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Notizie su Libri e Festival Letterari

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    giovedì 27 settembre 2018

    Cioccolato nero di Serena Gatto























    Zia Clotilde mi attende sulla porta e quasi mi soffoca nella stretta delle sue braccia ossute. Il solito profumo di violetta, con un vago sentore di marcio, mi riporta immediatamente all’infanzia. La sua voce, l’unica cosa di lei che è rimasta giovane, dice con l’entusiasmo di sempre: “Il mio caro piccino! Sono tanto felice che tu sia finalmente venuto a passare un Natale con me, proprio come quando eri un bimbetto alto così...”

    Serena Gatto è un'insegnante di diritto ed economa politica presso un Istituto Superiore della Provincia di Lecce. Da sempre appassionata di lettura e di scrittura, con una speciale predilezione per il genere giallo e noir, ha partecipato a vari laboratori di scrittura creativa: "Non trovo le parole" (edizioni 2015, 2016 e 2017), organizzati dall'Associazione Culturale Grifondoro, "I diari" (edizioni 2016 e 2017), organizzati dall'Associazione Culturale Flusso. Da queste esperienze sono scaturite le sue pubblicazioni, in collaborazione con altri autori: AAVV, "Non trovo le parole" (Edizione lulu.com 2015), AAVV, "Scritti col cuore" (Edizione lulu.com 2016), AAVV, "Onirika" (Edizione lulu.com 2017). Con Eugenio Rollo ha pubblicato nel 2017 "I racconti del Malladrone" (Edizione lulu.com). Ha collaborato all'organizzazione di diversi eventi culturali con le Associazioni Flusso, Grifondoro, Lecce Bene Comune (Progetto "Il pane e le rose") e Arteverso (Lecce Festival Letteratura) ed è attiva nel gruppo di lettura "Orti di guerra".

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    Le pittulicchie di Eugenio Rollo























    “Nonna, mi racconti quella delle pittulicchie?” era la frase di rito, richiesta superflua perché la nonna, quando mi vedeva munito di seggiolina che trascinavo fino al suo letto, sapeva bene cosa volessi da lei. Era un rito, non quotidiano ma frequente, che dava a lei il piacere di sentirsi ascoltata da un frugoletto dagli occhi sgranati e a me il gusto di sentire quella voce che narrava la storia, sempre la stessa e sempre nello stesso modo, rassicurante nella sua ripetitività. Ricordo perfettamente la stanza con il soffitto a volta e il rosone dipinto; la nonna era a letto, immobilizzata dalla sua malattia, ma la mente era sveglia, perfettamente lucida e non si negava a qualsiasi prova di tenerezza. Ricordo la mia seggiolina impagliata, a misura di bambino qual ero, con le stecche di legno chiaro e il giallo dell’impagliatura caratteristico delle sedie di campagna. (Continua …)

    Eugenio Rollo svolge l'attività di psicologo psicoterapeuta e sessuologo prima in Veneto e poi a Lecce. Oltre all'attività professionale, ha scritto alcuni testi specialistici e racconti pubblicati in varie raccolte. Si è occupato di eventi culturali, di volontariato sociale e di impegno civico; ha svolto attività artistica in ambito teatrale e nella produzione di video. Attualmente presidente dell'Associazione Culturale "Grifondoro" di Lecce.

    Pubblicazioni scientifiche:

    ROLLO E., PERDONÀ G. (a cura di), Metodi avanzati e documenti pronti per l'uso per un'efficiente gestione del personale, FORUM Media Edizioni, Verona 2007
    ROLLO E., Il progetto in Psicologia, Lulu.com editore 2008
    ROLLO E., Lo psicologo e la progettazione, UPSEL, Padova 2009
    ROLLO E., Io, psicologo al lavoro, UPSEL, Padova 2012
    ROLLO E. (a cura di), Chi ha paura dei pedofili? Atti del convegno, Lulu.com editore 2014
    ROLLO E., Lo psicologo e la progettazione - Nuova Edizione, UPSEL, Padova 2015
    ROLLO E., Prendi il rene per la gola, Lulu.com editore 2015

    Pubblicazioni letterarie:
    ROLLO E., Gran Paradiso Grande Inferno, Lulu.com editore 2009
    ROLLO E., Un cadavere a spasso, Lulu.com editore 2009
    AAVV, (a cura di E. Rollo), Non trovo le parole, Lulu.com editore 2015
    AAVV, (a cura di E. Rollo), Scritti col cuore, Lulu.com editore 2016
    ROLLO E., GATTO S., I racconti del Malladrone, Lulu.com editore 2017
    AAVV, (a cura di E. Rollo), Onirika, Lulu.com editore 2017

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    Presentazione di libri n. 567 - TURCHESE

    mercoledì 26 settembre 2018

    Leggere leggero di Donato Di Poce
























    Il libro “Leggere leggero”, è una raccolta di piccoli saggi critici, interviste e note di lettura di poeti e scrittori contemporanei, maestri di riferimento (Rimbaud, Baudelaire, Schwarz, Pasolini, Merini) o reading di poesia, che raccontano con leggerezza e intensità illuminante, i rapporti intensi e mai banali con la scrittura, i temi e la poetica di colleghi e maestri. Ad ispirarmi a volte è stato un libro, altre una prefazione da scrivere per un amico, altre ancora un semplice verso che chiama e interroga, una sorta di piccolo taccuino delle idee, più da poeta che si occupa di critica che da critico letterario professionista. Ne scaturisce un incontro e un dialogo con la scrittura e le poetiche altrui, esemplare e ricco di intuizioni e riflessioni su temi come la CreAttività, l’amore, la crudeltà, la bellezza, i clandestini, la pena di morte, la violenza, l’arte, la scrittura, etc..altrui che ho catturato per empatia o ammirazione. La mia scrittura critica, impreziosita sempre da citazioni e aforismi, suggerisce verità, sintesi poetica e leggerezza, unita a una ricerca filosofica ed estetica, nel solco della tradizione poetica della scuola di Officina, Salvo Imprevisti e Lengua(Pasolini, Roversi, Fortini, Pagnanelli, D’Elia, Mariella Bettarini)e dall’altra le suggestioni Internazionali filosofiche ed estetiche di Maria Zambrano, Gaston Bachelard, George Steiner. (Donato Di Poce)

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    La scelta. La mia vita nella legione straniera di Danilo Pagliaro Andrea Sceresini (CHIARELETTERE)




















    La scelta. La mia vita nella legione straniera: Un'esistenza degna di questo nome. Cercava questo Danilo Pagliaro quando ventitré anni fa si arruolò nella Legione. A pochi mesi dal congedo, oggi quella vita la rivivrebbe mille volte e con attaccamento e gratitudine ne prosegue il racconto. Non certo per esaltarne le gesta o glorificarne il rischio e l'azione: esibizionismo e retorica non fanno per un legionario. È per smentire le leggende e tacitare mitomani e millantatori che il brigadier-chef torna a scrivere. Racconto dopo racconto, l'immagine della Legione come banda di avventurieri e tagliagole, mercenari e avanzi di galera spregiudicati si scompone. Per lasciar posto alla realtà di un corpo coeso, di uomini che hanno rinunciato al proprio passato e alla propria identità mettendosi al servizio della nazione. Come il brigadier-chef C., ragazzo polacco che alla caduta del Muro è fuggito da freddo e miseria ed è venuto ad arruolarsi, nascosto tra i respingenti dei treni merci; la recluta cinese che si è avventurata nei ranghi senza conoscere una parola di francese; o L., camerata svedese che invece ci è rientrato dopo aver appreso di un suo compagno ucciso e diversi altri feriti sotto il fuoco di un cecchino a Sarajevo, durante la guerra in ex Iugoslavia. Militi che nei territori difficili di Repubblica Centrafricana, Costa d'Avorio e Camerun non vanno per replicare le imprese di Rambo, ma per affiancare la popolazione locale, spesso ricevendo in cambio ostilità. Racconta questo l'ex legionario ai giovani che inseguono il mito della bella morte ma gli chiedono di ferie e licenze, diritti e indennità. 

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    Il patto sporco. Il processo Stato-mafia nel racconto di un suo protagonista di Nino Di Matteo, Saverio Lodato (CHIARELETTERE)





















    Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, gli omicidi di valorosi commissari di polizia e ufficiali dei carabinieri. Lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrificati. Ma mentre correva il sangue delle stragi c’era chi, proprio in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico. La sentenza di condanna di Palermo, contro l’opinione di molti “negazionisti”, ha provato che la trattativa non solo ci fu ma non evitò altro sangue. Anzi, lo provocò. Come racconta il pm Di Matteo a Saverio Lodato in questa appassionata ricostruzione, per la prima volta una sentenza accosta il protagonismo della mafia a Berlusconi esponente politico, e per la prima volta carabinieri di alto rango, Subranni, Mori e De Donno, sono ritenuti colpevoli di aver tradito le loro divise. Troppi i non ricordo e gli errori di politici e forze dell’ordine dietro vicende altrimenti inspiegabili come l’interminabile latitanza (43 anni!) di Provenzano, la cattura di Riina e la mancata perquisizione del suo covo, il siluramento del capo delle carceri, Nicolò Amato, la sospensione del carcere duro per 334 boss mafiosi. Anni di silenzi, depistaggi, pressioni ai massimi livelli (anche dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), qui documentati, finalizzati a intimidire e a bloccare le indagini. Ora, dopo questa prima sentenza che si può dire storica, le istituzioni appaiono più forti e possono spazzare via per sempre il tanfo maleodorante delle complicità e della convivenza segreta con la mafia.

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