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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    giovedì 6 marzo 2025

    Artaud soffre – Il saggio cubista di Donato Di Poce - Intervento di Marco Sbrana*

    In Eliogabalo di Antonin Artaud si trova l’espressione “fiumi di sperma”. Lo lessi per la prima volta in comunità psichiatrica: prestito del mio compagno di stanza. Trovo questi due elementi strettamente interconnessi, e credo rispecchino la poetica di Artaud. Donato Di Poce, nel suo libro del 2019 Il poeta e il suo doppio, edito I Quaderni del Bardo, inizia il saggio su Artaud suddividendone la produzione in branchie Scrittura Automatica visionaria-alchemica; invettiva metalinguistica di rivolta antigrammaticale; Animismo escrementale; Poesia Totale e pittogrammatica; Anarchismo polisemico creattivo e rigeneratore; Ecolalia primordiale e battesimale. Si tratta, in Di Poce, di un saggio atipico, di matrice prettamente cubista. Specchio dell’artista che vuole studiare nella carnalità delle sue parole. Se un poeta parla di un poeta, la focalizzazione – si dice in scrittura creativa – è interna. Focalizzazione sulla parola. Mi pare che, dal punto di vista non già del significato (pescando da Saussure, e poi da Lacan, e quindi da Carmelo Bene) ma del significante, il poeta, col tramite della parola inserita in contesti atipici, cerchi la luce. Anche Baudelaire cercava la luce, se preleviamo il significato dalle sue composizioni e lasciamo il significante, la traccia, il segno. Come ha fatto per Pier Paolo Pasolini, Di Poce delinea – cito – un trattato su Artaud che vada “oltre i luoghi comuni della contraddittorietà, e della follia”. Oltre lo scandalo, al nocciolo duro. Dopo un quadro alquanto generico ma lessicalmente saturo su Cahiers e Pittogrammi, Di Poce rompe il patto col lettore per inserire, all’interno di un libro che si presuppone essere di critica, una raccolta di componimenti poetici. Trovo la scelta in linea con Artaud: è il flusso, è l’incandescenza, è la semantica spezzata, è lo sperma.

    “Un tomo di sangue e visioni

    Che ci obbliga a credere alla vita.”

    Così scrive Di Poce nella poesia XI. Un uomo segnato dal lutto di sé – un Cechov schizofrenico, antiedipico – come Antonin Artaud, in che modo crede nella vita? In che modo, ammesso e non concesso che la tesi sopraesposta abbia senso, cerca la luce? Cantava De André: Per chi viaggia in direzione ostinata e contraria, col suo marchio speciale, di speciale disperazione; che tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi, per consegnare alla morte una goccia di splendore. Ora, in prosa, significato e significante stanno in rapporto identitario; in poesia, solo la musica conta. Lo stesso coagulo di parole, se cantato, assume la sua carica di sperma, di vita, di flusso artaudiano. Elettroshock, malattia. La vita è perdita di sangue, la vita di Artaud in particolare, tanto quanto la vita del giovane Eliogabalo. Ma è nel libro sacro, nel tomo, del sangue e della psicosi, che i poeti – quando cantano davvero – ricercano la luce, obbligati a credere nella vita.

    Di Poce ha qualità di sintesi: distici interni ai componimenti godono di autonomia. E lo sa. Il terzo blocco del libro è costituito da – neologismo – “poesismi”: lampi di luce in prosa poetica.

    Ne cito alcuni che mi paiono studiare Artaud nella visceralità della parola, non tanto nel significato che sfocia nel prosastico.

    “La follia non è un dono

    Ma un precipizio vivente

    Una grazia che aiuta a pensare oltre.”

    Il mio preferito cita Montale (ricordiamo il “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato”)

    “Non chiedete ai poeti la parola che plachi

    Non ascoltate i pifferai dell’effimero

    La poesia è fuoco che arde sotto la cenere.”

    Aggiungo, con Montale:

    Codesto solo oggi possiamo dirti

    Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

    Il seguente, invece, sembra riassumere l’idea lacaniana di irruzione del Reale, di rottura del tessuto linguistico (Artaud, ovvio, ma anche Carmelo Bene con Nostra signora dei Turchi)

    “Io non sono un poeta

    Io sono lo squilibrio vivente della scrittura

    Il paradosso negato dell’essere

    La singolarità plurima integrale

    Il prisma intangibile del male.”

    Notiamo l’ossimoro, caro a Di Poce quando scriveva di Pasolini: negato/essere; singolarità/plurima/integrale. Il sottotesto politico, che non può – ripetendo – non avere a cuore un poeta appassionato di PPP, è dato non già tanto dai poesismi, quanto, nell’atipico saggio Il poeta e il suo doppio, dalle illustrazioni, che accompagnano i testi di Di Poce, realizzate da Emanuele Gregolin. L’Io, pare dire Di Poce parafrasando Artaud e la corrente in cui lo si può far rientrare, a partire dalla frammentazione linguistica di matrice joyciana, è un anticorpo della società; in particolare l’Io del poeta: vediamo, a pagina 65, un volto schizzato sopra la città, sovrapposto, ingrandito. “Io sono un artista martire”, dice Di Poce. “Colature di silenzi”, è di nuovo Di Poce quando accompagna il disegno di un taccuino che contiene un uomo stilizzato, come a dire che nel flusso poetico – sperma, di nuovo sperma – il soggetto è sempre parlato, marchiato indelebilmente dall’Altro da cui non si deve affrancare ma che deve ereditare soggettivamente, facendo sua la radice. È poi un blocco, nel saggio di Di Poce, più tradizionale. Che inizia con l’ammissione di impotenza nel definire in modo ordinato (come a sprazzi è la presente recensione, penso coerentemente) Antonin Artaud. Un poeta (Di Poce) che studia un poeta-critico (un autore, insomma, Artaud) che descrive le meccaniche sociali dietro la tragedia di un altro poeta (visivo), Vincent Van Gogh. Matrioska riuscita. Come se non bastasse, Di Poce studia le parole che Derrida gli ha dedicato. Si inscrive così Artaud, malmenato da una società miope e fondata sull’ordine psichiatrico repressivo, parimenti a quella che aveva ucciso Van Gogh, nel tessuto e nella corrente del Decostruzionismo? Sarebbe controintuitivo incapsulare uno schizofrenico (echi di antipsichiatria, ci sarebbe da parlarne) in uno schema culturale e quindi sociale. Dunque, diciamo di no. Con la locuzione “il gioco del fascismo eterno di dio” si chiude la lettera – che Di Poce riporta – di Artaud a Pablo Picasso. L’ho letta qui per la prima volta. Mi sembra che il dolore di Artaud, affamato, picchiato, figlio unico, non perdonato, vinca sulla sua genialità. La società, l’ordine psichiatrico, la fame: hanno vinto loro. È sempre così, pare sentenziare Di Poce. Possono, però, esultare solo nella vita; in letteratura, è il vinto che il poeta ama, a cui restituisce dignità. Il libro di Di Poce conferma l’amore per una scrittura plurilinguistica di contaminazione tra saggio, poesia. Un respiro di scrittura che aspira a un concetto e una praxis d’arte totale. Il poeta scende dal palcoscenico del teatro e mette in scena la vita con tutte le sue colature d’amore e di dolore con tutta la sua voglia spermatica generatrice e copulatrice con il mondo. Ma mi chiedo se il dolore non ci surclassi. Ho letto di recente lo splendido Storia di mia vita. Memoir di un senzatetto polacco che vive a Roma dagli anni Novanta, si chiude con una frase che riutilizzo volentieri, e che mi sembra adatta:

    Qui voglio finire mio racconto, perché ho sofferto troppo.

     


    *Marco Sbrana, nato a Milano il 26/03/2003, frequenta c/o la Scuola Mohole di Milano il corso di Scrittura Creativa Avanzato. Sta approfondendo studi sulla narrativa Americana del ‘900 (in particolare McCarthy, Faulkner, Carver). Quanto agli studi di cinematografia, sta lavorando a ricerche su F. Fellini, P. T. Anderson, D. Lynch, e i fratelli Coen. Ha scritto un romanzo sui disturbi mentali e le strutture sanitarie, oltre a diversi racconti e poesie. Al momento, la sua produzione è inedita.





    Carlo Molinari - Perché sono nato? - Booktrailer

    mercoledì 5 marzo 2025

    56 giorni di Catherine Ryan Howard (Fazi)

    Un avvincente thriller psicologico che racconta una storia d'amore ambientata durante il lockdown, in cui nessuno dei due protagonisti è chi dice di essere.

    Nessuno sapeva che vivevano insieme. Ora uno dei due è morto. Potrebbe essere questo il delitto perfetto? 56 giorni prima Ciara e Oliver si incontrano per la prima volta in un supermercato di Dublino, durante una pausa pranzo come tante; tra loro scatta subito la scintilla e, nel giro di pochi giorni, iniziano a frequentarsi. Nella stessa settimana, il Covid-19 raggiunge le coste irlandesi. 35 giorni prima. Quando il lockdown minaccia di tenerli separati, Oliver suggerisce di andare a vivere insieme nel suo appartamento. Nonostante si conoscano da poco, Ciara accetta: per lei è l'unico modo di far funzionare la relazione sfuggendo al controllo della famiglia e degli amici. Per Oliver è l'unico modo di nascondere la sua vera identità. Oggi. Nell'appartamento di Oliver viene trovato un cadavere in decomposizione. Gli investigatori si buttano a capofitto nell'indagine: riusciranno a capire cosa è realmente accaduto, oppure la pandemia ha permesso a qualcuno di commettere il delitto perfetto?

    Claudio Bisio: Il talento degli scomparsi. Romanzo

    martedì 4 marzo 2025

    L'uomo che non voleva piangere di Stig Dagerman con la traduzione di Fulvio Ferrari (Iperborea)

    Da un autore di culto della letteratura svedese del Novecento, sedici racconti tra realismo sociale e visionarietà


    Maestro del racconto realistico ma anche visionario frequentatore del fantastico, erede della grande tradizione della narrativa sociale svedese e insieme originale ammiratore di Kafka: Stig Dagerman fu tutto questo. Sperimentatore e innovatore, nei suoi romanzi alterna l'adesione alla realtà a una poetica dell'assurdo dove gli universi narrativi assumono forti connotazioni simboliche. E questa versatilità emerge anche nei suoi numerosi racconti, che furono in parte pubblicati in vita e in parte raccolti solo dopo la prematura morte dello scrittore. Racconti tra loro assai diversi, e tuttavia in ciascuno ritornano i temi che caratterizzano nel complesso la sua scrittura: il terrore senza nome e senza apparente ragione che attanaglia il protagonista dei Vagoni rossi, la topografia onirica e gli ossessivi sensi di colpa nell'Uomo di Milesia, ma anche il flusso di coscienza in cui – in Dov'è il mio maglione islandese? – il narratore costruisce con un linguaggio duro, cattivo e disperato una versione menzognera e illusoria della propria esistenza per poi, reso confuso e inerme dall'ubriachezza, smontarla e rivelare tutta la propria infelicità, il proprio bisogno d'amore. Dagerman come sperimentatore, dunque, ma il suo sperimentare non è mai fine a se stesso: è piuttosto l'incessante ricerca di mezzi espressivi che permettano di presentare in modo vivo, quasi violento, le grandi questioni dell'esperienza umana. Anzitutto il senso della sofferenza e poi la costante ricerca di un amore che è allo stesso tempo indispensabile e irraggiungibile



    BOOKTRAILER: Sobre a medicina antiga, de Hipócrates

    lunedì 3 marzo 2025

    SM Studio | Con il suo Pinot Bianco pluripremiato, Le Monde porta il Friuli più autentico a un pubblico globale.

    SM Studio | Con il suo Pinot Bianco pluripremiato, Le Monde porta il Friuli più autentico a un pubblico globale.

    L' angelo di pietra. Un'indagine dell'inquisitore Girolamo Svampa di Marcello Simoni (Einaudi)

    Nella Ferrara del Seicento si aggira un assassino di donne che sembra spostarsi tra il mondo onirico e la realtà, lasciando dietro di sé solo un profumo di fiori. Per fermarlo ci vuole qualcuno che non sia facile preda della suggestione e dell'inganno. Qualcuno in possesso di una razionalità ferrea. L'orgoglio intellettuale ha sempre procurato problemi a fra' Girolamo Svampa, fin dai tempi in cui viveva a Roma. E le cose non sono migliorate nell'ex capitale estense, dove da poco è stato nominato inquisitore generale. Il suo carattere scontroso, incapace di empatia, non accenna a addolcirsi nemmeno davanti alla richiesta d'aiuto di una giovane aristocratica, che giura di essere stata posseduta carnalmente da un incubus. Liquidare la ragazza senza troppi riguardi si rivela però un grave errore. Proprio mentre i suoi nemici ordiscono contro di lui trame ogni volta piú pericolose, lo Svampa deve far fronte a delitti che paiono legati a cause sovrannaturali. Ad affrontare insieme a lui queste acque inquiete ci sono la splendida Margherita Basile, amante, artista, spia, Cagnolo Alfieri, coraggioso uomo d'armi, e padre Francesco Capiferro, confratello dalla prodigiosa cultura. Anche se nemmeno degli amici bisogna mai fidarsi troppo. «Abituato sin dall'infanzia a isolarsi nelle proprie meditazioni, l'inquisitore si accorse all'improvviso che il canto era cessato. E ripensò all'angelo di pietra. La prospettiva di ritrovarselo di fronte gli risultò cosí sgradevole da infondergli il desiderio di ritornare al piano inferiore per rifugiarsi altrove. Ma dove?, si domandò in un crescendo di malanimo. La navata maggiore, il chiostro, il refettorio e qualsiasi altro ambiente del convento, in quell'ora della giornata, ospitavano gruppetti di confratelli intenti a pettegolare alla stregua di comari in attesa della cena per poi andare a dormire. Persino la biblioteca delle Crocette l'avrebbe esposto al rischio d'imbattersi in qualche scocciatore. Gli avrebbero forse offerto maggior quiete le prigioni, rise dentro di sé fra' Girolamo. Infine, rassegnato, raggiunse lo studiolo e richiuse la porta alle proprie spalle, sedendo davanti all'intruso. Ruax, l'angelo vorace»


    IL MOSTRO DI MILANO di Fabrizio Carcano (book trailer)

    domenica 2 marzo 2025

    Booktrailer del libro THE CREATOR: DOVE TUTTO HA INIZIO, un libro di Jorma Planet

    L'arte della gioia di Goliarda Sapienza (Einaudi)

     Da questo romanzo è stata tratta la serie tv diretta da Valeria Golino

    Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale.

    «Non c'è niente da fare, ogni dieci anni bisogna rileggere i libri che ci hanno formato se si vuol venire a capo di qualcosa.»

    «Il tempo lavorerà a favore dei libri di Goliarda Sapienza. E questo non è un augurio: è una convinzione». – Cesare Garboli


    L'arte della gioia è un libro postumo: giaceva da vent'anni abbandonato in una cassapanca e, dopo essere stato rifiutato dai principali editori italiani, venne stampato in pochi esemplari da Stampa Alternativa nel 1998. Ma soltanto quando uscí all'estero – in Francia, Germania e Spagna – ricevette il giusto riconoscimento. Nel romanzo, tutto ruota intorno alla figura di Modesta: una donna vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune. Una donna siciliana, una «carusa tosta» in cui si fondono carnalità e intelletto, che attraversa bufere storiche e tempeste sentimentali protetta da un infallibile talismano interiore: «l'arte della gioia». Modesta nasce il primo gennaio del 1900 in una casa povera, in una terra ancora piú povera. Ma fin dall'inizio è consapevole, con il corpo e con la mente, di essere destinata a una vita che va ben oltre i confini del suo villaggio e della sua condizione. Ancora ragazzina è mandata in un convento e da lí, alla morte della madre superiora che la proteggeva, in un palazzo di nobili. Qui il suo enorme talento e la sua intelligenza machiavellica, le permettono di controllare i cordoni della borsa di casa, e di convertirsi in aristocratica attraverso un matrimonio di convenienza. Tutto ciò senza mai smettere di sedurre uomini e donne di ogni tipo. Amica generosa, madre affettuosa, amante sensuale, Modesta attraversa la storia del Novecento con quella forza che distingue ogni grande personaggio della letteratura universale




    sabato 1 marzo 2025

    Spazialità e temporalità nell'architettura di Maurizio Ricci (Mimesis)

    Il saggio affronta i concetti di spazialità e temporalità nell’architettura attraverso le teorie che determinano la stessa disciplina, ma anche tematizzando il suo specifico trascorrere nel tempo. L’autore esamina inizialmente il contesto francese del Sei-Settecento, nel quale appare per la prima volta una considerazione del fondamento arbitrario delle regole relative agli ordini di colonne e del problema della loro applicazione. In secondo luogo, concentra la sua riflessione sull’autonomia disciplinare della storia dell’architettura e sui suoi limiti nel pensiero di Gustavo Giovannoni, per ragionare successivamente, tramite il richiamo al lavoro di Emilio Garroni, sulle difficoltà di un approccio all’architettura come “linguaggio”. Infine, vengono approfonditi due casi sulla temporalità dell’architettura, ove si ripercorrono temi cari al pensiero di Cesare Brandi e dell’oggi quasi dimenticato Wilhelm Pinder, influente storico dell’arte tedesco, al quale si deve la più compiuta formulazione del problema delle “generazioni” nella storia delle arti.


    Booktrailer di "Le assaggiatrici", Rosella Postorino - Lara Grassi

    giovedì 27 febbraio 2025

    Nine Words From Jesus (That Will Change Your Life!)

    “Tra mente e cuore” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno) di Valentina Terranova: quattro racconti intensi di speranza e riscatto

    Attraverso personaggi ricchi di umanità e ambientazioni intrise di introspezione, Terranova ci conduce in un mondo dove ricordi, rimpianti e scelte si intrecciano in un mosaico di emozioni. “Tra mente e cuore” non è solo un libro, ma una finestra sul vissuto di vite ordinarie e straordinarie, capaci di toccare le corde più intime del lettore.

    L’opera è un invito a riflettere sulla condizione umana, sull’amore, la perdita e la ricerca di senso in un mondo in continuo cambiamento. La scrittura della Terranova si distingue per la sua eleganza e la capacità di trasformare il quotidiano in poesia.

    Dichiara Valentina Terranova (l’autrice): “Tra mente e cuore è il luogo in cui i racconti vengono concepiti dall’autore, Valentina Terranova, è lo spazio della penna tra foglio e capo chino su di esso. Quattro racconti per parlare di speranza, riscatto e redenzione. (M)Nonna Lisa è una ottantacinquenne chiusa in una casa di riposo, desiderosa di riscattare la sua vita e darle un senso. In Alfa o Omega, Gigi, un malato di mente, troverà un’insolita soluzione ai suoi disturbi, il figlio Nino, riuscirà a dare valore alla vita sbagliata del padre. Giovanni Gurrieri è il protagonista de Il Rimedio, un professore stanco, che troverà rimedio nella scrittura. Carla Di Maritino è una giovane donna, ha difficoltà a relazionarsi con gli uomini, ridurrà in coriandoli la sua brutta esperienza. Il percorso di ciascun protagonista, che risulta profondamente vero, non è solo esteriore, ma scende nel profondo dell’anima, i loro dubbi, timori e speranze, sono gli stessi di chi si immerge nella lettura delle vicende; alla ricerca del vero senso della vita che poi, è lo scopo, cosciente o meno, di ogni essere umano”.

    La copertina del libro, illustrata da Alice Cavallo, aggiunge un ulteriore livello di espressione artistica, completando questa opera unica.

    Valentina Terranova (1977) nasce e vive a Modica in Sicilia. È un’operatrice socio assistenziale e sanitario sempre a contatto con le persone e con le vicende umane dalle quali si lascia ispirare. La scrittura è per lei un’amata compagna dall’età di quattordici anni. Nel 2000 scrive la sua opera prima “Guardare oltre”, un lungo racconto che l’autrice definisce immaturo da un punto di vista letterale e che conserva gelosamente in quanto rappresenta il primo tassello di un percorsodi crescita. Scrive poesie. Nel 2013 scrive un corto teatrale “La Cantina” a seguito di un corso di scrittura drammaturgica che viene portato in scena dal gruppo di attori partecipanti allo stesso corso. Si dedica alla scrittura di favole, nel 2015 pubblica, in modo autonomo ed in via del tutto sperimentale, la favola “Il cocomero magico” con LULÙ piattaforma online. Nel 2017 la sua poesia. “A mia madre” viene selezionata e pubblicata nell’antologia “Il Federiciano 2017” a seguito dell’omonimo concorso. Nel 2020 pubblica con Kreativamente Editore la favola “La danza delle coccinelle”; nello stesso anno riceve il “Premio Speciale per la Creatività” e si aggiudica un secondo posto partecipando al concorso UN RACCONTO PER PENSARE indetto da Locali per Pensare pagina Facebook con «L’uomo dai capelli bianchi»; nel luglio 2023 il suo racconto “È l’ora” viene selezionato e pubblicato nella seconda edizione della raccolta “Raccontami di Te…”, arricchita dalle opere in immagini che i racconti hanno ispirato, edito da Malia.

     

    Per ulteriori informazioni, contattare:

    I Quaderni del Bardo Edizioni


    Email: iquadernidelbardoed@libero.it
    Sito web: https://www.quadernidelbardoedizionilecce.it/

    per consultare le pubblicazioni andare nella sezione blog del sito


    mercoledì 26 febbraio 2025

    Mariano di Gesù al Princess Hotel di Giuseppe Sorgi (Salani)

     Portando dalla sua esperienza teatrale una formidabile gestione delle voci e dei tempi comici, Giuseppe Sorgi ha creato un giallo originale e fulminante, nel quale l'imprevisto, dispettoso com'è, accade con puntualità diabolica.


    Accompagnare i suoi genitori a Edimburgo, per festeggiare le loro nozze d'oro, non è esattamente ciò che Jole chiamerebbe una vacanza. Semmai, un supplizio. Sua madre ha un carattere complicato, e suo padre da sempre asseconda la moglie in tutto. Benché Jole sia pronta al peggio quando, dopo un volo turbolento, mette piede nell'elegante hall del Princess Hotel, non può immaginare quali imprevisti le abbia riservato il soggiorno scozzese. Poche ore più tardi, infatti, in quell'albergo avverrà una serie di decessi. Cosa unisce quelle morti? Possibile che si tratti di una fatale coincidenza, come qualcuno vorrebbe far credere? Non spetta certo a lei indagare, ma un altro ospite italiano dell'albergo, Mariano Di Gesù, straripante e ficcanaso come un incrocio tra Poirot, Miss Marple e la signora Fletcher, si è messo in testa di risolvere il caso e di coinvolgere la donna, trascinandola con sé in una serie di guai, pericoli e situazioni surreali.


    L'AMORE SU INTERNET di Alessandro Perugini (book trailer)

    martedì 25 febbraio 2025

    La prima indagine delle regine del giallo di Marie Benedict (Newton Compton Editori)

     Riusciranno le nostre Regine a dare un volto all’assassino e a salvare il segreto di Dorothy? Cinque talentuose scrittrici e un mistero da risolvere che sembra venuto fuori dalle pagine dei loro romanzi.

    «Marie Benedict porta i suoi formidabili talenti a un nuovo livello in questo romanzo... Suspense mozzafiato e amicizia femminile creano una combinazione inebriante in questo libro meraviglioso, che terrà gli appassionati sia di narrativa storica che di thriller divisi tra il voler scorrere le pagine e il voler assaporare ogni parola.» - Pam Jenoff


    Londra, 1930. Le cinque più grandi scrittrici di gialli si sono unite per formare una società segreta con un unico obiettivo: dimostrare di non essere seconde a nessuno dei loro colleghi maschi nel leggendario Detection Club. Guidato dalla formidabile Dorothy L. Sayers, il gruppo include Agatha Christie, Ngaio Marsh, Margery Allingham e la baronessa Emma Orczy. Si fanno chiamare le Regine del Giallo. Il loro piano? Risolvere un vero caso, quello della morte di May Daniels, una giovane donna inglese trovata strangolata in un parco in Francia. Determinate a far luce sull'omicidio ormai su tutti i giornali, le Regine del Giallo intraprendono la loro indagine, scoprendo che l'unione fa la forza. Ma presto l'assassino prende di mira Dorothy Sayers, minacciando di rivelare un oscuro segreto del suo passato che lei ha sempre fatto di tutto per tenere privato. Riusciranno le nostre Regine a dare un volto all'assassino e a salvare il segreto di Dorothy? Cinque talentuose scrittrici e un mistero da risolvere che sembra venuto fuori dalle pagine dei loro romanzi

    Booktrailer My Favorite Student (My Favorite Student #1)

    lunedì 24 febbraio 2025

    Barracuda di Christos Tsiolkas (Playground)

     Danny Kelly è un vivace quattordicenne di Melbourne, figlio di una parrucchiera di origini greche e di un camionista di origini scozzesi. Vive in uno dei quartieri più poveri e multietnici della città, e ha un talento sportivo fuori del comune: è un nuotatore veloce e resistente. Notato da Frank Torma, un allenatore molto esperto, Danny riceve una borsa di studio sportiva per il liceo privato più prestigioso di Melbourne, dove può allenarsi con lo stesso Torma e coltivare il suo sogno: diventare un nuotatore professionista e vincere una medaglia d'oro alle Olimpiadi di Sydney del 2000. Per Danny la nuova scuola, da lui ribattezzata il Liceo degli Stronzi, è un’esperienza traumatica e allo stesso tempo entusiasmante, che da una parte lo mette a confronto con le differenze di classe, con il senso della propria inadeguatezza, e dall'altra alimenta in lui un senso di rivalsa sempre più forte. Tuttavia, dopo i primi successi sportivi a livello nazionale, che sembrano proiettarlo verso quel destino olimpico che si era prefissato, Danny conosce un imprevisto scacco sportivo. E da quel momento la sua vita prenderà una nuova e pericolosa strada, costringendolo a ricostruire il suo presente e a ripensare il proprio futuro, emancipandosi dalla vergogna e dal senso di colpa legati ai suoi errori e ai suoi fallimenti






    Scilla Zanne di Serpente - Booktrailer | Il Battello a Vapore

    domenica 23 febbraio 2025

    Gianni Sassi fuorigabbia. Pubblicità, grafica, editoria, musica, ecc. a cura di Filippo Pennacchio (Mimesis)

    Pubblicitario, art director, editore, discografico, promotore di eventi: Gianni Sassi è stato tutte queste cose insieme, e anche molto altro. Dalla Cramps ad “Alfabeta”, da Pollution a MilanoPoesia, passando per riviste d’arte sui generis, concerti memorabili e campagne pubblicitarie spregiudicate, Sassi ha attraversato trent’anni di cultura italiana. Lo ha fatto collaborando con artisti e intellettuali fra i più importanti del secondo Novecento, reinventandosi sempre e andando oltre gli steccati artistici e mediali. Soprattutto, come pochi altri è stato in grado di tenere un piede nel mercato e uno in quello dell’avanguardia e delle controculture, spesso puntando a cortocircuitare le rispettive logiche. Gianni Sassi fuorigabbia racconta questo percorso, soffermandosi su alcune sue tappe fondamentali. Insieme, prova a mettere in prospettiva la figura di Sassi, anche per capire se qualcosa del suo modo di fare cultura rimane vivo oggi, a più di trent’anni dalla morte



    THE TEARS OF THINGS by Richard Rohr (March 4, 2025) | Official Book Trailer