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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    venerdì 21 agosto 2026

    La stagione dell'acquario di Anne Cathrine Bomann (Iperborea)

     























    Nella Stagione dell’acquario, Anne Cathrine Bomann azzera la distanza cognitiva ed emozionale che può separarci dagli altri animali e, in un romanzo intenso e tutto al femminile, ci racconta di un’amicizia come dovrebbe essere: un cambiamento di prospettiva, capace di suscitare nuovi interrogativi, etici, filosofici ed esistenziali.

    «Non sarebbe infatti azzardato sostenere che La stagione dell'acquario sia a tutti gli effetti un romanzo sull'alterità, sul fatto che il riconoscimento di sé stessi non possa che derivare da un dialogo incessante con le vite che ci circondano, siano queste umane o non umane.» - Danilo Zagaria, La Lettura


    Per la giovane Vigga «la sensazione di essere esclusa è come il respiro: banale, costante». La sua vita è fatta di isolamento, mezzi impieghi fallimentari, un amore andato in malora, nessuna aspirazione, nessuna ambizione. Nemmeno il nuovo lavoro temporaneo nell’enorme, futuristico acquario della sua città sembra accendere in lei uno sprazzo di interesse. Se riesce a tirare avanti, è solo grazie a un unico legame significativo, l’amicizia totalizzante con Maiken. E quando Maiken le annuncia di aspettare un bambino, la paura dell’abbandono rischia di spezzare il fragile equilibrio del suo mondo. Ma proprio mentre l’amica imbocca il percorso che la porterà alla formazione di una famiglia tradizionale, Vigga trova la sua sorprendente ancora di salvezza in una connessione interspecie, quella con Rosa, un polpo. Sarà un animale, con la sua intelligenza aliena, decentralizzata, la sua natura solitaria e le sue ventose sul vetro dell’acquario in cerca di una via di fuga, a fare da specchio perfetto per una donna che si sente fuori posto tra gli esseri umani. E poco a poco questo strano legame, con i suoi momenti di gioia e le sue vicende dolorose, indicherà a Vigga nuove vie verso la comprensione di sé e verso l’accettazione dell’alterità

    Crazy salad. Cose che ho da dire sulle donne di Nora Ephron (Sur) - dal 26 agosto

     Per la prima volta in italiano, un libro di culto sul femminismo: ironico, pungente – e ancora attualissimo. A cinquant’anni dalla sua pubblicazione negli Stati Uniti, dove fu un best seller, arriva per la prima volta in Italia questa formidabile raccolta di saggi di Nora Ephron – giornalista, romanziera e sceneggiatrice fra le più brillanti del suo tempo – che si legge come un vivacissimo ritratto in presa diretta del movimento femminista americano degli anni Settanta. Crazy Salad nasce nel pieno della cosiddetta «seconda ondata» del femminismo, in un’epoca segnata da dibattiti accesi su diritti civili, libertà sessuale, lavoro femminile e rappresentazione delle donne nei media, e contiene articoli scritti da Ephron per Esquire, New York e Rolling Stone: riviste in cui si è affermata per lo sguardo ironico, personale e intelligentemente critico sulla società. Che racconti le sedute dei gruppi di autocoscienza femministi o analizzi le campagne di marketing dei deodoranti intimi, che scriva reportage dalla convention del Partito Democratico o da una gara di cucina, che renda omaggio alla sua eroina Dorothy Parker o recensisca Gola profonda, Ephron alterna autobiografia, giornalismo e osservazione culturale, affrontando temi come identità femminile, cultura pop, costume, politica e relazioni. Il risultato è un libro ancora sorprendentemente attuale, capace di parlare al presente con leggerezza e profondità insieme




    Nasce iQdB Network: la risposta all’overload informativo che sta spiazzando il web

     Stai davvero scegliendo cosa leggere o stai solo subendo l’algoritmo? Nasce iQdB Network: la risposta all’overload informativo che sta spiazzando il web

    Mentre i social network filtrano la realtà per trattenerti nei loro recinti digitali, un nuovo hub indipendente centralizza cronaca, cultura, lifestyle ed enogastronomia in tempo reale. Ecco perché chi lo scopre non torna più indietro.

    LECCE 2026  – Viviamo sommersi da oltre 5.000 stimoli digitali al giorno, eppure la sensazione dominante è sempre la stessa: non sapere davvero cosa sta accadendo nel mondo. ​La maggior parte degli utenti crede di informarsi liberamente, ignorando di essere imprigionata in una bolla algoritmica creata per mostrare solo ciò che genera indignazione o intrattenimento effimero. C’è un divario invisibile ma netto tra chi consuma passivamente il rumore di fondo e chi accede direttamente alle fonti prima degli altri.

    ​Per rompere questa dinamica nasce iQdB Network (www.iqdbnetwork.it), la piattaforma ideata e curata da Stefano Donno che sta ridefinendo il concetto di aggregazione e fruizione delle notizie nel panorama digitale italiano.

    Il segreto di una bussola nell'era del caos

    Non un semplice contenitore, ma un radar iperattivo progettato per abbattere la dispersione. In un solo spazio convergono: ​Cronaca, territorio e attualità stringente: Dalle notizie in tempo reale del Sud Italia ai grandi temi di politica sociale, ambiente e cooperazione internazionale. ​Lifestyle, Tendenze e Costume: Flussi costanti e diretti dai colossi del settore (GQ, Esquire, Elle, Marie Claire).​Cultura Enogastronomica e Settore Ho.Re.Ca.: Gli aggiornamenti in tempo reale di pietre miliari come Gambero Rosso, Scatti di Gusto, Ristonews, GialloZafferano. ​Perché non puoi più permetterti di ignorarlo? ​Il tempo è la risorsa più scarsa dell'era moderna. Dover aprire decine di tab, aggirare paywall confusi o affidarsi al caso dei feed social non è più sostenibile. iQdB Network elimina l'attrito: mette nelle mani del lettore una dashboard pulita, chirurgica e istantanea, capace di restituire il pieno controllo su ciò che conta. ​Chi padroneggia l'informazione controlla il proprio tempo e le proprie decisioni. Chi aspetta che siano i social a decidere cosa mostrare, resta sempre un passo indietro. ​

    Accedi ora al link dell'informazione: 👉

    https://www.iqdbnetwork.it/?m=1

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    giovedì 20 agosto 2026

    La ragazza alla pari di Sidonie Bonnec (Neri Pozza)

     



















    Un romanzo intenso e coinvolgente che, partendo da una storia vera, racconta con lucidità il prezzo della vulnerabilità, il coraggio di sopravvivere e la forza di ricominciare.


    1996. Hidden Grove, Londra. Un imponente cancello nero si apre su cinque eleganti ville in mattoni rossi, auto costose e giardini pettinati. Emmylou, diciassette anni, è riuscita finalmente a lasciare la Bretagna, le ristrettezze della sua famiglia, dell’appartamento angusto dove la sua collera di adolescente sbatteva contro le pareti. E il cielo perennemente plumbeo che sporcava tutto, rendeva faticoso anche sognare. Eppure, Emmylou ce l’ha fatta, è lì per imparare un’altra lingua e provare a costruirsi un futuro. Oltre quel cancello nero, ad accogliere la ragazza alla pari ci sono i White, i volti sorridenti, le camicie stirate bene, una famiglia da cartolina, una casa che è quasi un castello. Il padre James, la madre Monica, il figlio Lewis di dieci anni, che, poggiato a una stampella, tiene per mano il piccolo Simon. Emmylou è emozionata da quello che vede e si presenta con le parole che non ha fatto che ripetere durante il viaggio in treno: «I am Emmylou, nice to meet you». C’è qualcosa, però, dietro quello sfavillio, che prende forma giorno per giorno, qualcosa di strisciante che continua a sfuggirle: le preghiere sussurrate dietro porte chiuse, il pianto silenzioso attraverso le pareti, gli incubi notturni tanto nitidi da sembrare ricordi. E poi c’è l’andatura sempre più pesante di Lewis, forse sintomo di una malattia di cui nessuno parla. Emmylou decide di ignorare l’inquietudine che si insinua nelle sue giornate, le ombre che si allungano su quella famiglia così diversa dalla sua, e quindi perfetta: è felice di aver trovato i White. Non sa che sono i White ad aver trovato lei

    Il mondo di sotto. Nuova ediz. di Maria Grazia Casagrande (Gondour)
























    Sui tram di Torino si muove un’umanità che nessuno guarda. Una ragazza in carrozzella che lotta contro il proprio corpo per inviare un messaggio. Un senzatetto che recita versi a memoria. Un anziano che gioca alla parola d’ordine per aprire la porta di casa. E poi c’è Pietro, settantatré anni, che vive in comunità e ogni settimana aspetta sua sorella al solito bar con un elenco infinito di cose che non funzionano — e che un giorno, per la prima volta in una vita intera, le chiede: “E tu come stai?” In diciotto racconti, Maria Grazia Casagrande ci porta nel mondo che attraversiamo ogni giorno senza vederlo: quello delle fragilità nascoste, delle dignità silenziose, delle vite separate dalle nostre solo da un finestrino. Un libro che cambia il modo in cui guardiamo chi ci passa accanto

    AI SPOT - Oddbody by Rose Keating (Canongate Books) #Oddbody, #RoseKeating, #IrishFiction

     AI SPOT - Oddbody by Rose Keating (Canongate Books) #Oddbody, #RoseKeating, #IrishFiction


    mercoledì 19 agosto 2026

    ai spot - The Memory Police by Yoko Ogawa (Vintage Publishing)

     ai spot - The Memory Police by Yoko Ogawa (Vintage Publishing)


    SchooLol. Risate segrete a scuola di Federico Taddia, Filippo Taddia / Corsibuck (Illustratore) edito da Mondadori

     Una storia piena di battute perfette per una sfida all'ultima risata! Jack vive per le risate, peccato che la sua scuola sia così noiosa che la password per entrare nel registro è SB4D1GL1. Ma la monotonia ha i minuti contati: Jack viene catapultato in SchooLol, un torneo di umorismo segreto organizzato sotto il naso del severissimo preside Dormibeni. A reclutarlo è Gaia Radice, la temuta prof di matematica con un insospettabile passato da comica. Con i Piscialetto, la sua squadra composta da Carla, Samir, Teo e Mina, Jack è pronto a sfidare a suon di battute, colmi e barzellette le Crepapelle, gli Sbellicosi e i Ridolini, ma soprattutto il suo ex amico Romeo, a capo delle spietate Iene Ridens.Età di lettura: da 10 anni




    Fare utopia di Paolo Bosca (Nottetempo)

     Stretti tra un presente soffocato dalle distopie reali e un futuro che si prospetta come un vicolo cieco, la soluzione è una scommessa radicale: puntare sull’utopia, non più come un’invenzione letteraria o un modello astratto da contemplare, ma come un gesto concreto da compiere, qui e ora, nella terra che calpestiamo. Spaziando dalle campagne del Salento che rinascono grazie a collettivi di rigenerazione territoriale ai vigneti abbandonati della Val di Susa presidiati dai No TAV per realizzare, attraverso la protesta, una diversa modalità di convivenza; dalla ZAD di Notre-Dame-des-Landes, dove il lavoro agricolo degli attivisti ha impedito la costruzione di un aeroporto, agli orti urbani che fioriscono nei luoghi incolti delle periferie metropolitane, questo saggio mostra come le manifestazioni contemporanee di dissenso condividono l’esigenza di uno spazio d’azione trasformativa e suggerisce, pertanto, una teoria dell’utopia che ponga al centro pratiche di collaborazione tra umani e non-umani, e che miri a ridefinire i limiti geografici dell’agire sociale. Paolo Bosca racconta di battaglie condotte sul campo che dimostrano come ogni evoluzione autentica abbia bisogno di terra fertile per mettere alla prova i desideri e nutrire alternative all’esistente, ragionando sugli strumenti che, oggi più che mai, appaiono essenziali per coltivare nuovi immaginari in grado di riconquistare il potere di trasformare il mondo





    martedì 18 agosto 2026

    (Ai content) - Ransom di Daniel Silva (HarperCollins Publishers)

     (Ai content) - Ransom di Daniel Silva (HarperCollins Publishers)


    Custer di Larry McMurtry (Einaudi)

     






















    Con rapide e vigorose pennellate, McMurtry ci racconta i fatti salienti della vita di Custer e ne ricostruisce il contesto storico, ricordando la contesa delle Black Hills, gli altri generali impegnati nella lotta contro gli indiani, e soprattutto gli indiani stessi, dai capi come Toro Seduto, il cui sogno fu determinante per l'esito della battaglia, agli scout che, pur sapendo di andare incontro a morte certa, non abbandonarono il generale e morirono insieme a lui. La parabola di un uomo troppo sicuro di sé diventa l'occasione per tratteggiare un nuovo, grandioso affresco dell'Ovest in tutti i suoi aspetti, compresi quelli piú ambigui.


    25 giugno 1876: la clamorosa sconfitta sul Little Bighorn sembra aver concesso a George Armstrong Custer fama imperitura. Ma chi era il generale? Perché ignorò i consigli di tutti? E davvero andò incontro alla morte con il sorriso? In questa breve biografia, che forma un dittico ideale con Cavallo Pazzo, Larry McMurtry ci offre un vivido ritratto di questo paradossale personaggio e si interroga sul significato storico della battaglia. Di fatto, sulle rive del Little Bighorn giunse a compimento la grande narrazione della conquista dell'Ovest. All'accademia militare di West Point, George Armstrong Custer si diplomò trentaquattresimo su trentaquattro, ma con perfetto tempismo. Appena uscito, si trovò catapultato nella guerra civile americana, quattro anni di mattanze che sancirono la sua fortuna. Tuttavia, nonostante la sua partecipazione a numerose battaglie importanti, non sarebbe mai entrato nella storia se il 25 giugno 1876 non avesse dato prova di tremenda arroganza, ignorato tutti gli avvertimenti e condotto al massacro cinque compagnie del 7o Reggimento Cavalleria. A differenza delle poche notizie certe che abbiamo su Cavallo Pazzo, che forse sul Little Bighorn bloccò la ritirata del generale verso nord, la documentazione su Custer è cosí vasta da essersi meritata il nome di «custerologia». Lo stesso Larry McMurtry ci confessa di aver posseduto, a un certo punto, una collezione custerologica di piú di mille reperti. Da questa vasta biblioteca attinge con sapienza per tracciare un ritratto del generale degno di un grande romanziere. Poco empatico ma molto legato alla famiglia e agli animali, odiato dai suoi sottoposti, Custer seppe scegliersi una moglie volitiva, Libbie, che rimasta vedova avrebbe difeso pubblicamente la sua memoria per altri cinquant'anni

    La diga di Maylis De Kerangal , Joy Sorman, Luca Scarlini (Curatore) edito da Prehistorica Editore

     




















    Avventurandosi fino alla frontiera del fantastico, questo romanzo scritto a quattro mani sonda le tracce di una catastrofe. Maylis De Kerangal e Joy Sorman vi fanno risuonare una memoria sommersa ma persistente, e affiorare stratificazioni temporali agganciate alle pieghe dello stesso paesaggio.


    Tomi Motz, ingegnere solitario, viene incaricato dalla sua impresa di controllare l’impianto della diga di Seyvoz, la cui edificazione, negli anni cinquanta, ha comportato la creazione di un lago artificiale e inghiottito il villaggio di montagna che si trovava là. Durante quattro giorni, Tomi ispeziona in lungo e in largo la zona. Sotto l’effetto di uno strano magnetismo, la sua missione è perturbata da una serie di disturbi sensoriali e psichici. Attorno a lui, il reale sembra sottrarsi: tutto vacilla, i luoghi e i comportamenti, i giorni e le notti, forse persino la sua stessa ragione

    lunedì 17 agosto 2026

    Storia della frutta di Dante Bolognesi (Laterza)

     Sapevate che per secoli la frutta è stata considerata pericolosa per la salute? Che i medici rinascimentali mettevano in guardia dal consumo di pesche e ciliegie? E allora, come siamo passati dalla diffidenza alla celebrazione della frutta, come indica il vecchio adagio ‘una mela al giorno leva il medico di torno’?

    Tra segreti di corte, ricette e rivolte popolari, un libro appassionante che trasformerà ogni morso in una scoperta storica.


    Nel Rinascimento la coltivazione della frutta era confinata agli orti dei monasteri e ai giardini delle ville signorili: un lusso aristocratico che, lungi dall’avere una funzione alimentare, serviva per ostentare raffinatezza. Dal canto loro, i ceti popolari, ossessionati dalla paura di patire la fame, al posto della frutta preferivano mangiare cereali e legumi, più nutrienti e sostanziosi. Al contempo, pere, mele e pesche venivano dipinte dalla dietetica come alimenti insidiosi per l’equilibrio degli umori del corpo. Fra Cinque e Seicento ha inizio la ‘rivincita’ della frutta: una lenta rivoluzione culturale in cui il gusto prende il sopravvento sulle prescrizioni mediche e poi le scoperte scientifiche sulla nutrizione smantellano antiche paure. Non è un caso che, nel Seicento, la rivolta di Masaniello a Napoli scoppiò per una questione legata al mercato della frutta, dimostrando quanto quel commercio fosse strategico. Poi la frutta prende il largo: i limoni di Sanremo e Amalfi nell’Ottocento conquistano il Nord Europa grazie a ferrovie a vapore; le arance siciliane sbarcano in America; l’Italia per decenni domina il commercio internazionale. Fino allo scenario attuale, con la mondializzazione che ha portato sulle nostre tavole mango e avocado tutto l’anno. La frutta che compriamo racchiude, dunque, secoli di storia: teorie mediche e dietetiche, innovazioni agricole, battaglie commerciali, mode e tendenze.








    A Lesbo con Saffo. Mito, splendori e vertigini di Elisabetta Garieri (Perrone)

     



















    Chi era Saffo? Cosa incarnava per la comunità femminile di cui era parte? La sua immagine si dissolve tra le onde, sommersa da quanto detto su di lei per secoli nel tentativo di colmare le lacune della tradizione, eppure trasforma il paesaggio della terza isola più grande della Grecia. Sulle rive di un paese sognato si incontrano il pescatore Ghiorgos e la trans Dimitra, il premio Nobel Odisseas Elitis e Renée Vivien alias Saffo '900. È un paradosso straziante, la fisionomia di Lesbo, dove utopia e distopia convivono su sponde opposte: a ovest, nelle comunità di donne in pellegrinaggio, rivive il mito di Saffo; a est, con le migliaia di naufragi durante gli attraversamenti, muore il mito dell'Europa."

    domenica 16 agosto 2026

    Diari. «Matematica avanzata» e «Diario di preghiera» di Flannery O'Connor (Ares)

     


















    «Voglio vivere – non funzionare». Sono diari di lotta, come li definisce Benedetta Centovalli nella sua Prefazione, i due quaderni che Flannery O'Connor tiene durante gli anni di studio prima a Milledgeville poi a Iowa City e che sono riuniti per la prima volta in questa edizione a cura di Fernanda Rossini e Alessandro Matone. Il primo quaderno, pubblicato negli Stati Uniti nel 2017 e finora inedito in Italia, corre lungo quaranta giorni, tra dicembre 1943 e febbraio 1944, e si intitola Higher Mathematics. Due anni separano questo primo diario da A Prayer Journal sulla cui copertina campeggiano le due date “Gennaio 1946 – Settembre 1947”. In questi diari la “lotta” di Flannery O'Connor si esprime in un dialogo libero e serrato con Dio in cui dalle vicende normali della quotidianità emergono desideri, delusioni e mortificazioni, la volontà di far coincidere il suo essere cattolica e artista, e una tensione all'infinito che il limite della vita insieme sconfessa ed esalta. E proprio nel senso della dipendenza da Dio e nella consapevolezza che la sua vita fa parte di un disegno più grande, il suo essere scrittrice trova significato e bellezza: «Caro Dio, voglio scrivere un romanzo, un buon romanzo».

    Andare per vulcani di Luca Bergamin (Il Mulino)

     Tra lava e lapilli: il fuoco ancestrale che ci avvicina al cuore della Terra. L'Italia è un paese di vulcani, una rapsodia di pennacchi di fuoco e cenere che si elevano nel cielo. Fin dall'antichità hanno ispirato miti e leggende come dimostra il loro stesso nome, derivante dal dio romano del fuoco. Il loro fascino risiede nell'incarnare contemporaneamente la bellezza più profonda della natura e la sua forza primordiale e distruttrice. L'itinerario parte dal Vesuvio, uno dei coni più famoso al mondo, e si snoda per i Campi Flegrei, il monte Epomeo di Ischia per giungere ai Colli Albani con i loro laghi dentro alle caldere. Si potrà inoltre scoprire la bizzarra fertilità della lava basaltica nei vigneti del Veneto e sui Colli Euganei. Dopo il monte Amiata e la zona del Vulture, si giungerà infine in Sicilia, alle isole Stromboli e Vulcano e al principe assoluto, l'Etna




    sabato 15 agosto 2026

    La timidezza delle chiome di Marco Sagliocchi (De Nigris)

     Nel romanzo di Marco Sagliocchi, la scrittura diventa rifugio e condanna, specchio fragile di un uomo che ha smarrito sé stesso. Sergio Terra è uno scrittore in crisi, incapace di dare forma alle parole che un tempo lo definivano. In una fuga estiva insieme al figlio Alessio, tra silenzi, segreti e tentativi goffi di ricucire un rapporto mai davvero nato, affiora un viaggio più profondo: quello dentro le proprie paure, i fallimenti e le illusioni. Tra passato e presente, realtà e immaginazione, "La timidezza delle chiome" è un racconto intimo e sincero sulla fragilità umana, sul bisogno di essere visti e sul coraggio, difficile e necessario, di ricominciare




    Undici metri di Andrea Laprovitera (Nulla Die)

     "Undici metri" è la distanza che separa il dischetto del rigore dalla porta. Pochi passi, ma dentro quello spazio minimo si concentra tutto: la paura di sbagliare, il desiderio di riuscire, lo sguardo degli altri. La Folgore è una squadra di calcio giovanile di provincia. Ragazzi diversi per carattere e fragilità, uniti da un campo e da una voce che li osserva e li accompagna: quella del loro allenatore. È lui a raccontare partite, allenamenti, tensioni, esclusioni e piccole vittorie che non finiscono sul tabellone. Senza retorica né facili consolazioni, "Undici metri" è un romanzo sul crescere, sullo stare insieme, sull’imparare a perdere e a resistere. Un libro che usa il calcio come lingua per parlare di educazione sentimentale, sogni e limiti. Perché, a volte, basta un pallone per dire molto più di quanto sembri. Andrea Laprovitera scrive narrativa per ragazzi e per adulti. "Undici metri" nasce dall’esperienza diretta del calcio giovanile e da uno sguardo attento alle dinamiche educative e relazionali




    venerdì 14 agosto 2026

    Il pescatore di stelle di Peppe Millanta (Rizzoli)

     
















    C'è una notte, c'è la luna, c'è un'aria che sa di estate. E poi c'è Manuel, che con quella notte, ancora non lo sa, ha un appuntamento. In riva al mare c'è anche un pescatore, e la sua barca è piena di stelle. Di desideri. Di sogni che aspettano solo di essere realizzati. Una favola onirica, che accende la speranza.

    Una delicata collezione di assenze di Aline Bei / Marta Silvetti (Traduttore) edito da La Nuova Frontiera

     



















    Con uno sguardo poetico e implacabile, Aline Bei racconta i corpi che cambiano, i desideri taciuti, le ferite che si ereditano. Un romanzo intimo e universale che illumina, con rara delicatezza, l’inesauribile potere dei legami femminili.

    «In tutti quegli anni, Filipa non aveva mai smesso di pregare per la figlia, di chiedere che stesse bene, e ora che è tornata a vivere con lei Filipa ha paura – ma di cosa? della dolcezza, della curiosità. del desiderio di entrare nella propria famiglia. dissolversi nella discreta tenerezza che sente, soprattutto per la ragazzina che dorme al suo fianco, ma anche per la figlia che dorme in salotto, e in fondo persino per la nipote.
    Dove sarà quella ragazza, Dio mio.»

    «Aline Bei conferma la sua maestria nel raccontare storie, creando un linguaggio poetico che restituisce alla scrittura il fascino delle voci che appartengono a tutti noi.» - Mia Couto


    In una modesta casa dal cancello arancione, convivono nonna e nipote. Laura è alle prese con il difficile passaggio dall’infanzia all’adolescenza, mentre Margarida, chiromante in un mercato d’antiquariato, dedica ogni sua energia alla nipote, unico filo che ancora la lega a Glória, la figlia di cui non ha più notizie. L’arrivo improvviso di Filipa, la madre di Margarida, incrina il loro fragile equilibrio: con le sue valigie e le sue amarezze, occupa spazi e pretende attenzioni, costringendole a ripensare al proprio posto nella famiglia. Laura dovrà affrontare la gelosia e la solitudine, e sua nonna il peso di un nuovo carico di cura, mentre lentamente affiora un segreto che ci lascia increduli e sconvolti