Michael Hudson trascorre le sue lunghe giornate in carcere divorando
libri che gli sono stati dati dalla bibliotecaria della prigione, una
giovane donna di nome Anna che sviluppa un debole per il suo miglior
studente. In un luogo in cui è difficile trovare speranza, il potere dei
libri può essere una luce nel buio. Ad alcuni detenuti come Michael il
lavoro di Anna sta cambiando la vita. La bibliotecaria continua a
passargli altri romanzi fino a quando il giovane viene improvvisamente
rilasciato dopo che un detective privato ha manipolato un testimone nel
suo processo. Il detective è Phil Ornazian, un uomo spregiudicato che,
insieme a un poliziotto in pensione, ruba i soldi sporchi di papponi e
criminali con azioni violente. Fuori dal carcere Michael trova la città
di Washington D.C. profondamente cambiata. Le trasandate vetrine di un
tempo ora ospitano birrerie all’aperto, caffè alla moda e negozi di
fiori. Non è cambiata invece la tentazione del crimine. Michael deve
scegliere tra chi è riuscito a farlo uscire di prigione e la donna gli
ha mostrato una vita diversa. Cercando di bilanciare il suo nuovo lavoro
da lavapiatti, l’amore per la lettura e il debito che deve all’uomo che
lo ha liberato, Michael fatica a capire quale sia la sua strada, prima
di perdere il controllo. Intelligente e frenetico, L’uomo che amava i
libri, ventunesimo romanzo di Pelecanos, è una storia di scelte
difficili, che parla di riscatto e del potere universale dei libri.
Un’analisi profonda della mentalità criminale, scritta da un autore che
ha dedicato molte ore ai programmi letterari per carcerati.
Pagine
Evidenzia Libri - Libri e dintorni news
domenica 26 aprile 2020
Pubblicato il bando del Premio Letterario “Città di Ladispoli” | Centumcellae News
Expo Magazine: concorso letterario online - CorriereUniv.it - Corriere dell'Università Job
Al via "Scritture di Lago", premio letterario che promuove la bellezza dei laghi prealpini - Ciao Como
Al via "Scritture di Lago", premio letterario che promuove la bellezza dei laghi prealpini - Ciao Como: Ieri, nella Giornata Internazionale del Libro, è stato presentato Scritture di Lago, premio letterario dedicato alla letteratura di lago, un concorso per s
Concorso letterario “Lampi di Poesia”, iscrizioni aperte sino al 30 aprile – PiemonteTopNews
Concorso letterario “Lampi di Poesia”, iscrizioni aperte sino al 30 aprile – PiemonteTopNews: TORINO. Resteranno aperte sino al 30 aprile le iscrizioni al concorso letterario Lampi di Poesia - S
Pederobba, 300 testi al concorso di poesia “Onigo-Mura Bastia” 2020 dedicato ad Apollinaire e Sepulveda
sabato 25 aprile 2020
iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks
Il vento selvaggio che passa di Richard Yates (Minimum Fax)
Penultimo romanzo di Richard Yates, pubblicato negli Stati Uniti nel 1984 e rimasto inedito in Italia fino a oggi, Il vento selvaggio che passa
torna, a distanza di più di vent'anni, a esplorare i grandi temi che
erano stati al centro di Revolutionary Road: la vita coniugale come
trappola in cui si accumulano tensioni, il contrasto tra gli slanci
dell'ambizione e la realtà crudele della vita, le aspirazioni e i
compromessi.
Michael Davenport è un poeta ambizioso, convinto
che il proprio talento lo porterà alla fama, e insegue un'idea di arte
lontana da ogni compromesso. Nonostante abbia scoperto, appena dopo le
nozze, di aver sposato una ricchissima ereditiera, accetta un modesto
impiego in una visita di second'ordine in attesa di una svolta nella sua
carriera di scrittore. La giovane moglie Lucy non capisce perché
Michael si rifiuti con tanta ostinazione di sfruttare un benessere
economico che è a portata di mano, ma si adatta al nuovo tenore di vita e
anzi resta ammaliata dall'ambiente bohémien fatto di giovani artisti di
successo e ragazze affascinanti. Però di una cosa Lucy è certa: tutte
le persone che frequenta e che ha intorno sembrano più felici di lei.
Penultimo romanzo di Richard Yates, pubblicato negli Stati Uniti nel
1984, "Il vento selvaggio che passa" riprende, a distanza di più di
vent'anni, i grandi temi che erano stati al centro di Revolutionary
Road: la vita coniugale come trappola in cui si accumulano tensioni, il
contrasto tra gli slanci dell'ambizione e la realtà crudele della vita,
le aspirazioni e i compromessi. Concentrandosi sul conflitto fra talento
e mercato rende omaggio con rara intensità a Francis Scott Fitzgerald:
per Yates, l'unico maestro e modello. Con omaggi di Kurt Vonnegut. Andre
Dubus e Seymour Lawrence.
La fabbrica di Joanne Ramos (Ponte alle Grazie)
Protagoniste sono le donne, vittime e
carnefici di un meccanismo sottile e perverso, in cui si intrecciano
ambizione e potere, desiderio di riscatto e spirito di sacrificio. Il
risultato è un affresco spietato e insieme toccante di un universo
femminile costretto a fare i conti con i propri valori e sentimenti più
profondi.
«L'equivalente contemporaneo del "Racconto dell'ancella"; uno degli esordi più attesi dell'anno, e con ragione» – Cosmopolitan
Jane
è una giovane madre single immigrata negli Stati Uniti dalle Filippine.
Vive in un dormitorio nel Queens, a New York, insieme alla cugina
Evelyn e a tante altre donne che, come lei, sono venute qui con la
speranza di una vita e di un futuro migliori. Dopo i primi lavori presso
alcune facoltose famiglie di Manhattan, Jane riesce a entrare a Golden
Oaks, una residenza idilliaca nelle campagne del fiume Hudson che ospita
«madri surrogate», donne e ragazze bisognose come Jane, che concedono
il proprio corpo alle ricche «clienti» in cambio di un compenso che
potrà letteralmente trasformare la loro vita. Ben presto, però, affiora
il durissimo compromesso a cui devono adeguarsi le «Ospiti»: Golden
Oaks, gestita da un’ambiziosa donna d’affari di origini cinesi, è in
realtà una prigione dorata, un ambiente «calibrato per massimizzare il
potenziale fetale», dove le ospiti sono tenute sotto strettissima
sorveglianza. L’esperienza straziante a cui va incontro Jane è una
versione inquietante del sogno americano, dove il denaro permette di
comprare e vendere qualunque cosa, persino la vita.
venerdì 24 aprile 2020
iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks
IN POETRY WE TRUST … ARTISTI LIBERI PER IL 25 aprile 2020 Da un’idea di Emanuela Rizzo e Stefano Donno
Continua la fitta collaborazione tra l’artista e poetessa Emanuela
Rizzo di Parma e la casa editrice salentina I Quaderni del Bardo
Edizioni di Stefano Donno. Sarà un 25 aprile diverso quello del 2020.E
dunque dove solitamente la Festa della Liberazione è accompagnata da
cortei e marce per le vie della città, magari con l'accompagnamento di
bande musicali del posto, questa volta per le strade regnerà il
silenzio. Infatti l'emergenza coronavirus quest'anno ha cambiato,
rivoluzionato e ridefinito tutto e dappertutto. Così, non potendo
svolgersi manifestazioni per le strade l’artista e poetessa Emanuela
Rizzo di Parmae l’editore Stefano Donno insieme a Luca Ariano, Alessio
Zanichelli, e Rita D’Annunzio chiamano a raccolta il 25 aprile artisti,
poeti, letterati e scrittori, insomma il mondo della cultura a unirsi in
video sulla pagina FacebookIostoacasaequestaseravileggounapoesia
Info link
“Siete invitati per la giornata del 25 aprile a inviarci video come
letture di poesie, esibizioni musicali o di ogni espressione artistica
che vi rappresenti e che abbiate il piacere di dedicare a questa
importante data storica, che non possiamo dimenticare. Durante la
giornata ci sara' anche una diretta con letture a tema a partire dalle
ore 17:00”. (Emanuela Rizzo)
“Sono molto contento di poter fare parte di questa iniziativa –
dichiara Stefano Donno editore de I Quaderni del Bardo Edizioni – anche
perché rientra perfettamente nello spirito editoriale con cui la casa
editrice vuole muoversi nel tessuto sociale attraverso l’azione di una
poetica del vivere e l’agire il quotidiano in uno spirito di
condivisione della poesia e del Bello che la poesia riesce a regalare
anche nei momenti più bui come questo”
"Mai dimenticare chi ha speso o sacrificato la propria esistenza per
il valore più alto che esista, che e' quello della liberta'. In un
periodo difficile come questo, nel quale tutti noi abbiamo avuto il
tempo di comprendere l'importanza dei valori e' bene ricordare chi ha
resistito per scelta, in nome di un valore e per restituire liberta'
gratuitamente, senza avere nulla in cambio, anzi, in alcuni casi,
perdendo la propria vita, per assicurare una vita migliore e felice agli
altri.Tra le forme d'amore, gratuito e incondizionato, coraggioso e
impavido, io includo anche questa." (Emanuela Rizzo)
# iostoacasaequestaseravileggoun apoesia
Emanuela Rizzo
Stefano Donno
Andrà tutto bene. Gli scrittori al tempo della quarantena di Giuseppe Festa, Antonella Frontani, Enrico Galiano, Alessia Gazzola (Garzanti)
TUTTI I PROVENTI DELLA VENDITA DI QUESTO E-BOOK SARANNO DEVOLUTI IN BENEFICENZA ALL’OSPEDALE PAPA GIOVANNI XXIII DI BERGAMO
Oggi
la paura ha un nuovo nome: Covid-19. Per sconfiggerlo l’unica strada è
rimanere a casa. Tra le quattro mura che ci hanno sempre protetto e che
ora, però, sono diventate confini invalicabili. Sono diventate quasi un
nemico.
E invece, giorno dopo giorno, chi da sempre lavora con le parole ha scoperto che le stanze, le finestre, anche gli angoli più remoti di casa sono ali verso il mondo. Ognuno di loro ha così scelto il modo per dare vita a questa magia.
Dalle loro case, venticinque scrittori tra i più importanti del panorama italiano hanno dato un senso a questi giorni scegliendo di fronteggiare l’emergenza anche con le armi della letteratura. Per portare la loro quotidianità ai lettori che li amano. E hanno deciso di farlo insieme alla casa editrice Garzanti, devolvendo tutto il ricavato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
C’è chi ha voluto parlare delle sue giornate, delle routine consolidate, delle novità che strappano un sorriso. Delle lacrime che non si riescono a fermare ma anche della forza della natura che scioglie il nodo in gola. Di convivenze forzate, come di distanze dalle persone care che sembrano insormontabili. C’è chi racconta di vicini sconosciuti che non lo sono più e del lavoro che cambia nei suoi strumenti ma non nella sua sostanza. Alcuni ammettono l’errore di aver pensato che non poteva essere tutto vero o danno voce agli animali che invece sono felici che sia tutto vero. Altri affidano le riflessioni su questi strani giorni alla voce dei personaggi amatissimi che hanno creato. Tutti sono sicuri che usciremo più consapevoli di quello che è davvero importante e che ci incontreremo, ci abbracceremo e passeggeremo presto tutti insieme. Sono sicuri che la solidarietà sarà il valore che porteremo con noi senza poterne più fare a meno.
Tutti loro sono convinti che le parole, i libri, le storie, uniscono. Creano vincoli invisibili che spezzano ogni barriera. Mentre leggiamo non siamo mai soli. E siamo forti. E tutto appare come sarà. Perché andrà tutto bene.
E invece, giorno dopo giorno, chi da sempre lavora con le parole ha scoperto che le stanze, le finestre, anche gli angoli più remoti di casa sono ali verso il mondo. Ognuno di loro ha così scelto il modo per dare vita a questa magia.
Dalle loro case, venticinque scrittori tra i più importanti del panorama italiano hanno dato un senso a questi giorni scegliendo di fronteggiare l’emergenza anche con le armi della letteratura. Per portare la loro quotidianità ai lettori che li amano. E hanno deciso di farlo insieme alla casa editrice Garzanti, devolvendo tutto il ricavato all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
C’è chi ha voluto parlare delle sue giornate, delle routine consolidate, delle novità che strappano un sorriso. Delle lacrime che non si riescono a fermare ma anche della forza della natura che scioglie il nodo in gola. Di convivenze forzate, come di distanze dalle persone care che sembrano insormontabili. C’è chi racconta di vicini sconosciuti che non lo sono più e del lavoro che cambia nei suoi strumenti ma non nella sua sostanza. Alcuni ammettono l’errore di aver pensato che non poteva essere tutto vero o danno voce agli animali che invece sono felici che sia tutto vero. Altri affidano le riflessioni su questi strani giorni alla voce dei personaggi amatissimi che hanno creato. Tutti sono sicuri che usciremo più consapevoli di quello che è davvero importante e che ci incontreremo, ci abbracceremo e passeggeremo presto tutti insieme. Sono sicuri che la solidarietà sarà il valore che porteremo con noi senza poterne più fare a meno.
Tutti loro sono convinti che le parole, i libri, le storie, uniscono. Creano vincoli invisibili che spezzano ogni barriera. Mentre leggiamo non siamo mai soli. E siamo forti. E tutto appare come sarà. Perché andrà tutto bene.
Ritanna
Armeni, Stefania Auci, Barbara Bellomo, Gianni Biondillo, Caterina
Bonvicini, Federica Bosco, Marco Buticchi, Cristina Caboni, Donato
Carrisi, Anna Dalton, Giuseppe Festa, Antonella Frontani, Enrico
Galiano, Alessia Gazzola, Elisabetta Gnone, Massimo Gramellini, Jhumpa
Lahiri, Florence Noiville, Clara Sánchez, Giada Sundas, Silvia Truzzi,
Ilaria Tuti, Hans Tuzzi, Marco Vichi, Andrea Vitali.
Io e Clarissa Dalloway. Nuova educazione sentimentale per ragazzi di Francesco Pacifico (Marsilio)
Con tono cavalleresco e un linguaggio esatto e
scanzonato, Francesco Pacifico ci racconta come e perché, nonostante
quello che si possa pensare, Virginia Woolf è (anche) una scrittrice da
uomini. Ci racconta quanto aver sposato una femminista gli ha cambiato
la vita, dimostrando di non aver paura di Virginia Woolf.
Andiamo
a capo e vediamo Richard che già è tornato da Clarissa «con un cuscino e
una trapunta» per proclamare: «Un'ora di riposo assoluto dopo pranzo».
Ridicolo. Richard, il maschio alfa che ha vinto la battaglia per il
cuore di Clarissa, è uno che torna dopo una scena del genere e dice:
«Un'ora di riposo assoluto dopo pranzo». Forse il maschio alfa non
esiste, c'è solo una lotteria truccata che regala soldi e proprietà
immobiliari.
Essere un giovane uomo sensibile cresciuto
leggendo Stendhal ti rende un corteggiatore napoleonico, uno che dopo un
sì cerca un altro sì, e poi ancora un altro, in una sorta di karma
dell'assertività che – in fondo, ma pure in principio, come teorizza
Francesco Pacifico – impedisce di avere una relazione. Un karma
dell'assertività he impedisce di capire i no che di tanto in tanto tutti
riceviamo nella vita. Leggendo La signora Dalloway, invece, si
capisce come è possibile corteggiare una donna senza assediarla, e
quanto si possa sinceramente ascoltare, senza fingere, e anche perché
quei fiori che Clarissa Dalloway dice di voler comprare sono il simbolo,
forse l'unico simbolo, della celebrazione della vita.
I giusti di Jan Brokken (Iperborea)
In una sinfonia di ricordi, documenti e frammenti di vita, Jan
Brokken compone con magistrale equilibrio il ritratto di un eroe
dimenticato dalla Storia che, al pari di Oskar Schindler, Raoul
Wallenberg e Giorgio Perlasca, ha trovato il coraggio di opporsi alla
brutalità del Nazismo.
1940. L’Europa è sconvolta dal Secondo
conflitto mondiale, centinaia di migliaia di ebrei cercano riparo dalla
furia nazista nei pochi paesi ancora neutrali. Quando l’Unione Sovietica
invade la Lituania, i profughi che vi avevano trovato asilo non hanno
più scampo e si radunano in massa ai cancelli dei vari consolati, nella
speranza di ottenere un visto. In quell’anno, l’olandese Jan
Zwartendijk, direttore della filiale Philips in Lituania, viene nominato
console onorario a Kaunas, capitale del Paese. Cosa significava
esattamente per un uomo d’affari diventare console onorario? «Quasi
nulla», gli fu detto. «Forse ti capiterà di firmare qualche pezzo di
carta.» Ma se migliaia di ebrei trovarono la salvezza fu proprio grazie a
lui che firmò senza riserve i visti per il loro espatrio e garantì
l’apertura dell’ultima rotta verso la libertà: la Transiberiana fino al
Giappone, e poi Curaçao, isola olandese nel mar dei Caraibi.
Rintracciando con minuziosa dedizione fonti e testimonianze dirette dei
famigliari dei sopravvissuti, Jan Brokken racconta nel dettaglio una
delle operazioni di salvataggio più straordinarie della Storia,
ricostruendo con una prosa incalzante e magnetica i dieci giorni che Jan
Zwartendijk ebbe a disposizione per mettere al sicuro il maggior numero
di vite. Dieci giorni e dieci notti di febbrile attività per portare a
termine una missione caduta poi in un ingiustificato oblio, ma che
garantì la libertà a più di ottomila ebrei. Nel 1997, Jan Zwartendijk è
stato insignito postumo del titolo onorifico di «Giusto tra le Nazioni».
La parte migliore degli uomini di Tristan Garcia (NN EDITORE)
Nel 1989, William arriva a Parigi dalla provincia, e deve ancora trovare
un posto nel mondo. Presto però incontra Dominique, attivista per i
diritti degli omosessuali, che lo guida nella vita culturale e notturna
cittadina e diventa il suo compagno. La loro storia si intreccia con
quella di Jean-Michel, filosofo e professore, amico di Dominique e
amante della giornalista Elizabeth. È lei a raccontare le loro storie,
storie segnate da una nuova malattia, l'aids, che trasforma Dominique in
un paladino della prevenzione, e William nel suo nemico: per lui
prevenire significa vietare il piacere. Jean-Michel, che nel frattempo
imbocca la carriera politica, in un suo saggio definisce William
l'emblema del vuoto contemporaneo, e William la ritiene una
consacrazione del suo personaggio mediatico. Nel suo romanzo d'esordio,
Tristan Garcia racconta di quattro personaggi dalle vite esagerate in
lotta perpetua tra ideali e realtà, di svolte intellettuali
imprevedibili e controverse ma anche di maturità conquistata e pace
ritrovata, e dimostra che la parte migliore degli uomini è un luogo del
cuore che solo l'amore conosce e solo la scrittura conserva.
giovedì 23 aprile 2020
iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks
Perlasca di Matteo Mastragostino (Becco Giallo)
Un eroe nei fatti e non nelle parole. Il suo nome è Giorgio Perlasca.
C'è
un uomo che a Budapest, durante la persecuzione nazista, ha messo la
vita di migliaia di ebrei davanti alla propria. Un italiano che ha
dovuto fingersi spagnolo di cui nessuno ha più sentito parlare per oltre
quarant'anni, fino a quando la sua storia non è stata raccontata dalla
televisione.
L' antipatico. Bettino Craxi e la grande coalizione di Claudio Martelli (La Nave di Teseo)
In occasione dei 20 anni dalla scomparsa di Bettino Craxi, il
ritratto inedito dell’uomo politico e dell’amico intimo, raccontato da
chi ne ha conosciuto e vissuto l'ascesa e il declino.
“Bettino
Craxi era antipatico perché incarnava la politica in un’epoca di crollo
delle ideologie e di avversione ai partiti. Perché non temeva né di
macchiarsi di una colpa né di affrontare l’odio. Perché era alto e
grosso, ribelle e autoritario e anche se tendeva alla pace e sorrideva
sembrava sempre in guerra. Perché diceva quel che pensava e faceva quel
che diceva, anche le cose spiacevoli. Perché affascinava o irritava coi
suoi proverbi popolari o mostrandoti l’altra faccia della luna; perché
era sospettoso e coraggioso, razionale e realista fino al cinismo.
Perché era sicuro, troppo sicuro di sé, e per dieci anni ha guidato la
politica italiana e per quattro il governo coi migliori risultati.
Perché sfidò gli USA di Reagan e l’URSS. Perché tenne in scacco la Dc e
il PCI alternando coerenza e spregiudicatezza. Perché affrontò il
partito del potere e del denaro. “Oggi, a distanza di vent’anni dalla
sua morte, è possibile e anzi necessario ripensare Craxi e recuperare il
suo lascito, per colmare il vuoto lasciato dal riformismo socialista e
dal socialismo liberale. La sua figura suscita ancora tante domande e
comprenderla può fornire tracce importanti per capire la crisi della
sinistra, della democrazia liberale e l’irruzione del populismo e del
nazionalismo in Italia e nel mondo. Questo libro non è una biografia,
piuttosto il profilo umano e intellettuale di un leader e il manifesto
politico che nel labirinto di intenzioni, di successi e di tracolli di
un'’epoca appena passata districano i fili che la connettono alle
contraddizioni e agli interrogativi dell'attualità." - Claudio Martelli
Forte respiro rapido. La mia vita con Dino Risi di Marco Risi (Mondadori)
Dino Risi è il regista che ha arricchito di storie, di emozioni,
di immagini la cosiddetta "commedia all'italiana". Marco Risi è il
giovane che ha sfidato il padre sul suo stesso terreno e si è aperto una
strada sua. Si può essere figlio e sentire il padre anche come un
maestro?
Anche mio padre quindi, parlava di sé. Lui
avrebbe detto di no, invece parlava di sé. Bastava guardare e capire.
Anzi, basta guardare e capire. Altro vantaggio del cinema: c'è! Anche
quando non ci sei più tu.
Un figlio, un padre, un redde
rationem. Il figlio torna sui suoi passi, lungo il percorso in cui è
diventato figlio, lungo le svolte che l'hanno liberato dal padre, e
infine al sentiero solitario in cui è tornato al padre. Non siamo di
fronte a un padre qualunque, e neanche a un figlio qualunque. Dino Risi è
il regista che ha arricchito di storie, di emozioni, di immagini la
cosiddetta "commedia all'italiana". Marco Risi è il giovane che ha
sfidato il padre sul suo stesso terreno e si è aperto una strada sua. Si
può essere figlio e sentire il padre anche come un maestro? Va da sé
che il racconto finisce per accendere le luci in sala. Torna il cinema.
Torna il grande cinema. Le relazioni, le battute fulminanti, becere e
folgoranti, le amicizie, le conversazioni, Mastroianni, Fellini, e le
donne, tante donne, leggendarie, un eros ossessivo che si snoda per
tutta la ricognizione narrativa come una luce, come una magia, anche
minacciosa. Dolente doppio del padre, si muove fra queste pagine un
Vittorio Gassman inedito, sofferente e piegato su di sé. Ne esce una
storia che sta fra l'epica (del cinema) e la commedia: si coglie presto
come la vitalità del cinema fra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta
dipendesse da un clima di intesa, di coesione, magari anche di
conflitto, ma tutti – tutti – erano sullo stesso palcoscenico. E in
mezzo a questo sciamare di personaggi, di episodi memorabili, in mezzo a
un'Italia che non c'è più, ecco lo spirito guida: il rapporto
padre-figlio, e il venir meno dei padri, il morire, l'assenza. Qui c'è
un padre che talora lascia la frase incisa nell'aria ("Non farlo, quel
film"). E con la frase si incide un personaggio indimenticabile, severo e
infedele, disincantato ed elegante. Un principe mordace. E nel rifluire
di vicende, complici il caos della memoria e una straordinaria pulizia
di affetti, emerge la semplice verità dell'essere vivi, o dell'esserlo
stati.
Terapia allo specchio di Irvin D. Yalom,Ginny Elkin (Neri Pozza)
La descrizione simultanea del percorso della cura da entrambi i punti d’osservazione: quello del paziente e quello del medico.
«Un libro in cui il terapista è un poeta, e la terapia un'arte». - Chicago Tribune
«Mentre
guida i pazienti a scoprire le radici più vere e profonde dei disturbi
Yalom trascina il lettore in un processo di coinvolgimento psicologico e
di domande su se stesso». - la Repubblica
«Yalom è uno studioso della condizione umana. La sua voce mescola meraviglia e umiltà». - Boston Globe
Ventitré anni, un indiscusso talento per la scrittura creativa, Ginny
Elkin compare al cospetto di Irvin Yalom, docente di psichiatria alla
Stanford University di Palo Alto, agli inizi degli anni Settanta e, con
sporadiche e fascinose metafore, dipinge subito un fosco ritratto di sé:
quello di una giovane donna che odia profondamente sé stessa. La
terapia di gruppo cui viene affidata non sortisce alcun effetto nel
corso di un anno e mezzo. La sua inefficacia non scoraggia tuttavia
Yalom. Per venire a capo del demone interiore di Ginny, di quella vocina
che la tormenta senza tregua e la fa vivere in uno stato di perenne
paura e impaccio, l'autore di Psichiatria esistenziale le propone una
terapia individuale basata su un singolare esperimento: in luogo del
pagamento di una parcella, scrivere un riassunto onesto di ogni seduta,
contenente tutti i pensieri e le fantasie che non emergono mai alla luce
in un rapporto verbale. Dal canto suo, Yalom avrebbe compilato delle
note non cliniche basate ugualmente sulle impressioni di ogni seduta. Il
risultato di tale intenso esercizio di autorivelazione è questo libro,
che non espone semplicemente, come nella vasta letteratura esistente in
psichiatria, l'interessante caso clinico di una borderline capace di
tenersi al di qua della psicosi, ma traccia simultaneamente il percorso
della cura da entrambi i punti d'osservazione, quello del paziente e
quello del medico. Descrivendo «il dramma simbiotico della
psicoterapia», quest'opera finisce così per essere, come scrive Marilyn
Yalom nell'introduzione, «un romanzo... la storia di due esseri umani
che si sono incontrati nell'intimità del tête-à-tête psichiatrico e che
adesso vi permettono di conoscerli così come loro si sono conosciuti».
mercoledì 22 aprile 2020
Tempo variabile di Jenny Offill (NN Editore)
Tempo variabile è un distillato di emozioni che ci avvolge
come un'onda tiepida, in cui ci tuffiamo con la gioia e la paura che
cresca fino a sommergerci.
«Tempo variabile
racconta, con stile rapsodico - in frammenti sincopati che sembrano
tweet, storielle, biglietti - la vita di Lizzie, bibliotecaria in una
stagione futura ma non troppo, che cerca di tradurre in sentimenti ed
emozioni l'ipotesi di una fine incombente» - La Lettura
«Leggendo
Tempo variabile capita di sentirsi scoperti, come se la scrittrice
avesse scoperto i nostri trucchi. Offill riesce a sintetizzare le
domande che sono diventate sempre più pervasive nelle nostre vite,
trasformandole quasi nei dodici passi dei tossicodipendenti anonimi a
cui il fratello di Lizzie è consacrato» - Claudia Durastanti, TuttoLibri
Lizzie fa la bibliotecaria. Le persone si confidano con lei,
affidandole piccole parti di loro stesse. Generosa e un po' sperduta,
con suo marito Ben condivide attimi fatti di complicità e spazi vuoti;
si occupa con amorevole e caotica energia di suo figlio, di un fratello
con un problema di dipendenza, di una madre dall'ingombrante
religiosità. Un giorno la sua amica Sylvia, esperta di cambiamento
climatico, le chiede di rispondere alle mail degli ascoltatori del suo
podcast Cascasse il mondo. E Lizzie riceve messaggi allarmati sulla fine
dell'umanità, su come sopravvivere a una catastrofe, sul controllo
globale, che amplificano le sue preoccupazioni fino a mettere in dubbio
ogni certezza, compreso l'amore per Ben. Eppure Lizzie resiste,
opponendosi alla deriva dei sentimenti, alla paura per il futuro, con un
umorismo asciutto e irresistibile solo a tratti venato di sconforto.
Dopo "Sembrava una felicità" e "Le cose che restano", Jenny Offill torna
con un romanzo sull'America di oggi, in balìa degli stravolgimenti
climatici e dell'arroganza della politica. In frammenti brevi e
illuminanti, "Tempo variabile" è un distillato di emozioni che ci
avvolge come un'onda tiepida, in cui ci tuffiamo con la gioia e la paura
che cresca fino a sommergerci.
Topeka school. Ediz. italiana di Ben Lerner (Sellerio Editore Palermo)
Una storia di famiglia ambientata negli anni Novanta nel Midwest
americano, un racconto di adolescenza e trasgressione, una diagnosi
delle condizioni economiche, sociali, individuali che hanno sospinto
l’ascesa di un linguaggio sprezzante e conflittuale che è diventato la
nuova norma nella vita di tutti i giorni.
«Topeka
School è un romanzo di esilarante ricchezza intellettuale, di penetrante
sguardo sociale e di profonda sensibilità psicologica. Per quanto sia
possibile parlare di futuro, credo che il futuro del romanzo sia questo» - Sally Rooney, autrice di Persone normali
Adam Gordon è uno studente dell’ultimo anno di liceo alla Topeka High
School. La madre è una celebre autrice femminista, il padre ha il
talento di convincere i ragazzi difficili a parlare e ad aprirsi.
Entrambi lavorano in una prestigiosa clinica psichiatrica che ha
attratto medici e pazienti da ogni parte del mondo. Il figlio è un
campione nell’arte del dibattito pubblico, una disciplina agonistica in
cui le parole sono armi fatali e ci si scontra al fuoco di argomenti e
controargomenti fin quando non si lascia l’avversario senza fiato. Adam
sogna di diventare un poeta ma al tempo stesso è riuscito a integrarsi
nel branco e ha capito che non bisogna mai mostrarsi deboli per non
soccombere nella brutale competizione dei giovani maschi. Tra i suoi
amici c’è un ragazzo problematico, che ha deciso di aiutare
accogliendolo nel suo giro. Ma il risultato sarà una catastrofe. Topeka
School è una storia di famiglia ambientata negli anni Novanta nel
Midwest americano, un racconto di adolescenza e trasgressione, una
diagnosi delle condizioni economiche, sociali, individuali che hanno
sospinto l’ascesa di un linguaggio sprezzante e conflittuale che è
diventato la nuova norma nella vita di tutti i giorni. Ben Lerner narra
da diversi punti di vista i fallimenti e i successi dei Gordon, lo
spettro di un passato violento, i tradimenti tra i coniugi, la sfida di
crescere un figlio immerso in un tossico ambiente maschile. E il romanzo
è anche una sorta di preistoria del nostro presente, del collasso del
discorso pubblico sepolto dal diluvio delle parole dei social, e
intuisce l’emergere di un nuovo pensiero che dalla crisi di identità dei
maschi bianchi fa scaturire un desiderio di rivalsa e di potere. È
stato definito il libro migliore del più talentuoso tra gli scrittori
della sua generazione, e il maggiore romanzo dell’epoca di Donald Trump.
Di certo è un’opera complessa, ambiziosa, unica, che conduce i lettori
lungo una strada poco frequentata della letteratura di oggi.
Jón di Ofeigur Sigurdsson (Safarà Editore)
"Jón" è il romanzo basato sulle leggendarie missive che il pastore
protestante islandese Jón Steingrímsson invia alla moglie Þorunn,
incinta del loro bambino, mentre percorre un'Islanda sconvolta dalle
furiose esplosioni del vulcano Katla. L'uomo, accusato dell'omicidio del
precedente marito della donna, cerca rifugio in una grotta; in questo
paesaggio devastato incontrerà, oltre alle nubi grigie di cenere e
lapilli, una singolare bellezza nel risveglio feroce della natura e
bizzarri compagni di viaggio, che faranno germogliare in lui la speranza
di una nuova vita con l'avvento della primavera, quando potrà
accogliere tra le sue braccia Þorunn e il figlio in procinto di nascere.
L'epica vicenda del pastore Jón, realmente esistito, è una delle più
conosciute e raccontate in Islanda, e viene interpretata da Ófeigur
Sigurðsson in un romanzo che gli è valso il Premio Europeo per la
Letteratura.
Il cuore di un'ape di Helen Jukes (Einaudi)
In parte racconto della natura, in parte memoir, Il cuore di un'ape
è una meditazione meravigliosamente sincera sulla responsabilità e
sulla cura, sulla vulnerabilità e sulla fiducia, sulla creazione di
legami e sul trovare nuove strade.
«Una magistrale
esplorazione personale dell'arte e della scienza dell'apicoltura. Jukes
sa evocare tanto le minuzie pratiche quanto la vita e le scoperte degli
scienziati che hanno studiato le api» - Nature
«Scritto benissimo e perfetto per questi tempi» - Robert Macfarlane
A trent'anni la vita di Helen sembra girare a vuoto: ma quando gli
amici le regalano un'arnia da tenere in giardino tutto cambia. Tra passi
falsi e preziose conquiste, Helen impara a prendersi cura di una
colonia di api. E, con loro, a prendersi cura di sé. In parte racconto
della natura, in parte memoir, in parte vera e propria guida
all'apicoltura urbana, Il cuore di un'ape è una meditazione
meravigliosamente sincera sulla responsabilità e sulla cura, sulla
vulnerabilità e sulla fiducia, sulla creazione di legami e sul trovare
nuove strade.
Romanzo di una vita di Thomas Mann (Il Saggiatore)
«Non ho mai avuto l'ambizione di essere
all'avanguardia letteraria e al corrente coi tempi, mai appartenuto a
una scuola o alla consorteria che era di volta in volta al comando.
Perciò non fui mai sostenuto da nessuna scuola e raramente lodato dai
letterati. Essi vedevano in me un “borghese”... e non a torto.»
In
questa raccolta autobiografica, Mann esplora la maturazione della
propria sensibilità filosofica, l'intima ispirazione a Goethe e al
realismo tedesco e russo, l'Europa dei totalitarismi e della guerra
sullo sfondo. Un inno alla strabiliante consapevolezza artistica e
intellettuale dello scrittore, che nello scritto «Romanzo di un romanzo»
rivela la genesi e le tappe della stesura del Doctor Faustus.
Premiato negli Usa il sito della scrittrice Diletta Nicastro. Riconosciuta l'eccellenza italiana.
Il sito d'indagine statunitense The Good Estate ha assegnato 35/40 punti qualità a Ilmondodimauroelisi.it, il sito ufficiale della saga mystery incentrata sull'Unesco creata e scritta da Diletta Nicastro. Secondo riconoscimento importante che arriva dagli Stati Uniti per la scrittrice romana.
Il sito d'indagine statunitense The Good Estate, con sede in New Mexico, nella sua valutazione di tutti i siti del mondo ha assegnato un valore di 35 punti sui 40 possibili al sito di informazione Ilmondodimauroelisi.it, nominandolo Top Blog 2020.
La valutazione del sito è avvenuta in base ad una valutazione soggettiva ed oggettiva di criteri da suddividersi in 4 categorie:
User Experience / Usability
Trust, Privacy & Security
Information Content & Research
Services & Communication
martedì 21 aprile 2020
iQdB Casa editrice i Quaderni del Bardo di Stefano Donno Editore - Books, ebooks
Tre donne di Lisa Taddeo (Mondadori)
Fingiamo di desiderare cose che non desideriamo affatto, in modo
che nessuno si accorga che non riceviamo ciò di cui abbiamo bisogno.
«È
un ritratto rivoluzionario del desiderio, trasformato in romanzo da una
raccolta di testimonianze tutte al femminile fatta dalla scrittrice nel
corso di otto anni attraverso molti Stati dell’America» - Grazia
Il desiderio ci emoziona e ci tormenta. Controlla i nostri pensieri ed è
tutto ciò per cui viviamo. È una forza primordiale, bruciante, che
sconvolge la banalità delle nostre vite quotidiane e ne cambia il corso,
ma è rimasto fino a ora in larga misura un continente inesplorato. Nel
corso degli ultimi otto anni, la scrittrice Lisa Taddeo ha attraversato
da un capo all'altro gli Stati Uniti ben sei volte proprio per ascoltare
a fondo le storie di donne comuni e del loro desiderio. Il frutto di
questa appassionata ricerca, Tre donne , non è solo un indimenticabile
ritratto del desiderio, ma si è imposto come uno dei libri più
importanti dell'anno, capace di dar voce ai bisogni insoddisfatti, ai
pensieri inespressi, alle delusioni, alle speranze e alle ossessioni
inesorabili. Lina è una casalinga e madre di due figli: il suo
matrimonio, dopo un decennio, ha perso la passione. Per cui si trova a
trascorrere le sue giornate cucinando e facendo pulizie per un uomo che
si rifiuta di baciarla sulla bocca. Affamata di affetto, Lina è
quotidianamente in balia di attacchi di panico. Finché un giorno non
riallaccia una relazione con un suo ex attraverso i social media. Maggie
è una studentessa di diciassette anni che affida le sue confidenze a un
affascinante insegnante di inglese sposato. A quanto racconta Maggie, i
messaggi notturni di supporto e le telefonate si trasformano in una
relazione clandestina finché lui non la lascia la mattina in cui compie
trent'anni. Qualche tempo dopo, Maggie viene a sapere che è stato
nominato Insegnante dell'Anno e decide di farsi avanti con la sua
storia, finendo per scontrarsi con l'incredulità degli ex compagni di
scuola e della giuria del tribunale che giudica il suo caso. Infine,
incontriamo Sloane, bella e raffinata proprietaria di un ristorante di
successo, felicemente sposata con un uomo a cui piace vederla fare sesso
con altri. Per anni, si è chiesta dove finisce il desiderio di suo
marito e inizia il suo. Finché un giorno, si vede costretta a
confrontarsi con le dinamiche che alimentano la loro vita di coppia.
Basato su anni di paziente raccolta di testimonianze e raccontato con
sorprendente immediatezza, Tre donne è un ritratto rivoluzionario del
desiderio oggi, che mette in luce la fragilità, la complessità e la
disuguaglianza del desiderio femminile con una profondità e una potenza
senza precedenti. Queste pagine liriche e potenti, facendoci conoscere a
fondo tre protagoniste indimenticabili, finiscono per illuminare il
mistero essenziale ed elementare di cosa significhi essere donne nel
mondo oggi.
Binario sette di Louise Doughty (Bollati Boringhieri)
Dall'autrice di Fino in fondo, mezzo milione di copie vendute in UK e tradotto in 30 paesi.
«Un libro magnifico, che traccia un arco di causa-effetto insieme tragico e salvifico». - Financial Times
«Una vicenda di abuso emotivo e di desiderio di possesso spaventosamente realistica». - The Guardian
«Un noir domestico di altissimo livello». - The Evening Standard
Doughty
è bravissima nel presentarci personaggi dall'esistenza ordinaria e
nell'intesserne la vita di complessità e desiderio. È un romanzo che
affronta temi oscuri, ma è al contempo pieno di speranza». - The Times
«Un page turner. assolutamente». - The Harald
Stazione
di Petersborough, binario Sette, quattro del mattino: Lisa Evans è
determinata a capire perché si ritrova in quel luogo deserto. Perché è
lì? Lisa non se lo ricorda. Però una cosa la sa: lei è morta, ed è morta
lì, investita da un treno al binario Sette. ma come siano davvero
andate le cose, Lisa non riesce a capirlo. Nella solitudine della notte,
assiste a un altro «incidente»: un uomo solo, anch’egli travolto da un
treno di passaggio. Lo choc fa riaffiorare, un tassello dopo l’altro, le
vicende e le persone del suo passato. Su tutte, Matthew, il fidanzato.
Medico affascinante e premuroso, Matthew è andato a vivere con lei dopo
poche settimane di appuntamenti romantici e passionali. I suoi genitori
lo adorano, è quello giusto. Potrebbe essere la relazione perfetta solo
che, come spesso accade, non lo è. Matthew arriva sempre in ritardo, ma
detesta quando lo fa Lisa. Le dice che lei è solo sua, ed è ossessionato
dai suoi fidanzati passati, per scherzo. Le controlla il cellulare e
conosce le sue password. Tanto per provare, quando sono a letto insieme,
le chiede di fingere di essere morta. Giorno dopo giorno, un senso di
soffocamento e allo stesso tempo di colpa si insinua nella vita di Lisa.
C’è qualcosa che non funziona, ed è sicuramente lei il problema. A meno
che non sia Matthew.
Mentre il ricordo della relazione si fa sempre più vivido, una domanda tormenta Lisa: si è suicidata su quel binario, o qualcuno l’ha spinta sotto al treno? Perché il suo spirito continua a vagare per la stazione, come se avesse qualcosa di irrisolto da portare alla luce prima di potersi abbandonare in pace all’eternità? Tra le vicende dei frequentatori abituali della stazione, che può osservare dalla sua postazione privilegiata, e le immagini che le tornano alla mente, Lisa capisce di non essere sola, e che può ancora fare qualcosa per riportare a galla la sua terribile verità.
Binario Sette è insieme un page turner e un’indagine sui risvolti oscuri che avvolgono relazioni apparentemente «normali». Con il passo di un thriller, Louise Doughty ci accompagna in un viaggio alla scoperta della presenza del mistero nei luoghi più insospettabili.
Mentre il ricordo della relazione si fa sempre più vivido, una domanda tormenta Lisa: si è suicidata su quel binario, o qualcuno l’ha spinta sotto al treno? Perché il suo spirito continua a vagare per la stazione, come se avesse qualcosa di irrisolto da portare alla luce prima di potersi abbandonare in pace all’eternità? Tra le vicende dei frequentatori abituali della stazione, che può osservare dalla sua postazione privilegiata, e le immagini che le tornano alla mente, Lisa capisce di non essere sola, e che può ancora fare qualcosa per riportare a galla la sua terribile verità.
Binario Sette è insieme un page turner e un’indagine sui risvolti oscuri che avvolgono relazioni apparentemente «normali». Con il passo di un thriller, Louise Doughty ci accompagna in un viaggio alla scoperta della presenza del mistero nei luoghi più insospettabili.
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