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Evidenzia Libri - Libri e dintorni news
giovedì 19 febbraio 2015
Non è stato solo vento di Giovanna Politi (kimerik Edizioni) alla libreria Palmieri di Lecce
Non
è stato solo vento di Giovanna Politi (kimerik Edizioni) il 22 febbraio 2015
alle ore 18,00 sarà presentato da Stefano Donno insieme all’autrice presso la
Libreria Palmieri a Lecce in via S. Trinchese 62
Dipinge tutta la
potenza dell'amore Giovanna Politi in questo suo nuovo romanzo. Un sentimento
che viene declinato nelle sue diverse essenze, nella sua capacità di farsi
legame tra anime, solcando i confini del tempo e dello spazio. La storia di
Rebecca diviene qui emblema della potenza delle emozioni. Un messaggio
ricomparso improvvisamente sul display del suo cellulare, sconvolgerà
l'equilibrio che a fatica aveva raggiunto, farà crollare tutte le sue certezze.
Attraverso la vicenda di una donna, Giovanna Politi, con grande stile e
delicatezza, traccia i contorni di un sentimento capace di travolgere come un
vortice la quotidianità di ognuno, sconvolgendone programmi, certezze,
inebriandone i sensi. L'amore è il vero protagonista di questo romanzo, un
amore che si fa istinto di protezione, ma allo stesso tempo passione,
sofferenza, sguardi e pure sensazioni e profumi, un amore meta imprescindibile
di quel viaggio chiamato "vita" che tutti siamo destinati a compiere.
Giovanna Politi nasce a
Roma il 14 novembre del '70 e compie studi classici Da subito matura l'amore
per la poesia e già nel 1988 vince il primo premio "Raggio verde" con
la poesia "Solitudine". Nel
1997 pubblica la sua prima raccolta poetica "Pensieri allo specchio"
Liber Ars Edizioni e nel 2011, per Aletti Editore la seconda, "La voce del
ventre". Nel marzo 2013 arriva la
pubblicazione del suo primo romanzo "Chi vola basso non può toccare il
cielo" Kimerik Edizioni che porta la Politi per nove mesi in vetta alla
classifica della stessa Casa Editrice.
Giovanna Politi, dal febbraio 2013 è presente nell'Antologia dei Poeti
Italiani Contemporanei e nell'antologia degli Scrittori Contemporanei, Kimerik
Edizioni. Pubblicata nell’antologia “Ho
conosciuto Gerico”, Ursini Editore con la poesia "Se" con la quale ha
ricevuto una menzione speciale dalla giuria al premio Alda Merini, maggio 2014.
Contro il femminicidio i suoi scritti hanno accompagnato una mostra itinerante
da Perugia a Cosenza per il progetto della Pittrice Adele Lo Feudo, "Per
un petalo rosa". Sempre con il
romanzo "Chi vola basso non può toccare il cielo", nel 2013, ha preso
parte a diverse iniziative come all'Iniziativa Itinerari Rosa, patrocinata dal
Comune di Lecce, ha partecipato al Salone del libro di Torino, Al Salone del
Libro di Padova, al Salone del Libro di Francoforte, a Città del Libro (Campi
Salentina) e ad altrettante Fiere e manifestazioni in giro per l’Italia, tra
cui ospite dell’Associazione culturale Alchimie d’Arte al Palazzo della Poesia
Bice Piacentini, evento patrocinato dal Comune di San Benedetto del Tronto.
Sempre nel maggio 2014, è stata tra i cinque scrittori che hanno preso parte
alla Regata Letteraria Gallipoli / Valona, organizzata dall'Associazione Uisp
per favorire l'incontro tra culture. Il
suo nuovo romanzo è Non è stato solo vento (Kimerik Edizioni). A breve sarà
pubblicata la sua raccolta poetica Dell'anima falò, contenente 87 componimenti,
diventerà un libro corredato dai dipinti del Maestro Santiago Carbonell e
prenderà vita nel progetto teatrale che sarà itinerante per l'italia, ideato,
voluto e composto dal Musicista Filippo D'Eliso. Giovanna Politi è inoltre, la scrittrice
scelta dal pittore astrattista Alessandro Giorgetti per scrivere il primo
romanzo/catalogo della Storia dell'Arte per un progetto innovativo che girerà
il mondo insieme alle opere d'arte dello stesso pittore.
mercoledì 18 febbraio 2015
martedì 17 febbraio 2015
LA STORIA DI SAN GIUSEPPE DA COPERTINO ( I Quaderni del Bardo) a cura di Maurizio Leo alla libreria Bookish di Lecce
La STORIA DI SAN GIUSEPPE
DA COPERTINO a cura di MAURIZIO
LEO (I QUADERNI DEL BARDO) sarà presentata il 21 febbraio 2015 ore 19,00 presso
Libreria Bookish in Via Cesare Battisti 22 (Lecce). Interverranno Maurizio
Nocera, Alessandro Laporta, Mario Cazzato, Anastasia Leo (redazione I Quaderni
del Bardo), Ludovica Leo (social media communications de I Quaderni del Bardo),
Stefano Donno (co-direttore editoriale de I Quaderni del Bardo).
“Quasi tutte le
biografie fondamentali del Santo, dal Nuti al Rosmi, dal Roncalli al Bernini,
dall'Agelli al Montanari, per limitarci alle "classiche", sono opera
di studio ed erudizione, testimonianze di una vita esemplare vista da uomini di
fede e di chiesa, documenti tesi ad illustrare il cammino che dalla
beatificazione portò alla santificazione, monumenti insomma che la cultura del
tempo, quella che disponeva degli strumenti idonei e sapeva farli ben
funzionare, realizzò nel migliore dei modi e ad futuram rei memoriam. Ma
chi in questi 400 anni trascorsi dalla Sua nascita (1603-2003) ne ha fornito
un'immagine, come dire, dalla "Sua" parte? Cioè raccontando, oltre i
luoghi diventati ormai comuni del "boccaperta", dei voli e delle
estasi, del patronato degli studenti, il Giuseppe visto dai suoi simili, dai
contadini e dai mercanti, dai paesani e dai forestieri, dalle donne e dai
bambini? Se si fa eccezione per alcuni autori, limitandoci al secolo appena
finito ed al circoscritto spazio della letteratura - mi riferisco alla ormai
riconosciuta triade italiana composta da Ignazio Silone, Vittorio Bodini e
Carmelo Bene che rappresentano il romanzo la poesia e il teatro- ben poco
rimane ed il panorama appare alquanto desolato e sconfortante, anzi il confine
della dissacrazione, spesso e volentieri oltrepassato, li identifica ormai con
gli scomodi, una sorta di enfer posto agli antipodi da cui è difficile toglierli e che per essere
forse eccessivamente caricato, non rende certo un buon servizio alla
ricostruzione di quella particolare condizione in cui visse il Santo. Manca insomma la controparte, manca una via
di mezzo, di facile accesso per tutti ed affidabile per i contenuti, che
consenta il giusto approccio e garantisca una percorrenza, se così si può dire,
persino gradevole.” (dalla prefazione di
Alessandro Laporta) .
E’ questo forse un piccolo
ma significativo tassello che ci parla del Santo dei Voli in una maniera altra,
più lirica forse, ma non meno incisiva delle altre importanti narrazioni su San
Giuseppe. Una storia divisa in tre parti, che scandisce ritmicamente i fatti
salienti della vita di Giuseppe: l'infanzia e la giovinezza fino alla vocazione
ed all'accettazione nell'Ordine; il periodo della maturità dal primo volo al
processo napoletano, ai due incontri col Papa; gli ultimi eventi fino alla
morte, introdotti dall'invocazione alla Musa da parte dell'autore ("O cara
Musa mia apri li porte")
Info / telefono
0832-306676
mail - bookishlecce@virgilio.it/
facebook.com/Bookishlibreria
/ twitter.com/Bookishlibreria
lunedì 16 febbraio 2015
Per amore dei libri di Paolo Maci (Besa editrice, collana negroamaro)
Passione, gratuità,
condivisione sono le parole che caratterizzano il successo di Città del Libro.
Quando Paolo Maci mi ha chiesto di introdurre questo suo libro di ricordi e
considerazioni sugli anni del suo mandato di Presidente a Città del Libro era
ben chiaro in me il giudizio positivo sull’esperienza...Ecco il merito
principale di Paolo Maci negli anni in cui è stato presidente: saper ascoltare
e recepire i consigli di tutti, affidarli al discernimento della “squadra” e
curarne la realizzazione. Insomma, una regia di tutto rispetto che non poteva non
portare frutti copiosi. Una voglia matta di fare cultura in piena libertà,
senza condizionamenti, con l’unico intento di ascoltare, scoprire e riflettere
sui temi che gli autori con la loro presenza e i loro libri proponevano al
pubblico. Credo che il pubblico abbia respirato l’aria di libertà di Città del
Libro e l’abbia condivisa fino in fondo pur nelle diversità di opinioni
politiche consolidate o meno che fossero. Città del Libro è stata di tutti e
non ha escluso nessuno lasciando la politica un po’ in disparte, non certo nel
ruolo di protagonista. Città del Libro di Campi Salentina ha fatto scuola.
Città del Libro è una esperienza e un patrimonio da non disperdere, anzi
rinnovare e rilanciare non solo per Campi. Questo libro di Paolo Maci va letto
in questa chiave, cioè testimonianza di una bella avventura culturale e sociale
che indica un percorso per come si possono realizzare sogni collettivi che
fanno bene alla comunità e al territorio. (dalla prefazione di Enzo Quarto)
PAOLO MACI è nato a
Campi Salentina, dove vive. Laureato alla LUISS Guido Carli, è Avvocato
Cassazionista. Cultore di Diritto Costituzionale, collabora con il prof. Nicola
Grasso nell’Università del Salento. Esperto di Diritto Regionale e degli Enti
Locali, è stato componente del Tavolo di Lavoro sulle Riforme istituito presso
il Ministero per gli Affari Regionali nel 2013. Ha pubblicato i volumi
L’autonomia finanziaria delle Regioni Ordinarie (Università degli Studi di
Lecce, Quaderni di Ricerca del Dipartimento di Studi Giuridici, Argo, Lecce,
1998), Il nuovo Statuto della Regione Puglia (Besa, Nardò, 2004), Dieci anni
sull’Ora. Politica e istituzioni nella transizione (Besa, Nardò, 2009) e il
saggio Profili Costituzionali del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, in
AA .VV., Cronos (Università degli Studi di Lecce, Dipartimento Beni Arti
Storia, Lecce, 2004). Giornalista pubblicista, ha fondato e dirige il Centro
Studi Mons. Carmine Maci e l’associazione culturale SoloLetteratura. Dal 2002
al 2009 è stato Presidente della Fondazione Città del Libro, che durante il suo
mandato ha ricevuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali il premio
per la migliore manifestazione di promozione del Libro e della lettura
realizzata in Italia.
domenica 15 febbraio 2015
sabato 14 febbraio 2015
Nerocavo di Stefano Donno (Lupo editore) domani 15 febbraio 2015 a Lecce da Angels Ristorante
Overeco Academy and
Workshop, Arcadia Lecce, organizzano la presentazione di Nerocavo di Stefano
Donno (Lupo editore) il 15 febbraio 2015 ore 18,00 presso le sale dell’Angels
Ristorante (accanto Hotel Zenit) Via
Adriatica, Angolo Via Ferrando a Lecce . Ci sarà l’inaugurazione della personale
di pittura di Paola Scialpi ispirata al volume (dal 15 al 22 febbraio 2015) e assaggi in tonalità di NEROCAVO
reinterpretati dallo chef Angelo Colelli. La serata sarà introdotta dal critico d’arte Dott. Toti Carpentieri. Parteciperà
anche l'editore Cosimo Lupo.
nerocavo è una raccolta
poetica densa, stratificata, una vera e propria catàbasi negli strati più
profondi della vita. L’intero corpo poetico è l’allegoria di un viaggio
interiore per versi che l’autore compie in bilico tra l’esoterico e
l’essoterico, ovvero il salto di coscienza da uno stato esistenziale in cui si
ha la consapevolezza della fine di ogni cosa, alla trasmutazione in un’altra
dimensione spirituale, già proiettata verso l’eternità. Ma il percorso non è
esente da ostacoli, e i versi sembrano poi improvvisamente deviare, quasi ad
assumere una propria e autonoma intelligenza tanto da disegnare un’altra
geografia emozionale che riscrive una destinalità diversa, che ripete
all’infinito se stessa, quasi fosse un eterno “initium”. Nerocavo (omaggio alla
poetica dell’autore Enzo Mansueto), è impreziosito dalle opere dell’artista
Paola Scialpi, dalla prefazione di Alessandra Peluso e dalla post-fazione di
Vittoria Coppola.
Stefano Donno (1975) si
è laureato nel 2005 in Filosofia presso l’Università degli Studi di Lecce. Sue
poesie sono inserite in numerose antologie e suoi articoli e saggi sono apparsi
su importanti riviste nazionali e internazionali. Pubblicazioni: Sturm and Pulp
(Lecce, 1998); Edoardo De Candia, considerazioni inattuali (Lecce, 1999); Se
Hank avesse incontrato Anais (Lecce, 1999); Monologo – + (Copertino, 2001);
Sliding Zone (Lecce, 2002); L’Altro Novecento – giovane letteratura salentina
dal 1992 al 2004 (San Cesario, 2004); Ieratico Poietico (Nardò, 2008); Dermica
per versi (Faloppio, 2009); Mendica Historia (Lecce, 2010); Corpo Mistico
(Roma, 2010); Prezzario della rinomata casa del piacere (con Anna Chiriatti,
Martignano, 2011); A Sud del Sud dei Santi a cura di Michelangelo Zizzi (2013, Faloppio).
Paola Scialpi, artista
salentina, ha esposto nella sua carriera pluri-quarantennale nelle più
importanti gallerie d’Italia: dallo Studio D’Ars di Milano alla Galleria d’Arte
La Scaletta di Matera. A livello internazionale ha esposto negli Emirati Arabi
Uniti presso lo Shariah Art Contemporary Museum e a New York presso la Broadway
Gallery. Autrice di saggi sull’intercultura, di recente è stata inserita nel
catalogo curato da Luciano Caramel per Giorgio Mondadori dal titolo Mille
Artisti a Palazzo. Attualmente dirige l’Overeco Academy e Workshop in via
Casetti 2 a Lecce.
“Quel nero senza fine e
ancora nero // che sprofonda e scurisce il cuore// nero se di luce non splende
// che nero lo strappo tende per sempre // nero che nella mente s’addolcisce//
nero dunque ormai spasmo puro // s’addice al nero la vita che imparo //
l’abisso nero che è fiele allo sguardo [...]”
Info
Info / Percorsi di donna – http://paolascialpi.blogspot.it/
Angels Ristorante
- Via Adriatica ang. Via Ferrando, 73100 Lecce
Il sito - http://www.angelsristorante.it/
Arcadia Lecce - http://www.ordoequestristempliarcadia.it/
venerdì 13 febbraio 2015
Per una teoria della campionatura in prosa e poesia. Considerazioni sovversive per un multiverso possibile della letteratura e della produzione letteraria - 3 –
Questa Super Coscienza regola
il Tutto essendo il Tutto, e parla, comunica simultaneamente con se stessa, riuscendo
a rivoluzionare costantemente e continuamente qualsiasi distinzione tra “dire”
e “mostrare”, tra ciò che può essere detto e ciò che si può mostrare. Il
risultato è la realizzazione di condizioni meta/linguistiche di verità sempre vere,
non tautologie, perché valide per N dimensioni, e che non possono essere
confermate dall’esperienza, perché non esiste un’esperienza fenomenicamente,
ontologicamente, linguisticamente localizzabile in una sola dimensione. Spostando
di pochi millimetri mentali le nostre considerazioni, potremmo dire che tali condizioni
meta/linguistiche di verità sempre vere, vengono ad essere ulteriormente
confermate dal Dire, dal Manifestare, dall’Esserci (in omaggio all’immenso
Martin Heidegger) e dal Dimostrare della Super Coscienza nella sua stessa Super
Realtà, composta da tutte quelle realtà possibili che plausibilmente possiamo
pensare che esistano. Si tratta di una Meta/Logica prodotta dalla Super
Coscienza, che rappresenta la struttura di un meta/linguaggio che descrive N
realtà. E dunque un tale linguaggio non solo plurisemico, ma fantasmaticamente
liquido e multidimensionale, realizza Proposizioni che descrivono stati ALTRI di
cose, e rappresentano N realtà, tutte pertanto assolutamente vere e plausibili,
tutte pertanto assolutamente autentiche. E se è vero che sia possibile
conoscere il significato delle parole secondo punti di vista non locali ma
meta/locali, allora sarà vero comprendere N proposizioni che spiegheranno non
una sola realtà ma più realtà che costituiscono questo Tutto. La tipologia di
regole linguistiche messe pertanto in campo non ha più una sola possibilità di
espressione e manifestazione, perché la relazione standardizzata tra linguaggio
e il mondo che deve essere espresso (in ogni modo e con ogni mezzo e strumento)
viene a essere sostituita da N possibilità modali di esprimere N mondi
paralleli, tutti esistenti simultaneamente qui e ora, o altrove. Il linguaggio
sussiste così autonomamente rispetto al mondo, a questo mondo o ad altri possibili
mondi, e rispetto a tutte le N dimensioni … e un po’ forse vengono a perdere di “colorito”
alcune istanze proposte ad esempio nel corso della storia del pensiero di
questa umanità. In primis, a mio avviso, l’ipotesi di Ludwig Wittgenstein che ritiene
che “Ciò che può essere mostrato non può essere detto”. Inoltre viene a
risolversi la dicotomia tra le teorie di Jean Piaget e Noam Chomsky su
linguaggio e apprendimento. Da un lato Chomsky aveva sostenuto che la
produzione e la comprensione delle parole erano determinate da regole
grammaticali generative, che consistono in proprietà innate della mente umana e
che condividono una serie di tratti strutturanti generali, i parametri, il cui
insieme formerebbe la cosiddetta Grammatica Universale. Piaget, invece, sosteneva che la facoltà del
linguaggio sarebbe legata a diverse strutture cognitive e pertanto dipendente
da esse. Dunque le regole sintattiche che passo dopo passo si vanno formando
durante l’assunzione del linguaggio dipenderebbero dagli oggetti e dagli
stimoli che l’essere umano riceve dall’ambiente nella prima fase di sviluppo. Il
progredire linguistico avrebbe quindi un’origine individuale, e fattori esterni
come l’ambiente e le interazioni sociali lo arricchirebbero. Ciò sarebbe vero
se si ritiene di vivere e agire e comunicare solo in questo mondo, ovvero
quello descritto dal linguaggio che al momento usiamo. Un mondo legato alle scienze naturali, dove le
cose sono come sono, e all’interno del quale è persino difficile definire le
cose come si presentano, se esse siano Bene o Male. Ma in realtà la questione
non sarebbe da proporsi in questi termini. Se si fa riferimento a quanto detto
sino adesso le modalità di espressione e di esistenza di cui abbiamo più o meno
sonnambulescamente e parzialmente coscienza non ci appartengono. Perché non
siamo noi quel mondo che vediamo, non siamo noi quel mondo che esprimiamo, non
siamo noi quel mondo che interpretiamo, non siamo noi quel mondo che agiamo.
Azione e Intellezione non sono soggettivi, non riguardano né la nostra essenza
né la nostra esistenza. Noi siamo emanazione e manifestazione possibile della
Super Coscienza che esiste qui e ora, ma anche altrove, e come manifestazione
possibile della Super Coscienza siamo punti senzienti di divulgazione che
riceviamo passivamente ma consapevolmente un quantitativo N di informazioni che
attivamente poi trasmettiamo e realizziamo qui e altrove in N modalità. Siamo
meta/sostanza capace di azione, non
possiamo essere formati né disfatti, in quanto duriamo quanto durano N
dimensioni, non siamo distinguibili, siamo in grado di appetire tutti i
possibili principi di N cambiamenti, siamo in grado di gestire N
modificazioni
in attualità e potenzialità, siamo simultaneamente non localmente cause
efficienti e finali. La corruzione, la consunzione, sono solo salti
quantici in
N stati (approfondiremo più avanti a cosa ci riferiamo con l'espressione
salti quantici), realizzati dalla Super Coscienza che li ha pensati per
l’appunto come
tali. Con questo non intendo dire che siamo in uno stato di dormiveglia
perenne
manovrati come burattini da questa Super Coscienza. E soprattutto le mie
argomentazioni non vogliono rappresentare un percorso teorico per
Svegliarsi o Ri/svegliarsi.
Obiettivi di questo tipo li ripongo nelle mani di guru, santoni e pseudo
fisici
quantistici. Possiamo invece concentrarci sul fatto che il nostro
pensare, il
nostro agire, il nostro informare siano intanto liberi da due elementi
che in
un modo o nell’altro appesantiscono il nostro essere (qualunque esso sia
e
dovunque esso sia): l’Io e l’Ego. Si tratta delle due cause più nefaste
universalmente e multidimensionalmente riconosciute. Essi esistono a
livello
psichico, energetico, eterico, agglutinano energie, manipolano, occupano
abusivamente
Spazi e Tempi, offuscano capacità di connessione, confondono, sono
“prolissi”. Persino
la Super Coscienza non contempla un Io e un Ego, per legittimarsi
auto/fenomenicamente
qui e ovunque. Ma non sono solo le questioni dell’Io e dell’Ego che si
sciolgono sotto i nostri occhi come neve al sole. Vengono a essere
risolte con
la teoria della Super Coscienza, anche a mio avviso una serie di
problemi
minori, come il funzionamento del cervello relativamente a percezione,
sensazione, visione, sentimento, tatto, odorato, memoria, e riguardo la
produzione, manifestazione e comprensione del linguaggio stesso. Tutti
questi
aspetti, tendono pertanto a essere connessi l'uno all'altro, non più
distinti e
separati, perché è come se parlassimo di un super sistema nervoso non
locale,
ma unìcrono e multidimensionale. La Super Coscienza infatti è in
continuo e
costante processo di sviluppo, e realizza costantemente e continuamente
geometrie di informazioni che producono N fenomeni in questa come in altre dimensioni. Di certo ad oggi non si dispone di metodi
efficaci per indagare e individuare la struttura ultima di questa Super
Coscienza, ma credo che tutto ciò sia uno degli obiettivi che nel prossimo
futuro bisognerà raggiungere. Questa Super Coscienza dunque, dotata anche di un
super sistema nervoso, non è statica ma sempre in movimento, e attraversata da
un flusso di energia pulsante, appetitivo e senziente che è in grado di
controllare N reazioni chimiche, di accedere a N quantità di cellule
particolari e osservarle, e di collegare N movimenti come quelli che vanno
dalla mia mano sino alla funzionalità ed esistenza di tutti gli universi e
multiversi possibili, riuscendo a prendere nota di tutti i diversi, plausibili e
possibili livelli di manifestazioni. Immaginando allora questa Super Coscienza
come un Super Rete Neurale Interconnessa, che è qui e ora, ma che è anche
simultaneamente altrove e manifestamente essente in N modalità, possiamo
avanzare l’ipotesi che abbia generato anche N possibilità di conoscenze (N
possibilità di Algebra, N possibilità di Trigonometria, N possibilità di
Letteratura, N possibilità di Poesia, N Possibilità di Architettura, N
possibilità di Fisica etc) e che le abbia precisamente affidate a N punti
senzienti di divulgazione che convenzionalmente e in base a contesti locali qui
ma anche in N dimensioni, hanno una nominalità (Albert Einstein, Giordano
Bruno, Dante Alighieri, Don De Lillo, Salvador Dalì, Frank Stella, Jennifer
Lopez, Nicola Lagioia, Ashtar, Gabriele D’Annunzio, Galadriel, Umberto Eco,
Frank Lloyd Wright, Carlo Rubbia, Cthulhu, etc) e sono pertanto nominalmente e
convenzionalmente titolari delle loro opere. Naturalmente loro come tutti gli
altri punti senzienti di divulgazione esistenti in altri tempi e in altre
dimensioni. Ma non ne sono però i legittimi proprietari. Da quanto sinora
asserito si potrebbe dunque perfino arrivare a ipotizzare, che il loro
contributo sia solo ad uno stadio di scintilla intuitiva a cui è stata data da
loro una forma ed una serie di proprietà convenzionali, possibili,
comprensibili, plausibili. Mentre invece il copyright sia in realtà un Super
Copyright che appartiene alla Super Coscienza.
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