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Notizie su Libri e Festival Letterari

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    mercoledì 8 luglio 2015

    Rapa Actors | Dalla scuola di recitazione al set cinematografico!

    Rapa Actors | Dalla scuola di recitazione al set cinematografico!

    Younger di Pamela Redmond Satran (Piemme)



    A volte nella vita basta dire… sì. Così, quando Alice capisce che non ne può più di fare la casalinga divorziata nel New Jersey, decide di tornare a Manhattan, dalla sua vecchia amica Maggie, per “ricominciare”. Ma come, se a 40 anni suonati, dopo quindici dall’ultima volta che è entrata in un ufficio, nessuna azienda che si rispetti potrebbe mai prenderla in considerazione per un lavoro? È così che quando Maggie le dà un’idea, Alice non può che lasciarsi convincere: fingersi una ventiseienne. Colpi di sole, jeans stretti, tacco alto, ed ecco che, nella notte di Capodanno, Alice diventa… la se stessa di vent’anni prima. Ben presto trova lavoro in una casa editrice, e incontra Josh, un ragazzo che portava i pannolini quando lei era al liceo. Per la prima volta da quando aveva davvero 26 anni, o anche da prima, Alice capisce che la vita può essere piena di possibilità. Anche se, una di queste, è che la scoprano – specie quando Josh decide di fare sul serio… Brillante, comica e romanticissima, la storia irresistibile di una casalinga davvero disperata che sceglie di cambiare vita. Perché non è mai troppo tardi per avere vent’anni – perlomeno a New York.

    Pamela Redmond Satran a differenza dell’eroina di Younger, non ha problemi a dire la sua età: solo che in questo contesto la cosa è piuttosto irrilevante. Quel che conta è che ha scritto diversi romanzi femminili, tutti di grande successo, e collabora con Glamour, The Huffington Post e The Daily Beast. Vive a Los Angeles e ha tre figli. Da Younger Darren Star, creatore di Sex and the City, ha tratto la serie tv omonima, trasmessa con grande successo nel 2015 in America, dove stanno già girando la seconda stagione, e presto in arrivo anche in Italia.

    martedì 7 luglio 2015

    Rapa Actors | Dalla scuola di recitazione al set cinematografico!

    Rapa Actors | Dalla scuola di recitazione al set cinematografico!

    Perché mi Capita? di Francesco Albanese - BookTrailer

    lunedì 6 luglio 2015

    Il Festival del Libro Possibile a Polignano a Mare dall’8 al 13 luglio 2015
















    Da tredici anni in Puglia accade un piccolo miracolo: le strade di Polignano a Mare, in provincia di Bari, si riempiono di famiglie, curiosi, giovani e migliaia di lettori.
    Il merito va al festival “Il Libro Possibile” che ha reso “possibile” quello che in tanti nel nostro Paese cercano di fare: portare il libro nelle piazze, metterlo al centro di un dibattito costruttivo nel quale lo spettatore è partecipe e protagonista. Una manifestazione nata dal basso, dal volontariato, dalla forza di mettersi a servizio del proprio territorio e che, col passare degli anni, ha conquistato una importante fetta di pubblico e un ruolo cruciale all’interno della cultura nazionale.
    Sei giorni, circa 100.000 visitatori previsti, più di 350 ospiti e 150 interventi, 100 volontari a inondare piazze, vie e balconate, sono alcuni dei numeri record del “Libro Possibile”, la manifestazione culturale nata da un’idea di Rosella Santoro e Gianluca Loliva, con l’aiuto di amici e collaboratori, ha visto in questi anni la partecipazione energica e totale di intellettuali, scrittori e artisti di prestigioso  profilo culturale.
    Aprirsi alle possibilità di incontri e opportunità di lettura piuttosto diversificati, per generare dibattiti e confronti su tematiche ampie e non settoriali, rendono questo festival unico nel suo genere. Ai nomi della letteratura impegnata si affiancano personaggi dello spettacolo, dalla cultura di nicchia si passa alla cultura nazional-popolare, assicurando così un’ampia offerta al pubblico che giunge da tutta Italia e persino dall’estero.
    Polignano a Mare con il suo strapiombo sul Mediterraneo si fa, così, palcoscenico perfetto per incontri, reading, spettacoli teatrali, lectio magistralis e tavole rotonde sulla cultura, l’attualità, la politica, l’economia e la nostra società.

    La XIV edizione del Libro Possibile sarà ancora più ricca, sorprendente ed innovativa, grazie anche alla collaborazione con alcuni partner che portano il loro marchio in giro per il mondo dando lustro alla Puglia. E’ l’esempio del famoso Carnevale di Putignano, che ogni anno attrae migliaia di visitatori e turisti che giungono in provincia di Bari per ammirare i capolavori dei maestri della cartapesta e i loro carri allegorici. Quest’anno, alcuni carri, in linea e in tema con quanto accadrà nelle piazze, (tra questi il vincitore dell’ultima edizione con il tema dedicato all’Ilva e il problema dell’inquinamento ambientale) potranno essere osservati da vicino nelle stesse aree dove si svolgeranno gli incontri letterari.
    UN BREVE ELENCO DEGLI OSPITI DEL LIBRO POSSIBILE
    Michele Ainis, Alessandra Arachi, Alberto Bagnai, Paolo Becchi, Luca Bianchini, Roberta Bellesini, Pietrangelo Buttafuoco, Antonio Caprarica, Francesco Caringella, Aldo Cazzullo, Don Luigi Ciotti, Daria Colombo, Mario Desiati, Tommy Di Bari, Claudia e Gaetano Di Gregorio, Oscar Farinetti, Nino Frassica, Carlo Freccero, Gabriella Genisi, Silvana Giacobini, Mario Giordano, Enrico Ianniello, Ferdinando Imposimato, Maria Latella, Tony Laudadio, Monica Maggioni, Zap Mangusta, Michela Marzano, Luca Mastrantonio, Don Luigi Mazzi, Paolo Mieli, Stefano Natoli, Aldo Nove, Ferzan Ozpetek, Michele Partipilo, Pio e Amedeo, Romina Power, Federico Rampini, Lidia Ravera, Katia Ricciarelli, Angelo Roma, Cristina Romano, Farian Sabahi, Severino Salvemini, Monsignor Filippo Santoro, Andrea Scanzi, Vittorio Sgarbi, John Peter Sloan, Salvo Sottile, Luca Telese, Mario Tozzi, Marco Travaglio, Silvia Truzzi, Antonio Uricchio, Roberto Vecchioni, Dario Vergassola, Matteo Viviani e molti altri
    Sabato 11 luglio il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, sarà intervistata da Lucia Annunziata e Dario Vergassola e si parlerà di “Lavoro possibile”, mentre il deputato del M5S Luigi Di Maio dialogherà con il comico barese Pinuccio sul tema “Modello di sviluppo di industria e impresa sostenibile”, un’intervista “impertinente” da non perdere. Il leader di Sel, Nichi Vendola, infine, sarà impegnato in un reading su Pasolini


    LIBRI VERDI. I DIRITTI DEI BAMBINI
    Infine, ultima grande novità di questa edizione del Libro Possibile sarò lo spazio dedicato alle nuovissime generazioni con autori di valore e laboratori di costruzione, pittura e animazione dal titolo “Un prato nel mare”.
    Raccogliendo le esperienze di Pino Pascali, genius loci di Polignano a Mare, e di Jack Pollock, maestro americano nell’arte della “sgocciolatura”, i bambini parteciperanno a un laboratorio che avrà come tema “Libri verdi. I diritti dei bambini”.
    Ospite d’eccezione il missionario comboniano Padre Renato Kizito Sesana che, reduce dal ghetto di Riruta a Nairobi, parlerà ai più piccoli della straordinaria esperienza artistica e umana dei “Piccoli Acrobati di Kivuli” che hanno cambiato la loro vita di bambini di strada grazie al potere salvifico dell’Arte e della Lettura. Andrà in scena anche un’ora di reading e spettacolo con Geronimo e Tea Stilton.

    IL VINO POSSIBILE
    domenica 12 luglio e lunedì 13 luglio 2015
    All’interno del Libro Possibile ci sarà una sezione dedicata al vino che coprirà gli ultimi due giorni di Festival: “Il vino possibile” nasce sia per sensibilizzare il pubblico e promuovere il mondo del vino e delle piccole e grandi realtà pugliesi, sia per favorire la fruizione dell’universo dei libri dedicati ai vini, all’agricoltura e alla gastronomia pugliese. Tra gli ospiti citiamo solo alcuni nomi: Sveva Casati Modignani, J-Ax che verrà intervistato da Dario Vergassola a margine del suo libro “Axforismi” e l’enologo di fama internazionale, Riccardo Cotarella.
    Per maggiori info: www.libropossibile.com

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    Il momento che separa Booktrailer 1

    venerdì 3 luglio 2015

    Angels Ristorante Lecce - Pasqua 2015 - Lecce Hotel Zenit - Quality Italian Food -

    Angels Ristorante Lecce - Pasqua 2015 - Lecce Hotel Zenit - Quality Italian Food -

    Premio Strega, vince Nicola Lagioia con il libro "La ferocia" - Repubblica.it

    Premio Strega, vince Nicola Lagioia con il libro "La ferocia" - Repubblica.it

    Le grandi battaglie dell'esercito romano di Livio Zerbini. Per i tipi di Odoya dal 12 luglio 2015



    Livio Zerbini insegna Storia romana all’Università di Ferrara, dove dirige il Laboratorio di studi e ricerche sulle Antiche province Danubiane. Ha insegnato in diverse università europee, tra cui la Sorbona; attualmente è docente presso l’Università di Cluj-Napoca, in Romania. Dirige due missioni archeologiche, in Georgia e in Romania, che rientrano nel novero delle missioni archeologiche italiane all’estero del Ministero degli Affari Esteri Italiano. Ha al proprio attivo numerose pubblicazioni. Tra le più recenti: Storia romana. Dal 753 a.C. al 565 d.C. (Bruno Mondadori 2011); Pompei (UTET 2012), I Romani nella Terra del Vello d’Oro (Rubbettino 2012), Le guerre daciche (Il Mulino 2015), Roma. Un impero alle radici dell’Europa (UTET 2015). Per Odoya ha già pubblicato Storia dell’esercito romano (2014)

    Roma non è stata certo costruita in un giorno: tante battaglie, sviluppatesi nell’arco di secoli, hanno reso possibile il consolidamento dell’Urbe all’interno del territorio italiano e consentito a quello che fu un piccolo villaggio di pescatori di diventare un Impero.  L’estrema elasticità di un esercito che non demordeva e anzi migliorava equipaggiamenti e tattiche battaglia dopo battaglia è forse una delle chiavi di volta per capire il successo delle armate romane. Che siano state vittoriose come la battaglia che cambiò il nome della città di Maleventum nell’attuale Benevento e consentì a Roma di conquistare definitivamente a discapito degli Epiroti, il sud Italia (275 a.C.) oppure delle sonore sconfitte come la disfatta di Teutoburgo in cui Varo perse le insegne affidategli da Augusto in persona (9 a.C.) e Roma temette un’invasione germanica, le battaglie che Zerbini ha scelto accuratamente rappresentano degli snodi nella storia dei nostri antenati. E se la stima reciproca tra Scipione L’Africano e Annibale (che morirono anche nello stesso anno e cioè nel 183 a.C.) costituisce parte di quegli aneddoti che rendono interessante anche per il neofita la storia romana, l’esperto potrà inoltrarsi alla scoperta del giavellotto che volle il console Gaio Mario all’epoca della battaglia dei Campi Raudii (101 a.C.): “Mario ordinò di sostituire uno dei due chiodi di ferro con un perno di legno, in modo che il giavellotto, una volta conficcatosi nello scudo del nemico, non rimanesse diritto ma si piegasse nella parte in ferro. Rimanendo inserito nello scudo non solo non poteva più essere riutilizzato, ma appesantiva a tal punto l’arma difensiva del guerriero cimbro da renderne impossibile l’uso.” Per i Teutoni si dimostrò, per usare un eufemismo, una vera seccatura! Nell’incedere delle pagine, gli evocativi scontri di fanti contro elefanti lasciano il posto al racconto di armi più moderne come la cheiroballistra e dai domestici scontri tra Latini e Romani (Battaglia del Lago Regillo 499 o 496 a.C.) si procede verso scenari ben più esotici come quello del capitolo dedicato all’assedio della ribelle città-fortezza zelota di Masada (73 d.C), che con il suo triste esito (gli assediati si suicidarono in massa) diede inizio alla diaspora ebraica. Interessantissimo poi l’esercizio di attribuire alle popolazioni sconfitte i nomi attuali: le battaglie contro i daci sarebbero oggi degli scontri geopoliticamente assurdi tra italiani e rumeni! Saranno i cosiddetti barbari a erodere il mastodontico impero, scavandolo dall’interno come fece Arminio (che aveva servito nelle fila dell’esercito romano per poi mettersi a capo dei ribelli germanici) al tempo della battaglia di Teutoburgo, segno che qualsiasi assetto politico che preveda un centro e un’immensa periferia, se non riesce a garantire la convenienza per gli assoggettati, prima o poi è destinato a perire.

    mercoledì 1 luglio 2015

    Rapa Actors | Dalla scuola di recitazione al set cinematografico!

    Rapa Actors | Dalla scuola di recitazione al set cinematografico!

    Le case del destino. Uomini, fatti e segreti dell'industria del gioco d'azzardo in Italia dalla fine dell'Ottocento ad oggi di Riccardo Mandelli (Odoya). Dal 12 luglio 2015 in libreria



    La materia trattata in questo saggio potrebbe ispirare mille romanzi, tanto la storia delle case da gioco italiane è ricca di personaggi che pescano nel torbido e “capitalisti di ventura” con amicizie potenti. Nel 1884, grazie al fatto che il prefetto aveva “chiuso un occhio”, nacque Villa Sultana: il primo casinò dell’Italia unita. Questa casa da gioco, non a caso, era situata tra le province di Sanremo e di Bordighera: in quel periodo l’impulso alla creazione di tali case venne visto come un’abile mossa di marketing turistico per contrastare la concorrenza della Costa Azzurra, dove si giocava in svariate sale legali. Ingenuità o sete di denaro spinsero addirittura Luigi Pelloux a chiedere al prefetto di Porto Maurizio, il barone Vittorio Menzingher,  di essere negligente nei confronti degli impresari che volevano dedicarsi alla costruzione di nuovi poli del gioco d’azzardo. La legislazione in merito alle case da gioco italiane è piuttosto lacunosa, lo è sempre stata; storicamente retate efferate si sono susseguite a laissez- faire dalla creazione di Villa Sultana ai giorni nostri, tanto che la lobby degli imprenditori dell’azzardo non ha mai smesso di spingere affinché alcune aree fossero eccettuate dal divieto. In questo tira e molla si susseguirono periodi di successo degli imprenditori dell’azzardo a periodi di repressione del gioco. Durante la prima guerra mondiale si legalizzò il casinò di Campione; quello di Merano, invece, fu attivo tra il 39 e il 40 e poi ancora tra il 45 e il 46. L’idea dei governanti italiani era quella di usare questi posti come collettori di rivelazioni utili a scopo militare, dopotutto la storia di Mata Hari rivelava l’estrema utilità delle spie camuffate da frequentatrici di tavoli verdi. Mussolini fece più che un pensiero all'appianare i propri debiti (contratti per l’ingresso trionfale in politica) con i proventi delle licenze per l’azzardo. Fu proprio Giacomo Matteotti a portar avanti il proposito di un’inchiesta sulle concessioni autostradali, petrolifere e legate al gioco d’azzardo  che macchiavano di corruzione i fascisti: sostiene l’autore che forse sarebbe stato il caso di approfondire la materia dell'indagine del parlamentare assassinato nel 1924, invece di dipingerlo semplicemente come un martire del fascismo. Di fatto dal 1926 e fino ai giorni nostri l’eccezione alla regola all’illegalità del gioco d’azzardo si è vissuta solo in quattro casinò “di frontiera”, indagati approfonditamente dall’autore:  Sanremo col suo Kursaal; Campione d’Italia (in territorio svizzero, ma gestito da italiani) ; Saint Vincent col Casinò De la Vallée in Val d’Aosta e il casinò di Venezia, ahimè macchiato dalle vicende del prestito a tasso di usura che valse milioni di lire alla mafia del Brenta col famoso colpo del 1981. Chiaramente Mandelli non si limita alla descrizione dell’emersione di case legali, ma si occupa anche della succosa storia delle case da gioco illegali che costellavano tutta la penisola, ma che, soprattutto negli anni Sessanta, avevano i propri massimi esponenti nei “circoli” di Milano e Taormina. A queste case si collegava spesso e volentieri la criminalità organizzata di ogni risma e le simpatiche “joint venture” liguri degli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento, ormai un triste ricordo di fronte alla violenza e a gli interessi crescenti di boss senza scrupoli. Ma al di là della massoneria italiana, Mussolini, Matteotti, Maometto VI, Lucky Luciano, Buscetta, Adonis e gli altri “vip”, Mandelli snocciola nomi e storie di impresari sconosciuti ai più, fornisce dati e organigrammi delle società, piccoli aneddoti di vittorie e sconfitte nell’ambito di un settore che ha proliferato sempre in un’area grigia tra legalità e illegalità le cui storie, spesso davvero intriganti, sono strettamente connesse alle vicende cronachistiche ed economiche del nostro Paese. Tutto vero, compresi i metodi con cui si barava. Tutto certosinamente ritrovato negli articoli di giornale delle varie epoche e nelle carte delle questure, e reso in una prosa vorticosa, ricca di storie e personaggi. La storia sociale definitiva delle case da gioco nostrane che mancava, ora c’è. 

    Riccardo Mandelli è storico e scrittore. Tra i suoi saggi ricordiamo: L’ultimo sultano. Come l’Impero ottomano morì a Sanremo (Lindau 2011); Al casinò con Mussolini. Gioco d’azzardo, massoneria ed esoterismo intorno all’ombra di Matteotti (Lindau 2012); Decreti sporchi. La lobby del gioco d’azzardo e il delitto Matteotti (Giorgio Pozzi 2015).