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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    giovedì 15 dicembre 2011

    COME FECE COME NON FECE IN MOSTRA!























    La casa editrice Kurumuny in collaborazione con la Regione Puglia, il Comune di Martano, il Comune di Castrignano, il Comune di Cursi, GeoArk e Limone Illuminazioni presenta dal 16 dicembre 2011 al 10 gennaio 2012 una mostra itinerante con le tavole e le opere del volume “Come fece come non fece” di Luigi Chiriatti ed Egidio Marullo edito dalla stessa Kurumuny. La mostra sarà visibile dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 17,00 alle 20,00  dal 16 al 18 dicembre 2011 presso Palazzo Raho a Zollino, dal 20 al 22 dicembre presso il Castello De Gualtieris a Castrignano, dal 26 al 29 dicembre a Martano Sala Karol Wojty in Piazza Caduti, dall’1 al 4 gennaio 2012 presso Limone Illuminazione Showroom dalle 17,00 alle 22,00, e dal 6 al 10 gennaio 2011 a Cursi al Frantoio Ipogeo Palazzo De Donno dalle 10,00 alle 12,30 e dalle 17,00 alle 20,00

    Come fece come non fece è una raccolta di fiabe fatte di immagini, luoghi, atmosfere, suoni di paesi e città, voci di uomini e di animali, odori antichi di case umili o profumi esotici di sfarzosi castelli, di malìe e incantamenti alla controra. Immagini lontane, nel tempo e nello spazio, di principi e principesse che vivono e rivivono tra gli ulivi contorti e tra gli spinosi fichi d’India. Dietro ogni favola c’è il volto rugoso di un vecchio che fu bambino, la sua voce sfiatata e i gesti delle sue mani nodose che raccontano storie vere, camuffate da fiabe. Un libro attraverso cui i bambini possono apprendere gli strumenti per affrontare la vita, perché si narra di grandi difficoltà e pericoli da superare, di magie e incantesimi buoni e cattivi, di viaggi straordinari; ma Come fece come non fece è anche un libro per gli adulti che possono svegliare i ricordi custoditi in un angolo della memoria e ritrovare il tempo in cui furono bambini attraverso la fascinazione di un racconto. Le favole qui pubblicate fanno parte di un lavoro di ricerca e documentazione più ampio e complesso condotto dall’autore sulla cultura orale salentina. Le favole sono state registrate direttamente dalla viva voce dei narratori in dialetto salentino e sono state trascritte mediante una traduzione libera dove si combinano le immagini e i giri di frase più espressivi caratteristici della lingua dialettale con un impianto linguistico italiano, in questo modo la lingua è parte integrante del paesaggio perché contribuisce in modo determinante a identificare i luoghi in cui si svolgono le azioni e i personaggi stessi delle favole.

    Titolo: Come fece come non fece
    Autore: Luigi Chiriatti, Egidio Marullo
    Editore: Kurumuny
    Euro: 15.00
    Note: con illustrazioni a colori 


    IL PROGRAMMA

    ZOLLINO
    Palazzo Raho
    16 | 18 dicembre
    ore 9,30-12,30 | 17,00-20,00

    Venerdì 16 dicembre ore 9.30
    Spettacolo di burattini
    a cura del Teatro dei burattini di Lecce


    Sabato 17 dicembre ore 10.30
    Spettacolo di burattini a cura del Teatro dei burattini di Lecce

    h. 18,30

    Presentazione del volume Come fece come non fece - principi fate folletti nel magico mondo delle favole
    SARANNO PRESENTI GLI AUTORI, LUIGI CHIRIATTI E EGIDIO MARULLO, E L'ASSESSORE ALLA CULTURA DEL COMUNE DI ZOLLINO, ANTONIO CHIGA.

    Domenica 18 dicembre ore 18.00

    Nati per leggere Letture per bambini da 0 a 6 anni

    mercoledì 14 dicembre 2011

    A Taviano Gli occhi di mia figlia di Vittoria Coppola edita da Lupo editore























    Il Comune di Taviano e Lupo editore presentano il 16 dicembre 2011 alle ore 18,30 presso la Sala Polifunzionale Armando Ria, Palazzo Marchesale “De Franchis” a Taviano, il libro di Vittoria Coppola dal titolo “Gli occhi di mia figlia” edito da Lupo editore. Presenterà l’autrice il giornalista Raffale Polo.

     Quale ruolo gioca il destino nello svolgersi della nostra esistenza? E quanto di “nostro” c’è invece nell’imboccare strade sbagliate che porteranno inevitabilmente all’infelicità? In questa storia di “non detti”, in cui egoismi e fragilità vanno a comporre un perfetto, perverso incastro, è rappresentato il misterioso e contraddittorio universo dei sentimenti umani: non basta essere genitori per saper comprendere i propri figli ed amarli come meritano; non basta essere giovani e di cuore aperto per essere pronti ad affrontare la vita, né essere innamorati per non farsi complici della propria ed altrui sofferenza. Dana, pur nei privilegi di ragazza circondata da benessere e raffinatezza, è soffocata dalla coltre iperprotettiva di una madre che ha deciso il suo futuro, ma la sua passione per André, fascinoso pittore di donne senza sguardo, si rivela una fuga più grande della sua acerba giovinezza, incapace di reggere all’infrangersi di un sogno. Armando, l’uomo che le offre un amore devoto e remissivo, nasconde un segreto destinato ad esplodere in modo bruciante. Eppure esistono legami che sopravvivono al tempo e sono pronti a riservare luminose sorprese, nei giochi del caso e nel risveglio di coscienze troppo a lungo sopite.
    Una storia di solitudini e di scelte, nella quale regge sovrana la solidità dell’amicizia, l’unica che non tradisce.


    VITTORIA COPPOLA - Ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale  (Università del Salento, luglio 2010). Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura. Di questo dice: “Lo scopo che mi prefiggo nel momento in cui inizio a riempire pagine di parole e sentimenti, è quello di emozionare, regalando a chi mi privilegia “leggendomi,” attimi personalissimi di evasione dalla realtà, ma anche, perché no, arricchimento della stessa. Confido sempre nella bellezza dei sentimenti e perciò, quando qualcuno reputa banale il parlare d’amore, io sorrido, e vado avanti per la mia strada”.


    martedì 13 dicembre 2011

    Il 17 Dicembre 2011 verrà presentato L' Erbario Cistercense a Martano

























    Sabato 17 Dicembre 2011, alle ore 17.30, presso il Monastero di Santa Maria della Consolazione a Martano (Strada Provinciale Martano-Borgagne), verrà presentato il volume “Erbario Cistercense” di Fra’ Domenico Palombi (Bottega Libraria). Il volume verrà presentato da Silvano Marchiori, Ordinario di Botanica Sistematica presso l’Università del Salento, con lui discuteranno Maurizio Nocera, scrittore, Giuseppe De Filippis, direttore del laboratorio Codex, realizzatore dell’edizione e Simone Giorgino, direttore editoriale di Bottega Libraria, che ha edito il volume.
    Dopo la presentazione del volume si terrà il concerto-evento “Corpi d’arco” di Francesco Del Prete.

    "Erbario Cistercense" (Bottega Libraria, 2011) a cura di Fra' Domenico Palombi, è un volume di elevatissimo pregio culturale e artistico, contenente al suo interno le immagini di alcune delle specie vegetali più rappresentative della flora del nostro territorio, unite alle descrizioni delle proprietà curative e degli utilizzi medici e terapeutici delle stesse. Le immagini, in tutto 108 tavole realizzate da Mimma Cucurachi con la tecnica dell'acquerello, sono tutte riprodotte artisticamente su carta pregiata. Nella sua introduzione Padre Ilario D'Ancona si sofferma sulla storia della tradizione medica e dell'utilizzo delle piante curative. La storia di questo testo è una testimonianza affascinante della cura e della dedizione di Fra' Domenico Palombi per le proprietà delle piante che ha collezionato nei lunghi anni del suo soggiorno presso il Monastero Santa Maria della Consolazione di Martano, dove ha avuto modo di catalogare centinaia di specie di cui sono state raccolte, in questo volume, le più significative. Il connubio tra monasteri cistercensi e studio dell'agricoltura, attraverso i secoli, non ha mai conosciuto interruzione, non solo, a questo aspetto si aggiunge l'importanza rivestita negli stessi monasteri dallo studio dell'arte medica legata alle differenti specie vegetali, in anticipo su ogni sistema di classificazione; le proprietà curative delle piante, insieme allo studio della loro bellezza e conformazione, accompagnano l'uomo fino dall'alba dei tempi, "Il Signore fa produrre i rimedi dalla terra, l'uomo assennato non li disprezza", così recitava l'Ecclesiaste. Attraverso i secoli nei monasteri, in particolar modo benedettini, si è conservato e valorizzato un patrimonio scientifico e culturale di inestimabile valore. Il lettore che ha la fortuna di avere tra le mani una copia dell'"Erbario Cistercense", oltre che attraversare secoli di storia e conoscenza, godrà della visione di un oggetto d'arte e del possesso di uno strumento utile nel quale rintracciare ogni giorno i suggerimenti dell'antica arte medica. Diviene finalmente possibile, con l'“Erbario Cistercense”, un viaggio indietro nel tempo, nella nostra cultura tradizionale così intrisa della saggezza circa i rimedi naturali delle piante.

    Dalla "Nota dell'editore" - L'erbario di Fra' Domenico si inserisce nel solco di una antichissima tradizione che mira a descrivere le virtù delle piante con sintetiche note di carattere medico. La riproduzione pittorica delle piante è stata affidata all'artista Mimma Cucurachi, che ha seguito fedelmente la composizione originaria delle tavole così come è ideata da Fra' Domenico, mantenendo inalterato anche il sistema autografo di annotazioni al margine. La legatura, eseguita dai Laboratori Codex di Guagnano (Lecce), è interamente artigianale. Le cuciture sono eseguite manualmente a filo refe. La copertina è in piena pelle di capra a concia vegetale, arricchita da impressioni a caldo con temi floreali. La carta utilizzata, messa a punto dopo numerosi anni di ricerca dagli esperti cartai Fedrigoni, garantisce una resa ottimale delle immagini.

    Bottega Libraria - Bottega Libraria è una giovane e dinamica casa editrice salentina specializzata nella creazione di libri d’arte, facsimili e opere di pregio a tiratura limitata.
    Il fascino dei libri antichi, le splendide miniature dei codici medievali, il mistero e la leggenda dei copisti amanuensi rivivono in nuove edizioni di lusso grazie alle straordinarie tecniche di riproduzione messe a punto dai laboratori di Bottega Libraria dove la creazione del libro è effettuata artigianalmente e durante tutto il processo di produzione da tecnici specializzati.
    La cucitura manuale a filo refe, le copertine in vera pelle, le impressioni a caldo sul piatto e sul dorso, la speciale carta utilizzata, sono alcune delle caratteristiche che rendono i manufatti editoriali pubblicati da Bottega Libraria veri e propri oggetti d’arte.
    Ogni pubblicazione esce a tiratura rigorosamente limitata e certificata, e ogni lettore può fare incidere il proprio nome (anche accompagnato da una dedica o da un pensiero) in calce alla tabula gratulatoria posta alla fine di ogni libro, grazie all’intervento di una maestra calligrafa.
    Alcuni degli esemplari pubblicati sono esposti nell’atelier di Bottega Libraria in via Palmieri
    37/a a Lecce.

    Attiva dal 2008 Bottega Libraria ha pubblicato la "Vita Nova" e la "Divina Commedia" di Dante Alighieri, la "Vita e miracoli di S. Giuseppe da Copertino", il pregiatissimo Bestiario/Ashmole 1511, della “Bodleian Library” di Oxford, l'"Apocalisse" di Giovanni e, in collaborazione con il Monastero dei cistercensi di Martano (Lecce), l'”Erbario Cistercence”.

    Francesco Del Prete. “Corpi d’arco”
    Dall’instancabile duello tra l’uomo e la personificazione del violino prende vita “Corpi d’arco”, debutto discografico del violinista salentino Francesco Del Prete, pubblicato nel dicembre 2008. 14 brani in cui Francesco racconta di posti lontani, dipinge atmosfere oniriche, arpeggia il violino sotto esotiche lune e glissa, con rara maestria, dal jazz, all’etnico, al pop. Uno stile sperimentale che affida le parole dell’anima ad un violino elettroacustico, a una pedaliera e a una loop machine.  Un violino attratto dalla realtà e dai suoi suoni, pronto a superare i limiti di un uso prettamente melodico che la tradizione classica gli ha assegnato, per respirare, esprimere e significare tutto ciò che osserva.

    Info:
    tel. 333.1795967
    erbariocistercense@gmail.com

    lunedì 12 dicembre 2011

    Il bosco dei baci spenti di Giorgio Bona (Besa editrice)






















    Alta Val Susa. 1948. In un crepaccio viene trovato un cadavere, ormai irriconoscibile. Poco tempo prima, da Salbertrand, sono scomparse due persone: un uomo e una donna. Uno è Giuseppe, Bepi, scampato miracolosamente dalla campagna di Russia e tornato con l’animo carico di rancori e di segreti. La donna è la suocera, Gisella, pettegola e frivola. Prima della chiamata alle armi, Giuseppe si unisce in matrimonio con Bianca. Sono i genitori dei due ragazzi a tirare le fila, convogliandoli verso un’unione che non li convince appieno. Giuseppe è il più diffidente e sembra fiutare qualcosa che non scorre per il verso giusto. Lei si mostra più accomodante, apparentemente fa andare bene le cose soltanto per accontentare la madre. Il racconto si snoda tra flash back e voci in presa diretta, seguendo la pista dell’indagine. I luoghi sono quelli indomiti e selvaggi intorno a Salbertrand, in Val Susa, e in questo scenario Bona ci racconta il dramma degli inganni: amore, fiducia, incoscienza, tradimenti, sparizioni, omicidi, dove la trama si complica e si tesse di intrigo e di mistero.

    Giorgio Bona, piemontese, classe 1956, vive a Frascaro, un piccolo paese del Monferrato tra Alessandria e Acqui Terme. Ha tradotto dall’inglese autori come Lee, Muir e Hamburger e dal russo la raccolta antologica Fiabe dei Balcani a Vladivostock (Besa, 1999). Con Besa ha inoltre pubblicato Chiedi alla nuvole chi sono (2008) e Ciao, Trotzkij (2010).


    domenica 11 dicembre 2011

    Dizionario dei Giochi da Tavolo di Enrico De Luca (Libellula Edizioni - Collana Wireless)






















    Nuovissima edizione del primo e unico Dizionario dei giochi da tavolo in Italia che vuole essere uno strumento di consultazione sia per l’appassionato giocatore che per il collezionista o per chi, semplicemente, desiderasse sapere qualcosa di più su questo affascinante e variegato mondo. Centinaia e centinaia di titoli ispirati anche a film, telefilm, cartoni animati, quiz e trasmissioni del piccolo schermo, romanzi, fumetti, etc. dei quali vengono segnalati: grado di rarità, valutazione economica, casa editrice, anno di distribuzione, autore, numero di giocatori, ambientazione, contenuto e molte altre utili informazioni. Nel dizionario sono recensiti oltre 2200 titoli di giochi da tavolo distribuiti fra il 1930 e i primi mesi del 2011 in Italia e all’estero, più di 580 autori e ben 277 case editrici. Presentazione di Spartaco Albertarelli. All’interno tavole a colori con oltre 100 foto di giochi.

    sabato 10 dicembre 2011

    Controstoria dell'arte di Pablo Echaurren (Gallucci editore)























    Spesso si guarda un quadro, una scultura, un’architettura, senza vedere, senza capire, senza partecipazione. Afferrare il senso di un’opera e inquadrarla nel contesto in cui è stata generata non è facile, ma non è neanche roba da Superman con la super-vista a raggi X. Basta togliersi i paraocchi di una critica scontata, superficiale, banale. Ripetuta fino alla noia. E pensare con la propria testa senza lasciarsi condizionare dal giudizio degli altri. Qui, per sommi capi, si capovolge il punto di vista tradizionale: si affrontano temi e stili da un’angolazione particolare, personale, irriverente, ma non per questo campata in aria. Dalle caverne di Lascaux alla Street Art, passando per il Rinascimento e l’Impressionismo, di norma i capolavori vengono subiti dallo spettatore, obbligato a seguire gli studiosi che stabiliscono le regole del gioco. Questo manualetto è un primo passo per riappropriarsi dell’arte senza farsi schiacciare dal peso della cultura calata dall’alto, asfissiante e pedante.

    venerdì 9 dicembre 2011

    Youcanprint presenta il fantasy: David e il Destino della Riserva di Daniele Imbornone.

    David, un ragazzo di buona famiglia, ritrova in Silv, un geniale inventore dello spionaggio internazionale, il suo amico migliore. Quest'ultimo però ha un segreto, è riuscito a costruire una macchina del tempo con cui ha in programma di salvare il padre morto anni prima. I due si buttano a capofitto nell'impresa e riescono nel loro intento, sfortunatamente, il tempo non è fatto per essere intaccato e i due scopriranno a loro spese quanto possa essere pericoloso e disastroso il girovagare negli anni. Imprevisti, paradossi spaziotemporali, amicizie intense, ironia, una battaglia per il bene di un'umanità in ginocchio e scontri al limite del fantastico, sono solo alcuni dei tratti della storia, una storia, che vale la pena di leggere …

     




    Il ricordo più bello di Giuseppe Lascala (Youcanprint)





















    Nuova edizione di un lavoro pubblicato con lo stesso titolo nel 1984, “Il ricordo più bello” vuole essere uno stimolo alla riflessione su quanto ci sia ancora di vero o di falso nei luoghi comuni delle due metà dell’Italia, sugli aspetti negativi dell’emigrazione e su come il Natale di un tempo si sia trasformato in un appuntamento consumistico che fa cadere nell’oblio quella bella tradizione antica che rendeva evidente la dimensione autentica della nostra fede.

    Maria de Filippi, di Emanuele Kraushaar con prefazione di Giulia Belloni (Alet). Intervento di Nunzio Festa




















    Forse due riconoscimenti nella stessa recensione, più quello all'autore del testo recensito, sono troppi; ma per dire del recente e davvero imperdibile – scusatemi qui la banalità (oggi eccezione che conferma la regola) - “Maria de Filippi” di Emanuele Kraushaar ci concediamo l'ulteriore lusso. Dunque un plauso a Giulia Belloni, che oltre ad aver inventato la collana Iconoclasti e scelto  in qualità di direttrice della stessa questo testo raro, ha definito giustamente il libro “oggetto non identificato”. E mai parole, come si suol dire, furono più adatte. Perché non solamente non riusciamo a dirne il genere, per questa sconvolgente pubblicazione. Ma di più perché, e arriviamo in un certo qual modo al secondo riconoscimento, la natura del testo per affinità ci conduce a un altro abbastanza recente e superbo testo: “Cartoline dai morti” di Franco Arminio. Epperò già occorre spiegare. In quanto Arminio parla, dando loro voce, dei paesi e dei suoi morti-viventi. Mentre Kraushaar parla dei viventi-morti del paese/televisione, ovvero del pubblico succube per esempio dell'Uomini e Donne di Maria de Filippi e succube soprattutto del 'personaggio' “Maria de Filippi”. Kraushaar e Arminio inoltre si somigliano per accenti e prossimità di scelte. Dove l'affinità sta nella differenza. Cioè Arminio fa parlare i suoi morti alla stregua di Kraushaar che fa parlare vivi ugualmente defunti. Grazie a quest'operazione, in pratica registrando situazioni del programma che fa ascolti su ascolti e soprattutto le vite di chi esiste in ragione di questo, il giovane autore romano scrive un libro che apparentemente con poco ci dice tutto del fenomeno “Maria de Filippi”. Che davvero il libro d'esordio dello scrittore Kraushaar studia con occhi nuovi e linguaggio scioccante una delle cause di demenza del cosiddetto italiano-medio. Destini e in special modo disperazioni che mettono sulla porta o immettono oltre la porta della celebrità e delle sue menzogne, essenzialmente soggetti privi di socialità. I paragrafi sono molto brevi. Colpiscono al pari di bruciature di sigarette. Però il loro calore lo ascolti. Sei in grado di vedere i motivi e i linguaggi delle disperazioni. Emanuele Kraushaar fa sentire “la De Filippi” come nessun giornale mai riuscirà. La analizza senza torcerle un capello. Girandole intorno e osservandola seduta di fronte alle sue invenzioni in carne e ossa.    


    giovedì 8 dicembre 2011

    Beatrice Masini con Solo con un cane (FANUCCI)























    Soli, lontani da tutti, in una notte scura, scura come se avessero spento le stelle e la luna, sopravvivono un ragazzo e il suo cane Tito. Lui sa perché sono soli, lontano da tutto quanto conoscono, perché patiscono il freddo, stretti in un sacco a pelo, perché si trovano in un mondo oscuro. Lui sa cos'è successo, sa che avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. E ha voglia di raccontare, ha bisogno di spiegare come tutto è cominciato Lui ha dieci anni, Tito tre. Ama i cani da sempre, è la prima parola che è riuscito a pronunciare. Vive in simbiosi con l'animale, lo adora. Ma un giorno, a scuola, il Direttore appende una comunicazione. È un nuovo editto del Sire: comanda al suo popolo che i cani di tutte le razze, taglie ed età sono banditi dal regno con ogni mezzo possibile. È un nuovo editto, certo: nel precedente ha deciso di bandire il gelsomino, il fiore profumatissimo, simile a una stella, simbolo del Regno. Le ricamatrici hanno gettato nel fuoco gli antichi disegni dei tralci di gelsomino che hanno accompagnato alle nozze tante fanciulle; i giardinieri hanno imprecato strappando con forza le radici di antichi rampicanti; e quando un soldato del Regno vede un piccolo fiore scampato alla strage lo calpesta con tutte le forze. Tanto i fiori non strillano quando muoiono, non piangono, non hanno voce. O almeno, nessuno li sente. È l'ennesimo atto di violenza nei confronti degli abitanti del reame. E gli atti di violenza e sopraffazione proseguono, con un ragazzo e il suo cane Tito alla ricerca del modo di salvare sé stessi e il mondo, i sentimenti e la purezza. Dopo il successo del suo precedente romanzo, Bambini nel bosco, arrivato nella dozzina finalista del premio Strega 2010, Beatrice Masini torna in libreria con una storia delicata e potente, Solo con un cane, la storia di Milo e del suo cane, Tito. Siamo in un regno il cui Re è solito emanare editti alquanto discutibili, dettati dal suo umore giornaliero; inutile dire che l'obbedienza è d'obbligo. Un giorno il Sire decide di bandire (e quindi abbattere!) tutti i cani del regno, e invita tutte le famiglie a obbedire senza discutere. In un moto di coraggio e indignazione, Miro e la sua famiglia decidono di non assecondare il volere del Re, ed invece di proteggere Tito, fedele compagno di giochi e amico. Miro partirà con il suo inseparabile amico a quattro zampe, alla ricerca di un posto migliore in cui vivere, verso un futuro più luminoso per tutti e due. Sul suo cammino incontrerà ostacoli e trappole; farà la conoscenza della Fame e della Sete, il Dubbio si insinuerà tra i suoi pensieri mettendolo in difficoltà e la Paura lo accompagnerà ad ogni passo; la stessa Morte gli farà la corte… Un romanzo che è un percorso di crescita e di presa di coscienza dei propri limiti, un inno all'amicizia, alla speranza, al coraggio, alla vita, nella sua accezione più ampia. Solo con un cane non è solo il viaggio materiale di Miro e Tito lontano dalla perfidia ingiustificata di un Re, ma un viaggio dentro sé stessi, un'avventura da condividere, anima e corpo, con qualcuno a cui si tiene davvero.

    BEATRICE MASINI è nata a Milano, dove vive e lavora. Giornalista, traduttrice (tra i suoi lavori i libri della saga di Harry Potter), editor, scrive storie e romanzi per bambini e ragazzi. I suoi libri sono stati tradotti in quindici Paesi. Ha vinto nel 1999 il Premio Castello di Sanguinetto con il romanzo La casa delle bambole non si tocca (Salani), e nel 2004 il Premio Pippi con Signore e signorine – Corale greca (Einaudi Ragazzi), il Premio Elsa Morante con La spada e il cuore – Donne della Bibbia (Edizioni EL) e il Premio Andersen come miglior autrice. Con Fanucci Editore ha pubblicato: Sono tossica di te e Bambini nel bosco, arrivato tra i finalisti del Premio Strega 2010.


    mercoledì 7 dicembre 2011

    Silvia Roncaglia con le sue Fiabe Insolite: “Lo specchio racconta: Biancaneve” e “Gli stivali raccontano: Il gatto con gli stivali” (FANUCCI, Kids)


















    Con Silvia Roncaglia si inaugura una nuova collana Fanucci, la collana Kids, con delle fiabe molto particolari: le Fiabe insolite. Si tratta di alcune tra le fiabe più tradizionali e conosciute, riviste e rielaborate per dare ai giovani lettori un punto di vista alternativo con cui leggerle. Senza mai tradire lo spirito e il messaggio del racconto originale, Silvia Roncaglia modernizza e vivacizza la veste classica delle fiabe che tutti conosciamo e amiamo, attraverso l'acquisizione di un narratore atipico, in un mix di ironia, avventura e magia. Sarà dunque uno specchio a raccontare sia la sua personale vicenda di oggetto divenuto magico e finito nelle mani di una perfida regina, che la storia di Biancaneve. E` il racconto partecipato di un deus ex machina che, suo malgrado e con gran dispiacere, deve svelare alla vanitosa regina dove si nasconde la bella Biancaneve. Purtroppo, infatti, e` stato programmato per dire la verità, ma non manca di avere sentimenti, antipatie e simpatie, e un proprio personale punto di vista. In un'altra insolita fiaba, gli stivali del famoso gatto del marchese di Carabas annoteranno le vicende di quel figlio di mugnaio che, alla fine, proprio grazie alle astuzie del suo gatto calzato, si troverà padrone di un castello e sposo di una principessa. Lo faranno in un diario a due voci che metterà in evidenza quanto possono essere diversi il carattere e il punto di vista di uno stivale destro, positivo e solare, da quelli di un sinistro, pessimista e brontolone. Ad accompagnare e impreziosire i testi scritti da Silvia Roncaglia si alterneranno illustratori di fama nazionale e internazionale quali Cristiana Cerretti e Paolo D'Altan, dando così vita a una stimolante lettura per i più piccoli e a un utile strumento per svilupparne il pensiero divergente e la creatività, attraverso l'insolito approccio di questa nuova e raffinata collana.

    Silvia Roncaglia ha coltivato da sempre un grande interesse per il mondo dell'infanzia, che l'ha portata a insegnare per diciassette anni nella scuola elementare e a dirigere per sei anni Leggo leggo, una rivista indirizzata ai bambini che promuove la lettura. Collabora con varie compagnie teatrali ed è un'apprezzata autrice di filastrocche e libri per bambini. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui nel 2001 una menzione speciale al Grinzane Junior per Ma che razza di razza è? Con Fanucci Editore ha già pubblicato anche Caro Johnny Depp - premio Bancarellino 2007 - e Perché mai è diversa questa sera?

    martedì 6 dicembre 2011

    Viaggio al buio di Eleonora Goio ed Ennio Zingarelli (Besa editrice)
























    L’avventura è più vera senza tecnologia. E la mitica Via della Seta diventa un’avventura vera, come una volta, ad affrontarla alla guida quasi di un giocattolo, anziché di un quattroperquattro. Eleonora ed Ennio sono partiti da Udine alla volta di Pechino con una verde Méhari, deliziosa vetturetta nata per le spiagge della Costa azzurra, non per i deserti dell’Asia centrale. Il loro viaggio è un salto geografico e nel tempo, un recupero di ritmi più lenti, il piacere della scoperta. Il loro mezzo ritrova l’orgoglio del nome, “méhari” in francese sono i dromedari che da millenni attraversano il Sahara, e la piccola automobile di plastica, nonostante i quasi quarant’anni di vita, affronta senza timore le strade carovaniere disegnate nelle sabbie orientali. E diventa una sorta di lasciapassare in paesi non sempre facili, stimolando la simpatia delle popolazioni incontrate. Un “viaggio al buio” di due persone che si sono incrociate pochi mesi prima di partire e, chilometro dopo chilometro, ritrovano passioni comuni e il piacere di viaggiare insieme. Tanto da ripartire, l’anno successivo, con una nuova meta: il giro del Mediterraneo via terra. (Leonardo Bizzarro)

    Eleonora Goio nasce a Trento ma si trasferisce quasi subito a Bolzano, dove insegna educazione fisica in molti licei della provincia. Pratica innumerevoli sport: dal softball alla canoa, dallo sci al nuoto, dalla subacquea alla vela. Attualmente vive nella campagna marchigiana.

    Ennio Zingarelli (co-autore) nasce a Oria, in provincia di Brindisi, e consegue la laurea in medicina
    a Siena, oltre alle relativ e specializzazioni in anestesia, ginecologia, odontoiatria e protesi dentaria. Dopo varie esperienze lavorative, e non solo, approda a Udine dove esercita la professione di dentista; nonostante questo impegno professionale trova il tempo per laurearsi anche in giurisprudenza, scienze politiche, scienze internazionali e diplomatiche, sociologia.

    lunedì 5 dicembre 2011

    Tango di Remi Hess (Besa editrice)





















    Il percorso del tango dalle origini nei sobborghi di Buenos Aires e Montevideo alla diffusione in almeno tre continenti – Africa, America ed Europa – al “recupero” di cui è oggetto negli ultimi tempi. Fenomeno culturale complesso, infatti, il tango vede l’interazione di danza, musica, tradizione e innovazione, e coinvolge diverse classi sociali. “L’antropologo è obbligato a interrogarsi sul senso di tale recupero. [...] Il tango appare come un laboratorio, un luogo di esplorazione nel quale i ruoli dell’uomo e della donna si decostruiscono, si analizzano, si delineano e infine si riallacciano. “L’attesa, l’ascolto che caratterizzano il tango permettono un nuovo incontro dell’uomo e della donna in uno spazio mentale incrociato dove il mondo e le sue contraddizioni si riflettono grazie al supporto di una musica ricca e complessa e di una poesia incessantemente rinnovata”.

    Rémi Hess è professore presso l’Université de Paris VIII. Ha pubblicato opere di filosofia, sociologia, didattica, analisi delle istituzioni, antropologia della danza, occupandosi in particolare delle danze di coppia. In Italia è uscito La pratica del diario (Besa, 2001).

    domenica 4 dicembre 2011

    COME FECE COME NON FECE - principi fate folletti nel magico mondo delle favole a cura di Luigi Chiriatti ed Egidio Marullo (Kurumuny)






















    Come fece come non fece è una raccolta di fiabe fatte di immagini, luoghi, atmosfere, suoni di paesi e città, voci di uomini e di animali, odori antichi di case umili o profumi esotici di sfarzosi castelli, di malìe e incantamenti alla controra.  Immagini lontane, nel tempo e nello spazio, di principi e principesse che vivono e rivivono tra gli ulivi contorti e tra gli spinosi fichi d’India. Dietro ogni favola c’è il volto rugoso di un vecchio che fu bambino, la sua voce sfiatata e i gesti delle sue mani nodose che raccontano storie vere, camuffate da fiabe.  Un libro attraverso cui i bambini possono apprendere gli strumenti per affrontare la vita, perché si narra di grandi difficoltà e pericoli da superare, di magie e incantesimi buoni e cattivi, di viaggi straordinari; ma Come fece come non fece è anche un libro per gli adulti che possono svegliare i ricordi custoditi in un angolo della memoria e ritrovare il tempo in cui furono bambini attraverso la fascinazione di un racconto. Le favole qui pubblicate fanno parte di un lavoro di ricerca e documentazione più ampio e complesso condotto dall’autore sulla cultura orale salentina. Le favole sono state registrate direttamente dalla viva voce dei narratori in dialetto salentino e sono state trascritte mediante una traduzione libera dove si combinano le immagini e i giri di frase più espressivi caratteristici della lingua dialettale con un impianto linguistico italiano, in questo modo la lingua è parte integrante del paesaggio perché contribuisce in modo determinante a identificare i luoghi in cui si svolgono le azioni e i personaggi stessi delle favole.



    sabato 3 dicembre 2011

    IL MAESTRO DEL CADUCEO. Racconto di Magda Vigilante (LaRecherche.it)





















    “Subito attirò il mio sguardo, sulla destra, la vetrina di una libreria dove erano accatastati, senza un ordine apparente, diversi volumi, alcuni dei quali di secoli passati. Pensai che fosse una libreria antiquaria e aprii la porta che immetteva in un ampio locale dove le pareti erano tutte ricoperte da scaffali pieni zeppi di volumi.”


    Magda Vigilante è laureata in Lettere, dedica i suoi studi ad autori italiani del Novecento, in particolare ai poeti Arturo Onofri e Giorgio Vigolo del cui Archivio è responsabile presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma dove lavora come bibliotecaria. Attualmente è iscritta ad un corso di dottorato in italianistica presso l’Università Tor Vergata di Roma.

    Ha curato i seguenti volumi: Arturo Onofri, Poesie e prose inedite (1920-1923), Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1989; Id., Quaderno di Positano, Pistoia, Via del Vento, 1999; Id., Orchestrine. Arioso, Trento, La Finestra, 2002; Giorgio Vigolo, Lirismi. Scritti poetici giovanili (1912-1921), Roma, Edizioni della Cometa, 2003; Gianna Manzini, Il merlo e altre prose, Pistoia, Via del Vento, 2005. Ha pubblicato il volume L’eremita di Roma. Vita e opere di Giorgio Vigolo , Roma Fermenti, 2010 e vari saggi di critica letteraria su diverse riviste letterarie, tra le quali «Galleria», «Studi novecenteschi», «Critica letteraria», «Campi immaginabili». Ha vinto il premio Lido di Ostia, terza edizione del 1996, per la sezione narrativa inedita (racconti brevi) con il racconto Il giardino nascosto.


    venerdì 2 dicembre 2011

    L’ITALIA E LA MORTE di Alessia e Michela Orlando






















    Ci hanno provato in molti, soprattutto in occasione del 150° anniversario della presunta Unità, a definirla. Conclusione: l’Italia non è una penisola (considerandone i dati essenziali) ma piuttosto l’area geografica in cui si sdogana di tutto. Si è sdoganato anche la parolaccia e il fascismo, ma è rimasto un tabù: la MORTE. Crediamo sia giunto all’idea di ragionarci su anche Giorgio Sangiorgi, Edizioni Scudo, http://www.edizioniscudo.it/, quando ha escogitato un concorso letterario inconsueto che si reggeva innanzitutto sulla segretezza, partendo da un presupposto similare (paura della morte, meglio non parlarne … e allora parliamone!). Ciò ci apparve paradossale. Chi decidesse di fare un giro nel web scoprirebbe una valanga di concorsi, gratuiti o a pagamento, sin troppo e, con non poco sospetto, pubblicizzati in una cascata di pagine web e non solo. Quel concorso, IUSTITIA MORTIS, pretendeva la segretezza. Originale. Si è chiuso e, insieme a opere di nomi noti a livello europeo, un nostro racconto è tra i vincitori-selezionati. Si trattava di mettere la MORTE alle strette, facendole considerare che ormai l’Umanità sta per divenire eterna. Ciò avrebbe implicato la fine del suo lavoro sporco. La reazione prevedibile: scomposta. Le idee tirate fuori da un manipolo di scrittori ci hanno sconvolto, ma crediamo sia rimasta sorpresa soprattutto e ben di più la Signora con la falce.
    La nostra idea, in sintesi: l’epilogo è vicino! La Signora non è più neppure conscia del suo corpo fisico; i vermi stanno pasteggiando con le sue ossa e lei sopravvive mangiando i vermi …


    Gli autori che hanno collaborato sono Elia Giovanni Babsia, Vittorio Baccelli, Alexia Bianchini, Pierre Jean Brouillaud, Lorenzo Davia, Diego Di Dio, Massimo Di Loreto, Marco Filipazzi, Flavio Firmo, Daniele Gabrielli, Gloria Gerecht, Gianni Giangrande, Roberto Guarnieri, Angelo Marenzana, Giulia Martani, Luigi Milani, Marco Montozzi, Luca Nisi, Paolo Ninzatti, Alessia e Michela Orlando, Simone Piazzesi, Manuel Russo, Paolo Secondini, Marco Siena e Marco Vecchi.
    In coda, il nostro editor Giorgio Sangiorgi, come nel suo stile si è riservato il piacere di chiudere il libro con un lieto fine. Per quanto possibile, ovviamente…

    Copertina di Luca Oleastri, 26 illustrazioni di Giorgio Sangiorgi, 356 pagine, dimensione 15.2 x 22.9 cm – rilegatura termica.

    giovedì 1 dicembre 2011

    Bomba atomica. Inchiesta su Radio Vaticana, di Alessio Ramaccioni e Francesca Romana Fragale, con fotografie di Edoardo Lucci (Editori Riuniti). Intervento di Nunzio Festa
























    Mi concederò un lusso, purtroppo, quello di parlare d'una situazione gravissima prodotta dall'elettrosmog, ovvero la base reale e umana del libro d'inchiesta "Bomba atomica", con nella mente ma soprattutto negli occhi e quindi nell'anima le immagini del campo d'antenne che nella mia piccola lucana Pomarico fa a gara di morte con Monte Mario: dove oggi restano i ponti di trasmissione militare e in un recente passato questi reggevano convivendo con un campo di ripetitori televisivi. E alcune battaglie, per richiedere controlli seri e puntuali, anche nella mia piccina matria sono state fatte. Senza risultati. Epperò qualcosa, sappiamo, un giorno deve cambiare. Necessariamente. Però torniamo al libro, all'opera d'inchiesta scritta a quattro mani dal giornalista Alessio Ramaccioni e dall'avvocatessa Francesca Romana Fragale; perché questo testo dice di morte, di morti. (Su questa falsa riga, tra l'altro, e su questa falsa riga forse suo malgrado, nel mezzo delle pagine potrete trovare la citazione d'un cinico articolo del Messori). Intanto diciamo che Ramaccioni da anni segue le vicende di Radio Vaticana. Ché Radio Vaticana è l'oggetto del male. Mentre la penalista ed esperta di Diritto dell'ambiente Fragale è stata accanto alle vittime in tutti i processi, e ancora è lì d'altronde, dei cittadini contro la Radio del papa, della Chiesa Cattolica Romana. Come, infine, Lucci è fotoreporter d'impegno. Questo "Inchiesta su Radio Vaticana" prende le mosse, direbbero i politicanti, ovvero quelle stesse personcine che per esempio snobbano le vicende descritte, dalle parole usate dagli abitanti delle zone di Roma Nord e dei comuni limiotrofi a Santa Maria di Galeria: "come una bomba atomica". Le comunità colpite dai raggi della comunicazione chiesista, infatti, usano questi precisi termini definitivi per sintetizzare gli effetti delle onde del mastodontico parco di ripetitori che permette alla Radio Romana per eccellenza di spedire messaggi in tutto il mondo. Circa 430 ettari per 33 antenne. Infligendo malattie, pare proprio, a migliaia d'esseri umani. Cattolici e non. Nell'area prossima al parco ecclesiale, infatti, la leucemia e i tumori sono diventati compagni di vita. Un impatto, potremmo precisare, ed è cosa spiegata dagli studi, che è maggiore rispetto alla media nazionale. Nonostante, ricordiamo, i medium poche volte si mettano a fare racconto dei fatti. Pure se in mezzo agli eventi scompaiono bambini e anziani. A differenza dei comitati civici che mai più avranno paura. Al diritto di cittadinanza che le vittime di Radio Vaticana - e su questo siamo addirittura confortati da un primo processo vinto e mettendo tra parentesi la prescrizione fatta scattare - praticano quotidianamente. Alzando la testa. Mai più somigliando ai servi della terra che dai preti e cardinali erano solamente comandati e sottomessi. Quando sappiamo bene perché, sottolineamo, i politici non vivano la lotta delle vittime. Inoltre, aggiungiamo, queste persone condannate dal Vaticano a essere sparati da Radio Vaticana, hanno la forza d'essere parte civile, e qui si guardino le varie perizie insieme alle testimonianze, persino a un processo in corso che vede appunto Radio Vaticana accusata di "omicidio colposo plurimo". Chissà se oltre a questo saggio fondamentale e alla ormai storica puntata della trasmissione della Rai Report, qualche organo d'informazione e di trasformazione dell'opinione pubblica avrà il merito di fare chiarezza, dandoci altre narrazioni, su questa costante oppressione - che dura da decenni. Il libro di Ramaccioni e Fragale è troppo ricco, si termini, per essere recensito a dovere. Quindi va letto. Che domani di fronte alle bugie, alle ipocrisie, alle cattiverie, agli atteggiamenti accomodanti, non è più possibile stare zitti. Magari col timore d'essere tacciati d'Allarmismo. Anzi. S'allarmino tutti. Qui stiamo morendo. 


    mercoledì 30 novembre 2011

    Lingua e bocca, esercizi per rassodare i muscoli e leggere bene.

    Siete in grado di appuntire la lingua? Dovrebbe assomigliare alla punta di una freccia, ben dritta e in fuori, parallela al pavimento.
    Provate a farlo in piedi di fronte allo specchio.
    Chiudete gli occhi: tirata fuori la lingua, poi provate a fare la punta.
    Ora aprite gli occhi e controllatene la forma.



    Fabio esegue gli esercizi per bocca e lingua tratti dal libro di Marcy Michaels, Castelvecchi editore, Oral sex .

    martedì 29 novembre 2011

    DI ME DIRANNO DI LUCA BENASSI (CFR)






















    Nelle grandi iconografie tradizionali, riprese dai presepi natalizi, la scena è più o meno quella di un bambinello, quasi sempre sorridente, non certo un neonato ma già con una florida capigliatura e le braccine tese, l’espressione del viso a volte non proprio infantile e sorridente ma piuttosto ieratica, adorato da una madre in preghiera e da un uomo di età indefinita, inginocchiati e piegati su di lui; sullo sfondo un bue e un asino, come sta scritto nei Vangeli.
    La scena è edificante ma immobile, astratta, irreale - o forse è la proiezione di una nostalgia collettiva per l’innocenza che viene perduta pian piano nel tempo. Nella vita non accade così e, soprattutto, in quella realtà, descritta dai Vangeli. Non esiste che la puerpera Maria se ne stia tutta beata e serafica dopo i dolori del parto: è una grande ingiustizia verso la sua corporeità, che è dolore – come dicono i testi sacri – lavoro, fatica, fughe, strazio...
    La poesia, intensa, di Benassi, sconvolge questi schemi. L’elemento che sovverte quella scenografia tradizionale, con prepotenza, è infatti la fisicità, con la nota insistente del dolore fisico e psichico che, nell’iconografia tradizionale, è totalmente assente. Entra in gioco, in questa sorta di poesia della storia, anche una nota fortissima di de-mistificazione, di presa di distanza da una teologia tutta assorta nei significati trascendentali, dimenticandosi spesso che proprio il corpo è l’unico tramite col divino, tant’è che proprio nell’incarnazione si realizza il principio di ogni teologia (in senso cristiano) e proprio nel parto è il significato primo di ogni eucaristia, perché proprio Maria è la prima sacerdotessa che porta e consacra dentro di sé l’Eucaristia.
    Entra in scena anche l’elemento della storia, non tanto come atti o fatti, ma come orizzonte o sce-nografia entro la quale viene collocato il poemetto. È  la storia degli umili, dei semplici, degli ultimi, così che la natività di Cristo, da avvenimento teologico-sacrale, diventa paradigma di ogni natività povera e sconosciuta.

    (dalla prefazione di G. Lucini)