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Notizie su Libri e Festival Letterari

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    martedì 18 febbraio 2020

    Ottavio Rossani alla Ubik di Como con le sue nuove pubblicazioni

















    Le ultime due pubblicazioni in versi di Ottavio Rossani saranno presentate alla Ubik di Como in Piazza San Fedele 32 il 19 febbraio 2020 ore 18,00. Dialoga con l'autore Laura Garavaglia, presidentessa de "La Casa della Poesia" di Como. Evento in collaborazione con "La casa della poesia di Como"
    Vale la pena di scrivere ancora poesie d'amore? Nella tradizione italiana la poesia d'amore è una tendenza incancellabile, divisa tra due lunghe traiettorie, dantesca e petrarchesca. Ottavio Rossani ritiene che non si può fare a meno della poesia d'amore. Ma anche che bisogna trovare un modo nuovo di inventarla. L'amore è passione, è vita, è morte. Amare è vivere, forse saper vivere. Forse anche sapersi preparare al finale dell'esperienza esistenziale, perché nell'amore è implicito anche il dolore di perderlo. Non saper amare è lentamente morire in un risentimento per quel che poteva essere e non è stato. In questo canzoniere d'amore, l'autore celebra l'amore anche come riconoscimento dell'altro/a, il dono gratuito che rende uomini e donne degni di generare vita. Come la poesia stessa, quando incondizionatamente annuncia il futuro.
    Soverato di Ottavio Rossani (Auto-antologia con poesie inedite 1976 – 2018) edito da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno  - Nato nel 1944 Rossani vive a Milano e ha alle spalle una lunga carriera di inviato speciale per il Corriere della Sera. Laureato in Scienze Politiche e Sociali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Numerosi i premi ricevuti tra i quali nel 1976 il premio Cronista dell’anno e nel 1990 il Premio internazionale Colombini. Il volume inaugura la collana Fuochi che sarà diretta dallo stesso Rossani. Il progetto editoriale, che prevederà poche uscite annuali, verterà sull’individuazione di quelle voci poetiche del nostro paese, che secondo il curatore generano, mantengono e comunicano un “fuoco” di forza stilistica, formale e metrica in grado di incendiare gli animi del lettore. “Sono orgoglioso e felice di annoverare nel catalogo – dichiara l’editore Stefano Donno – una firma autorevole e prestigiosa come Ottavio Rossani. L’idea di questa nuova avventura de I Quaderni del Bardo Edizioni nasce nella semplicità di un incontro di esperienze e vita tra me e Rossani, che sin da subito ha fatto nascere la voglia del dialogo, del voler costruire insieme una bella esperienza poetica che lascerà sicuramente il segno.”

    La luna negli occhi di Ottavio Rossani Nino Aragno editore - Vale la pena di scrivere ancora poesie d’amore? Nella tradizione italiana la poesia d’amore è una tendenza incancellabile, divisa tra due lunghe traiettorie, dantesca e petrarchesca. Ottavio Rossani ritiene che non si può fare a meno della poesia d’amore. Ma anche che bisogna trovare un modo nuovo di inventarla. L’amore è passione, è vita, è morte. Amare è vivere, forse saper vivere. Forse anche sapersi preparare al finale dell’esperienza esistenziale, perché nell’amore è implicito anche il dolore di perderlo. Non saper amare è lentamente morire in un risentimento per quel che poteva essere e non è stato. In questo canzoniere d’amore, l’autore celebra l’amore anche come riconoscimento dell’altro/a, il dono gratuito che rende uomini e donne degni di generare vita. Come la poesia stessa, quando incondizionatamente annuncia il futuro. 

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    LOKI, il giovane Dio dell'Inganno ��✨

    IL LIBRO SU BILLIE EILISH: Ne vale la pena?

    THE STARLESS SEA di Erin Morgenstern fa per voi? | Recensione spoiler free

    RECENSIONE LIBRO PADRE POVERO PADRE RICCO - L`UNIVERSITA HA FALLITO - CO...

    La cronaca nel romanzo di Marisa Fasanella - IL MALE IN CORPO - Storia di una sconosciuta e sfigurata ‘Terra dei fuochi’ (Castelvecchi)

    Corriere della Calabria, 14 febbraio Operazione Arsenico: "Ecosistema completamente distrutto"
    Con una scrittura dura e incisiva, "Il male in corpo" pedina enigmi, rivela e rappresenta sentimenti e odi rugginosi, inganni e avidità da sempre cancerosi, una giustizia a cui mai è stata data giustizia. E dunque stoccaggi illeciti di rifiuti tossici e speciali, traffici di uomini, sversamenti che avvelenano l’acqua e la terra di un Sud senza nome e, forse, innominabile. Una più sconosciuta e sfigurata “Terra dei fuochi”, un romanzo corale dove le donne si fanno protagoniste tra passioni irriducibili, combattendo ogni ragione del cinismo, cercando verità e riscatto.
    Marisa Fasanella è nata a Cassano all’Ionio (Cs) e ha esordito, nel 1994, con il romanzo Maschere e lenzuola del vicolo Santacroce. Ha pubblicato molti racconti e romanzi finalisti e vincitori di numerosi premi. Tra questi il Premio Letterario “Corrado Alvaro” e il Premio Nazionale “Vincenzo Padula” quale riconoscimento per la sua produzione letteraria. La Giuria del “Rapallo-Carige” ha, poi, ritenuto meritevole di segnalazione un suo romanzo, "Rimorsi" (Pironti, 2010). Di quest’ultimo testo, Tullio De Mauro ha scritto: “Le sue pagine sono tra le più interessanti che mi è accaduto di leggere negli ultimi anni. Sono stato profondamente scosso per la qualità coinvolgente della sua scrittura e rappresentazione”. Tra le sue opere ricordiamo anche "Gineceo. Undici crudeli racconti" (Pironti,1996), "L’ombra lunga dei moroni" (Rubbettino, 2002), e "Nina" (Editori Riuniti, 2014). Suoi racconti sono stati pubblicati dalla rivista “Il Primo Amore”.

    Horror Book Review | True Crime by Samantha Kolsenik | 4.5 stars | Feb 2020

    The Curse of the Good Girl | Book Review

    2 (actually 3!) book review | The High Cost of Living & Passing ����

    Gretchen Rubin | The Four Tendencies | Book Review by Lisa Woodruff

    lunedì 17 febbraio 2020

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    Le peggiori paure di Fay Weldon (Fazi)

    Il miglior romanzo di Fay Weldon, l’autrice inglese più anticonformista, irriverente, corrosiva di sempre, Le peggiori paure è una feroce riflessione sulla natura del matrimonio.
    «Sorprendente e crudele». - Isabella Bossi Fedrigotti
    «L’equivalente letterario di un ottimo superalcolico o di un tuffo nell’Atlantico in pieno inverno. Fay Weldon incarna l’essenza dell’antiromanticismo e Le peggiori paure è uno dei suoi migliori romanzi». - The New York Times
    Alexandra Ludd, attrice e donna affermata, è appena rimasta vedova. Il marito Ned, un critico teatrale molto in vista, è morto inaspettatamente a causa di un infarto nella loro bella casa di campagna, mentre lei si trovava a Londra. Fino a quel momento il rapporto tra i due sembrava felice e privo di ombre, e ora Alexandra è sconvolta, ma una serie di strani dettagli la obbliga a porsi delle domande: accenni di indizi e mezze parole nel giro di pochi giorni si concretizzano in una verità che sovverte ogni sua convinzione in quanto donna, madre e artista. Una rivelazione dopo l’altra, la protagonista giunge alla definitiva presa di coscienza: le sue amicizie erano false, tutte le sue peggiori paure avevano un fondamento, Ned aveva una vita parallela di cui lei era totalmente all’oscuro. Un libro estremo, esagerato, sostenuto da una scrittura che si muove con sicurezza sul sottile discrimine fra tragedia e ironia e che, attimo per attimo, sembra seguire, più che costruire, il passaggio della protagonista dall’umiliazione alla vendetta. Le peggiori paure spiazza e coinvolge il lettore, tenendolo avvinto fino all’ultima pagina in un crescendo di colpi di scena in cui la complicità e le competizioni femminili sono messe a nudo in un continuo confronto di incomunicabilità con il fragile, ambiguo universo maschile.

    Fascette oneste. Se gli editori potessero dire la verità a cura di Marco Cassini (Italo Svevo - Roma)

    Una placida domenica di settembre il mondo editoriale è stato investito da un'onda anomala: un twit mi ha suggerito l'idea balzana di immaginare cosa direbbero le fascette promozionali dei libri se, invece di essere roboanti promesse di marketing, fossero sincere descrizioni del contenuto dell'opera. Per qualche settimana in tanti si sono divertiti a giocare: questo libro («Il capolavoro che tutti aspettavamo!») raccoglie le migliori #fascetteoneste.

    L'amore è solitudine (Love is loneliness)

    La matematica fattoriale vista da Andrea Antonello Nacci

    L'albatro, romanzo di Simona Lo Iacono. Recensione di Mario Falcone

    RECENSIONE DI ZERO ZERO ZERO (2020) - MEGLIO DI GOMORRA?

    La scatola a forma di cuore, di J. Hill - recensione libro

    Vampires of Lore Book Review

    Book review "You Forever" by Neeta Bhojwani |Invincible Publishers|

    The Movie Book Review | Big Ideas Simply Explained

    BOOK REVIEW OF PARABLE OF THE SOWER OCTAVIA BUTLER

    Concorso letterario “GialloCeresio”, al via la seconda edizione

    Porto Ceresio, 17 febbraio 2020 – Dopo il grande successo della prima edizione, con oltre 200 opere in gara tra edite e inedite e racconti giunti da tutta Italia ma anche da Svizzera e Francia, torna con tante novità “GialloCeresio”, concorso letterario promosso dal Comune di Porto Ceresio (Varese) con il patrocinio di Regione Lombardia, Comunità di Lavoro Regio Insubrica e Camera di Commercio di Varese e con la collaborazione e il sostegno di Comitato Premio Claudio De Albertis, Sistema Bibliotecario della Valle dei Mulini, Assicurazioni Generali Musajo Somma s.n.c. - Varese Città Giardino, Banca Consulia, Il Gigante, Vox Libri e F.lli Frilli Editori.

    La competizione, presentata questa mattina a Porto Ceresio, sarà anche quest'anno rivolta ad autori di romanzi e racconti gialli, noir, thriller e polizieschi divisi in due macrosezioni: opere edite pubblicate tra il 1° gennaio 2018 e il 30 aprile 2020 e provviste di ISBN che non abbiano partecipato alle precedenti edizioni di GialloCeresio e racconti del tutto inediti (mai pubblicati né su carta né sul web) ambientati in località lacustri realmente esistenti e identificabili, di lunghezza tra le 16mila e le 20mila battute spazi inclusi.
    Alla presentazione sono intervenuti il sindaco di Porto Ceresio, Jenny Santi, Alessandro De Bortoli, assessore alla Cultura del Comune, Giacomo Basaglia Cosentino, consigliere di Regione Lombardia, Carla De Albertis, presidente del Comitato Premio Claudio De Albertis, Matteo Inzaghi, direttore Rete55 e Sergio Roic, giornalista.

    Tre le novità in arrivo: per la sezione racconti inediti i 20  finalisti e i vincitori dei Premi speciali “Giovani Autori” e “Porto Ceresio” saranno raccolti in un'antologia che sarà pubblicata da F.lli Frilli Editori; per la sezione romanzi editi saranno invece coinvolti anche i lettori che, selezionati dai Sistemi bibliotecari, librerie ed enti promotori, andranno a comporre una pregiuria che sceglierà 10 finalisti e tre per ognuno dei premi speciali; infine, per confermare e accentuare la grande attenzione che “GialloCeresio” riserva ai giovani, nella Giuria verrà inserito il vincitore del “Giovani Autori” 2019.  

    "È un onore ospitare anche nel 2020 GialloCeresio: un concorso letterario internazionale che congiunge il fascino del nostro territorio alla capacità di ideare misteri e suspense in romanzi e racconti che sapranno suggestionare i lettori. Sono felice anche della scelta di mettere a disposizione dei degenti degli ospedali e ai loro familiari i libri partecipanti all'edizione 2019: ciò rende il concorso ancor più legato ad un territorio operoso e solidale", commenta il sindaco Jenny Santi.

    Il “Premio Giovani Autori” resta anche quest’anno una sezione speciale della competizione su iniziativa del Comitato Premio Claudio De Albertis.  La presidente Carla De Albertis, conferma i due Premi Speciali dedicati ai giovani talenti under 35, uno per le opere edite e uno per quelle inedite rispettivamente di 1000 e 300 euro. “Ci sono tantissimi giovani talenti che meritano una chance – spiega De Albertis - Sappiamo tutti quanto sia difficile affacciarsi al mondo dell'editoria, da qui il nostro interesse a sostenere ancora una volta “GialloCeresio”, visto il successo dello scorso anno”. “Ringraziamo l’Amministrazione Comunale per la sensibilità verso la valorizzazione dei  giovani dimostrata nell’aver inserito nella Giuria il vincitore del Premio Giovani Autori 2019 Alessandro Bongiorni”.

    “La mia presenza testimonia il supporto di Regione Lombardia a una iniziativa che dà prestigio al territorio e accresce l’attrattiva turistica della zona. Ringraziamo il sindaco e tutti coloro che si sono adoperati per rendere possibile questa manifestazione”, ha detto il consigliere regionale Cosentino.

    Per quanto riguarda i premi, per i romanzi editi, il premio per il vincitore è di 1500 euro, per il secondo classificato 700 euro e per il terzo 500; Premio Giovani autori 1000 euro; Premio Laghi 300 euro.
    Per quanto riguarda i racconti inediti, al vincitore andranno 500 euro, 250 al secondo classificato e 150 al terzo. Sempre tra gli inediti, verrà attribuito un premio speciale di 200 euro al miglior racconto ambientato a Porto Ceresio e il Premio Giovani Autori di 300 euro.

    Il termine ultimo per partecipare al concorso per entrambe le sezioni è il 10 maggio alle ore 12.00. La premiazione di tutti i vincitori sarà domenica 13 settembre a Porto Ceresio, alle ore 16.00.

    Il regolamento è disponibile sui siti www.comune.portoceresio.va.it, www.premiodealbertis.it, sulla pagina fb di GialloCeresio e sui principali siti di concorsi letterari.

    DI SEGUITO, LE GIURIE DELLE DUE SEZIONI

    SEZIONE ROMANZI EDITI: Maurizio Canetta direttore Radiotelevisione della Svizzera Italiana – RSI, Giannino Della Frattina capo cronista ‘Il Giornale’, Matteo Inzaghi  direttore Rete55, Sergio Roic collaboratore Corriere del Ticino e Magazine extra Alessandro Bongiorni scrittore, vincitore ‘Premio Giovani Autori’ GialloCeresio 2019, Andrea Fazioli scrittore Valentina Orlando scrittrice. Alla giuria si aggiunge Carla De Albertis per il Premio Claudio De Albertis - Giovani Autori
    PRE- GIURIA
    La pre-Giuria è composta da gruppi di lettori italiani e svizzeri indicati dagli Enti organizzatori e dai sistemi bibliotecari.

    SEZIONE RACCONTI INEDITI Andrea Giacometti giornalista direttore Varese Report, Silvia Borella  responsabile Sistema Bibliotecario della Valle dei Mulini, Patricia Martinelli giornalista Mondadori Casa editrice Universo e autrice di Diabolik, Stefano Vassere direttore del Sistema Bibliotecario Ticinese e delle Biblioteche cantonali di Bellinzona, Locarno e Mendrisio, Nadia Fontana Lupi direttrice Ente Turistico del Mendrisiotto e Basso Ceresio.
    Alla Giuria si aggiunge Carla De Albertis per il Premio ‘Giovani Autori’ Comitato Claudio De Albertis.

    PRE-GIURIA

    Marisa Brunati presidente Biblioteca comunale di Porto Ceresio, Ornella Donna docente ricercatore Università di Torino Scienze della Comunicazione Armando d’Amaro editor di F.lli Frilli Editori e scrittore, Emiliano Bezzon   scrittore e giornalista, Manuela Bobbià  organizzazione festival ‘ChiassoLetteraria’.





    SEGRETERIA GIALLO CERESIO
    Concorso Letterario Comune di Porto Ceresio
    +0332917150 interno 7

    domenica 16 febbraio 2020

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    ROMANZO CAPORALE DI ANNIBALE GAGLIANI A GENOVA

























    Lunedì 17 febbraio 2020, ore 17:00, presentazione dell'ultimo libro di Annibale Gagliani, Romanzo caporale, presso la Libreria San Benedetto, in via G. Donizzetti 75 r, Genova. Dialoga con l'autore Renata Barberis. La Libreria è il punto di riferimento letterario della storica Comunità San Benedetto al Porto di Don Andrea Gallo, baluardo di solidarietà e impegno civile attraverso l'omonima cooperativa sociale tra le luci della lanterna. L'ingresso è gratuito.

    La fine dell’uomo nel caos italiano. Sulla terra vermiglia della Cava di Bauxite, a Otranto, il suicidio narra, attraverso il flusso di coscienza, la vita da cacciatore di lucciole del protagonista, che ricorda l’Alì dagli occhi azzurri di Pier Paolo Pasolini.

    Un condottiero possibile del Kenya, animato da due modelli filosofici: don Donato Panna e Thomas Sankara. La corruzione politica del suo Paese lo costringe a fuggire in Italia col sogno di costruire un avvenire di pace per la sua famiglia. La disumana navigazione sul Mediterraneo lo conduce in una terra intollerante, avvolta da buio impenetrabile. Ma lui, come Sisifo, porta il masso sopra la montagna. Diventa schiavo del caporalato, ma non s’arrende: sfida il Fattore C sedimentato tra le sinapsi della gente comune. La tragedia, dalla sequenza circolare, ha due insegnanti autorevoli: la storia e il dolore. Il giovane antieroe è l’effige più lucida dello stoicismo di Lucio Anneo Seneca.

    Dalla prefazione di Fabrizio Peronaci: «In un tempo in cui le semplificazioni e il corrivo andare incontro agli umori malmostosi della piazza hanno un triste ma indiscusso sopravvento, guardare le cose attraverso gli occhi azzurri e i sensi in fibrillazione di un giovane sognatore africano può diventare operazione poetica e rivoluzionaria allo stesso tempo. Per la sua valenza conoscitiva, per l’umano calore che promana e per qualcosa di cui le classi governanti (italiane, europee, planetarie) dovrebbero farsi artefici veri, al di fuori e a prescindere dal mainstream: una cultura autentica dello scambio, del confronto e del comune sentirsi sotto lo stesso cielo, che azzeri distanze e diffidenze tra popoli e con esse tentazioni al comando e automatismi belligeranti. Il protagonista di “Romanzo caporale” – alter ego in versione nero ebano dell’autore e dei tanti perplessi e orgogliosi di essere minoranza, sulla questione migranti, all’ombra dello zeitgeist – ha un grande merito: modificare il punto di vista, sforzarsi di assumere una prospettiva africocentrica, ferma restando la consapevolezza che non è il luogo natio a dirimere ma il cuore e la passione, il sentimento della condivisione, lo stesso che orgogliosamente conduce nei paesi più poveri e disarmati quei paladini della dignità e della giustizia che sono i missionari, laici o con i voti poco importa. Come il sacerdote pugliese amico del ragazzo kenyota che si propone come leader di un movimento di liberazione politica e delle coscienze, ma finisce nel mirino della polizia locale ed è costretto alla fuga… La trama accende una luce dove prevale il buio dell’egoismo e della diffidenza. Dall’Africa all’Italia, dove “le cose erano cambiate drasticamente” ma la passione tra un uomo e una donna ha sempre lo stesso sapore, e “i baci profumano di ciliegia”, il viaggio di Annibale Gagliani racconta la violenza ottusa degli sfruttatori e l’indomabile istinto di fratellanza dei calpestati, la stolta ferocia della crescente intolleranza e la fiera dignità di chi accoglie e include, nel nome di una cristiana solidarietà e di un illuministico progresso della stirpe».

    Dalla postfazione di Raffaele Gorgoni: «È il Cuore di tenebra della porta accanto […] le pagine di Annibale seguono, passo dopo passo, il doppio itinerario fisico e mentale di un migrante, con la precisione straziante di chi sa, in un mondo che si accanisce nel fingere di non sapere. Se l’abiezione del neocolonialismo è del tutto dispiegata nella sua macabra efficacia, la non sorpresa è che l’Europa si sta, in questo scorcio di millennio, ricongiungendo alla sua identità più degradata. Tutto quello che si riteneva sepolto per sempre sotto le macerie della Seconda Guerra Mondiale è più vivo che mai. […] L’Europa, l’altra Europa, quella che dopo gli orrori del nazismo, del fascismo, del franchismo e del salazarismo e di Vichy, scandì le retoriche del mai più, oggi balbetta la sua indignazione e incespica in ovvietà buonsensaie. Ma il migrante raccontato da Annibale Gagliani sa. Sa che non saranno i solidarismi pietistici e ancor meno il charity business a strappare l’Africa e il suo popolo in fuga alla miscela letale di neocolonialismo e insorgente razzismo che l’Occidente inietta nelle sue stesse vene. […] Gagliani racconta con cruda nettezza che l’ultimo domicilio conosciuto del migrante sono le estreme periferie degradate della metropoli o i tuguri e le bidonvilles dei lavoranti in agricoltura … meglio dire le vite nelle mani della criminalità organizzata in un caso o dei caporali nell’altro. Il caporalato è essenza dell’essenza di questa narrazione».



    Info link

    ח Che (heth or kheth)

    La paranza dei buonisti. Manuale di sopravvivenza per il ventennio sovranista di Il Terzo Segreto Di Satira (Longanesi)

    Per voi che, nell’era dell’odio e degli slogan urlati, con i vostri toni pacati il più delle volte finite per essere zittiti e tacciati di «buonismo radical chic». A voi vogliamo trasmettere un messaggio importante: inutile opporsi, ridimensionate le ambizioni e pensate, piuttosto, a sfangarla!
    «Posto a confronto con la frase ’chiudiamo i porti’, un buonista si riconosce subito perché inizia a sudare, mostra segni di disagio e tenta di articolare ragionamenti complessi (eccedenti le tre parole). Nel frattempo il sovranista convince almeno tre persone (se è al bar; trecentomila, se è sui social) a raffiche di slogan. Pulito, veloce, efficace, e capita che ci vinci pure le elezioni.»
    Siete stanchi di argomentare con gli urlatori, ragionare con gli odiatori, mantenere la calma con folle di sovranisti isterici? Avvertite un senso di nausea ogni qualvolta aprite un social network, sfogliate un giornale, ascoltate la radio o uscite per strada? Attenzione, siete chiaramente dei buonisti sull’orlo di una crisi di nervi e questo manuale è stato scritto apposta per voi. Per voi che, nell’era dell’odio e degli slogan urlati, con i vostri toni pacati il più delle volte finite per essere zittiti e tacciati di «buonismo radical chic». A voi vogliamo trasmettere un messaggio importante: inutile opporsi, ridimensionate le ambizioni e pensate, piuttosto, a sfangarla! Dal lavoro all’amore al tempo libero, in questo manuale troverete storie esemplari da cui prendere ispirazione (oppure no), strategie pratiche da mandare a memoria, editoriali controversi, giochi di dubbio gusto e test di autovalutazione per mettere alla prova le vostre effettive probabilità di sopravvivenza al ventennio che ci si prospetta: razzista, misogino, populista, autoritario. In una parola, sovranista. Vi sembra che stiamo esagerando? Immaginate se mai si arrivasse a una situazione tale da costringere, per dire, una novantenne, scampata alla guerra, alla persecuzione nazista e ai campi di concentramento, a fronteggiare le minacce di un manipolo di leoni da tastiera sovranisti. Immaginate se quella novantenne dovesse essere messa sotto scorta, per questo. Una roba da pazzi, no?

    Ridere degli dèi, ridere con gli dèi. L'umorismo teologico di Maurizio Bettini,Massimo Raveri,Francesco Remotti (Il Mulino)

    «Scherza con i fanti, lascia stare i santi…», ovvero sacro e profano non vanno mescolati. Ma è sempre vero? Ebraismo, cristianesimo e islam escludono che si possa ridere di Dio. Il monoteismo non ride. Originata da vignette che deridevano Allah, la strage di «Charlie Hebdo» è lì a ricordarcelo. Vi sono però religioni che danno spazio allo scherzo e alla comicità, in cui gli dèi ridono e anche gli uomini possono e sanno ridere degli dèi: sono le joking religions. Ponendole a raffronto con i tre monoteismi abramitici gli autori raccontano queste «religioni umoristiche»: il politeismo del mondo classico, le religioni orientali e in particolare del Giappone, le «religioni senza nome» dell’Africa e del Nordamerica. Desacralizzando gli dèi esse li avvicinano agli uomini e per ciò stesso, al contrario dei monoteismi di per sé esclusivi, sono inclusive e aperte ai valori della convivenza.

    Adriano Panzironi presenta il nuovo libro "Vivere 120 anni - Le Guarigioni"

    Costanza Miriano commenta il libro: "Il mistero della donna" della sig....

    I libri che leggerò... zombie, esorcismi e King

    TUTTI I LIBRI CHE DEVO ANCORA LEGGERE IN LIBRERIA (Impazzisco e creo un ...

    Djinn Patrol on the Purple Line, by Deepa Anappara - Book Review

    BLACK MAGICK | R. Saint Claire | Book Review

    The Edge of Worlds | Book Review

    Book Review | "You are a Business" by Njabulo James Nkosi

    Book review: Titled "Missing Jesus?..." by Rev. John Wessels

    sabato 15 febbraio 2020

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    La costellazione del dragone. I segreti delle Chinatown italiane di Sean White (PIemme)

    I segreti delle Chinatown italiane. In questo libro Sean White alza il velo che nasconde ai nostri occhi queste cittadelle, e nel farlo distrugge uno per uno i cliché sui cinesi, e sulla Cina tutta, più diffusi in Italia.
    Siamo tutti uguali, indistinguibili. Non facciamo altro che lavorare. Mangiamo i cani. Sputiamo a terra. Parliamo a voce troppo alta o troppo bassa. Non paghiamo le tasse. Non moriamo mai. Non ci vedete nei vostri ospedali, nelle vostre scuole, nei vostri cimiteri.
    Eppure siamo qui, condividiamo il vostro spazio. Siamo cinesi.
    I nostri prodotti sono sinonimo di scarsa qualità. Venite da noi quando volete comprare qualcosa che costi poco e valga altrettanto; quando non sapete cosa fare con i vostri telefonini. O quando volete mangiare ravioli.
    E quello che sapete su di noi è per la maggior parte falso..
    Nelle città italiane ci sono delle isole. Non sono zone recintate o chiuse da muri, a volte nemmeno periferiche; non sono riconosciute, nominate o segnate sulle mappe. Ma una volta lì, gradualmente le cose cominciano a cambiare: le insegne in italiano spariscono, le fisionomie dei passanti sembrano diverse, si sentono profumi e suoni nuovi. Sono le Chinatown d'Italia. Il mistero che le avvolge è spesso impenetrabile, e i loro abitanti più anonimi e sconosciuti di qualsiasi altra comunità di immigrati nel nostro Paese. Con «La costellazione del dragone» Sean White alza il velo che nasconde ai nostri occhi queste cittadelle, e nel farlo distrugge uno per uno i cliché sui cinesi, e sulla Cina tutta, più diffusi in Italia. I cinesi non sono più, o non sono interamente, un popolo di lavoratori indefessi che sopravvivono con un piatto di riso e dormono in otto nella stessa stanza. Non sono più, o forse non sono mai stati, un popolo che pensa soltanto ai soldi, capace unicamente di copiare le idee altrui. Non saranno mai persone tutte uguali, interscambiabili, fatte in serie. Quello che sono, invece, è un gruppo di persone che si trova a vivere in bilico fra due patrie, due modi di pensare, due identità, due interi mondi. E da questo incontro, in cui si mescolano timidezza e rabbia, frustrazione e desiderio di riconoscimento, alfabeti occidentali e carne di cane, medicina tradizionale e radici, nascono i cinesi di oggi, guidati da una costellazione di valori tutta nuova, fatta di stelle di volta in volta più vicine o più lontane ma che ora, grazie a questo libro, paiono più chiare, luminose, leggibili. Nell'augurio che il popolo cinese smetta di essere un animale esotico da osservare da lontano e cominci a diventare un vicino comprensibile, forse persino un amico.

    Agenzia matrimoniale Harry di Persons Taber, e Carolyn Wells (Elliot)

    Miss Esther è un'agiata signora di mezza età che trascorre le giornate nella biblioteca di famiglia. È lì che il suo animo romantico trae alimento, ed è grazie alle pagine dei tanti romanzi che ha stilato l'identikit dell'"uomo giusto", il quale non può che essere all'altezza del Romeo di Shakespeare o di un cavaliere della Tavola Rotonda. In attesa di incontrarlo, non si è ancora sposata. L'unico altro svago le è offerto dalla compagnia di tre ragazze, Lillian, Helen e Jean, che frequentano regolarmente la sua casa. Quando la fidata domestica Tekla trova marito rispondendo a un annuncio sul giornale, Miss Esther decide di rivedere i suoi standard e di mettere in piedi una sorta di "agenzia matrimoniale" casalinga, per trovare marito a ognuna delle sue tre giovani amiche, provocando una reazione a catena di eventi bizzarri... Carolyn Wells, tra le autrici più eclettiche della sua epoca, firma con Harry Persons Taber una storia di peripezie amorose, intrighi e sotterfugi, imbevuta di citazioni e rimandi alla letteratura

    Salina. I tre esili di Laurent Gaudé (E/O)

    Salina, come già La morte di re Tsongor, fa parte del filone delle storie arcaiche in cui Laurent Gaudé racconta un mondo antico, dell'uomo, senza tempo.
    «È un testo semplicemente superbo, il risultato perfetto che unisce i due talenti di Laurent Gaudé: quello del romanziere e quello del drammaturgo»Livre Hebdo
    Un cavaliere scende dalle montagne, attraversa il deserto. Nessuno sa chi sia né da dove venga. Ha con sé un fagotto urlante, un neonato in fasce i cui strilli gli perforano il cranio da giorni. Senza dire una parola il cavaliere entra nel villaggio dei Djimba, smonta, posa a terra il rumoroso fardello e se ne va tra gli sguardi attoniti degli abitanti. Nessuno sa se considerare una fortuna o una disgrazia quell'esserino mandato dagli dei. Nel dubbio il re decide di lasciare che il sole lo uccida o che le iene lo divorino. Ma il sole tramonta, le iene non lo mangiano e il fagotto in fasce continua a spaccare i timpani di tutti. Allora una donna si alza e, senza chiedere niente al re, lo prende in braccio e se lo attacca al seno. Torna il silenzio. La donna si accorge che il neonato è una neonata. «Ti chiamerò Salina» dice, «in ricordo del sale delle tue lacrime». Così comincia la storia di Salina, la donna dai tre esili, la cui ricerca di una felicità che le è dovuta provocherà una successione infinita di sciagure. Un viaggio in cui i sentimenti e le azioni dei personaggi si sviluppano in tutta la loro essenzialità in un paesaggio fatto di pietre e climi estremi, un mondo in cui la cruda realtà della materia convive con il senso magico dell'esistenza.

    Casa Tyneford di Natasha Solomons (Neri Pozza)

    Dopo il grande successo dei Goldbaum, Natasha Solomons torna con una struggente storia d'amore, «un'elegia toccante e romantica» («Times»), sullo sfondo di un'Europa attraversata dalla violenza della Seconda guerra mondiale.
    «Un meraviglioso romanzo all'altezza dei grandi classici della letteratura inglese». - Entertainment Weekly

    «Un po' Downton Abbey, un po' Irène Némirovsky, con una spruzzata di Lehman Brothers». - Corriere della Sera

    Vienna, 1938. Quando riceve la lettera che la porterà a Tyneford House, sulle coste del Dorset, la diciannovenne Elise Landau non sa nulla dell'Inghilterra. Cresciuta negli agi di una famiglia borghese ebraica – la madre, Anna, è una stella dell'Opera di Vienna; il padre, Julian, un noto scrittore – Elise, in fuga dal nazismo, si trova costretta ad abbandonare l'Austria e ad accettare un visto per lavorare come cameriera alle dipendenze di Mr Rivers. Una volta giunta a Tyneford House, una magnifica residenza signorile con il prato che digrada verso il mare e una facciata di arenaria su cui campeggia lo stemma dei Rivers, la giovane donna non può fare a meno di sentirsi sola e sperduta. Lontana dalla sua famiglia e dalla scintillante Vienna, soltanto un filo di perle donatole dalla madre e una viola di palissandro, in cui è gelosamente custodito l'ultimo romanzo di suo padre, le ricordano chi è e da dove viene. In difficoltà con una lingua che non comprende e con cui fatica a esprimersi e a disagio sia con la servitù sia con il padrone, l'affascinante vedovo Christopher Rivers, Elise tenta, giorno dopo giorno, di non abbandonarsi alla nostalgia e alla preoccupazione per i suoi familiari, bloccati in Austria in attesa del visto per fuggire in America. Finché l'arrivo a Tyneford House di Kit, il figlio di Mr Rivers, non le restituisce la speranza di una rinnovata felicità. La guerra, tuttavia, sta per raggiungere l'Inghilterra, pronta a chiedere il suo tributo di sangue e a spazzare via ogni certezza. Il mondo che Elise ha conosciuto è sull'orlo di un epocale cambiamento e lei dovrà decidere se soccombere alle circostanze o abbracciare un'altra vita e un altro destino.

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    venerdì 14 febbraio 2020

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    L' Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre di Oliva Marilù (Solferino)

    L'Odissea raccontata, per quadri, in prima persona dalla voce delle protagoniste. Un curioso e riuscito alternarsi di punti di vista che fa vibrare di nuova vita un classico immortale, rendendolo accessibile a un pubblico più vasto e combinando spessore narrativo, valore didattico, e uno sguardo universale sulla varietà e sulla verità dei sentimenti.
    C'è Calipso che deve lasciar andare Ulisse sebbene ne sia innamorata, c'è Nausicaa seduttrice immatura ma pericolosamente potente, c'è Circe dominatrice che disprezza gli uomini ma allo stesso tempo ne ha bisogno, ci sono le Sirene incantatrici e distruttrici, c'è Euriclea la nutrice e naturalmente Penelope la sposa in attesa. Ciascuna narra la sua parte della celebre epica, portando il proprio, inedito, punto di vista e ribaltando la prospettiva unica dell'eroe maschile nella polifonia del femminile. E tra l'una e l'altra donna parla Atena, "dea ex machina", che sprona sia Telemaco sia Ulisse a fare ciò che devono: la voce della grande donna dietro ogni grande uomo.