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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    mercoledì 14 novembre 2012

    STEFANO CRISTANTE CON IL SUO ANIMA LUNGA (BESA EDITRICE) ALLA LIBRERIA PALMIERI DI LECCE



     Il 16 novembre 2012 sarà presentato il nuovo lavoro di Stefano Cristante dal titolo Anima Lunga edito da Besa editrice. L’appuntamento è alla Libreria Palmieri di Lecce in Via Trinchese 62/a alle ore 18.30. Presenterà Gianluca Conte, giornalista e scrittore.

    Sguardi sul presente che hanno valore di tagli e ferite, dove il fatto sentimentale si snoda come un pericolo attorcigliato sulle reciproche e irriducibili alterità degli amanti e dove la costruzione dei rapporti affettivi passa per materiali irrazionali – premonizioni, percezioni, immedesimazioni istantanee, deja vu – che solo i versi poetici hanno una speranza di poter trattare. Stefano Cristante investe nel dialogo a distanza con i classici della poesia italiana le proprie chance di scrittura. Verso libero ed endecasillabo rappresentano la sostanza formale dei versi di Cristante che, nella parte finale, trasmigrano nella prosa poetica (agganciata alla creazione di una personale cosmogonia), prima di congedarsi con un inno alla solitudine che chiarisce il suo tragitto narrativo e il suo obiettivo esistenziale.

     Stefano Cristante (Venezia, 1961) è sociologo dei processi culturali e comunicativi presso l’Università del Salento. Anima lunga è la sua terza raccolta di versi, dopo Il rosso dell’oblio (1991) e Visite inattese (2007).

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    martedì 13 novembre 2012

    Franco Ungaro con il suo Lecce Sbarocca edito da Besa editrice a Galatone (Lecce)



    Lecce Sbarocca di Franco Ungaro (Besa editrice) sarà presentato il 15 novembre 2012 a Galatone (Lecce) da Anna Palmieri (titolare della Libreria Palmieri di Lecce), Vittorio Gaeta (magistrato) alle ore 19,00 presso LAB83 viale 24 maggio. Il Reading è a cura di Fabrizio Saccomano. E’ stato possibile organizzare l’evento grazie a Cantine Due Palme, Libreria Hemingway, LAB83

    Franco Ungaro (1952) Lavora, a tempo più che pieno, ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce.Nel 2006 ha pubblicato Dimettersi dal Sud. Ogni regione, ogni capoluogo, e quasi ogni paese ha in Italia e forse in tutta Europa il suo cantore, il suo storico, il suo linguista, il suo poeta dialettale, i suoi innamorati.  Ma gli innamorati non sono tutti eguali, ci sono gli innamorati entusiasti e ci sono anche gli innamorati delusi, e gli innamorati non della città ma della possibilità di conquistarla, di imporvisi.Lecce non è da meno, ieri come oggi. Le librerie di Lecce hanno necessariamente la loro vetrina e il loro scaffale dedicati all’editoria locale. Ci sono le guide turistiche, i libri di cucina e di folklore, i libri di storia, i dischi di pizzica, i romanzi di autori del luogo o sul luogo, i poeti vernacolari, le memorie paesane, le cartoline firmate e talora dei ninnoli, l’artigianato locale, le statuine di cartapesta, e magari le buste di taralli e di biscotti…Tra questi libri troverà senz’altro posto questo di Franco Ungaro, che è alla confluenza di più generi, ma che appartiene alla schiera delle dichiarazioni d’amore esigenti. E se un innamorato o innamorata non sa vedere e considerare i difetti dell’amata o dell’amato insieme ai suoi pregi, e se non amerebbe veder sparire i difetti e trionfare i pregi, che razza d’amore è mai il suo? Un amore stupido, un amore melenso, un amore ipocrita. Franco Ungaro è un innamorato esigente, e sa vedere di Lecce il buono e il cattivo, il bello e il brutto.  Sa vedere e sa giudicare.

    (dalla Postfazione di Goffredo Fofi)

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    Un uomo in movimento di Mauro Orletti (Discanti). Intervento di Nunzio Festa



    Nel terzo Millennio, non posson che esser le opere sull'identità smarrita e/o frammentata il luogo privilegiato d'indagine e rappresentazione, a tratti persino di moderno/realismo, della società. Grazie a "Un uomo in movimento", opera seconda quindi di Mauro Orletti, proprio dentro questa non-dimensione torniamo a perderci. Ad analizzarci. Con in più, però, il racconto d'una verità che agisce e reagisce in mezzo alla crisi generale dei valori: la comunione e liberazione del prete Giussani (cuore primario della Compagnia delle Opere - il tentacolo platealmente economico-finanziario). Si comincia, ché così pareva, con l'amicizia fatta di silenzio e televisione di Dario e Armando, il comunista e l'anarchicheggiante. E si continua con l'ingresso in scena del ciellino Matteo che ha il compito d'attirare lo stranito Armando nel senso di mamma Cl: e il lavorìo di Matteo raggiunge lo scopo. 'Sto Matteo, infatti, ogni pagina che passa diventa più antipatico a chi legge. Perché deve imporsi. Prendere la coscienza d'Armando. Rubare la sua libertà, le poche certezze accumulate nelle svogliatezza di letture titolate "L'uomo che dorme", e basta. Mentre, in effetti, Perec cammina, Armando si fa rimbambire dall'evangelizzazione, se davvero così si può dire, dei figlioletti di Giussani. Fino, è evidentemente, all'implosione. Ovvero fino a quando l'esplosione delle volontà (?) del protagonista del romanzo divengono altro tassello delle vite di comunità e comunione, insomma. Matteo, insomma, fa una bomba dalle contraddizioni del pensiero in costruzione del soggetto preso all'amo. Questo romanzo d'Orletti è una delle belle notizie che abbiamo avuto recentemente. Privo di retoriche forzate o forzose, legge perfettamente il presente. Epperò prendendosi gioco della verità. Seppur col dovere della dimostrazione della cronaca. Mauro Orletti, con fluttuazioni della trama che ci rendono persino tracce dell'accanimento contro la libertà che i dogmi della Chiesa sempre hanno rafforzato nei secoli, ci dipinge. Al netto delle necessità dei dipinti di Pedretti. Domani dal primitivismo.


    lunedì 12 novembre 2012

    Diario di un'insurrezione di Sergio Baratto (Effigie). Intervento di Nunzio Festa



    Con buona pace del "giusto distacco" del lettore e del recensore, confesso che ho letto e spesso apprezzato le pagine di "Diario di un'insurrezione" perché il messaggio e il punto di vista dell'autore non si discosta molto dal mio; tranne per alcune valutazioni e qualche giudizio che non condivido, quindi, io stesso analizzo e vorrei ripartire allo stesso modo di Sergio Baratto dal controvertice di Genova del 2001. (E non solmante perché avevo allora vent'anni non ancora compiuti per pochi giorni). Pasolini fece Salò come denuncia della riduzione del corpo e dell'uomo a oggetto, e oggetto di consumo - sottoposto alla fine al consumo. Noi che abbiamo partecipato alla grande mobilitazione contro il vertice del G8 di Genova, denunciavamo, 'tra le altre cose', la mercificazione delle vite tutte e degli stati, sottoposti alla dominazione e alla sopraffazione del capitale-multinazionale. Baratto, i cui scritti avevo più volte apprezzato sul libero spazio d'espressione di Giovannini, Benedetti, Moresco, Tarabbia, Scarpa ecc., www.ilprimoamore.com, con questa opera d'esordio sintetizza al fine le nostre aspettative per il futuro, ma soprattutto il moto di rigetto incominciato con le delusioni di qualche anno fa, il fiume di disicanto e i materiali che bollivano nel pentolone della contestazione che montava. Ché è diventata presenza forte. Assoluta. Nonostante lavoro e lavorio degli addetti alla salvaguardia della normalità. Diario di un'inserruzione, dove finalmente rivedrete il subcomandante Marcos e pezzettini dei tantissimi testi/grida dell'Ezln e del popolo chiapaneco, dialoga direttamente con gli elementi positivi e negativi di quella lunga esperienza. "A chi si ostina a credere nella lotta per un altro mondo possibile non resta che sottrarsi e fuggire. Ma questa fuga, sempre più solitaria, disperata e testarda, si trasforma piano piano in una marcia di attraversamento. La ritirata si confonde con l'avanzata e si fa cammino interiore di rigenerazione". Racconto personale d'una storia collettiva, è definito il libro. L'agile libretto, per me, è lo stesso bisogno d'agire nel pieno dell'immobilismo. Forse una prova. E, finalmente, il riepilogo di quel che siamo stati.

    La donna lumaca di Rosaria Iodice (Lupo editore dal 22 novembre 2012)



    Nell’ospizio per anziani e sbandati che l’ha accolta negli ultimi anni, Angela ripercorre la sua esistenza “diversa”. Ha visto la guerra da bambina, e poi la rinascita del Paese, ma ha subito la violenza delle convenzioni; ha vissuto le turbolenze di una società in mutamento, spaccata tra la spinta alla modernità e la ferocia di cupe ideologie, incapace di uscire dal guscio. La sua è sempre stata una lotta disperata e solitaria, segnata dai sensi di colpa e dall’autocensura, solo a tratti addolcita da una maternità che ha difeso con le unghie e coi denti. Ma la contraddizione e la menzogna a cui si è condannata da sé hanno finito con lo straziare il rapporto più prezioso spingendola alla fuga e al randagismo in cerca di espiazione. Eppure – come per Florentino Ariza e Fermina Daza – inaspettatamente l’amore negato trova la sua ora di riscatto e si afferma oltre il pregiudizio e il moralismo bigotto. La storia di una donna, tra tante.

    domenica 11 novembre 2012

    Il curatore segreto del Vaticano di Umberto Vitiello. Per Lupo editore dal 22 novembre 2012



    Aspirazioni e delusioni, coraggio critico, impegno in difesa dei valori evangelici più genuini – come in tanti teologi contemporanei (da Hans  Küng  a Vito Mancuso) – in un romanzo avvincente che si tinge di giallo.
    La Chiesa cattolica, profeticamente collocata in un domani non molto lontano, si appresta a rinnovarsi per accogliere tutti i cristiani del mondo in una semplificazione teologica che la renda universalmente accetta. Siamo così alla vigilia del Concilio Vaticano III, voluto dal nuovo papa – un convinto “giovanneo” sudamericano – per attuare la riconciliazione dei credenti; grande è l’avversione della maggior parte dei curiali che, in difesa della tradizione e dei propri privilegi, non disdegnano di ricorrere al complotto pur di evitare che, in nome dell’ecumenismo, la Chiesa di Roma rinunci alla propria ricchezza e al plurisecolare patrimonio teologico che la caratterizza.
    La storia ha inizio con l’assassinio di un novizio nell’Abbazia del Santo sul Colleprato, dove è ospite da alcuni anni un noto economista, ex professore di Oxford fattosi monaco, personaggio centrale dell’intera vicenda. Chiamato segretamente in Vaticano, è lui (in qualità di “curatore”) ad informare il papa della vera natura dei fondi dello IOR suggerendogli come liberarsi di una istituzione implicata in operazioni finanziarie spesso contrastanti con i principi evangelici. Si giungerà così alla tanto attesa convocazione dell’ultimo concilio della Chiesa cattolica, primo di una universale Chiesa di Cristo ispirata ai valori originari.

    sabato 10 novembre 2012

    Chiara Curione a Foggia per presentare il suo libro “Una ricetta per la felicità” (Negroamaro)



    Il 12 Novembre 2012 due  presentazioni in provincia di Foggia per Chiara Curione e per il suo “Una ricetta per la felicità” (Negroamaro). L’autrice sarà impegnata, insieme alla scrittrice Roberta Jarussi, in due incontri, a Foggia e San Severo. Il 12 Novembre, alle ore 18.00, primo incontro a Foggia, presso la Biblioteca Provinciale “Magna Capitana” (via Viale Michelangelo,1). Sempre il 12 novembre, alle ore 20.00, l’autrice sarà ospite del Caffè Tra le righe (Via De Cesare, 13 – San Severo).

    Una ricetta per la felicità è una saga familiare che va dal ventennio fascista fino ai giorni nostri. I capitoli si dividono tra presente e passato, e il loro anello di congiunzione è rappresentato da un vecchio diario. I capitoli del tempo passato si aprono con una ricetta del diario di Lucia, che appunta pensieri e gli avvenimenti della famiglia in cui lavora da domestica da quando aveva dodici anni. Nella storia presente si narrano le vicissitudini di Vera, che trova il vecchio diario e lo sfoglia incuriosita dagli appunti della nonna di cui scopre aspetti sconosciuti e segreti di famiglia. In entrambe le storie l’amore ha il ruolo di protagonista assoluto, crea contrasti sentimentali tra i personaggi e guida le loro azioni. L’orgoglio e la voglia di non arrendersi sono gli aspetti che accomunano le due protagoniste. Entrambe, nonostante le difficoltà, riusciranno a superare i contrasti e a migliorare la propria situazione.

    CHIARA CURIONE è autrice di romanzi, racconti e fiabe. È nata a Bari nel 1962 e vive a Gioia del Colle. Ha pubblicato La sartoria di Matilde (2000) e una raccolta di fiabe storiche su Federico II (2005). Collabora con il laboratorio di lettura della biblioteca di Gioia del Colle. I suoi libri sono stati adottati per progetti di lettura nelle scuole medie ed elementari e hanno offerto lo spunto per alcune rappresentazioni teatrali. Con Besa ha già pubblicato Un eroe dalla parte sbagliata(2008).

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    venerdì 9 novembre 2012

    "Il tempo che ci vuole" di Francesca Palumbo si presenta alla Galleria d’Arte Spazio 17 di Corato



    "Il tempo che ci vuole" di Francesca Palumbo edito da Besa editrice sarà presentato a Corato (BA), il 10 Novembre 2012 presso la Galleria d'Arte "Spazio 17" (Piazza Vittorio Emanuele) alle ore 19.30. Dialogherà con l'autrice Micaela Ferrara, giornalista.

    Monica Dionubile ha quasi diciassette anni, vive a Bari insieme a sua madre Laura che è malata di depressione e passa la sua vita a tormentare la figlia. Dunia Bonerba è figlia unica di Luca e Marina; i suoi genitori sono una coppia serena che regala sensibilità e spensieratezza a una ragazzina semplice, a tratti ingenua e molto legata a Monica, sua compagna di classe. Le due ragazze si completano a vicenda: la leggerezza di una si unisce alla complessità dell’altra, è come se tra di loro ci fosse un accordo di “mutuo soccorso” di cui, in realtà, è solamente la giovane Dionubile ad aver bisogno. Lei è così intristita e poco interessata alla sua vita da vivere alla giornata. È così profondamente sola e disillusa che anche l’avvenimento di aspettare un bambino, naturalmente non desiderato, è affrontato nella più completa apatia. Il ginecologo che segue distrattamente l’aborto è Carlo, marito di Giulia, amico di vecchia data di Luca e Marina, che racconta all’uomo di avere l’ennesima relazione extraconiugale. La donna per la quale ha perso la testa si chiama Roberta Mori ed è la psicanalista che ha in cura la madre di Monica. In questo disfacimento quasi totale, il porto franco di Monica è la casa di Dunia, dove ha la possibilità di conoscere suo nonno che, molto malato, ogni volta che la vede la scambia per la sua amata moglie Ornella oramai morta da tempo. C’è poi il rapporto speciale con il suo professore di lettere, Girardi, un docente atipico che ascolta i suoi alunni, li osserva e non si limita a etichettarli con un numero sul registro o un cognome da ricordare al momento dell’interrogazione. Testimone oculare delle storie di ognuno di questi personaggi è il barbone Lacca, un tenero clochard che costruisce piccoli portacenere colorati in latta e che ha un ruolo determinante nel destino di Dunia e Monica.

    Francesca Palumbo è nata a Bari dove vive e lavora. Nel 2008 ha pubblicato una silloge di racconti dal titolo Volevo dirtelo. Questo è il suo primo romanzo.

    giovedì 8 novembre 2012

    SIMONA CLEOPAZZO E IL SUO “TRE NOCI MOSCATE NELLA DOTE DELLA SPOSA” (LUPO EDITORE) ALLO SPAZIO ZEI



    Nuovo imperdibile appuntamento il 9 novembre 2012 allo Spazio Sociale Zei (Corte dei Chiaromonte n.2) a Lecce previsto per le ore 21,00 con Simona Cleopazzo e il suo Tre noci moscate nella dote della sposa edito da Lupo editore. Presenta Matteo Pagliara ed è previsto il reading musicale di Angela Albanese. Ivan Meani , Filippo Otello.


    Silvia, studentessa fuori sede in quel di Bologna, condivide con altri la casa degli amori impossibili e sbarca il lunario spendendosi in mille lavori che, se da un lato la mettono a contatto con la sofferenza altrui, dall'altro le consentono di misurarsi con la propria vena creativa: nella trattoria in cui affianca la cuoca Cecilia tutti vorrebbero conoscere il segreto del suo ottimo ragù, ma lei va a istinto perché la nonna-mà non ha mai voluto rivelarle il quid che rendeva il suo così speciale.
    Il dolore e il cuore, dunque: la vita di Silvia si riassume in questi due "sapori" che ne determinano l'essenza fin dalla sua infanzia difficile, segnata dall'abbandono dei genitori e dalla faticosa ricerca di sé, in una sorta di disamore che le sue sfortunate relazioni sentimentali sembrano confermare nutrendone il disperato orgoglio. È la fine del matrimonio con Marco che la spinge a tornare in Salento, col vuoto nell'anima ma tanto coraggio, per ritrovarsi: con lei, il gatto Michelone e un'importante rete di amicizie femminili capaci di sorreggerla nel suo nuovo inizio.
    Mentre la memoria si affolla dei personaggi che le hanno dato e tolto, si profila l'universo umano di Silvia nel raccoglimento delle stradine leccesi in cui lei muove i primi passi, nella riscoperta delle passioni sociali, negli incontri che bussano alla sua anima cucita coi fili di seta. Così il cuore ricomincia timidamente a battere, per aprirsi totalmente all'autenticità dei suoi slanci, cosciente che nel mondo delle donne vi è una profonda forza talvolta travestita di follia, ed è qui che si combattono le grandi battaglie. Ora sono le voci delle donne - da Alda Merini a Simone de Beauvoir, da Sylvia Plath a Giuni Russo.. .- a scandire i ritmi di questa scrittura travolgente (tra diario, romanzo e cronaca) che giunge ancora una volta a raccontare una verità al femminile.

    Simona Cleopazzo Nasce a Nardò. Lavora dal 1994 nel terzo settore, a Bologna e a Lecce, dove vive attualmente. Organizza laboratori di scrittura in carcere, progetti contro lo sfruttamento del lavoro minorile nelle scuole e scrive progetti culturali sociali. Assieme a tre amici fonda la L.I.L.A. di Lecce. Attualmente è attiva nell' associazione A.C.H. - Ammirato Culture House, una casa comune - una "hub" - concepita per attivare processi di partecipazione e di collaborazione tra diversi attori culturali, locali e internazionali. È sposata e ha due figlie Micol e Caterina, di dodici e un anno, che le danno una mano a mettere in ordine i fogli di appunti sparsi per casa.

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    Ufficio Stampa

    mercoledì 7 novembre 2012

    La casa editrice Kurumuny al “Building Apulia: Costruendo l’identità della Puglia” di Bari con “Corimondo- La strina: suoni e canti di Corigliano d’Otranto” il 9 novembre 2012



    Si terrà venerdì 9 novembre il terzo appuntamento della seconda parte della nona edizione di “Building Apulia: Costruendo l’identità della Puglia”, “la Puglia che scrive, che edita, che parla di sé”, l'originale rassegna promossa dal Servizio Biblioteca e Comunicazione Istituzionale del Consiglio Regionale della Puglia. Nel terzo appuntamento, dedicato ai dialetti, saranno presentate due opere: “Cassius Obstinatus. I segreti di Cesare” di Francesco Saccente, edito da Adda, e “Corimondo. La strina: suoni e canti di Corigliano d’Otranto”, Ed Kurumuny. L’appuntamento è dunque per venerdì 9 novembre, ore 11 presso la Sala Guaccero (Secondo Piano – Via Capruzzi 212 - Bari).

    Riallacciare e ricostruire i fili di una memoria spezzata e umiliata anche solo limitatamente ai canti, racconti, biografie: un compito arduo e difficile da portare a termine. I protagonisti e i depositari di questa memoria erano restii al ricordo. La sola idea del ricordare modalità di vita, usi, costumi richiedeva un notevole sforzo di pazienza sia da parte loro che dei ricercatori. Andare in giro per i paesi a “ricercare e cercare” coloro che ricordavano, i grandi ‘alberi’ di cultura e di canto, richiedeva pazienza, calma e amore profondo per la conoscenza della memoria orale e delle storie delle nostre comunità. In questo contesto Corigliano d’Otranto non costituiva sicuramente un’eccezione. Questo contributo, che ci riporta al periodo aureo dell’indagine sul campo e della documentazione dei repertori tradizionali, è anche un lavoro che rende omaggio alle persone vive, agli ultimi epigoni di una civiltà linguistica, ai custodi delle modalità performative, delle tecniche strumentali e vocali, della memoria sonora (e non solo) della comunità di appartenenza. Persone che normalmente non assurgono a protagonisti della ricerca etnomusicologica, relegati spesso nel ruolo di informatori o in quello ancora più angusto di depositari delle “sacre tavole” della tradizione. Il CD contiene un’antologia di 19 canti di cui 10 descrittivi, 4 balli, 3 canti di questua, 1 narrativo e 6 recitati raccolti in un’unica traccia. Il Cd “Corimondo – La Strina, suoni e canti di Corigliano d’Otranto” è promosso con il sostegno di PUGLIA SOUNDS - PO FESR PUGLIA 2007/2013 ASSE IV” ed è patrocinato dalla Povinicia di Lecce e dall’Istituto Diego Carpitella.



    Per informazioni
    Tel. 080.540.27.11 – 080.540.27.70 – 080.540.27.72
    e-mail: percorsi-identitari@bcr.puglia.it
    Twitter: @TecaMediterrane
    YouTube: Teca del Mediterraneo
    Facebook: Biblioteca Cons. Reg. Puglia. http://biblioteca.consiglio.puglia.it

    "È facile smettere di scrivere, se sai come farlo! Suggerimenti per abbandonare la scrittura" versione 1.0 di Luciano Pagano (Musicaos)



    Dall'Introduzione: "Esistono diversi libri che spiegano come scrivere una storia, imparare a narrare imbrigliando la propria ispirazione, fissare in parole e immagini efficaci i propri pensieri. Questo libro è diverso, perché si tratta di un manuale di non-scrittura. Più precisamente, come dice lo stesso titolo, è un libro nato per aiutare a smettere di scrivere. Quest'opera infatti contiene una serie di suggerimenti, informazioni e notizie, che aiuteranno gli scrittori, gli scrivani e gli scriventi, a smettere di scrivere. Le sezioni in cui si articola il presente lavoro sono molteplici, alcune di esse vi spiegheranno come smettere di essere ispirati, come smettere di pubblicare, come smettere di scrivere grazie alle riviste o grazie ai social network."

    INDICE:

    1 - Una breve introduzione. Che cos’è questo libro e a chi si rivolge.
    2 - Come smettere di essere ispirati.
    3 - Come smettere di abortire best-seller.
    4 - Va bene, scrivete. Chiedetevi il perché.
    5 - Come smettere di scrivere grazie alle riviste.
    6 - Come smettere di scrivere aiutandosi con il lavoro.
    7 - Come smettere di scrivere grazie ai librai.
    8 - Come smettere di scrivere usando i social network.
    9 - Come smettere di scrivere grazie agli editori.
    10 - Come smettere di scrivere grazie ai critici.
    11 - Come smettere di scrivere grazie al self-publishing.
    Conclusioni


    Ananas e zenzero" di Jacqueline Gentile edito da Besa a Villa Camilla a Bari



    Il volume "Ananas e zenzero" di Jacqueline Gentile edito da Besa editrice sarà presentato a Bari, l'8 Novembre 2012 a Villa Camilla (via Cardinale Ciasca) alle ore 18.30.  Dialogherà con l'autrice Chiara Scardicchio, ricercatrice dell'Università di Foggia ed esperta in arte.

    Marta Sabia ha trentatré anni, vive con Cindy, cura la rubrica della posta del cuore per la rivista femminile “Stelle & Charme” e la sua relazione sentimentale più lunga è durata sei mesi. Quando incontra Andrea, ennesimo flirt di Cindy, e se ne innamora, Marta inizia un processo di confronto con se stessa in cui prende piano coscienza del fatto che l’esistenza da lei condotta non corrisponde ai suoi desideri: le bugie che dice a Cindy le gravano pesantemente sulla coscienza, le vessazioni di Clara, il suo capo, la schiacciano, la gelosia la acceca e i suoi sogni di bambina fanno capolino a ricordarle che non era questo quello che si augurava per il suo futuro. Dopo la partenza di Cindy per gli Stati Uniti, Marta entra in una spirale discendente: si licenzia e, sull’onda della rabbia frammista a dolore, litiga furiosamente con Andrea. Giorni di buio isolamento nella sua casa vuota la trascinano a toccare il fondo costringendola a stare in contatto con la sua sofferenza e con la sua vita oramai svuotata. Ma proprio lì, nella tristezza del niente, Marta ritrova se stessa e il suo amore per Andrea: primi passi di una nuova esistenza tutta da inventare. Ananas e zenzero è un romanzo narrato in prima persona, in cui la freschezza dell’ironia e della comicità accompagnano il percorso di crescita di una donna che trasforma un momento di profonda crisi in un’opportunità per poi scegliere coraggiosamente la strada del cambiamento come nuovo progetto di vita.

     Jacqueline Gentile è nata a Brooklyn (New York) nel 1973. Vive a Bari dove svolge la professione di counsellor a orientamento gestaltico e di formatrice. Ha pubblicato la raccolta di racconti Ho scelto me (2007).


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    martedì 6 novembre 2012

    Presentazione il 9 novembre a Calimera di "Le storie che so di lei"


    UNDUETRE STELLA! CORSO DI SCRITTURA E ILLUSTRAZIONE PER L’INFANZIA E I RAGAZZI



    UnDueTre Stella! Scrivere e illustrare per l’infanzia e per i ragazzi è sicuramente una delle declinazioni del mondo editoriale più interessanti e creativo, fos se altro perché bisogna non solo immaginare le storie ma vederle lì, sotto gli occhi, di mille colori. Per questo, dall’esperienza della rivista UnDueTreStella, la Lupo Editore (in collaborazione con l’ass. DamageGood) organizza un corso rivolto a chi ama il mondo della scrittura e dell’illustrazione per l’infanzia e per i ragazzi.
    Lo scopo è quello di capire e cimentarsi nella realizzazione di un albo illustrato, sia dal punto di vista della scrittura che dell’illustrazione. A condurci nel mondo della scrittura sarà il prof. Livio Sossi, Docente di Storia e Letteratura per l'infanzia all'Università degli Studi di Udine e di Capodistria, esperto di illustrazione, letteratura ed editoria per l'infanzia, è direttore editoriale, artistico e consulente per diverse case editrici (Falzea, Campanotto, Edicolors, Edizioni Euno, SECOP, Arianna, Lupo). Il prof. Livio Sossi terrà le sue lezioni il 10-11 novembre presso il Conservatorio S. Anna a Lecce, in un’originale formula full immersion (dalle 09:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 18:00). Il modulo proporrà ai partecipanti, in forma di laboratorio operativo con esercitazioni pratiche, la scrittura delle più importanti tipologie testuali presenti nella letteratura per ragazzi contemporanea. Per ciascuna tipologia si forniranno esempi tratti dalla migliore produzione editoriale contemporanea. Verrà quindi individuata la struttura narrativa dei testi che fungeranno da modello su cui operare per la creazione di nuove storie e di nuovi racconti.
    Si lavorerà inoltre sul linguaggio (incipit, flashback, testo ed extratesto), sulle richieste, sulle attese e sui condizionamenti del mercato editoriale e sul fenomeno delle mode. Per chi è interessato all’aspetto dell’illustrazione e della grafica, potrà seguire nei due week end successivi (17-18 e 24-25 novembre) le lezioni teoriche e pratiche del bravo Massimiliano Di Lauro. Originario di Trani, per il suo talento pubblica “Mi primer viaje” con la galliega OQO Editora, fiore all’occhiello dell’editoria per l’infanzia europea. Il modulo di Massimiliano Di Lauro si propone di far luce sugli aspetti che stanno dietro alla rappresentazione iconica, facendo chiarezza su cosa è lo stile e come trovare “la propria voce”. Anche in questo modulo, oltre ad una serie di nozioni teoriche, saranno proposte delle esercitazioni pratiche, allo scopo di chiarire questi aspetti per comporre insieme un albo illustrato. Sarà possibile l’intero corso o i singoli moduli. Il corso è a numero chiuso e sarà possibile iscriversi entro il 5 novembre 2012.
    Sono previsti sconti per gli studenti universitari. Per informazioni e costi chiamare il 3294178895 / 3384598211 o scrivere a redazione@lupoeditore.it.

    Ufficio Stampa

    GIANLUCA CONTE CON IL SUO “DANZA DI NERVI” AL NOTE DI VINO DI RUFFANO



    “La rassegna “Sorsi di cultura di-libri/di-vni “organizzata da Agave Comunicazione e Note di Vino, prosegue il 7 novembre 2012 alle ore 19,00 con Gianluca Conte che presenta il suo “Danza di Nervi” edito da Lupo editore al Note di Vino a Ruffano in via Vittorio Veneto 55. Dialoga con l’autore Angela Leucci.  Gianluca Conte ricorda, a chi dimentica l'origine del raccogliere versi, quell'andare a costituire una 'raccolta poetica' come gesto che presuppone una semina antecedente alla scrittura. Questa 'danza di nervi' oscilla tra Mondo e Terra, dove il Mondo è inteso come la rete di rapporti sociali che sono un furto dell'esistenza 'vera' e la Terra è il nostro luogo di origine, il luogo dove siamo destinati a tornare, "[...] mi copro d'argilla e ferro/per non dimenticare/che appartengo alla terra/ma strizzo l'occhio al cielo". Il rapporto lacerante tra l'individuo e le convenzioni sociali è uno dei temi più ricorrenti, la finzione della maschera che ricopre la vita(torneranno come "Facce sciolte di cera"), è la stessa di "Un ordito fatto male, indossato come a caso,/un vestito cucito addosso senza ben misurare/la distanza che passa tra il tuo cuore e l'infinito." Dopo Insidie e Il riflesso dei numeri, la conferma di un percorso poetico che fonda la sua concretezza nell'equilibrio tra lirismo poetico e impegno sociale. (Luciano Pagano)

    Gianluca Conte - Nato a Galugnano (Le) nel 1972. Laureato in filosofia, è poeta, scrittore, operatore culturale. Da alcuni anni lavora a "Madri a Est", uno studio sulla situazione postbellica in Croazia e nelle aree limitrofe, nato dai soggiorni dell'autore in terra balcanica; dal materiale di questa esperienza in progress sono tratti degli scritti inediti, alcuni dei quali diventati letture sceniche. L'autore, inoltre, collabora con diverse figure artistiche, tra cui Giuseppe Zilli, Sefora Cinzia Zippo, Alessandra Sessa, Luciano Pagano, Astragali Teatro, Università Popolare Aldo Vallone.

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    http://www.note-di-vino.it/

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    Tel +39 340 33 86 316/ +39 340 90 98 835

    Via Vittorio Veneto, 55 - 73049 Ruffano (LE) - Italia

    lunedì 5 novembre 2012

    In libreria per La Vita Felice SoloMinuscolaScrittura di Silvia Rosa



    Silvia Rosa scrive poesie bellissime, inquiete e inquietanti per una costante contraddittorietà fra visioni, scatti di vita, alacrità del tempo, indugi negli anfratti e nelle astuzie dell’età, e fulminee precipitazioni nell’abisso dell’ansia, del dubbio, della parola e delle esperienze inceppate, d’improvviso volte a rivelare la frantumazione del discorso dell’esistenza [...]
    Non si tratta più di versi, bensì di sequenze di prosa tuttavia fortemente misurate [...] due sono i nuclei su cui si raggruma il discorso di Silvia: l’autoanalisi, l’estrinsecazione di pensieri, di domande, di situazioni interiori che ora sembrano risolte, ora rimettono in gioco al tempo stesso la vita e la parola appena pronunciate; e l’invenzione d’amore, rapido, mutevole, avventuroso sia negli eventi sia soprattutto nelle trasformazioni e negli imprevedibili stupori della scrittura. [...] Silvia intrica e districa la propria contraddittoria e spesso drammatica verità. L’aspirazione è l’estrema chiarezza che rileva la tensione continua delle affermazioni, delle confessioni, delle indagini interiori nella speranza di arrivare ogni volta, in ogni “capitolo”, alla luce, e tanto spesso invece il groviglio diventa più complesso e più inquietante nell’ultima riga (che) rinvia a un altro componimento con il quale forse si potrà arrivare alla comprensione di sé, che, nell’ambito della letteratura, coincide con la creazione di una nuova e ancora intentata arte dell’espressione, con la pronuncia proclamata e libera della letteratura che sia la lezione per chi scrive che diventa lezione per il lettore. (dalla prefazione di Giorgio Bàrberi Squarotti)

    sabato 3 novembre 2012

    Rosso totale, di Fabio Calenda (Laurana). Intervento di Nunzio Festa



    Il ’68 non basta. Leggete e rileggete, se volete perdere tempo, gli alluvionali saggi dei sessantottini pentiti, cercate e cercate ancora le prodezze letterarie da pensionati di quelle e quelli convinti che come il Sessantotto l’han fatto loro: nessuno mai. Pippe e racconti morenti, vi prenderete. Ma se volete andar, almeno per una volta, un po’ più in alto, acchiappate il romanzo di Fabio Calenda, “Rosso totale”. E qui, finalmente, troverete un’opera pura, letteraria. Molto meglio, decisamente, della scrittura della compagna Luna. Intanto. Ma partiamo, per una volta, dalla scrittura. Perché qui il miracolo risiede. Nel senso che Calenda, tranne che nei pochi episodi dove mette in evidenzia giudizi che avrebbe potuto continuare a ‘celare’, usa le parole con meticolosità. Ma, ché questo di certo non basta, sfruttando il metodo delle voci ossessionanti; ovvero Fabio Calenda, tra un dialogo e il successivo, posteggia il pensiero e le parole e le opere dei personaggi che ha preso (la personalità), quando questi sono soprattutto figure femminili. Ricorrendo, anche, alla fantasia della voce esterna. Soprattutto quando deve darci, e il gioco gli riesce perfettamente, gli ambienti. In quanto, si deve sapere, questi sono estremamente importanti nella storia. Allora la trama che se ne va per Roma, non sarebbe più che la Capitale se non entrasse in alcuni quartieri popolari, però innanzitutto nelle tane dei Parioli e simili della borghesia. Qui nascono e vivono, infatti, i giovani che l’autore vede fare rivolta. Tra soldi dei genitori, ma siamo fino al ’78 anziché nell’interminabile e brevissimo ’68 delle proteste tante, e il patto con la violenza suggellato con la firma sulle armi. La borghese Patrizia e il borgataro Michele, in tutto ciò stan dentro. Sono un pezzettino, in pratica, della meglio gioventù. Quella, va detto, che sbaglia e pagherà ma che anche non si fermerà nell’ovatta del proprio stato sociale d’appartenenza. (Vedi Colotti, diremo senza voler esser o sembrar offensivi). Davvero lo scrittore, che oggi vive nel Salento ed è nato a Parigi, riesce a renderci perfettamente il quadro delle situazioni. Nel romanzo c’è tutto. In Rosso totale, titolo tra l’altro perfetto, troviamo praticamente tutti i temi. Le origini, i rapporti famigliari e d’amore, le scelte vitali e la politica vera – tutta quanta - . Quando la lotta armata cresce e poi muore. Per l’ennesima volta, non possiam che usare la definizione di De Luca, su quegli anni: che furono, appunto, anni di rame. Visto che Calenda con l’astuzia dello scrittore di razza ci dice sostanzialmente la capacità di trasmissione, i contagi degli anni Settanta. Per fortuna dopo il meraviglioso anno. La prosa dell’autore omaggia un contesto. Sentendo bene e male. Alla fine, in effetti, non può che giungerci l’epilogo in sostanza solamente riscritto da Calenda. Le donne e gli uomini che fecero politica ogni giorno, mentre l’amore magari gli scorreva accanto e dovevano guardare sempre ai princìpi, sono davvero carne e ossa nel romanzo. Han fatto il carcere, in diversi. Eppure aveva rabbia e coraggio da muovere. Ricchi e poveri che fossero. (E qui è bravo ancora l’autore a ridirci della differenza d’approccio derivante dalle origini). Pure con le armi s’è provato a cambiare il mondo.  

    venerdì 2 novembre 2012

    Intanto il tempo di Mia Lecomte (La Vita Felice). Prefazione di Gabriela Fantato.



    “Mia Lecomte da molti anni esplora le azioni di uomini e donne che agiscono nelle zone di confine, cammina intorno alle possibilità che i linguaggi, unendosi, hanno di non far precipitare la realtà in uno sfascio insanabile. La democrazia con cui dà il via a questo nuovo libro non è una parola, non soltanto, ma il salto improvviso verso la conoscenza. In termini di pura energia si tratta di liberare le grammatiche a uso dei bambini, perché questi possano piegare il paesaggio alla loro idea dei colori. Ecco, proprio in mezzo a queste tinte pure e sature si misura l’odore dei pastelli e della carne innamorata in tutti quei gesti che quotidianamente lasciamo andare, mentre Mia trattiene tutto nelle sue parole, quelle che producono calore anche soltanto descrivendo l’a­pertura di una scatola di pomodoro. E dunque si capisce bene come l’universo può essere pulito proprio nei suoi recessi microscopici, e dato che la realtà è una serie di onde e particelle che tutto possiedono meno che una misura, sembra inutile tentare di uscirne. Tanto vale concludere che basti un pomeriggio per togliere la polvere. Nel sistema della poesia non c’è differenza fra piccolo e grande. Un giorno è bastevole perché faccia esistere il giorno successivo, e così via. Fra i mobili dell’Ikea e gli anelli di Saturno che diffe­renza c’è? C’è che una poetessa come Mia è capa­ce di istruire sul sorvolo delle lune di Giove come si trattasse di una partita a biglie. La semplicità della sua materia ha il fascino di una valigia pre­parata con cura, ma senza perdere tempo. Tutte cose adeguate perché la sua poesia lasci perdere la chincaglieria oggi in uso (ma i più ingannevoli sono certi presuntuosi giovinetti), e per smetter­la una buona volta con i travestimenti. […]. Mia riesce a dirci che siamo noi a voler far esistere la poesia (“molto poesia”) a ogni costo, contrastando l’allontanamento delle cose, la loro voglia di svanire. La sua scrittura ci parla di un tentativo (certamente riuscito) quasi figurativo perché si trovi un equilibrio tra voglia di sparire e capacità di restare al mondo, soprattutto degli oggetti. Gli oggetti che spesso ci permettono una consistenza, un sentirsi tridimensionali e pieni di qualcosa in mezzo al caos del tempo e della materia. Ecco, in Intanto il tempo, fuori dalle integrazioni, tutto questo c’è. E funziona. E lavora. (dalla postfazione di Elio Grasso)

    giovedì 1 novembre 2012

    CONFESSIONI DI UN ILLUMINATO DI LEO LYON ZAGAMI (UNO EDITORI) A MONTERONI (LECCE)



    L’Ordo Equestris Templi Arcadia in collaborazione con il Comune di Monteroni presentano il 3 novembre 2012 alle ore 18,00 presso il Palazzo Ducale Lopez Y Royo, “Confessioni di un illuminato” (vol. I-II-III) di Leo Lyon Zagami edito da Uno Editori (http://www.unoeditori.com/). Presenterà il giornalista Raffaele Polo. Sono previsti i saluti  dell’amministrazione comunale di Monteroni e di Zanzarella Valentino (Presidente e Gran Maestro dell’Ordo Equestris Templi Arcadia). Modera il prof . Angelo Piperno.  La security  per l’appuntamento è stata affidata all’A.S.D. Combat Panther Club.


    Volume I - Nel primo volume delle Confessioni di un illuminato Leo Lyon Zagami ci introduce con dovizia di particolari nella complessa gerarchia delle Societa' Segrete che fanno capo al segretissimo mondo degli illuminati. Le varie scuole, la storia segreta, le pratiche e le tradizioni che si nascondono in questo mondo misterioso e sconosciuto, legato alla creazione di un Nuovo Ordine Mondiale e a un'elite che da sempre governa, dietro le quinte della storia, i destini dell'umanita'. Ma Zagami non e' solo un giornalista investigativo o il classico teorico della cospirazione, egli ha vissuto questa esperienza in prima persona, rimanendo coinvolto in spiacevoli esperienze quali le numerose minacce di morte, l'internamento in istituti mentali, la tortura , il successivo arresto per spionaggio, l'allontanamento dal figlio e la continua persecuzione da parte degli ex soci della famigerata Loggia Monte Carlo, iniziata dopo aver deciso di uscire da ambienti legati a pratiche di magia nera e satanismo come l'Ordo Templi Orientis. Zagami in questo saggio ci mostra per la prima volta, documenti e immagini che provano senza ombra di dubbio non solo l'esistenza del network dei cosiddetti illuminati, ma anche i legami dell'elite con entita' extradimensionali , e il loro modus operandi nel settore dell'intelligence. Si prosegue così nella rivelazione dei piani segreti per la creazione di un Nuovo Ordine Mondiale, piani legati alla visione messianica del particolare periodo storico che stiamo vivendo e che vivremo con sempre maggiore intensita dal 2012 . Leo Zagami, con questo libro, il primo di una trilogia dedicata alle sue Confessioni, vuole portarci gradualmente a una nuova e piu' matura realizzazione della realta' che stiamo vivendo, cosi da entrare realmente in un Eta' Nuova dove sara' assolutamente necessario un nostro risveglio per poter sopravvivere a tutte le tribolazioni che incombono sull'umanita', ricordandoci che, come diceva Giordano Bruno : "Chi accresce il sapere aumenta il dolore."

    Volume II - Dopo un introduzione magistrale al mondo delle Società Segrete con il primo volume, eccoci proiettati con l'autore nel vivo dei cambiamenti in corso e delle grandi manovre occulte del Nuovo Ordine Mondiale. Ma bisogna svegliarsi e prepararsi anche al di là dei propri credi religiosi o del proprio ateismo perché i "controllori" del Nuovo Ordine Mondiale si muovono usando le "Profezie" a proprio vantaggio. L'autore dimostra che i vertici di Gerusalemme e Roma, Sionisti e i Gesuiti in primis, uniti da un patto indissolubile dopo il Concilio vaticano II e con le loro Massonerie e Cavallerie sparse in tutto il pianeta, stanno in realtà operando la fase finale per la creazione di un Governo Mondiale. Ma anche la Cina fa la sua parte, con l'entrata in campo della cosiddetta "Frammassoneria Cinese" non riconosciuta e spesso collusa con la criminalità. Vengono cosi esposti i segreti più inconfessabili di potenti come Ted Turner o Silvio Berlusconi, che in comune non hanno solo una passione per i media o i bunker sotterranei ma ben altro. E l'autore per la prima volta affronta anche il tema delle origini massoniche della mafia da un punto di vista storico e addirittura iniziatico e ci parla della piaga del satanismo generazionale nella Massoneria Statunitense, mostrando prove documentali inedite e segreti sconcertanti sui segreti del pidduismo in relazione agli illuminati e all'onU con rivelazioni e nomi mai fatti prima d'ora.


    Volume III -  Il terzo e ultimo volume di questa impressionante avventura vissuta direttamente dall'autore nel mondo degli illuminati e delle Società Segrete, si conclude in Vaticano tra segreti di Stato, interviste inedite e documenti che provano i legami tra la Massoneria corrotta, i Gesuiti e i Servizi segreti della NATO, uniti per la creazione di un Nuovo Governo Mondiale capitanato dal Papa. Scopriremo i restroscena esoterici e gli apparati d'intelligence che operano dentro e fuori dal Vaticano, dove lo spionaggio è da sempre gestito dai Gesuiti con i loro Neotemplari legati al Papa e alla sua sicurezza, a loro volta legati ai servizi segreti italiani e alla CIA.  Si aprirà poi una parentesi sulla corrente gay della Chiesa Cattolica, nota negli Stati Uniti come la Chiesa Rosa, che negli anni '60 si ispirò al pensiero Crowleyano, sveleremo la sua infinita ipocrisia, i suoi scandali, con notizie e rivelazioni sconvolgenti che prove in mano, apriranno finalmente gli occhi anche al lettore più scettico e Cattolico, una realtà di compromessi infernali all'ombra di San Pietro. Nella seconda parte del libro l'autore focalizza la sua attenzione sul potere della Chiesa di Roma dal dopo guerra ad oggi, partendo dalla fine degli anni '50 quando un uso improprio della Massoneria servì a un vero e proprio colpo di stato massonico in Vaticano che portò all'elezione di ben due Papi massoni (Roncalli e Montini) con conseguenze gravissime, la cui testimonianza arriva direttamente dagli archivi della FBI americana.


    Leo Lyon Zagami nato il 5 Marzo del 1970 a Roma e figlio del Prof. Elio Zagami noto analista junghiano, scrittore e co-fondatore del G.A.P.A. (Gruppo Autonomo di Psicologia Analitica di cui era presidente), nipote del Senatore e saggista Leopoldo Zagami noto per aver scritto i libri piu' autorevoli sulla storia delle Isole Eolie, e figlio di Jessica Lyon Young membro della famiglia della Regina Madre d'Inghilterra, a sua volta figlia degli scrittori Henry Lyon Young e Felicity Mason collaboratrice di William Burroughs nota come Anne Cumming. Sostenuto dalla creatività dell'ambiente in cui è nato, fin dalla tenera eta' si dedica allo studio e alla ricerca in campo esoterico, storico, e filosofico parallelamente alla sua passione per i media e la musica, che lo porterà a collaborare con radio e televisioni in tutto il mondo (BBC inglese, ABC Australiana, la NRK norvegese...), cosa che lo ha portato a essere il primo speaker radiofonico estero a parlare liberamente sulla Radio Russa dopo il crollo del muro di Berlino e a organizzare un party di beneficienza nel celebre Bolshoi di Mosca nel 2002 con le massime autorita' delle istituzioni russe. Dal 2006 inizia, non senza problemi ma coraggiosamente, la sua attivita' divulgativa sul web riguardante il suo coinvolgimento diretto con il Nuovo Ordine Mondiale e le Societa' Segrete ad esso collegate comunemente note come gli illuminati. Dal 2009 diventa autore di ben 4 libri di saggistica e geopolitica pubblicati in Giappone e diventati presto best sellers, vendendo oltre 50 mila copie. I primi due libri sono stati scritti insieme al noto giornalista ed ex responsabile della prestigiosa pubblicazione Forbes Magazine Benjamin Fulford, il terzo insieme alla Principessa del Giappone Koaru Nakamaru, il quarto invece, pubblicato il 1 Novembre del 2011, è la sua prima opera solista in campo letterario, cosi come i due volumi di prossima uscita per Uno Editori.


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    Obiettivo Taranta di Tony Rizzo (Casa editrice Gelsorosso) alla Feltrinelli Point di Lecce



    Venerdì 2 novembre, ore 19.00, presso la libreria Feltrinelli di Lecce (viale Felice Cavallotti, 5) sarà presentato “Obiettivo Taranta” il primo libro fotografico sulla “Notte della Taranta”. Saranno presenti l’autore, il fotoreporter Tony Rizzo, ed Emilia Sfilio, che assieme a Barbara De Finis, ha curato i testi in italiano e in inglese. Le foto, oltre un centinaio, hanno ottenuto il certificato Nikon, un riconoscimento prestigioso che esalta il carattere culturale e la qualità professionale  di una pubblicazione, già presentata a Londra e in procinto di sbarcare a Tokyo e Shanghai, che proietta a livello internazionale le immagini  della pizzica salentina. Dopo un’introduzione del giornalista Adelmo Gaetani, il critico letterario Stefano Donno dialogherà con Tony Rizzo ed Emilia Sfilio.

    Obiettivo Taranta (Focus on Taranta) è il  il primo libro fotografico sul festival della “Notte della Taranta”, in italiano con testo a fronte in inglese. Il volume è stato ideato e realizzato dal team dell’agenzia fotografica inglese “4Imagae”, ovvero Tony Rizzo, Barbara De Finis ed Emilia Sfilio. Autore delle splendide immagini contenute nel volume è Tony Rizzo, apprezzato fotogiornalista italo-inglese con alle spalle una trentennale carriera. Barbara De Finis ed Emilia Sfilio sono le curatrici del reportage sul tarantismo e la musica popolare, realizzato attraverso colloqui e interviste con gli artisti (musicisti e danzatori) fotografati, con studiosi e cultori della tradizione. Il libro propone circa un centinaio di fotografie (certificate Nikon) divise in un percorso tematico, che immortalano immagini dei protagonisti, degli strumenti tipici, dell’espressione teatrale ed emozionale dei vari vissuti espressivi, presentate insieme alle storie ed i ricordi degli artisti interpreti dell’evento. Obiettivo Taranta, rappresenta l’espressione immediata e più facilmente fruibile di una tradizione regionale così intrigante e coinvolgente. L’attualità delle immagini presentate evidenzia il passaggio generazionale e il percorso artistico dei protagonisti che interpretano il fenomeno della “Notte della Taranta”, i quali si pongono l’obiettivo di ravvivare le radici salentine, oltrepassando i confini del Sud Italia. Il volume, composto da 184 pagine stampato a 4 colori formato 23x28 cm, è contrassegnato da bollino S.I.A.E. In questo prezioso volume, ribadiamo, per la prima volta la fotografia d’autore immortala alcuni magici momenti della Notte della Taranta, festival itinerante unico al mondo, che richiama ogni anno migliaia di persone affascinate dal ritmo ripetitivo, quasi ipnotico, della musica popolare.

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