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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news
giovedì 10 agosto 2017
mercoledì 9 agosto 2017
Acque morte di Simon Beckett. Traduttore: F. Coppola (Bompiani)
Mescolando abilmente
atmosfere claustrofobiche, momenti di tensione e profonda conoscenza delle
procedure forensi, Beckett non tradisce i suoi lettori con l'atteso ritorno di
un personaggio che da subito si è distinto per umanità e ironia, anche nei casi
che mettono in luce gli aspetti più torbidi dell'essere umano. La telefonata
arriva un venerdì sera. Sulla costa dell'Essex, poco oltre Marsea Island,
vicino a un luogo chiamato Blackwaters, è stato ritrovato un corpo in avanzato
stato di decomposizione e la polizia locale chiede la consulenza
dell'antropologo forense David Hunter per il recupero e l'identificazione dei
resti. L'ipotesi - o la speranza? - è che si tratti di Leo Villiers, trentun
anni, figlio di una delle famiglie più in vista della comunità: è sparito da
settimane e la pressione per risolvere il caso è molta. Le indagini hanno
infatti portato alla luce la sua relazione con Emma Derby, una donna sposata e
a sua volta scomparsa. Forse lui l'ha uccisa per poi togliersi la vita. Forse.
Perché niente è mai così semplice. Hunter infatti dubita della vera identità
dei resti: mani e piedi non ci sono, il volto è irriconoscibile, nessuna
certezza. Poi dalle acque iniziano ad emergere orribili segreti e Hunter
sprofonda sempre più in una palude di risentimenti famigliari, bugie e inganni
da cui non riesce a uscire.
martedì 8 agosto 2017
lunedì 7 agosto 2017
domenica 6 agosto 2017
sabato 5 agosto 2017
venerdì 4 agosto 2017
Alessandra Merico, Contro Venere, Prefazione di Davide Rondoni, Postfazione di Marco Mattolini (I Quaderni del Bardo Edizioni). Intervento di Eliana Masulli
“Ho acceso Venere/per prima/ogni sera/a fare amore/nei tuoi pruni/di ruggine/ma tu non guardasti mai/così una notte/l’ho uccisa/per te/che delle altezze/hai paura/a vedere/se a terra
l’avresti guardata/anche solo/una
volta”
Contro Venere
è la teatralizzazione di una parola-grido
androgina, senza eguali stilistici, seppur antica nel senso.
La
poesia di Alessandra Merico realizza le sorti di un “vendichismo”
contemporaneo, così definito dallo stesso Davide Rondoni, curatore della
prefazione al testo, che non dimentica di rilevare quanto di attuale possa
esistere nel flusso empatico che regola la libera poesia dell’anima e la
concretezza degli atti e dei pensieri.
La
voce di una Donna, che sa dare fuoco all’oscenità del perbenismo, senza
tralasciare il celato moto dei sentimenti più nobili, che emergono dagli abissi
squisitamente femminili del non-detto,
poiché istintivamente percepito e, talvolta, concepito, come solo una Donna
sa e può fare.
Contro
chi giustizia la natura del corpo e delle sue pulsioni, e dalla parte di un inspiegabile
ermetismo della dimensione sensoriale, così sospesa –mai indecisa- tra la luce
e la sua ombra, ovvero tra il coraggio di emergere e la discrezione di non
denudarsi esplicitamente.
Forte,
audace, cadenzata, rapsodica, la poesia di Contro
Venere non è la scena, bensì il retroscena di un teatro fatto di uomini e
donne, che muovono guerra alla vita, per riappacificare l’Amore e la Bellezza.
giovedì 3 agosto 2017
mercoledì 2 agosto 2017
martedì 1 agosto 2017
lunedì 31 luglio 2017
domenica 30 luglio 2017
sabato 29 luglio 2017
venerdì 28 luglio 2017
Il Mosaico Pavimentale di Otranto (Significati Simbolici ed esoterici) di Mario De Marco (Formamentis ) a Santa Cesarea Terme
L’Associazione Thorah e Formamentis Edizioni nell’ambito della rassegna “Templari in Terra d’Otranto e Mosaico Pavimentale di Pantaleone” è prevista la presentazione del volume dal titolo Il Mosaico Pavimentale di Otranto (Significati Simbolici ed esoterici) di Mario De Marco (Formamentis) presso l’EST HOTEL di Santa Cesarea Terme, in via Pola venerdì 28 luglio 2017 ore 20,00. Intervengono il Prof. Mario De Marco (Storico), Dr. Stefano Donno (Editore e Vice Presidente Ass. Thorah), Dr. Flavio De Marco (Direttore format Apulia Tribe). Modera Bruno Conte, giornalista.
L’abbazia di San Nicola
di Càsole fu un grande punto di riferimento per l’intero Mediterraneo, luogo
mistico ed iniziatico, alchimia di tradizioni tra Oriente e Occidente, patria delle lettere e delle conoscenze di grande respiro tanto da precorrere con larghissimo
anticipo quello che sarà il rinascimento italiano. Di questo e molto altro si
parla nello splendido lavoro di Mario De Marco, studioso salentino che ha
pubblicato “Il mosaico pavimentale di Otranto. Significati simbolici ed
esoterici”, edito da Formamentis. Nel volume corredato di immagini splendide,
si parla dell’opera visionaria e, insieme, lucidamente simbolica di Pantaleone,
forse monaco, sicuramente erudito, probabilmente un iniziato.
giovedì 27 luglio 2017
L’Associazione Thorah e l'Associazione Gnosis presentano i due nuovi libri di Stefano Donno a Lecce
L’Associazione Thorah e l'Associazione Gnosis presso i
Giardini del Bar Astoria a Lecce (Piazza Italia – adiacente Porta San Biagio)
presenta il 27 luglio 2017 a partire dalle ore 19,30 in una prima regionale i
libri di Stefano Donno editi da I Quaderni del Bardo Edizioni dal titolo “Breve
commentario alla Tavola Smeraldina di Ermete Trismegisto” e “Appunti per una
fenomenologia dello spirito iniziatico”. Introduce la serata il Presidente
dell’Associazione Thorah Grazia Piscopo. Presentano l’autore il giornalista e
scrittore del paranormale Mario Contino e il giornalista Giuseppe Pascali. In
un momento di deriva e tensioni sociali il ruolo degli studi esoterici propone
ad intellettuali e studiosi di chiedersi qualcosa in più in maniera più
approfondita circa questioni fondamentali sul destio dell'umanità e delle
nostre comunità, forse con uno sguardo più acuto che vede oltre l'oscurità in
cui siamo immersi
Breve commentario alla Tavola Smeraldina di Ermete
Trismegisto a cura di Stefano Donno. Prefazione a cura di Enrica Perucchietti
(iQdB Edizioni di Stefano Donno)
«La maggior parte dei documenti su Ermete Trismegisto
sono di carattere oscuro, accessibili soltanto agli iniziati. […] Dietro il
vero iniziato c’è una persona che ha compiuto durissimi sforzi, che ha superato
prove di volontà e fatiche spirituali. L’esoterismo non è per niente l’avaro
occultamento di tesori materiali che sarebbero altrimenti alla portata di
chiunque. Chi davvero vuole questo tesoro, chi si eleva con tenace costanza
fino all’altezza alla quale lo attende a porte spalancate il Tempio della
Sapienza, solo costui può avere accesso al santuario». (Maria Szepes, Il Leone
Rosso)
Quando l’amico Stefano Donno mi ha chiamato per
chiedermi di scrivere la prefazione del presente saggio, stavo rileggendo, a
distanza di anni, Il Leone rosso, il romanzo esoterico di Maria Szepes.
Sincronicità volle che la sera stessa incappassi nella parte in cui Hans
ascolta, spiando di nascosto il maestro alchimista Rochard, un dialogo tra
questi e l’amico Bahr. Il dialogo in questione si concentra proprio sulla
Tavola Smeraldina e sull’interpretazione che da secoli gli iniziati cercano di
carpire alle sibilline parole della Tabula. Caso volle che avessi ripreso in
mano il libro dopo una conversazione avuta qualche giorno prima con un altro
amico: rileggendo le parole di Szepes su Ermete Trismegisto non potei che
sorridere e accettare di cuore di curare questa breve prefazione. Pungolata dalla
sincronicità, decisi anche che avrei inserito alcune citazioni del libro. Nel
passo citato, il medico e alchimista Rochard spiega allo scettico Bahr, che
verrà poco dopo guarito grazie al Lapis e finirà per credere ciecamente in quei
principii che negava e derideva, che «La rivelazione di Ermete Trismegisto
racchiude in sé allo stesso modo i segreti più profondi della creazione, quali
l’essenza delle forze che costituiscono i mondi trascendenti, le cosiddette
regioni astrali. Ma oltre a questo designa anche l’alchimia nel senso stretto
del termine, il cuore segreto dell’alchimia, la formula spirituale della
preparazione dell’Elisir di Vita». L’anziano iniziato prosegue sottolineando
come il fascino della Tabula non risieda soltanto nel suo contenuto, ma anche
nella struttura «perché nasconde in sé la prova il cui superamento digrossa lo
spirito, rendendolo maturo per accogliere la soluzione dell’enigma». Donno ci
spiega proprio come vadano interpretati il contenuto e la struttura della
Tabula, analizzando passo a passo i suoi corollari e offrendo una illuminante e
preziosa spiegazione che sarà certamente utile per l’iniziato quanto per colui
che si avvicini per la prima volta a questo genere di tematiche. Sullo sfondo
il suo leggendario autore, Ermete Trismegisto. (dalla prefazione di Enrica
Perucchietti)
Appunti per una fenomenologia dello spirito iniziatico
di Stefano Donno (i Quaderni del Bardo Edizioni) Fratellanza, conoscenza, coscienza
e iniziazione. Sono queste le parole chiave dell’ultima fatica dell’amico,
scrittore ed editore Stefano Donno. Il punto di partenza dell’opera è una breve
osservazione della situazione politica attuale che tocca ovviamente punti
delicati e controversi: «È veramente possibile che il processo di
autodistruzione della nostra civiltà sia veramente irreversibile e non ci sia
più nulla da fare?» si chiede l’autore. La risposta, che trovate tra le pagine
del libro, è un messaggio di forza e speranza che può fungere da esempio per
tutti. Non è il momento di fuggire, di retrocedere di fronte ai mali del mondo,
anzi, è proprio in questo momento che ci si deve fare forza e combattere,
portando la Luce nel mondo per condividerla con gli altri Fratelli e Sorelle.
(dalla prefazione di Enrica Perucchietti)
Stefano Donno (1975) si laureato nel 2005
in Filosofia presso l’Università degli Studi di Lecce. Nel febbraio 2013 ha
ricevuto una Laurea HC in Juridical Science presso la Moscow University Sancti
Nicolai. Ha pubblicato: Sturm and Pulp (Lecce, 1998); Edoardo De Candia,
considerazioni inattuali (Lecce, 1999); Se Hank avesse incontrato Anais (Lecce,
1999); Monologo (Copertino, 2001); Sliding Zone (Lecce, 2002); L’Altro
Novecento - giovane letteratura salentina dal 1992 al 2004 (San Cesario, 2004);
Ieratico Poietico (Nardò, 2008); Dermica per versi (Faloppio, 2009); Mendica
Historia (con Sandro Ciurlia, Lecce, 2010); Corpo Mistico (Roma, 2010);
Prezzario della rinomata casa del piacere (con Anna Chiriatti, Martignano,
2011); A Sud del Sud dei Santi a cura di Michelangelo Zizzi (Faloppio, 2013),
Nerocavo (Copertino, 2014); Breve Commentario alla tavola Smeraldina (Lecce,
2017).
iQdB edizioni di Stefano Donno (i Quaderni del
Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 - 73107
Sannicola (LE)
mercoledì 26 luglio 2017
La storia di Mr Polly di Herbert George Wells. Prima traduzione integrale italiana Caterina Ciccotti. Prossimamente in libreria per Meridiano Zero
Scelto da Robert McCrum
(Observer, The Guardian, Faber & Faber) per occupare il 39° posto nella
lista dei 100 romanzi imperdibili di tutti i tempi (The Guardian), Mr Polly
racconta una storia attualissima, che spiega come rivoluzionare la propria esistenza.
Wells mette in campo una piccola parabola socialista in cui un uomo di mezza
età si libera di casa, lavoro e matrimonio per abbracciare uno stile di vita
che lo rende più felice. "Se il quoziente intellettivo medio della nostra
società fosse di poco superiore a quello di un povero idiota, la gente avrebbe
già dato fuoco a buon parte di Londra e di Chicago, tanto per fare un esempio,
e al posto di questi ammassi pestilenziali di putride proprietà private avrebbe
costruito città più sane e vivibili". (H.G. Wells La storia di Mr Polly)
Chi non ha mai pensato di dare fuoco alla
propria stanca esistenza e ricominciare da capo? Mr Polly, un piccolo
commerciante annoiato, fa conseguire i fatti a un pensiero fisso: incendia casa
e bottega, lascia la moglie e parte in cerca di una vita migliore. La sua
esistenza è come quella di tanti: determinata da scelte di circostanza. La
piccola rivoluzione insita in questa storia consiste nel liberarsi dalle scelte
di vita “capitate” e volere finalmente qualcosa. Ma cominciamo dall’inizio.
Elfrid Polly, fervido inventore di neologismi, “preferisce il lavoro alla
scuola” così decide di avviarsi all’apprendistato in un grande magazzino in cui
lavora (poco) e bighellona (molto) con alcuni compari. Le loro avventure
ricordano Tre uomini in barca: lo stesso spensierato umorismo dei tre giovani
“gentiluomini” di Jerome K.Jerome. Ecco però che il padre passa a miglior vita
e gli lascia una discreta somma. Dopo una vacanza in bicicletta da “uomo
libero”, la forte pressione sociale e famigliare ⎼ descritta con toni umoristici ⎼ lo convincono ad
avviare una piccola attività in riva al mare, nel piccolo, sonnacchioso
villaggio di Fishbourne. Facendo seguito a un ragionamento ad alta voce, chiede
la mano della cugina Miriam. Segni particolari: Miriam ride forte alle battute
di Elfrid ed è mostruosamente brava nelle faccende di casa. Mr Polly percepisce
il suo matrimonio come un incidente e la penna impeccabile di Wells ci regala
questa considerazione ricca di ironia:
"Doveva sposarsi
per volontà della società: quella stessa società che in tempi passati aveva
stabilito che altri poveri cristi dovessero essere condannati con sontuosi
cerimoniali, da propri simili severi quanto inesorabili, a essere annegati,
bruciati o impiccati". Stessa sensazione accompagna la sua attività di
“shop manager”, solo i libri lo salvano dal tedio di quella piccola bottega
fonte di ben poche soddisfazioni, anche pecuniarie... Matura così nel suo
cervello un’insopprimibile voglia di scappare da quella situazione. Sarà un
profetico e didattico brano di Marx a confermare che le piccole botteghe hanno
sempre contribuito all’indebitamento più che alla felicità dei propri gerenti e
Mr Polly (come Fantozzi con il ragionier Folagra) sarà illuminato da quelle
parole: questo brano segna un punto di svolta nella trama. È una sorta di
attualissimo consiglio ad entrare a far parte dell’intelletto collettivo a
discapito del proprio tornaconto individuale. È così che il protagonista matura
la decisione di farla finita con tutto, dare fuoco al negozio (e alla casa
sopra di esso) e tagliarsi contestualmente la gola. La decisione arriva
repentina, seguendo questa raffica di domande e un’unica risposta: "La sua
vita aveva mai avuto un inizio? Mai! Si sentiva come se la sua anima fosse
stata soffocata e i suoi occhi bendati fin dalla nascita. Perché aveva vissuto
in quel modo? Perché si era sempre piegato alle circostanze, perché aveva
preso tante cantonate? Perché non aveva mai insistito per ottenere le belle
cose che desiderava, non le aveva mai veramente cercate, non aveva mai lottato
per esse, mai rischiato la vita piuttosto che rinunciarvi? Quelle erano le cose
che contavano, non la sicurezza".
E da qui inizia la
seconda parte del romanzo e della vita di Elfrid Polly. L’incendio va in porto
e rischia di dar fuoco a mezza Fishbourne. Ma il suicidio no, e il tentativo di
salvare dalle fiamme la mamma del vicino –
scena divertentissima, quella del salvataggio della vecchia signora – lo
scagionano dal sospetto di essere l’artefice del fuoco. Da qui inizia il libero
e leggero vagabondaggio del nostro eroe atipico per il countryside inglese,
alla ricerca di un senso, della felicità, ovvero di quel che potrebbe
piacergli. Un donchisciottesco peregrinare tra ricordi e incontri fortunati, un’amicizia
a prima vista (molto più certa del coup de foudre) e zuffe furibonde che vedono
il nostro nei panni inediti del combattente per la propria serenità. Come va a
finire? Wells consiglia di mollare tutto e cambiare vita? Sì, eccome, e nella
semplicità di un tramonto con la nuova amica (battezzata la grassignora)
troverà le parole per descrivere la vita che gli calza a pennello: Sono stato
creato per amare tramonti e cose del genere. Un libro che fa riflettere
divertendo, un gioiellino dell’epoca edoardiana che solleva potenti
interrogativi esistenziali. Effetti collaterali: l’impulso fortissimo a
cambiare radicalmente quello che non va nella propria esistenza.
Herbert George Wells
(1866-1946) è stato uno scrittore britannico tra i più popolari della sua
epoca, tutt’oggi stimatissimo come uno degli iniziatori del genere letterario
fantascientifico. Di modesta condizione sociale, esercitò diversi mestieri tra
cui il commesso di bottega prima di vincere, a vent’anni, la borsa di studio
per la Normal School of Science di Londra. Il suo primo romanzo avveniristico
fu il capolavoro di fantascienza sociale La macchina del tempo (1895), cui
seguirono, con altrettanto successo, L’isola del dottor Moreau (1896), L’uomo
invisibile (1897) e La guerra dei mondi (1898). Di forte orientamento
socialista e militante, Wells entrò nel 1903 nella Fabian Society (come G.B.
Shaw) e scrisse articoli, saggi e romanzi di forte tensione verso gli ideali di
libertà e giustizia sociale. Il filone della sua prolifica produzione narrativa
stranamente meno noto in Italia è invece quello umoristico, di cui La storia di
Mr Polly (1910) rappresenta l’esemplare più riuscito. Dal romanzo sono stati
tratti l’omonima pellicola di Anthony Pellisier (1949), con il premio Oscar
John Mills nel ruolo di Polly, e tre serial televisivi prodotti dalla BBC
(1959, 1980, 2007).
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