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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    sabato 13 settembre 2025

    Storia del mondo in 10 tempeste. Nebbia, uragani e grandi battaglie di Vincenzo Levizzani (Il Saggiatore)

    Un’opera che è anche una riflessione su ambizione e umiltà: perché spesso quando ci illudiamo di stringere le redini della Storia, nel nostro pugno c’è in realtà solo una goccia di pioggia.


    Pioggia, nebbia, vento, gelo, siccità. C’è un protagonista silenzioso che attraversa i millenni e influenza le sorti dell’umanità più di re, generali e rivoluzioni: è il clima, con tutti i suoi emissari atmosferici. Storia del mondo in 10 tempeste ripercorre i grandi avvenimenti del passato dall’inedita prospettiva della meteorologia, per mostrare quanto di frequente l’incontro tra uomini e destino sia stato deciso da fenomeni naturali inattesi. Napoleone aveva calcolato tutto: il perimetro della pianura di Waterloo, la disposizione dell’artiglieria, l’assalto della Guardia. L’unica incognita cui non aveva pensato fu il temporale che si scatenò nella notte tra il 17 e il 18 giugno 1815, rendendo il terreno impraticabile e costringendo l’imperatore a ritardi rivelatisi poi determinanti. A partire da episodi come questo, Vincenzo Levizzani ci guida attraverso i secoli per raccontarci le tante volte che i piani umani si sono scontrati con la furia degli elementi: dalla nebbia sfruttata da Annibale per la vittoria nella battaglia del Trasimeno ai cambiamenti climatici che spinsero i cosiddetti «barbari» a emigrare, contribuendo alla caduta dell’Impero romano; dalle nevicate che influenzarono l’esito della guerra delle Due Rose al tornado che giocò un ruolo chiave nella guerra d’Indipendenza americana; dall’anticiclone responsabile della carestia che scatenò la Rivoluzione francese alle osservazioni delle nubi che condannarono Hiroshima e Nagasaki a diventare i bersagli della bomba atomica. In queste pagine, Vincenzo Levizzani mostra come il tempo atmosferico abbia da sempre agito da regista invisibile dei grandi eventi e come continui a farlo ancora oggi, impattando sulle nostre abitudini, sull’economia e sulla cultura




    venerdì 12 settembre 2025

    Le relazioni politiche di Roma con l’Egitto dalle origini al 50 a. C. di Corrado Barbagallo #podcast

    Ho imparato a scrivere sull'acqua. Miniromanzi ad alta leggibilità di Anna Sarfatti (Il Castoro)

     I Mini Romanzi sono una nuova collana rivolta ai lettori che hanno da poco appreso a leggere in completa autonomia e che cercano storie a cui appassionarsi. Sono romanzi “come quelli dei grandi” con illustrazioni e una divisione in capitoli con font ad alta leggibilità.


    A Milo è stato detto che forse può ottenere dei benefici nella scrittura facendo un po’ di sport. A Firenze, sull’Arno, è facile fare canoa e quindi decide di provare. Mente occhi braccia e mani sono un tutt’uno. E Milo è un tutt’uno con l’acqua e con la natura.
    È UN MINIROMANZO SPORTIVO




    Divine Whispers Book Trailer

    L'inverno del disegnatore. Nuova ediz. di Paco Roca (Tunuè)

    Nel 1957, nel pieno della dittatura franchista, Bruguera era una delle case editrici di fumetto più importanti in Spagna, vendendo ogni settimana in edicola centinaia di migliaia di copie delle sue riviste. Offriva ai suoi disegnatori tanto lavoro e una paga sicura, ma li trattava come impiegati a cottimo, senza riconoscere loro i diritti d'autore né restituire le tavole originali, che pure spesso andavano distrutte. In questa situazione, cinque dei migliori fumettisti di Bruguera – Cifré, Conti, Escobar, Giner e Peñarroya – fondano Tío Vivo, una rivista indipendente con cui rivendicare la loro autonomia creativa nei contenuti e restituire la dignità artistica alla loro professione. L'esperimento si rivelerà rapido e fallimentare e i fumettisti saranno costretti a tornare da Bruguera, rinunciando alle loro conquiste ma scrivendo di fatto una pagina importante della storia del fumetto, non solo spagnolo. Attraverso una ricostruzione storiografica frutto di un'accurata ricerca, Paco Roca racconta la vicenda umana di questi autori che, spinti da una passione incondizionata per il proprio mestiere, rischiarono tutto perché la libertà diventasse una realtà





    La città oltre i confini del cielo di Francesca Tamburini (Newton Compton Editori)

     Una ragazzina con grandi poteri.

    Una città sospesa nel cielo.
    E se l’eroe fosse il vero nemico?

    «Segui ciò che brilla anche quando nessuno lo vede. Segui sempre la tua luce.»


    Eris ha sedici anni e vive in una cittadina che ha ben poco di straordinario. Con un padre sempre via e una matrigna troppo impegnata per occuparsi di lei, trascorre le sue giornate in compagnia di Fenrir, il suo adorato cane, sfogliando i diari del fratello scomparso per cercare ossessivamente indizi sulla leggendaria Città oltre i confini del cielo di cui lui le parlava sempre. Per gli altri non è che una favola, ma Eris è convinta che sia reale. E un giorno scopre di avere ragione, quando, dopo un incidente imprevisto, finisce proprio nel luogo di cui ha tanto fantasticato. Lì si risveglia in lei una scintilla inaspettata di potere, che la ragazza deve imparare a padroneggiare, mentre mette in discussione tutto ciò che conosce. Come se ciò non bastasse, una minaccia terribile incombe sulla Città e la linea di demarcazione tra bene e male diviene sempre più labile, fino a dissolversi del tutto. Eris sarà così costretta ad affrontare l'enigma della scomparsa del fratello e dovrà fare i conti con verità taciute e legami spezzati, imparando in fretta che non esistono eroi o cattivi, quando si tratta di salvare sé stessi e chi si ama.





    Search & Find: The Traitors | Book Trailer

    giovedì 11 settembre 2025

    Le lupe di Machecoul di Alexandre Dumas

    #booktrailer Mândrie și prejudecată, ediție ilustrată de Hugh Thomson

    La vagabonda di Colette (L'Orma)

    Un romanzo intelligente, di formazione e resistenza, che continua a parlare al cuore di chi non ha paura di scegliere la propria vita.

    «Ecco arrivare in scena anche la mima, l’attrice spiantata e spesso disperatamente sola, ma indipendente e solare: una donna che poteva essere e dire qualcosa di completamente diverso, dando vita a un immaginario, un vocabolario e un modo di considerarsi – persino di spogliarsi – altrettanto nuovi.» - Dall’introduzione di Daniela Brogi

    «Il grande romanzo di Colette sulla donna moderna.» - The New York Times


    Parigi, primi del Novecento. Dopo un matrimonio soffocante e un coraggioso divorzio, Renée Néré si ritrova sola, libera e povera. Per sopravvivere, calca le scene dei music-hall, trasformando il palcoscenico nel suo regno e il corpo nello strumento di una nuova, faticosa autonomia. Barcamenandosi tra colleghi ambigui e spasimanti invadenti, Renée si racconta in queste pagine tinte di cipria e inchiostro con una voce orgogliosa, lucida come una lama. Assieme a lei la cagnolina Fossette, unica, inseparabile compagna. Quando Maxime, un ricco ammiratore, le offre sicurezza e amore, Renée si trova di fronte alla prova più difficile: barattare la libertà tanto duramente conquistata per le comodità di una gabbia dorata? Pubblicato a puntate nel 1910 e ispirato alla vita dell’autrice, «La vagabonda» è uno dei capolavori della maturità di Colette





    Gigi di Colette (L'orma)

     Tra le pagine di questo romanzo ironico e romantico, composto da Colette nel 1942, si combatte una silenziosa rivoluzione: quella di una ragazza che trasforma un’esistenza in vendita in una storia d’amore e libertà. Perché Gigi, l’eroina più amata della letteratura francese del Novecento, non chiede il permesso per essere felice.

    «Un incantevole racconto lungo, che con un tocco resuscita Jane Austen e Cenerentola.» - Dalla postfazione di Daria Galateria

    «Gigi è un manuale su come vivere con gioia e coraggio, senza mai perdere la fame di vita per ogni sensazione ed esperienza.» - The Guardian


    In piena Belle Époque, la quindicenne Gilberte (detta Gigi) vive in una Parigi scintillante e cinica, divisa tra gli affetti semplici della nonna e le ambizioni di zia Alicia, ex cortigiana decisa a farne una cocotte di successo. Le sue lezioni? Eleganti colazioni a base di champagne, l’arte di indossare una pelliccia, il calcolo spietato dietro un sorriso. Ma Gigi, con la sua risata contagiosa e i gesti scomposti, rifiuta di diventare un gioiello in vetrina: preferisce giocare a picchetto piuttosto che sedurre nei salotti. Almeno fino all’arrivo di Gaston Lachaille, un ricchissimo amico di famiglia, stanco di una vita troppo fatua. Un vestito nuovo e Gaston scopre ciò che nessuno aveva visto: sotto i riccioli ribelli di Gigi si nasconde una creatura rara, capace di cambiargli il destino




    Selenide di Marta Cristofanini (Racconti Edizioni)

    Un esordio dalla maturità e dalla bellezza impreviste

    «Racconti edizioni ci ha abituati, negli anni, alla scoperta di esordi notevoli. Con Selenide di Marta Cristofanini, però, è accaduto un miracolo. Questo libro è una delle raccolte di racconti più belle lette negli ultimi anni.» - David Valentini, Critica Letteraria


    Luna è coraggiosa, comprensiva, curiosa. Ma Luna è anche fuggevole, volatile, impalpabile. La sua identità è come la luce di un elettrone: più la guardiamo e meno sapremmo dire dove si trovi o dove sia diretta. Nondimeno Luna esiste, è esistita, modificando la vita delle persone che le sono state vicine o di chi semplicemente le è passato accanto. Quando la protagonista di un romanzo si riscopre centro riverberante di un’orbita di vicende, quel romanzo può trasformarsi orgogliosamente in una raccolta di racconti – magari una delle più coese, organiche e originali che siano state scritte in italiano da un’esordiente. Al ritmo di un ciclo lunare, con un tratto ricchissimo di sfumature capace di evocare e suggerire intere galassie emotive, Marta Cristofanini ci racconta Luna attraverso le vite passate e future, possibili e impossibili, delle persone che per desiderio, caso o necessità le hanno gravitato attorno. La famiglia, costretta a contemplare i suoi enigmi e ad accettarne le conseguenze. Le amiche di infanzia, che ritualmente si ritrovano a ricordare il suo sottrarsi. Le compagne d’università, che fugacemente ne hanno osservato la scia e lo scintillio, come di una cometa destinata a tornare solo in una prossima vita. In un momento storico di incessante e maldestra ostentazione dell’io, Selenide torna a scandagliare quello che Flannery O’Connor avrebbe chiamato il «mistero della personalità», obbligando lettori e lettrici a cercarsi fuori, nella vita che siamo nella vita degli altri




    Tenir une auberge magique : guide de survie pour sorcières, le booktrailer !

    mercoledì 10 settembre 2025

    DELIVER ME (Book Trailer)

    La potenza dello sguardo. Sulla fotografia di Luigi Ghirri di Riccardo Panattoni (Marsilio Arte)

    Perché ogni volta che si scorre la produzione di Luigi Ghirri emergono tratti talmente peculiari da rivelare sempre qualcosa di nuovo, di inaspettato, che ci consente di farlo uscire dal cliché in cui si corre il rischio di collocarlo? E perché, mentre guardiamo una delle sue fotografie, viene voglia di vederle tutte in sequenza, ognuna mostrando un lato irrinunciabile del nostro stesso modo di guardarle? Per indagare sul mistero che le opere di Ghirri non cessano di evocare, Riccardo Panattoni prende le mosse da quattro tra le più celebri e, mescolando percezioni visive e riflessione filosofica, mette in discussione le modalità di esperire e di pensare il tempo, lo spazio, le relazioni e il paesaggio come «nostra cifra epocale». Si interroga sul permanere dell’umano in un mondo in cui la moltiplicazione delle immagini a un ritmo sempre più vertiginoso è ormai assurta a paradigma e che l’opera di Ghirri costringe a tornare sulla linea di confine tra conosciuto e ignoto, tra assenza e presenza, tra memoria e futuro. Nella speranza che la fotografia possa continuare a essere anche oggi quello che è stata fin dall’inizio per Luigi Ghirri: «una grande avventura, del pensiero e dello sguardo, un giocattolo magico che riesce a coniugare il grande e il piccolo, le illusioni e la realtà, il tempo e lo spazio, la nostra adulta consapevolezza ed il fiabesco mondo dell’infanzia»




    Il canto del mondo. Ediz. numerata di Jean Giono (Edizioni Settecolori)

    Il protagonista di questo romanzo del 1934 è un pescatore di fiume e vive in Provenza. Ha doti di seduttore e un nome italiano, Antonio. Ma non è un personaggio stendhaliano come Angelo, l'eroe di "L'ussaro sul tetto" (1951). È un uomo primordiale, che vive in simbiosi con la natura, che sente le vibrazioni dei pesci, quando li caccia a mani nude, accanto al suo corpo muscoloso e guizzante. Il mondo in cui vive è fatto di acque, capanne, foreste. Ed è proprio un boscaiolo detto il Marinaio, un suo anziano amico, a chiamarlo in soccorso perché "il gemello" (l'unico dei suoi due figli ancora vivo) non è mai tornato da una missione, in cui il ragazzo avrebbe dovuto tagliare un bosco a fare scendere la legna lungo il fiume dove pesca Antonio. Inizia la risalita del fiume da parte dei due amici, una vera e propria odissea omerica, una ricerca che si trasformerà in una storia di faide in un territorio primitivo, governato dalle leggi non scritte del tirannico Maudru, il padrone dei tori. In molti perderanno la vita, compreso il Marinaio, ma Antonio e il gemello vivranno il riscatto e l'amore grazie all'incontro con Clara e Gina. Questa storia avvincente, dai risvolti metaforici e dal linguaggio possente, grumoso, rappresenta in pieno il sentimento panico, la comunione con la natura e la gente semplice che sono temi fondamentali nell'opera di Giono. Con il suo andamento epico, leggendario, costituisce l'anticipazione a tinte forti del best seller "L'uomo che piantava gli alberi" (1953). Se Elzéard Bouffier seminava le piante per realizzare la sua splendida ed evoluta utopia, qui il senso cosmico si incarna in uomini che la natura la vivono magari tagliandoli, gli alberi, in un aspro e fecondo rapporto che si oppone, comunque, a un'inquietante modernità. Edizione numerata da 1 a 1000. Prefazione di Leopoldo Carra




    Critone di Platone (Sansoni)

    Il violino d'oro di Francesco Herczeg #podcasts #podcasting #podcastlife #podcastclips #podcast

    Cinematic Book Trailer| You’re Not Alone | Jay Bramburger

    lunedì 8 settembre 2025

    Official Book Trailer: The Deadly Descent | This Is Not A Movie... Yet.

    Niente di più illusorio di Marta Pérez-Carbonell (Gramma Feltrinelli)

     Romanzo nel quale Marta Pérez-Carbonell gioca con i suoi personaggi sul carattere illusorio di ogni vita vera trasposta in letteratura, Niente di più illusorio è stato accolto in Spagna dall’entusiasmo della critica che non ha esitato a cogliere nelle sue pagine echi di Javier Marías e Paul Auster.

    «Tutte le storie nascondono sempre più informazioni di quelle che rivelano… raccontare è sempre tacere.»

    «Un debutto letterario potente e indimenticabile.» - Rosa Montero

    «Il romanzo di Marta Pérez-Carbonell esplora come la finzione è parte integrante della vita e qual è la reale capacità di trasformazione dell’immaginazione.» - Jordi Amat, El País

    «C’è qualcosa di magico nella narrazione, perché la vita che viene raccontata è accattivante… sedotti da quel mondo e da quella magia, noi lettori passiamo ore meravigliose.» - ABC Cultural

    «Uno di quei libri al quale vale la pena dedicare un pomeriggio per immergersi nel piacere della sua prosa.» - Vogue


    Da Londra parte ogni sera un treno per Edimburgo. È un treno notturno, e tra i passeggeri, che cercano di non incrociare gli sguardi nella strana intimità dei suoi angusti scompartimenti, vi è Alicia, giovane traduttrice spagnola. Nella penultima domenica di ogni mese affronta quella lunga e sfiancante trasferta per raggiungere gli uffici scozzesi della società per cui lavora. Una notte, però, quel tragitto estenuante si rivela un viaggio memorabile. Nel suo scompartimento, di fronte a lei, siedono uno scrittore americano e un giovane. Maglioncino verde di due taglie più grande e aspetto cagionevole, lo scrittore è un autore di una certa fama a New York. Occhi timidi e un sorriso che non nasconde il fastidio per la presenza di Alicia, il giovane ha invece l’aria di esserne l’allievo prediletto. La discussione tra i due ruota attorno allo scandalo suscitato da un romanzo dello scrittore intitolato Rocco, accusato dal critico del “New Yorker” di essere una falsa opera di “fiction” e di rivelare senza pudore la storia di un ragazzo noto nella mondanità artistica e letteraria newyorchese. Terence Milton, l’autore, non si dà pace per quelle accuse, non accetta che il suo libro sia sepolto sotto un cumulo di pettegolezzi e allusioni. Il dialogo serrato tra i due, tra reticenze e mezze verità sulla natura o meno di “fiction” del libro, suscita in Alicia un’irrefrenabile curiosità e altrettante irrefrenabili domande. Che cosa tacciono lo scrittore e il suo allievo? E, soprattutto, che cosa sono oltre a quello che sembrano?




    Il canto del boia di Norman Mailer (La nave di Teseo)

     Dopo aver passato più di metà della sua vita in carcere per rapine e furti d'auto, Gary Gilmore esce di prigione grazie alla cugina Brenda, che ha garantito per lui e gli ha trovato un lavoro a Provo, nello Utah. Ma i demoni di Gary sono troppo forti e il tentativo di reinserimento nella vita civile, nonostante il supporto di Brenda e della sua famiglia, non va a buon fine. La sua parentesi di libertà ha un tragico epilogo. Nel 1976, pochi mesi dopo essere uscito di galera, commette due efferati omicidi a sangue freddo durante altrettante rapine. Immediatamente catturato, confessa i crimini e viene condannato a morte. Sin da subito rifiuta di presentare ricorso e di chiedere la grazia. Gary Gilmore accetta la condanna e decide di morire. Nei mesi successivi lotta affinché la sentenza sia eseguita al più presto nonostante le pressioni della famiglia e di parte della società civile. Il suo caso e la sua decisione hanno avuto grandissima risonanza, risvegliando i dubbi e la coscienza di molti americani. Norman Mailer, in questo libro che gli valse il Pulitzer nel 1980, non racconta solamente la storia difficile e tragica di un uomo, ma scava nella solitudine e nella violenza dell'America profonda, e lo fa con precisione chirurgica e con una compassione priva di pietà




    I quattro che predissero la fine del mondo di Abel Quentin (E/O)

    Ispirato alla storia vera dei quattro scienziati che nel 1972 pubblicarono quello che sarebbe passato alla storia come il Rapporto sui limiti dello sviluppo. Il testo gettò nel panico la comunità internazionale: se la traiettoria dello sviluppo mondiale non fosse cambiata, da lì a poco avremmo raggiunto il collasso. Questo romanzo è la loro storia, scritto mentre il mondo si trova ad affrontare sfide di portata ancora maggiore.

    Berkeley, anni Settanta. Dipartimento di dinamica dei sistemi. Quattro giovani ricercatori apportano gli ultimi ritocchi al rapporto che cambierà loro la vita. I risultati dell’IBM360, alias «Big Baby», sono senza appello: se la crescita industriale e demografica non rallenta, il mondo così come lo conosciamo collasserà nel corso del XXI secolo. In seno alla squadra ognuno reagisce secondo il proprio temperamento: la coppia di americani, Mildred e Eugene Dundee, decide di salire sul ring per allertare l’opinione pubblica; il francese Paul Quérillot pensa alla propria carriera e sogna di vivere una vita piena; e che fine ha fatto l’enigmatico Johannes Gudsonn, il norvegese, genio della matematica? Alcuni dicono che sia impazzito dopo aver visto i risultati della ricerca. Dopo cinquant’anni dalla pubblicazione, il giornalista Rudy Merlin si trova a dover fare un reportage sul Rapporto 21 e i suoi autori. Appassionandosi sempre di più all’argomento, Rudy parte alla ricerca del quarto scienziato





    Booktrailer / NEWS STARS / Libro de Booknet

    domenica 7 settembre 2025

    Sato’s Journey: The Heroic Awakening | Official Book Trailer

    Smilo e Mumb: L'attacco dei Diplonevi 🦕🧊 Booktrailer

    L'immensa distrazione di Marcello Fois (Einaudi)

     «Ettore Manfredini, nonostante fosse appena morto, la mattina del 21 febbraio 2017 ebbe la netta sensazione di svegliarsi». Inizia così il nuovo libro di Marcello Fois, che torna al grande romanzo familiare, questa volta in un’Emilia mitica e concretissima, fatta di campi, allevamenti, industrie, infinite pianure. Per un istante lungo quasi trecento pagine, Ettore ripercorre i momenti decisivi, le grandi gioie e i grandi dolori della sua stirpe. E finalmente vede tutti come sono stati davvero. I Manfredini hanno trasformato un semplice mattatoio in un impero, con l’accanimento di chi conosce la miseria e l’astuzia di chi ha capito come uscirne. Ma ogni cosa che li riguarda, il loro inesausto gioco di sentimenti, alleanze, silenzi e potere, si fonda su un inganno. Sono questo, i Manfredini: spietati, umanissimi. Venite a conoscerli.

    È un’alba uguale a tutte le altre, soltanto un po’ più lunga, quella in cui Ettore Manfredini si sveglia appena morto nella casa accanto al macello che è stato il centro della sua vita e di cui conosce ogni lamento, ogni cigolio. Nato troppo povero per permettersi un’istruzione regolare, impiegato da ragazzo nel mattatoio kosher di cui si impadronirà dopo le leggi razziali, Ettore è un uomo destinato al successo: diventerà uno dei più grandi imprenditori dell’Emilia in bilico tra grande industria e tradizioni contadine. E in quest’alba livida del 21 febbraio 2017, arrivato alla resa dei conti, Ettore capisce di dover percorrere fino in fondo il corridoio dei suoi ricordi. Parte da qui la vorticosa storia della famiglia Manfredini. Che è in primo luogo la storia di Ettore, ma anche di sua madre Elda, sulla cui spregiudicata opacità si fonda tutta la loro fortuna, e di sua moglie Marida, salvata dalla deportazione ma a carissimo prezzo, e di Carlo, il primogenito, figlio mai del tutto capito, e di Enrica, la vera mente dietro la crescita dell’Azienda, e di Elio, il nipotino amatissimo, e di Ester che rimane invischiata nella lotta armata, di Edvige, di Lucia... Il nuovo romanzo di Marcello Fois è una straordinaria macchina della memoria, in cui il grande disegno della Storia si mescola a piccoli dettagli fondamentali: il sapore di una ciambella mangiata ottant’anni prima, la serranda perennemente guasta nella casa di famiglia, due vecchie poltrone su cui si sono decisi i destini di tutti loro. E poi la foto di due gemelli ad Auschwitz trovata per caso in un’enciclopedia. Dipingendo l’affresco di una dinastia del Novecento fondata sulla carne e sulla menzogna, Marcello Fois ci regala un romanzo semplicemente maestoso. Perché vivere, forse, non è nient’altro che un’immensa distrazione dal morire





    Mia nonna e il conte di Emanuele Trevi (Solferino)

    «Come certe ragazzine così timide e ritrose da sembrare anonime, che svelano il loro fascino al momento giusto, nel giro di un’estate, a sedici o diciotto anni, iniziando a raggiare alla maniera di astri appena scoperti nella carta del cielo, mia nonna diventò bellissima dopo gli ottanta.» È una nonna dai tratti di dea arcaica, Peppinella, la protagonista di questo libro, una perentoria matriarca calabrese che, come una regina, vive riverita da due dame di compagnia – Delia e Carmelina – ma che al pari di ogni donna del popolo guarda Beautiful al pomeriggio. Nel suo giardino dominato dall’imponente cibbia, il nipote Emanuele trascorre – immerso nei libri – le interminabili estati dell’infanzia e della giovinezza. Ed è in questo hortus conclusus che un bel giorno Peppinella si vede comparire davanti addirittura un Conte, anch’egli ultraottantenne e studioso della storia borbonica, che le porge un mazzetto di fiori e chiede il permesso di attraversare la sua proprietà, per accorciare il percorso da casa al paese. Passaggio dopo passaggio, tra Peppinella e il Conte fiorisce un affetto inaspettato, tardivo, privo di ansie e pretese, gratuito. «Come se fossero rinchiusi in una sfera di cristallo, custodivano un segreto inaccessibile, la formula di un incantesimo di cui entrambi, a loro insaputa, possedevano la metà necessaria a completare l’altra» scrive Emanuele Trevi, che della storia d’amore della nonna è stato testimone partecipe. E in queste pagine piene di intimità e di spirito restituisce e trasfigura una narrazione famigliare sospesa tra il quotidiano e l’eterno, intessuta di uno struggente sentimento del tempo




    La fabbrica di bottoni. Non commettere atti impuri di Jennifer Guerra (Rizzoli)

     In una storia intima e perfettamente congegnata, Jennifer Guerra si appropria del sesto comandamento, “Non commettere atti impuri”, per raccontarci una piccola, personalissima rivoluzione, alle soglie della nascita del movimento femminista in Italia.


    Padova, 1967. Quando Carla lascia il paese per lavorare in città come segretaria alla fabbrica di bottoni Zedapa, ha poco più di vent’anni ma le idee molto confuse su cosa si deve fare con i maschi e soprattutto col proprio corpo. Di fidanzati o "tosati", come dicono dalle sue parti, non ne ha ancora avuti. Insomma, è una ragazza perbene che non ha mai messo in discussione l’educazione cattolica ricevuta dalla famiglia. L’impatto con Padova, dove l’attende una routine di turni e rigide regole, e poche relazioni se non con le colleghe dell’ufficio, non è lo scossone che si aspettava. Finché un giorno, per strada, le allungano un volantino con una domanda che la spiazza: “Conosci il tuo corpo?”. È l’invito a unirsi a un gruppo di autocoscienza per ragazze. Intimorita e insieme curiosa – e la curiosità, le hanno insegnato, è sempre peccato – Carla prende coraggio e decide di partecipare, unica ragazza di campagna in mezzo a tante studentesse. Così, seduta a terra in cerchio tra di loro, con uno specchio in mezzo alle gambe, imparerà che per scoprire chi è davvero deve avere la forza di mettere da parte tutto ciò che le è stato imposto e osservare i propri desideri



    sabato 6 settembre 2025

    20 07 2025 Presentazione Libro Malanima

    Digital Transformation - Book Trailer

    Decidono le femmine. Evoluzione e bellezza maschile di Daniele Derossi

     Spesso in natura i maschi sono più appariscenti delle femmine: hanno colori più sgargianti, o presentano strutture vistose come corna e criniere. Per spiegare questo fenomeno Darwin introdusse la teoria della selezione sessuale: le femmine guidano l’evoluzione della bellezza maschile scegliendo i tratti ornamentali che preferiscono. Alla sua pubblicazione, la teoria fu quasi unanimemente rifiutata da opinione pubblica e mondo scientifico; occorsero quasi cento anni prima che si tornasse a discuterne. L’insuccesso iniziale è soprattutto legato agli stereotipi di genere dell’epoca vittoriana e al timore degli scienziati di essere associati ai movimenti femministi. Gli stessi stereotipi di genere orientarono anche i cambiamenti della moda occidentale già a partire dalla fine del Seicento. Mentre le donne continuano a vestirsi in modo appariscente, la moda maschile sobria e scura, perdura ancora oggi. Ma storicamente non è sempre stato così. Basta guardare i ritratti del Rinascimento o le scene di vita nei quadri del Medioevo per rendersi conto che anche i maschi di “Homo sapiens” occidentale un tempo erano vistosi e colorati




    Da Van Eyck a Bruegel. La pittura nei Paesi Bassi di Max J. Friedländer (Abscondita)

    È questo il testo fondamentale per la conoscenza e l’apprezzamento della pittura dei Paesi Bassi nel suo momento più alto, dai primi anni del Quattrocento alla metà del secolo successivo. Da Van Eyck a Bruegel, da Roger van der Weyden a Petrus Christus, da Hans Memling a Hieronymus Bosch, i singoli capitoli percorrono attraverso excursus biografici e critici esemplari le vette più elevate dell’ideale panorama figurativo dell’arte fiamminga, a cui il lettore è introdotto da un capitolo sulla geografia artistica del paese e da un saggio sui problemi artistici del Cinquecento, con particolare riguardo al rapporto con la grande arte italiana




    La bomba. Lo spettacolo di Alberto Tomba di Giuseppe Pastore (66thand2nd)

     Debordante, incontenibile, esagerato nella fisicità e nei distacchi che infliggeva in pista agli avversari, Alberto Tomba è stato per certi versi il più grande atleta italiano del secolo scorso. Come tutti i migliori, ha indotto (o costretto) a cambiare tutto il mondo che lo circondava: dal suo sport, che a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta ha vissuto un'epoca di improvvisa e imprevista popolarità, fino al rapporto – sempre complicato, sempre conflittuale – tra l'Italia e i suoi figli migliori, un'Italia stravolta dalla vitalità di questo ragazzone di città, per questo motivo alieno a un mondo di montanari silenziosi. Uno sciatore che con il suo rumore ha interrotto persino il rito nazionalpopolare per eccellenza, la finale del Festival di Sanremo. Giuseppe Pastore, con il suo stile vivacissimo e inconfondibile, racconta la leggenda di Tomba la bomba, un'icona dello sport italiano, un campione che è diventato più grande dello sci stesso e ha marcato profondamente l'immaginario dell'ultimo quarto del Novecento




    venerdì 5 settembre 2025

    Dottor No di Percival Everett (La Nave di Teseo)

    Un romanzo folle e divertente che è, al contempo, una spy story e un’acuta satira del genere, ma anche una riflessione profonda quanto ironica sul nulla − e su quanto il nostro presente ci si specchi, quasi senza rendersene conto − che solo un autore come Percival Everett poteva regalarci.


    Ralph Townsend si è scelto lo pseudonimo di Wala Kitu – Wala è il termine che indica il nulla in tagalog, Kitu è quello che indica il nulla in swahili – una vera e propria dichiarazione d’intenti per il massimo esperto mondiale di nulla. Professore emerito di matematica alla Brown University, da anni Wala, nel suo studiolo, contempla il nulla e cerca il nulla. Non l’ha trovato, ma sa che esiste. Proprio questa sua peculiare specializzazione gli fa incontrare John Sill, un miliardario che sogna di diventare un cattivo come quelli di James Bond, per vendicarsi della morte dei genitori di cui ritiene siano responsabili gli Stati Uniti d’America. Sill non bada a spese e ha i mezzi per convincere sia Wala che la sua collega di università Eigen Vector ad aiutarlo. Il progetto di Sill è di usare il nulla contro gli Stati Uniti ed è disposto a tutto pur di riuscire nel suo intento, anche ad attaccare Fort Knox dove è convinto venga conservato del nulla. Per maneggiarlo e usarlo per i suoi scopi, però, ha bisogno di Wala che ben presto si convince di dover sventare il diabolico piano per salvare non solo l’America ma anche se stesso ed Eigen. Riuscirà il professore a impedire al malvagio miliardario di far sì che accada il nulla? E nel farlo potrà fidarsi di Eigen e dei vari servizi segreti, o presunti tali, che danno la caccia a Sill?





    Bright young women di Jessica Knoll (Ubagu)

    È un sabato sera del 1978, e le ragazze di una confraternita studentesca della Florida State University a Tallahassee non sanno ancora che tra poche ore un assassino destinato a diventare famoso compirà contro di loro un attacco mortale. Le vite delle giovani donne che sopravvivono, tra cui Pamela Schumacher, presidentessa della confraternita e testimone chiave, cambiano per sempre. Dall'altra parte degli Stati Uniti, Tina Cannon si convince che la sua amica scomparsa Ruth Wachowsky sia stata presa di mira dallo stesso uomo che ha colpito in Florida e che i giornali chiamano l'«All-american sex killer». Tina e Pamela si incontrano e, determinate a ottenere giustizia, uniscono le forze. La loro ricerca di risposte condurrà a una scioccante rivelazione finale




    Evelyn. Testo inglese a fronte Jane Austen (La Vita Felice)

    "Evelyn", racconto giovanile e incompiuto di Jane Austen – scritto nel 1792 quando aveva appena sedici anni – è uno spassoso “racconto dell’assurdo”, un divertissement in cui l’autrice riesce a sovvertire, grazie alla sua già pungente ironia, mode e stereotipi letterari del suo tempo – dal romanzo gotico al sentimental novel. L’edizione è arricchita dai contributi postumi dei nipoti James e Anna che testimoniano quanto la passione per la letteratura fosse profondamente radicata all’interno della cerchia familiare di Austen. Inoltre l’introduzione che accompagna il volume guida il lettore tra le particolarità linguistiche del manoscritto originale e i riferimenti culturali del tempo. Molto più di un semplice esercizio giovanile, "Evelyn" è un piccolo capolavoro di satira letteraria, che anticipa con freschezza e originalità la voce narrativa dell’autrice di capolavori quali "Sense and Sensibility", "Pride and Prejudice", "Emma"