Pagine

Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

    Powered by ilLibraio.it

    domenica 16 settembre 2012

    Un vescovo scomodo di Francesco Lopriore Cariglia (Besa editrice) oggi al Teatro Lucio Dalla di Manfredonia



    Oggi 16 settembre 2012 alle ore 20,30 a Manfredonia (FG) presso il Teatro Lucio Dalla ci sarà la presentazione del libro “Un vescovo scomodo” di Francescantonio Lopriore Cariglia edito da Besa editrice

    Cos’è oggi un Vescovo? Non ci accorgeremmo dell’esistenza , se non vedessimo talvolta in televisione un sacerdote in abito più “sontuoso” celebrare qualche funerale importante. Tutt’altro in anciem régime. La sua autorità era assoluta, di gran lunga superiore a quella dei governati  civili che , di fatto, si limitavano a eseguire le pene inflitte dalla Chiesa . Il Vescovo, invece, con il suo tribunale “speciale”, poteva comminare- spesso abusando –le più tremende sanzioni capaci di “far rigare dritto” anche il più riluttante dei potenti o comunque procurargli seri guai.
    Il Vescovo Castropietro, il protagonista di questo libro,sarebbe un esempio emblematico del potere della Chiesa. Però nel quotidiano operare non tutte le ciambelle gli riescono col buco. Il suo carattere irruento e un paese che gli rema contro saranno causa di tante rocambolesche disavventure che lo porteranno in un mare di guai. Francesantonio Lopriore Cariglia è nato in Puglia( Vieste) nel 1946 e attualmente risiede in Friuli Venezia Giulia( Gorizia). Cultore di storia sociale con particolare riferimento al  XVIII secolo, è già autore di un fortunato dizionario sui dialetti garganici(AA.VV.Dizionario etimologico sui dialetti garganici,1993). Un Vescovo Scomodo  è il suo primo romanzo.

    sabato 15 settembre 2012

    Ananas e zenzero di Jacqueline Gentile (Besa editrice)



    Marta Sabia ha trentatré anni, vive con Cindy, cura la rubrica della posta del cuore per la rivista femminile “Stelle & Charme” e la sua relazione sentimentale più lunga è durata sei mesi. Quando incontra Andrea, ennesimo flirt di Cindy, e se ne innamora, Marta inizia un processo di confronto con se stessa in cui prende piano coscienza del fatto che l’esistenza da lei condotta non corrisponde ai suoi desideri: le bugie che dice a Cindy le gravano pesantemente sulla coscienza, le vessazioni di Clara, il suo capo, la schiacciano, la gelosia la acceca e i suoi sogni di bambina fanno capolino a ricordarle che non era questo quello che si augurava per il suo futuro. Dopo la partenza di Cindy per gli Stati Uniti, Marta entra in una spirale discendente: si licenzia e, sull’onda della rabbia frammista a dolore, litiga furiosamente con Andrea. Giorni di buio isolamento nella sua casa vuota la trascinano a toccare il fondo costringendola a stare in contatto con la sua sofferenza e con la sua vita oramai svuotata. Ma proprio lì, nella tristezza del niente, Marta ritrova se stessa e il suo amore per Andrea: primi passi di una nuova esistenza tutta da inventare.
    Ananas e zenzero è un romanzo narrato in prima persona, in cui la freschezza dell’ironia e della comicità accompagnano il percorso di crescita di una donna che trasforma un momento di profonda crisi in un’opportunità per poi scegliere coraggiosamente la strada del cambiamento come nuovo progetto di vita.

    Jacqueline Gentile è nata a Brooklyn (New York) nel 1973. Vive a Bari dove svolge la professione di counsellor a orientamento gestaltico e di formatrice. Ha pubblicato la raccolta di racconti Ho scelto me (2007).

    venerdì 14 settembre 2012

    L’autista delle slot di Caterina Emili (Besa editrice)



    Un classico romanzo d’amore e di morte che parte da Milano per attraversare un’Umbria stralunata, fatta di terrecotte e pietre medievali e finire, poi, in Puglia dove tutte le cose assumono il giusto significato.
    La morte di una prostituta scaraventa Vittore, il protagonista, nei territori della sua infanzia, tra leggende e crudeltà, tra poveri e ricchi, mai in pace, mai placati. Disincantato e cinico, Vittore osserva il suo mondo umbro con la piena consapevolezza dell’insieme dei fatti, ma solo nella Valle d’Itria, a Ceglie Messapica, trova risposte che lo ricostruiscono come uomo e come amante. Perché l’amore di Maddalena, la prostituta morta a Milano, ma uccisa in Umbria, lo riaggancia sotto altre forme, riconquistandolo tra masserie in rovina, olivi e ancora pietre.

    Caterina Emili, giornalista, è stata inviato speciale di quotidiani nazionali nel periodo drammatico degli anni di piombo. È stata anche autrice e conduttrice di alcuni programmi radiofonici sulle reti RAI.
    Nata a Roma, dopo aver vissuto in varie città italiane ed estere, attualmente trascorre metà dell’anno in Umbria e l’altra metà in Puglia.

    giovedì 13 settembre 2012

    In libreria Le ultime 5 ore di Douglas Coupland (Isbn)



    Se la vita che definiamo normale cambia all'improvviso - il petrolio schizza alle stelle, l'elettricità si esaurisce, gli aerei smettono di decollare, i cellulari non hanno segnale, la tv non trasmette più, le cose iniziano a esplodere e rilasciare gas tossici - quale miglior posto del cocktail bar di un aeroporto per assistere all'Apocalisse? Al suo interno, asserragliati, ci sono Karen, una madre single che deve incontrare un uomo conosciuto in chat; Rick, barista ex alcolizzato che sta per dare tutti i suoi soldi a un guru del self-help; Luke, il pastore di una piccola città scappato con i soldi destinati alla ristrutturazione della chiesa; Rachel, una ragazza bellissima ma incapace di ogni contatto umano, in cerca di un uomo che la faccia diventare madre. E infine c'è un quinto personaggio nascosto, la voce misteriosa che sembra condurre il gioco. "Le ultime 5 ore" ci interroga su ciò che siamo diventati e su ciò che saremo, quando il tempo in cui viviamo finirà: molto presto.

    mercoledì 12 settembre 2012

    14 Settembre 2012 – “Est/Ovest. Un dialogo tra Puglia e Montenegro”



    Venerdì 14 settembre alle ore 19 presso la nuova sede della Fondazione Museo Pino Pascali a Polignano a Mare, si inaugura la mostra ‘Est/ Ovest, un dialogo tra Puglia e Montenegro’ , una selezione di artisti montenegrini, seconda tappa di un progetto che nasce con l’intento di creare una rete di scambi culturali con i paesi che si affacciano sul mare Adriatico. L’intento è creare un dialogo virtuale e un rapporto vitale tra le due sponde dell’Adriatico, uno spazio visivo nel quale narrarsi e conoscersi, una preziosa occasione per definirsi gli uni rispetto agli altri pur conservando la propria identità per giungere, attraverso il linguaggio dell’arte, ad una pratica culturale collettiva e condivisa. Domenica 16 settembre, alle ore 11, sempre presso il Museo Pino Pascali, sarà la volta di un incontro con la delegazione ministeriale montenegrina e con gli artisti ospiti della mostra. La mostra presenterà sei artisti montenegrini: Irena Lagator, Danijela Mrsulja, Marija Popovic e Natalija Vujosevic conosciute in Montenegro e all’estero, due giovani artisti selezionati dall’Accademia di Belle Arti di Cetinje, Ana Pejovic e Djordje Rasovic.

    La mostra sarà inaugurata dall’Assessore della Regione Puglia al Mediterraneo Turismo e Cultura Silvia Godelli,dal Vice Ministro della Cultura della Repubblica del Montenegro Dragica Milic, dal Presidente della Fondazione Pascali Sindaco di Polignano Domenico Vitto, dal Console del Montenegro a Bari Luigi Morfini.

    Besa Editrice ha realizzato il catalogo della mostra “Est/Ovest. Un dialogo tra Puglia e Montenegro”. La condivisione tra le diverse culture, la creazione di ‘ponti’ di comunicazione tra l’Est e l’Ovest, le traduzioni dei capolavori ma anche delle nuove voci provenienti di là dall’Adriatico, sono i segni distintivi della produzione di Besa Editrice, che con la realizzazione di questo catalogo manifesta la sua vicinanza ai linguaggi di un arte ad ampio raggio, agli artisti e alle manifestazioni di rilievo che li uniscono in un percorso dove la cifra più importante, da sempre, è il dialogo.

    Sono ospitati, nel catalogo di “Est/Ovest. Un dialogo tra Puglia e Montenegro”: Irena Lagator Pejovic, Ana Pejovic Knezevic, Danijela Mrsulja Vasic, Dorde Rasovic, Marija Popovic, Natalija Vujosevic, Lida Abdul, Miki Carone, Donna Conlon, Adrian Paci, Dario Agrimi, Cristina Bari, Raffaele Fiorella, Michele Giangrande, Claudia Giannuli, Pierpaolo Miccolis, Francesco Schiavulli, Francesca Speranza, Giuseppe Teofilo, Nicola Vinci

    “Est/Ovest. Un dialogo tra Puglia e Montenegro” nasce da una collaborazione tra il Museo Fondazione Pino Pascali (Fondazione museale dedicata all’arte contemporanea partecipata dalla Regione Puglia) e il Ministero della Cultura della Repubblica del Montenegro, con il supporto della Regione Puglia, del Consolato del Montenegro di Bari e della Fondazione Gramsci Puglia.

    Questa mostra nasce come prosecuzione ideale di un progetto che è stato già ospitato a Cetinje, capitale culturale della Repubblica Montenegrina, dove si è potuta apprezzare un’interessante collettiva di artisti pugliesi, insieme a una selezione di opere video di artisti presenti nella collezione del Museo Pino Pascali.

    Il progetto, a cura di Rosalba Branà con la collaborazione di Antonio Frugis e Mariapaola Spinelli, è stato ospitato nel maggio scorso a Cetinje, capitale culturale della Repubblica Montenegrina, con una collettiva di artisti pugliesi e una selezione di opere video di artisti provenienti dalla collezione del Museo Pino Pascali. Coordinamento generale: Natale Parisi, Fondazione Gramsci di Puglia.

    Coordinamento generale: Natale Parisi, Fondazione Gramsci di Puglia.


    "Est/Ovest. Un dialogo tra Puglia e Montenegro" - venerdì 14 Settembre 2012  ore 19.00
    (Inaugurazione della Mostra “Est/Ovest. Un dialogo tra Puglia e Montenegro”)
    Domenica 16 Settembre 2012 ore 11.00 - Incontro con la delegazione ministeriale montenegrina e con gli artisti ospiti della mostra

    Museo Pino Pascali
    Via Parco del Lauro, 119 – Polignano a Mare (Ba)
    dal 14/09 al 14/10

    aperta al pubblico a partire dal 15 settembre
    tutti i giorni in orario 11.00/13.00 – 17.00/21.00
    (chiuso il lunedì)









    “Gli studenti raccontati dall’insegnante scrittrice”. “Il tempo che ci vuole” (Besa) di Francesca Palumbo su “Billy, il vizio di leggere”



    Francesca Palumbo partiva avvantaggiata, lei gli studenti li conosce bene, insegnando.
    Ma il vantaggio poteva ribaltarsi facilmente, perché non sempre è facile tradurre in un romanzo il mondo scolastico.
    Francesca Palumbo invece c’è riuscita e il suo “Il tempo che ci vuole” (Besa) è un romanzo che coinvolge e colpisce, perchè riesce a tratteggiare storie contemporanee, immaginate, ma reali, che ci costringono a riflettere sul vuoto esistenziale che provoca la nostra mancanza di tempo, attenzione, partecipazione.
    La crisi della studentessa protagonista, il difficile dialogo che prova a imbastire con l’insegnante, le pareti quasi isolate acusticamente di genitori distanti e chiusi ossessivamente nei loro fallimenti, l’amore che si spezza in nome dell’egoismo edonista, ci fanno immergere in una storia italiana dove protagoniste sono la scuola e la famiglia. Diversa la scuola da come possiamo immaginarcela, se tanti anni fa ci siamo lasciati alle spalle il suono della campanella.
    L’impegno e la partecipazione sono un quadro ingiallito, l’urlo muto della solitudine dei giovani è una richiesta di aiuto troppo spesso inascoltata. La famiglia è una stazione di passaggio, non delle diligenze di un tempo, ma di noi tarscinati dal nocchiero moderno, il tempo accelerato, sovrano dispotico delel nostre vite, che ci costringe a correre sempre più velocemente, rinunciando all’ascolto, alla parola, all’abbraccio, impossibile senza una sosta.
    Il diverso, che vive di lentezza e sguardo lungo, riuscirà a deviare l’epilogo violento. “Il tempo che ci vuole” (Besa) crediamo che sia il romanzo giusto per iniziare la scuola, per genitori e studenti. Un libro letto e consigliato dai “viziati”.

    Merita le tre penne di Billy



    Info:


    Monica Dionubile ha quasi diciassette anni, vive a Bari insieme a sua madre Laura che è malata di depressione e passa la sua vita a tormentare la figlia. Dunia Bonerba è figlia unica di Luca e Marina; i suoi genitori sono una coppia serena che regala sensibilità e spensieratezza a una ragazzina semplice, a tratti ingenua e molto legata a Monica, sua compagna di classe. Le due ragazze si completano a vicenda: la leggerezza di una si unisce alla complessità dell’altra, è come se tra di loro ci fosse un accordo di “mutuo soccorso” di cui, in realtà, è solamente la giovane Dionubile ad aver bisogno. Lei è così intristita e poco interessata alla sua vita da vivere alla giornata. È così profondamente sola e disillusa che anche l’avvenimento di aspettare un bambino, naturalmente non desiderato, è affrontato nella più completa apatia. Il ginecologo che segue distrattamen te l’aborto è Carlo, marito di Giulia, amico di vecchia data di Luca e Marina, che racconta all’uomo di avere l’ennesima relazione extraconiugale. La donna per la quale ha perso la testa si chiama Roberta Mori ed è la psicanalista che ha in cura la madre di Monica. In questo disfacimento quasi totale, il porto franco di Monica è la casa di Dunia, dove ha la possibilità di conoscere suo nonno che, molto malato, ogni volta che la vede la scambia per la sua amata moglie Ornella oramai morta da tempo. C’è poi il rapporto speciale con il suo professore di lettere, Girardi, un docente atipico che ascolta i suoi alunni, li osserva e non si limita a etichettarli con un numero sul registro o un cognome da ricordare al momento dell’interrogazione.
    Testimone oculare delle storie di ognuno di questi personaggi è il barbone Lacca, un tenero clochard che costruisce piccoli portacenere colorati in latta e che ha un ruolo determinante nel destino di Dunia e Monica.

    martedì 11 settembre 2012

    Miti d'oggi di Marino Niola (Bompiani). Intervento di Nunzio Festa



    Prima di tutto non invecchiare. Ma, comunque, poi, non dimenticare i compleanni; o te ne ricorderà fb (facebook, per chi non l'avesse capito): altrimenti non sei trendy: e soprattutto vorrà dire che dimostri di non aver scoperto i miti della società successiva a Barthes. L'antropologo Marino Niola, quasi aggiornando - appunto - la lezione di Roland Barthes, ragiona sui mitoidi dei nostri tempi. Spiegando, nello specifico, cosa sono e che rappresentano: blog, card, classifiche, compleanni, corpo, doni, ferragosto, giovinezza, allhoween, happy hour, ilife, la fine del mondo, l'etico, lotterie, low-last, madre teresa, magrezza, mostri, natale, natura, nuvole digitali, outlet, pop star, potere e seduzione, rifarsi, rottamazzioni, slow food, spa, stranieri, suv, tattoo you, tecnoleggende, twitter generation, vegetariani. "Simboli che danno corpo a sogni e incubi, passioni e ossessioni del presente. Ologrammi della mutazione antropologica di cui siamo attori e spettatori, questi oggetti-concetti hanno gli stessi caratteri del nostro tempo. Leggerezza, virtualità, precarietà. A differenza dei miti antichi, che erano grandi narrazioni fatte perdurare, quelli contemporanei sono frammenti d'immaginario a tempo determinato. Sono mitoidi, schegge luminose che si staccano da una realtà che cambia alla velocità della luce e come asteroidi infiammano l'etere con la loro luce effimera". E la descrizione delle "nuove icone della vita quotidiana" nessuno è in grando di mostrarla. Lo scorrevole, fluido e illuminato discorso di Niola, e si pensi che si tratta d'una raccolta di scritti, rende gradevole l'analisi di contenuti che sappiamo supportati dalle nostre stesse esistenze, dai nostri comportamenti e da quallo che l'uomo combina. Per avere un'idea più precisa, si prendano le righe che ci dicono d'Hallowee: oltre la certezza oramai appurata del carattere d'oggetto e abitudine d'importazione logata Usa. In quanto, insomma, il saggista ci racconta in che maniera adesso e sempre di più bisogna leggere il passeggio di zucchine e bare non solamente in qualità di materia da villaggio globale solo sorella della coca cola. Perché, alla fine, invece, dobbiamo chiederci che cosa pensiamo nel 2012 della morte. Che rapporto abbiamo con la morte? Ma, ancora, con la paura in genere? Volendo continuare a sfogliare l'agile libretto. Pure con la convinzione che specie nelle riflessioni su velocità e lentezza, si sofferma l'autore. Nonostante, alla fine, Marino Niola non l'abbia voluto affatto, inoltre, i dubbi nostri sulla missionaria albanese Madre Teresa non possono che aumentare.


    lunedì 10 settembre 2012

    Economia dell'abbastanza. Gestire l'economia come se del futuro ci importasse qualcosa di Diane Coyle edito da Edizioni Ambiente (Intervento di Vander Tumiatti Fondatore di Sea Marconi Technologies)



    Tra le letture che mi hanno maggiormente colpito di recente, c’è una delle ultime pubblicazioni di Edizioni Ambiente, un editore che seguo da tempo e con grande interesse. Sto parlando del lavoro di Diana Coyle, dal titolo “Economia dell'abbastanza. Gestire l'economia come se del futuro ci importasse qualcosa”. Diana Coyle ha conseguito un PhD in economia ad Harvard e guida una società di consulenza specializzata in tecnologia e fenomeni della globalizzazione ed è inoltre autrice di diverse pubblicazioni scientifico – economiche e consigliere della BBC, nonché visiting professor alla University of Manchester.
    Il libro in questione è già diventato un caso letterario negli USA, ma va letto soprattutto perché ci fa riflettere su una necessità di fondo che sembra richiedere, e in maniera sempre più stringente, risposte serie e concrete: occorre pensare  un altro modo di concepire l’economia, e di farla, perché al di là di ogni ragionevole dubbio il sistema va radicalmente cambiato, partendo proprio da una riorganizzazione delle libertà che coinvolgono diversi settori della società, e della produzione. E’ giunto insomma il momento di elaborare una nuova sintesi, un grande piano di fuga, un’ idea che possa risolvere le quattro emergenze parallele dell'economia, della politica, della natura, e della morale.
    Domanda: è possibile cambiare? E’ possibile cioè ridiscutere i termini di ciò che fino ad oggi ha rappresentato la struttura della nostra economia su scala planetaria? Nel bel mezzo di una gigantesca crisi finanziaria, l’economia non guarda più a sé stessa come a un possibile interlocutore con la realtà sociale. Anzi, ha abbandonato proprio del tutto la “questione”. Non è possibile formulare delle risposte, proporre alternative se prima non si comprendono a fondo i termini di questa deriva economica, i nodi insoluti, i meccanismi e le contraddizioni che hanno inceppato il sistema con conseguenze pesantissime. Per la Coyle sono cinque le sfide da affrontare per cercare di lasciarci alle spalle questo consumismo distruttivo: Felicità, Natura, Posterità, Equità, Fiducia. Ed ecco il suo “Manifesto dell'Abbastanza” nel quale pone le regole per consumare evitando di distruggere, edificare  una società meno stressata, e lasciare ai nostri figli un futuro più sereno. All'origine dei nostri probemi, spiega la Coyle in un'analisi  che potremmo definire “ideologica” e che sta raccogliendo vasti consensi a prescindere dagli orientamenti politici, è la caduta verticale del nostro "capitale sociale". Cioè la fiducia che abbiamo nei nostri concittadini, nei nostri governanti, nelle élite, nelle istituzioni.
     
    Ma gli spunti di riflessione che l’autrice propone in questo libro sono molteplici e rappresentano un vero e proprio percorso esplorativo all’interno di un’economia che fondamentalmente disprezza e non riconosce la categoria del “futuro sostenibile”. Già, perché l’umanità è giunta a produrre non solo più di quanto le necessita ma ha accantonato, quasi con noncuranza, l’idea di un approccio critico al consumo, da qualsiasi punto di vista si voglia considerare il termine CONSUMO.  Il saggio di Diane Coyle si offre al lettore come pubblicazione che allo stesso tempo propone una sfida e tenta di costruire  una speranza: la sfida sta nel pensare ad un salto di paradigma che ridisegni i meccanismi economici e finanziari, il sogno invece accarezza la volontà di individuare operativamente tutte le vie d’uscita che ci permettano di realizzare il tipo di società in cui vorremmo vivere, ritrovando la fiducia indispensabile per continuare a crescere, ma in modo più sano e consapevole. Il libro è inoltre da apprezzare per le riflessioni della scrittrice su ambiente e natura, sistemi che non possono essere trascurati dal momento che è sempre più indispensabile un’inversione di tendenza al fine di eliminare le emissioni di C02 e i consumi di energia in tutto il mondo, soprattutto nei paesi maggiormente industrializzati. Anche se per fare questo occorrerebbe un vasto consenso internazionale in materia ambientale, cosa che oggi appare quasi un sogno e,  ancor più di un sogno, irraggiungibile.

    Economia dell'abbastanza. Gestire l'economia come se del futuro ci importasse qualcosa
    di Diane Coyle (intervento apparso sul Paese Nuovo del 7 settembre 2012)

    domenica 9 settembre 2012

    Glocal Editrice presenta “NEL CORO DEGLI UMILI. La testimonianza di padre Antonio Febbraro. Persone, luoghi, letture e immagini del Salento” di Giuseppina Pizzileo



    Fresco di stampa, il volume della Glocal Editrice “NEL CORO DEGLI UMILI. La testimonianza di padre Antonio Febbraro. Persone, luoghi, letture e immagini del Salento” (agosto 2012, pagg. 128, euro 14,00) propone una biografia sulla figura e sulla vita del padre francescano salentino. L’opera postuma di Giuseppina Pizzileo, laureata in Beni culturali, è stata completata e curata dallo stesso protagonista del libro. La singolare circostanza ha fatto sì che, di fatto, due storie s’intrecciassero in questo volume: da una parte la ricerca biografica che Giusy Pizzileo stava portando avanti sul padre francescano è stata bruscamente interrotta dal male incurabile che l’ha portata via giovanissima; dall’altra l’impegno dello stesso padre Antonio nel sostenere e favorire il suo interesse letterario, contribuendo a rendere meno duri i lunghi mesi di malattia. Il rapporto di umana solidarietà e fratellanza che si era instaurato tra i due, entrambi consapevoli dell’insidia del male incur abile, ha poi spinto padre Antonio a completare la ricerca dopo la scomparsa dell’autrice: un modo per far continuare a vivere Giusy nel suo ricordo e in quello dei suoi amici, dei suoi familiari e, in particolare, di suo marito, Antonio, che ha voluto poi dare alle stampe questo lavoro. Il libro, quindi, nel raccontare la storia di padre Antonio racconta in sostanza anche quella di Giusy, che non voleva arrendersi e ha voluto conservare integra la sua curiosità e fecondità intellettuale fino alla fine. Un intreccio di storie che mette in risalto l’umanità dei protagonisti e che questo libro contribuisce a far conoscere e a tenerne viva la memoria. Giusy Pizzileo ha documentato con questo lavoro l’iter ambientale, umano e culturale di padre Antonio Febbraro ed ha selezionato alcuni brani editi coordinandoli in antologia. La narrazione raccolta da Giusy si colloca sostanzialmente nel Salento tra la seconda guerra mondiale e i nostri giorni. Ogni storia ha un contesto socio-am bientale, un inizio, uno sviluppo, un epilogo. Il protagonista di questa storia è il coro degli umili composto da contadini e casalinghe, da emigrati ed operai. In questo coro padre Antonio Febbraro svolge il ruolo del solista. Il modulo narrativo è diretto, personale. Egli interpreta ed esprime la secolare attesa di una comunità contadina che un proprio figlio desse voce alla loro bocca muta e desse senso alla loro fatica senza senso. L’affermazione di fondo è che di quella comunità padre Antonio è nello stesso tempo diretto testimone e sogno realizzato.

    GlocalEditrice.it

    sabato 8 settembre 2012

    In libreria per Besa editrice “Il cuore della terra” Svetislav Basara



    Il cuore della terra è un romanzo basato dall’inizio alla fine su falsi storici e falsi letterari. Il falso storico è quello del ritrovamento a Cipro di un manoscritto nel quale un anonimo scrittore racconta i giorni del soggiorno di Friedrich Nietzsche nell’autunno del 1892 nell’isola, dove il filosofo si era rifugiato nel tentativo di liberarsi dall’influenza malvagia di Richard Wagner. In questa saga della finzione Nietzsche appare come un uomo mite, ossessionato da un demoniaco Wagner. Da questa invenzione letteraria prende le mosse Svetislav Basara per scrivere un romanzo folle e affascinante, dove il vero e il falso si mescolano, i documenti reali sono contraddetti da documenti apocrifi, inserti filosofici tratti dalle opere di Nietzsche sono piegati a supporto di tesi insostenibili. L’ironia devastante di questo grande romanzo satirico non si placa mai, Basara procede a colpi d’ascia, chiudendo l’opera con una serie di testimonianze (finte, naturalmente) di uomini eminenti su Nietzsche: Gillo Dorfles, Günter Grass, Salvador Dalí, Sigmund Freud, Andy Warhol, Emil Cioran, fino a un fulminante John Wayne.

    Svetislav Basara, nato nel 1953 a Bajina Bašta in Serbia occidentale, alla frontiera bosniaca, è uno dei più grandi scrittori della letteratura serba. Autore di più di venti opere letterarie, romanzi, saggi, ha ricevuto numerosi premi tra i quali il premio NIN per il migliore romanzo breve pubblicato in Serbia nel 2006, Uspon i pad Parkinsonove bolesti (Ascesa e caduta del morbo di Parkinson). Il suo romanzo Fama o biciklistima (Quel che si dice dei Ciclisti Rosacroce) è stato proclamato nel 1988 dai critici serbi uno dei dieci romanzi migliori degli anni Ottanta.




    Visto di transito di Nikolaj Stoyanov (Besa editrice)



    Un errore di prospettiva in un quadro d’autore, i capricci di un palloncino nel cielo di Stoccolma, un campanaro sordo, una strada inagibile, un cigno morto sulle acque dello Spree, uno specchio nostalgico dei suoi vecchi proprietari, una misteriosa guida trovata in un’agenzia di turismo, una visita a un castello sito in un borgo slovacco…
    Un giro del mondo in cui l’occhio del viaggiatore rivela l’insolito fino a quei luoghi ai quali il turismo di massa sembra aver tolto qualsiasi mistero. Una costruzione a spirale in cui i racconti aumentano di volume fino al cuore della chiocciola testuale per poi diminuire di nuovo fino agli ultimi pezzi/frammenti di quel viaggio, metafora del cammino umano.


    Nikolaj Stoyanov è nato nel 1948 a Karlovo (Bulgaria). Fondatore nel 1989 di “Biblioteka 48”, una delle prime case editrici private in Bulgaria, traduce in bulgaro autori francesi come Patrick Modiano o Françoise Sagan. È autore di una decina di libri (racconti, novelle, saggi e romanzi) tradotti in più lingue e di moltissime sceneggiature per la televisione.


    Anteprima: “Tramontana” di Giuseppe Calogiuri (Lupo Editore). In libreria dal novembre 2012



    "Una inquietante sequenza di oscure morti e sparizioni agita le acque di una tranquilla cittadina del sud coinvolgendo indistintamente rampolli di buona famiglia, onesti professionisti e modesti lavoratori. L’apparente gratuita casualità dei fatti mette in allerta il fiuto di Michelangelo Romani, giornalista del Messaggero Quotidiano, e di Sandro Gennari, direttore di TeleCittàUno, che decidono di investigare nonostante la servile prudenza dei rispettivi editori quando l’indagine sembra infastidire le poltrone di politicanti affaristi o turbare antiche coscienze. Affiancati dalla fedele Carla, i due amici si mettono ostinatamente in cerca di polverosi “scheletri” negli armadi più insospettabili, seguendo l’esile filo di una traccia che appare sempre più sfuggente, in attesa del segnale anomalo rivelatore. Cosa sa il vecchio colono Antimo? E chi è il cinico giustiziere?"
    Un giallo tutto salentino in cui lo studio delle atmosfere d’ambiente si sposa con la scrittura elegante e il gusto della suspense.



    Info:
    http://www.lupoeditore.it
    0832949510

    venerdì 7 settembre 2012

    I SUSSURRI DELLA NOTTE di Jeaniene Frost (Collana Tif Extra – Fanucci). In libreria dal 27 settembre 2012



    Ormai diventata un vampiro a tutti gli effetti, Cat deve affrontare il problema della sua singolarità: lei non si nutre di sangue umano, ma di quello dei vampiri stessi, di cui assorbe poteri e abilità che non è ancora in grado di gestire. È per questo che Apollyon, il capo dei ghoul, non ha desistito dal suo proposito: continua a predicare che la Mietitrice Rossa è pericolosa perché ‘diversa’. Nel tentativo di sconfiggere Apollyon senza trasformarlo in un martire, Cat, Bones e tutta la loro squadra dovranno muoversi con molta cautela, capire da che parte sta, dopo la morte del suo signore Gregor, Marie Laveau – la regina dei ghoul di New Orleans, detta anche Majestic – scansare gli attacchi di un altro clan che vorrebbe eliminare una volta per tutte la Mietitrice Rossa, e fare affidamento su tutti gli amici che possono trovare. A partire dal fantasma Fabian, sempre desideroso di dare una mano, a Dave, che si offre d’intrufolarsi come spia in gruppo di ghoul fanatici... fino ad arrivare a Denise, con le sue nuove abilità di mutaforma e infine a Timmie, l’ex vicino di casa di Cat diventato un reporter freelance a caccia di scoop sui vampiri.


    Jeaniene Frost vive in Florida con suo marito e il loro cane. Di sé le piace dire che, nonostante non sia un vampiro, ha la pelle molto chiara, adora vestirsi di nero e dormire di giorno. Nella serie The Night Huntress, Fanucci Editore ha già pubblicato La cacciatrice della notte, La regina della notte, L’urlo della notte e L’odore della notte; della serie The Night Huntress World, Crepuscolo cremisi e Il bacio eterno dell’oscurità. I romanzi di Jeaniene Frost sono stabilmente ai vertici della classifica del New York Times.


    Voyeur di Aleksandar Prokopiev (Besa editrice)



    DAL VINCITORE DEL PREMIO BALKANIKA 2012 - Uno scrittore alle prese con quello che sembra essere il romanzo della sua vita scrive racconti erotici per sopravvivere. Un ingegnere macedone viene assoldato da una ditta americana per partecipare ai lavori di ricostruzione del paese dopo la guerra. La giovane Jana è l’inconsapevole oggetto del desiderio di un uomo ben più grande di lei, che in passato è stato innamorato di Maria, sua madre. Nel romanzo di Prokopiev, i vari personaggi si sovrappongono e si confondono, in una narrazione tutta al presente in cui i piani temporali – la Skopje degli anni ’60 e il periodo successivo al recente conflitto macedone – si intersecano creando un’atmosfera di corrispondenza e sovrapposizione, un mondo onirico dell’ossessione in cui tutto alla fine ha un suo significato.

    Aleksandar Prokopiev (Skopje, 1953), scrittore e saggista, ha pubblicato i seguenti libri di racconti: Il giovane maestro del gioco, ...Ovvero..., Navigare verso il Sud, Ars amatoria, 77 antiistruzioni per l’uso personale, e i seguenti saggi: Ma, il Calimacco fu postmodernista, anche lui?, I viaggi della fiaba, Il Babele postmoderno. I suoi racconti sono stati tradotti in diverse lingue.

    giovedì 6 settembre 2012

    Migrazione, solidarietà e sviluppo nel Mediterraneo del terzo millennio di Giuseppe Marchionna. Con prefazione di Nichi Vendola (Besa editrice)



    Riesaminare oggi quello che accadde venti anni fa a Brindisi può offrire lo spunto per approfondire le ragioni della caduta dei regimi autoritari dei Paesi del Nord Africa; per ragionare sulla spinta democratica e innovatrice che sale dalle nuove generazioni arabe che non vogliono cadere nella disperazione della prospettiva terroristica; per riflettere sulle motivazioni e sulle modalità dei nuovi flussi migratori che attraversano il Mediterraneo; per immaginare le risposte che non solo l’Europa e l’Italia, ma soprattutto le regioni meridionali italiane, e la Puglia in particolare, sono chiamate a fornire in termini di solidarietà e di sostegno allo sviluppo di quei Paesi che ormai sono divenuti strategici anche per la definizione delle nostre prospettive di crescita. In ogni caso, un fatto appare già chiaro e incontrovertibile: riusciremo a superare questa nuova prova solo se sapremo riannodare i fili dell’antica comunità mediterranea, in ciò riproponendo con più forza e convinzione la più antica delle vocazioni di questo Paese, quella di guardare al mare e ai mondi che si schiudono al di là del mare.

    Giuseppe Marchionna (1953), esperto di politiche di programmazione economica territoriale, è da tempo impegnato nella ricerca di un rinnovato rapporto tra economia e cultura fondato sulla valorizzazione delle risorse umane del territorio. Lungo questa linea sostiene la necessità di un approccio mediterraneo alle questioni della crescita civile, culturale ed economica della Puglia e, più in generale, del Mezzogiorno d’Italia. È stato Sindaco di Brindisi dall’agosto del 1990 al dicembre del 1992, affrontando da quella scomoda postazione l’emergenza dello sbarco di decine di migliaia di profughi albanesi nel marzo del 1991.

    mercoledì 5 settembre 2012

    MOSTRI di Josè Gill (Besa editrice)



    Qual è la relazione tra “mostruosità” e “normalità” nel secolo di Kafka e della genetica e qual era ai tempi dei bestiari fantastici? Quali i confini tra umano e inumano o tra fisico e mentale nell’era della psicoanalisi e in quella della teologia? Un’indagine erudita e brillante che esamina la posizione e il peso avuti dal mostro – inteso sia come individuo nato deforme, sia come esemplare di una “razza diversa” – nel pensiero occidentale. Dalle questioni di ermeneutica biblica alla svolta cartesiana, gli uomini – dice Gil – hanno avuto bisogno dei mostri per diventare umani. Controversa costruzione di un’identità, testimoniata anche dai racconti di viaggiatori reali e immaginari che, dai confini della Terra, descrivevano uomini con un solo piede, Grifi, Antipodi, o magari gli Indios del Brasile, sulla cui umanità o bestialità ancora ci si interrogava. A dimostrazione, forse, che ogni teratologia, come ogni teologia, è un’antropologia, un’incessante ricerca dell’“Altro”.



    José Gil è docente di filosofia presso la Universidade Nova di Lisbona. Autore di numerosi saggi sui rapporti cultura-potere-corpo, ha esteso il suo ambito di ricerca allo spettacolo (in particolare alla danza), fino a toccare le dinamiche testuali in poesia (soprattutto in Fernando Pessoa) e le strategie discorsive dei regimi dittatoriali (specie del Portogallo di Salazar). Tra i suoi titoli: Metamorfosi del corpo (Lisbona 1981), Un’Antropologia delle forze (Einaudi, Torino 1983), Differenza e negazione nella poesia di Fernando Pessoa (Lisbona 1999).

    Vittoria Coppola a Libri nel Borgo Antico a Bisceglie



    Dal 4 al 9 settembre 2012 rassegna in programma a Bisceglie “Libri nel Borgo Antico 2012“. Antiche piazzette medievali riscaldate dal sole del finir dell’estate, l’aria del mare che soffia tra i suggestivi vicoletti del borgo antico, decine di scrittori, politici e giornalisti che conversano attorno a pubblicazioni fresche di stampa e migliaia di appassionati della lettura che assistono ai dibattiti pomeridiani e serali. che vedrà decine di autori presentare le ultime fatiche editoriali. Nelle passate edizioni sono stati in migliaia ad attraversare i vicoletti e ammirare le meraviglie del suggestivo centro storico. Un tesoro a cielo aperto, quello del borgo medievale, fatto di scorci che raccontano fino in fondo il vissuto antico e nobile di una cittadina di mare. Da alcuni anni, infatti, un esercito di scrittori affermati si riversa nelle incantevoli piazzette di Bisceglie e sulle antiche mura affacciate sull’Adriatico. Merito di un evento diventato un autentico punto di riferimento nel panorama degli incontri letterari nazionali. Con il centro storico che si anima e pullula di migliaia di visitatori accomunati dalla passione per la lettura e per le affascinanti tradizioni del meridione. L’edizione 2012 spicca per ampiezza e qualità del parterre degli ospiti. Saggisti e politici, narratori e giornalisti, volti noti dello sport e dello spettacolo: tutti autori di successo che troveranno il contesto ideale per presentare le proprie opere e dibattere delle tematiche più attuali. Angelino Alfano, Luca Barisonzi, Fausto Bertinotti, Pietrangelo Buttafuoco, Donato Carrisi, Letizia D’Attoma, Luca De Gennaro, Ciriaco De Mita, Cristiano Militello, Martina Colombari con Luca Serafini, Alessandro Placidi, Angelo Polimeno, Gennaro Sangiuliano, Tiberio Timperi, Maurizio Tortorella e Marcello Veneziani. Sono soltanto alcuni dei protagonisti annunciati. Molti altri hanno già confermato la loro presenza e altri lo faranno a breve. Spazio importante è poi riservato ai talenti in erba e alle case editrici del territorio. Insomma, un autentico salotto letterario all’aperto, oltre che a ingresso libero. Non resta che accomodarsi e godersi sabato 8 settembre 2012 alle ore 18,30 la presentazione de “Gli Occhi di mia figlia” di Vittoria Coppola (Lupo – EdizioniAnordest)

    Quale ruolo gioca il destino nello svolgersi della nostra esistenza? E quanto di "nostro" c'è invece nell'imboccare strade sbagliate che porteranno inevitabilmente all'infelicità? In questa storia di "non detti", in cui egoismi e fragilità vanno a comporre un perfetto, perverso incastro, è rappresentato il misterioso e contraddittorio universo dei sentimenti umani: non basta essere genitori per saper comprendere i propri figli ed amarli come meritano; non basta essere giovani e di cuore aperto per essere pronti ad affrontare la vita, né essere innamorati per non farsi complici della propria ed altrui sofferenza. Dana, pur nei privilegi di ragazza circondata da benessere e raffinatezza, è soffocata dalla coltre iperprotettiva di una madre che ha deciso il suo futuro, ma la sua passione per André, fascinoso pittore di donne senza sguardo, si rivela una fuga più grande della sua acerba giovinezza, incapace di reggere all'infrangersi di un sogno. Armando, l'uomo che le offre un amore devoto e remissivo, nasconde un segreto destinato ad esplodere in modo bruciante. Eppure esistono legami che sopravvivono al tempo e sono pronti a riservare luminose sorprese, nei giochi del caso e nel risveglio di coscienze troppo a lungo sopite. Una storia di solitudini e di scelte, nella quale regge sovrana la solidità dell'amicizia, l'unica che non tradisce.

    Info:
    tel. 0832-949510

    martedì 4 settembre 2012

    I segreti d'Italia. Storie, luoghi, personaggi nel romanzo di una nazione di Corrado Augias (Rizzoli)



    Leopardi l'ha percorsa a disagio, sballottato in una carrozza, Shelley ci ha lasciato la vita, Garibaldi la salute: è l'Italia, da tempo immemorabile vituperata e ammirata, un Paese che pensiamo di conoscere ma che nasconde in ogni città, in ogni suo angolo un segreto. Compreso il più sconcertante: come mai le cose sono andate come sono andate? Come ha potuto diventare, questa penisola allungata di sbieco nel Mediterraneo tra mondi diversi, allo stesso tempo la patria dei geni e dei lazzaroni, la culla della bellezza e il pozzo del degrado? Questo libro tenta una spiegazione in forma di racconto, accompagnandoci dalle cupe atmosfere della Palermo di Cagliostro all'elegante corte di Maria Luigia a Parma, dalla nascita del ghetto di Venezia alla eroica fiammata dell'insurrezione napoletana contro i nazisti. Nel suo racconto dell'antropologia italiana, Augias mette a confronto due libri antitetici come "Cuore" di De Amicis e "Il piacere" di D'Annunzio, ricorda le truci storie di briganti che affascinarono Stendhal, celebra la resurrezione postbellica di Milano attraverso le glorie della Scala e del Piccolo Teatro, ma constata anche la decadenza di una classe dirigente... Il risultato è il romanzo di una nazione, i cui protagonisti sono i luoghi, le opere, i monumenti, gli angoli oscuri del nostro Paese, le pagine della sua letteratura ma anche le storie esemplari terribili nascoste nelle pieghe della cronaca. Perché è la memoria della storia, dell'arte e del sangue - che fa degli italiani quello che sono.

    lunedì 3 settembre 2012

    Una ricetta per la felicità di Chiara Curione (Besa collana Negroamaro) a LIBRI NEL BORGO ANTICO



    Una ricetta per la felicità di Chiara Curione (Besa collana Negroamaro) sarà presentato il 4 settembre alle 19.00presso Palazzo Ammazzalorsaa Bisceglie (BT) nell'ambito della manifestazione LIBRI NEL BORGO ANTICO.

    “Una ricetta per la felicità è una saga familiare. La vicenda parte nei primi decenni del Novecento, quando Lucia comincia a lavorare come domestica presso una ricca famiglia di un paese della Puglia. Lucia è una ragazzina povera con un’intelligenza fuori dal comune e un carattere deciso con cui si impone a tutti, riuscendo a diventare il perno della vita familiare. Una presenza indispensabile nella casa in cui si nasconde un segreto e dove nascono amori contrastati. Intanto Lucia scrive un diario che è anche un ricettario. Ogni ricetta è ricordata in base a un avvenimento particolare. Così la narrazione continua nell’alternarsi di capitoli di storia passata con gli anni del Fascismo, della guerra, e della difficile ripresa economica, a quelli del tempo presente. La protagonista del tempo presente è la nipote di Lucia che decide di lasciare il lavoro di insegnante precaria al Nord e si trasferisce con il marito e i figli in Puglia. Qui comincia una vita ben diversa da quella che aveva immaginato ristrutturando il palazzo nel paese in cui aveva vissuto la nonna, di cui ritrova il diario, scoprendo incredibili relazioni di parentela. Il coraggio e la voglia di non arrendersi sono le qualità che accomunano le protagoniste. Nel diario di Lucia sono descritte ventidue ricette tipiche della tradizione pugliese. Qui l’arte culinaria non è fine a sé stessa, ma diventa espressione di sentimenti creatività ed espressioni. Il personaggio di Lucia si ispira, nel carattere, a una donna realmente esistita. Lo spiega Pino Aprile, nella sua prefazione ricordando la zia.”


    domenica 2 settembre 2012

    Stelline e stellette di Pino Olivieri (Besa editrice)



    Stelline e stellette nasce da un antimilitarismo che per essere militante è costretto alla violenza. Cinque ragazzi si ritrovano in una caserma a metà degli anni Settanta. Formati secondo un’ideologia marxista e, sotto molti aspetti, libertaria e anarchica, abituati a parlare, sempre pronti a un dialogo che fosse costruttivo, a interiorizzare sensazioni e vicende che andavano a comporre la loro personalità, contrari al militare e a ogni forma di potere, si ritrovano strappati al loro mondo e messi a confronto con un potere militare che non dà spazi, è repressivo e violento. La loro insofferenza cresce fino a diventare insostenibile. Spinti in azioni clamorose, dilaniati da dubbi e ripensamenti, finiscono in una spirale di violenza da cui non riescono più a uscire.


    Pino Olivieri è nato in Puglia 57 anni fa. Trapiantato a Torino all’età di due anni, ha sempre vissuto in questa città, con una parentesi di due anni a Londra. Influenzato, in gioventù, da una Torino piena di fermenti, si è avvicinato agli ambienti libertari, in cui ha acquisito valori e prese di posizioni che ancora custodisce. Stelline e stellette è il suo primo romanzo.

    sabato 1 settembre 2012

    'Oggi si è fatto giorno' di Gianni Sutera (Il Mio Libro)



    E' la notte che spinge l'autore a creare i suoi racconti e quando arriva il giorno la storia trova la sua strada. E' un viaggio in cui il lettore incontra personaggi che popolano la terra di Sicilia. Ci porta per mano nelle vie strette e sghembe, nei patio, all'ombra delle chiese maestose e barocche, nell'aria resa calda dal sole, nelle piazze ombrate dalle palme, davanti ad antichi, nobili palazzi dove, scolpiti sulla dura pietra, fanno da testimoni volti secolari. Volti resi ora tristi, ora feroci, ora ironici da abili mani di scalpellini come a voler sottolineare la durezza della vita fatta di piccole quotidiane storie. Ed è in una di queste storie che il lettore viene coinvolto tanto da renderlo personaggio a sua volta come nella ballata di un cantastorie.

    “Carmelo Bene alle cinque della sera fra García Lorca, Luis Buñuel e Salvador Dalì”



    Tra macchinari d’epoca e profumo di nozze tra inchiostro e carta d’altri tempi, ecco il programma dell’interessante memorial dedicato all’immenso Carmelo Bene, che si terrà sabato 1 settembre 2012  alle ore 20.30 a Lecce, presso la storica Tipografia del Commercio di Alberto Buttazzo in via dei Perroni 21 (nei pressi della Chiesa di San Matteo). L’appuntamento che ha per titolo “Carmelo Bene alle cinque della sera fra García Lorca, Luis Buñuel e Salvador Dalì” vedrà l’introduzione dei prof.ri Luigi Santoro e Maurizio Nocera. Il programma prevede VISIONE DEL CHIEN ANDALOU (CANE ANDALUSO) DI LUIS BUÑUEL e IN PRIMA ASSOLUTA IL DIALOGO CON LUIS BUÑUEL DI F. GARCÍA LORCA. E’ prevista inoltre una performance autoriale sui personaggi di F. GARCÍA  LORCA, LUIS BUÑUEL, AUGUSTO CENTENO a cura di IVAN RAGANATO, MAURIZIO NOCERA, MATTIA POLITI. Vi sarà anche la DECLAMAZIONE DELL’ODE A SALVADOR DALI’  DI F. GARCÍA LORCA e il LAMENTO PER  IGNACIO SÁNCHEZ MEJÍAS  DI  FEDERICO GARCÍA LORCA. PRESENTA VERONICA DE LUCA. ARTISTIC DIRECTOR: MASSIMO MURA. CI SARA’ INOLTRE IL RITRATTO DI CARMELO BENE  DEL PITTORE ANTONIO MASSARI

    Evento nato da un’idea di  MASSIMO MURA e a cura Evento a cura  della Compagnia Mura di Flamenco Andaluso con il patrocinio morale dell’Università del Salento, Comune di Campi Salentina, Galleria Belle Arti Caiulo, Comune di Lecce, Provincia di Lecce, Ass. Don Di Nanni alias Li Scumbenati.

    Carmelo Pompilio Realino Antonio Bene (Campi Salentina, 1º settembre 1937 – Roma, 16 marzo 2002) è stato un attore, drammaturgo, regista, scrittore e poeta italiano, considerato uno degli artisti più poliedrici nella storia del teatro mondiale.