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Notizie su Libri e Festival Letterari

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    sabato 19 aprile 2014

    I consigli editoriali tutti da gustare di Angel’s Restaurant - In cucina con Alain Passard di Christophe Blain (Bao Publishing)















    Alain Passard è lo chef tre stelle Michelin propietario del celebre Arpège di Parigi. Christophe Blain l'ha frequentato per due anni, per comprendere la sua cucina e rccogliere quattordici ricette in questo volume, a metà tra il romanzo grafico e l'intervista a fumetti.


    Info
    Via Adriatica - Angolo Via Ferrando (73100 Lecce)
    Tel:       (+39) 0832 344099
    Cel:      (+39) 392 9255525

    venerdì 18 aprile 2014

    Gioventù brucianti. Il 22 aprile alla Icaro Bookstore di Lecce



    Martedì 22 aprile (ore 19.00 - ingresso gratuito) presso Icaro BookStore di Lecce il gruppo informale (Ri)Generazione Politica propone Gioventù brucianti un incontro per parlare di giovani e politica partendo da due libri molto diversi tra loro: La ricchezza di Marco Montemarano (Neri Pozza) e Il Novecento che ho conosciuto di Enzo Ligori (Manni). Modererà l'incontro Paolo Paticchio curatore del volume "Post. 13 storie dopo l'89 che non sapevano di diventare mito" (Lupo Editore)

    La ricchezza di Marco Montemarano (Neri Pozza)

    A quindici anni Fabrizio Pedrotti è già un gigante. A volte se ne sta in piedi in mezzo alla sua cameretta come se il suo corpo fosse un fantoccio ingiustificabile e lui non sapesse come disfarsene. È bello, è un leader. A scuola è attorniato da una folla di cortigiani, e il mondo gli si srotola ai piedi come un tappeto. Un giorno del 1975, nel corridoio di un liceo romano, Fabrizio sceglie Giovanni come amico. Gli mette una mano sulla testa e lo elegge a suo scudiero. Poi lo ribattezza Hitchcock e lo accoglie nella cerchia più intima della sua famiglia. Nel lussuoso appartamento dei Pedrotti, Giovanni-Hitchcock si muta nel testimone della vita dell’intero nucleo familiare. Riesce a scorgere il padre, un onorevole perennemente assente da casa, in una imbarazzante intimità; si rende subito conto della svagata cortesia ed estraneità della madre; stringe amicizia con Mario, il fratello minore, un ragazzo gracile, un fantasma in pantofole che rasenta i muri aprendo e chiudendo in silenzio le porte; ha una relazione clandestina con Maddalena, la seducente sorella, una ragazza quasi adulta, coi ricci del colore di certe alghe marine; e infine apprende il lato nascosto, la zona d’ombra del rapporto tra Fabrizio e il fratello.
    A volte Fabrizio sente un fremito tra il palato e la radice del naso, una specie di istinto a mordere. E allora lui, il gigante, tortura l’esile fratello minore, lo sveglia a morsi e lo sfinisce con il solletico. Finché Mario, che è in preda al panico al minimo tocco, smette quasi di dare segni di vita.
    Al fianco dei Pedrotti, Giovanni abbraccia completamente l’identità di Hitchcock. Al punto tale che si convince persino di aver determinato la rovina e l’infausto destino di Fabrizio, Mario e Maddalena con un atto scriteriato e irresponsabile nell’acceso clima politico degli anni Settanta. Finché, con il trascorrere degli anni, e l’irrompere della maturità, la verità dei Pedrotti e di Hitchcock, il loro scudiero, gli appare sotto una luce inaspettata e sorprendentemente diversa.
    Con la sua scrittura asciutta e controllata, La ricchezza è un romanzo che narra dei ragazzi degli anni Settanta, di una generazione che ha consumato in fretta il proprio tempo nel sogno e nell’illusione, per esporre alcuni dei temi fondamentali della letteratura di ogni tempo: le grandi speranze e le fragili certezze della gioventù, l’impossibilità di accedere alle vite degli altri, gli inganni della memoria e dell’Io.

    Il Novecento che ho conosciuto di Enzo Ligori (Manni)

    Un lavoro sulla memoria collettiva, sospeso tra testimonianza e riflessione, in precario ma dinamico equilibrio tra senso del presente e un passato che non è mai davvero passato, un percorso di rilettura della vita individuale che si fa azione sociale. (dalla Prefazione di Luigi Spedicato)
    Si legge come un romanzo questa storia di una famiglia del Salento narrata dalla voce del protagonista, che mescola e fonde la percezione della propria vita a quell’epoca con la consapevolezza acquisita poi. La civiltà contadina degli anni Cinquanta, la crisi e la povertà, che non è mai fame bensì assenza del superfluo; l’università con la passione per i libri alla fine dei Sessanta; la militanza politica fin dai Settanta: senza mai smettere di domandarsi, indagare, cercare.
    Qual è la vera storia che si vive rispetto a quella che si crede di vivere? Come si può riuscire a vedere l’intera foresta stando sotto un albero?

    Post, 13 storie dopo l'89 che non sapevano di diventare mito a cura di Paolo Paticchio (Lupo Editore)
    La nostra generazione, quella che ha compiuto i vent'anni ed è prossima ai quaranta, è spesso accusata di disorientamento, di assenza di punti di riferimento. Ma è proprio vero che questi giovani adulti sono privi di spunti a cui attingere per interpretare, criticare, cambiare il proprio tempo? O di maestri da assumere a modello per agire? Queste tredici storie – le nostre, le prime di un libro non finito, un input da raccogliere e sviluppare – sembrano dimostrare il contrario.

    BANKSY di Alberto Cazzato
    BLOB di Giovanni De Stefano
    DON LUIGI CIOTTI di Tatiana Giannone
    KURT COBAIN di Osvaldo Piliego
    ALEXANDER DUBCEK di Patrizia Carratta
    MICHELE FRASCARO di Alfredo Polito
    HACKERS di Matteo Serra
    SALVATORE IACONESI di Gabriella Morelli
    LE NON ARCHI-STAR di Juri Battaglini
    RITA LEVI MONTALCINI di Ilaria Colazzo
    ROSARIO LIVATINO di Angelo Pansini e Stefano Fumarulo
    MARIO MONICELLI di Laura Preite
    SAMIA YUSUF OMAR di Alessandra Lupo


    INFO

    Libreria Icaro Bookstore -  viale Felice Cavallotti 7/A - 73100 - Lecce.

    Tel. 0832.331999

    e.mail pantealecce@libero.it

    I consigli editoriali tutti da gustare di Angels Ristorante - Vittorio Stagnani ha scritto La luna e la focaccia. Storia, tradizioni, ricette (Progedit)



    In "La luna e la focaccia" Vittorio Stagnani, storico delle tradizioni e della gastronomia, ricostruisce la storia di un basilare e antico alimento mediterraneo, soffermandosi in particolare su una delle varietà, la focaccia barese, tra le più tradizionali e tipiche italiane.
    Cominciando dalla preistoria l’autore ne segue sapori, profumi, colori, sino ai giorni nostri, con una scorribanda nelle varie età, che ne fa un piatto principe di ogni civiltà. Scopre così, per fare un esempio, che il nome deriva dal latino panis focaceus (pane cotto al focolare) e che la pizza napoletana è figlia delle prime focacce azzime, dalle quali poi l’ingegno napoletano ha generato l'alimento tricolore.
    Ma le varianti che si possono gustare in giro per il mondo e per le regioni italiane, tra forni antichi e forni ultramoderni, trovano, insieme alla sua storia, una pronta registrazione in quella che potremmo definire una enciclopedia della focaccia.
    La focaccia è, per chi ancora ne apprezza la genuinità, la colazione, lo spuntino, persino la cena del buongustaio che intende nutrirsi bene e con il numero giusto di calorie. Un trancio di focaccia, accompagnato da un’insalata o da un frutto, costituisce un pasto completo e abbordabile con una modica cifra.
    A volte si accendono animate discussioni se è preferibile sottile o più spessa, croccante o soffice. Poi c'è chi preferisce consumare la focaccia togliendo i pomodori o mangiandoli. Addirittura gli amanti dissertano se è meglio mangiarla stando in piedi e camminando, perché sostengono essere la focaccia un cibo da strada, oppure stravaccati su una spiaggia.
    Focaccia che fa rivivere ricordi, odori e sapori di gioventù, focaccia paragonata alla luna o a un seno da mordere, focaccia che ispira l’arte di un maestro come Michele Damiani, che la illustra con le sue tavole dipinte giusto per questo libro.

    Vittorio Stagnani (Roma 1942), giornalista e scrittore, collabora a numerose testate. Ha scritto, per i nostri tipi, "Cucina vecchi buoni piatti di Puglia e Lucania" (Bari 2004), "Sotto schiaffo. Storie di usura" (Bari 2005), "Lunari di Puglia" (Bari 2006, con Vito Maurogiovanni e Nino Lavermicocca) , “Puglia Fuori Strada" (2008, con Corrado Palumbo) e "I racconti della pentola" (2010).

    Info

    Via Adriatica - Angolo Via Ferrando (73100 Lecce)
    Tel:       (+39) 0832 344099
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    Addio al premio Nobel Gabriel Garcia Marquez. Scrisse Cent'anni di solit...

    giovedì 17 aprile 2014

    Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupèry per La fiaba e il sogno – i laboratori di lettura per bambini alla Icaro Bookstore di Lecce. L’appuntamento è per il 18 aprile 2014

    La Libreria Icaro si dimostra innovativa anche nell'ambito dell'educazione e formazione dei bambini, dedica infatti gli appuntamenti del mese di aprile a storie per esplorare il nostro mondo in relazione con l’ambiente circostante: i bambini potranno vivere le storie attraverso la meravigliosa esperienza del “Circle time”, espressione inglese che significa “tempo del cerchio”. Una delle metodologie più efficaci nell’educazione socio-affettiva, che facilita e sviluppa la comunicazione circolare, favorisce la conoscenza di sé, promuove la libera espressione delle idee, dei sentimenti, e dei vissuti personali, creando un clima di benessere e di condivisione. Una piacevole pratica per favorire anche il piacere di leggere.
    Da non perdere:  Venerdì 18 Aprile, ore 17.30 - Libreria Icaro Bookstore - viale Felice Cavallotti 7/A - Lecce.
     


    - Venerdì 18 Aprile, ore 17.30: si viaggerà insieme a “Il Piccolo Principe” (Bompiani) di Antoine de Saint-Exupèry, un capolavoro di poesia narrativa in grado di appassionare grandi e bambini, dove emergono valori come la ricerca di se stessi, la cura dell’amore, il valore dell’amicizia e la speranza.


    Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry (Bompiani) - È la storia dell'incontro tra un aviatore, costretto da un guasto ad un atterraggio di fortuna nel deserto, e un ragazzino alquanto strano, che gli chiede di disegnargli una pecora. Il bambino viene dallo spazio e ha abbandonato il suo piccolo pianeta perché si sentiva troppo solo lassù: unica sua compagna era una rosa. Un libro che si rivolge ai ragazzi e “a tutti i grandi che sono stati bambini ma non se lo ricordano più”, come dice lo stesso autore nella dedica del suo libro.


    Antoine de Saint-Exupéry era un pilota, proprio come l’amico del piccolo principe. Viaggiava su piccoli aerei per portare la posta da un punto all’altro del Sud America, e viaggiando pensava molto, e dopo aver pensato scriveva. Quando venne la guerra, diventò pilota di guerra. Un giorno del 1944, era luglio, si alzò in volo sul Mediterraneo e non tornò più.


     
    INFO


    Libreria Icaro Bookstore -  viale Felice Cavallotti 7/A - 73100 - Lecce.

    Tel. 0832.331999

    e.mail pantealecce@libero.it




    mercoledì 16 aprile 2014

    IL MARCHIO, di Aurora D'Evals, Runa Editrice 2014. Intervento di Alessandra Peluso



    La giovanissima Aurora D'Evals sembra incarnare lo spirito del marchese De Sade: spaventosamente libero, trasgressivo, erotico.
    Il marchio” edito dalla piccola casa editrice veneta Runa è una storia intensa, di un contenuto che rasenta i limiti dell'umano oltrepassandoli e assumendo una responsabilità di esistenze che vogliono una vita senza giudizi né pregiudizi, libera da tabù, dogmi e quant'altro.
    Una scrittura fluida come il racconto di D'Evals, scorre lentamente e si sente, fa male, procura piacere, crea sensazioni profonde che non hanno nulla in comune con l'aspetto razionale, forse. Non si tratta semplicemente di un incontro di un uomo e una donna e delle loro intime perversioni, ma di capire fin dove il piacere si può spingere, sino a quando l'essere umano è libero di trasgredire, evadere da categorie e sillogismi.
    Il marchio” di Aurora D'Evals marchia a fuoco appunto, lascia un'impronta indelebile come il tatuaggio che Sara  avrà sulla caviglia e lega come la passione ossessionante tra Sara e Ginko. E non è un caso che il tatuaggio simboleggi “l'edera”, la pianta della passione per Bacco, che cresce rigogliosa e sempre verde ed è legata all'idea di amare in un modo strano, non conforme al volere della morale. Sara si oppone al suo “status symbol”, alla famiglia, alla vita benestante per entrare in un mondo che la condurrà al limite dell'abisso e sarà paradossalmente la sua stessa ancora di salvezza che regalerà una vita felice, apparentemente come molte. “Dell'erotismo si può dire, innanzitutto, che esso è l'approvazione della vita fin dentro la morte” (Georges Bataille).  
    È l'incarnazione di “eros” e “thanatos”, è un incontro che a volte rasenta l'indicibile.
    Dal pretesto di un tatuaggio ad un gioco erotico dove i due soggetti e oggetti si dominano, controllano, legano, sottomettendo corpo e mente. Non serve dare delle riflessioni morali, né tanto meno attuare quella che Kant definisce la “filosofia del limite”, sarebbe riduttivo e fuorviante. Ciò che sembra necessario è leggere questa intrigante storia narrata con una sorprendente consapevolezza e calcolante capacità dall'autrice e tentare di sottoporre ogni sensazione fisica e psichica alla narrazione. Il lettore alla fine né uscirà più libero o prigioniero dello spirito de sadiano di D'Evals.
    “Sara ridotta alla cruda essenza, spogliata di ogni maschera, esposta al pubblico ludibrio”, fedele al suo dio sempre, diventa un oggetto nelle sue mani volutamente, dà il cuore al suo Ginko. E lui lo sapeva bene e non la deludeva mai. C'è una notevole complicità tra i due, un amore vissuto e percepito a modo loro, che condurrà gli stessi protagonisti ad una fine che il lettore non s'aspetta.
    Sorprendente e accattivante, nessuna sfumatura, ma colori nitidi: il rosso e il nero, tutto incredibilmente chiaro nel libro “Il marchio”. 
    Nessuna banalità, ma una sconcertante condizione esistenziale voluta da entrambi forse semplicemente per trasgredire, per giocare, per sentirsi liberi, per evadere, provocarsi, forse una storia di amore e sesso dove a predominare è Dioniso; mentre, Apollo giace, sagace soccombe e tace.
    «Si era fatto amare, e usava quell'amore come un guinzaglio per condurmi, all'epoca non mi rendevo conto che il guinzaglio ha due capi, che deve averne due per forza, o smette di essere un guinzaglio, e che chi lo tiene in mano non è meno prigioniero di chi lo porta al collo» (p. 177).
    Per coloro che hanno voglia di provare nuove emozioni, di leggere storie che vadano oltre ogni confine e beneficiare della propria passione per i libri in modo inusuale, consiglio la lettura di “Il marchio” di Aurora  D'Evals, il resto è solo da scoprire.