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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news

Notizie su Libri e Festival Letterari

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    sabato 2 ottobre 2010

    MAHAYAVAN-RACCONTI DELLE TERRE DIVISE. Intervento di Alessia e Michela Orlando












    Come si amano gli abitanti di Mahayavan? Quali sensibilità si scambiano? Come previsto, è stata appena pubblicata l’antologia Mahayavan-racconti delle terre divise. Abbiamo già letto i due racconti che precedono il nostro, IL FIGLIO DEL FUOCO, trovandoli straordinariamente belli. Con soddisfazione abbiamo anche individuato strane, oseremmo dire magiche, concordanze. Si tratta dei racconti di Stefano di Marino, LO SPADACCINO CON UN BRACCIO SOLO, e di Fabio Calabrese, IL TRONO DI LLOGRA. La soddisfazione va contenuta, per non incorrere nel peccato di eccessiva felicità, considerando l’importanza dei due nomi. Naturalmente ci riserviamo di riparlarne in altra sede, quando avremo letto tutti gli altri racconti. Ci limitiamo, pertanto, a dire qualcosa del nostro racconto; anzi, a porci una domanda: che accade nella città di Lu-Sinh quando, finalmente, un capo guerriero si ricongiunge con la propria compagna, dopo aver affrontato vicende sconvolgenti? La loro vicinanza scatena reazioni diverse da quelle vissute dai terrestri dopo una lunga lontananza? Come si amano gli abitanti di Mahayavan? Quali sensibilità si scambiano?

    Dal nostro racconto IL FIGLIO DEL FUOCO, pagine 50-51:

    “Antefatto. Finalmente, dopo una avventura incredibilmente suggestiva, Isy-Tdhor Maha-Ria, lo scienziato e Comandante dell’Esercito Stabile della capitale Lu-Sinh, ritorna alla sua città. È atteso dal popolo in festa e dalla compagna Vy-Gya-Thy-davy. Giunge a casa e … I due oggetti del desiderio reciproco si accostano sempre più, assaporando insieme la Pinh-Za-re, ognuno dalle mani dell’altro; poi si unificano in un abbraccio, fatto di scambio potente di energie senza movimenti e scambio delle pulsazioni ancestrali, attivate dall’accelerazione di ogni particella dei corpi-contenitori. (…) Lo sguardo di Isy-Tdhor Maha-Ria è fisso sul fianco perfetto della compagna. Gli occhi stanno per chiudersi. All’improvviso qualcosa ravviva l’attenzione di Vy-Gya-Thy-davy, come se un inatteso pensiero percorresse la mente, segnandola di lieve dolore. La reazione del corpo è contenuta nella appena accennata agitazione del profilo dei seni. Al Comandante basta per capire che sta per girarsi, che intende parlargli, che ha da chiedergli qualcosa. «Cosa ti turba, vibrazione estasiante del mio tempo? Cosa mi nascondi, riflesso dorato del mio mondo? Quale fardello non riesci a scaricare , mio unico suono desiderato? Darei tutti i Pan prodotti dalla nostra zecca dalla notte dei tempi, tutto l’oro e l’argento estratti nelle miniere della Terra di Mahayavan e l’energia occorrente per far vivere tutto ciò che ci circonda, quindi darei la vita per poter essere messa a parte di quell’unico pensiero che ti ha distratto per un attimo…». «No, nella mia mente l’orizzonte è stato piatto, ho sempre e soltanto immaginato una linea perfetta a trecentosessanta gradi tutto attorno a noi. Non mi ha turbato nulla, e quella monotonia mi ha dato modo di consegnarmi integralmente a te. Così ho potuto darti tutto, tutta l’energia che possedevo, come ho sempre fatto.»

    «No, no, mio Comandante, non c’eri tutto nel mio grembo, non mi hai dato tutte le vibrazioni, non hai intercettato pienamente con la tua energia esplosiva il mio punto Dagy-Gy. Alla tua carica vitale hai sottratto una infinitesima parte, ma è accaduto. Ricordi quando mi spiegasti l’intensità della luce del nostro sole? Ricordi che non capivo quelle misure assurdamente piccole per dimostrare l’esistenza di spazi infiniti? Ebbene, utilizzasti un granello di sabbia come esempio. Dicesti che uno sottratto alla nostra rara sabbia d’oro, misura circa duecentocinquanta micron e che le particelle di luce sono molto meno. Ebbene, l’energia che mi hai sottratto è ancora meno, ma l’ho sentita, e mi resta quel senso di vuoto incolmabile.» Isy-Tdhor Maha-Ria, colpito dalla determinazione e dalla delicatezza delle parole di Vy-Gya-Thy-davy, la fissa e si lascia andare. «Ti dirò cose che dovrei spiegare, ma che neppure io sento di dominare. Avverto la sensazione di un nuovo organo impiantato in una zona del corpo ignota, senza poterlo scrutare, analizzare. Avverto la sensazione di un dondolio, come di onde del mare mosse ritmicamente, senza la possibilità di modificare la velocità; è una situazione mai vissuta prima. Sento rumori che non hanno età, come fossero da sempre e per sempre identici. Intuisco desideri che non ho mai avuto e che non so descrivere. Vorrei essere su una spiaggia, scavare, sentire la diversa temperatura man mano che affondo le mani, raccogliere la sabbia, e costruire un castello. Ma non so per chi e che senso abbia farlo. Per questa incapacità di capire vorrei perdermi in un riflesso di indaco e lasciarmi trasportare fino ai margini del mondo che vediamo. Forse da lì potrei avere la visuale giusta, potrei svelare il mio mistero.» Vy-Gya-Thy-davy abbassa lo sguardo, scuote la testa e torna a guardarlo negli occhi. «No, mio Comandante, non hai mai parlato così, non dici il vero.» Stavolta Isy-Tdhor Maha-Ria è ferito. Attira la compagna a sé. «Hai ragione. Ho paura. Ma per vivide sensazioni che non ho mai provato. In realtà vorrei fuggire trasportato da un riflesso di indaco. Io vedo il mio corpo sommerso in un liquido, eppure sto bene; poi lo sento spinto da una violenta massa liquida attraverso una grotta strettissima; lo vedo eruttato in uno spazio infinito, tra grida di dolore, e lo vedo affogare nel vuoto, dove dovrei invece stare bene. Infine mi ritrovo sotto una massa incandescente, un fuoco incombente e una forza improvvisa che mi strappa. Ma non sento gioia e piacere per la conseguita salvezza. Io muoio in quel momento.»

    «Sì, adesso dici il vero. Anche stavolta sono costretta a dirti che non hai mai parlato così. Ma dici il vero. Non dovresti più aver paura: sei a casa tua, con la tua compagna, con il tuo popolo e con il tuo reggimento vicini. Nessuno è più al sicuro di te (…).»

    Edizioni Scudo - http://www.innovari.it/mah.htm

    venerdì 1 ottobre 2010

    Vincitori Evidenzialibri settembre 2010 - Il viaggiatore del secolo

    L’evidenzaialibri del mese di settembre 2010 è stato vinto da…[suono di trombe & rullo di tamburi]…Michele Rosa!

    Evidenziato da Sweets Dreems per aver postato lo scorso 8 settembre, 10righe tratte da IL VIAGGIATORE DEL SECOLO di Andres Neuman [editore: Ponte alle Grazie 2010 trad. Silvia Sichel, pag. 188].

    “…Allora non riusciva più a discernere la goffaggine dal pudore, e le due sensazioni si alimentavano reciprocamente finché non correva a mettersi a riparo in un cantone. Osservando Sophie e le compagne, ammirando i loro incroci armonici, pensò che la differenza consisteva nel fatto che gli uomini quando ballavano dovevano separarsi, mentre le donne tendevano a incontrarsi, a conciliare spirito e corpo. Notando che Sophie lo guardava di nascosto mentre ballava, Hans la vide sempre più vicina e capì che era tardi per fuggire come fuggiva dai ponti e dai sogni, e guardò in giù e si vide i piedi,e allora si sentì goffo ed euforico e perduto…”.

    Link per leggere il primo capitolo del libro di
    Andres Neuman, IL VIAGGIATORE DEL SECOLO

    VINCITORI:
    Sweets Dreems (evidenziatrice) & Michele Rosa (evidenziato)

    Ecco per Fanucci editore Devil Red di Joe R. Lansdale












    Il tempo trascorre inesorabile e i primi capelli bianchi quando cominciano a imbiancare le tempie (nonostante i tuoi 35 anni) ti portano alla mente tutta una serie di tappe fondamentali della tua vita che ti hanno fatto diventare ciò che sei. Ma la tristezza più grande è che scopri che anche i tuoi eroi preferiti cominciano a invecchiare e scopri che Batman, Superman, Lanterna Verde, in una parola tutta la DC comics compie 75 anni. Ti vengono gli scrupoli di coscienza e ti dici che se continui a comprare fumetti forse sei un “bamboccione”, uno di quelli che ammorbano ancora le finanze di mamma e papà. Cosa fare? Compensi! Continui a comprare fumetti, ami gli eroi che sempre hai amato, e ne scegli di più maturi. Io ho cominciato ad amare da subito Hap e Loenard da quando vengono ingaggiati da una loro vecchia conoscenza Marvin Hanson, perché Gadget, la nipote di Hanson, ha perso la testa per uno spacciatore che la sfrutta per i suoi porci comodi. Io ho cominciato ad amare da subito Hap e Loenard da quando si sono passati i loro cinque minuti all’inferno con un killer spietato e leggendario, chiamato Vanilla Ride, che ha sconvolto le loro vite. Parlo del grande Joe R. Lansdale e del suo “Sotto un cielo cremisi”. Ora il grande Lansdale mi fa amare ancora di più Hap e Leonard, che tornano in libreria grazie a Fanucci, con “Devil Red” tumultuosa avventura ai limiti della legalità, ai limiti del noir, al limite della deriva. Già, perché i due vengono presi di mira da una setta di pseudo/vampiri, da un degno successore di Vanilla Red, ovvero Devil Red, e se questo non bastasse dalla Dixie mafia. Anche in Devil Red viene ampiamente riconfermata la bravura immensa di un autore come Lansdale che riesce a inchiodare il lettore su ogni pagina. Inquieta il senso di violenza, nevrosi, psicopatologia ossessiva e oppressione claustrofobica che anima questo lavoro, dove le tonalità più forti vano da un grigio plumbeo a piccole ma intense scie rosso sangue. Chi ama i libri dal tono “nudo e crudo” questo fa per loro, e soprattutto non saranno delusi da un’opera che promette l’ingresso in un mondo le cui brutture non si vorrebbero mai vedere. Quale? Ma il nostro naturalmente dove la realtà sembra il gioco perverso di un maniaco omicida. (Stefano Donno)

    Joe R. Lansdale (1951) è autore di oltre venti romanzi e più di duecento racconti. Ha ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti, tra cui l’Edgar Award per In fondo alla palude (Fanucci, 2002) e il Bram Stoker Horror Award (sei volte). Per Fanucci Editore, che oggi pubblica in esclusiva le sue opere, sono usciti anche i romanzi Atto d’amore, Freddo a luglio, L’anno dell’uragano, Il lato oscuro dell’anima, L’ultima caccia, Echi perduti, Freddo nell’anima, Il valzer dell’orrore, La ragazza dal cuore d’acciaio, Fuoco nella polvere, La morte ci sfida, Il carro magico e le antologie di racconti Maneggiare con cura e Altamente esplosivo. Nel 2009 Fanucci Editore ha pubblicato Sotto un cielo cremisi, e nel 2010 Devil Red, entrambi parte della fortunatissima serie di Hap e Leonard

    giovedì 30 settembre 2010

    Youcanprint.it













    Youcanprint.it (http://www.youcanprint.it/) Fondato il 26 Settembre 2007, Youcanprint.it, marchio commerciale della società Borè s.r.l., è uno dei primi siti in Italia ad offrire la possibilità di stampare o pubblicare il proprio libro, catalogo, book fotografico in modo semplice, economico ed accessibile praticamente a tutti. Youcanprint, infatti, permette a chiunque di accedere al mondo dell'editoria, offrendo la possibilità di veder finalmente pubblicata e stampata la propria opera. I prezzi dei servizi offerti da Youcanprint.it non temono nessun paragone con i costi che si dovrebbero sostenere rivolgendosi a “Il Mio Libro”, “Lulu” o “Blurb”. La stampa del vostro volume non esaurisce l'offerta di Youcanprint.it. Accompagnare un libro con un'ottima presentazione può voler dire doversi assicurare una campagna promozionale degna di questo nome. Biglietti da visita, brochure, locandine, inviti e segnalibri coordinati con la vostra pubblicazione garantiscono una riuscita ottimale dei vostri reading o presentazioni.

    Ma la differenza più evidente, e per noi fondamentale, rispetto agli altri service di book on demand è la cura che noi mettiamo nel realizzare i vostri libri. Che sia un romanzo, un libro di poesie o un catalogo d'arte, sapremo consigliarvi e seguire passo dopo passo l'impaginazione e la “chiusura” della vostra opera. Mentre ilmiolibro o lulu vi mettono di fronte a sistemi automatici, spesso complicati e non flessibili, con noi avrete a disposizione delle “persone”, con le quali parlare e che vi saranno accanto, vi consiglieranno e renderanno realtà i vostri sogni e desideri.La comunicazione tra l'autore e chi si offre di stampare l'opera non deve mai prescindere da un rapporto di collaborazione continuo per garantire un risultato ottimale. “Alla freddezza” di un software di impaginazione online preferiamo il “rapporto umano”, con gli stessi costi di realizzazione.

    Ecco un esempio: La scultura 1971-2009 - Gennaro Esca

    "Gennaro Esca è nato a Napoli. Ha studiato all’Istituto d’Arte “Filippo Palizzi” di Napoli, all’Accademia di Belle Arti della stessa città con Augusto Perez e Comunicazione pubblicitaria all’Università per Stranieri di Perugia. È titolare della Cattedra di Discipline Plastiche ed Educazione Visiva presso l’Istituto d’Istruzione Superiore “G. Mazzatinti” di Gubbio (PG).
    Ha esposto alla Quadriennale d’Arte al Palazzo delle Esposizioni di Roma ed in Gallerie nazionali ed internazionali. Le ultime mostre alla Galleria Artico di Perugia nel 2007; Al Caffè Letterario di Roma nel 2008; alla Galleria Il Trittico di Roma; al Centro Internazionale OAD in via del Corso a Roma per il 400esimo anniversario della morte del Caravaggio nel 2010; alla Galleria LineaDarte Officina Creativa di Napoli per la Biennale del Libro d’Artista. L’Associazione “A Ruota Libera”, con l’adesione del Presidente della Repubblica, ha curato la personale al Castel dell’Ovo di Napoli, dicembre 2009-gennaio 2010; a marzo 2010 l’ultima personale al Palace Museum de Uruguay, a cura di Noemi Silvera.

    Info e archivio: garcoes.contemporaryart@hotmail.it

    Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Web: www.gennaroesca.it

    Contatti: info@youcanprint.it

    mercoledì 29 settembre 2010

    Libellula edizioni una giovane casa editrice del Salento che con il libro Testarda io! di Valeria Corrado giunge alla terza ristampa!!!













    Libellula Edizioni (http://www.libellulaedizioni.com/) nasce con l’intento di creare una realtà nuova nel panorama dell’editoria. Libellus, per i latini, era il piccolo libro e le ali distese come pagine scritte, hanno dato il nome alla Libellula. Ogni collana presentata è un modo di intendere il testo, che si spinge oltre la mera pubblicazione. Ogni sezione è scandita da una linea grafica che la contraddistingue. Le presento di seguito:

    - La collana NovElle, dedicata alle donne, nel suo formato pratico ed accattivante

    - Le edizioni cartonate dei Diari di Viaggio, in cui risalta l’arte della fotografia

    - le edizioni In lapis e I racconti della buonanotte con immagini al vivo e colori brillanti.

    Nella collana di punta “NovElle” di questa giovane casa editrice, da mettere in evidenza il lavoro di Valeria Corrado dal titolo “Testarda io” giunto alla terza ristampa. La protagonista, Ilaria, scrive della sua ricerca interiore affidandosi ai tasti di un computer. Ma chi è Ilaria ? Ilaria è l'incaranzione delle contraddizioni della vita o meglio di ciò che si vorrebbe essere, senza però avere la forza di intraprendere un cambiamento nella propria esistenza. Scritto con una prosa che va ben oltre l'essere una mestierante della scrittura, “Testarda io!” di Valeria Corrado è un libro intenso e accattivante che mai vorrete lasciare sul comodino!

    Storie Bastarde: booktrailer + primo capitolo

    Storie di ragazzi cresciuti tra Pasolini e Banda della Magliana


    Anni Settanta. Ostia, estrema periferia di Roma. Una terra di nessuno dove è stato massacrato e ucciso Pier Paolo Pasolini. Un far west di marane, baracche, palazzoni in riva al mare, dove il confine tra vita e malavita è sottilissimo.
    Un posto dove le strade ringhiano e i bar sono palestre di vita.
    Un gruppo di ragazzini cresce così, attraversando la pineta dove capita di giocare con il cadavere penzolante di un morto impiccato. Dove, tra boss della malavita locale, si incrociano i "bravi ragazzi" della Banda della Magliana e la primula rossa delle Br, Barbara Balzerani.

    booktrailer:
    Colonna sonora del Piotta e del gruppo "San la muerte".
    Roman Blues (bastard rmx) (L.Pari - T.Zanello)
    Regia di Nando Scalamandrè

    libro di:
    Davide Desario, Storie bastarde, Avagliano Editore, 27 settembre 2010

    martedì 28 settembre 2010

    LEGA-LAND - Miti e realtà del Nord Est. Di Sebastiano Canetta e Ernesto Milanesi. Presentazione di Massimo Carlotto (Manifestolibri)
















    Il celebrato modello veneto è andato in tilt, nel gioco sfacciato dell’economia e della politica. Fra il tramonto del “sistema Galan” e il deragliamento della “locomotiva” nord-estina, non affiora soltanto l’ultima generazione leghista, svezzata da vent’anni di “serenissima” ideologia. Il Veneto continua a sfornare contraddizioni stridenti, storie e personaggi emblematici, perfino movimenti sociali che contraddicono ogni “modello”. Questo libro costituisce un viaggio-inchiesta attraverso i tanti volti del Nord Est: dalle schiave dell’immondizia nei capannoni postindustrali al business che ruota intorno ai finanziamenti europei, agli eco-mostri messi in cantiere dagli interessi immobiliari. Come evidenzia lo scrittore Massimo Carlotto, “il Veneto di domani è un affare ultramiliardario che ora passa nelle mani del governatore leghista Luca Zaia e del suo partito”.

    GLI AUTORI:

    Sebastiano Canetta (1972), è un giornalista free-lance che ha svolto inchieste nel Nord-Est e in Medio Oriente.

    Ernesto Milanesi (1961), giornalista e collaboratore del manifesto, ha pubblicato numerosi reportage e raccolte di articoli.

    lunedì 27 settembre 2010

    Il segreto nella letteratura moderna a cura di Patrizia Guida, e Giovanna Scianatico (Pensa Multimedia)








    Il volume si propone, nello spirito della collana Filigrane di cui inaugura una nuova serie, come uno spazio di confronto comparatistico, di apertura interdisciplinare. Studiosi del Rinascimento e contemporaneisti, critici e teorici, italianisti e germanisti offrono i loro contributi intorno ad una tematica fondante della letteratura a partire dalle sue origini mitiche, disposti a correre il rischio di una apparente dispersività, per puntare sull’incrocio delle traiettorie critiche. Si va da Petrarca, Ariosto e Tasso a Dostoevskij, a Borges, da Pirandello a D’Annunzio, a Sbarbaro, a Ungaretti e Montale, alla narrativa del postmoderno. È questo l’obiettivo della nostra per altro modesta e provvisoria proposta: far scattare la scintilla dell’interpretazione dall’attrito di nuovi sguardi, di angolazioni critiche inedite. L’arte della poesia si basa su un paradosso: essa è depositaria di un segreto che è costitutivamente votata a rivelare. Paradossalmente, proprio di fronte all’incomunicabilità dello strumento poetico emerge prepotentemente la necessità di rappresentare la condizione esistenziale dell’uomo contemporaneo, la sua precarietà, il dissolversi della sua humanitas, ma soprattutto gli esiti della ricerca infinita di quel segreto significato dell’esistere.

    sabato 25 settembre 2010

    Le Valchirie, primi 3 capitoli del nuovo libro di Paolo Coelho, Bompiani


    Prologo
    J. e io ci incontrammo per cenare sulla spiaggia di Copacabana, a Rio de Janeiro. Con tutta la gioia e l’entusiasmo di uno scrittore che stava per pubblicare il secondo libro, gli consegnai una copia de L’Alchimista. Gli spiegai che il romanzo era dedicato a lui: intendevo ringraziarlo per tutto ciò che avevo appreso nel corso dei nostri sei anni di frequentazione.
    Due giorni dopo, lo accompagnai all’aeroporto. J. aveva già letto gran parte del mio testo e mi fece notare una frase:
    “Tutto ciò che accade una volta potrebbe non succedere mai più. Ma tutto ciò che succede due volte finirà per accadere anche una terza.” Gli domandai cosa intendesse dire. Mi spiegò che già in altre due occasioni avevo avuto l’opportunità di vivere il mio sogno, eppure ero arrivato a distruggerlo. [...]


    TRAMA

    Paulo (il protagonista autobiografico del romanzo) ha da poco scritto un libro, L’Alchimista, che sottopone al suo maestro spirituale J. Questi lo legge con interesse, capisce il vero messaggio che il libro esprime e il travaglio del suo autore. Suggerisce, quindi, a Paulo il modo per liberarsene: lasciare tutto e intraprendere un viaggio per scoprire la verità della propria esistenza e incontrare il proprio angelo custode. Paulo decide allora di partire con la moglie Chris e di andare negli Usa, nel deserto di Mojave. Qui troverà un gruppo di donne (le Valchirie) capitanate dalla rossa Valhalla. Valhalla metterà in crisi il rapporto di Paulo con Chris, ma sarà solo l’ultima tappa per scorgere la verità.


    PAULO COELHO
    è nato a Rio de Janeiro nel 1947. Le sue opere, pubblicate in più di centosessanta paesi e tradotte in sessantasette lingue, hanno venduto oltre cento milioni di copie. Tra i premi ricevuti dall’autore, il titolo di Chevalier de l’Ordre National de la Légion d’Honneur, attribuitogli dal governo francese, e la Medalla de Oro de Galicia. Dal 2002 è membro della Academia Brasileira de Letras, nel 2007 è stato nominato Messaggero di Pace delle Nazioni Unite. Bompiani ha pubblicato con enorme successo L’Alchimista (1995), Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (1996), Manuale del guerriero della luce (1997), Monte Cinque (1998), Veronika decide di morire (1999), Il Diavolo e la Signorina Prym (2000), Il Cammino di Santiago (2001), Undici minuti (2003), lo Zahir (2005), Sono come il fiume che scorre (2006), La strega di Portobello (2007), Henry Drummond Il dono supremo (2007), Brida (2008) e Il vincitore è solo (2009).


    link per leggere primi 3 capitoli del libro di
    Paulo Coelho, Le Valchirie, traduzione di Rita Desti, Bompiani, in libreria dall'8 settembre 2010

    Romamoremorte. Racconti di Aristos, Cristina Del Ferraro, Marco Marsullo, Mauro Petrelli (Enzo Delfino editore)












    Un libro, quattro scrittori, quattro racconti in cui i personaggi vivono e uccidono, camminano, strisciano, parlano, e i pensieri muoiono.
    Sono storie di emarginazione, di violenza, di sesso, di amore impossibile da comunicare e destinato a finire in maniera dolorosamente tragica. Sono storie che si svolgono a Roma, una Roma di panni stesi, autobus sporchi, rumori di sottofondo, la Roma delle periferie vecchie e nuove che non è certamente (come non lo è mai stata) la città che si offre in pasto ai turisti, immobile, più che eterna.
    L'atmosfera va dal pulp de noantri al racconto romantico, dal realismo feroce alla genesi di un racconto, scivolando in un'agevole lettura ma sempre con una caratteristica fondamentale: nascere da un punto di vista uni(vo)co che, ingrandendo e deformando un particolare aspetto della realtà, ce ne rivela il meccanismo complessivo. Ciascuno con il suo stile, eclettico e aderente alla situazione. Tutti con una dote: farsi leggere volentieri, che in fondo è ciò che si chiede a uno scrittore.

    tratto da CONFESSA, MALEDETTA di Marco Marsullo

    [...] Mancava un’ora alla mezzanotte quando il cellulare gli prese a suonare nel silenzio tombale che lo attorniava. La Primavera di Vivaldi. Metallo ebbe un sussulto e il cuore gli schizzò in una tachicardia
    che pareva un assolo di batteria. Istintivamente si portò la mano al petto. Aveva avuto un infarto qualche mese prima e il medico gli aveva categoricamente imposto di non fare sforzi e di non rischiare stupidi spaventi. Come questo, ad esempio. Boccheggiando come un’orata pescata, infilò la mano tremolante nel giubbotto nero di nappa col pellicciotto, ottenendone un vecchio cellulare avvolto in un fodero sgualcito di
    tela. Fissò lo schermo per un momento, poi lasciò precipitare verso il basso il braccio che teneva il telefono, come a scaricare una tensione insostenibile. Soffiò fuori dalla bocca un respiro più rumoroso, poi rispose.



    venerdì 24 settembre 2010

    Attenti a chiamarli Briganti! Intervento di Stefano Donno















    Capone Editore è un’azienda editoriale, dotata di un catalogo di grande qualità nel quale vengono sviluppati i diversi aspetti della cultura etno/antropologica a queste latitudfini, dalla preistoria ai giorni nostri, grazie al contributo di storici e studiosi di rilievo sia indipendenti che appartenenti al mondo delle università. Vi troviamo allora non solo libri di fotografia, libri d’arte, di storia, d’architettura ma anche una variegata sezione di testi dedicati al tema del Brigantaggio e della Storia del Mezzogiorno. Non posso non fare riferimento da subito alla collana dell’editore salentino dal titolo “Carte scoperte, storie e controstorie” che ripropone testi storici e opere di narrativa, accogliendo inoltre approfondimenti, sfumature e ipotesi sia che toccano la Storia da un punto di vista delle grandi prospettive sia che scandagliano zone d’ombra della nostra cultura storica. In questa collana hanno visto la luce volumi come l’immenso “Cento anni di Brigantaggio” di Alexandre Dumas (sì proprio lui!), oppure “Il mistero del brigante” di Gianni Custodero. Ora per comprendere con pienezza di analisi e riflessioni il brigantaggio meridionale nel nostro paese a seguito della sua unità, ovviamente liberandolo da ogni fumosità ideologica, occorre calarsi nel mondo contadino che ne è il “sottobosco” culturale e sociale. Di recente pubblicazione per Capone editore, il libro “Nacquero contadini, morirono briganti” di Valentino Romano con post/fazione di Monica Mazzitelli. Le storie consegnate nero su bianco alle pagine di questo lavoro – frutto di un recupero attento e paziente in anni e anni di scavi archivistici - aprono uno spaccato gustoso, spesso inedito e insolito, su questo mondo nel quale convivono e si scontrano tutti insieme rurali e gentiluomini, idealisti e profittatori, eroi tragici, avventurieri bislacchi, briganti e soldati, vittime e carnefici, giudici e condannati, carnefici e “capri espiatori”, clero avido e monarchia intrigante: fantasmi di un Sud, palco di speranze, di illusioni e di delusioni sul quale, dopo la dissoluzione del Regno delle Due Sicilie, va in scena la nuova Italia. Il libro con una fittissima raccolta di indicazioni bibliografiche e un’attenta ponderazione dei passaggi e momenti storici che si concretizza in uno stile elegante e coinvolgente, racconta di semplici e umili contadini le cui vicende aiutano a capire il brigantaggio postunitario e la vera storia dell'Unità d'Italia. Scrive il bravo Paolo Zanetov nella prefazione al volume: “La nuvola di polvere all’orizzonte che tra grida lontane annuncia l’approssimarsi della selvaggia cavalcata dei briganti, il fumo degli spari, lo schioccare delle pallottole e il balenio delle sciabole snudate della cavalleria – sequele classiche delle cronache brigantesche – riconducono il nostro immaginario agli scontri, agli agguati, alle scorrerie ed ai colpi di mano che abbiamo visto scorrere sul grande schermo nelle pellicole d’oltreoceano dedicate alla conquista del West, da Ombre Rosse al Piccolo grande uomo. Analogamente a quella degli indiani, la minacciosa presenza dei briganti aleggia e si percepisce senza mai entrare nello specifico di una umana concretezza, atta a rendere visibili sentimenti, emozioni e sofferte ragioni dei protagonisti di quelle drammatiche vicende” Un libro utile, forse prezioso, forse necessario per capire alcune destinalità di questo sud del sud del mondo!

    Titolo: Nacquero contadini, morirono briganti/Autore: Romano Valentino

    Editore: Capone

    Collana: Carte scoperte. Storie e controstorie/Anno di pubblicazione: 2010

    Pagine: 144

    email:info@caponeditore.it

    giovedì 23 settembre 2010

    Da "I viaggi dei filosofi" a cura di M. Bettetini e S. Poggi (Cortina) a "Conversazioni con un Gargoyle" di M. N. Lesniewski (Il Rovescio)


















    Quando pensiamo ai filosofi, pensiamo ad una categoria in perenne movimento, soprattutto per quello che concerne le loro riflessioni, e i loro sistemi di pensiero. Ma il filosofo è anche un viaggiatore, e lo dimostra un libro splendido che ho appena terminato di leggere uscito per i tipi di Cortina a cura di Maria Bettetini e Stefano Poggi con un titolo intrigante: “I viaggi dei filosofi”. Si parla di Platone che finisce nelle mani dei pirati per andare da Siracusa alla sua Atene, si parla di Rousseau per il quale il viaggio rappresenta una necessità biologica, per arrivare a Nietzsche, e al suo delirio Torinese. Un volume che consiglio caldamente come un gioco per il lettore che ama scoprire il mondo delle ricerca interiore. E unitamente a quest’opera, voglio proporre uno spazio anche al lavoro di Marcello Nardo Lesniewski che per i tipi di “Il Rovescio editore” pubblica “Conversazioni con un Gargoyle”. Marcello Nardo è nato a Roma nel 1978. Coltiva da sempre la scrittura come bussola dell'umore, influenzata da un tangibile percepito come "bagliori di luce nella decadenza", paradosso destabilizzante e retaggio storico. L'aggiunta ulteriore del cognome Lesniewski è un omaggio alla moglie Kasia. Entriamo però nello specifico. Si tratta di poco più di 90 pagine animate da una serie di visioni che hanno il comun denominatore della guerra tra il soggetto, l’individuo e la realtà. L’Io parlante è un vero e proprio “fugitivus errans” da intendersi non tanto in chiave romantica come viaggiatore spinto nel mondo dall’amore per la conoscenza, ma come indagatore dei miasmi di tutto ciò che lo circonda. Marcello Nardo Lesniewski conduce il lettore attraverso dimensioni a volte reali a volte frutto della sola componente mnemonica, con l’obiettivo di parlare di destinalità e di abissi che spesso irrompono nella vita di ciascuno di noi senza preavviso. Si tratta comunque di un'opera prima che con dieci racconti disegna un cammino, anzi un vero e proprio viaggio da Barcellona a Nizza a Cracovia. Il Gargoyle allora cosa c’entra! Nel caso specifico assurge a ruolo di metafisica Sfinge, predisposta a dare quiete ai mille interrogativi dei “viandanti” ontici!
    (Stefano Donno)

    mercoledì 22 settembre 2010

    LA PERSONA. Etica e ontologia in Nicolai Hartmann di Carlo Scognamiglio (Pensa Multimedia)












    Questo libro è dedicato al tema della persona. Alcuni grandi problemi della filosofia morale, quali la libertà, i valori, la singolarità personale, sono indagati secondo un’idea dell’etica che richiede una fondazione ontologica. L’autore prende le mosse da alcune difficoltà interne alla nozione di soggettività, e ricostruisce l’itinerario concettuale con il quale Nicolai Hartmann ha attraversato il movimento fenomenologico, per poi emanciparsene, preferendo un approccio ontologico. Sul piano del pensiero morale, questa impostazione respinge l’idea di una filosofia pratica in grado di fornire precetti o disposizioni, l’etica è «un Sehen, un vedere, un contemplare il cosmo dei valori». Il pensiero di Hartmann viene ridefinito attraverso i rapporti filosofici con alcuni grandi pensatori della tradizione, come Aristotele, Kant, Hegel, Husserl, Scheler, Lukács. Questioni complesse, quali il riduzionismo, la modalità, il dovere, indicano un quadro filosofico intricato, che trova nella descrizione della vita storica e sociale il punto più alto di difficoltà. Personalità vuol dire individualità, ma al tempo stesso comunanza e condivisione: «l’esser uomo dell’uomo – scrive Hartmann – non è cosa del singolo».

    martedì 21 settembre 2010

    Ma gli occhi chiusi di Ramon Trinca (libro +cd) per conto di Mimisol edizioni

















    alba ispirata
    e che dire?

    pomeriggio ipnotico impunito.

    infine questa sera e le mie pagine con
    sapore d'asfalto - presente?

    qui gira una mosca
    gira gira una mosca
    attraversa nervosa ogni
    numero civico della mia pazienza
    gira si rigira
    e si posa.

    - ecco piccola stronza ...

    Libro:
    Progetto grafico e impaginazione: Mirko Visentin
    In copertina: Manifesto di Ramon Trinca
    All'interno: Il Pianista, Bukowski e Prova per una disperazione di Ramon Trinca
    Foto backstage: Paolo Formisano

    Disco:
    Testi e voce: Ramon Trinca
    Musiche: Enrico Lucchese e Mirko Visentin
    Pianoforte: Mirko Visentin

    www.ultimopoeta.net

    lunedì 20 settembre 2010

    Sir Gawain e il cavaliere verde. Perla e sir Orfeo di John R. R. Tolkien (Edizioni Mediterranee). Intervento di Stefano Donno












    E’ accaduto già con un altro caso letterario: il “Necronomicon” di Howard P. Lovecraft. Il dibattito ancora oggi tutt’altro che concluso, verte sul tentativo di comprendere se ci si trovi dinanzi ad un’opera di pura fantasia o se il contenuto del celeberrimo “grimorio maledetto” abbia contenuti reali e dunque, per gli argomenti trattati, inquietanti. La stessa cosa accade per un altro libro, scritto dall’autore di una delle saghe fantasy più celebri, ovvero J. R. R. Tolkien con la sua opera immensa “Il Signore degli Anelli”. Ma non è di questo libro che voglio parlare in questa sede. Vorrei segnalare un lavoro che è frutto di anni e anni di studio da parte dell’autore, della letteratura e lingua scandinava e romanza e della loro cultura magica ed esoterica. Faccio riferimento a “Sir Gawain e il cavaliere verde. Perla e Sir Orfeo” edito quest’anno dalle edizioni Mediterranee. Nella tradizione della storia della letteratura, Sir Gawain e il Cavaliere Verde o Sir Galvano e il Cavaliere Verde è un romanzo scritto in medio inglese (XIV secolo) che racconta le vicende avventurose di Galvano, membro della Tavola Rotonda, che accetta la sfida lanciata da un misterioso cavaliere verde ( e quando Tolkien parla di cavaliere verde lo fa in senso letterale cioè verde dalla testa ai piedi). La sfida consiste in questo: il Cavaliere Verde sostiene che consentirà a chiunque di infliggergli un colpo di ascia senza difendersi a condizione che egli stesso però possa restituire il colpo allo scadere di un anno e un giorno esatti. Gawain accetta e con un sol colpo decolla lo sfidante. Questi non muore ma raccoglie la sua testa, salta su a cavallo e rimembra a Galvano che gli deve soddisfazione alla data concordata. Sir Galvano, comincia così il suo rocambolesco viaggio per raggiungere il luogo prescelto ove riceverà il colpo, dimostrando il suo spirito di nobile cavaliere e la sua straordinaria lealtà. Si tratta fondamentalmente di un romanzo in prosa poetica, o se si preferisce di un poema in forma di romanzo, epico, e ricchissimo di simbologie occulte e singolari. Il suo retroterra socio/culturale è quello del folklore gallese e inglese. Nell’edizione voluta dalla casa editrice romana, c’è posto anche per la storia di “Perla e Sir Orfeo” che narra di un uomo che perde la sua preziosa perla tra l'erba di un giardino e ha la visione del paradiso. L’intramontabile mito di Orfeo ed Euridice visto con gli occhi di un grande studioso del Medioevo. Libro imperdibile, con tanto di dosi massicce di avventura, magia, esoterismo, misticismo, amore e morte lungo le pagine di tre testi del XIV secolo riscritti per i lettori di oggi dall'autore de Il Signore degli Anelli.


    domenica 19 settembre 2010

    Il 30 settembre uscirà per Fanucci editore Devil Red di Joe R. Lansdale












    Non ancora paghi delle ultime avventure e dell’incontro con la leggendaria killer Vanilla Ride, Hap e Leonard decidono di continuare la loro attività di investigatori privati, anche se vorrebbero poterla svolgere nella legalità, una volta tanto. Il primo caso che affrontano, però, è uno dei più incredibili che sia mai capitato loro, e tra una specie di setta vampirica, una strampalata organizzazione di killer mercenari, Hap è sull’orlo di una crisi di nervi. Ma non c’è tempo per riposare: lui e Leonard sono troppo impegnati nel disperato tentativo di non farsi ammazzare da una serie di personaggi che li hanno presi di mira, tra cui il killer Devil Red, la Dixie mafia e una loro vecchia conoscenza, che potrebbe rivelarsi un prezioso alleato o il peggiore nemico mai affrontato.

    Joe R.Lansdale (1951) è autore di oltre venti romanzi e più di duecento racconti. Ha ricevuto moltissimi premi e riconoscimenti, tra cui l’Edgar Award per In fondo alla palude, e il Bram Stoker Horror Award (sei volte). Per Fanucci Editore, che oggi pubblica in esclusiva le sue opere, sono usciti anche i romanzi Atto d’amore, Freddo a luglio, L’anno dell’uragano, Il lato oscuro dell’anima, L’ultima caccia, Echi perduti, Freddo nell’anima, Il valzer dell’orrore, La ragazza dal cuore d’acciaio, Fuoco nella polvere, La morte ci sfida, Il carro magico, Sotto un cielo cremisi (quest’ultimo parte della fortunatissima serie di Hap e Leonard) e le antologie di racconti Maneggiare con cura e Altamente esplosivo.

    sabato 18 settembre 2010

    BookTrailer di Blocco 11. Il bambino nazista. Libro di Piero Degli Antoni

    Un campo di concentramento, un prigioniero da sacrificare...
    L'orrore di Auschiwitz rivive in questo thriller!

    In un campo di concentramento nazista dieci detenuti sono rinchiusi in isolamento per una notte. Sono condannati a pagare con la vita la colpa di tre compagni che sono riusciti a evadere da quell’inferno, e la loro esecuzione è fissata per la mattina dopo.


    Link per leggere le prime 30 pagine del libro di

    Piero Degli Antoni, Blocco 11 - Il bambino nazista, Newton Compton, il libreria dal 29 settembre 2010

    venerdì 17 settembre 2010

    Fuori dal cerchio. Viaggio nella destra radicale italiana, di Nicola Antolini (Elliot). Intervento di Nunzio Festa




















    Con molto ritardo abbiamo accolto il libro di Nicola Antolini, “Fuori dal cerchio. Viaggio nella destra radicale italiana”. Con molto ritardo, nonostante tutto, l'autore aveva inteso spingersi dentro una questione che da anni ricercatori vari, da giornalisti a scrittori hanno voluto far entrare nelle loro opere. Con molto ritardo, Nicola Antolini s'accorge che esistono, ovviamente a sinistra (non a destra destra che a leggere il volume si vive un momento di massimo splendore, un rinascimento sotto le mentite spoglie della rinascita) tanti problemi politici. Con molto ritardo, dobbiamo ricordare che è proprio la generazione, soprattutto, degli ex comunisti e similari, ma quelli d'almeno quarant'anni, va specificato, ad aprirsi, “democraticamente”, al dialogo – considerato comunque sempre fecondo - coi fascisti, o almeno con chi fascista oggi si dichiara. Ma, per fortuna, a parte pure in quel caso, un pizzico di ritardo, generale e generalizzato, avevamo avuto l'inchiesta di Mario Caprara e Gianluca Semprini, eppure evidentemente non solo quello, dal titolo “Neri! La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista” (Newton & Compton). Composta in circa 600 paginette. Punture che giustamente non hanno intaccato la volontà dell'Antolini. Che, ed è giusto per lo scopo prefissato, ha tolto dalla 'analisi' buona parte delle piccole vicende da Semprini e Caprara evidenziate, ricordate, narrate, riprese. Perché, tanto per cominciare, oltre alla premessa che il libro di Nicola Antolini va assolutamente letto, e poi si dirà il motivo, l'autore ha scelto di stare proprio dentro al cerchio. Ovvero ha voluto portare un microfono da reggere a persone come: Gianluca Iannone, Francesca Giovannini, Valerio Morucci, Miro Renzaglia, Marcello De Angelis, Gabriele Adinolfi, Gabriele Marconi ecc. E la maggior parte di questi, anche per questo è necessario leggere il libro di Antolini, oggi, 2010, si dice “Fascista”. Altro che, solamente: “fascista del terzo millennio”. Non, quindi, quel “nuovo”, o ripulito, che, tanto per citare, il fasciocomunista Ugo Maria Tassinari sponsorizza andando in lungo e in largo per l'Italia. E, assolutamente, puntualizzazione già venuta da altri territori, il sottotitolo dell'opera, a parte il titolo, è decisamente utile a portare fuori strada. Lanciato, infatti, quale libro che accompagna nella destra attuale, in realtà il lavoro di Nicola Antolini permette semplicemente di descrivere dall'interno, certamente ai protagonisti e promulgatori di questa idea di fascismo d'oggigiorno, che diamine sono davvero CasaPound e simili – o quel che sono per chi le vive e, di più, le deve pubblicizzare. Tralasciando le parole, di molti degli intervistati, che in certi momenti fanno ridere per carica di farsa e in altri fanno piangere per arretratezza culturale, quell'elemento che è sottocultura, è non sicuramente la professata “cultura di destra”. Finalmente, perlomeno, abbiamo il testo che riporta (se pur esistano you tube eccetera) le comiche 'confessioni' e drammatiche del capo dei capi Iannone. Dell'eminenza nerissima G. Adinolfi. Di nostalgici alla Marconi. E la chiusura che farebbe ridere, se fosse un film d'epoca, alla Turbodinamismo. Nicola Antolini, nato a Modena nel '71, ex Pci, appunto, dimostra con questa “ricerca”, senza dubbio di seguire bene una strada immaginata. Ma, di contro, di non saper interagire con il materiale che si trova davanti. Tanto che, è questo libro va per forza letto, dall'opera sappiamo quanto si radichi sempre di più la CasaPound, e da dove nasce, e non incontriamo, nemmanco per accenni, però le prove che l'antifascismo militante tanto odiato cerca di far conoscere all'Italia stordita. Che, per aggiungere, deve nello stesso tempo fare i conti con l'astuzia di Berlusconi e compari di destra e sinistra; insieme, è ovvio, a punte di diamante che possono, a seconda delle occasioni, essere l'associazione “CasaPound” oppure il movimento “Fascismo e Libertà”. Bella storia. Questa non Storia.

    Fuori dal cerchio. Viaggio nella destra radicale italiana, di Nicola Antolini, Elliot (Roma, 2010), pag. 382, euro 18,50.

    giovedì 16 settembre 2010

    Giuliano Pavone, L’eroe dei due mari (Marsilio). Dal 29 settembre in libreria









    Non sono molti i libri d’esordio che si fanno notare prima di venire pubblicati, e ancora meno quelli di cui si comincia a parlare prima che abbiano trovato una casa editrice. Eppure è esattamente quello che è successo a L’eroe dei due mari di Giuliano Pavone. Il romanzo era ancora un dattiloscritto in cerca di editore quando l’estate scorsa Tommaso Labranca ne ha scritto un’entusiastica recensione sulla rivista Film TV, concludendo con queste parole: "Spero proprio che qualcuno lo pubblichi perché il romanzo oltre a essere divertente come una vecchia commedia all’italiana degli anni 70 è illuminante se si vogliono capire i recenti risultati elettorali". L’articolo viene notato e ripreso da alcuni siti e blog letterari, come Booksblog e Il Recensore, ed è grazie a questi ultimi che la Marsilio scopre l’esistenza del testo, se lo fa mandare dall’autore e decide all’istante di pubblicarlo. Da allora, probabilmente per via di uno spunto narrativo assai originale e intrigante – un famoso calciatore brasiliano che per mantenere fede a un insolito voto decide di andare a giocare gratis per una stagione nella disastrata squadra del Taranto - la curiosità e l’interesse intorno al romanzo non hanno fatto che crescere, e soprattutto sul web ma non solo si moltiplicano gli articoli e le segnalazioni di un libro che ancora pochissimi per ora hanno letto ma già molti aspettano con ansia!

    Giuliano Pavone, L’eroe dei due mari Marsilio Editori.

    In libreria dal 29 settembre 2010

    Una ironica e tagliente commedia sociale sull’Italia di oggi, a mezza strada tra i romanzi di Gaetano Cappelli e Che la festa cominci di Niccolò Ammaniti

    Taranto, la città dei due mari, dei tre ponti e dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa, con record in fatto di inquinamento e morti bianche. Taranto, periferia da sempre, viene portata da un clamoroso evento sportivo al centro dell’attenzione mondiale, dibattendosi fra velleitari sogni di riscatto e l’immagine inevitabilmente folkloristica che ne danno i mass media: Luís Cristaldi, attaccante brasiliano dell’Inter, uno dei migliori calciatori al mondo, in ossequio a un insolito voto annuncia di voler giocare una stagione gratis nel Taranto, che grazie alle prodezze del suo nuovo campione sogna la promozione in serie A per la prima volta nella sua storia. Ma attorno all’euforia dell’intera popolazione tarantina per l’idolo carioca resta la città con i suoi mille problemi, la malapolitica, la malasanità, le morti sul lavoro, la disoccupazione galoppante, mentre nell’ombra misteriose voci al telefono si scambiano accordi lasciando presagire niente di buono. Una storia corale, dove ironia e sprazzi di poesia si alternano a ritmo serrato. Una favola paradossale, ma allo stesso tempo realistica, sui meccanismi dell’informazione, i rapporti fra Nord e Sud, il calcio moderno e quello di provincia. Un romanzo che diverte, commuove e fa riflettere.

    "In una Taranto che è per una metà morbida, azzurra e caraibica e per l’altra cupa d’acciaio e ciminiere, l’arrivo di un leggendario fuoriclasse che onorando un voto sceglie di giocare proprio nella modesta squadra locale, darà l’illusione di poter disperdere i veleni che si addensano sul centro siderurgico più grande d’Europa. A partire da questo evento Giuliano Pavone rimescola abilmente le esistenze di titubanti spose promesse e scaltri teleguaritori, modelle pentite e cinici faccendieri, disoccupati disorganizzati e giornaliste maliarde in un romanzo che ha i colori, la perfidia e la comicità debordante di un’ indimenticabile commedia all’italiana"

    Gaetano Cappelli

    "Pavone descrive mirabilmente l’entusiasmo calcistico eccessivo, quasi irritante, di alcuni accidiosi personaggi che si muovono sullo sfondo delle decadenze, delle mollezze e dei veleni italsiderei tarantini. Un atteggiamento che potrebbe essere facilmente pantografato su tutto il Paese"

    Tommaso Labranca

    "Sembra scritto per essere un film. Nessuna concessione allo stiloso fine a se stesso, e un sacco di trovate molto divertenti anche per chi, come me, non ama il calcio"

    Peppe Fiore

    Un romanzo diventato un caso prima ancora della pubblicazione!

    Giuliano Pavone (1970) è nato a Taranto e vive a Milano. Giornalista, ha pubblicato libri sul calcio, sul cinema e umoristici. L’eroe dei due mari segna il suo esordio nella narrativa.

    mercoledì 15 settembre 2010

    Canzoni della giovinezza perduta, di Gaetano Cappelli (Marsilio). Intervento di Nunzio Festa




















    Il dissacrante Gaetano Cappelli, quanti autori a più personaggi farebbero infatti parlare del “lugubre” scenario dei Sassi, dove le grotte non sono accolte quale bellezza da guardare e riguardare, ma, appunto, alla stregua d'una cappa piombata sullo stomaco?, con questi racconti di “Canzoni della giovinezza perduta”, a continuare questo secondo esordio (non a caso dice molto chiaramente la dedica a De Michelis) riprende in mano – per miscelarli – racconti contenuti in “Mestieri sentimentali”, “Errori”, “Disertori”, “Prefigurazioni”; due raccolte – i primi due - e due antologie tematiche, i secondi. In “Canzoni delle giovinezza perduta”, però, che molto probabilmente anticipa il prossimo romanzo dello scrittore potentino, del dandy lucano per eccellenza troviamo per esempio tutta la grinta della letteratura che spinge il pensiero in argomenti e sentimenti, oltre che ovviamente in tradimenti e frustrazioni. Allora, ecco spuntare, uno su tutti, il giovane quanto inesperto medico che, durante la scoperta del sesso con una grassona (o al contrario, prima del rapporto sessule con la cicciona), si trova incastrato in uno Sud un poco a livello del paesino scovato. O, ancora, forse i più riusciti, il rocker venditore di pentole e l'aspirante scrittore suo amico e confidente: scrittore che esordisce, con successo, fortunatamente solo per lui e non certo per l'aspetto affettivo, con un romanzo pieno dei segreti dell'amico medesimo. In sostanza, come si capirà dopo i primissimi racconti, però la raccolta diventa quasi un romanzo, si scoprano a questo proposito i personaggi che tornano dopo magari qualche raccontino di pausa, sulla pochezza e la grandezza d'un Sud che è soprattutto Basilicata. Se lo sfondo sentimentale è la giovinezza, la musica di sottofondo, in verità, è un disincanto che si fa vivo da subito nelle vite di scalmanati ed eccentrici meridionali, soprattutto meridionali. Ma il lievito della malinconia non stringe i pori dai quali devono giungere le sensazioni. E allora, tra un tradimento e l'altro, una missione ideale e il suo esatto contrario, appare di forza una riflessione da mettere a punto su ciò che è giusto inquadrare nel senso dei valori e quello che invece non deve appesantire al pari delle zavorre. Gli accenti, la cadenza solita e originale di Cappelli, oltre a far tornare alla mente qualche atmosfera d'anticipazione sui “Parenti lontani”, virgola a seguire virgola nuova c'insegna che si possono fare buoni e cattivi pensieri nonostante la falsa facciata dell'intrattenimento. Ogni chiusa di scritto, infatti, lascia quell'amaro sulle papille che vuol dire questo e niente più.

    martedì 14 settembre 2010

    Incontri ravvicinati. Avvistamenti e contatti da mondi lontani di Pier Giorgio Viberti (Giunti). Intervento di Stefano Donno













    A tutt’oggi c’è una branca del sapere che difficilmente riesce a soddisfare dei parametri di oggettività e analisi di studio tali da poterla considerare una scienza, anche se organismi come il C.U.N (Centro ufologico nazionale) stanno da anni portando avanti questa difficilissima battaglia. Parliamo ovviamente dell’'Ufologia che si occupa come campo di interesse dei fenomeni UFO. In Italia l’ufologia prende anche il nome di “Ovniologia” dall'acronimo OVNI (Oggetto Volante Non Identificato). L’ufologia, a onor di cronaca, si divide in ulteriori sottosezioni di studio come l’esobiologia, e l’astrobiologia (la scienza sperimentale che si occupa della vita extraterrestre) solo per citare al volo qualche esempio. Si tratta dunque secondo i sostenitori più puri di questa – al momento – pseudoscienza, di un incrocio multidisciplinare di studi che vanno dalla ricerca storico-documentale attraverso il reperimento e catalogazione di documenti e foto sino a ricerche che toccano la Fisica, la Chimica, la Medicina, l’Astronomia, la Psicologia. Purtroppo l’ambiente ufologico, come in tutti quei sistemi non ben definiti, è ricchissimo di esponenti che per motivi commerciali, religiosi, o di pura auto/esaltazione lambiscono la cialtroneria e la ciarlataneria, dunque offuscando tutta quella porzione di seri ricercatori che con dedizione e serietà portano avanti i loro studi. Ad ogni modo dopo circa un sessantennio dalla sua nascita, l’Ufologia vede i suoi studi tutt’altro che conclusi. Oggi finalmente una piccola enciclopedia sugli U.F.O., a costo veramente modico (7,90 euro), è a disposizione di quanti vogliono saperne di più sugli oggetti volanti non identificati grazie alla casa editrice Giunti di Firenze. Parliamo di “Incontri ravvicinati. Avvistamenti e contatti da mondi lontani”di Pier Giorgio Viberti, che in poche parole sarebbe una riedizione (supervisionata dall’immenso Roberto Pinotti) riveduta e corretta di quello che la casa editrice Demetra ha editato qualche anno fa. Certamente con questo libro non saprete i segreti sull’Ufo Crash del ‘33 in Italia, o non arriverete ad avere una panoramica esaustiva circa l’esistenza di un governo ombra frutto di uno scellerato patto tra Grigi e i Potenti della Terra, ma di sicuro avrete un’infarinatura discreta di cosa sia l’ufologia e di cosa si occupa. Assolutamente da avere nella propria Biblioteca.

    lunedì 13 settembre 2010

    La dodicesima vittima di Iris Johansen (Leggereditore, gruppo Fanucci). Intervento di Stefano Donno




















    Comincio questo intervento citando David Cronenberg: “ … la letteratura non è divisibile in generi o mainstream, esistono solo romanzi belli o brutti e io la vivo come un grande oceano dove non resta che tuffarmici dentro.”.Niente di più vero soprattutto quando poi si scoprono lavori splendidi, avvincenti come un film, emozionanti con un videogame da piattaforma X/Box o Play Station 3, non incasellabili in un genere, o in una categoria letteraria. Ebbene qualche giorno fa Leggereditore (gruppo Fanucci ) mi invia l’ultimo lavoro su Eve Duncan di Iris Johansen (maestra indiscussa del brivido contemporaneo) dal titolo “La dodicesima vittima”, libro pieno zeppo di tutti gli ingredienti indispensabili per diventare un successo: fantasmi, sette segrete, paranormale e sangue. Iris Johansen, affermata autrice di romanzi rosa e storici (ha superato la soglia dei cinquanta titoli), esordisce nel 1996 nella crime fiction. I suoi thriller, tra cui la serie dedicata al personaggio di Eve Duncan, sono costantemente ai vertici delle classifiche del New York Times. Vive in Georgia con il marito e i suoi due figli. La storia parla dell’omicidio brutale di Nancy Jo, diciannovenne figlia del senatore Ed Norris, la quale viene ritrovata senza vita con un calice d’oro finemente istoriato in mano. Con una rapida e mozzafiato sequenza di “cambio immagini” ad opera dell’autrice, la scultrice forense Eve Duncan si ritrova nel suo frigorifero di casa un calice uguale a quello della vittima colmo di sangue. Macabro avvertimento del serial killer Kevin Jelak, psicoticamente convinto di diventare un vampiro dai poteri immensi grazie al sangue che riesce a prendere dalle sue vittime, che sceglie (dopo accurata selezione) tra soggetti forti nello spirito e nella carne. Da quando però Eve Duncan ha ucciso il killer Henry Kistle – il rifornitore inconsapevole di sangue di Jelak – l’uomo ha giurato che lei sarebbe stata la dodicesima vittima, la prescelta per farlo diventare il principe dei non/morti. Il contatto fra Joe Quinn, detective scettico al paranormale della polizia di Atlanta e compagno di Eve, e Megan Blair, sensitiva fidata confidente di Eve, ha scatenato i poteri extrasensoriali di Joe che si ritroverà faccia a faccia col fantasma di Bonnie, la figlioletta di Eve scomparsa qualche anno prima, e con quello di Nancy Jo. Questo è l’inizio del gioco mortale organizzato in “La dodicesima vittima “ di Iris Johansen a “danno” dei lettori, che dovranno preferibilmente leggere questo libro mai lontani dalla luce. La forza di questo libro è che rimette in gioco il significato della forza del sangue che fortemente si ricollega a rituali esoterico/cannibalici di una buona parte di sette occulte realmente oggi esistenti. Che si creda o no a queste cose poco importa, ma di certo il libro in questione ne viene gigantescamente valorizzato, rendendolo un’opera assolutamente da non perdere.

    domenica 12 settembre 2010

    Poeta delle Ceneri, di Pier Paolo Pasolini, a cura di Piero Gelli (Archinto). Intervento di Nunzio Festa





















    “Poeta delle Ceneri”, poema autobiografico di Pier Paolo Pasolini, ripreso in mano grazie all'attenzione di Piero Gelli e dell'editore Archinto, torna in libreria in una forma che permette d'entrare a pieno dentro l'opera. Fu la rivista “Nuovi Argomenti”, allora diretta dall'amico del poeta Enzo Siciliano a pubblicare nell'80 il testo. E da subito, dunque, ci s'interrogò sullo “spunto di partenza” - come giustamente è di nuovo oggi riferito dal volume attuale. Ma chi era, o chi sarebbe potuto essere quell'occulto intervistatore che chiedeva (senza manifestare e manifestarsi) punti vitali – di vita – a Pier Paolo Pasolini? Un giornalista “puro”? Un critico? Poco importa. Sta di fatto, per esempio, che i versi, molti dei quali volutamente lontanti dalla retorica fitta di lirismi e a volte persino dal 'poetico', rivelano quel forte amore per Ginsberg e, allo stesso tempo, una passione verso gli States che appare senza alcun velo. Infatti, tanto per ricordare, il poema è rivolto proprio agli statunitensi. Che, come in Italia, non è la borghesia, comunque, il 'fervore' del poeta. Sono, invece, quei giovani pronti a volere riscatto. E questo nonostante l'abolizione del concetto di speranza; cioè dopo, e prima, che il poeta aveva scritto e detto di non volersi più concedere, appunto, all'illusione della speranza. Quindi il “Poeta delle Ceneri”, questo poema importante, al di là dei difetti, del poeta, scrittore, giornalista, critico, regista Pier Paolo Pasolini affronta una biografia segnata da fatti, persino, epocali. Stiamo pensando, ovviamente, all'assassinio del fratello del poeta, sulle montagne e per mano di fratelli. Il pubblico italiano, grazie a questo scritto nato per gli americani che non lo conoscevano se non per la sua attività di cineasta, torna su momenti salienti degli anni stati di Pasolini. Fino al rifugiarsi dell'autore, figuratamente ma forse non troppo, nel Friuli della sua originaria Casarsa. Per non farsi troppo danneggiare dai diversi processi contro di lui intentati. E da lui chiaramente “vissuti”. La “disperata comunicazione”, come al solito, non trattiene nulla delle bollenti idee e del fervente spirito di Pier Paolo Pasolini. Si deve, allora, tenere o no conto di questa pubblicazione, di quest'opera (tanto, per 'forma', distante, dalle altre dell'autore)? Considerando che siamo di fronte a una delle figure più importanti del Novecento, e non solo, è necessario dire di sì. Ma se pur così non fosse, per assurdo, la partecipazione dell'autore e gli spunti, non quelli di partenza mentre quelli proprio ideali del poeta, offerti spiegano che il poema ha una funzione “vitale”. E per via di questa disperata, la sua, vitalità, lo si deve leggere. Il testo reca la data 1966-1967. Per Allen Ginsberg: (...) “Grande è il tuo spiritualismo, America! / Ma sarà ancora più grande quando sarà fatta la tua innocenza!”.

    sabato 11 settembre 2010

    Libri reattivi del mese di agosto 2010

    Dopo una lunga immersione, fra citazioni, titoli e autori, sono tornata in superficie con questa sintesi sull’andamento del gioco “LIBRO REATTIVO” durante il mese di agosto.
    In questa mano del gioco abbiamo voluto rendere le cose un po’ più complicate, alternando uno scrittore italiano con uno straniero, e devo dire che questo ha portato molta fortuna agli scrittori della nostra penisola, complimenti!

    Il gioco, iniziato ad aprile ha raccolto oltre 600 citazioni.
    Ad agosto, nonostante le vacanze, sono stati postati la bellezza di 104 brani, 96 libri e 76 scrittori!
    L’autore che è stato citato maggiormente è un italiano e per la precisione Andrea Camilleri (6), al secondo posto, pari merito, troviamo Ken Follet, Carlo Emilio Gadda e Gabriele Marconi (4), la terza piazza se la aggiudicano Stephen King e Giorgio Faletti (3). Il libro più citato è stato invece "I pilastri della terra" di Ken Follet (4).
    Per quanto riguarda i titoli troviamo i grandi nomi come Cime tempestose, Alice nel paese delle meraviglie, I demoni, Novelle per un anno, Madame Bovary, La coscienza di Zeno, Il giovane Holden, Se questo è un uomo, La ciociara e il Ritratto di Dorian Gray, Mille splendidi soli, Oceano mare, La casa degli spiriti, Cime tempestose, il pluricitato I pilastri della terra e La compagnia dell’anello. E troviamo anche libri meno conosciuti come Santa Maria delle battaglie, Le stelle danzanti, Il regno nascosto, La Malerba, L’osteria della fola, Perdas de fogu e tanti altri.
    Attendiamo nuovi giocatori per il mese di settembre, più siamo più sarà interessante e sarà sempre più arduo trovare la citazione adatta.
    Buon gioco a tutti!


    (di Cristina Fanni)

    venerdì 10 settembre 2010

    Il rovescio delle foglie di Daniela Liviello (Manni)




















    ... che le bambine


    Liberate le croci dal peso dei corpi
    che il legno si crepa piagato da chiodi
    ripulilte le croci dal sangue che cola
    che le bambine si sporcano tendendo le mani.

    "Questa poesia: la purezza muove la scrittura. Dire, e con il dire, la voce si riempie e la scrittura trova pagina. Dire, nonostante il silenzio sia il valore da custodire nel recinto balbettante del cuore. Dire! Desiderio di quiete, balsamo al mormorare continuo delle voci che fanno carne, è la poesia."
    Mauro Marino