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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news
lunedì 22 maggio 2017
domenica 21 maggio 2017
venerdì 19 maggio 2017
giovedì 18 maggio 2017
In Medias Res di Chiara Evangelista e Rare Rondini a Primavera di Vito Antonio Conte (i Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno) ad ARTEMIA Artisti a Levante
Chiara Evangelista con In Medias Res e Vito Antonio
Conte con Rare Rondini a Prmavera edite da I Quaderni del Bardo Edizioni di
Stefano Donno saranno ospiti della Rassegna Culturale ARTEMIA – ARTISTI A
LEVANTE a Torre Specchia Grande Contrada Pozze - Santa Maura, organizzato dalle
Associazioni Al Ri – Libri da Bere e Gaia. L’evento che è previsto per il
giorno 20 maggio 2017 dalle 16,00 alle 19,00 prevede accanto alla presentazione
degli autori , la lettura dei testi di Donato Chiarello con l’accompagnamento
musicale di Adriano Piscopello al violino e di Margherita Mariano al
pianoforte. Interverrà l’editore Stefano Donno.
In Medias Res di Chiara Evangelista - “A chi mi ama per ciò che
sono e a chi mi ha sostenuta in questo incipit… In medias res!”. Così si
apre la raccolta poetica dell’esordiente leccese Chiara
Evangelista. Ogni singola poesia si contraddistingue per l'utilizzo di
rime, assonanze e, altre varie figure retoriche, seguite da una metrica che
disegna un proprio flow e un mood singolare che appartengono a Chiara in
maniera genetica. Questo pamphlet è densissimo di sequenze di versi molto
ritmati, incentrati su specificità tecniche come rime baciate,
assonanze-consonanze ed allitterazioni. Questi versi vanno
scanditi per bene, e quasi sembrano avere una figura ritmica ben precisa come
quella del 4/4, tanto queste parole consentono un ascolto lineare, ma
soprattutto un approccio semplice ed immediato. Un esempio forse può chiarire:
“Barcollare tra il denotativo e il connotativo, acquadernare e squadernare,
animare l'inanimato, vedere e non guardare, rendere fluorescenti le tinte
pastello...”. In medias res parla fondamentalmente
d’amore, di morte (quella interiore magari dinanzi alle tante delusioni della
quotidianità) e delle tante sciocchezze che vita pone sul cammino di tutti,
quasi fossero tante (anche se estenuanti) prove che conducono alla maturità,
qualunque essa sia, ovunque essa sia.
Chiara Evangelista è nata a Lecce nel 1997. Dopo aver
conseguito la maturità classica, ha intrapreso gli studi giuridici presso la
Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano.
Da sempre le sue passioni sono la musica, il cinema e la letteratura
Rare Rondini a Primavera di Vito Antonio Conte - Poesia quella di Vito
Antonio Conte carica di senso, o meglio di quel sentimento vitale che non
arretra rispetto a niente e nessuno. I versi sono attraversati come un fiume in
piena da sorrisi amari, sberleffi, e un impellente quanto mai sopito
bilanciamento del ritmo in ogni parola usata, perché se la si deve dire tutta,
è inutile biasciare, balbettare o peggio ancora essere fraintesi. Questa
piccola raccolta poetica nonostante tutto (e fortunatamente grazie a tutto
quello che esprime) e nonostante l’amarcord che la pervade, è un inno singolare
alla vita, forse un invito al viaggio per non farsi sfuggire nulla e godere di
tutto, per non avere rimpianti, rimorsi e inutili nodi alla gola!
Vito Antonio Conte è nato a San Pietro in Lama e vive
a Lecce, siccome gli è toccato e siccome ha scelto. Laureato in giurisprudenza,
rispetta il diritto, ma ama giocare di rovescio…
iQdB edizioni di Stefano Donno (i Quaderni del
Bardo Edizioni di Stefano Donno)
Sede Legale e Redazione: Via S. Simone 74 - 73107
Sannicola (LE)
Redazione - Mauro Marino
Segreteria Organizzativa – Dott.ssa Emanuela
Boccassini (ema.boccassini@gmail.com)
Public Relations – Raffaele Santoro
Social Media Communications - Anastasia Leo, Ludovica
Leo
mercoledì 17 maggio 2017
martedì 16 maggio 2017
lunedì 15 maggio 2017
domenica 14 maggio 2017
sabato 13 maggio 2017
giovedì 11 maggio 2017
Storia di una mezzosangue di Nicole Cascione (Les Flaneurs edizioni)
Come è possibile considerarsi una straniera dopo essere cresciuta come cittadina dell’universo della letteratura? Amira si è sentita un ragazzino che giocava sulla via Pál e una delle piccole donne dell’America di metà Ottocento: per lei confini e nazionalità sono solo etichette. Eppure, da egiziana che si trasferisce a Bari per ritrovare la storia di suo padre, si scontra con l’intolleranza e la discriminazione. Amira è un ingegnere e aspira alla serenità, alla condivisione della vita con un ragazzo che abbia la forza di superare la disapprovazione altrui, che non si vergogni del suo velo e delle sue preghiere quotidiane, che comprenda il significato del ramadan. Non tutti, però, scoprirà Amira durante il suo soggiorno a Bari, sanno accettare la diversità e abbracciarla come portatrice di ricchezza. Le dediche di suo padre sui libri che le ha lasciato saranno una guida per affrontare le insidie della vita, degli insegnamenti veicolati attraverso i classici della letteratura che la aiuteranno a trovare la propria strada e la propria identità, al di là di ogni confine.
mercoledì 10 maggio 2017
I ribelli degli stadi. Una storia del movimento ultras italiano di Pieluigi Spagnolo con la prefazione Enrico Brizzi dal 1 giugno 2017 in libreria per Odoya
Pierluigi Spagnolo descrive quarant’anni di tifo estremo in Italia, arrivando a tracciare un ritratto a tinte fosche della situazione odierna degli stadi. Il racconto si sviluppa a partire dalla nascita dei primi gruppi ultras che si ispiravano alla tifoseria inglese, nei primi anni Settanta, per proseguire col conclamarsi del fenomeno (e la canonizzazione di alcuni “rituali” e modalità) negli anni Ottanta; il movimento troverà il proprio apice negli anni adiacenti a Italia Novanta per poi scemare a causa di criminalizzazione del tifo estremo dal vivo a favore di un tifo più redditizio: è l’avvento del cosiddetto calcio moderno. La cronistoria dettagliata dei fatti di sangue e le relative reazioni delle istituzioni (incremento del controllo e della repressione, anche tramite leggi ad hoc) è solo una parte del quadro, ammonisce l’autore: il popolo degli ultras in Italia è sempre stato trasversale ad ogni categoria sociale e i violenti sono solo una parte dei tifosi, anche in curva. Per questa lucida ed attuale analisi, Spagnolo si giova (e cita) i gradi nomi della letteratura di riferimento come Desmond Morris, Valerio Marchi e Roberto Stracca (ai quali è dedicato il volumetto). Nei primi anni Settanta nascono i Boys della Roma, uno dei gruppi più longevi, nati lo stesso anno degli Ultrà del Napoli (1972), nel 1973 è il momento della Fiorentina e poi “a caduta” nel 1974 gli Ultras del Bologna e dello Spezia, poi nel 1975 i Panthers della Juventus, nel 1976 le Brigate Neroazzurre dell’Atalanta, i primi Ultras del Bari e i Rangers del Pescara etc etc. Gli anni Ottanta, oltra alla nascita di altre tifoserie come i Mods, del Bologna nel 1982, vedono svilupparsi le coreografie spettacolari. La curva proprio in quegli anni è battezzata come “casa” dagli ultras. Il primo gigantesco bandierone “copricurva” è del 1981-1982 (Sampdoria) e le fantasie cromatiche dei primi gruppi, della Juve e della Reggina, del Torino come del Pescara, si scatenano anche utilizzando migliaia di piatti di plastica con i colori delle squadre che, come altre coreografie “creano un effetto da applauso”. Spagnolo si dilunga nella descrizione dell'aspetto performativo. Inno per inno, slogan dopo slogan: la “liturgia” del tifo estremo. Ben presto, però, le coltellate e i roghi dei vagoni si prendono tutta l’attenzione mediatica. Il caso Luigi Spagnolo (1995) in cui il genoano morì sotto il fendente di un giovane milanista, segnò un vero e proprio punto di svolta, all’interno delle curve stesse. Il “movimento”, che comunica spesso per slogan coniò “Basta Lame, Basta infami” per fare pulizia dai professionisti della violenza. Gli anni Novanta segnarono anche il momento in cui i club videro l’affare non più nel tifo allo stadio, ma in quello alla televisione: la pay TV dà la stura a quello che poi diverrà il “calcio moderno” che da un lato lucra sul tifo (per esempio con il cosiddetto spezzatino) e dall’altro allontana le tifoserie dallo stadio con un processo che dai DASPO arrivano fino alla “tessera del tifoso”…
Gli ultimi anni hanno visto la morte del poliziotto Raciti e quella assurda di Gabriele Sandri. Ma anche il famosissimo Derby del Bambino morto, in cui i capi ultras romanisti fermarono la partita conferendo con il capitano Totti in base a voci infondate fino all'attualissimo, raccapricciante “suicidio” di un tifoso juventino che sarebbe stato la chiave per capire i rapporti tra il potentissimo club torinese e la ‘ndrangheta… Spagnolo ci lascia però con un barlume di speranza, parlando di alcuni gruppi nati dal basso come l’Atletico San Lorenzo a Roma, l’Ideale a Bari, del Quartograd a Napoli, del Brutium a Cosenza, e del Centro Storico Lebowski a Firenze. Questi gruppi potrebbero essere la chiave per un lento ritorno a un tifo più genuino, che, dopo il deserto che allarmismo e grossi club hanno creato in questi anni, potrebbe far tornare gli stadi un posto dove socializzare e cantare slogan per la propria squadra.
Pierluigi Spagnolo è nato a Bari nel 1977. Giornalista professionista, dal 2012 vive a Milano ed è un redattore della Gazzetta dello Sport, dopo aver lavorato al Corriere della Sera, a City e al Corriere del Mezzogiorno. Ha frequentato le curve degli stadi di calcio per oltre vent’anni. Ha scritto il romanzo noir L’estate più piovosa di Milano (Meridiano Zero, Bologna 2015) e il saggio Nel nome di Bobby Sands (L’Arco e la Corte, Bari 2016).
martedì 9 maggio 2017
lunedì 8 maggio 2017
Andare per i luoghi del cinema di Oscar Iarussi (Il Mulino)
Paese del neorealismo
con i suoi attori «presi dalla strada» è anche un set favolistico per le
produzioni hollywoodiane, da Guerra e Pace girato in Piemonte alla Passione di
Cristo in Basilicata, all'Inferno nella Firenze dei nostri giorni. Trame,
luoghi, volti e avventure produttive con cui il nostro cinema ha continuato a
ispirare generazioni di cineasti. L'Italia oggi ha ripreso a vincere premi e a
far parlare nel mondo della sua Grande Bellezza. Una bellezza sfaccettata e
contraddittoria, mai convenzionale, che vibra nel racconto di dieci «città del
cinema»: Torino col suo Museo, Milano borghesissima e proletaria sullo schermo,
Venezia decadente e festivaliera, Bologna e la sua Cineteca, Firenze con vista
sulla storia, Roma eterno caos calmo, Napoli da Totò a Gomorra, Palermo
gattopardesca e «paradisiaca», Bari capitale di Lamerica e Matera della cultura
europea nel 2019.
domenica 7 maggio 2017
Nel guscio di Ian McEwan (Einaudi). Intervento di Marcella Rizzo
Un romanzo dagli echi shakespeariani, intelligente, arguto e amaramente divertente, scritto come solo un grande scrittore come McEwan può fare. L'originalità del romanzo si basa sulla "prospettiva" a testa in giù di un feto quasi a termine di gravidanza, che ascolta, pensa e filosofeggia. E lo fa non con un linguaggio infantile e minimale. Al contrario il feto è snob, colto, ironico e sarcastico. Il piccolo narratore si trova nel ventre di Trudy, una bellissima donna di 28 anni, suo padre è John, un poeta buono e gentile ma di scarso successo. Ad attenderlo fuori dal suo "guscio" non c'è nessun corredino, nessuna gioia per il suo arrivo. Sua madre è troppo impegnata con il suo amante, nonché zio del nascituro, che accoglie in casa ogni sera, con il quale si ubriaca e fa sesso . È troppo impegnata ad elaborare con lui un piano per eliminare il marito e non ha tempo per pensare al piccolo che deve nascere. Il nostro protagonista si trova ad essere spettatore impotente del disfacimento di una famiglia che non ha ancora conosciuto, dilaniato tra l'amore che già prova per sua madre e la consapevolezza del suo non-amore, che lo porterà a formulare il desiderio di "non nascere, mai". Ma nel suo cuore desidera nascere perché è già innamorato del mondo che lo aspetta fuori, che ha conosciuto attraverso suoni, parole e colori. Un mondo che però lo ignora , indifferente alla sua vita e alle vite degli altri. E allora, che fare?
sabato 6 maggio 2017
venerdì 5 maggio 2017
mercoledì 3 maggio 2017
martedì 2 maggio 2017
lunedì 1 maggio 2017
domenica 30 aprile 2017
sabato 29 aprile 2017
LUIGI MALERBA, A UN SOFFIO DALL’INFINITO – To Be By Your Side di Rossella Pompeo
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