Trenta del secolo scorso, nell’epoca d’oro e pionieristica dell’aviazione. Splendida, sicura di sé, capace di imporsi in un mondo prepotentemente maschile, decide nell’agosto del 1933 di infrangere il record di durata in volo, che però detiene il marito, Jack Robson. “Perché vuoi batterlo a tutti i costi?”, le chiede il marito. “Perché so di poterlo fare”, risponde lei. Per venticinque giorni volerà in tondo su Toronto, insieme alla sua copilota, Willa Briggs, giovane, inesperta, insicura, con una grande passione per il volo, che incarna il desiderio di un luogo autentico per sé, lontano dalla terra, dove soffre un doloroso isolamento. E se nell’aria Grace e Willa affrontano tutte le complicazioni, e gli entusiasmi, di un volo di durata, a terra, un’adolescente, Maddy Stewart, figlia di un giostraio scozzese e di una chiaroveggente ebrea, è alle prese con la sua fascinazione per l’aviatrice Grace O’Gorman, ma anche con la spinosa questione della sua identità. Scopre, infatti, che l’essere ebrea le procura ostilità nella società canadese dell’epoca, dove imperversa il Club della Svastica, composta da giovani simpatizzanti del nazismo. In questo movimento costante tra il cielo e la terra, il romanzo di Helen Humphreys racconta lo sforzo delle sue protagoniste di trovare un luogo libero dove condurre la propria vita, dove essere sé stesse, superando i condizionamenti personali e sociali.
La mia ragazza su Marte di Deborah Willis (Bollati Boringhieri)
Con un finale potentissimo e commovente, dopo una disamina impietosa delle nostre debolezze, Deborah Willis riesce a infonderci fiducia nelle nostre capacità di adattamento ed empatia, dandoci speranza, se non sulle sorti del pianeta Terra, almeno sul genere umano e su quel profondo desiderio che connota l’umanità intera, da tutti conosciuto come «amore».
Annoiata dalla solita vita, Amber – che vive con Kevin, trent’anni entrambi, insieme da quattordici, in un appartamento a Vancouver dove coltivano illegalmente marijuana – decide di iscriversi alle selezioni di un nuovo reality. Si chiama MarsNow e i due vincitori – un uomo e una donna – verranno spediti su Marte, per la prima missione umana sponsorizzata dal miliardario Geoff Task. Kevin, che è uno sfaccendato, non capisce questa improvvisa smania di Amber di voler dare un senso alla sua vita, quando, se mai dovesse andare su Marte, si tratterebbe, per loro, di non vedersi mai più: la tecnologia garantisce l’andata, ma non il ritorno sul pianeta Terra. Ma Amber è irremovibile. Le selezioni cominciano: ventiquattro concorrenti provenienti da tutto il mondo – tra cui un bell’israeliano, un’affabile canadese e un assortimento di scienziati nerd e aspiranti influencer – competono per i due posti in palio, e Amber dà il meglio di sé, sorretta da un’appassionata ambizione e un incrollabile idealismo.La mia ragazza su Marte, romanzo di assoluta originalità, comincia con un grande ritmo ironico che man mano acquista sostanza, calore e profondità, fino a diventare una riflessione malinconica sul nostro presente, sulla complessità delle relazioni umane e sul mondo climaticamente al collasso, aprendo però la porta alla possibilità di una rinascita interiore.
Storie di uomini, orsi e lupi nel libro di Corradino Guacci - Notizie - Ansa.it
'Ascolta oltre l'oceano' è un libro sul destino: Giovanni è un sopravvissuto e cerca tante cose - Il Fatto Quotidiano
lunedì 19 febbraio 2024
Identità Informi … Dove non ci sono mani di Mauro Marino e Stefano Donno ( I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
(…) Le cose non hanno significato, hanno esistenza, tutto si compone intimamente come gli elementi chimici nei corpi viventi. Donno racconta digitalmente idee e fantasmi, quella spaventosa realtà nascosta ai più, la materia digitale con le sue simmetrie e asimmetrie e un linguaggio carico di particolari rivestimenti ritmici; e questa sua poetica personale, matura, oggi certo promossa, si lascia leggere aperta, inquieta, problematica, in cammino tra frammenti, resti, decomposizioni, fantasmi. Donno libera la carica che si cela sotto le cose, risignificandola in quel nunc aeternum che è l’attimo, e ricomincia il suo pellegrinaggio verso una meta, verso un’altra meta che è impossibile prevedere. (dal blog di Carlo Franza su Il Giornale.it)
“La poesia di Mauro Marino cerca compiutamente la vita, la rincorre, la scompone, la ricompone. La vita è incontro, è spazio condiviso, è compartecipazione, è slancio vivido, vibrazione compagna. La poesia di Mauro è ascolto, un prestare attenzione alle sollecitazioni degli altri. La sua poesia è etica di comportamento, intesa come pane cereale che si spezza tutti assieme, per avere la ragione e la forza di resistere, per avere fiato, trasalimento. La sua poesia è coralità, perché tutti assieme dobbiamo salvarci la vita.” (Marcello Buttazzo su Salento Poesia)
Estranei di Taichi Yamada (Nord)
Harada Hideo è un uomo di mezz'età, divorziato, con un figlio che non vede quasi mai e un lavoro – scrivere sceneggiature per la televisione – che stenta a decollare. Per di più, vive nel suo ufficio, in una grande e asettica palazzina nei pressi di una trafficata strada statale di Tokyo. Così, per sfuggire allo squallore e alla solitudine della propria esistenza, il giorno del suo compleanno Hideo decide di recarsi ad Asakusa, il quartiere della sua infanzia, dove a dodici anni aveva perduto entrambi i genitori, investiti da un'auto. Ma, quando entra in un teatro, tra il pubblico nota un individuo straordinariamente somigliante al padre. L'uomo lo invita a seguirlo a casa sua, dove lo aspetta la moglie: anche lei è identica alla madre morta... Hideo trascorre con i due una serata sconcertante e meravigliosa, e questo gli dà la forza di riprendere a lavorare con rinnovata energia. Gli incontri si susseguono, e sono una fonte di gioia e serenità, eppure... Hideo appare agli occhi dei suoi amici sempre più pallido e smunto, come se un male oscuro lo stesse consumando. La più angosciata di tutti è Kei – una vicina di casa con la quale Hideo ha intrecciato una relazione sentimentale –, che, una volta scoperto il suo segreto, gli consiglia di interrompere quelle visite, perché è evidente che lo stanno distruggendo. Ma anche Kei nasconde una verità inquietante...
Attesa di Dio di Simone Weil (Adelphi)
Una raccolta di esperienze e riflessioni spirituali e filosofiche che s'intersecano e s'interrogano sul “regno trascendentale della verità”, esplorando temi come l'amore (e l'attesa) di Dio, il soprannaturale e la sua presenza segreta nella natura.
Museo di un amore infranto di Fabrizio Bonetto (Accento)
Un romanzo che esplora il confine invisibile tra prima e dopo una relazione da cui si osserva con sgomento la fine di ciò che ci era parso eterno.
Lo Scarpone - Il libro della settimana. La tormenta di San Giovanni. Intervista a Loris Giuriatti
“Suoniamo Insieme!”: arriva il libro di Gregorio Caimi per insegnare la chitarra ai bambini - Trapanisi.it
"E adesso un libro: rubrica di libri" Sei titoli da non perdere! - SulPanaro | News
Nelle vene del mondo (poesie 2020 – 2022) di Donato Di Poce oggi lunedì 19 febbraio alla Biblioteca Ostinata di Milano
Presentazione del volume “Nelle vene del mondo (poesie 2020 – 2022) di Donato Di Poce, lunedì 19 febbraio 2024 ore 18,00 presso la Biblioteca Ostinata, via Osti n.6 – Milano. Presentano il volume e dialogano con l’autore Laura Cantelmo e Antonella Prota Giurleo
Nella vasta bibliografia di Donato di Poce, ricca di raccolte poetiche, di aforismi e di saggi sull’Arte e sulla Letteratura, questo recente volume delinea, come si conviene a un’autoantologia, il ritratto dell’artista, evidenziando le predilezioni creative e di ricerca dell’Autore ed enucleando i principi di poetica elaborati lungo il suo percorso di scrittura e di esperienza umana.
L’arco di tempo copre una curva non indifferente: 2000-2022, partendo dai giovanili testi di argomento amoroso e giocosamente erotico, nei quali si intrecciano, fondendosi, la ricerca della parola e della verità del discorso poetico, che sono i principi di riferimento di questo Poeta. L’autenticità del linguaggio, a suo parere, deve di necessità evitare orfismi e parole innamorate-modalità ormai un po’ usurate che nei decenni precedenti avevano dominato la scena letteraria nel nostro paese, senza mai scomparire del tutto.
Rivelatori sono i primi versi del testo d’inizio, Orizzonte d’attesa: “Nell’orizzonte d’attesa/ restano le parole che non trovo/ mentre nella mia terra perdo il respiro/e schegge d’oscura passione/ dilegua il mio cuore/ e quel che taccio/ ha sempre il sapore dell’incanto”. L’apparizione di una figura sublimata di donna collega i testi alla tradizione allegorica medievale della lirica d’amore – “…Te nei borghi persa/ annidata nel cappottino rosa” – rappresentando l’indagine sul linguaggio e i meccanismi dell’ispirazione poetica: ”Se tu mi baci/ le ciglia della vita si aprono”.
Il pensiero viene sempre filtrato dalla corporeità e dalle emozioni, come nel poema L’origine du monde (2004), altro esplicito esempio di poesia erotica, dove il corpo è protagonista dei “miei esercizi d’amore”, mentre “nell’anima lievita la visione del corpo/ E io sono l’angelo d’amore/ Che raccoglie le gocce del piacere”. Echi della poesia medievale, ma persino del Cantico dei Cantici risuonano nei giochi d’amore, rappresentati con un realismo che allude, non a caso, al dedicatario del poemetto, il pittore francese Courbet, al suo realismo immune da ridondanti simbolismi. L’esplosione ludica del piacere si carica qui di un vitalismo che ben raffigura tutte le sfumature e le richieste del sogno, del desiderio e dei tormenti amorosi.
L’ambiguità tra la tematica dell’amore fisico e quella della fatica dell’espressione poetica – “desideri incompiuti” – riaffiora in modo più evidente ne Il gorgo dei desideri (2004):” Le poesie sono pietre posate sull’anima” afferma il Poeta nell’attesa, finché qualcosa si muove dentro di lui:” Ora sento, c’è la parola/non è ancora fatta lingua/” “E venne il giorno infine/…/ Dal cuore uscivano parole nuove/ ed io non sapevo parlare.”
Il principio oraziano “Ut pictura poesis”, fondamento della sua indagine linguistica e del realismo descrittivo, è frutto dell’intreccio dei suoi interessi pittorici e letterari. Eleggendolo a norma, il Poeta lo sceglie anche come titolo di una raccolta di ritratti di poete e di poeti, nella cui personalità artistica spesso lui stesso si rispecchia: “E non so spiegare/ Perché i tuoi segni/ Toccano le pareti della mia anima”, dice rivolgendosi a Mario Benedetti (Ut Pictura poesis, 2016).
Ė nell’aprirsi alla realtà esterna, alla memoria e al male del mondo che Di Poce approda a una fase di maturità e di consapevolezza civile sulle orme di P.P. Pasolini e di Enrico Mattei, come modelli di opposizione al potere: “Noi cercheremo/Quella verità che sgorga dal vero/E quella poesia che fa sognare/Un nuovo mondo e un nuovo futuro./ Noi combatteremo l’orgia dei poteri” (Lampi di verità, 2017).
Già nel poemetto sul dramma del Muro di Berlino, Lungo la East Side Gallery (2008/2009), alternando toni lirici ed epici, la narrazione ripercorreva con profonda commozione la storia di violenza e di dolore di “migliaia di spiriti liberi/…/ Durante il tentativo di fuga/ che non era una fuga/Ma un ritorno alla vita”. La denuncia della brutale divisione del cuore di una città come Berlino e della Germania stessa coinvolgeva tutti i muri eretti nel mondo come espressione di odio. A ciò si univa il pericolo della cancellazione della memoria o della sua banalizzazione nella volgarità dei souvenirs destinati a orde di” turisti chiassosi, irriverenti e indifferenti/ Che calpestano le tracce del muro/ E non sanno che i muri sono loro.”. Non stupirà che persino nell’aspirazione alla libertà il Poeta si esprima qui in termini erotici: “E cercherò come un seno da accarezzare/ I germogli di vita che crescono/ Ai bordi della Storia.”
La poetica si va poi consolidando, come già detto, grazie all’analisi di altri linguaggi – la Pittura e il Teatro: “Bisogna uscire dal Sé/Dal proprio buio/Dalla propria assenza”, recita un verso nella raccolta dedicata alla controversa personalità di Carmelo Bene, L’altro dire (2020). In un tempo di diffusa autoreferenzialità la ricerca di un “altro dire” significa: “Uscire dalle trappole del proprio genio/ Dalle trame del quotidiano/Scardinare le porte del proprio buio/…/ E camminare sul mare del proprio vuoto.” per approdare a un’ aperta speranza: “Cercare un altro dire/Oltre le rovine del tempo/Dove c’è un tempo nuovo da vivere/…/Io l’ho visto nascere/…/Negli occhi stellati dei bambini/…/C’è stato il tempo degli eroi/…/Ma ora è giunto il tempo dei giusti”. Il linguaggio profondamente emotivo palesa l’amore per il sogno e per l’utopia seguendo un percorso articolato che si è andato arricchendo nel tempo e lungo il quale gli interessi intellettuali si affiancano sempre più a temi civili (v. “Binario 21” sulle deportazioni nei lager nazisti) e a riflessioni filosofiche sulle profondità della psiche di altri Autori e Autrici contemporanei, tra cui anche la milanese Alda Merini. Sorge da qui l’interrogazione pressante sul valore etico della Poesia e dell’Arte che resta al centro della sua scrittura.
Ed è smascherando con critiche acute e salaci il falso impegno e la disonestà di molti operatori e di sedicenti intellettuali nell’ambito della letteratura di consumo (“I Poetocrati”, in La poesia è un diamante grezzo, 2022), che con spietato sarcasmo Di Poce fustiga i falsi amici, gli opportunisti, i calunniatori e gli invidiosi, riconoscibili in una burlesca lista di proscrizione redatta con nomi di fantasia.
La coerenza verso i principi finora esposti valorizza la sua personalità di saggista e sostiene la sua ricerca poetica. (Nota di Lettura di Laura Cantelmo – Ass. Culturale Milano Cosa)
Info Donato Di Poce
https://donatodipoce.blogspot.com/
Mail – I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno
domenica 18 febbraio 2024
Zoologia abitativa di Teodora Mastrototaro (Arcipelago Itaca)
Teodora Mastrototaro, drammaturga, poetessa e attivista antispecista è nata a Trani nel 1979, vive a Roma. Ha pubblicato due raccolte di versi, Afona del tuo nome (La Vallisa 2009), tradotta dal poeta americano Jack Hirschman con il titolo Can’t voice your name (CC. Marimbo 2010), e Legati i maiali (Marco Saya 2020). Le poesie Carne e Gabbia sono state pubblicate nella rivista di critica antispecista “Liberazioni” (n. 50, 2022). Il racconto Il Mattatoio è stato pubblicato sul magazine radicale internazionale “Menelique”. Il monologo Il riflusso (dalle reali testimonianze dei lavoratori dei mattatoi) è stato pubblicato su “Liberazioni” (n. 51, 2022). È inoltre presente nel volume collettivo, tutto al femminile, Bestie - femminile animale (Vita Activia Nuova APS 2023). Diversi sono i suoi spettacoli rappresentati e premiati.
La muta del lunedì sera,
la camicia l’ho riposta qui
sotto la mattonella crepata in superficie
dove rifletto il cranio sporco.
Adagiata al sentirti stupore
di fatica, e sotto il pavimento un destino
che ti somiglia.
Per ogni tuo aspetto un altro esce marcio
così come l’anno che ricade al limite
dove il corpo si consuma come fosse un
calendario.
Nel tuo morso, che appartiene alla bocca
e alle dita, si rompe il mio gioco
dove tutto si perde in duplice copia
– affrancata e non:
il tuo circolo eterno, il seno.
(serpente)
Streaming revolution. Nuovi protagonisti, evoluzione della concorrenza e prospettive del mercato di Ester Corvi (Flaccovio Dario)
Le piattaforme di video streaming (Netflix, Amazon Prime Video, Disney+, Apple Tv ecc.) sono diventate parte della quotidianità, ma per i protagonisti del mercato è arrivato il momento di fare i conti con vari fattori critici, come il rallentamento del ritmo di crescita degli abbonati, la forte pressione competitiva, la concorrenza dei social media (TikTok) e la saturazione di molti mercati, mentre inseriscono la pubblicità come linea di business. Dopo l'esplosione dei consumi di contenuti video durante la pandemia e il lancio di nuove piattaforme, siamo entrati ora in una fase di riflessione, che anticipa una fase di razionalizzazione e consolidamento. Questo libro illustra come stanno reagendo i maggiori player del mercato, le azioni che stanno mettendo in atto su diversi fronti, i cambiamenti dei modelli di business, le strategie di crescita/diversificazione e le sfide che dovranno affrontare in futuro.
Dietro il cancello di Aleksandra Jovanovic (BESA MUCI)
Per il suo dodicesimo compleanno Želja vorrebbe solo un regalo: riavere accanto a sé suo padre, che è scomparso alcuni mesi prima in un incidente stradale. Non si capacita della sua assenza e preferisce estraniarsi dalla realtà e rifugiarsi nel suo mondo, per non dare ascolto a niente e a nessuno. È nel dolore e nella disperazione che un giorno, durante una delle tante "fughe" al cimitero, incontra Vuk, un ragazzo insolito che sembra vivere lì e la introduce nel suo mondo isolato nel quale tutto è possibile, anche vedere chi non c’è più. Vuk non la tormenta di domande come la mamma, la zia e il suo migliore amico Luka, ma vuole solo passare del tempo con lei e divertirsi. È un mondo seducente, accomodante ma pericoloso allo stesso tempo, nel quale Vuk vorrebbe Želja accanto per sempre...
La vita sognata di Rita Lopez (Les Flaneurs)
Tutta la vita di Marina si sviluppa intorno a una mancanza. Quella di sua madre, che è andata via senza spiegazioni, lasciandola col padre nella casa di riposo dove lavoravano come custodi. Per rielaborare l’assenza materna, sin da bambina vive una vita sognata a occhi aperti. Con il passare degli anni la sua fantasia diventa da una parte il conforto di un cuore spezzato e dall’altra una trappola che la soffoca. Ora che è cresciuta, la casa di riposo è come una di quelle pozze d’acqua in cui i piccoli organismi del mare rimangono intrappolati. L’arrivo di Roberto, studente universitario conosciuto casualmente, scuote il suo desiderio di vivere, e di amare. Ma chi conosce l’amore, conosce anche i suoi limiti. Un’indagine perturbante dell’animo di una donna, che, come un Prometeo contemporaneo, è disposta a sacrificare sé stessa per dare al mondo il dono del fuoco.




















