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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    venerdì 5 settembre 2025

    Lo splendore di Angela Maria Zucchetti

     Ad un anno dalla sua scomparsa vogliamo ricordare Angela Maria Zucchetti, una voce poetica di straordinaria intensità e originalità, capace di fondere in modo inedito poesia e vita, parola e coscienza. A cominciare infatti dalla sua prima raccolta Nata coi tacchi, pubblicata nel 1997 e tradotta poi in romeno nel 2025, e fino a Tăcerea perfectă, uscita in Romania nel 2023, Angela ha intimamente intrecciato la sua esistenza con la poesia e ha saputo costruire un percorso poetico fondato sul concetto di assenza, intesa non come vuoto ma come condizione esistenziale che dà senso all’essere perché, è questo che fa Angela, ne cerca costantemente, e anche si direbbe testardamente, l’essenza.

    E in questa ricerca di riappropriazione dell’essenza più profonda di sé e del mondo la poesia di Angela Maria Zucchetti si caratterizza per uno stile minimalista in cui l’io e la parola si fondono in una relazione intima e profonda, generando uno “splendore” che illumina l’umano e il mondo. In questo sguardo, ogni creatura e elemento naturale trovano posto e risplendono nella coscienza poetica di Angela, che sa cogliere l’essenza di ogni cosa e rapportarsi con l’oltre, con ciò che trascende il tempo e la quotidianità.

    Accanto a questa profondità, Angela Maria Zucchetti ha però saputo mostrare un sorprendente senso dell’ironia, soprattutto nella raccolta Seriamente finti Fintamente serii, dove disarticola e rielabora detti e proverbi, liberando la parola dalla banalità del luogo comune e restituendole la sua pienezza e capacità di esprimere i molteplici aspetti della realtà. Un approccio linguistico che non è solo divertimento, ma un modo per rinnovare il linguaggio e recuperare la sua forza originaria.

    Angela Maria Zucchetti ha saputo mettere in luce la complessità dell’esistenza con profondità e leggerezza, con passione e intelligenza, lasciando un’eredità poetica che continua e continuerà a risplendere e ad accompagnarci.

    Silvia Comoglio, Eliza Macadan

    *

    E se poi vi trascrivo, parole

    non siete più mie.

    E già darvi vita

    è un dolore

    è un vuoto che si fa dentro,

    un buco nero nella mente e nell’anima.

    E se poi vi trascrivo

    è già noia,

    è già un ricercare affannoso

    nella memoria a riscovare

    o riscoprire un momento

    di qualcosa perduto.

    Și dacă vă transcriu, cuvinte

    nu mai sunteți ale mele.

    Și doar să vă dau viață

    e o durere,

    e un gol ce se cască înăuntru,

    o gaură neagră în minte și-n suflet.

    Și dacă vă transcriu

    deja e plictis,

    deja o căutare febrilă

    în memorie să scormonesc

    sau să redescopăr un moment

    din ceva pierdut.

    *

    Alla Sfinge dirò

    che son già cieca.

    Scivolando in frasi senza senso

    ignorerò le sue domande

    destreggiandomi,

    come serpente tra le rocce

    a cercare erba alta

    per nascondermi

    a quesiti senza fine

    e senza risposta

    e gravidi di lutti.

    Forse senza ironia,

    sorella del terrore,

    o forse innata e naturale,

    sdrucciolerò al riparo

    sorridendo di amaro e

    di eterno.

    Tra frasi apparentemente senza senso

    sperando che la Sfinge

    non debba dare loro peso.

    Ed avrò salva la vita.

    Sfinxului îi voi spune

    că sunt deja oarbă.

    Alunecând în fraze fără sens

    îi voi ignora întrebările

    strecurându-mă,

    ca un șarpe printre stânci

    să caut iarbă înaltă

    ca să mă ascund

    de aceste nesfârșite

    și fără răspuns

    și plini de durere.

    Poate fără ironie,

    soră a terorii,

    sau poate înnăscută și naturală,

    voi alerga la adăpost

    zâmbind de amar și

    de veșnic.

    Printre fraze aparent fără sens

    sperând că Sfinxul

    nu va face caz de ele.

    Și voi avea viața salvată.

    *

    Fiera come un toro selvaggio

    “allevo” piante grasse,

    docili, morbide ma spinose

    per difesa.

    Si adattano a tutto,

    meno che al gelo,

    al freddo dei sentimenti.

    Si moltiplicano sempre,

    con poche cure,

    assumono a volte le forme

    più degne del più grande

    artista che è la natura,

    affidata al caso,

    al sole, all’acqua, alla luce.

    Come toro selvaggio

    affilo in silenzio

    le mie corna,

    i miei ornamenti naturali,

    i miei muscoli più forti e più nascosti.

    E come toro selvaggio

    sarò domato,

    ……chissà da quale avversità.

    Mândră ca un taur sălbatic

    „cresc” cactuși,

    blânzi, moi, dar cu spini

    pentru apărare.

    Se adaptează la toate,

    mai puțin la ger,

    la frigul sentimentelor.

    Se înmulțesc mereu,

    cu puțină îngrijire,

    luând uneori forme

    demne de cel mai mare

    care e natura,

    lăsată la voia întâmplării,

    la soare, la apă, la lumină.

    Ca un taur sălbatic

    îmi ascut în tăcere

    coarnele,

    podoadelor mele firești,

    mușchii mei cei mai puternici și mai ascunși.

    Și ca un taur sălbatic

    voi fi îmblânzit,

    ....... cine știe de ce nenorocire.

    *

    Forse

    Angela la dolce,

    Angela la bella,

    Angela la pazza,

    Angela la grassa.

    Cos’è rimasto di tutto questo?

    Una canzone,

    una canzone cantata per rabbia,

    una canzone cantata per gioia, per gioco,

    per amore, per follia,

    per noia, per malinconia,

    per vendetta, per paura,

    per rimorso, forse.

    Una canzone cantata per ferirsi,

    per capirsi, per mostrarsi,

    per celarsi, per mentire,

    per confessare, per buttarsi via,

    forse.

    Una canzone cantata per cantare,

    forse.

    Poate

    Angela cea blândă,

    Angela cea frumoasă,

    Angela cea nebună,

    Angela cea grasă.

    Ce a mai rămas din toate astea?

    Un cântec,

    un cântec cântat din furie,

    un cântec cântat de bucurie, în joacă,

    din iubire, din nebunie,

    din plictis, din melancolie,

    din răzbunare, din frică,

    din remușcare, poate.

    Un cântec cântat ca să doară,

    ca să se înțeleagă, ca să se arate,

    ca să se ascundă, ca să mintă,

    ca să mărturisească, ca să se piardă,

    poate.

    Un cântec cântat doar ca să fie cântat,

    poate.

    Poesie tratte da Născută pe tocuri / Nata coi tacchi, trad. Eliza Macadan, Cosmopoli/Eikon, Bacau/Bucarest, 2025




    Book Trailer: Salvación Sandra Proudman

    Abbas Gharib - presentazione libro "Caro Abbas Kiarostami perché il cinema?" con Cristiana Albertini

    giovedì 4 settembre 2025

    THE DEAD ROMANTICS by Ashley Poston | BOOK TRAILER + SPOILER-FREE BOOK REVIEW

    Booktrailer “El último secreto” de Dan Brown | Editorial Planeta

    Sorgenti di Marie-Hélène Lafon (Fazi)

    Sorgenti è l’ultimo romanzo di Marie-Hélène Lafon, finissima narratrice delle relazioni familiari, dei sentimenti, dei paesaggi. In questo suo nuovo piccolo capolavoro, con una prosa condensata, sempre pulsante di vita e di verità umana, l’autrice racconta una storia di resilienza femminile e di speranza.

    «Una delle regine segrete del nostro tempo, ora tradotta anche da noi». - Cristina De Stefano, Elle

    «Impeccabile, ritmato, viscerale. Un pugno di parole che vengono e che vanno, instaurando il battito di un ritmo, e il miracolo si compie: questo libro che non distoglie mai lo sguardo dall’esistente, che non ha altra ambizione se non la nuda realtà, si rivela un’opera d’arte di grandissima raffinatezza». - Damien Aubel, Transfuge


    Un sabato di giugno del 1967, in una bella fattoria del Cantal, una donna attende di poter sparecchiare la tavola. Deve aspettare, perché il marito sta facendo la sua siesta quotidiana sulla panca della cucina e lei sa che s'infurierebbe al minimo rumore. I tre bambini della coppia giocano in giardino, anche loro nel più riguardoso silenzio per non svegliare il padre. Ma lei, la madre, non sarà sorpresa quando l'uomo si sveglierà e le domanderà senza guardarla cosa stia aspettando per sgombrare la tavola. Il silenzio obbligato lascia spazio ai pensieri, ma nemmeno a se stessa è facile spiegare come mai sia rimasta per otto anni accanto a un marito che la picchia quasi tutti i sabati, che la denigra e la insulta fino a farle introiettare l'obbrobriosa immagine di sé che lui le rimanda. Eppure la parola “divorzio” le è insopportabile, così come l'idea di vendere la fattoria... Ma l'indomani, la domenica, sarà un giorno di respiro: andranno tutti dai genitori di lei, come fanno ogni mese. È qui che il suo silenzio verrà finalmente rotto dalle parole di vita e di rivolta che le saliranno per la prima volta alla gola. E il ciclo di sofferenza a cui tutta la famiglia sembra condannata avrà, forse, fine




    Una testa piena di ricci di Raffaella Case (Corbaccio)

    Una storia sul valore delle radici per chi è alla ricerca di sé


    Zhenga, dodicenne milanese curiosa e smart, con un «cespuglio» di capelli ricci afro dotato di personalità propria – per tutti in famiglia Bao, da Baobab – vive a Milano con la madre Anna e il padre Solomon. Insieme a loro l'eccentrico nonno Arturo, con il quale passa la maggior parte del tempo. Un quotidiano collaudato, scandito dai drammi tipici dell'età. Un giorno, però, la professoressa di italiano chiede ai ragazzi di disegnare l'albero genealogico della propria famiglia. Zhenga, complice la logorrea del nonno, che ama confezionare storielle ai confini dell'inverosimile su parenti e amici, sa tutto del suo lato materno, ma quasi nulla di quello paterno. Solomon, infatti, è fuggito dal Ruanda da bambino durante la guerra civile e da anni ha interrotto ogni rapporto con la madre e le sorelle, benché vivano anche loro in Italia. La sua famiglia, adesso, sono la moglie e la figlia. Il padre rifiuta di raccontarle del suo passato ma Zhenga, che si sente sempre a metà, né bianca né nera, né italiana né ruandese, né grande né piccola, ha bisogno di risposte. Decide così di scappare di casa, per mettersi sulle tracce della nonna paterna, in un viaggio attraverso l'Italia che è un viaggio alla scoperta di sé. A farle compagnia una caustica drag queen, che con lei tirerà fuori un inaspettato lato materno, una tiktoker attivista, che alterna filippiche #blacklivesmatter a orazioni in difesa del riccio afro e Sabato, professione «traghettatore di anime» nell'inferno del caporalato, con una passione per l'Heavy Metal e i puzzle. Un percorso a ostacoli, come in un videogame, ma grazie all'entusiasmo e alla sua determinazione, Zhenga riuscirà a trovare le risposte che cerca, insegnando agli adulti che, per diventare grandi, i figli hanno bisogno di radici





    Nasi rossi. La pace può iniziare da un sorriso di Giorgio Scaramuzzino (Salani)

    Un libro in onore della pace e di tutti i piccoli gesti coraggiosi che lasciano un sorriso e portano speranza

    «A Sana piace costruire aquiloni che volano davvero. Sale sulla terrazza di casa sua, aspetta il vento giusto ed ecco che il suo aquilone prende il volo. Nei cieli di Gaza volano tanti aquiloni, quando non c’è la guerra, naturalmente. Sana sogna di andare dall’altra parte e sogna
    un mondo di pace, perché Sana sa cosa vuol dire stare in mezzo alla guerra e alla paura».


    Sana ha dieci anni e vive sulla Striscia di Gaza. Alle pagine del suo diario affidai suoi sogni più grandi: andare a scuola come gli altri bambini, giocare in un cortile senza macerie e abitare in un mondo diverso, privo di paura. Un mondo "dalla brillantezza radiante", proprio come il significato del suo nome. Un giorno però accade un evento inaspettato e il destino di Sana si intreccia con quello di Peter, un clown che arriva da lontano e le regala un naso rosso. Indossandolo per la prima volta Sana scopre che in quella piccola maschera c'è qualcosa di potente, che esiste una forza segreta anche nell'amicizia, nella felicità e nella speranza. Che in mezzo alle difficoltà più grandi un gesto insignificante può diventare un messaggio di libertà, che un sogno vale tanto quanto una rivoluzione. Ma basta davvero un naso rosso per portare la pace? Sana non lo sa, ma crede che basti per trasformare la paura in coraggio. E forse, dopo aver letto la sua storia, ci crederai anche tu. Un libro che non nasconde le difficoltà della realtà ma che sa parlare di speranza e della forza straordinaria dell'infanzia, che accende la luce anche in quei luoghi in cui tutto sembra oscurità. In onore dell'empatia, della pace e del potere salvifico dell'immaginazione. 





    mercoledì 3 settembre 2025

    L'ultimo segreto di Dan Brown (Rizzoli)

     L'attesissimo ritorno di Robert Langdon.

    A otto anni dal suo ultimo libro, Origin, Dan Brown torna con un thriller di grande forza.
    Una nuova, travolgente storia del maestro assoluto del genere.


    Mentre si trova a Praga con Katherine Solomon, studiosa di scienze noetiche e sua compagna, Robert Langdon si ritrova all’improvviso in un incubo: Katherine è sparita dalla camera d’albergo senza lasciare traccia. E non si tratta di un banale rapimento: forze occulte, attive dall’alba della storia, sono responsabili della scomparsa.

    Tra antichi castelli, grandi cattedrali e labirinti sotterranei, Langdon si trova a esplorare il lato oscuro della città, deciso a portare alla luce segreti rimasti celati per secoli. Ma la sfida che gli si para davanti si rivelerà diversa, e ancora più difficile, di quelle che ha vinto in passato. Una sfida per salvare non solo la propria vita e quella di Katherine, ma il destino dell’umanità intera






    L'ultimo segreto di Dan Brown (Rizzoli)

    Roberto Bolle. Ediz. illustrata di Roberto Bolle (Mondadori Electa)

     Questo libro è stato realizzato in collaborazione con Artedanza Srl e Fondazione Roberto Bolle.


    Roberto Bolle attraversa mondi che spesso si ignorano: la danza, il costume, la comunicazione visiva. Questo racconto di immagini e parole ricostruisce il modo in cui li ha fatti dialogare. Osserva, infatti, da vicino, il percorso di un interprete che ha saputo trasformare il proprio ruolo, portando la danza classica fuori dai suoi contesti tradizionali e aprendola a un pubblico nuovo e più vasto. Un personaggio che, senza perdere di vista l'eccellenza artistica, ha costruito una presenza pubblica che unisce rigore e popolarità, diventando un simbolo riconoscibile della cultura italiana all'estero. Le immagini dei più celebri fotografi italiani e internazionali, fra cui Bruce Weber, Annie Leibovitz, Fabrizio Ferri, Mert&Marcus, Karl Lagerfeld Gian Paolo Barbieri, Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Mario Testino, Paolo Roversi, Gianpaolo Sgura, e molti altri, sono accompagnate dalle parole dello stesso Bolle, e da quelle di amici, colleghi e personaggi della cultura, del teatro e della moda, che tracciano un ritratto a tutto tondo di un artista italiano noto in tutto il mondo e della sua sensazionale carriera




    Il fascismo e noi. Un’interpretazione filosofica di Roberto Esposito (Einaudi)

     Sulla scorta di un confronto con alcuni dei massimi esponenti del pensiero, della psicoanalisi e della letteratura, da Bataille a Lévinas, da Freud a Schmitt, da Pasolini a Littell, questo libro propone un’interpretazione filosofica dell’evento storico più tragico dell’età contemporanea.


    Nel cuore del Novecento l’onda nera del nazifascismo ha rischiato di sommergere l’intera società europea. E non si è ancora del tutto ritirata. La lotta contro di essa resta incerta perché quei linguaggi, quelle immagini, quelle pulsioni c’interpellano direttamente. Riguardano non solo «loro», i fascisti, ma anche «noi». Soltanto riconoscendone l’inquietante latenza nella nostra esperienza, anziché illuderci di esorcizzarla con stanchi rituali, potremo sperare di smontare la sua macchina metafisica. Per quanto in forma aberrante, il fascismo ha sfidato la tradizione filosofica europea sul suo stesso terreno, rovesciando il significato dell’esistenza umana, della vita e della morte. Perciò, prima ancora che sul piano politico, è su di esso che gli va data una risposta




    Booktrailer de Charlotte au royaume de Moulay Ismaël / Charlotte in the kingdom of Moulay Ismaël

    martedì 2 settembre 2025

    Alchimista dei boschi di Ferruccio Valentini (Ponte alle Grazie)

     Questo libro racconta non solo una vita, ma una visione: quella di chi ha scelto di vivere in sintonia con ciò che cresce spontaneo, senza comandarlo. Un viaggio tra i saperi della terra, un invito a rallentare, a lasciarsi sorprendere dal mistero delle cose semplici. A tornare selvatici. A sentirci, forse, un po' più liberi.


    Ferruccio Valentini, Fèro per gli amici, è figlio delle Dolomiti di Brenta, cresciuto tra contadini, pastori e raccoglitori, ha lasciato presto i banchi di scuola per dedicarsi a una sapienza più antica: quella delle mani, degli animali, delle piante. Ha fatto mille mestieri di montagna, ma è nel verde della valle che ha trovato il suo lavoro d'elezione: il raccoglitore di erbe spontanee. La casa dove vive, che si è costruito da solo con materiali di recupero, somiglia al laboratorio di un alchimista: ovunque boccette, vasetti, bottiglie e strumenti per la distillazione, allineati sugli scaffali come libri in una biblioteca. Per l'òm dal bósch – l'uomo dei boschi – la valle è tutto: scuola, supermercato, persino farmacia. Il caffè si fa con la radice di tarassaco, le bronchiti e i raffreddori si placano con il timo. È la natura la vera maestra, con la sua saggezza discreta, con il suo splendore nascosto





    Sacre ossa. Storie di reliquie, santi e pellegrini di Federico Canaccini (Laterza)

     Le reliquie ci appaiono come una delle più interessanti manifestazioni del Medioevo oscuro e superstizioso. E con ragione! Se togliamo loro la polvere del tempo, scopriremo storie affascinanti e personaggi indimenticabili. Soprattutto, attraverso di loro possiamo stabilire una connessione diretta con uomini e donne del passato e guardare 2000 anni di storia in modo nuovo.


    La polvere del mantello di san Martino, il dentino da latte di Gesù Bambino, migliaia e migliaia di frammenti della Vera Croce recuperata da sant’Elena: se scorriamo l’elenco delle innumerevoli reliquie conservate nei nostri santuari e nelle nostre chiese, non possiamo trattenere lo stupore e l’ironia per una ‘tipica’ testimonianza della superstizione e dell’oscurantismo medievale. Ma se quello delle reliquie può apparire un mondo esclusivamente connesso con l’aspetto devozionale, con la fede e con l’esaltazione del sacro, esplorare le storie a loro legate ci conduce in un inedito mondo fatto di viaggi avventurosi, raggiri, contese teologiche, battaglie campali e rapporti di potere secolari. Basta ricordare l’importanza che hanno per Venezia e Bari le reliquie di san Marco e san Nicola, rispettivamente trafugate da Alessandria d’Egitto e da Myra. Sono storie che vedono protagonisti non solo santi e uomini di Chiesa, ma anche sovrani, condottieri, donne straordinarie, nobili e personaggi minori come pirati, ladri, abili millantatori e tanta povera gente in buona fede. Inseguendo queste storie il lettore sarà trasportato dal palazzo imperiale di Costantinopoli a ciò che resta del Calvario presso Gerusalemme, dal cuore dell’Arabia alla brumosa Britannia, dalle abbazie ai palazzi reali, dalle piccole pievi rurali fino alle cattedrali delle più grandi città d’Europa




    Dieci versioni di Kafka di Maïa Hruska (Mondadori)

     «Gli scopritori di Kafka sono stati i suoi primi traduttori. Del tutto o quasi del tutto ignari di chi fosse l’uomo, si sono accontentati di raccogliere l’opera, solo l’opera e nient’altro che l’opera, come se fosse un prezioso tesoro piombato dal cielo. Si fanno avanti come l’agrimensore ai piedi del Castello, sbigottiti, con gli occhi sgranati, domandandosi come entrare: da quale scala, da quale finestra, da quale portone passare. I traduttori di Kafka sono stati i suoi profeti, i suoi messaggeri.»

    Un libro erudito e struggente che racconta come dieci traduttori si siano confrontati con il genio di Kafka nel XX secolo. Il saggio di Hruska, "Dieci versioni di Kafka" ti aspetta in libreria e online.





    BOOKTRAILER: 'Espacialidade social', de Benno Werlen

    Presentazione antologia "In un lago infinite promesse.I poeti di Europa in versi e il lago di Como”

     Giovedì 4 settembre ore 18.30

    Ostello Bello, via Fratelli Rosselli, 9

     

     Nell’ambito della 73a Fiera del Libro di Como

     Presentazione della seconda edizione dell’antologia

     “In un lago infinite promesse. I poeti di Europa in versi e il lago di Como”.

     

    Ponte di Versi

     Scopri Como come mai prima d’ora!

    Intervengono: Laura Garavaglia, Vincenzo Guarracino, Edoardo Convertino e Jalisco Pineda Vazquez.

    Con “Europa in Versi”, un coro di poeti internazionali ha tessuto versi ispirati al lago, alla storia e al lavoro che animano la nostra città.

    Un’antologia imperdibile che crea un ponte tra culture, celebrando il cuore pulsante di Como, arricchita da fotografie di autori comaschi.








    Finding Calm in the Chaos - Book Trailer

    lunedì 1 settembre 2025

    "Hope Is a Hologram" Book Trailer for Origins #books #scifi #dystopian #romance #twinflame

    La guerra contro il passato. Cancel culture e memoria storica di Frank Furedi (Fazi)

     È in corso una guerra contro il passato: statue abbattute, parole bandite, libri e opere d'arte messi all'indice, programmi scolastici “decolonizzati”. Sotto i vessilli della cancel culture e del politicamente corretto, è in atto una crociata culturale e morale che punta a riscrivere la memoria storica dell'Occidente. Persino le sue conquiste più alte – dalla filosofia greca all'Illuminismo, fino alle scoperte scientifiche della modernità – vengono oggi accusate di complicità con lo sfruttamento e l'oppressione. Ridurre la storia occidentale a un elenco di colpe è ormai diventato un riflesso diffuso nel dibattito pubblico e accademico. In questo saggio, il sociologo Frank Furedi – tra i più lucidi analisti delle dinamiche culturali contemporanee – prende posizione contro la sistematica delegittimazione ideologica del passato, dei suoi simboli e dei suoi valori. E ne denuncia con forza i rischi: per la libertà intellettuale, per l'identità collettiva, per il futuro stesso della nostra società. «L'intero retaggio storico della civiltà occidentale è stato trasformato in un campo di battaglia», scrive Furedi, «la posta in gioco in questo conflitto non potrebbe essere più alta. Perché quando si contamina il passato diventa quasi impossibile dare un senso alla vita delle persone nel presente». Come nota Andrea Zhok nella prefazione, «la forma che prende tipicamente questo intento di giustizia postuma è quella di una correzione del passato nel passato, non delle conseguenze materiali presenti. L'operazione non tocca mai proprietà e capitali [...] ma incide in maniera pesante quanto arbitraria sulle forme di vita presenti». Una società che perde il contatto con la propria storia smarrisce se stessa. E sprecare l'eredità del passato significa anche tradire ciò che di meglio l'umanità ha costruito. Sfidare questa deriva, avverte Furedi, è una delle battaglie intellettuali più importanti del nostro tempo. Prefazione di Andrea Zhok




    La radice del male di Adam Rapp (NN)

     Adam Rapp indaga le piccole crepe che segnano il destino di una famiglia perbene; solchi che possono diventare abissi o aprirsi alla luce, se si trova il coraggio di chiedere aiuto.

    Questo libro è per chi conserva ancora le figurine della sua infanzia, per chi aspetta con trepidazione una nuova stagione di Monster, per chi teme i pensieri che si risvegliano con la luce del giorno, e per chi seguendo il suono di una voce amata viaggia con la mente oltre le pareti di casa, sempre più lontano, fino agli azzurri oceani dell’infinito.

    «Un romanzo magistrale che scruta il cuore oscuro dell’America, con una grazia e una sagacia impareggiabili.» - Richard Ford


    Elmira, New York, estate 1951. Myra Larkin, tredici anni, dopo la messa accetta un passaggio da un ragazzo affascinante che dice di essere Mickey Mantle, la giovane promessa degli Yankees. Quella notte, i vicini di casa di Myra vengono brutalmente assassinati, e i sospetti ricadono su uno sconosciuto molto simile al suo nuovo amico. È il primo di una serie di episodi di cronaca nera che incrociano la vita dei Larkin, mentre ognuno di loro insegue a suo modo il sogno americano. Myra, che cresce da sola il figlio Ronan dopo che il marito ha avuto una crisi psicotica, è l’unica a tenere i contatti con la famiglia: con Lexy, donna in carriera, e Fiona, eterna ribelle e attrice mancata a Broadway; e con Alec, ombroso e sfuggente, tormentato dai fantasmi di un’infanzia segnata dagli abusi e dall’indifferenza della madre, la cattolicissima Ava. E quando proprio Ava inizia a ricevere inquietanti cartoline anonime, presagio di eventi terribili, soltanto Myra, con l’aiuto del figlio, avrà la forza di affrontare quel male oscuro che sta inghiottendo la sua famiglia. La radice del male racconta un’America dove la quotidianità è intrisa di violenza, e la casa è insieme rifugio e pericolo




    Brucia il paradiso offerto sulle mani di Pol Guasch (Fandango)

     Un romanzo poetico e malinconico sull’amicizia, l’amore e la giovinezza in un mondo in rovina. Rita e Líton cercano speranza e libertà in un paesaggio devastato, tra desideri, legami e catastrofi ambientali, trasformando la loro amicizia in un atto di resistenza immaginativa contro un futuro senza futuro




    Booktrailer | "Master of the Hunt"